Il DEF 2014: The Windbag ed il vertigine mediatico del vuoto.

Posted: 16th aprile 2014 by rivincitasociale in Economia
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(Vedi Nel Def 2014 (pdf) . Qui trattiamo solo del PNR La strategia nazionale e le principali iniziative che costituisce il cuore del DEF.  L’intero DEF è disponibile sul sito del ministero: http://www.tesoro.it/doc-finanza-pubblica/def/2014/ . Le pagine citate qui sono precedute dalla specifica sezione del documento, dunque relativamente facili da rintracciare anche se la paginazione è deplorabile all’immagina di questo DEF.)

  1. Introduzione

  2. Il nero è dichiarato bianco nella narrazione gutgeldiana-renziana

  3. Il Jobs Act

  4. Le privatizzazioni: 0,7 del PIL ogni anno per i prossimi 3 anni.

  5. In oltre, avremo la proroga di vari incentivi neo-clientelistici.

  6. Rimborsi PA e fondi europei.

  7. Tabelle interessanti.

  8. Note.

  9. Citazioni del DEF 2014: a) Contrasto alla povertà e b) Tasso di occupazione

  10. Modello del Nord Est versus i campioni nazionali degli altri grandi paesi europei in una illuminante tabella.

    1) Introduzione.

Dopo lettura, la Sezione III del DEF intitolata La strategia nazionale e le principali iniziative risulta essere uno documento assai confuso e ripetitivo. In realtà malintenzionato. Non rassicura a fatto la pagella dei belli risultati auto-applauditi. Si tratta forse di un metodo praticato alla Bocconi ed alla John Hopkins quando si è fra di sé, ma questi sono spietatamente negati dai risultati macroeconomici e sociali forniti dall’Istat – vedi la tipica « Descrizione dell’intervento 2013 – marzo 2014 », Sez 3, pp 22-24.

La ragione è semplice: Questo DEF riassume gli impegni dei governi anteriori aggiungendo unicamente le disastrose novità di Gutgeld-Renzi che conosciamo già. Non si tratta realmente di un documento serio di programmazione economica ma soltanto di un volgare e cinico manifesto elettoralistico che fa promesse vuote per ingannare i cittadini, facendoli pero accettare inconsapevolmente ulteriori prevedibili degradi socio-economici. Intanto, siamo già tutte/i sicuri che l’obbiettivo del cosiddetto consolidamento fiscale non sarà raggiunto;  se non altro perché non si tiene conto del moltiplicatore negativo automaticamente prodotto dai tagli, dalle privatizzazioni-ristrutturazioni e dal dilagare della precarietà.

Blanchard al FMI aveva intuito che le equazioni della crescita del PIL usate dalla UE e dalla OSCE erano sbagliate. Errare è umano, perseverare è diabolico. Possiamo dunque solo concludere che questi effetti negativi sono freddamente previsti e calcolati da questi attuali dirigenti filosemiti nietzschiani. Perciò, questa logica anti-popolo viene mascherata con presunti regali tipo « 80 euro in busta paga », pagati con ulteriori tagli ai servizi, e con la fraseologia mediatica utilizzata da Gutgeld-Renzi come arma da guerra contro i cittadini e contro i lavoratori, per imporre un drastico abbassamento dei loro diritti e del loro standard di vita.

Solo così si pensa potere salvare la « competitività » delle imprese sacrificando pero il Paese intero. A parte il 10 % più ricco che controlla già 48 % delle ricchezze nazionali, gli altri dovranno imparare a « vivere » con un reddito calcolato secondo la logica dell’equilibrio economico raggiunto al livello fisiologico (tendenzialmente quello degli super-sfruttati Dalits dell’India per intenderci, visto che oggi, nel mercato globale, anche i lavoratori cinesi non sono più considerati « competitivi » nella logica delle delocalizzazioni … L’erede dei pitre Milton Friedman e André Gorcz, Yoland Bresson, cioè proprio quello che ispirò Casallegio-Grillo e tanti altri, fissa il « reddito minimo di base » non cumulabile con altre forme di sostegno attorno a 350-500 euro al mese, ma che  già sarà sottomesso a rigide condizioni lavorative senza diritto di rifiuto, … 

L’unico problema di questi dirigenti è quello del consenso politico-sociale, almeno finché le istanze democratiche non saranno preventivamente svuotate dal loro contenuto democratico, ad esempio con le grottesche soglie di sbarramento elettorali, il finanziamento privato dei partiti, l’eliminazione  della sanzione elettorale del popolo sovrano al livello locale e nel Senato, etc.

