La Calabria si sveglia!

Posted: 12th maggio 2014 by rivincitasociale in Politica
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L’altro sabato 10 maggio 2014 ebbe luogo a Cosenza una bella, pacifica e risoluta mobilitazione dei Comitati cittadini. Assistiamo al risveglio della Calabria (1) C’è forse ancora una speranza per la salvezza della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza.

 La stessa presa di coscienza portata dai Comitati cittadini si manifesta ovunque nel intero Paese, ma con uno vigore nuovo nel Sud – penso, ad esempio, alla bandiera che faceva referenza al No Muos presente in quel bello corteo cosentino, cogliendo l’occasione per salutare il coraggio dei nostri concittadini e delle nostre compagne e compagni siciliani.)

In questi appunti non ho nessuna voglia di strumentalizzare, voglio solo dare una mia opinione per il futuro sviluppo dei Comitati.

Il successo della manifestazione del 10 maggio 2014 a Cosenza era esemplare a più di un titolo. Non solo diceva No alle discariche ed alla rovinosa gestione privata dei rifiuti, dimostrava sopratutto una capacità critica indipendente associata ad una capacità propositiva di grande tenuta con la quale i politici più fini hanno capito che dovranno fare i conti.

Alcuni di noi hanno partecipato a titolo personale. Questo movimento dal basso ha già saputo fare rete nella provincia – nutrendosi dalle esperienze nazionali ed estere. Questo era manifesto nel corteo. Come erano pure manifeste le assenze di certi comuni calabresi. Sarebbe forse il caso di fare un salto qualitativo, la rete esistente mettendo a disposizione le sue capacità organizzative (e scientifiche—tecniche) per spargere il movimento dei Comitati cittadini su tutto il territorio della nostra magnifica Regione, coltivando i contati con gli altri Comitati al livello nazionale.

L’altro salto di qualità da compiere al più presto consisterebbe nel estendere i Comitati cittadini ad altri settori socio-economici importanti. In realtà, il Fiscal Compact ha già indotto l’accelerazione dello sfascio del Paese e particolarmente della nostra Regione (la più male messa nella Eurozona). La mancanza di coperture, e la gestione puramente elettoralistica, evidenziata nella legge finanziaria di Gutgled-Renzi-Padoan porta già di sé all’accelerazione delle privatizzazioni, in particolare quella dei beni pubblici. Li utenti – cioè i cittadini che pagano le tasse per godere dei diritti sociali sanciti dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Individuali e Sociali dell’ONU – saranno inesorabilmente trasformati in clienti, degni di ricevere servizi, comunque sempre sostenuti con soldi pubblici, solo se sono personalmente solvibili in modo da potere pagare le bollette imposte dal settore privato.

Questa ultima ondata di privatizzazioni è una cosa gravissima perché si prevede anche quella delle imprese pubbliche al livello locale e municipale. Se non vengono bloccate, seguiranno ristrutturazioni dolorose per il mondo del lavoro ma anche per i sindacati che verranno diminuiti e sradicati da questo processo privatistico, aggravato ancora dalla legge anti-costituzionale relativa alla rappresentanza sindacale.

Gultgeld-Renzi assomigliano al Tony Blair, il figlio sinistro della Thatcher, quando distrusse il Chapter IV e dunque il legame organico tra i sindacati ed il Labour Party. Questa distruzione era voluta dal mondo della finanza per sganciare il Big Bang borsistico globale con il quale la reazionaria dirigente conservatrice cercò di cooptare la contro-rivoluzione monetarista, lanciata nel 1979-1981 da Volcker-Reagan, a favore della preservazione dell’egemonia della City. Blair scelse così di distruggere la base sociologica del Labour; perciò, con l’ammirazione dei dirigenti rinnegati del PD, si adoperò per cambiare il Partito Party, spostandolo al centro-destra, assieme alle forme di rappresentanza politica.

