Commenti disabilitati su Lettera aperta al Consiglio Superiore della Magistratura sulla violazione del mio domicilio, l’alterazione del mio cibo e delle mie bevande e gli atti intimidatori di chiaro stampo poliziesco-mafioso. 24 luglio 2019

(ENGLISH VERSION BELOW/VERSION FRANҪAISE CI-DESSOUS)

(Pubblicata con le altre Lettere aperte nel sito http://rivincitasociale.altervista.org

Rimando pure alla Categoria « Totalitarismo italiano » nello stesso sito).

Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Italia

Data : 24 luglio 2019

Consiglio Superiore della Magistratura.

David Ermini,

Vice-presidente del CSM

Sezione disciplinare

[email protected]

Egregio Signore Ermini,

La negazione della giustizia è il crimine peggiore che si possa immaginare.

Con la presente voglio denunciare i crimini perpetrati contro di me dai servizi di sicurezza italiani in complicità con i servizi di sicurezza esteri e con la complicità attiva di tutte lei istituzioni italiane, dai ministri coinvolti, alla Procura di Cosenza ed ai carabinieri.

Chiedo perciò la riapertura dei miei fascicoli archiviati abusivamente dal PM Cozzolino col falso pretesto che erano denunce contro ignoti; al contrario, le mie denunce sono precisamente nominative. (Allegato I qui sotto). Chiedo dunque l’apertura immediata di procedure disciplinari esemplari contro i colpevoli. Ho già scritto al PM Cozzolino al riguardo, ma invano. Ho sottolineato che non è il compite di un magistrato degno della sua funzione coprire i crimini di un comandante dei carabinieri come Pantano e del suo accolite il criminale Dr. Curcioe dei loro mandanti. Chiedo la radiazione immediata del criminale Dr. Curcio dall’Ordine dei Medici ed il ritiro immediato dell’abusiva e illegale diagnosi che scrisse a modo di manovra di depistaggio mirata ad archiviare le mie denunce. Chiedo il ristabilimento intempestivo della mia riputazione col dovuto ritiro di questa infamante diagnosi dal mio fascicolo medico. (Allegato II qui sotto) Chiedo le dovute sanzioni contro il PM Cozzolino per le sue due archiviazioni mirate unicamente a proteggere i colpevoli dei crimini perpetrati contro di me. Chiedo che pulizia sia fatta nella disfunzionale, incompetente e complice Procura di Cosenza. Chiedo, infine, la dimissioni dei ministri responsabili di non avere fermato la criminale operazione dei servizi di sicurezza contro di me, cioè i ministri della Difesa, della Giustizia, dell’Interno e della Salute. La loro complicità attiva malgrado le mie numerose denunce a loro direttamente indirizzate, ammonta alla partecipazione ad una tortura mirata alla distruzione della mia privacy, della mia vita accademica e sociale, in breve alla mia distruzione in quanto essere umano.

Ecco il riassunto dei fatti. Sin dal mio rimpatrio in Italia nel mese di giugno 2013 – ma anche durante i miei soggiorni a San Giovanni in Fiore nel 2011 e nel 2012 – il mio domicilio è violato durante quasi tutte le mie assenze e le mie bevande e il mio cibo sono alterati per produrre un nocivo « boiling body effect ». Questo riscaldamento corporale ha l’effetto di diminuire per più giorni la mia concentrazione e di causare una presa di peso. Fine a poco fa questi crimini erano accompagnati da un odioso tentativo di intimidazione poliziesco-mafioso macchiando – proprio in Calabra ! – le mie tovaglie da bagno di pittura rossa. Immaginate solo un istante entrare a casa, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno, e non sapere se tale cibo o tale bevanda vi produrrà questo nocivo effetto, tutto questo con la consapevolezza dell’ovvia complicità dello Stato italiano, della magistratura e dei carabinieri. Il modus operandi è sempre lo stesso essendo io sottoposto da decenni ad una sorveglianza illegale di 24 ore su 24 a casa o fuori, notabilmente per mezzo del cellulare. Si viola così in permanenza ed in modo barbaramente intrusivo la mia privacy e la mia intimità.

I carabinieri hanno sempre rifiutato di venire sui luoghi per condurre le dovute indagini – presa delle impronti digitali, analisi del cibo e delle bevande alterate, analisi del tabulato telefonico del sistema di allarme e delle due camera di telesorveglianza controllate a distanza, messa in atto della protezione dello Stato conferita in Prefettura il 7 aprile 2017 davanti ad un testimonio, ecc. Quando ho chiesto un incontro con il vile e criminale comandante dei carabinieri Pantano per capire il perché di questa colpevole inerzia istituzionale fui confrontato ad una trappola: Il Pantano mi fece trovare nel suo ufficio il vile, incompetente e criminale Dr. Curcio e, incredibilmente, osò minacciarmi se porgevo altre denunce. (Nota 1 e Allegato II qui sotto)

Ho scoperto dopo che questi due criminali avevano inserito una diagnosi di paranoia delirante nel mio fascicolo medico, senza mai procedere a nessuna indagine e sopratutto senza che nessuna Commissione gli abbia mai autorizzati ad un qualsiasi esame nei miei confronti. Questo è un crimine professionale imperdonabile che deve essere punito con la massima severità. Non si discute neanche.

Lo scopo di questa diagnosi abusiva ed illegale era solo di delegittimarmi affine di permettere l’archiviazione delle mie denunce per continuare la violazione del mio domicilio e l’alterazione delle mio cibo e delle mie bevande con la massima impunità. Il PM Cozzolino, magistrato indegno, si prestò al loro gioco archiviando per due volte le mie denunce senza nemmeno procedere alle dovute indagini, incluso l’analisi delle prove sequestrate dai carabinieri, cioè le tovaglie macchiate di pittura rossa, la bottiglia di Vecchia Romagna alterata e le estrapolazioni dei filmati delle telecamere. L’Ordine dei Medici di Cosenza, presso il quale ho denunciato i gravi mancamenti del Curcio alla deontologia medica chiedendone l’immediata radiazione, non ha mai degnato rispondermi nemmeno dopo l’intervento di due deputati parlamentari e del ministero della Salute. Ad oggi, non ha compiuto il suo ruolo istituzionale di garante della deontologia medica e non mia ha mai informato di niente.

Tutto questo è indegno di un paese civilizzato e di uno Stato di diritto. Il colpevoli di questi crimini e di questi depistaggi vanno puniti con esemplarità.

Ho già sottolineato che oltre ad essere un ex-professore di Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale – con una scolarità di PhD e con contributi scientifici oggi senza pari nelle mie discipline, sono un cittadino italiano, nato in Italia. Sono una persona per bene, di una famiglia esemplare come c’è ne sono ormai poche in Italia, con una condotta e una riputazione fin qui immacolata. Non mi si può negare la dovuta giustizia solo per coprire dei volgari, incompetenti, criminali e complici del tipo Pantano, Curcio e Cozzolino e ovviamente i loro superiori nei servizi di sicurezza italiani. (Ho già chiesto: a cosa serve il Copasir ?) Vi prego dunque di prendere atto, come membri del CSM e come cittadini italiani, di una terribile evidenza: Al contrario di quello che denuncio ormai da oltre 6 anni, gli esperimenti barbari di Philip Zimbardo furono interrotti per motivi di deontologia e di decenza umana, attributi che sembrano ormai scarseggiare nelle nostre istituzioni italiane cosiddette garanti dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione.

Se, come ovvio, e malgrado io sia in possesso del passaporto italiano da oltre 5 anni, questa vile e micidiale operazione dei nostri servizi di sicurezza polizieschi-mafiosi, incompetenti e criminali fu e continua ad essere condotta su indicazioni di servizi esteri, cioè canadesi, americani ed israeliani, io ripeto che non sono mai stato accusato di nessun reato in nessun paese. Non tollererò nessuna fabbricazione sul mio conto. Perciò, ho il diritto di sapere quali pretesti, per definizione illegali, a quale epoca e con quali prove legalmente ammissibili furono utilizzate durante tutti questi anni per condurre questa criminale operazione di tortura e di destabilizzazione contro di me. Ho il diritto di sapere per difendermi. Aggiungo che il dissenso politico è un diritto democratico fondamentale sopratutto in questa epoca di ritorno dell’Apartheid officiale. I colpevoli devono rendere e renderanno conto.

Sottolineo che l’attuale complicità attiva e muro a muro mira ormai solo a coprire i responsabili italiani e stranieri di questi crimini. Sottolineo che le responsabilità non riguardano solo l’odiosa persecuzione gratuita contro di me ma anche quella della mia innocente famiglia perseguitata gratuitamente e assassinata in Canada. Alcune prove inconfutabili per quello che riguarda l’assassinio medico del mio fratello maggiore Giuseppe De Marco sono pubblicate a questo indirizzo elettronico. Sono fatti indiscutibili facilmente verificabili nei documenti medici. (Allegato III qui sotto)

Chiedo al CSM prendersi le sue responsabilità istituzionali come garante dell’integrità del sistema giudiziario italiano ed informarmi della sua decisione. Io esigo le scuse e i risarcimenti esemplari dovuti. Paolo De Marco non è la cavia di nessuno e meno di tutti degli incompetenti degenerati denunciati qui sopra.

Cordiali saluti,

Paolo De Marco, cittadino e ex-Professore di Relazioni Internazionali – Economia Politica Internazionale.

Nota 1 : Secondo il giornale locale Corriere della Sila, San Giovanni in Fiore (cs) è un crocevia del traffico della droga, una Città nella quale, per quello che mi dicono, il pizzo cioè il racketing è una cosa assai diffusa. Spesso i lavoratori vengono pagati un salario effettivo inferiore al loro salario nominale sul quale poi pagano l’Irpef. E ovvio che se un comandante dei carabinieri come il vile e criminale Pantano minaccia chi fa denuncia e li fa pure abusivamente passare per paranoidi, secondo un metodo mafioso ben rodato, la legalità non prevalerà mai nelle nostre martoriate terre. Sopratutto se poi un incompetente magistrato come il relativamente giovane Cozzolino archivia le eventuali denunce senza la minima indagine … Tutto questo è intollerabile. Il rispetto dovuto alle istituzioni non si estente automaticamente ai loro titolari.

Allegato I: Due lettere al magistrato Cozzolino

a) Lettera del 10 settembre 2018

Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Email: [email protected]

 

Data: 10 settembre 2018

 

Oggetto: Risposta alla sua del 3 settembre 2018. Al Dr. Cozzolino, in persona.

 

Dr. Giuseppe F. Cozzolino, in persona

Procura della Repubblica di Cosenza Piazza Gullo, s.n.c. 87100 Cosenza

[email protected]

[email protected]

 

Egregio Dr. Cozzolino,

Il 3 settembre 2018 ho ricevuto una sua risposta – allegato 1 – nella quale mi informa che un procedimento contro ignoti è stato archiviato il 18-11-2017. Questa risposta non riguarda per niente la mie denuncia del 17-05-2017 seguita in particolare dalla cruciale 3e Integrazione del 22 agosto 2017 e da varie altre, l’ultima, la 5e Integrazione, essendo stata formulata il 20 aprile 2018. (Allegato 3)

Queste non sono denunce contro ignoti – codice 44 che appare nella sua risposta. Sono invece delle denunce molto specifiche contro Pasquale Oliverio, un mio giovane vicino, e contro i criminali comandante Pantano ed il suo complice Dr. Curcio. Noto anche una confusione sul codice del procedimento il quale quando scritto da sua mano appare come 3955/14 e poi in testa del documento come 3955/17.