Ecco le novità del Def 2014:

2) Il nero è dichiarato bianco nella narrazione gutgeldiana-renziana

Prime novità tra tutte, la svergognata demagogia della comunicazione politica ed i numerosi « non-dits » (in particolare, per quelli che riguardano il contrasto alla povertà e la disoccupazione-precarietà dilagante, vedi le citazioni qui sotto). A tal punto che Eugenio Scalfari descrisse Renzi come « il figlio buono e bravo di Silvio (…) pronto pero a pugnalarlo alle spalle … » Aggiunse dubbioso Scalfari « E non soltanto per tagliare il numero dei senatori e non spendere neppure un euro per chi vi partecipa. Anche il numero dei deputati dovrebbe essere tagliato, ma queste sono economie che equivalgono a voler prosciugare il mare usando il cucchiaio. » vedi http://www.repubblica.it/politica/2014/04/06/news/scalfari_6_aprile-82858767/?ref=HRER2-1 . Sappiamo che la problematica dei tagli ai costi della politica fu svergognatamente strumentalizzata per eliminare il più possibile il suo aspetto democratico consegnando i partiti politici nelle mani di chi può permettersi doni annui di diecine di migliaia  di euro: in breve, violando la democrazia ugualitaria sancita dalla nostra Costituzione a favore di una democrazia censitaria di grande azionariato. 

Questi « non-dits » vengono mascherati da messe in scena televisivi menzogneri e demagogici, ma a flusso continuo, senza nessuno contraddittorio – questa ingiustizia viene perpetrata alla faccia della parità dell’espressione politica ancora vigente nel nostro Paese. La logica di queste maschere, utilizzate per ottenere il consenso delle vittime al loro proprio sacrificio, la conosciamo già: si tratta di fare alla rovescia e dire il contrario di quello che si intende fare, e dunque di presentare in modo plausibile il nero politico come il bianco. Svetonio e l’Imperatore Tito saluterebbero alla romana col pollice in giù in nome dei cittadini italiani.  

Vediamo alcuni esempi.

  • « Avvicinare i cittadini alla politica » significa abolire le elezioni al livello provinciale e senatoriale mentre, contro l’avviso della Corte costituzionale, si propone un Italicum costituzionalmente e democraticamente peggiore del Porcellum che doveva sostituire. Di cumulo dei mandati e di conflitto di interesse non se né parla proprio!
  • «Avvicinare i cittadini alla pubblica amministrazione » significa continuare i tagli nel personale (Cottarelli né prevede oltre 85 000, furono 120 000 dal 2011-2012, p 16); significa controllare le remunerazioni salariali ( – 1, 3 per cento, idem), e privatizzare anche al livello della PA locale – incluso la gestione dei rifiuti, il trasporto urbano, l’illuminazione e l’acqua (SEZ 3, p 23) ed il « federalismo demaniale » (SEZ. 3, p 6) ;

  • « Avvicinare i giovani al lavoro » significa la precarietà generale iniziata con il Jobs Act (descritto senza peli sulla lingua nel DEF, SEZ. 3, p 15) e con le briciole ad uso europeo della « garanzia per i giovani » (SEZ. 3, p 16) ;

  • Le « coperture ci sono » significa fattevi gli affari vostri perché qui si tratta di fare credere agli elettori di entrambi i generi che per la prima volta sin dall’inizio della crisi si da qualcosa agli Italiani! Comunque, da quello che si capisce, le coperture non ci sono neanche nella forma una tantum, mentre da Marzo scorso l’Italia rischia nuovamente l’apertura della procedura d’infrazione del Fiscal Compact stupidamente, e per conto mio illegalmente, costituzionalizzato con la modifica del Articolo 81. Nella parte del DEF dedicata al programma di stabilità si mostra chiaramente che il deficit strutturale ammissibile del 0,5 % è già superato da molto. Potremmo presto valutare il livello di paura della Commissione europea …visto che l’abbassamento artificiale dello spread non basta. Renzi comunque ci ha « messo la faccia » !!! Chi sa sé sa fare un’altro mestiere ?
  • «Abbattere il debito » è solo una vergognosa strategia concepita per privatizzare a vile prezzo tutto quello che rimane da privatizzare a favore degli amici del regime e di Gutgeld and Co, quelli soliti furbetti dati come capitani di industria allorché non sono mai stati capaci di creare grandi aziende e nemmeno di gestirle (v. Alitalia, Telecom ecc.) Questo ammonta ad un furto a scapito degli interessi superiori della Nazione. Non rappresenta neanche una strategia credibile visto che rimangono più o meno 600 miliardi disponibili tra i quali solo 1/3 è realmente privatizzabile a fronte di un debito che si avvicina a 2100 miliardi. In oltre, con le privatizzazioni, Stato rinuncia, a favore degli azionari privati, agli importanti dividendi versati annualmente dalle impresse statali e/o partecipate. Per colmo, dato che le coperture non ci sono – si parla già di manovra aggiuntiva per evitare le procedure di infrazione – il 0,7% del PIL ricavato con queste auto-distruttrici privatizzazioni andranno a pagare le spese correnti …     

