L’Italia secondo Gutgeld-Renzi: 80 euro, really?

Posted: 4th maggio 2014 by rivincitasociale in Politica
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L’Italia secondo Gutgeld-Renzi:

1) 80 euro, really?  2) Renzi: Togliere il potere dei sindacati; 3) Riforma PA e licenziamenti a go-go ? 4) Elezioni: in assenza di scelta vera, votare strategico. 

1) 80 euro, really?

Senza dubbio Pelù ha torto. Questi 80 euro, che alla fine saranno al massimo una tantum per il 2014 da 53 euro, non sono una elemosina ma bensì una chiara presa per i fondali ad uso esclusivamente elettorale. Gli « incapienti » sono esclusi perché meno organizzati per opporsi alle « riforme». Sarà solo una tantum perché le coperture non c’erano neanche per quest’anno, in conferma di quello che avevo già scritto nella mia analisi del DEF. (vedi http://www.repubblica.it/economia/2014/05/02/news/tecnici_scettici_sulle_tasse_per_le_quote_bankitalia_rischio_di_incostituzionalit-85037907/?ref=HREC1-3 . Nota pero che, similarmente al DEF, questo articolo non tiene conto della sinergia dei forti Moltiplicatori negativi scaturita dai tagli effettuati nei settori detti strutturali; si nutrisce così la spirale socio-economica negativa …)

Proprio perché le coperture non ci sono, questa cinica presa in giro, tipica dell’attuale PD-DC di Gutgeld-Renzi e dei suoi alleati di governo trasversali, si concretizzerà con altre tasse al livello centrale ed al livello locale. Queste si aggiungeranno al recente aumento dell’accisa sulla benzina e dell’IVA sul questo aumento … Ho detto altrove in che senso il PD era un partito « senza anima »; con Renzi siamo alla conclusione logica di questo inesorabile processo di degenerazione politica cominciata con la Bolognina. (vedi Diamoli una bella scossa! in http://www.la-commune-paraclet.com/ElezioniFrame1Source1.htm )  

Questa manovra elettorale mira ad ingannare le lavoratrici ed i lavoratori sul blocco dei salari, il blocco del turn over, l’estensione della precarietà e dell’apprendistato (!) ai senior ed agli esodati, la cancellazione accelerata di ogni reale differenza tra lavoro determinato e indeterminato (vedi l’eliminazione de facto della soglia del 20 % nel Jobs act … – e gli effetti salariali degli migliaia di esuberi ormai prevedibili a causa delle ristrutturazioni legate alla riforma degli Enti territoriali e alla privatizzazione condotta anche al livello locale. 

Inoltre, nella situazione finanziaria attuale del Paese, questa cinica mossa elettorale concepita, come ben sappiamo, aldilà del bene e del male, rappresenta un attacco insensato contro la stabilità budgetaria del Paese e contro i lavoratori. Secondo il DEF l’incidenza di questa misura sul PIL sarà di 0,3%, mentre Bankitalia la ridimensiona al 0,1% !!! Malgrado l’interpretazione soggettiva dello deficit strutturale non è del tutto sicuro che la Commissione Europea non sia costretta ad aprire una procedura per violazione degli – inetti – impegni legati al Fiscal Compact – stupidamente e a-costituzionalmente iscritti nell’Articolo 81della nostra violentata Costituzione. Questo spreco serve solo a fare eleggere un Presidente del Consiglio della Repubblica italiana – pardon, uno « Premier » – oggi non eletto ma che si permette di dire in pubblico che si dovrebbe chiamare le marines (sic !) per riformare il Paese! Senza essere immediatamente costretto alle dimissioni nel Paese del Gladio e dei Stay behind largamente responsabili degli Anni di piombo. Ma come? la camarilla trasversale di Gutgled and Co non basta più, ci voglio pure i green berets? (vedi Renzi, ok Senato. Per riforma PA ci vogliono i Marines 30 Aprile 2014 http://www.loccidentale.it/node/132125 )

Questi miliardi potevano invece servire come esonero fiscale alle imprese in cambio della Riduzione del Tempo di Lavoro legale con un salario iniziale uguale ma con un migliore accesso ai programmi sociali bonificati grazie alle più elevate entrate contributive. Questo avrebbe creato impiego per i giovani e per i meno giovani, ed avrebbe risanato la contabilità degli ammortizzatori sociali e dell’Inps, simultaneamente rafforzando la base fiscale dello Stato.