Questa strategia viene oggi copiata da Gutgeld-Renzi, aggiungendo pero il disprezzo dei sindacati proprio nel momento nel quale stanno già mettendo in campo la loro distruzione con le privatizzazioni, sopratutto al livello della funzione pubblica e para-pubblica. Questa rappresentava uno degli assi portanti dello Stato sociale del dopo-guerra – a questo proposito, il gioco di Landini alla Fiom non si capisce proprio. I nostri neoliberali non hanno più bisogno di una concertazione sociale autenticamente democratica e lo dimostrano con la chiusura del già debilitato CNEL. (Vedi nella sezione Politica di questo sito l’articolo L’Italia secondo Gutgeld-Renzi) Rivendicano al contrario uno rapporto mediatico diretto con uno mondo del lavoro preliminarmente frammentato e ridotto alla precarietà priva di ogni tutela. L’esempio tipico di questa strategia, segnata da una meschina demagogia populista nel senso più sinistro e fascistoïde della parola, si verifica con l’inganno dei falsi 80 euro in busta paga (fu già detto in cosa consiste questo inganno, ma si aggiunge oggi l’esperienza fatta a Roma dei tagli al « salario accessorio » … ). In tanto, si mette in campo in modo anti-costituzionale una legge elettorale , peggiore del Porcellum, ideata unicamente per escludere la sinistra autentica – di « incompatibile » memoria – dalla rappresentanza parlamentare.

Il dramma della Sanità, già mezza privatizzata, deve essere chiaro a tutte ed a tutti. I Comitati calabresi e cosentini hanno capito che se si procede alla privatizzazione del ciclo dei rifiuti, la nostra Regione, già mal gestita da gente per altro spesso condannata dalle Corte per cui non dovrebbe potere rifugiarsi a Bruxelles, sarà irrimediabilmente rovinata. Di fatti, Bruxelles deve affrontare d’urgenza la questione delle norme relative all’immunità parlamentare, la quale dovrebbe solo includere i diritti costituzionali e strettamente parlamentari, mantenendo le condanne giustiziare e l’esclusione dalla rappresentanza democratica quando si tratta di altre materie, ed in particolare di collusione con la criminalità organizzata.

Il settore sanitario ha illustrato la logica debilitante della privatizzazione per le finanze pubbliche e più ancora per la salute delle cittadine e dei cittadini. Con la privatizzazione del settore dei rifiuti si sta aggiungendo lo sfascio allo sfaccio. I cosiddetti « piani di rientro » vanno poi pagati dalle cittadine/i con un innalzamento delle tasse locali e con l’ulteriore degrado dei servizi. Sottolineiamo ancora una volta il lavoro concettuale e pratico esemplare effettuato dalle compagne ed i compagni di Lucca in questo dominio chiave. (2)

Malgrado la vittoria referendaria si parla di nuovo spudoratamente di privatizzazione dell’acqua. Idem per il trasporto pubblico, per il settore dell’abitazione sociale, per la scuola e le università ecc. Ci vogliono comitati per tutti questi settori vitali per i cittadini e i focolari. Aggiungiamo comitati cittadini per la difesa dei principi cardini – antifascisti – della Costituzione e per una legge elettorale degna del nome, chiedendo il ritorno ad una forma ugualitaria di rappresentanza e di finanziamento dei partiti politici e di accesso ai media.

Preme dunque l’emergenza di reti di comitati cittadini in tutti questi settori facendo così emergere conoscenze socialmente utili, capacità di resistenza, capacità propositiva e solidarietà regionale, nazionale ed europea.

Mi permetto di aggiungere alcuni appunti sul tema già trattato nella sezione intitolata Le nuove forme di democrazia socialiste da inventare, del mio saggio Salvare il Partito comunista dai suoi nemici interni. (in Download Now, Sezione Livres-Books del mio sito www.la-commune-paraclet.com)

Esiste una differenza di ruolo e di organizzazione tra movimento e partito politico. Alla fine dovremo concepire forme di transizione avanzate verso la democrazia socialista, ad esempio quelle forme esposte nel capitolo Pour le socialisme cubain del mio Pour Marx, contre le nihilisme. La democrazia socialista rompe con la democrazia borghese facendoli fare un salto di qualità legato alla presa di possesso da parte dei cittadini-lavoratori dell’intero complesso socio-economico-politico riassunto nella Pianificazione (« Dominio della Necessita » legato alla produzione/distribuzione della sovrappiù sociale) e nella gestione costituzionale, ugualitaria/libertaria che definisce il « Dominio della Libertà », legata all’emancipazione umana intesa come base materiale necessaria per lo sviluppo di personalità libere. (vedi Compendio di Economia Politica marxista, idem.)