  • La « guerra violenta  alla burocrazia » ed alla PA significa la barzelletta delle auto blu e dei stipendi dei manager – quest’ultima iniziativa certo dovuta ma strumentalizzata qui nell’ottica delle privatizzazioni: i manager possono così sperare salari ancora più alti oltre i bonus e le stock option milionarie una volta le privatizzazioni compiute; perciò Renzi si assicura che non si alzerà una singola voce a questo livello per difendere il principio costituzionale dei servizi pubblici offerti da imprese pubbliche. Al livello politico, visto la corruzione inerente al processo di deregolamentazione-privatizzazione, il consenso viene consolidato con la rielaborazione su misura dello cosiddetto « voto di scambio » politica-mafia, assicurandosi che le pene  non superino la soglia sopra la quale i politici corrotti venissero dichiarati ineleggibili! Il cumulo di posti altamente remunerati ed il conflitto di interesse non se né parla nemmeno malgrado il caso, non unico, di Mastrapasqua e della sua moglie (vedi  La signora delle venti poltrone, Lady Mastrapasqua imita il marito http://www.repubblica.it/politica/2014/01/29/news/moglie_mastrapasqua-77176169/?ref=HREC1-3 )
  • Avvicinare i giovani e gli altri al lavoro significa precarietà generale per togliere ogni vincolo salariale, sociale e ambientale alle imprese (escluso i costi legati alle mafie.) Il costo di produzione non c’entra – metterebbe in questione la meritocrazia dei dirigenti e dei manager. Importa solo la deflazione salariale – competitiva come le vecchie svalutazioni ? –  dunque il costo del lavoro che ammonta a meno di ¼ del costo di produzione, i contributi aggirandosi ad 1/3 del costo di lavoro. In altre parole, la deflazione salariale aggravata con la cancellazione dei contributi, e dunque dei servizi sociali, rappresenta una doppia sciocchezza nata tutta armata dalla patologia marginalista neoliberale, e non solo perché la fiscalità generale evanescente non potrà sostituirsi. La spirale economica negativa ha ancora un bello avvenire nel fu Belpaese.   

  • « 80 euro in busta paga»  significa l’aumento della fiscalità dal 43,7 % al 44 (2), l’aumento dell’accisa e dell’IVA sulla benzina (3) ed ulteriori tagli alla sanità che pero vanno cortesemente ribattezzati « risparmi » (4); significa pure l’abolizione della detrazione per il coniuge a carico (SEZ. 3, p 19) (5) e l’eliminazione parziale o totale delle pensioni di reversibilità.

  • Fra poco, grazie al semestre europeo, e con l’aiuto del filosemite nietzschiano Hollande, ci saranno altri tagli ai contributi padronali e salariali con immediate ripercussioni sul « salario differito » e sul « reddito globale netto» dei focolari visto che la fiscalità generale non potrà assorbire i costi: ergo, si apra così la strada alla privatizzazione e/o ulteriori tagli per tutti quelli utenti trasformati in clienti che purtroppo non sempre risultano solvibili.
  • Per avvicinare i studenti alla scuola senza modificare l’obbligo scolastico e senza fare sforzi per la R & S, si da un piccolo aiuto al settore dell’edilizia (!). E comunque previsto lo blocco della progressione dei stipendi. (SEZ. 4. p 60)
  • Per avvicinare i più di 50 e 55 anni al lavoro ci ha pensato Padovan quando era ancora all’OCSE proponendo condizioni più dure per forzarli ad accettare qualunque lavoro disponibile (che poi neanche c’è. Inutile chiedere se questi « seduti intrecciati alle loro sedie », secondo il verso di Rimbaud, hanno una minima idea dell’usura prodotta dal lavoro faticoso oltre questa età, fenomeno naturale che diminuisce la produttività … Sembra che questa ignoranza barbara persiste malgrado la dimostrazione del medico marxista Paul Lafargue e di Guesde alla fine del XIX secolo, e malgrado tutti i dati forniti dalla medicina del lavoro moderna. Non basta che, secondo i settori, gli operai muoiano in media 7 o 11 anni prima dei loro manager …) (6)

