CLIMA E INDOTTRINAMENTO, 14-18 marzo 2019

Posted: 19th marzo 2019 by rivincitasociale in Ecomarxismo
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Per i giovani del mondo intero affinché non siano trasformati dai dirigenti politici ed economici attuali in una Nuova « Crociata dei Pastorelli » da sacrificare ai loro sordidi appetiti finanziari.

Alcune evidenze:

Esiste un’urgenza ambientale, non esiste nessuna urgenza climatica.

Il CO2 è benefico, l’oscurantismo è un pericolo per la vita e per la civiltà

Non si deve confondere il CO2 benefico – fotosintesi – e il CO, il monossido di carbonio velenoso, potenzialmente mortale.

« Chi inquina paga ! » Ma c’è l’indulgenza plenaria per i ricchi, cioè i certificati verdi scambiati sulla Borsa Verde!

Tra tutte le problematiche ambientale, il riscaldamento climatico è l’unica dimostrata potenzialmente positiva per l’umanità.

L’impronta ecologica della casa di Al Gore è di 20 volte quella di uno Americano medio, quella di Hulot è ancor peggiore. (1)

La stessa disuguaglianza vale per il 10 % vs il 80 % della popolazione al livello domestico o al livello globale. (2)

L’inquinamento più nocivo è l’oscurantismo propagato all’uso delle masse.

L’urgenza sta nel controllo degli inquinamenti industriali e chimici

L’Uomo deve potere riprodursi come specie nella Natura e nella Società.

ALCUNI FATTI:

Per più chiarezza rimando principalmente alla sintesi scientifica disponibile in italiano qui: http://www.zafzaf.it/clima/sono_scettico.pdf

1 ) Scienza o narrazione. La scienza illumina la presa di decisione razionale dei cittadini. La narrazione mira ad ingannare la massa dei cittadini a favore delle classi dominanti. In un’epoca di democratizzazione dell’educazione obbligatoria e laica non c’è più bisogno di « nobili menzogne » per « guidare » la coscienza della gente. (3)

2 ) Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il riscaldamento climatico globale è dovuto principalmente alle attività umane. Questa causa antropogenica è una scellerata narrazione ideata contro gli interessi dei cittadini e dei popoli dei paesi emergenti. La storia lunga del nostro Pianeta dimostra la successione di ere interglaciali e glaciali, (Vedi http://www.zafzaf.it/clima/sono_scettico.pdf , Figura 1, pagine 2) dunque prima dell’epoca industriale col suo presunto impatto antropogenico.

3 ) Benché l’IPCC funzionasse come une nuova Inquisizione soft non si tratta di essere climatico-scettico ma di rimanere realista e scientifico. (4) Socrate denunciava i sofismi e Kant quello che chiamava i paralogismi.

4 ) L’IPCC è un organismo politico dell’ONU – dominato dai paesi ricchi e comunque non obbiettivamente scientifico. I suo paventato ma fluttuante consenso scientifico oggi portato a 97 % è raggiunto scartando sistematicamente i teorici critici e realisti. Secondo altri calcoli più oggettivi questo « consenso » non riguarda più del 32.84 % o del 10 % dei scienziati esperti in queste discipline. Vedi http://www.zafzaf.it/clima/sono_scettico.pdf , p 34 e http://www.climatemonitor.it/?p=43923 )

5 ) La narrazione sul riscaldamento climatico globale del IPCC non risulta sostenibile sin da quando fu confrontata pubblicamente da scienziati indipendenti. Le teorie del IPCC favoriscono sistematicamente i dati estrapolati dai propri modelli rispetto alla realtà osservata. Senza sorpresa, col passare del tempo le previsioni modellistiche risultano sempre più false. (Vedi la Figura 6 in http://www.zafzaf.it/clima/sono_scettico.pdf , p 11). Perciò, alla COP24 di Katowice (Polonia, 2018) IPCC decise di drammatizzare la situazione pretendendo che rimangono appena da 12 a 22 anni per salvare il Pianeta. Per i giovani alunni e studenti e per i cittadini più creduloni, si insista sul breve termine già ridotto a 11 anni nel 2019: « Il rapporto IPCC AR5, nel 2014 aveva previsto che il riscaldamento globale rispetto al periodo preindustriale (~1860) avrebbe raggiunto 1.5°C nel 2020. Il rapporto attuale rivede quella previsione e porta il raggiungimento di 1.5°C al 2030 o al 2040 » (http://www.zafzaf.it/clima/sono_scettico.pdf, p 18) Di fatti, povero IPCC, negli ultimi venti anni non si verificò nessuno riscaldamento notevole …

6 ) La causa principale del riscaldamento climatico globale sarebbe il CO2, benché sia presente solo in traccia nell’atmosfera, cioè di 0,041 % ovvero, in un volume atmosferico di un milione di molecole, solo 410 più o meno sono CO2, dunque 410 ppmv (idem, p 1) Non si dice che questa misura è una misura unica proveniente dell’osservatorio di Mauna Loa in Hawai, cioè da uno dei 16 vulcani più grandi e più attivi al mondo. (vedi : https://www.esrl.noaa.gov/gmd/ccgg/trends/ )

7 ) Potrà sembrare incredibile pero l’IPCC scarta dai suoi modelli tutto l’effetto serra non attribuibile alle attività umane. Così può pretendere che oltre 55 % del effetto serra antropogenico è dovuto al CO2. ( Quels sont les gaz à effet de serre ? https://jancovici.com/changement-climatique/gaz-a-effet-de-serre-et-cycle-du-carbone/quels-sont-les-gaz-a-effet-de-serre-quels-sont-leurs-contribution-a-leffet-de-serre/ )

Basta allora pretendere che tutto l’aumento « costatato » di CO2 sin dall’inizio dell’era industriale fine ad oggi, cioè da 300 ppm a 410 ppm, sia dovuto all’uomo! Ho fatto notare altrove che l’IPCC non tiene conto, ad esempio, del permafrost … come pure della torba irlandese ecc., ecc. Se è vero che sin da 11000 anni e per un altro millennio ancora la tendenza principale – modificata da tanti altri cicli di lunghezza e di intensità variabili – è al riscaldamento, non si può credibilmente avanzare tali imputazioni antropogeniche unilaterali!!!

Ma anche cosi le cose non quadrano : « È istruttivo e divertente seguire Franco Battaglia in Battaglia et al., 2018. Clima, basta catastrofismi. 21.mo secolo editore, pagg. 13 e 14.: calcola a cosa corrisponde l’aumento della CO2 osservato dall’epoca pre-industriale (da 300 a 400 ppmv) e trova che l’aumento è equivalente a consumare una candelina di compleanno nel salotto di casa! L’aumento della temperatura di 0.8°C, invece, corrisponde ad un aumento dello 0.3%! » ( « Sono uno scettico climatico. Sì, ma perché? » Franco Zavatti in http://www.zafzaf.it/clima/sono_scettico.pdf , p 21)

8 ) Rimane chiedere quali sono le fonti del CO2 realmente antropogenico. Sono principalmente le energie fossili e le attività industriali tra le quali l’industria siderurgica e quella del cimento, ambedue ben protette da varie esenzioni e dai certificati verdi inventati a punto per permettere questo « inquinamento » industriale !!! (5) L’inquinamento reale dovuto alla combustione ed ai processi industriali non riguarda il CO2 ma gli altri gas a effetto serra e gli inquinanti chimici. Come nella favola di La Fontaine, l’IPCC ha designato come colpevole proprio quello soggetto che colpa non ha, cioè il CO2 prodotto dal consumo di cittadini ordinari come i Gilets jaunes … « Della giustizia quando siede al banco/sempre il potente come giglio è bianco/ma se a seder si pone/il poveraccio, è un sacco di carbone. » (« Gli animali malati di peste » in http://www.letturegiovani.it/E-book/La%20Fontaine%20-%20Favole.pdf ) Il consumatore reso falsamente autore del disastroso cambiamento climatico si sentirà colpevole e desideroso di ammendarsi facendo penitenza – come i giovani studenti creduloni . Accetterà dunque con più convinzione la politica di disincentivazione neoliberale-monetarista. Non parliamo neanche qui di decrescita quantitativa compensata da una crescita qualitativa del consumo … Si tratta di una re-edizione del « peccato originale » ad uso dei gentili popoli …