Sotto questi aspetti la dimostrazione fatta dalla « gauche plurielle », condotta da Primo Ministro Jospin, fu eclatante. La disoccupazione fu abbassata sotto il cosiddetto livello naturale o strutturale; il debito pubblico fu abbassato al 59 % del PIL; il finanziamento della Sécurité sociale era quasi ritornato al pareggio e i benefici sociali bonificati; la prosperità rinascente aveva fatto emergere una nuova sociologia del divertimento (loisirs); la Francia rimaneva in testa della classifica dei paesi più produttivi e dunque meta privilegiata degli investimenti esteri; in oltre, i salari inizialmente identici a quello che erano prima dell’introduzione della RTT a 35 ore settimanali legali, erano ancora aumentati dalle ore supplementari. Ho mostrato altrove che, a quell’epoca, si lavorava in media 39 ore in Francia – cioè 4 ore in media pagate come ore supplementari – mentre nei Stati Uniti del pitre Samuelson e della sua « lump sum theory of labor » si lavorava solo 34,5 ore in media, ma senza veri programmi sociali e con settimane legali di 60 ore e più, cioè in uno regime dove la norma era e rimane la precarietà e l’assenza di reali tutele per il mondo del lavoro. (Usando il numero « 34,5 » nella funzione cerca, vedi http://www.la-commune-paraclet.com/Commentaires%20d’actuConstructionFrame1Source1.htm ; vedi pure nella Sezione Livres-Books del stesso sito la Note * del Libro IV Hi Ha (versione italiana ancora da editare.) Il ritorno della destra al governo (Chirac-Sarkozy) causò la rapida dilapidazione di questa virtuosa eredità come ho spiegato nel mio Livre-Book III particolarmente le Note 3 e 4 in http://www.la-commune-paraclet.com/Download/ . Il PS rinnegato e filosemita nietzschiano di Hollande fa oggi peggio della destra avendo scelto di fare il contrario di quanto preconizzato nel mio Livre III, cioè scegliendo di imporre una politica dell’offerta con la sua reaganiana public policy. Possiamo già concludere che seguendo la strada seguita dall’Italia la Francia arriverà a ritmo accelerato allo stesso sfascio, per le stesse ragioni. 

Alternativamente, la somma destinata a questi fasulli 80 euro in busta paga avrebbe potuto essere utilizzata per comprare il prepensionamento di miglia di anziani oggi vittime delle ultime riforme pensionistiche, creando così una base pensionistica relativamente solida (una parte importante della domanda interna), e apprendo simultaneamente impieghi stabili ai giovani… Tali alternative non potevano essere contrastate dalla UE dato che gli affari sociali rimangono di competenza nazionale esclusiva. La gestione del credito produttivo, da non confondere con quella della moneta unica la cui gestione è in parte devoluta alla BCE, rimane di domino nazionale secondo l’Articolo 47 della nostra Costituzione. Astrazione fatte dalle sciocchezze mediatiche, il problematico tasso di scambio dell’euro non riguarda solo la BCE ma è formalmente di competenza condivisa con il potere politico.

Invece, con l’applicazione delle ricette del feroce Padoan – che certo non sembra sapere un gran che dei lavori usuranti – si sta apprendo la porta all’apprendistato per i senior, mentre si flessibilità ancora di più le condizioni generali dell’apprendistato! Che differenza c’è  tra lavoro determinato e indeterminato, se l’indeterminato va in realtà di pari passo con l’attrizione dei posti  – viz., 4 su 5 posti non rinnovati nella PA – e con altri miglia di esuberi – Cottarelli parla di 85 000 posti in meno da aggiungere ai 120 000 già effettuati dal 2011-2012 (Sec. III, p 16 del DEF)– e se neanche la soglia del 20 % per gli apprendisti non vale più de facto? (vedi http://www.latribune.fr/actualites/economie/france/20140502trib000828057/lutte-contre-le-chomage-les-seniors-seront-la-nouvelle-priorite.html)

« Squandering », ovvero sprecare, ovviamente con i soldi altrui, per conservare il potere è un noto consiglio nietzschiano-rabbinico. In virtù della nostra Costituzione anti-fascista, in Italia questo può solo essere considerato un’aggressione contro la Repubblica e contro il popolo sovrano.

2) Renzi: Togliere il potere dei sindacati.

Vedi l’articolo: « Lavoro, Renzi: “Sono tutte critiche pretestuose, la verità è che tolgo potere ai sindacati” Dai contratti a termine più flessibili all’abolizione di Cnel e Covip: la nuova strategia del premier è il contatto diretto con i lavoratori.  Il presidente del Consiglio non andrà al congresso Cgil ma neppure in Confindustria. »  di Roberto Mania, 04 maggio 2014  http://www.repubblica.it/politica/2014/05/04/news/lavoro_renzi_sono_tutte_critiche_pretestuose_la_verit_che_tolgo_potere_ai_sindacati-85179108/?ref=HREC1-3

No comment!