In oltre, saboto 8 settembre 2018, sono finalmente riuscito a verificare presso l’attuale comandante di turno dei Carabinieri di San Giovanni in Fiore un fatto gravissimo: in effetti le prove – chiavetta USB, tovaglie macchiate di pittura rossa e bottiglia di Vecchia Romagna – sequestrate dai Carabinieri il 4 luglio 2017 non sono state trasmesse né analizzate dalla Procura. Numerose altre prove simili e inconfutabili sono in mio possesso. Nessuna altra indagine è mai stata condotta in loco – impronte digitali ecc. Le varie integrazioni documentano anche la continuazione delle violazioni del mio domicilio tra il 17 maggio 2017 e il 18 novembre 2017 e anche dopo. Per questo non mi spiego la sua risposta, che comunque arrivava stranamente dopo molte altre richieste di informazioni rimaste senza risposta. (Allegato 1)

Le nuove denunce qui menzionate seguirono un incontro alla Prefettura di Cosenza il 7 aprile 2017 durante il quale, in presenza di un noto giornalista sangiovannese, Emiliano Morrone, mi fu concessa la protezione dello Stato. In precedenza ci furono anche due Interrogazioni parlamentari da parte del coraggioso deputato calabrese l’Onorevole Paolo Parentela. In effetti, risultò che in modo da me giudicato altamente criminale, le mie prime denunce risalenti al mese di dicembre 2014 e all’anno 2015 erano state archiviate senza mai avvertirmi. L’unica spiegazione è quella del depistaggio o cover up messo in opera con troppe complicità.

Vorrei prevenire altre possibili confusioni. Sottolineo, dopo avere consultato i carabinieri, che il loro codice di trasmissione della mia denuncia del 17-05-2018 e delle varie Integrazioni è il seguente: Prot. 45/18 – 2017. Su questa base si può determinare il numero di codice del procedimento penale che riguarda specificamente queste denunce e comunicarmelo al più presto. Forse mi avranno dato una informazione sbagliata e Lei non è incaricato di questo nuovo procedimento penale.

In quanto cittadino italiano insisto sulla mia esigenza riguardo al rigoroso rispetto del « due process ». Sottolineo di nuovo la mia richiesta per l’intervento intempestivo della Procura nel ristabilire la mia riputazione vilmente macchiata senza fondamento dal criminale Dr. Curzio e dal suo comandante Pantano. Le conseguenze di quella vigliaccheria altamente criminale sono molteplici. Causa la mia inevitabile e permanente esclusione di ogni posizione professionale e accademica minimamente all’altezza della mia formazione e dei miei contributi scientifici. Causa una inevitabile e infamante esclusione sociale.

L’ultima e tipica conseguenza risale al 7 settembre 2018 quando il Dr. Nicoterra della ASP di Cosenza mi informò per telefono della negazione del permesso di possesso di arma a fuoco. (Allegato 2) Avendo trovato negli attrezzi del mio defunto padre un vecchissimo moschetto storico non più funzionale sono immediatamente andato ad informare i carabinieri. Per non perdere questo prezioso oggetto di famiglia, ho poi iniziato il processo legale per ottenere il nulla osta per il possesso di arme a fuco. Ho chiesto al Dr. Nicoterra una motivazione scritta del suo rifiuto. Essendo una persona per bene con una riputazione fin qui immacolata, oltre ad essere stato un esemplare professore, non concepisco come un tale rifiuto possa spiegarsi a parte la criminale diagnosi senza fondamento del criminale Dr. Curcio. (Allegato 3) Faccio umilmente notare che pure essendo vittima di queste orrendi e vili manipolazioni degne di Philip Zimbardo da oltre 6 anni in Italia, io, Paolo De Marco, non ho mai mancato di cortesia verso nessuno e non ho mai minacciato nessuno, ponendo invece la mia fiducia nella giustizia del mio Paese.

La Procura di Cosenza come pure le istanze garanti della Repubblica devono capire che non si può macchiare la riputazione di una persona per bene come me unicamente per coprire i criminali domestici e stranieri colpevoli delle violazioni del mio domicilio e del persistente cover up. Sottolineo di nuovo la protezione dello Stato offerta in Prefettura.

Rimango in attesa della sua risposta.

Cordiali saluti,

Paolo De Marco, ex-professore di Relazioni Internazionali – Economia Politica Internazionale.

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b ) Lettera al magistrato Cozzolino del 10 settembre 2018.

Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Email: [email protected]

 

Data: 19 settembre 2018

 

Oggetto: Il dovere della Procura, lettera al Procuratore Dr. Cozzolino, in persona.

 

Dr. Giuseppe F. Cozzolino, in persona

Procura della Repubblica di Cosenza Piazza Gullo, s.n.c. 87100 Cosenza

[email protected]

 

Egregio Dr. Cozzolino,

Non so proprio che concetto la Procura di Cosenza si fa dei diritti costituzionali fondamentali dei cittadini e del corso normale della giustizia ( « due process »). So invece che una persona per bene come me, tra l’altro con una scolarità di dottorato – di PhD – e dei contributi scientifici di primo piano nelle sue discipline, godeva di una riputazione immacolata prima di essere confrontato con il criminale Comandante Pantano e con il suo criminale complice Dr. Curcio, prima dunque di essere diventato la vittima delle loro manipolazioni e intimidazioni di stampo poliziesche-mafiose. Proprio in Calabria dove questa intollerabile prepotenza contro legge fa della nostra Regione il fanalino di coda in quasi tutti i campi nella UE! La negazione della giustizia è il peggiore crimine che può essere compiuto contro gli individui e la società intera.

Sottolineo che il Pantano osò minacciarmi nella Caserma dei Carabinieri di San Giovanni in Fiore intimandomi l’ordine sbalorditivo di non porgere più denunce. Durante lo stesso incontro, prova che la sua trappola era premeditata, mi fece trovare il criminale e incompetente Curcio nel suo ufficio il che risultò in una diagnosi pseudo-medica illegale inventata per archiviare abusivamente il caso mentre le violazioni del mio domicilio continuavano assieme all’avvelenamento del mio cibo e delle mie bevande.

Ho spiegato nella mia PEC del 10 settembre 2018 – v. allegato – come il caso fu riaperto grazie all’intervento della Prefettura. Le prove sequestrate dai Carabinieri non sono ancora state analizzate e nessuna indagine fu mai condotta in loco. Ho chiesto spiegazioni sul significato della sua risposta in data del 3 settembre 2018 nel quale si menziona una archiviazione che non può riguardare la mia nuova denuncia del 17-05-2017 seguita in particolare dalla cruciale 3e Integrazione del 22 agosto 2017 e da varie altre, l’ultima, la 5e Integrazione, essendo stata formulata il 20 aprile 2018. Ho chiesto urgenti chiarimenti sullo statuto di queste mie denunce assieme al numero di codice del relativo procedimento penale.

Mi trovo dunque, mio malgrado, nell’obbligo penoso di rinnovare la mia richiesta di chiarimento da parte della Procura. Dr. Cozzolino lei non può ignorare che il diritto della difesa è sacro. Senza una risposta chiara rispettosa dei diritti fondamentali dei cittadini e della legge, la Procura di Cosenza si rende complice dei crimini da me denunciati.

Aspetto dunque una sua celere risposta.

Rispettosi e cordiali saluti,

Paolo De Marco, ex-professore di Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale.

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Allegato II: Denuncia per la radiazione immediata del Dr. F. Curcio dell’Ordine dei Medici e il ristabilimento intempestivo della mia riputazione.

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Italia

 

Data: 25 settembre 2017

 

Oggetto: Denuncia per la radiazione immediata del Dr. F. Curcio dell’Ordine dei Medici e il ristabilimento intempestivo della mia riputazione.

 

Ordine Provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Cosenza e Provincia (OMCeOCS)

Via Suor Elena Aiello, Palazzo Lucchetta S.n.c.

87100 – Cosenza –

Italia

 

A chi di dovere,

Chiedo la radiazione immediata dalla FNOMCeO del Dr. Francesco Curcio del Centro di Igiene Mentale di San Giovanni in Fiore (CS) per la sua gravissima mancanza criminale alla deontologia, e per le sue accuse menzognere e diffamatorie a mio riguardo. Queste furono tutte mirate in complicità con il criminale Comandante dei Carabinieri Pantano ad un tentativo di cover up. Noto che la mia richiesta di Accesso agli Atti presentata il 13 luglio 2017 fu disattesa oltre i 30 giorni legali. La copia degli Atti mi fu finalmente consegnata il 17 agosto 2017 solo dopo altri interventi personali e per via email.

Questo signore Curcio, senza avermi mai incontrato prima, si è permesso, in complicità con l’ex-comandante dei Carabinieri di San Giovanni in Fiore, Pantano, di formulare una diagnosi di tendenze paranoide al mio riguardo. Lo fece solo per creare un pretesto per l’archiviazione dell’inchiesta relativa alle violazioni ripetute del mio domicilio – durante quasi tutte le mie assenze – ed altri crimini collegati a queste violazioni. Tra questi il sostenuto e impietoso tentativo di intimidazione di stampo mafioso-poliziesco – in Calabria ! – con tovaglie da bagno macchiate di pittura rossa, alterazione del cibo e delle bevande per produrre il cosiddetto « boiling body effect », il rifiuto di mandare le pattuglie di carabinieri per procedere alle dovute indagini in loco, le minacce proferite contro di me se porgevo altre denunce, ecc. La prova patente dei crimini di questo signore Curcio e dei suoi accoliti sta nel fatto che l’inchiesta è stata rilanciata il 17 maggio 2017 ed è ora in corso, anche se sembra che la Magistratura ed i Carabinieri cercano ancora di occultare tutte le mie denunce iniziali. ( Vedi l’elenco qui sotto)

Questo gravissimo crimine diffamatorio del Curcio avvenne il 30 novembre 2015 durante un incontro da me richiesto al Comandante Pantano per capire perché, dopo tutte le mie denunce, le violazioni del mio domicilio continuavano in tutta impunità. Invece di fornire le dovute spiegazioni, il criminale Pantano immaginò un stratagemma indegno: mi fece trovare il Curcio nel suo ufficio. Dopo avermi ascoltato il Pantano negò le violazioni del mio domicilio e si voltò verso il Curcio, il quale disse : « E angosciato, ci vuole una pillola, ci vuole una pillola. » A quel punto io dissi al Curcio che non sapevo qui era e neanche perché era presente a questo incontro e gli intimò di tacere. Poi mi rivolsi al Pantano spiegandoli che non poteva rifiutare di fare le dovute indagini né di accettare le prove che portavo con me – tovaglia macchiata di pittura rossa e un campione di Vecchia Romagna alterata per produrre il cosiddetto « boiling body effect ». Il Pantano mi minacciò allora se porgevo altre denunce di chiedere l’intervento della Commissione per farmi esaminare. Io da cittadino e da professore respinse quelle criminali minacce e messi in guardia il Comandante per il suo inaccettabile comportamento. L’incontro si terminò con l’accettazione delle prove da parte del Pantano, il quale mi disse di ritornare il giorno dopo. Il giorno dopo, era presente solo il Curcio e non si fece nulla. Ero convinto che la cosa era finita lì e che le mie prove sarebbero state esaminate e le indagini finalmente condotte, come dovuto per legge. Invece oggi capisco che questo incontro del 30 novembre 2015 servì a Curcio e Pantano per fabbricare una diagnosi senza fondamento e diffamatoria contro di me, solo per archiviare le indagini.