9 ) Il vapore acqueo è il più potente gas a effetto serra. « Contribuisce a 60 % dell’effetto serra planetario, contribuzione che sale fine al 90 % quando si considerano le nuvole » « … il vapore d’acqua è dunque responsabile dell’effetto serra naturale, senza il quale la temperatura sul Pianeta Terra sarebbe di meno 18°C ( -18°C). (v. https://www.futura-sciences.com/planete/questions-reponses/rechauffement-climatique-vapeur-eau-elle-gaz-effet-serre-912/ ) Nel suo libro del 1979, Gaïa: a new look at life on Earth, James Lovelock esponeva già i processi di retroazione, ad esempio se la superficie degli oceani si riscalda, l’evaporazione sarà superiore, ma questo tipo di concatenazione deve ancora essere scientificamente investigata. Pero, non ha fin qui interessato molto l’IPCC …

10 ) La tristemente celebre curva della temperatura globale a mazza da hockey. Questa curva presentata da Michael E. Mann, Raymond S. Bradley e Malcolm K. Hughes in un articolo pubblicato nel 1998 nella prestigiosa rivista scientifica Nature – la quale rifiutò di pubblicare articoli critici sulla questione – « mostra una lenta e regolare diminuzione della temperatura dal 1000 al 1900, con una risalita brutale che da un grafico in forma di una mazza di hockey » ( https://www.wikiberal.org/wiki/Courbe_en_crosse_de_hockey, vedi pure il breve video di Vincent Courtillot : https://www.dailymotion.com/video/xanvku )

Questa curva, risultato di una falsificazione oggi smascherata, fu utilizzata e continua ad essere utilizzata dal IPCC per illustrare il rapido riscaldamento climatico sin dal 1900 imputandone la causa ad un effetto antropogenico. Oltre alla falsificazione statistica si nota la volontà di fare sparire il cosiddetto Optimum del Medio Evo. Questo, come pure il riscaldamento avvenuto durante l’epoca romana, rinvia ad un elemento essenziale, ovvio a tutti quelli che conoscono un poco la Storia, incluso la storia geologica, del Pianeta, cioè la ciclicità climatica che fa alternare ere glaciali ed ere interglaciali, epoche di riscaldamento ed epoche di raffreddamento. I reperti archeologici sub-acqua a Baia o a Crotone al tempo di Pitagora o degli Antichi Romani danno pure una illustrazione magistrale rispetto alla complessa problematica legata al livello del mare, cioè prima del presunto effetto antropogenico dovuto all’Epoca Industriale moderna.

11 ) Il « radiative forcing » Lo stesso tipo di trascuratezza metodologica e, a volte, di cosciente manipolazione dei fatti operata per raggiungere conclusioni prefissate, è evidenziato dall’uso che fanno gli esperti in climatologia del IPCC del concetto di « radiative forcing ». Questo concetto rimanda al cuore della discussione sul effetto serra: la polluzione imprigionerebbe in modo crescente più calore solare. Ripetiamo che senza l’effetto serra la temperatura al suolo sarebbe di – 18 gradi C. Sapiamo pure che nella durata geologica il clima varia tra ere interglaciali e glaciali. E sapiamo che la curva della temperatura globale a mazza da hockey fu falsificata.

Non di meno si afferma « Sin dall’inizio dell’era industriale, cioè nel 1750 tutti i gas a effetto serra che abbaiamo rilasciato nell’atmosfera uguagliano più o meno al 1 % dell’energia in provenienza dal sole » Lo stesso autore pretende che 55 % di questa percentuale è dovuta al CO2. (https://jancovici.com/en/climate-change/ghg-and-carbon-cycle/what-gases-are-greenhouse-gases/ ). Si riconosce che la percentuale è debole ma, facendo astrazione di tutti i possibili effetti di retroazione del nostro Pianeta – oceani, vegetazione, ghiaccio, permafrost ecc. -, si estrapola l’effetto serra in modo esponenziale … Per fortuna non è così. Per capirlo basta guardare alla chiara corrispondenza tra temperature e CO2: La variazione della temperatura precede quella del CO2. Ad esempio, sulla base dei dati di carotaggio, vedi a 30:54 mn, qui https://www.youtube.com/watch?v=ozmQeNDyV5g . La negazione della causalità aumento CO2/aumento della temperatura viene anche illustrata con la dispersione logaritmica del « radiative forcing » del CO2 nell’atmosfera. Vedi la Figura 15, in http://www.zafzaf.it/clima/sono_scettico.pdf , p 20. Le due figure negano la tesi del IPCC. Rimane pero conciliarle. Sulla base delle retroazioni, si tratta secondo me di valutare le scale temporali implicate nelle due figure e sopratutto di capire le retroazioni: la discrepanza nell’atmosfera implicherebbe una modifica nel livello della vegetazione, del stoccaggio oceanico ecc. La questione deve essere approfondita. (6)

Sappiamo già che i modelli discordanti tra loro del IPCC non includano il permafrost e altre sorse naturali di stoccaggio-rilascio in modo che tutto il presunto effetto CO2 è imputato al CO2 di origine umana. In oltre, non si prende in considerazione i cicli del sole e gli altri cicli terresti o astronomici. Di nuovo, siamo confrontati alla tipica trascuratezza metodologica. Pensando solo alla reazione del permafrost o degli oceani – riscaldando emettano CO2 – è pure chiaro che l’IPCC confonde cause e effetto. E pure chiaro che questi aumenti e diminuzioni si sono seguiti prima del presunto effetto antropogenico anche quando l’accumulazione atmosferica del CO2 era vastamente superiore a quella di oggi, ad esempio quando regnavano i dinosauri. Non si vede nessuna irreversibilità …

Una simpatica tabella esibita da due studentesse recitava: « Les dinosaures aussi pensaient avoir le temps ». Che peccato per loro che sia diminuito il CO2 e dunque il nutrimento vegetale alla base della loro catena alimentare … (« Et un, et deux, et trois degrés » : une vague verte déferle en France pour le climat et la justice sociale »

Selon les organisateurs de la « Marche du siècle », plus de 100 000 manifestants ont défilé à Paris et 350 000 en France. La préfecture de police a chiffré l’affluence parisienne à 36 000 personnes. Par Audrey Garric et Rémi Barroux Publié hier à 17h24, mis à jour à 09h51. https://www.lemonde.fr/climat/article/2019/03/16/marche-pour-le-climat-des-centaines-de-milliers-de-manifestants-partout-en-france_5437162_1652612.html )

12 ) La vita sulla Terra è a base carbone. Senza la presenza del CO2 la vegetazione e questo tipo di vita non sarebbero stati possibili. Per mezzo della fotosintesi, il CO2 è dunque benefico alla maggior parte della vegetazione e delle colture. I periodi di riscaldamento climatici sono legati storicamente ad epoche di prosperità. (vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Le_Roy_Ladurie ; vedi pure: « Favorì l’ascesa di Roma, preparò la Rivoluzione francese », di Giovanni Caprara di Giovanni Caprara,  https://www.corriere.it/cultura/14_agosto_27/clima-che-decide-storia-2ed78cfc-2e1b-11e4-833a-cb521265f757.shtml )

13 ) L’energia è indispensabile all’economia moderna fondata sull’estrazione e la trasformazione delle materie prime. L’economia moderna, ad esempio le data farm, sono più energivori dell’industria tradizionale. Una economia moderna efficiente mirerebbe ad assicurarsi dei surplus in energia e in beni alimentari sani non sottomessi ai disordini erratici della speculazione ed ai prodotti derivativi. L’agricoltura essendo soggetta ai cicli naturali, si deve ritornare allo spirito ed alle pratiche di stabilizzazione delle colture e dei prezzi – la vecchia PAC oppure il Ever Green Granary dei New Dealers americani – e più largamente alla « sovranità alimentare » da non confondere con la « sicurezza alimentare » verde-monetarista. Raggiunta con l’uso dei CDS sulle cereali e sul cibo in generale. (7)

14 ) Perché l’ossessione dell’IPCC sul CO2, il gas a effetto serra meno nocivo? L’industria capitalista non si tocca. In un epoca di libero-scambio asimmetrico dilagante, serve dunque a istituire una barriera tecnologica invisibile contro le importazioni dei paesi emergenti. Perciò si occulta la necessaria lotta contro le vere sostanze inquinanti di origine industriale che devastano i nostri territori. Serve inoltre ha disincentivare il consumo della massa dei cittadini col pretesto della riduzione della loro impronta ecologica.