In un’epoca caratterizzata dalla forma avanzata della democrazia in transizione verso la democrazia socialista compiuta, dobbiamo immaginare forme di responsabilizzazione del mondo politico. Ad esempio, oltre ad una legge elettorale e di finanziamento dei partiti rispettosa dell’uguaglianza costituzionale delle cittadine e dei cittadini, si può pensare all’abolizione del ridondante Senato tramite l’Articolo 138 ed il referendum, sostituendolo con l’obbligo per i comitati parlamentari di consultare i gruppi interessati della società civile per la stesura delle leggi. Questo permetterebbe che non siano più ignorati gli input provenienti dal basso durante il processo di raccolta e di articolazione dell’informazione necessaria per redarre leggi che non siano solo il risultato di trattazioni trasversali oscure e per di più decise sopra la testa dell’elettorato.

Al livello della rappresentanza locale i Comitati cittadini possono rappresentare uno complemento ai Comitati di quartieri: questi ultimi dovrebbero essere istituzionalizzati come possibilità concreta di intervento dei cittadini al livello municipale, almeno per stabilire l’obbligo dei governi locali ad ascoltarli quando da virtuali diventano effettivi (effettività espressa da un numero minimo di firme al livello dei quartieri implicati sufficiente per convocare una riunione di quartiere.) Questo medesimo compito verrebbe garantito al livello regionale dai Comitati cittadini, estendendo l’obbligo di consultazione imposto ai comitati parlamentari ed alle assemblee locali. Rimanerebbe poi da ideare le « strutture di controllo democratico » relative alla burocrazia ed agli Apparati di Stato: comitati cittadini, ombudsperson, comitati di denuncia contro l’abuso di Stato – burocrazia, polizia ecc. -, composti a maggioranza da rappresentanti della società civile, istanze giudiziari di facile e rapido accesso anche con auto-rappresentanza legale o con l’aiuto di personale paralegale, per i casi di minore importanza, garanzia all’assistenza giudiziaria senza considerazione di redditi ecc …

Nell’immediato pero i Comitati cittadini debbono adottare una strada intermedia per sconfiggere la strategia di esproprio del voto messa in atto dagli attuali dirigenti – soglie di sbarramento criminose ed anticostituzionali, finanziamento privato che conferisce i partiti politici nelle mani della finanza e delle grande imprese tramite soglie di donazioni annue di 100 000 euro …

Bisogna dunque aggiungere una strategia pro-attiva al voto strategico. Non solo seppellire nelle urne i responsabili trasversali di questo criminoso esproprio acostituzionale, ma chiedendo pubblicamente ai partiti politici ed alle candidate/i a tutti i livelli di pronunciarsi con chiarezza sulla protezione, senza se e senza ma, dei beni pubblici offerti da imprese statali o comunali. La forma falsamente « pubblica » delle Spa non è accettabile nei settori che, per loro natura, non debbono rispondere alla logica – oggi per di più speculativa e di corto termine – della mercificazione. Il peso dei Comitati sarà così moltiplicato, senza intaccare la loro neutralità inerente alla loro logica di gruppi di pressione.

Le reti di Comitati cittadini si concepiscono giustamente come movimenti o gruppi di pressione, cioè come organizzazioni di militanti e militante, di cittadine e di cittadini, desiderosi di pesare e di influire sulle politiche, sui partiti e sui dirigenti politici. Questo potere di influenza cresce con il consolidamento delle reti intra-settore e inter-settori dei vari Comitati.

Ad un certo momento si raggiungono soglie quantitative che necessitano salti di qualità per conservare l’impetus del movimento.

Ad esempio, quello della preparazione di un’Assemblea costituente nazionale – intesa come parte integrante di altre simili assemblee costituenti convocate al livello europeo in modo da fare emergere l’Europa dei popoli sovrani, una confederazione di soggetti sovrani capace di concepire e di concretizzare l’Europa sociale contro l’Europa, oggi fallita, del capitale e della speculazione apolide.

Seguendo la teoria della coesistenza, penso anche che una persona possa svolgere più ruoli compatibili tra loro. Perciò, se la democrazia partecipativa e sociale-economica va sviluppata, la democrazia rappresentativa non va trascurata. Non solo per quel che riguarda le forme di responsabilizzazione parlamentari ed altre, e non solo per la trasparenza e l’uguaglianza elettorali concepite nel rispetto reale della Costituzione. Non va negletta l’assoluta necessità di lavorare tutti insieme per l’emergenza di uno vero partito di sinistra marxista – cioè fondato sulla metodologia scientifica -, uno partito moderno e pragmatico senza compromessi compromettenti.