Questa fabbricazione criminale non fini lì. Il 14 febbraio 2017, il Crucio, accompagnato dall’infermiere G. Audia, si presentò senza essere invitato e senza appuntamento a casa mia. Lo fece col pretesto di felicitarmi per il mio lavoro, secondo lui « lodevole », a favore dei disoccupati della mia Città. Entrato in casa mia mi chiese « come poteva aiutarmi ». A quel punto io, avendolo riconosciuto, gli chiese, assieme al signore Audia, di scrivere i loro nome su un foglio di carta e di uscire di casa mia. Mentre uscivano, feci notare al Curcio che il suo comportamento durante l’incontro al Comando dei Carabinieri del 30 novembre 2015 era totalmente inaccettabile e costituiva una violazione imperdonabile della deontologia medica. Oggi so che, in realtà, era intenzionalmente criminale. (Vedi allegato) La sua presunta diagnosi del 14 febbraio 2017, oltre ad essere menzognere, rappresenta un vile tentativo criminale di coprire il suo crimine del 30 novembre 2015. Nessuno a mai autorizzato quella presunta « visita a domicilio ». La lettera della Digos del 13 febbraio 2017 partecipa a questo cover up nel modo più grottesco e post hoc possibile.

Intanto, è già chiaro che Curcio non è mai stato autorizzato da nessuna autorità competente, a parte il criminale Pantano, per formulare la sua diagnosi iniziale del 30 novembre 2015. Questa sua condotta costituisce un elemento sufficiente per licenziarlo immediatamente per mancanza grave contro la deontologia e per la sua complicità con un criminale ed infame tentativo di cover up, aggravato da una gratuita e inaccettabile diffamazione nei miei riguardi. Faccio notare che io ho una riputazione immacolata non essendo mai stato accusato di nessuno reato in nessuno paese, e che non ho mai subito nessuna analisi ovunque. La mia riputazione deve essere ristabilita con massima tempestività.

Le violazioni del domicilio sono affare per la magistratura e per i Carabinieri, non per la medicina. Il Curcio non ha nemmeno aspettato la fine dell’inchiesta per pronunciarsi. Pero ha la faccia tosta di parlare di « complottismo ». Perciò, siamo anche legittimati a chiederci quanto famiglie avrà distrutto con questo suo incompetente e criminale comportamento.

Per il resto, faccio notare che malgrado il fatto che questi crimini contro di me siano perpetrati da ormai quasi 6 anni in Italia, io, da persona per bene e da professore di un certo livello nelle mie discipline, ho sempre dimostrato una calma e una serenità olimpica. Malgrado queste ripetute e impietose infamie per parte mia ho cercato di condurre una esistenza pacifica e normale, continuando le mie letture e le mie ricerche, effettuando vari viaggi di studio in Italia ed in Calabria e, ad esempio, andare in escursioni visto che sono membro del CAI di San Giovanni in Fiore. Nel mio piccolo, ho pure cercato di essere utile alla mia Comunità. Durante tutti questi orribili 6 anni, ho sempre assunto uno comportamento esemplare facendo fiducie alla magistratura ed alla giustizia della mia Repubblica italiana. Sono tra le persone convinte che alla fine la giustizia trionfa sempre.

Mi permetto di sottolineare il fatto che se una persona esibisce dei disturbi psicologi, legati alla violazione del suo domicilio, e se la magistratura e certi medici, invece di fare le dovute indagini, archiviano il caso diffamando la persona in questione, allora il crimine diventa doppio, mostruosamente doppio. Le associazioni dei pazienti potranno eventualmente testimoniare.

Il PM principale Cozzolino della Procura di Cosenza dovrà anche Lui dimostrare che l’inchiesta viene condotta secondo le regole. In particolare, l’inchiesta dovrà tenere conto del fatto che ho visto il mio giovane vicino Pasquale Oliverio – probabilmente un piccolo informatore di polizia – uscire dal mio domicilio un giorno che mi ero assentato per meno di 10 minuti; dovrà procedere al prelievo delle impronti digitali ed altre simile prove; dovrà procedere al esame dei tabulati telefonici del sistema di allarme programmato per chiamarmi sul mio cellulare ogni volta che viene inserito – uscita – o disinserito – rientro a casa; dovrà procedere all’esame dell’ovvia presa di controllo delle due telecamere effettuata per coprire la violazione del mio domicilio, cosa che richiede altissime complicità; dovrà procedere all’analisi delle tovaglie macchiate e della cibo e bevande alterate, ecc. Dovrà pure investigare le ragioni che hanno motivato questi crimini. In oltre, il PM Cozzolino, certamente con l’aiuto di gente più competente del Curcio dovrà pure spiegare come vengono macchiate le mie tovaglie, almeno che non voglia dare a questo fatto ripetuto e documentato una spiegazione irrazionale con l’aiuto di qualche sviato complice della Digos e dei servizi di sicurezza.

Se ancora una volta, la Procura di Cosenza non procederà a tutte indagini richieste, e se queste non saranno seguite dalla punizione esemplare dei criminali implicati, piccoli e grandi che siano, e dai risarcimenti morali e materiali a me dovuti, incluso il ristabilimento intempestivo della mia riputazione, allora questo rappresenterà un disonore grave per la Procura della Repubblica e per la Repubblica italiana stessa. A questo punto io non avrò altra scelta se non quella di portare tutto questo infame affare sulla piazza pubblica. In effetti, nel contesto contemporaneo, si può anche capire che i servizi di sicurezza procedono a varie indagini ma mai fuori della legalità. Non si può strumentalizzare i cittadini per bene senza motivo e poi diffamarli per coprire i propri crimini. In quanto cittadino e professore di un certo livello, sottolineo con fermezza che questa è e deve rimanere una linea rossa invalicabile. Le autorità garanti dei diritti fondamentali dei cittadini non dovrebbero mai dimenticarlo.

Sottolineo che io, Paolo De Marco, sono un cittadino italiano nato in Italia, titolare di un BA, di un MA e di una scolarità di dottorato in Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale. Ho studiato in Francia e in Canada. Sono stato al mio tempo uno professore esemplare nella mia disciplina presso un CEGEP a Montreal, Canada. Sono una persona per bene, pacifica e costruttiva e con una riputazione immacolata che deve rimanere tale.

Nel mese di giugno del 2013 mi sono rimpatriato a San Giovanni in Fiore (CS) città nella quale sono nato e dove sono residente sin da allora. Prima di decidere del mio rimpatrio ho soggiornato a San Giovanni in Fiore (CS) per pochi mesi nel 2011 e nel 2012. A San Giovanni in Fiore vivo nella modesta casa dei miei nonni di mia proprietà situata all’indirizzo indicato qui sopra, casa a me molto cara perché ci sono nato.

Concludo ricordando a tutti che la negazione della giustizia è il peggiore crimine possibile. E un crimine contro la Costituzione e contro la civiltà umana.

Cordiali saluti,

Paolo De Marco

Ex-Professore di Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale.

NB:

1 ) Allegati delle pseudo-diagnosi di Curcio e dell’illegale richiesta della Digos del 13 febbraio 2017.

2 ) Breve elenco delle mie denunce principali iniziali e attuali. Vedi copia allegata.

2a ) denuncia del 7 dicembre 2014

2b ) denuncia collegata alla prima contro il Sig. Mario Marra del 7 luglio 2014,

2c ) denuncia relativa al furto dei comodini della stanza da letto dei miei defunti genitori del 12 agosto 2014, furto perpetuata dalla Signora Vincenza Foglia-Federico.

2d ) denuncia ai Carabinieri di San Giovanni in Fiore (CS) del 4 maggio 2015 per la continua violazione del mio domicilio con alterazione del cibo e delle bevande e la presa di controllo del sistema di allarme e delle due telecamere di sorveglianza per mascherare i crimini commessi e coprire i criminali. Seguirono vari supplementi a questa denuncia finché il 30 novembre 2015 fui minacciato dal criminale Comandante Pantano, in presenza del Curcio – che non avevo mai incontrato prima.

Durante il mese di aprile 2017 venni a conoscenza del stratagemma criminale e diffamatorio immaginato da Pantano e Curcio per archiviare le mie denunce in modo da coprirsi assieme agli altri criminali ed alle loro complicità istituzionali, cioè l’invenzione di una diagnosi di paranoia senza il minimo pretesto e senza avermi mai incontrato prima. La scoperta di questo diabolico cover up portò dunque ad un’altra seria di denunce, in particolare:

2e ) l’esposto/denuncia del 17 maggio 2017 contro Oliviero Pasquale e altri ignoti, denuncia che riprende in sostanza tutte le denunce anteriori.

2f ) il primo supplemento a questo esposto/denuncia portato al comando dei carabinieri assieme alle estrapolazioni dei video delle telecamere, ad un campione di Vecchia Romagna alterato e a due tovaglie macchiate, prove che furono sequestrate per esame.

2g ) il secondo supplemento del 7 agosto 2017 alla mia denuncia del 17-05-2017 relativo alla mia domanda di Accesso agli Atti.

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Allegato III: Indirizzo elettronico per « In memory of my elder brother Giuseppe De Marco medically murdered by Jews with the complicity of Canadians, Italians and others.* » in http://rivincitasociale.altervista.org/self-separation-the-united-states-and-israel-leave-unesco-good-riddance/

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ENGLISH VERSION

Open letter to the Superior Judicial Council of Italy on the violation of my domicile, the alteration of my food and my drinks and the intimidating acts of a clear police-mafia stamp. 24 July 2019.

(Published with the other Open letters in this same site: http://rivincitasociale.altervista.org

Se also the Category « Totalitarismo italiano » in the same site.)

 

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Italia

 

Date : July 24, 2019

 

Consiglio Superiore della Magistratura.

David Ermini,

Vice-presidente del CSM

Sezione disciplinare

[email protected]

Dear Mr. Ermini,

Denial of justice is the worst crime imaginable. I hereby want to denounce the crimes perpetrated against me by the Italian security services in complicity with foreign security services and with the active complicity of all the Italian institutions, the ministers in charge, the Cosenza Public Prosecutor and the Carabinieri. I therefore ask for the reopening of my complaints illegally filed by the PM Cozzolino with the false pretext that they were complaints against unknown persons; on the contrary, my complaints are precisely naming culprits. (Doc. I below). I therefore call for the immediate opening of exemplary disciplinary procedures against the persons responsible for this serious miscarriage of justice. I’ve already written to the PM Cozzolino about it, but in vain. I have emphasized that it is not the task of a magistrate worthy of his function to cover up the crimes of a commander of the carabinieri like Pantano and his acolyte the criminal Dr. Curcio, together with their controllers. I call for the immediate expulsion of the criminal Dr. Curcio from the College of the Doctors and the immediate withdrawal of the abusive and illegal diagnosis that he wrote in a clear cover up maneuver aimed at archiving my complaints. I ask for the immediate restoration of my reputation with the due withdrawal of this infamous diagnosis from my medical file. (Doc II below) I ask for the necessary sanctions against the PM Cozzolino for his two closing of my complaints solely aimed at protecting the persons responsible of the crimes perpetrated against me. I ask that a drastic cleaning up be done in the dysfunctional, incompetent and complicit Procura of Cosenza. Finally, I ask for the resignation of the ministers responsible for not having stopped the criminal operation of the security services against me, namely the ministers of Defense, Justice, the Interior and Health. Their active complicity, maintained despite my numerous complaints directly addressed to them, amounts to the conscious participation in a torture aimed at the destruction of my privacy, of my academic and social life, in short aimed at my destruction as a human being.