  • Usando i termini seguenti con la funzione « find » nel DEF si valuterà subito come l’intenzione di Gutgeld-Renzi di avvicinare i cittadini e le imprese al credito significa gargarizzarsi con espressioni tali « project bond », « minibond », « crowdfunding », « microcredito » (quest’ultimo inventato da Yunus per i gli asiatici più poveri ed in generale per il Quarto Mondo). Si fa pure l’elogio delle partita Iva, ignorando che negli ultimi 5 anni né sono già sparite 400 000! (7) Tanto per la Sanità ed i servizi sociali, Emergency di Gino Strada sta rimpatriando le sue attività!

  • Per quello che riguarda la riduzione dell’Irap ecc le impresse dovranno accontentarsi visto che prima bisogna comprare la prossima elezione con quelli 80 euro in media – sapendo che sono pochi quelli dipendenti che guadagnano 25 000 euro mentre quelli che guadagnano meno di 8 000 euro sono dichiarati « incapienti » e dovranno aspettare che si trova una formula di pagamento adeguata non legata all’Irpef. Questo vale per i pensionati.

  • Togliere il fardello del debito ai « nostri figli » significa sacrificare subito i giovani, i loro genitori e i loro nonni con ulteriori tagli, con gli esuberi, e con le riforme liberiste del lavoro ecc.

  • Il cambio generazionale e le pari opportunità sono obbiettivi da raggiungere con l’accento messo sulla meritocrazia nata dal networking personale ed associato all’interno della rete dei cosiddetti « poteri forti », con quote rosa simboliche. 

  • Aiutare le famiglie significa sopratutto eliminare in gran parte o in toto le pensioni di reversibilità.

  • Aiutare le famiglie e i giovani significa pure un Piano Casa ideato per il sostegno del settore dell’edilizia e delle classe medie residuali, incluso con la cedolare secca. Il « Fondo per gli inquilini morosi incolpevoli » è derisorio rispetto ai bisogni (SEZ. 3, p 35) Si prevede il recupero di solo 12 000 alloggi (SEZ. 3, p 38) Per il resto i sfratti sono destinati ad aumentare ma intanto si svende il patrimonio pubblico a vile prezzo.
  • Per avvicinare i cittadini alle questioni di sicurezza e di emergenza, il DEF ci offre il taglio nel personale delle forze armate (SEZ. 4, p 16) – invece di sopprimere l’acquisto dell’inutile F 35 concepito come aereo di first strike nucleare, perciò incompatibile con l’Articolo 11 della Costituzione e comunque così poco riuscito che i maggiori alleati degli USA hanno cambiato idea. Significa pure la demagogia xenofobe legata alla politica militare del Mare nostrum ed ai centri di accoglienza e carceri (SEZ. 3, p 28) artificialmente sovraffollati perché gestiti da privati su fondi pubblici.
  • E così via. Abbiamo tutte-i capito come funziona questa demagogia di auto-eletti.

In breve, essere di sinistra nel sinistro PD attuale significa essere erede in linea diretta della DC ma, visto il vento dominante, in quanto « figli buoni di Silvio » e di  … Gutgeld. E con la complicità di « olio fritto » Grillo, concepito alla Sun Tzu come opposizione ufficiale ideata per dare sfogo alla rabbia del popolo con inutili e grottesche gesticolazioni, impedendo così la nascita di una vera opposizione e di un autentico arco costituzionale,ambedue legati alla difesa della Carta fondamentale e degli interessi superiori della Nazione. 

3) Il Jobs Act.