  • 14A ) La logica mercantile è quella messa in atto con il Protocollo di Montreal. Quando, per vari beni e servizi, le economie occidentali diventano « mature », l’ulteriore crescita delle loro vendite dipenderà dalla conquista coloniale, imperialista o neo-coloniale di nuovi sbocchi nei paesi emergenti, oppure dalla generalizzazione dell’obsolescenza programmata dei prodotti sui mercati domestici. Più raramente, si punterà sull’introduzione di nuovi prodotti di sostituzione, ad esempio il cellulare vs il telefono fisso. Nel momento in cui la Dupont de Nemours disponeva di una tecnologia per sostituire i parchi di frigoriferi e di climatizzatori esistenti in un mercato saturato, fu dichiarato guerra ai CFC col pretesto che causavano i buco nelle stratte del Ozono. Sembra che i buchi in questione sui poli del Artico e del Antartico siano dovuti alle variazioni del freddo. (v. F. Gervais) Sembra pure che le sostanze sostitutive siano più nocive ma questo problema non interessa più nessuno. Intanto, i certificati verdi o certificati per inquinare sono diventati un vero e proprio mercato speculativo. Ma danno luogo ad un trattamento di favore che permette di proteggere le industrie più inquinanti come la siderurgia e i cementifici ecc. Per i certificati verdi e la borsa verde vedi la nota (8).
  • 14 B ) La disincentivazione del consumo e la riduzione dell’impronta ecologica della massa dei cittadini. La crescita della produttività permette di produrre la stessa quantità o una quantità superiore di prodotti con meno manodopera ma con una composizione organica del capitale superiore. Il mondo non è mai stato cosi produttivo come oggi e lo diventerà sempre di più con l’introduzione progressiva dei robot e dell’IA. Secondo il World Economic Forum (2016) si « prevede la perdita (netta) di cinque milioni di posti di lavoro entro il 2020 in 15 grandi Paesi ». Per l’OSCE (3 aprile 2018) « 66 milioni di posti di lavoro ad alto rischio di automazione, E su altri 32% possibili cambiamenti su qualifiche e mansioni ». (9) In tale circostanza ci sono due soluzioni possibili: o si spartisce il lavoro socialmente disponibile tra tutti i cittadini atti a lavorare oppure si spartisce la povertà tra la massa dei lavoratori con la precarietà dilagante e con l’aumento della disoccupazione e della povertà di massa. La precarietà implica redditi più bassi benché già alla soglia della povertà. La borghesia cerca dunque di guadagnare tempo importando una parte crescente del paniere medio dei consumatori a più basso prezzo dai paesi emergenti e sacrificando il salario differito e i beni e servizi pubblici. La competizione globale avviene unicamente sul costo di lavoro, cioè sull’unico salario individuale netto mentre il lavoratore e la sua famiglia devono riprodursi nel loro focolare. Questa corsa verso il basso deve essere giustificata agli occhi dei lavoratori e dei disoccupati stessi. Perciò, si cerca di indurre un senso di colpa personale nella mente della gente con la lotta al CO2 e con la riduzione della loro impronta ecologica.

    L’illustrazione più tipica della strategia fu fornita dal governo Macron: alla fine del 2018 propose di ridurre la tassa di solidarietà sui ricchi – ISF = 5.3 miliardi di euro nel 2014 – subito recuperata con una sovrattassa sul prezzo dei carburanti per i cittadini ordinari, specialmente quelli in periferia che necessitano l’uso dell’automobile per andare a lavorare, o per raggiungere i servizi essenziali, vittime al livello locale delle privatizzazioni e delle deregolamentazioni. Intanto per rendere la pillola meno amare col pretesto della sicurezza al volante si propose di abbassare la velocità massima a 80 km orari in modo da ridurre il consumo di carburante, ammortendo così l’impatto dell’aumento alla pompa sul potere di acquisto. La stessa strategia di stringere la cinta ai meno agiati prende la forma della lotta al consumo della carne ed ai presunti sprechi di cibo (10) Intanto, fu già notato che la casa di Al Gore consumava oltre 20 volte quella del Americano medio – gli Americani sono i più grandi spreconi di energia pro capite al mondo – mentre uno come Hulot dovrebbe vergognarsi visto la sua impronta ecologica (rimandiamo alla Nota 1 qui sotto)

  • 14 C ) Qual’è l’alternativa alla disincentivazione, alla decrescita di classe ed al « ritorno » ad una schiavitù moderna ed a una nuova domesticità? Semplicemente la demo-crazia costituzionalmente sancita tramite la riduzione generale del tempo di lavoro – anche abbassando l’età pensionabile per garantire il rinnovo generazionale. La spartizione ricorrente, secondo le possibilità offerte dalla competitività macro-economica e la produttività micro-economica, del lavoro socialmente disponibile tra tutte le cittadine/i atti a lavorare può essere facilmente finanziata. ( vedi il riassunto sulla RTT della « gauche plurielle » in « DISOCCUPAZIONE, COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA : i disoccupati di San Giovanni in Fiore chiamano all’unità tutti i disoccupati e precari della Calabria » in http://cotroneinforma.org/giornali , numero 130, pp 4-5. La RTT costò solo 23 miliardi annui in gran parte provenienti dal utilizzo produttivo dei vari aiuti e altre forme di assistenza … )

    Sappiamo pure che la politica di deflazione salariale non ha più margine in Italia, neanche per favorire le esportazioni, il surplus commerciale essendo oggi emblematicamente dovuto sopratutto ad un calo delle importazioni. La produttività e la competitività europea e italiana devono ormai essere raggiunte con altri mezzi. Prima di tutto per riabilitare il salario differito e i programmi delle Stato sociale serve una nuova definizione dell’anti-dumping capace di proteggere i tre componenti del « reddito globale netto » dei focolari: salario individuale, salario deferito e ritorno ai focolari delle tasse sotto forma di accesso alle infrastrutture ed ai programmi pubblici. Serve anche prender atto della fine dell’attuale strategia occidentale legata al controllo dell’energia, uno dei principati fattori di produzione. Dopo la guerra in Medio-Oriente nel 1973 che portò ad un brutale rincaro del prezzo del petrolio, Kessinger riuscì a salvare il dollaro americano moribondo sin dal 15 agosto 1971 – inizio della fine del regime di Bretton Woods – sostituendo lo Standard Petro-Dollaro al vecchio Standard Oro-Dollaro. In questo modo il petrolio e le materie prime dovendo essere scambiate sui mercati internazionali in dollari americani, si rafforzava l’egemonia dei Stati-Uniti. In effetti, per comprare queste materie prime, i vari paesi dovevano anteriormente accumulare dollari, diventando così subordinati all’Impero. La contro manovra europea fu l’impennata delle accise sui prodotti petroliferi facilmente spiegata all’epoca dal livello superiore di competitività e di produttività – o in termini contemporanei in intensità energetica. Basta pensare ai motori a 4 cilindri rispetto a quelli a 6 o 8 cilindri delle automobili americane dell’epoca. Questa scelta strategica faceva senso allora ma non è più il caso oggi, se non altro perché le entrate delle accise svaniscono in miliardi di inutili esoneri e tax expenditures per il capitale, mentre all’epoca servivano nel quadro della regulation economica statale.

    « Secondo i dati dell’Unione petrolifera nel 2007, le entrate fiscali alimentate dai prodotti petroliferi sono state superiori ai 35 miliardi (24,7 derivanti dalle accise e 10,5 dall’Iva).» http://www.finanzautile.org/benzina-nuovi-record-ecco-lelenco-delle-vergognose-accise-sui-carburanti.htm . Le tax expenditures sono stimate attorno a 80 miliardi di euro ma in realtà risalendo nel tempo – una volta conferite spariscono gentilmente dei radar del budget et dei media …- questa fiscalità regressiva a-costituzionale ci costa attorno a 300/350 miliardi annui. Comunque sarebbe più razionale abolire 25 miliardi di accise sui prodotti petrolieri per le industrie abbassando così strutturalmente il costo di produzione – da non confondere con il solo costo del lavoro – e per le automobili di piccola cilindrata in modo da incrementare la mobilità ed il potere di acquisto dei focolari meno agiati. L’operazione sarebbe a costò zero tagliando la stessa somma nelle più inutili tax expenditures. Tutti i fiscalisti conoscono il paradosso fiscale secondo il quale si tende a moltiplicare le sovvenzioni dirette o indirette – spese fiscali – in modo sempre più mirato raggiungendo rapidamente dei ritorni decrescenti. Oggi bisogna cambiare la struttura del costo di produzione senza indebolire il consumo interno. Le sciocchezze del IPCC sul CO2 e sulle fonti fossili non servono, servono filtri e catalizzatori a norme europee nel quadro di una re-industrializzazione attiva.