Here is the summary of the facts. Since my repatriation to Italy in June 2013 – but also during my stays in San Giovanni in Fiore in 2011 and 2012 – my domicile is violated during almost all my absences and my drinks and food are altered to produce a harmful “boiling body effect”. This bodily warming has the effect of reducing my concentration for several days and causing a weight gain. Until recently these crimes were accompanied by a hateful police-mafia attempt at intimidation involving the staining – in Calabria, of all places ! – of my bath towels of red paint. Imagine just for a moment entering your home, week after week, month after month, year after year, and not knowing if such food or drink will produce this harmful effect, all this with the awareness of the obvious complicity of the Italian State, of the magistrates and of the carabinieri. The modus operandi is always the same as I have been subjected for decades to an illegal surveillance 24 hours a day both at home and outside, notably through my cell phone. In this way my privacy and my intimacy are violated permanently and in a pathologically cruel intrusive way. The carabinieri have always refused to come to to my home to conduct the necessary investigations – taking fingerprints and samples of altered food and beverage, analysis of the telephone printout of my alarm system, analysis of the two obviously remotely controlled surveillance cameras, effective implementation of the protection of the State conferred to me in the Prefecture on April7, 2017 in presence of a witness, etc. When I asked for a meeting with the vile and criminal commander of the carabinieri Pantano in order to understand the reason for this guilty institutional inertia, I was confronted with a trap: without informing me the commander Pantano arranged for the illegal presence of the vile, incompetent and criminal Dr. Curcio in his office; furthermore, incredibly, he dared to threaten me if I made other complaints. (See Note 1 and Doc II below)

I discovered afterwards that these two criminals had inserted a diagnosis of delusional paranoia in my medical file, without ever proceeding to any investigation and above all without any Commission having ever authorized any medical examination against me. This is an unforgivable professional crime that must be punished with the utmost severity. It goes without saying. The purpose of this abusive and illegal diagnosis was only to delegitimize me in order to allow the closing of my complaints in order to continue the violation of my home and the alteration of my food and my drinks with the utmost impunity. The PM Cozzolino, a clearly unworthy magistrate, lent himself to their game by filing away my complaints twice without even proceeding to the due investigations, including the analysis of the proofs seized by the carabinieri, which included the bath towels stained with red paint, the altered bottle of Vecchia Romagna and short surveillance of camera footage. The College of the Doctors of Cosenza, to whom I denounced the serious professional crimes of Dr. Curcio against medical deontology, asking for his immediate radiation, has never deigned to answer me even after the intervention of two parliamentarians and of the Ministry of Health. To date, it has not fulfilled its institutional role as guarantor of medical ethics and has never informed of the status of my complaint. All this is unworthy of a civilized country and the Rule of the Law. The culprits of these crimes and of these cover up must be punished with exemplarity.

I have already pointed out that, in addition to being an ex-professor of International Relations – International Political Economy – with a PhD scolarity and with unparalleled scientific contributions in my disciplines, I am also an Italian citizen, born in Italy. I am a law-abiding person, from an exemplary family as there are few in Italy today, with a conduct and a reputation so far immaculate. No one is entitled to deny me due process just to cover up vulgar, incompetent, criminals such as Pantano, Curcio, Cozzolino and their accomplices and obviously their superiors in Italian security services. (I have already asked: What is the usefulness of the Copasir?) I therefore ask you to take note, as members of the CSM and as Italian citizens, of a terrible evidence: Contrary to what I have denounced for over 6 years now in Italy, Philip Zimbardo’s barbaric experiments were eventually interrupted for reasons of deontology and human decency, attributes that now seem to be scarce in our Italian institutions presumably mandated to guaranty the fundamental rights enshrined in the Constitution. If, in spite of me being in possession of the Italian passport for over 5 years, this vile and criminal police-mafia operation of our incompetent and criminal security services was and continues to be conducted on the advice of foreign services, namely Canadian , Americans and Israelis, I repeat that I have never been accused of any crime in any country. I will not tolerate any falsification on my account. Therefore, I have the right to know what pretexts, by definition illegal, at what time and with what legally admissible evidence were used during all these years to conduct this pathologically criminal operation of torture and destabilization against me. I have the right to know to ensure my defense. I would add that political dissent is a fundamental democratic right, especially in this age of the return of official Apartheid regimes. The culprits must and will be made accountable.

I underline that the current active and wall-to-wall institutional complicity is now aimed only at covering up the Italian and foreign perpetrators of these crimes. I underline that the responsibilities do not concern only the hateful and unmotivated persecution against me but also that of my innocent family malevolently persecuted and murdered in Canada. Some irrefutable proofs regarding the medical assassination of my older brother Giuseppe De Marco are published. They are indisputable facts which can easily be verified in medical documents. (See the Doc III below) I ask the CSM to take its institutional responsibilities as guarantor of the integrity of the Italian judicial system and inform me of its decision. I demand the apologies and the exemplary compensation due to me. I, Paolo De Marco, am no guinea pig to anyone and least of all of the degenerate incompetents denounced above.

Sincerely,

Paolo De Marco, Italian citizen and former Professor of International Relations – International Political Economy.

Note 1: According to the local newspaper Corriere della Sila, San Giovanni in Fiore (cs) is a crossroads for drug trafficking, a city in which, according to what I am being told, pizzo or racketing is very common. Workers are often paid an actual salary lower than their nominal salary on which they nevertheless have pay income taxes. It is obvious that if a commander of the carabinieri like the vile and criminal Pantano threatens those who denounce them and even illegally arrange to make them pass off as paranoids, according to a well-established mafia method, legality will never prevail in our tormented lands. Especially if an incompetent magistrate like the relatively young Cozzolino files away any complaints without the slightest investigation … All this is intolerable. The respect due to the institutions does not automatically extend to the holders of the positions.

Document I: Two letters to juge Cozzolino

A ) Letter of September 10, 2018

Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Date: September 10, 2018

Subject: My answer to your letter dated September 3, 2018. To Dr. Cozzolino, in person.

Dr. Giuseppe F. Cozzolino, in person

Procura della Repubblica di Cosenza Piazza Gullo, s.n.c. 87100 Cosenza

[email protected]

[email protected]

Dear Dr. Cozzolino,

On 3 September 2018 I received a reply from you – Annex 1 – in which you informed me that a proceeding against unknown persons had been closed on 11/18/2017. This response does not in any way concern my complaint dated 05-17-2017 and followed, in particular, by the crucial 3rd Integration of 22 August 2017 and by various others, the last, the 5th Integration, having been formulated on April 20, 2018. (Annex 3 ) These are not complaints against unknown persons – i.e., the code 44 appearing in your reply. Instead, they are very specific complaints against Pasquale Oliverio, a young neighbor of mine, and against the criminals Commander Pantano and his accomplice Dr. Curcio. I also note a confusion over the code of the procedure which when written by his hand appears as 3955/14 and then at the top of the document as 3955/17.

Furthermore, on Saturday September 8, 2018, I finally managed to check with the current shift commander of the Carabinieri of San Giovanni in Fiore a very serious fact: in effect, the proofs – USB flash drive, tablecloths stained with red paint and bottle of Vecchia Romagna – seized by the Carabinieri on July 4, 2017 were never transmitted nor analyzed by the Public Prosecutor’s Office. Many other similar and irrefutable proofs are in my possession. No other investigation has ever been conducted on site – fingerprints, etc. The various Integrations to my complaint equally document the continuation of violations of my domicile between May 17, 2017 and November 18, 2017 and even later. This is the reason why I cannot understand his answer, which, in any case, arrived strangely after many other requests for information remained unanswered. (Attachment 1)

The new complaints mentioned here followed a meeting at the Prefecture of Cosenza on April 7, 2017 during which, in the presence of a well-known journalist from San Giovanni, Emiliano Morrone, I was granted the protection of the State. Previously, there were also two parliamentary questions formulated by the courageous Calabrese Member of Parliament the Honorable Paolo Parentela. In fact, it turned out that in a way that I considered highly criminal, my first complaints dating back to December 2014 and to the year 2015 had also been closed without ever letting me know. The only explanation is that of a cover up put in place with too many complicity.

I would like to prevent other possible confusions. After having consulted the carabinieri, I stress that their transmission code of my complaint of 05-17-2018 and of the various Integrations is the following: Prot. 45/18 – 2017. On this basis, your office can determine the code number of the criminal prosecution that specifically concerns these complaints and communicate it to me as soon as possible. Maybe I was given wrong information and may be you were not in charge of this new criminal procedure.

As an Italian citizen, I insist on the need for strict compliance with “due process”. I emphasize again my request for the immediate intervention of the Public Prosecutor’s Office in re-establishing my reputation cowardly and illegally tainted by the criminal Dr. Curzio and his commander Pantano. The consequences of that highly criminal cowardice are manifold. It causes my inevitable and permanent exclusion from any professional and academic position to which I could apply given my academic training and my unparalleled scientific contributions. It causes an inevitable and infamous social exclusion.

The last and typical consequence dates back to September 7, 2018 when Dr. Nicoterra of the Cosenza ASP informed me by telephone of the denial of the permission to possess a firearm. (Attachment 2) Here is the context: Having found in the toolbox of my late father a very old and no longer functional historical musket dating back to the times of Napoleon, I immediately went to inform the police. In order not to lose this precious family object, I then began the legal process to obtain the authorization for the possession of firearms. I asked Dr. Nicoterra for a written reason for his refusal. Being a law-abiding person with a reputation so far immaculate, in addition to having been an exemplary professor, I do not conceive how such a refusal could be explained apart from the criminal diagnosis illegally written by the criminal Dr. Curcio. (Attachment 3) I humbly note that even though I am a victim of these hideous and vile manipulations worthy of Philip Zimbardo for over 6 years in Italy, I, Paolo De Marco, have never lacked courtesy to anyone and never threatened anyone, placing instead my confidence in the justice system of my country.

The Cosenza Public Prosecutor’s Office as well as the instances of the Italian Republic mandated to guarantee the fundamental rights of citizens must understand that the reputation of a law-abiding person like me cannot be tainted solely to cover up pathologically crapulous domestic and foreign criminals which are guilty of violations of my home and of the persistent cover up. I stress again the protection of the State offered to me in the Prefecture.

I await your response.

Sincerely,

Paolo De Marco, former professor of International Relations – International Political Economy.