Nella forma ristretta della democrazia borghese, il Parlamento rimane il luogo dove si esprime la sovranità del popolo. Si può e si deve sviluppare tutte le altre forme di democrazia partecipativa e socio-economiche, ma intanto non si può fare astrazione del fatto centrale secondo il quale sono i partiti politici che scrivano e votano le leggi in Parlamento. Il potere di influenza e di persuasione, importantissimo in sé, non basta. Dobbiamo anche riconquistare il potere politico legislativo per assicurarci che gli interessi superiori delle classe di lavoratrici e di lavoratori, che per altro sono quelli che corrispondono meglio agli interessi superiori della nostra Nazione e dell’Europa sociale, siano autenticamente e direttamente rappresentati e tradotti in leggi. Ho cercato altrove di sviluppare la denuncia della « falsa rappresentanza ». Il rinnegati ci hanno strappato questo potere di rappresentanza autonoma di classe, mentre il governo trasversale di Renzi-Gutgeld ha dimostrato con tipica chutzpah la volontà di andare oltre, violando la Costituzione con la sua legge elettorale che non merita certo l’appellativo Italicum, ed con il suo sistema di finanziamento privato dei partiti politici. Si tratta qui di due iniziative democratiche censitarie concepite nel quadro del più svergognato e reprensibile esclusivismo neo-nietzschiano.

Così, senza mescolare i ruoli, mi sembra che i Comitati cittadini debbono mettere tutto in campo per sviluppare simultaneamente nuove forme di democrazia partecipative e socio-economiche. Questo deve essere realizzato senza dimenticare l’obbligo, almeno per le militante e per i militanti di sinistra, di fare emergere le reti regionali e nazionali capaci di portare all’emergenza di uno vero Partito di sinistra. Questo deve nascere dal basso, formarsi ed agguerrirsi nelle proprie lotte per la sua emergenza e per la sua affermazione politica, con la quale le lavoratrici ed i lavoratori, assieme alle classe alleate, ritroveranno la propria capacità critica e la propria capacità propulsiva, ambedue iscritte in un divenire storico il quale può magari essere occultato in modo transitorio ma mai negato totalmente.

Per il resto l’obbiettivo di emancipazione collettiva rimane più vitale della velocità con la quale si ci avvicina. Stiamo parlando qui di contro-egemonia proletaria nel senso conferito a questa espressione eminentemente demo-cratica dal nostro grande Antonio Gramsci, anche lui di origine albano-calabrese come d’altronde Agesilao Milano, il degno emule dei fratelli Bandiera … e pioniere dei primi comunisti meridionali fucilati da uno Garibaldi venduto alla monarchia, all’immagine dei nostri spinelliani, neither fish nor fowl, mezzo gladio e mezzo stay behind, venduti all’Europa atlantista del capitale (capitolo II del Trattato di Difesa del Nord Atlantico), vero nemico dell’Europa dei popoli sovrani, intesa come base incancellabile dell’Europa sociale.

Vostro,

Paolo De Marco.

1) «Stanchi di ammalarci mentre i privati si arricchiscono» Duemila persone in piazza a Cosenza nella manifestazione dei comitati per l’ambiente: «Basta con gli intrecci tra la politica e il business dei rifiuti»

http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/23398_stanchi_di_ammalarci_mentre_i_privati_si_arricchiscono/ , vedi pure: In migliaia in piazza a Cosenza contro l’apertura di un centro per il trattamento dei rifiuti. La manifestazione ha invaso le vie del capoluogo cosentino con diverse persone e i trattori in fila. Si contesta la decisione di realizzare un impianto a Bisignano, ma anche la gestione dell’intero sistema. http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/725394/In-migliaia-in-piazza-a-Cosenza.html . In oltre, nel articolo seguente si trovano utili informazioni aggiornate, in particolare sul prezzo della tonnellata di rifiuti: Morrone: «Il piano rifiuti va modificato» Il capogruppo di Fi invita Stasi e Pugliano a rivedere l’ordinanza: «Danneggia la Calabria» Ennio Morrone. http://www.corrieredellacalabria.it/stories/politica/23391_morrone_il_piano_rifiuti_va_modificato/

2) Lucca. Manifestazione regionale il 5 aprile per la sanità pubblica Lunedì, 31 Marzo 2014 19:53 Redazione Contropiano http://www.contropiano.org/in-breve/italia/item/23134-lucca-manifestazione-regionale-il-5-aprile-per-la-sanita-pubblica

 

 

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