  • 14 D ) Si pretende che la riduzione dell’impronta ecologica globale sia necessaria perché « Non esiste un Pianeta B » di ricambio. Si tratta di un semplicismo grottesco ideato solo per manipolare la brava gente. Fu inventato dal Club di Roma sulle tracie del documento segreto dell’Establishment americano divulgato con la prefazione di John Galbraith e intitolato Report from the Iron Mountain. (11) L’argomento era così banalmente malthusiano che suscitò una risposta della Cambridge University. In realtà, le risorse non sono limitate, almeno no nel futuro prossimo. L’approvvigionamento di petrolio non è in pericolo, il Peak Oil era una barzelletta oggi dimenticata e messa da parte. I fondi sottomarini sono ripieni di materie prime tra le quali noduli concentrati di metalli. Sopratutto – rinvio al mio concetto di ecomarxismo – la tecnologia moderna permette di riciclare le risorse già utilizzate concettualizzando il « ciclo di vita » dei prodotti in conseguenza a monte e a valle (ad esempio, la quasi totalità di una automobile è riciclabile.) Le materie prime possono spesso essere rinnovate: ad esempio, il carbone liquefatto, le alghe possono essere utilizzate per produrre equivalente petrolio. Infine, quando una risorsa fossile scarsa non suscettibile di essere sostituita è necessaria per usi specifici, può benissimo essere sostituita per tutti gli altri usi con materie prime naturali o artificiali, disponibili o producibili in quantità industriali. Come denunciato a giusto titolo dai Gilets jaunes questo tipo di ecologia neoliberale ammonta ad un vero e proprio attacco al livello di vita delle masse a favore di quello già grottesco del 10 % e anzi del 1 % più ricco. Si parla di fine del mondo a chi fa fatica arrivare alla fine del mese.
  • 14 E ) Economia verde creatrice di impieghi? Il principio socio-economico rimane quello verificato con tante tecnologie TIC. La sostituzione di vecchi settori – ad esempio la sostituzione di una macchina da scrivere elettronica Olivetti con un PC e una stampante – o l’introduzione di nuovi settori e di nuove forme di organizzazione del lavoro sono spesso intensivi in capitale, cioè « liberano » forza di lavoro che non riesce più ad essere assorbita altrove a tempo pieno. Questa tendenza accelererà con la massificazione dei robot e della IA. Ma, per la presunta economia verde, con la quale si intende usualmente le energie intermittenti, queste pretese sono tragicamente false. Nel 2015 si stimò che la UE aveva già dilapidato oltre 1000 miliardi di euro per sovvenzionare l’energia intermittente la quale rappresenta solo 3 % del totale . ( 12) La stessa fonte illustra già la scarsa competitività del settore puntando al fallimento di varie imprese dipendenti delle sovvenzioni. Da anni insisto sul sovra-costo legato alla produzione di energia intermittente: senza sovvenzioni queste fonti non rimarrebbero sul mercato. Come indicano le bollette, il costo dell’intermittenza viene interamente trasferito alle reti di distribuzione dunque al cittadino consumatore. Queste rinnovabili hanno servito di scusa per privatizzare le reti pubbliche di produzione e di distribuzione, favorendo una classe di imprenditori parassiti molto vulnerabili e perciò politicamente poudjadisti. L’iniquità fiscale fu estesa favorendo i focolari più ricchi capaci di dedurre i costi di istallazione private dall’Irpef, mentre una gran parte dei nostri cittadini guadagna troppo poco per contribuire il livello di IRPEF necessario a garantire la redditività di tali detrazioni. Se questo non bastava, non solo l’Italia paga il kWh di elettricità 1/3 di più dei paesi vicini, ma non è più in grado di garantire forniture elettriche a lungo termine, ad esempio per permettere il mantenimento dell’industria di alluminio in Sardegna. La disponibilità e il costo dell’energia costituiscono uno dei maggiori fattori di localizzazione economica. (13 )

    In riassunto, tenendo conto degli altri settori tali la costruzione e l’agricoltura la Commissione europea stimava il numero di impieghi collegati alle eco-industrie a 3,4 milioni nel 2012 su 216.1 impiegati secondo Eurostat. La Commissione stima « un potenziale di creazione o di mantenimento di 2 milioni di impieghi verdi per il 2020 mentre lo sviluppo delle energie rinnovabili potrebbero generare 3 milioni di impieghi nello stesso periodo » senza pero dirci il prezzo di sostituzione incorso nella transizione. (14)

  • 14F ) L’ecologia neoliberale come pretesto all’introduzione di barriere tecnologiche e normative difficili da superare per i paese emergenti sottomessi al libero-scambio asimmetrico. Non si tratta solo della carbon tax imposta con il pretesto dell’inutile viaggio, stimato in equivalente petrolio, delle merci attorno al mondo prima del loro uso finale. Il movimento « slow food » può contribuire a preservare i territori e la qualità dei cibi. Ma queste misure non valgano un gran che se non si rimette in questione l’attuale definizione dell’anti-dumping sancita da tutti i trattati di libero-scambio e dal OMC. Valle per il settore agricolo. Questa definizione crea una competizione globale verso il basso dato che scarta dal calcolo tutta la parte del salario lordo oltre al salario netto individuale, eliminando così il salario differito e le tasse necessarie per finanziare i beni comuni e le infrastrutture pubbliche. Con l’appoggio dei presunti Tribunali internazionali – privati – scarta pure ogni riferimento alle norme ambientali, anche minime o legate al principio di precauzione. Perciò, sarà difficile re-industrializzare oppure sviluppare una politica di « sovranità alimentare » senza modificare questa definizione (Vedi « Appello » in http://rivincitasociale.altervista.org )

    Abbiamo già denunciato qui sopra la logica mercantile del Protocollo di Montreal. La stessa logica informa i vari accordi COP. Con risultati ancora più disastrosi dei certificati verdi. Così a Copenaghen 2009, per ottenere l’adesione dei paesi emergenti, fu promesso in mo di compenso la creazione di uno Green Climate Fund di US $100 miliardi. Ad oggi, le promesse di fondi annunciate sono di 10.2 miliardi!! (15) Non dobbiamo essere sorpresi, basta ricordarsi della generosa proposta fatta dal Presidente bolivariano R. Correa, il quale, in spirito ecologico, aveva accettato di rinunciare allo sfruttamento del petrolio disponibile nel Parco Yasuni contro un compenso promesso di 3.6 miliardi di dollari. Come al 2012 ne furono promessi solo 200 milioni, il Presidente Correa trasse l’unica conclusione possibile: cioè, sviluppare le riserve del Yasuni per contribuire al necessario sviluppo socio-economico del suo paese, rispettando pero regole ambientali rigorose ma decise al livello nazionale. (16)

  • 14 G) I certificati verdi furono denunciati sin dalla loro creazione come certificati per inquinare. Nel stesso tempo si chiedeva di favorire il trasferimento delle tecnologie verdi necessarie ai paesi emergenti … senza gran successo, ovviamente. Durante la presidenza di François Mitterrand allora che si stavano imponendo le nuove rivoluzioni nella biologia, la genetica – incluso le manipolazioni del vivente e le OGM – e nelle telecomunicazioni, fu proposto di impedire i brevetti sul vivente e di depositare tutti i brevetti all’UNESCO dato che la scienza e la ricerca, come il vivente, sono patrimoni dell’intera Umanità. Ma questo non fa parte dell’agenda capitalista speculativa verde del IPCC. Come ben sappiamo i brevetti e le norme sono tra le barriere commerciali invisibili più potenti …

15 ) Perché trasformare le energie fossili in capo espiatore per questo ambientalismo speculativo di mercato?