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b) Letter to the magistrate Cozzolino of September 10, 2018. Paolo De Marco 87055 – San Giovanni in Fiore (CS)
Date: September 19, 2018

Subject: The duty of the Public Prosecutor’s Office, letter to the Prosecutor Dr. Cozzolino, in person. Dr. Giuseppe F. Cozzolino, in person Public Prosecutor’s Office of Cosenza Piazza Gullo, s.n.c. 87100 Cosenza [email protected] Dear Dr. Cozzolino,

I really don’t know what the Cosenza prosecutor’s office knows about the fundamental constitutional rights of citizens and the normal course of justice (“due process”). I know instead that as a law-abiding person like myself, among other things with a PhD scolarity and with unparalleled scientific contributions in his disciplines, I enjoyed an immaculate reputation before being confronted with the criminal Commander Pantano and with his criminal accomplice Dr. Curcio, that is before being the victim of their police-mafia-style manipulation and intimidation. Precisely in Calabria of all places, where this intolerable bullying against the law makes our Region the bottom of the list in almost all fields in the EU! The denial of justice is the worst crime that can be committed against individuals and against the whole society. I emphasize that the commander Pantano dared to threaten me inside the Carabinieri Command of San Giovanni in Fiore, threatening me with the astonishing order not to filed more complaints. During the same meeting, as a proof that his trap had been premeditated, he had illegally arranged for the presence of the criminal and incompetent Dr. Curcio, which resulted in an illegal pseudo-medical diagnosis fabricated in order to illegally file away my complaints while the violations of my home continued with the poisoning of my food and my drinks. I explained in my PEC of September 10, 2018 – v. attachment – how the case was reopened thanks to the intervention of the Prefecture. The evidence seized by the Carabinieri has not yet been analyzed and no investigation was ever conducted on the spot. I asked for explanations about the meaning of your answer dated September 3, 2018l it mentions a file that cannot relate to my new complaint of 05-17-2017, and followed in particular by the crucial 3rd Integration of 22 August 2017 and by various others, the last, the 5th Integration, having been formulated on 20 April 2018. I asked for urgent clarifications on the status of these my complaints together with the code number of the related criminal proceedings.

Therefore I find myself in the painful obligation to renew my request for clarification from the Public Prosecutor. Dr. Cozzolino you cannot ignore that the right of defense is sacred. Without a clear answer that respects the fundamental rights of citizens and the law, the Cosenza Public Prosecutor becomes an accomplice to the crimes denounced by me. I therefore await your quick response. Respectful and cordial greetings, Paolo De Marco, former professor of International Relations – International Political Economy.

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Annex II: Complaint for the immediate radiation of Dr. F. Curcio from the College of Doctors and the immediate restoration of my reputation.

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS) Italy Date: September 25, 2017

Object: Complaint for the immediate radiation of Dr. F. Curcio from the College of Doctors and the immediate restoration of my reputation. Provincial College of Physicians-Surgeons and Dentists of Cosenza and Province (OMCeOCS) Via Suor Elena Aiello, Palazzo Lucchetta S.n.c. 87100 – Cosenza – Italy To whom it may concern,

I request the immediate expulsion from the FNOMCeO of Dr. Francesco Curcio of the Mental Health Center of San Giovanni in Fiore (CS) for his very serious criminal lack of ethics, and for his false and defamatory accusations about me. These were all formulated in complicity with the criminal Commander of the Carabinieri Pantano in an attempt to cover up the crimes perpetrated against me. I note that my request for Access to the Acts submitted on July 13, 2017 was disregarded beyond the 30 legal days. The copy of the Acts was finally delivered to me on August 17th 2017 only after many other attempts made in person and by email.

This gentleman Curcio, without ever having met me before, allowed himself, in complicity with the former commander of the Carabinieri of San Giovanni in Fiore, Pantano, to forge a diagnosis of paranoid tendencies in my regard. He did this only to create a pretext for the filing away of the inquiry into the repeated violations of my home – during almost all my absences – and other crimes related to these violations. Among these is the sustained and merciless police-mafia-like attempt to intimidate me – in Calabria of all places! – with bath towels stained with red paint, with the alteration of food and drink to produce the so-called “boiling body effect”, with the refusal to send patrols of carabinieri to proceed with the necessary investigations on the spot, and with the incredible threats made against me if I filed new complaints, etc. The clear proof of the crimes of this gentleman Curcio and his acolytes lies in the fact that the investigation was relaunched on May 17, 2017 and is now underway, although it seems that the Judiciary and the Carabinieri are still trying to hide all my initial complaints. (See the list below)

This serious defamatory crime of Curcio took place on November 30, 2015 during a meeting that I had requested myself from the Commander Pantano in order to understand why, after all my complaints, the violations of my home continued in all impunity. Instead of giving the necessary explanations, the criminal Pantano imagined an unworthy stratagem: he illegally arranged for the presence of Curcio in his office. After listening to me, Pantano denied the violations of my home and turned to Curcio, who said: “He is anxious, he needs a pill, he needs a pill! ». At that point I told this Curcio that I didn’t know why who he was and not even why he was present at this meeting and told him to keep quiet and not interfere. I then turned to the commander Pantano explaining to him that he could not refuse to proceed with the necessary investigations or to accept the proofs I carried with me – a bath towel stained with red paint and a sample of Vecchia Romagna altered to produce the so-called « boiling body effect ».

Pantano then threatened me if I offered other complaints to ask for the intervention of the Commission’s to have me examined. I, as a citizen and as a professor, promptly rejected those criminal threats and warned the Commander about his unacceptable behavior. The meeting ended with the acceptance of the proofs that I had brought with me by Pantano, who told me to return the next day. The next day only Curcio was present and nothing was done. I was convinced that the affair had ended there and that my proofs would be examined and the investigations finally conducted, as required by law. Instead, today I understand that this meeting of November 30, 2015 had been intended to allow Curcio and Pantano to fabricate a groundless and defamatory diagnosis against me, just to file away the investigation.

This criminal fabrication did not end there. On February 14, 2017, this Crucio, accompanied by the nurse G. Audia, presented himself at my door without ever being invited and without any appointment. He did so on the pretext of congratulating me on my work, in his opinion “commendable”, in favor of the unemployed in my city. Entering my house he asked me “how could we help you”. At that point, having recognized him, I asked him, together with Mr. Audia, to write their names on a piece of paper and to immediately leave my house. As they were leaving, I pointed out to Curcio that his behavior during the meeting at the Carabinieri Command of November 30, 2015 was totally unacceptable and constituted an unforgivable violation of medical deontology. Today, I know that, in reality, this visit was intentionally criminal. (See attachment) His alleged diagnosis dated February 14, 2017, besides being untruthful, represents a vile and criminal attempt to cover up his crime of November 30, 2015. No one ever authorized this alleged “home visit”. The letter of the Digos of February 13, 2017 is itself part in this cover up forged in the most grotesque and post hoc way possible.

Meanwhile, it is already clear that Curcio has never been authorized by any competent authority, apart from the criminal Pantano, to formulate his initial diagnosis of November 30, 2015. This conduct of his is a sufficient element to radiate him immediately form the College of Doctors due to a serious violation of deontology and for his complicity with a criminal and infamous attempt to cover up, aggravated by a gratuitous and unacceptable slander against me. I underline that I have enjoyed so far an immaculate reputation as I have never been accused of any crime in any country, and that I have never undergone any analysis anywhere. My reputation must be restored without delay.

House violations are a matter for the judiciary and for the Carabinieri, not for medicine. Dr. Curcio did not even wait for the end of the investigation to forge his defamatory diagnosis, Yet he has the nerve to speak of “conspiracy”. Therefore, we are also entitled to ask ourselves how many families will have been destroyed so far by this incompetent and criminal behavior.

For the rest, I note that despite the fact that these crimes against me have been perpetrated for almost 6 years in Italy, I, as a law-abiding person and as a professor of a certain level in my disciplines, have always shown a calmness and a Olympian serenity. Despite these repeated and merciless infamies, for my part, I have tried to live a peaceful and normal existence, continuing my readings and my researches, carrying out various study trips in Italy and Calabria and, for example, going out on excursions because I am a member of the CAI of San Giovanni in Fiore. In my small way, I also tried to be useful to my community. During all these horrible 6 years, I have always assumed an exemplary behavior by trusting the judiciary and the justice of my Italian Republic. I am part of the people who believe that justice always triumphs in the end.

I would like to underline the fact that if a person exhibits psychological disorders, related to the violation of his domicile, and if the judiciary and certain doctors, instead of investigating the case, dismiss the case defaming the person in question, then the crime becomes double, monstrously double. Patients’ associations may eventually testify.

The PM Cozzolino of the Cosenza Public Prosecutor will also have to prove that the investigation is conducted according to the rules. In particular, the investigation will have to take into account the fact that I saw my young neighbor Pasquale Oliverio – probably a diminutive police informant – leave my home one day when I had been away for less than 10 minutes; he will have to proceed with the taking of fingerprints and other similar tests; he will have to proceed with the examination of the phone records of the alarm system programmed to call me on my mobile phone every time the commands « exit » or « disable » are entered; he will have to proceed to the examination of the obvious illegal remote control of the two surveillance cameras used to cover the violations of my domicile, something which requires very high complicity; he will have to proceed with the analysis of stained bath towels and altered food and drinks, etc. He will also need to investigate the reasons that motivated these crimes. In addition, the PM Cozzolino, certainly with the help of more competent people from this Dr. Curcio, will also have to explain how my bath towels end up being stained, at least if he does not want to give this repeated and documented fact an irrational explanation with the help of some misguided accomplice from the Digos and security services.

If once again, the Cosenza Public Prosecutor Office will not proceed with all the required investigations, and if these are not followed by the exemplary punishment of the criminals involved, be they highly placed or not, and by the moral and material exemplary damages due to me, including the immediate restoration of the my reputation, then this will represent a grave dishonor for the Public Prosecutor and for the Italian Republic itself. At this point, I will have no choice but to take all this infamous affair to the public square. In fact, in the contemporary context, one can also understand that security services carry out various investigations but this should never be done outside the law. Citizens cannot be persecuted without good reasons and then defamed to cover up these crimes. As a citizen and as a professor of a certain level, I firmly emphasize that this is and must remain an unbreachable red line. The authorities guaranteeing the fundamental rights of citizens should never forget it.

I stress that I, Paolo De Marco, am an Italian citizen born in Italy, holder of a BA, an MA and a doctoral scolarity in International Relations – International Political Economy. I studied in France and Canada. I was in my time an exemplary professor in my discipline at a CEGEP in Montreal, Canada. I am a law-abiding, peaceful and constructive and with an immaculate reputation that must remain so.

In June 2013, I returned to San Giovanni in Fiore (CS), the city where I was born and where I have lived since. Before deciding on my repatriation, I stayed in San Giovanni in Fiore (CS) for a few months in 2011 and 2012. In San Giovanni in Fiore I live in the modest home of my grandparents owned by me at the address shown above, a home to me very dear because I was born there.

I conclude by reminding everyone that denial of justice is the worst possible crime thinkable. It is a crime against the Constitution and against human civilization.

Sincerely,

Paolo De Marco Former Professor of International Relations – International Political Economy.

NB:

1 ) Attachments of the pseudo-diagnosis of Curcio and of the illegal request of the Digos of 13 February 2017. 2) Short list of my initial and current main complaints. See attached copy. 2a) complaint of 7 December 2014 2b) complaint related to the first of Dec. 2014 against Mr. Mario Marra of 7 July 2014, 2c) complaint concerning the theft of the bedside commodes of my deceased parents’ bedroom on 12 August 2014, theft perpetuated by Mrs. Vincenza Foglia-Federico. 2d) complaint to the Carabinieri of San Giovanni in Fiore (CS) of 4 May 2015 for the continuous violation of my home with the alteration of food and drinks and the remote control of the alarm system and of the two surveillance cameras to mask the crimes committed and cover up criminals. Several supplements followed this complaint until November 30, 2015 when I was threatened by the criminal Comandante Pantano, in the presence of Curcio – whom I had never met before. During the month of April 2017 I became aware of the criminal and defamatory stratagem imagined by Pantano and Curcio to file away my complaints so as to cover themselves together with the other criminals and their institutional acolytes, that is the invention of a diagnosis of paranoia without the least pretext and without ever having met me before. The discovery of this diabolical cover up therefore led to another series of complaints, in particular:

2e) the complaint of 17 May 2017 against Oliviero Pasquale and other unknown persons, a complaint that essentially includes all the previous complaints.