Viene descritto in modo conciso e senza peli sulla lingua nel DEF alla pagina 15, SEZ 3. Si tratta di precarietà generalizzata che mantiene pero le tipologie esistenti dei contratti già più precari. Mentre il tasso di occupazione è bassissimo attorno al 55 % e lo resterà (v. Tabella I.1, SEZ.3, p 50, e p Tabella II.1 , SEZ. 3, p 14), la precarietà per conto suo cresce. (8) Nondimeno, il DEF spara numeri non aggiornati (12,2 e 12.8 per 2013-14) per la disoccupazione che pero oggi è già superiore al 13 % , vedi la Tabella II.1 ,SEZ. 3, p 14. Gli ammortizzatori sociali saranno trasformati in workfare, prevedendo anche « l’alternativa » della riduzione del tempo lavorato come fu proposto dalla Electrolux (SEZ. 3, p 18). In seguito, cioè se si trovano le coperture che non siano in parte una tantum come per il Jobs Act (9), saranno sostituiti da un « reddito minimo di base » contro lavoro obbligato senza che il lavoratore possa rifiutare o scegliere. Ecco perché, a parte le agenzie interinali, serve un’Agenzia nazionale per l’impiego (SEZ 3, p 17) (Il DEF è totalmente confuso sul soggetto, a tal punto che con l’abolizione delle province non si sa nemmeno – da quello che mi sembra capire – che fine farà la misera Social Card (SEZ. 3, p 20), e nemmeno se il reddito minimo di base sarà per i singoli cittadini oppure per i focolari tenendo conto della Social Card o sostituendola; dunque con uno potenziale reazionario e anti-costituzionale rispetto all’uguaglianza delle lavoratrici e dei lavoratori. Si tratta, in realtà, di un lavoraccio amatoriale copy and paste, unicamente mirato alla pubblicità elettorale (tipo Bonnani-Gutgeld se si vuole!)

4) Le privatizzazioni 0,7 del PIL ogni anno per i prossimi 3 anni. (SEZ. 3, pp 5-6, 15, 31)                                                                                                                                    

A questo spreco disordinato si aggiunge la svendita del patrimonio tramite il cosiddetto federalismo demaniale prima di avere completato la riforma del catasto. (10) Dato che rimane solo attorno a 600 miliardi da privatizzare dunque de facto molto meno, il contributo di queste privatizzazioni all’abbassamento del debito, oggi vicino a 2100 miliardi di euro, sarà marginale e comunque non tale da portarci al disotto del 60 % del PIL, in modo da togliersi la gabbia del Fiscal Compact dalle spalle. Lo scopo è dunque tutt’altro: arricchire vari parvenu e gente da poco di vari tipi – sepolcri imbianchiti ? – con il trasferimento a vile prezzo delle ricchezze nazionali trasformando i nostri cittadini in nuovi « chandala ».  Al contrario, l’effetto sulla spirale economica negativa è certo e si addizionerà al Moltiplicatore negativo che risulta dalla precarizzazione e dai tagli al servizi, in particolare alla Sanità. Austerity kills. 

5) In oltre, avremo la proroga di vari incentivi neo-clientelistici.

In particolare, « l’innalzamento dal 55 per cento al 65 per cento delle detrazioni fiscali spettanti per le spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici. Le detrazioni fiscali sono state prorogate sino al 2015 con la Legge di Stabilità 2014. » (SEZ 4, p 55) La logica è sempre quella dei governi monetaristi e della « flat tax » – incluso per il Jobs Act: i sgravi fiscali vanno a quelli che hanno già salari alti e che possono dunque usufruirne mentre usufruiranno anche di bollette più basse. Intanto gli altri consumatori pagano questo progresso con le loro bollette aumentate mentre l’energia così prodotta costa molto più cara di quella dei paesi vicini, in modo che Alcoa ed altre imprese del genere se ne vanno. Si nota che l’economia moderna informatizzata risulta ancora più « energivore » di quella tradizionale – si pensa solo al consumo elettrico necessario allo sfruttamento del Big data etc.

6) Rimborsi PA e fondi europei.

In fine, ci sarà forse un effetto di stimolo economico tramite il rimborso dei debiti della PA operato con un nuovo metodo e grazie al migliore uso dei fondi europei; ma non è merito di Padovan-Renzi. Di fatti, secondo il DEF, l’aiuto agli altri Stati – leggere: « l’aiuto alle banche private »– giunto al rimborso della PA con l’emissione di nuovo debito hanno condotto ad un incremento del debito nazionale di circa 4,7 punti di PIL nel 2013 (SEZ. 3, p 3). Ma questo beneficio sarà più che sterilizzato dai tagli e dai sprechi puramente demagogici elettoralistici (cose che il Paese in questo contesto non poteva permettersi ma che sono utilissime per svenderlo secondo la logica di « dislocazione, valorizzazione, cartolizzazione » di Gutgeld et al.)