  • 15 a) Dal punto di vista del consumo energetico non è plausibile perché le fonti rinnovabili non permettono di rispondere ai bisogni nazionali e planetari. Il solare più l’eolico contano per il 3,4 % nei Statti Unti, per il 5,8 % in Europa e per il 2,9 % in Cina. (Vedi Figure 23, 24, 25, in http://www.zafzaf.it/clima/sono_scettico.pdf , pp 32, 33) Non è pensabile lasciare le fonti fossili in terra, non è neanche pensabile a medio e lungo termine, lasciamo stare per i prossimi 12 o 22 anni fissati dai falsificatori del IPCC.
  • 15 b) Dal punto di vita del costo di produzione dell’elettricità, più ci sono fonti rinnovabili installati, più il costo del kWh è alto. Così la Francia se la cava pagando attorno a 16 cent il kWh, mentre l’Italia lo paga attorno a 25 cent e la Germania attorno a 30 cent. (Idem, Figura 27, p 34 ) Questi costi affettano negativamente il potere di acquisto dei focolari e i costi di produzione dell’industria. (17) Ad esempio, la Sardegna ha perso la sua industria di alluminio perché l’Italia non poteva garantire l’approvvigionamento sicuro e competitivo dell’elettricità necessaria. L’alluminio è un materiale altamente riciclabile. Il solare e l’eolico sono fonti di produzione intermittenti. Il costo dell’intermittenza è trasferito interamente dai produttori privati, per altro fortemente sovvenzionati, alle reti di distribuzione e dunque ai consumatori. Come al solito paga Pantalone. Basta leggere la bolletta per rendersene conto. Ma non è tutto, questi ingenti aiuti di Stato ai cosiddetti imprenditori verdi sono utilizzati per privatizzare e deregolamentare le reti pubbliche di produzione e di distribuzione. Come se non bastasse, questa privatizzazione rampante è ancora sostenuta dai crediti IRPEF per i particolari che possono permetterselo, cioè i ceti medi e alti. La stragrande maggioranza dei lavoratori non riceve un salario abbastanza alto per pagare il livello d’IRPEF necessario per rendere l’istallazione individuale fiscalmente e economicamente positiva. Non è niente altro che un scellerato clientelismo a-costituzionale alla pari dei famigerati 80 euro in busta paga dai quali sono esclusi quelli che più ne avrebbero bisogno. Nel 2016, l’Italia delle costose sovvenzioni alle rinnovabili ha importato 8,15 Mtep, cioè13 % del approvvigionamento lordo totale di elettricità ( vedi https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89nergie_en_Italie ) sopratutto dalla Svizzera, Francia e Slovenia ecc … paesi con un forte settore nucleare.
  • 15 c ) Dal punto di vista del bilancio ecologico, la costruzione, l’istallazione e il riciclaggio dei panelli solari e dell’eolico non sono positivi. Richiedono molto Terre rare la cui produzione richiede molto energia con il costo aggiunto dell’importazione. (La Cina ne possiede quasi il monopolio. ) Le batterie presentano gli stessi tipi di problemi e sono difficilmente riciclabili. Puntando in gran parte sulle rinnovabili si aumenta i problemi legati a loro: privatizzazione sovvenzionata, trasferimento al contribuente del costo della gestione dell’intermittenza, spregio della paesaggistica in un Paese come l’Italia che detiene 1/3 del patrimonio archeologico e artistico mondiale, problemi di riciclaggio, impatto sulla fauna, problemi sanitari, ad es. le eoliche emettono onde nocive a varie distanze ecc.

  • 15 d ) Sin dalla guerra nel Medio-Oriente del 1973, i Stati Uniti hanno sostituito il Standard Petro-Dollaro al Standard Oro-Dollaro del regime di Bretton Woods. Il commercio internazionale delle materie prime e del petrolio si fa prevalentemente in Dollaro US, ristabilendo così la sua egemonia. In effetti, per comprali i vari paesi debbono accumulare dollari americani. Oggi, vari Stati cercano di uscire da questo sistema di dominio: i più deboli sono stati e sono tuttora attaccati, tale l’Iraq e il Venezuela, gli altri, ad esempio, la Russia e la Cina – la quale ha stabilito un mercato petrolio-renminbi – sono vittime di pesanti sanzioni. I Stati-Uniti non sono più in grado di invertir questo declino ma tentano di frenarlo. Perciò, l’Establishment americano immaginò la riabilitazione della strategia della paura, in particolare strumentalizzando l’ignoranza climatica, per preparare il « ritorno » ad una società della nuova schiavitù e della nuova domesticità. Oggi ha deciso di ripudiare gli accordi voluti dal IPCC benché ha ridotto le sue emissioni di CO2 più della UE. (18) In effetti, senza inetta demagogia contro le risorse fossili o contro il nucleare, i Stati-Uniti cercano di posizionarsi sulle nuove tecnologie pro-ambientali che fanno più o meno senso, ad esempio l’automobile elettrica. Con il loro storico pragmatismo, i Stati-Uniti non sacrificheranno la loro produttività alle sciocchezze climatologiche del IPCC; invece, quando saranno pronti cercheranno di ripetere la manovra del Protocollo di Montreal. Senza la partecipazione dei Stati-Uniti, la guerra alle fonti fossili non ha la minima chance …

16 ) Sin dal Rapporto sui limiti dello sviluppo (1972) del Club di Roma (https://it.wikipedia.org/wiki/Club_di_Roma ) si pretende che le risorse sono limitate in un mondo confinato. Il leitmotiv è: « Non esiste un Pianeta di ricambio ». Questo concetto è assurdo perché nega tutta la storia del adattamento dell’Uomo, comunque un Essere intelligente, alla Natura ed alla Società. Questa falsa evidenza fu accreditata visualmente con la pubblicazione in quelli anni delle foto satellite del nostro Pianeta simile ad un palloncino blu nello spazio buio. Nel Punto (14 D) più sopra abbiamo già smontato l’inettitudine metodologica del Club di Roma e il suo carattere regressivo. Questo programma fu confermato negli stessi anni dal Rapporto della Trilaterale di Samuel Huntington. Si tratta dello stesso teorico dei Strategic hamlets in Guatemala e Vietnam e poi dei « choc di civiltà » accompagnati dalle guerre preventive inizialmente contro 66 paesi musulmani, da condurre secondo i consigli di Dershowitz con l’uso alla israeliana della tortura sotto controllo medicale (sic!). Riprendendo surrettiziamente il programma del Report on the Iron Mountain, questo rapporto della Trilaterale teorizzava la necessità di mettere fine alle « rising expectations » dei lavoratori e della massa dei cittadini, il « ritorno » contro la democratizzazione dell’educazione alla « deferenze towards authority» – cioè auto-conferita e sovra-rappresentata – ed il controllo dei « flussi di comunicazione autorizzati », cioè la riabilitazione soft del vecchio Indice dell’Inquisizione.

L’inventore dei certificati verdi – da me subito ribattezzati « certificati per inquinare » – Maurice Strong, poi coinvolto in affari giudiziari gravi, utilizzava lo stesso linguaggio climato-reazionario malthusiano (vedi « Les mensonges sur le climat (1)» https://www.youtube.com/watch?v=YjBKjW7GbwQ (a 1:04:00 mn.)

Al livello economico ho già detto altrove che l’origine di queste regressioni sta nei lavori del fascista Ebreo-Austriaco von Mises, consigliere del Cancelliere prima della sua fuga dopo l’Anschluss. Malgrado tutto, questo grottesco e reale filo-semita nietzschiano non cambiò mai idea e alla fine ispirò la reazione reaganiana, quella dei Chicago Boys e quella dei consiglieri più reazionari di Trump. Von Mises era ossessionato contro tutte le forme di regolazione e di pianificazione sin da quando la pianificazione capitalista di guerra tedesca del 14-18 ne aveva dimostrato l’incomparabile superiorità rispetto alla « mano invisibile » del liberalismo capitalista. Durante la guerra, la mobilizzazione delle risorse non tollera i sprechi causati dal « mercato ». Ad esempio, nel suo libro intitolato Socialism, oltre a difendere varie idee eugeniste, non esita affermare che sono gli ospedali pubblici a creare la malattia, altrimenti la malattia rimarrebbe una questione di volontà – e, si presume, di accesso agli ospedali privati, modello verso il quale i neoliberali-monetaristi ci stanno oggi trascinando volens nolens. (19) Non è solo il mezzo miliardo di compagni Dalits in India, con una speranza di vita media di 40-42 anni, ha non avere il lusso di essere malato, sappiamo che in Italia oltre 11 milioni dei nostri connazionali rinunciano alle cure mediche per ragioni economiche. (20)

17 ) Uscire dal nucleare ? E già il caso in Italia, ma al contrario di quello che si può pensare, non ancora in Germania. A Kyoto, nel 1997, la Francia fece bella figura grazie alla parte consistente del nucleare nel suo bouquet energetico. L’unico altro Paese a presentare una impronta ecologica esemplare era il Cuba egalitario di Fidel Castro, comunque ancora alle prese con la transizione in tempo di pace provocata dallo smantellamento interno della Unione Sovietica. Proprio nel momento in cui anche la Germania si preparava a rilanciare il suo settore nucleare, ci fu il dramma di Fukushima, il 11 marzo 2011. La causa non fu dalle istallazioni nucleari che hanno resistito ad un tsunami di 10 gradi Richter. In effetti, il reattore doveva essere chiuso da oltre 5 anni ma, siccome era già ammortito da tempo, mantenerlo in vita significava altissimi dividendi per gli azionari. Per risparmiare suoi costi di funzionamento, il cuore del reattore comportava dello zirconio un metallo meno caro dei sostituti possibili ma conosciuto per reagire ad alte temperature creando idrogeno. Senza le esplosioni dovute al idrogeno, Fukushima sarebbe rimasto un incidente confinato all’impianto stesso malgrado la potenza del tsunami. Aggiungiamo che gli esperti trascorsero molto tempo prima di saturare l’idrogeno con l’azota. Sembra una affermazioni paradossale ma il nucleare rimane un settore di produzione energetica pulito, sicuro e rinnovabile. Neoliberal capitalism kills.