2f) the first supplement to this complaint brought to the command of the carabinieri together with the footage taken from the surveillance cameras, with an altered sample of Vecchia Romagna and with two stained bath towels, proofs that were seized for examination.

2g) the second supplement of August 7, 2017 to my complaint of 05-17-2017 relating to my application for Access to the Acts.

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Annex III: Electronic address for “In memory of my elder brother Giuseppe De Marco medically murdered by Jews with the complicity of Canadians, Italians and others. *” in in http://rivincitasociale.altervista.org/self-separation-the-united-states-and-israel-leave-unesco-good-riddance/

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Lettre ouverte au Conseil Supérieur de la Magistrature à propos de la violation de mon domicile, l’altération de ma nourriture et de mes boissons et les actes d’intimidation de type policier-mafieux. 24 juillet 2019

(ce texte sera édité très prochainement)

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS) Italie

Date: 24 juillet 2019

Conseil Supérieur de la Magistrature.

M. David Ermini, Vice-président du CSM Section disciplinaire

[email protected]

Cher Monsieur Ermini,

Le déni de justice est le pire crime imaginable. Je souhaite par la présente dénoncer les crimes perpétrés contre moi par les services de sécurité italiens, en complicité avec des services de sécurité étrangers et avec la complicité active de toutes ses institutions italiennes, des ministres concernés, du parquet de Cosenza et des carabiniers.

Je demande donc la réouverture de mes plaintes illégalement classées par le le magistrat Cozzolino sous le faux prétexte qu’il s’agissait de plaintes contre des inconnus; au contraire, mes plaintes sont très précisément nominatives.  (Annexe I ci-dessous).

Je demande donc l’ouverture immédiate de procédures disciplinaires exemplaires à l’encontre des coupables. J’ai déjà écrit au magistrat Cozzolino à ce sujet, mais en vain. J’ai souligné qu’il n’appartenait pas à un magistrat digne de ce nom de couvrir les crimes d’un commandant des carabiniers comme Pantano et ses acolytes, comme le criminel Dr Curcio, et leurs mandants. Je demande l’expulsion immédiate du criminel Dr Curcio de l’Ordre des médecins et le retrait immédiat du diagnostic abusif et illégal qu’il a posé à mon égard qui n’est rien d’autre qu’une crapuleuse manœuvre de dépistage visant à classer mes plaintes sans suite. Je demande le rétablissement immédiat de ma réputation avec le retrait de ce diagnostic infâme de mon dossier médical. (Annexe II ci-dessous) Je demande les sanctions nécessaires à l’encontre du magistrat Cozzolino pour ses deux classements sans suite de mes plaintes uniquement destinés à protéger les auteurs des crimes qui ont été perpétrés contre moi. Je demande que le nettoyage qui s’impose soit effectué dans la dysfonctionnelle Procura de Cosenza, aujourd’hui incompétente et complice. Enfin, je demande la démission des ministres responsables de ne pas avoir mis fin aux opérations criminelles des services de sécurité contre moi, à savoir les ministres de la Défense, de la Justice, de l’Intérieur et de la Santé. Leur complicité active, malgré les nombreuses plaintes que je leur ai adressées directement, constitue une participation à une torture visant à la destruction de ma vie privée, de ma vie universitaire et sociale, bref visant ma destruction en tant qu’être humain.

Voici le résumé des faits. Depuis mon rapatriement en Italie en juin 2013 – mais également lors de mes séjours à San Giovanni in Fiore en 2011 et 2012 – mon domicile est violé pendant presque toutes mes absences et mes boissons et ma nourriture sont altérées pour produire un « boiling body effect » nocif. Ce réchauffement physique a pour effet de réduire ma concentration pendant plusieurs jours et de provoquer un gain de poids. La perpétration de ces crimes s’est accompagnée d’une odieuse tentative d’intimidation policière-mafieuse – en Calabre, de surcroît ! – consistant à tacher mes serviettes de bain de peinture rouge, couleur sang. Imaginez un instant entrer chez vous, semaine après semaine, mois après mois, année après année, sans savoir si de tels ou tels aliments ou boissons produiront cet effet néfaste, le tout avec la certitude de la complicité de l’État italien, de la magistrature et les carabiniers. Le mode de fonctionnement est toujours le même: depuis des décennies, je suis soumis à une surveillance illégale 24 heures sur 24, à domicile ou à l’extérieur, notamment par le biais du téléphone portable. De cette manière, mon intimité et vie privée sont violées en permanence et d’une manière extrêmement intrusive. Les carabiniers ont toujours refusé de se venir sur les lieux pour mener les enquêtes nécessaires: prise des empreintes digitales, analyse des aliments et des boissons altérées, analyse des données téléphoniques du système d’alarme  programmé pour contacter mon cellulaire chaque fois que je sorts ou que je rentre chez moi, et analyse des données des deux caméras de surveillance qui sont de manière évidente contrôlées à distance, mise en œuvre effective de la protection de l’État qui me fut conférée par la Préfecture le 7 avril 2017 devant témoin, etc. Lorsque j’ai demandé à rencontrer le vil et criminel commandant des carabiniers Pantano pour comprendre les raisons de cette coupable inertie institutionnelle, je fus confronté à un piège: Sans me prévenir à l’avance, ce Pantano m’a fait trouver dans son bureau le Dr. Curcio, un personnage vil, incompétent et criminel ; en outre, chose incroyable dans un commandement de carabiniers, il a osé me menacer si je déposais de nouvelles plaintes. (Note 1 et annexe II ci-dessous) J’ai découvert par la suite que ces deux criminels avaient fait insérer dans mon dossier médical un diagnostic de paranoïa délirante, sans avoir mené aucune enquête et surtout sans qu’aucune commission médicale ne les ait jamais autorisé à procéder à un quelconque examen. Il s’agit d’un crime professionnel impardonnable qui doit être puni avec la plus grande sévérité. Ne point ne se discute pas.

Ce diagnostic abusif et illégal n’avait pour seul but de me délégitimer afin de permettre le classement des mes plaintes et de continuer la violation de mon domicile et l’altération de ma nourriture et de mes boissons en toute impunité. Le magistrat Cozzolino, indigne de sa charge, s’est prêté à leur jeu en classant par deux fois sans suite mes plaintes sans même procéder aux enquêtes nécessaires, y compris à l’analyse des preuves saisies par les carabiniers, c’est-à-dire les serviettes de bain maculées de peinture rouge, le flacon de Vecchia Romagna altéré et des extrapolations de séquences vidéo du système de surveillance. L’Ordre des médecins de Cosenza, auprès duquel j’ai dénoncé les graves fautes du Dr. Curcio en matière de déontologie médicale en demandant sa radiation immédiate, n’a jamais daigné me répondre même après l’intervention de deux députés et du ministère de la Santé. À ce jour, il n’a pas rempli son rôle institutionnel de garant de l’éthique médicale et ne m’a jamais informé de rien. Tout ceci est indigne d’un pays civilisé et d’un état de droit. Les coupables de ces crimes et de ces dépistages doivent être punis de manière exemplaire. J’ai déjà fait remarquer qu’en plus d’être un ancien professeur de relations internationales – économie politique internationale -, titulaire d’une scolarité de PhD et auteur de contributions scientifiques sans équivalent dans mes disciplines, je suis un citoyen italien, né en Italie. Je suis une personne respectueuse de la légalité, issue d’une famille exemplaire comme il en existe peu en Italie aujourd’hui, qui a toujours assumé une conduite irréprochable et qui a joui jusqu’ici d’une réputation immaculée. On ne peut me nier la justice pour protéger de vulgaires, incompétents, criminels et complices du type Pantano, Curcio et Cozzolino et, bien entendu, de leurs supérieurs dans les services de sécurité italiens. (J’ai déjà demandé: à quoi sert le Copasir?)

Par conséquent, je vous demande de prendre note, en tant que membres du CSM et citoyens italiens, d’une terrifiante évidence: Contrairement à ce que je dénonce depuis plus de 6 ans, les expériences barbares de Philip Zimbardo ont été interrompues pour des raisons de déontologie et de décence humaine, caractéristiques qui semblent aujourd’hui être très rares dans nos institutions italiennes, supposées être garantes des droits fondamentaux inscrits dans la Constitution.

Malgré le fait que je sois en possession du passeport italien depuis plus de 5 ans, cette meurtrière opération criminelle de nos services de sécurité policiers-mafieux, incompétents et criminels a été et continue d’être menée sous l’influence de services étrangers, notamment des services canadiens, américains et israéliens. Je répète que je n’ai jamais été accusé d’aucun crime dans aucun pays. Je ne tolèrerais aucune fabrication sur mon compte. J’ai le droit constitutionnel de savoir quels prétextes, par définition illégaux, à quels moments et avec quelles preuves juridiquement recevables, ont été fomentés pendant toutes ces années pour mener à bien cette opération criminelle de torture et de déstabilisation à mon encontre. J’ai le droit de savoir pour assurer ma défense. J’ajoute que la dissidence politique est un droit démocratique fondamental, particulièrement en cette époque de retour de l’apartheid officiel. Les coupables doivent et rendront des comptes. J’insiste sur le fait que la présente complicité institutionnelle active et mur à mur ne vise plus qu’à dissimuler les auteurs italiens et étrangers de ces crimes. C’est sa seule crapuleuse finalité. J’insiste sur le fait que les responsabilités ne concernent pas seulement la haineuse persécution gratuite contre moi, mais également celle de ma famille immédiate innocente mais persécutée gratuitement et assassinée au Canada. Un petit nombre de preuves irréfutables concernant l’assassinat médical de mon frère aîné Giuseppe De Marco est publié à cette adresse électronique. Ce sont des faits incontestables facilement vérifiables dans les documents médicaux. (Annexe III ci-dessous) Je demande au CSM d’assumer ses responsabilités institutionnelles en tant que garant de l’intégrité du système judiciaire italien et de m’informer de sa décision. Je demande des excuses et les dommages exemplaires qui me sont dûs.

Paolo De Marco n’est le cobaye de personne, et encore moins des incompétents dégénérés dénoncés ci-dessus.

Cordialement,

Paolo De Marco, citoyen et ancien professeur de relations internationales – économie politique internationale.

Note 1: Selon le journal local Corriere della Sila, San Giovanni in Fiore (cs) est un carrefour du trafic de la drogue, une ville dans laquelle, selon ce qu’on me dit, le pizzo c’est-à-dire le racketing  est chose très courante. Les travailleurs reçoivent souvent un salaire réel inférieur à leur salaire nominal sur lequel ils paient ensuite l’Irpef, l’impôt sur le revenu. Il est évident que si un commandant de carabiniers, comme le vil et criminel Pantano, menace ceux qui dénoncent ces crimes, les faisant même passer pour des paranoïaques, selon une méthode bien consolidée de la mafia, alors la légalité ne prévaudra jamais sur nos terres martyrisées. Surtout si un magistrat incompétent, comme le relativement jeune Cozzolino, classe sans suite les plaintes sans la moindre enquête… Tout cela est intolérable. Le respect dû aux institutions ne s’étend pas automatiquement à leurs titulaires.

Annexe I: Deux lettres au magistrat Cozzolino

a) Lettre du 10 septembre 2018

Paolo De Marco 87055 – San Giovanni in Fiore (CS) Email: de-mar[email protected]

Date: 10 septembre 2018

Objet: Réponse à votre lettre du 3 septembre 2018. Au Dr. Cozzolino, en personne.