Bisogna contrastare questa demagogia: nei Stati Uniti uno demagogo del genere di Renzi sarebbe pacificamente seguito nei media da hecklers che sgonfierebbero le sue pretese forzandolo a parlare di cose serie, cioè a rendere conto proprio su quello che il suo governo fa realmente – riforme anticostituzionali, precarietà generalizzata, privatizzazioni muro a muro, ecc – e quello che non fa – politica di ricerca, strategia industriale ed economica, nazionalizzazione del credito secondo l’Articolo 47 della Costituzione per eliminare il credit crunch, ripristino dei diritti sociali e dei diritti del lavoro, tutela dell’ambiente, ecc. Questo tipo di figurante per poteri forti e ambasciate esteri è tipicamente potente in un mondo di televisioni controllate da questi stessi poteri forti quando può fare monologhi e discorsi ex cathedra vestiti dall’Autorita governativa senza nemmeno esseri democraticamente eletti; quando invece debbono rispondere alle domande si sgonfiano come delle minugie.

L’illusione renziana sarà comunque di corta durata. Si sta già appiattendo come un soufflé andato male. Già a maggio e con i prossimi dati macroeconomici rimarrà poco della credibilità di questo « Premier » non eletto e del suo governo trasversale hyper-attivista in senso anti-costituzionale – con la complicità delle istituzioni garanti.

Rimane che non esiste ancora nessuna alternativa a sinistra (Alle europee la Lista Tsepiras vale ancora meno dei nostri rinnegati conosciuti, ma gioca pero lo stesso ruolo di cooptazione-cancellazione del marxismo … Su Tsepiras vedi: http://inter.kke.gr/en/articles/SYRIZA-the-left-reserve-force-of-capitalism/). Mentre gli attacchi al proletariato ed ai cittadini vengono dal governo e dai suoi consiglieri [email protected] usa tecniche da me denunciate anni fa come rilevanti a Carl Schmitt; perciò, secondo un blueprint leghista più che di sinistra, punta all’Euro e l’Europa come i soli « nemici »! ci sono ancora certi che vanno in giro dicendo che Bossi, come tanti altri odierni spinelliani, fu comunista ma non ci dicono per quali motivi … I nostri veri avversari sono nemici interni, interni nazionalmente ed interni alla sinistra. (vedi il mio « Salvare il Partito comunista dai suoi nemici interni », 1 novembre 2004, nella Sezione Italia del sito www.la-commune-paraclet.com .

Dovrebbe essere evidente a tutte-i che il Paramento italiano è ancora il luogo dove vengono formulate e votate le leggi, mentre il governo che ne scaturisce conduce i negoziati e « traduce » le direttive europee. Ecco perché i renziani e tutta l’attuale classe politica trasversale considerano la democrazia sancita dalla Costituzione come un regime da superare in modo brutalmente censitario … per proteggere i loro interessi togliendo al popolo la sua sovranità. 

7) Tabelle interessanti: non necessitano nessun commento !

 a) Impatto macroeconomico delle misure programmatiche, p 50

b) Quadro macroeconomico, p 14

c) Revisione degli effetti macroeconomici delle misure di semplificazione e liberalizzazione (PIL – scostamenti percentuali rispetto alla simulazione base)  p 26 (Da notare le stime sistematicamente riviste al basso!!! Si perché come Blanchard aveva messo intuito il moltiplicatore dei tagli è negativo e autonutriente mentre gli investimenti sono inesistenti )

d) Tavola III.6: Oneri per infrastrutture e trasporti (in milioni di euro), p 31

Vostro

Paolo De Marco

8) Note:

1) « E’ stato ridotto il numero di dipendenti pubblici del 3,5 per cento (circa 120.000 occupati in meno) nel biennio 2011-2012, con un risparmio di 6,6 miliardi al lordo dei contributi. In parallelo, si è riscontrata una riduzione dei salari pari a -1,3 per cento. L’effetto combinato della riduzione dei salari medi e del numero degli occupati è stato quello di una sensibile riduzione della spesa complessiva pagata dalle Amministrazioni Pubbliche, scesa del 3,6 per cento nei due anni.

E’ stato approvato un piano di riduzione delle dotazioni organiche del personale militare dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare a complessive 150.000 unità entro l’anno 2024. Le dotazioni organiche complessive del personale civile del Ministero della Difesa saranno ridotte a 20.000 unità entro l’anno 2024. »

 2) « Tuttavia, la pressione fiscale aumenterà dal 43,8% dello scorso anno. Secondo il Def il peso del Fisco salirà al 44% nel 2014 e 2015, per poi scendere al 43,7% nel 2016 e al 43,5% nel 2017. » Il governo presenta il Def: crescita frena allo 0,8%. Da risparmi e privatizzazioni 16,5 miliardi

http://www.repubblica.it/economia/2014/04/08/news/def_deficit_debito_pil-83068832/?ref=HREA-1

3) Tasse record sulla benzina: http://mediaset.vitv.it/tg5/442210?ref=www.quifinanza.it