In Italia, l’uscita dal nucleare fu sancita da un referendum. Portava su un tipo di reattori nucleari sviluppati negli anni 40-50 per scopi militari – propulsione dei sottomarini e produzione di plutonio per la Bomba A. All’epoca esisteva già l’alternativa civile dei reattori a sale fuso, una filiera sicura, totalmente civile che non produce molti rifiuti radioattivi ma permette invece di riciclarli. (vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Reattore_nucleare_a_sali_fusi ) Secondo me, questa filiera non entra nel quadro del referendum. Oggi, l’Italia spende miliardi ogni anni per gestire i rifiuti nucleari esistenti, cioè conservandoli solo in stoccaggio … Comunque serve un dibattito informato sulla questione, se non altro perché questa filiera civile è meno dannosa a tutti i punti di vista rispetto alle altre fonti rinnovabili. Queste ultime hanno forse un ruolo nel bouquet energetico nazionale, ad esempio nelle zone meno accessibili o nelle isole oppure in concomitanza con il motore ad aria compressa più adiuvante di Guy Nègre: l’aria compressa, come la risalita idrologica, costituisce il migliore mezzo di stoccaggio e di utilizzo delle fonti energetiche intermittenti. In oltre, i biofuel o adiuvante compatibili con la preservazione delle terre agricole, ad esempio il colza che produce biofuel più alimentazione di qualità per gli animali, permetterebbero di stabilizzare i redditi dei piccoli contadini ed allevatori, ad esempio i pastori sardi.

18 ) Il Principio di precauzione. Certi scienziati non tanto portati ad accettare narrazioni a-scientifiche come quelle del IPCC sono assai irrequieti rispetto al principio di precauzione. Forse temono, a torto come dimostrato da Jacques Testart, la partecipazione di comitati cittadini nella formulazione dei protocolli e delle norme. Ma, se si considera che esiste una distinzione tra protocolli di ricerca e protocolli industriali o sanitari, si vede subito che il temuto principio di precauzione si applica già ampiamente anche se queste applicazioni meritano di essere aggiornate. Ad esempio, i trattati di libero-scambio hanno sollevato la questione della differenza tra i protocolli medicali e sanitari praticati nei Stati Uniti, spesso sotto controllo delle industrie, e dei protocolli europei fin ora un poco più rigorosi. Si realizza a poco a poco che le inter-reazioni chimiche dei vari prodotti ad uso quotidiano oggi testati individualmente sono poco conosciute in modo che lo spazio domestico risulta spesso più inquinato dello spazio e dell’atmosfera esterni. Similarmente, si comincia a capire il pericolo di ingerire certi medicinali assieme ai pompelmi ecc. A monte, riguardano le pratiche agricole – ad esempio l’uso dei pesticidi – e la comprensione di fenomeni come la mortalità delle api, insetti impollinatori essenziali. La zonizzazione urbana e agricola, in particolare le Zone Seveso ecc, dovrebbe essere rafforzata, ma l’Italia è un paese ormai privo di ogni pianificazione, incluso al livello dei piani regolatori dei territori che dovrebbero invece costituire la colonna vertebrale dello sviluppo socio-economico ambientalmente compatibile, al livello regionale e locale. Cose serie e strategiche dunque, altro che presunti cambiamenti climatici.

19 ) Ecomarxismo. La teoria dell’ecomarxismo è fondata sulla risoluzione del problema della rendita assoluta e relativa, cioè il problema dell’introduzione coerente della produttività della funzione di produzione micro-economica nelle Equazioni della Riproduzione Semplice ed Allargata, cioè dell’equilibrio economico stazionario e dinamico, il tutto tenendo conto del presupposto di Marx, secondo il quale l’Uomo deve riprodurre se stesso come specie nel seno della Natura e della Società. Anche il marginalista Léon Walras si sentì costretto ammettere che la scarsità è socialmente prodotta. Le necessarie tasse per riciclaggio dei prodotti e per la rottamazione a norme dei vecchi impianti sono vitali per lanciare una autentica politica ecomarxista sotto-giacente su grande scala: cioè, il riciclaggio completo fondato sulla pianificazione preventiva di nuovi cicli di vita dei prodotti, la riproduzione delle materie prime e delle risorse necessarie, in modo naturale o artificiale, come pure lo sviluppo di sostituti massificabili ogni volta che le risorse naturali scarse sono necessarie per altri usi specifici. (21)

20 ) Le asinate falsificate del IPCC. Ecco un piccolo mazzetto scelto. Il CO2 inquina, mentre è essenziale per la fotosintesi; in effetto più c’è CO2 meno le piante consumano acqua! Rimangono solo 12 anni per invertire la tendenza al riscaldamento catastrofico del Pianeta. La temperatura è oggi più calda ma non raggiunge nessun record. L’annata più calda nel XX Secolo, almeno nei Stati-Uniti, fu il 1933, anno della Grande Depressione e soggetto del capo lavoro di Steinbeck Furore (The Grapes of Wrath) (1939).

La Figura 6bis in http://www.zafzaf.it/clima/sono_scettico.pdf , p 11, è cruciale perché dimostra anche la grottesca discrepanza tra le temperature osservate e i dati modellistici del IPCC. Per fortuna tutte le previsioni del IPCC sono false: « Il 14 dicembre 2008 -10 anni fa – Al Gore, ex vice presidente ed ex candidato alla presidenza USA dichiarò che la calotta artica sarebbe completamente scomparsa entro 5 anni.», mentre oggi c’è una estensione del ghiaccio artico e sopratutto quello antartico, anche se si tratta di cicli mutevoli nel tempo. (vedi http://www.zafzaf.it/clima/sono_scettico.pdf , p 21) Gli orsi bianchi polari stanno morendo, mentre in realtà oggi c’è ne sono molto più di prima (idem , Figura 18, p 24) Gli uragani sono più violenti e più numerosi, una falsità dimostrata (idem, Figure 13 e14, pp 16 e 17). Il riscaldamento climatico causa l’acidificazione degli Oceani col stoccaggio del CO2, mentre più sono caldi più gli Oceani emettono CO2. Le parti più fredde degli oceani assorbono CO2 e guarda causa queste sono le are più ricche in plancton, all’inizio della catena alimentare marittima.

La polluzione con la plastica e le microplastiche sono dei problemi ben più serri. Il riscaldamento dovuto al CO2 causerebbe lo sbianchimento dei coralli, mentre questo fenomeno collegato con fenomeni tale El Nino avviene a macchie sapendo pure che le barriere coralline prosperano nelle acque calde del golfo Persico, del Mare Rosso e del Golfo del Messico. ( http://www.zafzaf.it/clima/sono_scettico.pdf, p 27) Il riscaldamento dovuto al CO2 causerebbe l’innalzamento catastrofico del livello del mare causando l’allagamento delle coste mentre « il valore dell’accelerazione (0.097 mm/anno2) significa che il livello marino globale cresce di circa un decimo di millimetro all’anno, per ogni anno. » (idem p, 7) Il che non vuole dire che certe coste non siano mangiate dal mare ed altre estese ma questi fenomeni rimandano ad altre cause, ad esempio la modifica dei flussi fluviali, la cementificazioni delle coste ecc. Il ripristino delle foci fluviali e del mare attorno al Mont St Michel avvenuto dopo accurate simulazioni è un esempio che merita attenzione come pure il tentativo di ridare alla Montagne Sainte Victoire di Sézanne la sua vegetazione e i suoi colori di allora … E che dire dei presunti migranti climatici mentre il deserto del Sahel indietreggia … – ma l’imputazione climatica fa comodo perché permette di tacere sulle vere cause, cioè le guerre preventive, i regime change e il neo-colonialismo? (Vedi la Categoria « Migrazione » in questo medesimo sito.)

