CLIMA E INQUINAMENTO INTELLETUALE ED ETICO-POLITICO, 21 NOV. 2018

Posted: 21st novembre 2018 by rivincitasociale in Ecomarxismo
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Commento attristato a « Se Salerno diventa la costa del Messico, tra i tornado »

di Giorgio Cremaschi (Potere al Popolo)

http://contropiano.org/interventi/2018/11/21/se-salerno-diventa-la-costa-del-messico-tra-i-tornado-0109720#comment-144831

Criminali sono le narrazioni senza fondamento scientifico. Se riscaldamento c’è – globale ? Con quali impatti locali ?- il ruolo dell’Uomo non c’entra. C’entra la precessione dell’equinozio, il ciclo solare, i movimenti tettonici della crosta terrestre, il regime dei venti e delle correnti marittime, la poco conosciuta chimica atmosferica a vari livelli, ecc.

Le compagne/i devono badare bene al fatto che ad esempio

a) i ghiacciai una volta scendevano sotto la città di Lione;

b) ai tempi dei Greci antichi il mare a Crotone era più lontano dalle coste attuali da parecchi metri;

c) il permafrost non è incluso nel modello dei narratori filo-semiti nietzschiani del GIEC;

d) l’acidificazione dell’Oceano non può essere dovuta al riscaldamento dato che riscaldando l’Oceano libera CO2 non ne immagazzina, ecc.

E probabile che siamo in una fase di riscaldamento climatico anche dovuta alla precessione dell’equinozio – ma non serve ridurre con tasse e salari più bassi il consumo – di qualità – delle masse. Questo era l’obbiettivo del Club di Roma e della Commissione Trilaterale cioè mettere fine alle « rising expectations » dei cittadini e operare un ritorno a-democratico alla « deferenza per l’autorità – auto-concessa ».

Servano invece le infrastrutture pubbliche e la tutela pubblica del territorio, proprio quelle infrastrutture che lo Stato minimo neoliberale no fa più e che il capitale speculativo, venduto al Roe trimestrale – profitto di corto termine –, non può più finanziare senza ingenti sovvenzioni statali.

L’Uomo inquina si, ma la risposta è l’estensione del principio di precauzione non la pretesa falsa di controllare il clima – in effetti, vogliono nuove barriere tariffarie invisibili perché credono di controllare le tecnologie alternative. Ad esempio il Protocollo di Montreal a favore delle nuove tecnologie di raffreddamento controllate da Dupont de Nemours, mentre queste nuove tecnologie risulterebbero più inquinanti dei CFC per l’ozono atmosferico, cosa che non interessa più nessuno.

In effetti, il GIEC sa benissimo che la sua narrazione è priva di ogni fondamento e che fra poco la realtà avrà smascherato la sua narrazione. Perciò, drammatizza con un nuovo obbiettivo di 1.5 grado da raggiungere in 15 anni – il che implica molti tagli da imporre al potere di acquisto ed al livello di vita dei cittadini ordinari ma meno i 10 % più ricchi e per le industrie più inquinanti ad esempio l’industria del cimento, ecc. In tanto il GIEC sa benissimo che i climatologici e i loro complici economici e governativi non sono già più in grado di rispettare i 2 gradi di aumento, base delle sue proiezioni. In altre parole, la situazione anche secondo il loro proprio modello falsificato, è già irreversibile. Meglio lasciare questa gentaglia filo-semita nietzschiana alle loro narrazioni e portare avanti le dovute politiche informate all’ecomarxismo. (1)

Paolo De Marco

1 ) Vedi:

a ) Per l’ecomarxismo vedi l’introduzione del Livre-Book III in Download Now, Sezione Livres-Books del sito www.la-commune-paraclet.com

b ) « Défi aux écologistes, au GIEC et à tous les apôtres du réchauffement climatique » (14 juin 2007) nella Sezione Commentaires d’actualité del sito www.la-commune-paraclet.com

c ) per l’acidificazione dell’Oceano vedi http://rivincitasociale.altervista.org/acidification-des-oceans-et-changement-climatique-9-nov-2017/

d ) vedi pure la « Categoria » ecomarxismo in questo medesimo sito.

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