4)
http://www.sanita.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2014-04-08/stati-generali-lorenzin-risparmi-125020.php?uuid=AbI8nJaJ

5) Grillo attacca: “Una balla gli 80 euro in più di Renzi”. Ecco perché

Il leader M5S fa i conti in tasca al premier: “Ha tolto le detrazioni per il coniuge a carico che valgono 65 euro al mese” http://notizie.virgilio.it/politica/grillo-stronca-renzi-80-euro-balla-ecco-perche.html . Il DEF 2014 recita : « abolire la detrazione per il coniuge a carico e introdurre il tax credit », cioè tagliare ai più sfruttati che non pagano tasse sotto 8 000 euro e che non possono neanche pagare l’asilo nido per accedere più facilmente al lavoro, favorendo quelli più ricchi che pagano – poco – tasse e senza patrimoniale.

6) Pour l’OCDE, la France doit inciter les seniors à travailler LE MONDE | 30.01.2014 à 11h14 • Mis à jour le 30.01.2014 à 17h15 | Par Jean-Baptiste Chastand http://www.lemonde.fr/politique/article/2014/01/30/chomage-des-seniors-l-avis-explosif-de-l-ocde_4356779_823448.html

7) La Cgia: “Crollano le partite Iva”. Persi 400 mila autonomi dal 2008.http://www.repubblica.it/economia/2013/11/09/news/cgia_mestre_partite_iva-70571397/

8) « Il responsabile del Lavoro prosegue quindi spiegando come “noi adesso abbiamo ogni trimestre  circa 400 mila assunzioni a tempo indeterminato e circa 1 milione e 6 a tempo determinato. » http://www.repubblica.it/politica/2014/01/09/news/job_act_renzi_i_dubbi_di_giovannini_servono_dettagli_e_prevede_molti_investimenti-75459506/?ref=HREC1-1

9) Coperture a rischio: un terzo una tantum e 3 miliardi di tagli sono già impegnati

http://www.repubblica.it/economia/2014/04/09/news/coperture_a_rischio_un_terzo_una_tantum_e_3_miliardi_di_tagli_sono_gi_impegnati-83101833/?ref=HREA-1(Nota: con l’aggravio probabile che l’aumento dell’IVA non sia in grado di produrre le entrate sperate dato la situazione di crisi, caso verificato in primo luogo in Francia … Similarmente, allorché la spesa degli Italiani diminuisce, anche le visite al medico vanno rimandate, la propensione al risparmio aumenta per controbilanciare l’insicurezza. In modo, che la miseria degli 80 euro in busta paga – in media ma controbilanciata da altri tagli – difficilmente produrrà un’incidenza del 0,3 % sul PIL come previsto dal DEF.)

10) A parte la marginale correzione di Blanchard rispetto alla moltiplicatore (vedi: LE FMI LE CONFIRME L’AUSTERITE ETAIT UNE ERREUR DE CALCUL :

http://www.humanite.fr/social-eco/le-fmi-le-confirme-l-austerite-etait-une-erreur-de-512240

www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2013/wp1301.pdf) Vedi pure la dimostrazione nella sezione Book Review, www.la-commune-paraclet.com , in THE BODY ECONOMIC: why austerity kills, by David Stuckler and Sanjay Basu, HarperCollins Publishers LTD, 2013. A critical review.

9 ) Contrasto alla povertà: (DEF 2014, pp 61-62) 2) tasso occupazione nel Mezzogiorno (DEF 2014, p 44)

L’indicatore sintetico del rischio di povertà o esclusione sociale rileva la quota di persone (sul totale della popolazione) che sperimentano almeno una condizione tra le seguenti: grave deprivazione materiale; rischio di povertà dopo i trasferimenti sociali; appartenenza a famiglie a intensità lavorativa molto bassa31.

In termini percentuali, l’indicatore sintetico di povertà o esclusione mostra per l’Italia nel 2012 un valore (29,9 per cento) superiore alla media sia dei Paesi dell’Area Euro (23,2 per cento), sia dell’Unione dei 27 (24,7 per cento).

Considerando i redditi disponibili per le famiglie a seguito dei trasferimenti sociali (che, nel nostro Paese, consistono quasi totalmente nei trasferimenti pensionistici), quasi un quinto della popolazione residente (il 19,4 per cento) risulta a rischio di povertà. Il valore osservato è più elevato della media sia dei

Paesi dell’Area Euro sia dell’Unione dei 27 (rispettivamente 17,0 e 16,9 per cento).