I disastri ambientali, tali la siccità e le alluvioni sarebbero dovuti ai cambiamenti climatici antropogenici. In effetti, tutti gli alunni dell’elementare sanno che tempo fa c’erano i mammut nell’Artico, la vegetazione nel Sahel – oggi sembra che stia ritornando a poco a poco … Sanno pure che i Vikinghi di Erik il Rosso avevano colonizzato parte del verdeggiante « Greenland » oggi sotto il ghiaccio, e via discorrendo. L’inondazione fortunatamente contenuta di Parigi nel giugno 2016 rimanda ad un fenomeno ciclico sperimentato ad esempio, in peggio, nel 1910: ma dimostra pure come a fare la differenza sia stata la pianificazione delle infrastrutture sul territorio e non il gargarismo nocivo sul riscaldamento climatico. La stessa cosa vale, ad esempio, per lo smog, anni fa a Los Angeles e oggi a Parigi e a Pechino ecc. Il CO2 non ha niente a che fare con questo fenomeno che riguarda gli altri gas a effetto serra. A fare la differenza fu l’introduzione dei catalizzatore dei veicoli di trasporto e lo spostamento delle industrie più inquinanti lontani dai centri abitati, lezione ritenuta dalla Autorità cinesi, ad esempio.

Sappiamo che in media i lavoratori muoiono 7 anni – e in certe industri anche prima – dei loro dirigenti. I lavoratori impegnati a scaricare camion sviluppano spesso certe forme di leucemie, ecc. Oltre le decine di migliaia di infortuni più o meno gravi, la morte bianca, uno degli aspetti più tragici delle condizioni ambientali sul lavoro, preleva oltre 3 lavoratori al giorno – 1260 nel 2007 https://it.wikipedia.org/wiki/Caduti_del_lavoro . Ma se aumenta il numero degli ispettori, il numero di veicoli disponibili diminuisce … Tutto questo non ha un bel niente a che fare con il CO2, ma in parte con le altre sostanze inquinanti delle quali non si parla perché la nuova « guerra preventiva » – filosemitica nietzschiana – del IPCC deve portare sul CO2, il nuovo peccato originale ambientalista. Intanto, se si privilegia le fonti rinnovabili anche dove fanno più senso, ad esempio il solare in Australia, non si elimina il pericolo dei black out legati alla loro intermittenza, neanche con le cosiddette smart grid, smart solo perché spingono alla privatizzazione (22) Pochi sanno che inizio 2019 l’Europa scampò ad un tagli generale dell’elettricità grazie all’intervento intempestivo delle autorità francesi dotate di un ampio parco nucleare. (23)

21 ) Le vere urgenze socio-economiche e ambientali. Per fare corto rimando qui ai miei articoli: a ) « Credito, debito pubblico, tagli e golpe costituzionale » in http://rivincitasociale.altervista.org/credito-debito-pubblico-tagli-golpe-costituzionale-24-febbraio-2019/ ; b ) « La politica dei trasporti nel suo quadro europeo » in http://rivincitasociale.altervista.org/mobilita-trasporti-cattive-strade-privatizzazioni-giungo-2018/ ; c ) « Défi aux écologistes, au GIEC et à tous les apôtres du réchauffement climatique » (14 juin 2007) nella Sezione Commentaires d’actualité de mio vecchi sito http://www.la-commune-paraclet.com/ )

L’Italia non è solo il Paese della Terra dei fuochi campana, con la Brescia pulita e la Napoli sporca di gomorraeana memoria, è il Paese delle tante terre dei fuochi fuoco e del dissesto generalizzato del territorio, dei ponti che collassano e delle infrastrutture necessarie – grandi opere utili – rimandate sine die. Questo pietoso stato delle cose non è dovuto al riscaldamento « causato » dal CO2, ma bensì ad un sistema capitalistico parassita e distruttore a dir vero filo-semita nietzschiano e spinelliano. Nel primo articolo qui sopra menzionato ho elencato alcuni problemi maggiori della Calabria, ma la stesa cosa si verifica ormai ovunque incluso al Nord e a Genova. Dalle discariche, agli depuratori, agli edifici scolastici ecc, ecc e alle istituzioni stesse, non funziona ormai più niente. Il Paese fa fatica a produrre nuove ricchezze pero, con tanta corruzione e mafie diverse, si concentra a trasferire le risorse pubbliche residuali nelle tasche private.

Ecco un paragrafo di questo articolo poi cancellato per accorciare un testo troppo lungo per lo spazio disponibile: «Tutto questo disordine nella gestione della res pubblica ha un costo. Ad esempio, secondo Luca Pagni (in https://www.repubblica.it/economia/2017/02/01/news/acquedotti_la_ue_ci_multa_in_arrivo_stangata_sulle_bollette-157317592/ : « l’Italia ha già subito due procedure di infrazione da parte dell’Unione europea che a dicembre ha comunicato di avere deferito l’Italia, chiedendo una multa pari a 62,7 milioni di euro, a cui andranno aggiunti 346mila euro per ogni giorno fino a quando non verranno sanate le irregolarità. » Il Commissario straordinario dispone di 1,6 miliardi di euro per affrontare la situazione. Secondo le sue stime ci vorranno attorno a 5 anni per risanare la situazione portando le multe ad un totale di oltre 500 milioni di euro.»

Se questo sfascio generale era dovuto al riscaldamento climatico forse ci sarebbe qualche speranza – vedi le analisi di Emile Durkheim sul scirocco – ma mi sa che il CO2 non c’entra un bel niente. A prescindere dei costi levitati del Mosè e della corruzione, cantava Margot « Come è trista Venezia, e davvero mi sa che nel futuro prossimo ancor più triste sarà » (24)

Se la sinistra ridotta a pensare con i piedi si aggrega alle « sfilate » del IPCC senza mettere i veri problemi ambientali sulle sue bandiere ed i suoi striscioni allora concluderemo che l’Italia è davvero inguaiata. Mi fa quasi pensare alla paziente « pulizia ideologica » e alla lunga repressione dei seguaci fedeli di Gioacchino da Fiore la cui secolarizzazione dello Spirito nella Storia fu subito sostituita con le narrazioni lenitive necessarie alla conservazione dello status quo da due Francesco nostrali, tra i quali uno Calabrese, ideati per mantenere i poverelli, poverelli ad vitam eternam. (25 ) Processo che sboccò poi nella Contro-riforma e nell’Inquisizione … poi negate dalle rivoluzioni laiche e repubblicane.

Paolo De Marco.

14-18 marzo 2019

NOTE:

1 ) « Al Gore’s Home Energy Use» https://www.snopes.com/fact-check/al-gores-energy-use/ ; « Nicolas Hulot, un ministre de l’Ecologie qui possède six voitures (pas toutes propres) », Outre ses six voitures, le ministre possède un bateau, un scooter électrique et une moto. https://www.francetvinfo.fr/politique/moralisation-de-la-vie-politique/nicolas-hulot-un-ministre-de-l-ecologie-qui-possede-six-voitures_2517797.html

2 ) « L’empreinte écologique à l’épreuve des inégalités », 23 février 2017 https://designer-s.org/revue-de-presse/lempreinte-ecologique-a-lepreuve-des-inegalites/

3 ) « Brevi appunti su Gioacchino da Fiore pitagorico », presentati alla Conferenza organizzata dall’Associazione culturale Gunesh, il 27 agosto 2016 , nella Sezione Italia del mio vecchio sito www.la-commune-paraclet.com

4 ) Vedi https://climato-realistes.fr . Vedi pure « Grève du climat : un appel aux étudiants, lycéens et collégiens » 12 mars 2019 / Association des climato-réalistes par Benoît Rittaud, https://www.climato-realistes.fr/greve-du-climat-un-appel-aux-etudiants-lyceens-et-collegiens/ e « A propos de la « grève scolaire mondiale » pour le climat », 14 mars 2019 / Association des climato-réalistes https://www.climato-realistes.fr/greve-scolaire-mondiale-pour-le-climat-communique/