Dr. Giuseppe F. Cozzolino, en personne

Bureau du procureur général de Cosenza Piazza Gullo, s.n.c. 87100 Cosenza

[email protected] [email protected]

Cher Dr. Cozzolino,

Le 3 septembre 2018, j’ai reçu une réponse de votre part – Annexe 1 – datée du 18/11/2018 dans laquelle vous m’informez du classement sans suite d’une plainte engagée contre X.  Cette réponse ne concerne en aucun cas ma plainte du 17/05/2017, suivie en particulier de la 3ème intégration cruciale du 22 août 2017 et de plusieurs autres, la dernière en date, la 5ème intégration, ayant été formulée le 20 avril 2018. (Annexe 3 ) Ces plaintes ne sont pas des plaintes contre des inconnus – le code 44 apparaît dans votre réponse. Au contraire, il s’agit de plaintes très spécifiques contre Pasquale Oliverio, un de mes jeunes voisins, et contre le commandant des carabiniers Pantano et son complice, le docteur Curcio. Je note également une confusion sur le code de procédure qui, lorsqu’il est écrit de votre main, apparaît avec le code 3955/14, puis en haut du document avec le code 3955/17. De plus, le samedi 8 septembre 2018, j’ai enfin réussi à vérifier auprès du commandant par intérim actuel des carabiniers de San Giovanni in Fiore un fait très grave: en effet, les preuves  – clé USB, serviettes de bain tachées de peinture rouge et bouteille de Vecchia Romagna – saisies par les carabiniers le 4 juillet 2017 n’ont jamais été transmises ni analysées par la magistrature. De nombreuses autres preuves similaires et irréfutables sont en ma possession. Aucune autre enquête n’a jamais été menée sur place – empreintes digitales, etc. Les divers ajouts documentent également la poursuite des violations de mon domicile entre le 17 mai 2017 et le 18 novembre 2017 et même plus tard. C’est pourquoi je ne peux pas m’expliquer le contenu fallacieux de votre réponse, qui de toute manière est arrivée étrangement début septembre 2018 alors que de nombreuses autres demandes d’informations soient restées sans réponse. (Annexe 1) Les nouvelles plaintes mentionnées ici font suite à une réunion à la Préfecture de Cosenza le 7 avril 2017 au cours de laquelle, en présence d’un journaliste renommé de San Giovanni in Fiore, Emiliano Morrone, la protection de l’État me fut accordée. Auparavant, le courageux jeune député calabrais, l’honorable Paolo Parentela, avait également soumis deux questions parlementaires. En fait, il s’est avéré que d’une manière hautement criminelle, mes premières plaintes remontant à décembre 2014 et 2015 ont été classées sans m’en avoir informé. La seule explication possible est celle d’une mauvaise gestion judiciaire ou pire encore d’un dépistage mis en œuvre avec trop de complicités.

Je voudrais prévenir d’autres confusions possibles. Je souligne, après avoir consulté les carabiniers, que le code de transmission de ma plainte du 17-05-2018 et des diverses intégrations qui suivirent est le suivant: Prot. 45/18 – 2017. Sur cette base, il est possible de déterminer le numéro de code des poursuites pénales qui concernent spécifiquement ces plaintes et me les communiquer le plus rapidement possible. Peut-être ai-je été mal renseigné de sorte que vous n’êtes pas en charge de cette nouvelle procédure pénale. En tant que citoyen italien, j’insiste sur la nécessité de respecter scrupuleusement le cours de la justice ou « due process ».  J’insiste une nouvelle fois sur ma demande d’intervention immédiate de la magistrature afin de rétablir ma réputation jusqu’ici sans sans tache mais aujourd’hui salie par le vil, incompétent et criminel docteur Curcio et son commandant Pantano. Les conséquences de cette lâcheté extrêmement criminelle sont multiples. Elle entraîne mon exclusion inévitable et permanente de tout poste professionnel et universitaire à la hauteur de ma formation et de mes contributions scientifiques. Elle provoque une inévitable et infâmante exclusion sociale. La dernière et typique conséquence remonte au 7 septembre 2018 lorsque le Dr Nicoterra de l’ASP de Cosenza m’a informé par téléphone du refus de l’autorisation de possession d’armes à feu. (Pièce jointe 2) Voici les faits : Ayant retrouvé dans les outils de mon regretté père un très vieux fusil historique remontant au temps de Napoléon et qui n’est plus fonctionnel, je suis immédiatement allé informer la police. Afin de ne pas perdre ce précieux objet de famille, j’ai alors entamé la procédure judiciaire pour obtenir l’autorisation de possession d’armes à feu. J’ai demandé au Dr Nicoterra une raison écrite de son refus. Étant une personne respectueuse de la légalité et avec une réputation jusqu’ici immaculée, en plus d’avoir été un professeur exemplaire, je ne conçois pas comment un tel refus peut s’expliquer en dehors du diagnostic criminel et sans fondement du criminel Dr Curcio. (Pièce jointe 3) Je note humblement que, même si je suis victime de toutes ces manipulations hideuses et viles, dignes d’un Philip Zimbardo dévoyé, depuis plus de 6 ans en Italie, moi, Paolo De Marco, je n’ai jamais manqué de courtoisie à quiconque et n’ai jamais menacé qui que ce soit. Au contraire, contre toute apparence, j’ai continué à faire confiance à la justice de mon pays. Le bureau du procureur général de Cosenza ainsi que les instances garantes de la République doivent comprendre que la réputation d’une personne comme moi ne peut être entachée uniquement pour couvrir les criminels nationaux et étrangers coupables de violations récurrentes de mon domicile et d’une stratégie de dépistage. J’insiste de nouveau sur la protection de l’État qui me fut offerte en Préfecture. J’attends votre réponse.

Cordialement,

Paolo De Marco, ancien professeur de relations internationales – économie politique international.

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b) Lettre au magistrat Cozzolino du 10 septembre 2018.

Paolo De Marco 87055 – San Giovanni in Fiore (CS) Email: [email protected]

Date: 19 septembre 2018

Objet: Devoir du bureau du procureur général, lettre adressée au Procureur, M. Cozzolino, en personne.

Giuseppe F. Cozzolino, en personne Bureau du procureur général de Cosenza Piazza Gullo, s.n.c. 87100 Cosenza [email protected]

Cher Dr. Cozzolino,

Je ne sais vraiment pas ce qu’elle idée se fait le bureau du procureur de Cosenza en ce qui concerne les droits constitutionnels fondamentaux des citoyens et le cours normal de la justice (« due process »). Je sais au contraire qu’une personne respectueuse de la légalité comme moi, ayant entre autres une formation doctorale – scolarité de PhD – et des contributions scientifiques de premier plan dans ses disciplines, a joui jusqu’ici d’une réputation immaculée avant d’être confrontée au criminel commandant Pantano et à son complice criminel, le Dr Curcio, c’est-à-dire avant d’être victime de leurs manipulations et de leurs intimidations policières-mafieuses. Et ceci précisément en Calabre où cette intolérable arrogance contre la légalité relègue notre région au bas de la liste dans presque tous les domaines au sein de l’Union européenne! Le déni de justice est le crime le plus grave qui puisse être commis à l’encontre des individus et de l’ensemble de la société. J’insiste sur le fait que Pantano a osé me menacer dans la caserne des carabiniers de San Giovanni in Fiore, en m’intimant l’ordre stupéfiant de ne plus me plaindre. Au cours de la même réunion que j’avais moi-même sollicitée, preuve que son piège était prémédité, il m’a fait trouver le criminel et incompétent Curcio dans son bureau, ce qui aboutit à un faux diagnostic médical inventé pour classer illégalement sans suite le cas alors que les violations de mon domicile se poursuivaient – altération de ma nourriture et de mes boissons.

J’ai expliqué dans ma PEC du 10 septembre 2018 – v. ci-joint – que l’affaire avait été rouverte grâce à l’intervention de la Préfecture. Les preuves saisies par les carabiniers n’ont pas encore été analysées et aucune enquête n’a jamais été menée sur place. J’ai demandé des explications sur le sens de votre réponse du 3 septembre 2018, qui mentionne une plaint qui ne peut pas concerner ma nouvelle plainte du 17-05-2017, suivie en particulier de la 3ème intégration cruciale du 22 août 2017 et de plusieurs autres par la suite, la dernière, la 5ème intégration, ayant été formulée le 20 avril 2018. J’ai demandé des éclaircissements urgents sur le statut de ces plaintes ainsi que le numéro de code de la procédure pénale correspondante. Je me trouve donc, malgré moi, dans l’obligation douloureuse de renouveler ma demande d’éclaircissement du Procureur général. Docteur Cozzolino, vous ne pouvez pas ignorer que le droit de la défense est sacré. En l’absence d’une réponse claire qui respecte les droits fondamentaux des citoyens et la loi, la procurature générale de Cosenza devient le complice des crimes que j’ai dénoncés. J’attends donc une réponse sans délais.

Salutations respectueuses et cordiales,

Paolo De Marco, ancien professeur de relations internationales – économie politique internationale.

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Annexe II: Plainte pour la radiation immédiate du Dr. F. Curcio de l’Ordre des Médicis et pour le rétablissement immédiat de ma réputation.

Paolo De Marco 87055 – San Giovanni in Fiore (CS) Italie  Date: 25 septembre 2017

Objet: Plainte pour la radiation immédiate du Dr. F. Curcio de l’Ordre des Médicis et le rétablissement immédiat de ma réputation.

Ordre provincial des médecins-chirurgiens et dentistes de Cosenza et de la province (OMCeOCS) Via Suor Elena Aiello, Palazzo Lucchetta S.n.c. 87100 – Cosenza – Italie  A qui de droit,

Je demande la radiation immédiate de la OMCeOCS du Dr Francis Curcio au Centre de santé mentale de San Giovanni in Fiore (CS) pour un manquement grave et criminel à l’éthique médicale et pour des accusations fausses et diffamatoires à mon sujet. Elles visaient toutes avec la complicité du commandant des carabiniers Pantano à mettre en œuvre une stratégie de dépistage. Je note que ma requête d’accès à mon dossier médical en date du 13 juillet 2017 n’a pas été prise en compte durant le délais légal de 30 jours. Les copies du dossier ne me furent transmises exemplaires que le 17 août 2017 suite à des demandes répétées de ma part en personne ou par e-mail.