In effetti, in Italia il sistema di trasferimenti sociali è meno efficace nel contenere il rischio di povertà rispetto ad altre realtà nazionali del contesto europeo: la quota di popolazione a rischio di povertà dopo i trasferimenti sociali è più bassa solo del 5 per cento rispetto a quella prima dei trasferimenti. Nei Paesi Scandinavi questa stessa differenza supera ampiamente il 10 per cento, mentre è vicina al 10 per cento in Francia e Germania.

Le persone gravemente deprivate sono il 14,5 per cento, valore superiore sia alla media dei Paesi dell’Area Euro (7,5 per cento) sia a quella calcolata sull’Unione a 27 (9,9 per cento).

L’indicatore di esclusione dal mercato del lavoro mostra come in Italia, nel 2012, il 10,3 per cento delle persone di età inferiore ai 60 anni sia in una famiglia a intensità lavorativa molto bassa; il valore è prossimo a entrambe le medie europee (10,3 per l’UE27 e 10,4 per i 17 Paesi dell’Area Euro).

Rispetto al 2011, l’indicatore sintetico cresce di 1,7 punti percentuali, a causa dall’aumento della quota di persone che soffrono di grave deprivazione (dall’11,2 per cento al 14,5 per cento). Sostanzialmente stabile è invece la quota di persone a rischio di povertà (da 19,6 per cento a 19,4 per cento) o che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro (da 10,4 per cento a 10,3 per cento).

Aumentano, rispetto al 2011, gli individui che vivono in famiglie che dichiarano di non potersi permettere, nell’anno, una settimana di ferie lontano da casa (dal 46,7 per cento al 50,8 per cento), che non hanno potuto riscaldare adeguatamente l’abitazione (dal 18 per cento al 21,2 per cento), che non riescono a sostenere spese impreviste di 800 euro (dal 38,6 per cento al 42,5 per cento) o che, se volessero, non potrebbero permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 12,4 per cento al 16,8 per cento).

Il Mezzogiorno è la zona del Paese con i più elevati tassi di povertà o esclusione; in Sicilia si osservano i valori massimi per tutti e tre gli indicatori: il 42,3 per cento dei residenti è a rischio di povertà, il 36,2 per cento è in grave deprivazione e il 19 per cento vive in famiglie a bassa intensità lavorativa. Valori elevati anche in Campania e Puglia. Da segnalare la Basilicata – per il dato riferito al rischio di povertà (32,6 per cento) e alla grave deprivazione (25,1 per cento) – e la Calabria per quello relativo alla bassa intensità lavorativa (18,8 per cento).

All’estremo opposto, il Nord, in particolare il Nord-est, è l’area meno esposta alla grave deprivazione; le situazioni migliori si osservano in Valle d’Aosta, Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto, dove la quota della popolazione a rischio di povertà o esclusione non raggiunge il 16 per cento.

31 Situazione di grave deprivazione materiale: persone che vivono in famiglie che dichiarano almeno quattro deprivazioni su nove tra: 1) non riuscire a sostenere spese impreviste, 2) avere arretrati nei pagamenti (mutuo, affitto, bollette, debiti diversi dal mutuo); non potersi permettere 3) una settimana di ferie lontano da casa in un anno 4) un pasto adeguato (proteico) almeno ogni due giorni, 5) di riscaldare adeguatamente l’abitazione; non potersi permettere l’acquisto di 6) una lavatrice, 7) un televisione a colori, 8) un telefono o 9) un’automobile; rischio di povertà dopo i trasferimenti sociali: persone che vivono in famiglie con un reddito equivalente inferiore al 60 per cento del reddito equivalente mediano disponibile, dopo i trasferimenti sociali; appartenenza a famiglie a intensità lavorativa molto bassa: persone con meno di 60 anni che vivono in famiglie dove gli adulti, nell’anno precedente, hanno lavorato per meno del 20 per cento del loro potenziale.

2) Nel Mezzogiorno il tasso di occupazione dei 20-64enni si attesta al 45,6 per cento, circa 23 punti percentuali al di sotto del valore espresso dalle Regioni settentrionali. In quest’area del Paese particolarmente critica appare la situazione della componente femminile, con un tasso di occupazione del 33 per cento.

10) Modello del Nord Est versus i campioni nazionali degli altri grandi paesi europei in una illuminante tabella.

in La vertenza Electrolux e “il piano del capitale” Mercoledì, 09 Aprile 2014 09:24 Rete dei Comunisti – Padova http://contropiano.org/lavoro-conflitto/item/23294-la-vertenza-electrolux-e-il-piano-del-capitale

 

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