5 ) « La sidérurgie façonne encore le marché du carbone à son avantage »

Par Jérôme Cristiani, 04/11/2018, https://www.latribune.fr/entreprises-finance/industrie/energie-environnement/la-siderurgie-faconne-encore-le-marche-du-carbone-a-son-avantage-796020.html

6 ) Prima si dovrebbe verificare la solidità dei dati sulla temperature e il CO2 – carotaggio e dati atmosferici. Secondo si dovrebbe usare la stessa scala temporale in modo da potere verificare il ruolo delle retroazioni, ad esempio i cicli astronomici, il ciclo solare, la tettonica terreste, la forza di Coriolis, i venti predominanti e le correnti marittime, il ruolo della vegetazione, degli oceani, del permafrost ecc. Su più lunga scale si dovrebbe anche investigare l’apparizione probabilmente collegata dell’acqua e del CO2, oltre al radiative forcing …

7 ) Per la sovranità alimentare e l’ecomarxismo vedi l’Introduzione e l’Appendice del mio Libro III intitolato Keynesianism, Marxism, Economic Stability and Growth, 2005, Sezione Livres-Books di www.la-commune-paraclet.com . Per la denuncia della monetarista « sicurezza alimentare » vedi « Agribusiness and speculation » in The Treasury and Fed, http://www.la-commune-paraclet.com/MandelbrotFrame1Source1.htm

8 ) Per le allocazioni gratuite della UE : « At the beginning of the current trading period, manufacturing industry received 80% of its allowances for free. This proportion will decrease gradually each year to 30% in 2020.

Power generators since 2013 in principle do not receive any free allowances, but have to buy them. However, some free allowances are available to modernise the power sector in some Member States.

Airlines continue to receive the large majority of their allowances for free in the period 2013-2020. » in https://ec.europa.eu/clima/policies/ets/allowances_en .Vedi pure:

« La sidérurgie façonne encore le marché du carbone à son avantage » Par Jérôme Cristiani, 04/11/2018, https://www.latribune.fr/entreprises-finance/industrie/energie-environnement/la-siderurgie-faconne-encore-le-marche-du-carbone-a-son-avantage-796020.html. Per la Borsa verde vedi:

9 )Vedi: https://www.digital4.biz/executive/world-economic-forum-l-innovazione-mette-a-rischio-il-lavoro-polimi-niente-allarmi/ . Per l’OSCE vedi http://www.askanews.it/economia-estera/2018/04/03/ocse-66-milioni-di-posti-di-lavoro-ad-alto-rischio-di-automazione-pn_20180403_00184/

10 ) Vedi http://rivincitasociale.altervista.org/nourriture-et-gaspillage-mettre-les-pauvres-en-concurrence-avec-les-animaux-des-zoos/

11 ) Sin dalla coraggiosa pubblicazione dal grande economista dei contrappesi socio-economici John Galbraith, questo Report che svela la cinica « longer view » dell’Establishment destò molto imbarazzo dato la sua chiarezza, ad esempio nel proporre la reintroduzione di una nuova schiavitù e di una nuova domesticità per assorbire la forza di lavoro liberata dalla crescita secolare della produttività. Ispirò ad esempio il libro di Zbignew Brzezinski’s Between Two Ages: America’s Role in the Technetronic Era (1970) . Oggi, per impedire la diffusione del Report, vari pitre pretendono che era solo uno scherzzo ma non di meno si attribuiscono i diritti di autori mentre dovrebbe già essere nel dominio pubblico come pure tutti i studi menzionati dal Report e pagati con soldi pubblici. Strumetnare la paura delle masse per domianre, incluso con le narrazioni climatiche, è una delle tesi centrali di questo « scherzzo » dell’Establishment.

12 ) Vedi a 50:23 mn del video « 5-6. Istvan Marko: pourquoi la théorie du réchauffement climatique doit nous faire rire https://www.youtube.com/watch?v=ozmQeNDyV5g

13 ) « Fig.27: Costo dell’energia in Europa in funzione della capacità istallata di rinnovabili. Gli Stati Uniti sono inseriti per confronto. Questo grafico ci dice che maggiore è il parco di rinnovabili, maggiore è il costo dell’energia. La Francia ha un costo relativamente basso perché possiede molte centrali nucleari. », in « Sono uno scettico climatico. Sì, ma perché? » Franco Zavatti in http://www.zafzaf.it/clima/sono_scettico.pdf

p, 34. Vedi pure: http://rivincitasociale.altervista.org/diffuser-amplement-s-v-p-energies-renouvelables-le-casse-du-siecle-gilles-balbastre-12-27-nov-2018/

14 )http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2015/565867/EPRS_BRI(2015)565867_FR.pdf (employment 216.1 million in 2012 https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Archive:Labour_force_survey_overview_2012#Labour_force_in_the_EU )

15 ) « Accord de Paris: la COP24 approche et l’équation du financement reste insoluble » La COP24, qui se tiendra en Pologne en décembre 2018, sera décisive pour l’avenir de la planète. C’est là que doivent être formalisées les règles d’application de l’Accord de Paris signé en 2015. Mais à quelques semaines du sommet, la question cruciale du financement promis par les pays riches aux moins nantis pour faire face au réchauffement climatique est loin de faire consensus.https://www.francetvinfo.fr/monde/afrique/environnement-africain/accord-de-paris-la-cop24-approche-et-l-equation-du-financement-reste-insoluble_3056047.html . Vedi pure Green climate fund » https://www.greenclimate.fund/home e « TOTAL AMOUNTS ANNOUNCED AND SIGNED 10.2 BILLION – FAR FOR THE 100 !!!- SEE: https://www.greenclimate.fund/how-we-work/resource-mobilization .

16 ) For theYasuni, see https://en.wikipedia.org/wiki/Yasun%C3%AD-ITT_Initiative (3.6 billion but by 2012 only 200 millions pledeged. Correa then announced a change in policy.

17 ) Per la distinzione potere di acquisto/livello di vita vedi : http://rivincitasociale.altervista.org/pouvoir-dachat-niveau-de-vie-temps-de-travail-socialement-necessaire-et-revenu-global-net-des-menages-2-31-dec-2018/

18 ) Vedi « Boom del solare e “sboom” del carbone negli Stati Uniti », Alessandro Codegoni https://www.qualenergia.it/articoli/boom-del-solare-e-sboom-del-carbone-negli-stati-uniti/

19 ) Vedi von Mises Socialism https://mises.org/library/socialism-economic-and-sociological-analysis , pp 475-476 ecc.

20 ) « Censis: 11 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure. Pesano le liste d’attesa », in https://www.repubblica.it/salute/2016/06/08/news/censis_11_milioni_di_italiani_hanno_rinunciato_alle_cure_nel_2016-141551883/ .Vedi pure « La Sanità tra tagli e corruzione: una vittima eccellente del federalismo fiscale », in http://rivincitasociale.altervista.org/la-sanita-tra-tagli-e-corruzione-una-vittima-eccellente-del-federalismo-fiscale/

21 ) Per la teoria dell’ecomarxismo vedi l’Introduzione e l’Appendice del mio libro III intitolato Keynesianism, Marxism, Economic Stability and Growth, 2005, liberamente accessibile nella sezione livres-books del mio vecchio sito www.la-commune-paralcet.com

22 ) « La lezione di Canberra: in Australia le elezioni si giocano sul terreno del clima » Per la prima volta in un grande Paese occidentale il tema dei cambiamenti climatici è al primo posto tra le preoccupazioni degli elettori. E divide nettamente gli schieramenti di destra e sinistra, di MAURIZIO RICCI 09 Marzo 2019 https://www.repubblica.it/economia/rubriche/eurobarometro/2019/03/09/news/la_lezione_di_canberra_in_australia_le_elezioni_si_giocano_sul_terreno_del_clima-221088034/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P19-S2.2-T1

23 ) « L’Europe a évité de justesse la coupure généralisée d’électricité »

Publié le 17.01.2019 par La rédaction https://www.lemondedelenergie.com/europe-blackout-electricite/2019/01/17/

24 ) Vedi https://www.youtube.com/watch?v=uc2fh99zIo0&t=47s , vedi pure il bellissimo brano « Sul cammino dell’ineguaglianza » ispirato a JJ Rousseau. https://www.youtube.com/watch?v=4Ql4WwK1XbY

25 ) Vedi i saggi su Gioacchino nella Sezione Italia in www.la-commune-paraclet.com

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