Ce dr. Curcio, sans jamais m’avoir rencontré auparavant, s’est permis, avec la complicité de l’ancien commandant des carabiniers de San Giovanni in Fiore, Pantano, de poser un diagnostic de tendances paranoïaques à mon égard. Il a fait cela uniquement pour créer un prétexte permettant le classement sans suite de l’enquête sur les violations répétées de mon domicile – pendant presque toutes mes absences – et sur d’autres crimes liés à ces violations. Parmi ceux-ci, il y a la tentative persistante et sans merci d’intimidation policière-mafieuse – en Calabre, de surcroît ! – avec des serviettes de bain tachées de peinture rouge, l’altération de la nourriture et des boissons pour produire ce qui est généralement connu comme un « boiling body effect », le refus d’envoyer des patrouilles de carabiniers pour procéder aux enquêtes nécessaires sur place, les menaces proférées contre moi si je déposais d’autres plaintes, etc. La preuve claire des crimes de ce Curcio et de ses acolytes réside dans le fait que l’enquête a été relancée le 17 mai 2017 et qu’elle est en cours, bien qu’il semble que le pouvoir judiciaire et les carabiniers tentent toujours de dissimuler toutes mes plaintes initiales. (Voir la liste ci-dessous)

Ce grave crime diffamatoire de Curcio a eu lieu le 30 novembre 2015, lors d’une réunion que j’avais moi-même sollicitée au commandant Pantano pour comprendre pourquoi, après toutes mes plaintes, les violations de mon domicile continuaient en toute impunité. Au lieu de donner les explications nécessaires, le criminel Pantano a imaginé un stratagème indigne: il m’a fait trouver Curcio dans son bureau. Après m’avoir écouté, Pantano a nié les violations de mon domicile et s’est tourné vers Curcio, qui a déclaré: « Il est angoissé, il a besoin d’une pilule, il a besoin d’une pilule ». Je me suis alors tourné vers Curcio et lui ai dit que je ne savais pas qui il était et non plus pourquoi il était présent à cette réunion et je lui demandais fermement de se taire. Ensuite, je me suis tourné vers Pantano en lui expliquant qu’il ne pouvait refuser de mener les investigations nécessaires ni même d’accepter les preuves que j’avais apportées avec moi – une nappe tachée de peinture rouge et un échantillon de Vecchia Romagna altéré pour produire ce que l’on appelle le «boiling body effect ». Le commandant Pantano m’a alors menacé si je présentais d’autres plaintes de demander l’intervention de la Commission médicale pour me faire examiner. En tant que citoyen et en tant que professeur, j’ai rejeté ces menaces criminelles et mis fermement en garde le commandant pour son comportement hautement inacceptable. La réunion s’est terminée par l’acceptation des preuves que j’avais apportées par le Pantano, qui m’a dit de revenir le lendemain. Le lendemain, seul le dr. Curcio était présent et il n’y eut aucune suite. J’étais convaincu que la chose s’était terminée là et que mes preuves seraient examinées et que l’enquête serait finalement menée, conformément à la loi. Au lieu de cela, je sais aujourd’hui que cette réunion du 30 novembre 2015 a permis au criminel dr. Curcio et à Pantano d’établir un diagnostic infondé et diffamatoire contre moi, uniquement pour permettre le classement sans suite de mes plaintes.

Cette fabrication criminelle ne s’est pas arrêtée là. Le 14 février 2017, le dr. Curcio, accompagné de l’infirmier G. Audia, s’est présenté chez moi sans être invité et sans rendez-vous. Il l’a fait sous prétexte de me féliciter pour mon action, selon lui “louable”, en faveur des chômeurs de ma ville. Entrant dans ma maison, il m’a demandé « comment pourrait-il m’aider ? ». À ce moment, l’ayant reconnu, je lui ai demandé, ainsi qu’au sieur Audia, d’écrire leurs noms sur un bout de papier que je leur tendis et de quitter immédiatement ma maison. En partant, j’ai fait remarquer à ce Curcio que son comportement lors de la réunion du 30 novembre 2015 dans la caserne des carabiniers était totalement inacceptable et constituait une violation impardonnable de l’éthique médicale. Aujourd’hui, je sais qu’en réalité, il était intentionnellement criminel. (Voir pièce jointe) Son diagnostic présumé du 14 février 2017, outre le mensonge, représente une vile tentative criminelle pour couvrir son crime du 30 novembre 2015. Personne n’a jamais autorisé cette prétendue « visite à domicile ». La lettre de la Digos du 13 février 2017 participe elle aussi de ce dépistage et ce de la manière la plus grotesque et la plus post-hoc possible. Entre-temps, il est déjà clair que Curcio n’a jamais été autorisé par aucune autorité compétente à poser son diagnostic initial le 30 novembre 2015, à l’exception du criminel Pantano. Cette conduite est un élément suffisant pour le rayer immédiatement des rangs de l’ordre des médecins en raison du grave manquement à l’éthique médicale et pour sa complicité active avec une tentative criminelle et infâme de dépistage, aggravée par une calomnie gratuite et inacceptable contre moi. Je remarque que j’ai une réputation jusqu’ici immaculée, car je n’ai jamais été accusé d’aucun crime dans aucun pays et que je n’ai jamais subi d’analyse nulle part. Ma réputation doit être restaurée sans le moindre délais. Les violations du domicile relèvent du pouvoir judiciaire et des carabiniers, pas des médecins. Le criminel Curcio n’a même pas attendu la fin de l’enquête pour se prononcer. Mais il a le culot de parler de « complotisme ». Par conséquent, nous avons également le droit de nous demander combien de familles auront été détruit par son comportement incompétent et criminel.

Pour le reste, je note que, malgré le fait que ces crimes contre moi soient perpétrés depuis près de six ans en Italie, moi, en tant que personne respectueuse de la légalité et en tant que professeur d’un certain niveau dans mes disciplines, j’ai toujours fait preuve de calme et d’une sérénité olympienne. Malgré ces infamies répétées et sans merci, j’ai essayé de mener une existence normale et paisible, en poursuivant mes lectures et mes recherches, en effectuant divers voyages d’études en Italie et en Calabre et, entre autres choses, en faisant du trekking en montagne depuis que je suis membre. du CAI de San Giovanni in Fiore. À ma façon, j’ai aussi essayé d’être utile à ma communauté. Pendant toutes ces horribles six années, j’ai toujours adopté un comportement exemplaire en faisant confiance au pouvoir judiciaire et à la justice de ma République italienne. Je fais partie de ceux qui croient fermement que la justice finit toujours par triompher. Je voudrais souligner le fait, selon moi aggravant pour Curcio, que si une personne présente des troubles psychologiques liés à la violation de son domicile et si le pouvoir judiciaire et certains médecins, au lieu d’enquêter, classent l’affaire en diffamant de la personne en question, alors le crime devient double, monstrueusement double. Les associations de patients pourront éventuellement témoigner. Le magistrat Cozzolino de la Procurature générale de Cosenza devra également prouver que l’enquête est menée conformément aux règles. L’enquête devra en particulier tenir compte du fait que j’ai vu mon jeune voisin Pasquale Oliverio – probablement un petit informateur de la police – quitter mon domicile un jour où j’étais sorti pendant moins de 10 minutes; elle devra procéder à la prise d’empreintes digitales et à d’autres tests similaires; elle devra passer à l’examen des enregistrements téléphoniques du système d’alarme programmé pour m’appeler sur mon téléphone portable chaque fois que la commande « sortie » ou « entrée » est exécutée; elle devra examiner le contrôle à distance évident des deux caméras utilisé couvrir la violation de mon domicile, une action qui nécessite des complicités haut placées; elle devra procéder à l’analyse des serviettes de bain tachées de peinture rouge et des aliments et boissons altérés, etc. Elle devra également enquêter sur les raisons qui ont motivé ces crimes. De plus, le magistrat Cozzolino, certainement avec l’aide de personnes plus compétentes que ce Curcio, devra également expliquer comment mes serviettes de bain sont souillées de peinture rouge, à moins qu’il ne veuille donner à ce fait répété et documenté une explication irrationnelle avec l’aide d’un complice des services dévoyés et incompétents de la Digos et des services de sécurité.

Une fois encore, si la procurature générale de Cosenza ne procédait pas à toutes les enquêtes requises, et si celles-ci n’étaient pas suivies d’une punition exemplaire des criminels impliqués, qu’ils soient puissants ou pas, et de l’indemnisation morale et matérielle qui m’est due, y compris le rétablissement immédiat de ma réputation, cela représentera un grave déshonneur pour le Procureur général et pour la République italienne elle-même. À ce stade, je n’aurai d’autre choix que de porter toute cette affaire infâme sur la place publique. En fait, dans le contexte contemporain, on peut à la rigueur comprendre que les services de sécurité mènent diverses enquêtes, mais ceci n’est jamais tolérable en dehors de la loi. Les citoyens respectueux de la loi ne peuvent pas être manipulés de la sorte sans aucune raison légalement recevable et être de surcroît diffamés pour couvrir ces crimes. En tant que citoyen et professeur d’un certain niveau, j’insiste sur le fait que ceci est et doit rester une ligne rouge infranchissable. Les autorités garantissant les droits fondamentaux des citoyens ne devraient jamais l’oublier. Je souligne que moi, Paolo De Marco, je suis un citoyen italien né en Italie, titulaire d’un BA, d’un MA et d’une formation doctorale en relations internationales – économie politique internationale. J’ai étudié en France et au Canada. À l’époque, j’étais un professeur exemplaire dans ma discipline dans un cégep à Montréal, au Canada. Je suis une personne respectueuse de la loi, pacifique et constructive et avec une réputation jusqu’ici immaculée et qui doit le rester.

En juin 2013, je suis retourné à San Giovanni in Fiore (CS), ville où je suis né et où je vis depuis. Avant de décider de mon rapatriement, j’ai passé quelques mois en 2011 puis en 2012 à San Giovanni in Fiore (CS). À San Giovanni in Fiore, je vis dans la modeste maison de mes grands-parents, sise à l’adresse indiquée ci-dessus, maison qui m’est très chère vu que j’y suis né. Je conclus en soulignant le fait qu’il n’est pire crime que la négation de la justice. C’est un crime contre la Constitution et contre la civilisation humaine.

Cordialement,

Paolo De Marco Ancien professeur de relations internationales – Économie politique internationale.

NB: 1) Pièces jointes du pseudo-diagnostic de Curcio et de la demande illégale de la Digos du 13 février 2017.

2) Courte liste de mes principales plaintes initiales et actuelles. Voir copies ci-jointes.

2a) plainte du 7 décembre 2014

2b) plainte liée à la première fois contre M. Mario Marra du 7 juillet 2014,

2c) plainte concernant le vol des commodes de la chambre à coucher de mes défunts parents, en date du 12 août 2014, vol perpétré par Madame Vincenza Foglia-Federico.

2d) plainte adressée aux carabiniers de San Giovanni in Fiore (CS) du 4 mai 2015 pour la violation continue de mon domicile avec altération de la nourriture et de boissons et prise de contrôle du système d’alarme et des deux caméras de surveillance pour masquer les crimes commis et couvrir les criminels. Plusieurs suppléments ont suivi cette plainte jusqu’au 30 novembre 2015, date à laquelle j’ai été menacé par le commandant criminel Pantano, en présence de Curcio – que je n’avais jamais rencontré auparavant. Au cours du mois d’avril 2017, j’ai pris conscience du stratagème criminel et diffamatoire imaginé par Pantano et Curcio pour classer  mes plaintes sans suite de manière à se couvrir avec les autres criminels et leurs complices institutionnels, à savoir l’invention d’un diagnostic de paranoïa sans le moindre prétexte et sans jamais m’avoir rencontré avant. La découverte de ce dépistage donc conduit à une autre série de plaintes, notamment:

2e) la plainte du 17 mai 2017 contre Oliviero Pasquale et d’autres inconnus, une plainte qui comprend essentiellement toutes les plaintes précédentes.

2f) le premier complément à cette plainte / plainte déposée au commandement des carabiniers avec les extrapolations de la vidéo des caméras, à un échantillon de la vieille Romagne altérée et à deux nappes tachées, preuve qui a été saisie pour examen.

2g) le deuxième supplément du 7 août 2017 à ma plainte du 05-17-2017 relative à ma demande d’accès aux lois.

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Annexe III: Adresse électronique pour « À la mémoire de mon frère aîné Giuseppe De Marco assassiné médicalement par des juifs avec la complicité de Canadiens, d’Italiens et d’autres personnes. * » dans

http://rivincitasociale.altervista.org/self-separation-the-united-states-and-israel-leave-unesco-good-riddance/

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