3) Riforma della PA e licenziamenti a go-go

Vedi « Renzi avvia la riforma Pa su tre pilastri:”Capitale umano, tagli e open data” »

http://www.repubblica.it/economia/2014/04/30/news/cdm_riforma_pubblica_amministrazione-84893638/?ref=HRER3-1

Rapido commento:Questione: anche in Italia cosa può mai essere un dirigente della PA « senza incarico »?

Bisognerebbe approfondire: 1) blocco salariale; 2) blocco turn over (attrizione: solo 1 su 5 rinnovato); 3) prefetture dimezzate; 4) enti locali soppressi o riorganizzati dunque funzionari da eliminare assieme all’influenza sindacale; 5) eliminazione prevista degli impiegati delle municipalizzate privatizzate, fuse e ristrutturate; 6) poi, questo fatto, oppure simultaneamente, la Cottarelli aggiungerà i sui 85 000 esuberi a quelli già effettuati. Sempre legando l’età pensionabile alla crescita della longevità media … dunque estendendo l’eliminazione delle tutele al lavoro indeterminato, come mantengono alcuni  troppo noti « esperti ».

(Meglio avanzare mascherati. Scriveva giustamente Gutgeld nel suo libro che non c’è una grande differenza tra l’indeterminato senza tutela e il determinato reso più flessibile con tutele crescenti ma con licenziamento non contestabile, o qualcosa del genere, o vice-versa, oppure ancora vice-versa ecc. Hollande, il quale sembra avere letto il feroce Padoan dell’Ocse rispetto ai lavoratori oltre i 50 o 55 anni, parla addirittura di aprire l’apprendistato ai senior, cioè mettendoli in competizione diretta con i giovani … ecc … Ho già detto altrove che la flessibilità marginalista neoliberale riposa sulla liquefazione monetaria del lavoro che non tollera nessuna frontiere, nemmeno di età …)

Spero che chi conosce la situazione meglio di me ci aiuterà a chiarire le tendenze di fondo utilizzate dal governo in modo surrettizio per raggiungere i suoi obbiettivi di austerità e di forte deflazione salariale … senza provocare conflitti e mobilitazioni che in seguito potrebbero avere un peso elettorale negativo.

Va comunque ricordato che i settori che appartengono al cosiddetto « strutturale » hanno un moltiplicatore più grande, il quale si accelera e si rinforza per sinergia quando diventa negativo con i tagli. Perciò, la traiettoria del cosiddetto consolidamento fiscale legato ai tagli nei settori strutturali rimane micidiale.

Permette pero di presentare una perenna immagine critica delle finanza pubbliche. Non si può assolutamente rischiare rimettere in questione il programma di austerità, pudicamente ribattezzato programma di risanamento dei conti pubblici. Questa tragica narrazione fabbricata ad arte è necessaria per indurre senso di colpevolezza nella mente della povera gente. Astrazione fatta dalla crescente disuguaglianza dei redditi e delle ricchezze, gli si fa credere che vive in media sopra il proprio livello di reddito, dunque a credito, penalizzando così i propri figli, ma pur sempre pagando la maggiore parte delle tasse che finanziano i servizi mezzi privatizzati e dunque usati in priorità dai più ricchi, tale l’educazione superiore, la sanità di qualità etc.

Si giustifica così la continuazione dei sacrifici delle fasce della popolazione già sacrificate alla crisi, mentre i ricchi si arricchiscono ancora. Similarmente Mussolini, il Grande Protettore degli Ebrei autoproclamato almeno fine al 1938, chiedeva l’oro delle nonne per la Patria – già allora confiscata dai gerarchi del regime …

E chiaro che questa demagogia permette di svendere il Paese a ribasso facendo credere che è necessario sacrificare tutte/i e tutto per ripagare il debito alle banche private, precedentemente salvate con fondi pubblici! (Ultimamente anche l’OCSE ha notato le crescenti disuguaglianze che strangolano la domanda sociale e dunque le possibilità di reale ripresa socio-economica; vedi: http://www.latribune.fr/actualites/economie/france/20140430trib000827739/c-est-en-france-que-les-inegalites-de-revenu-augmentent-le-moins.html )

4) Elezioni: in assenza di scelta vera, votare strategico. 

Eliminare e seppellire sistematicamente col voto tutte/i quelle/i, in realtà poco frequentabili oltre che poco compatibili, che, trasversalmente, vogliono eliminarci dalla scena politica con le loro soglie elettorali anti-costituzionali e con il finanziamento privato ai partiti politici. E, in primo luogo, quelle/i del Partito anti-democratico di Gutgeld-Renzi. Dall’avviso generale, ma con la complicità rinnovata delle istanze garanti secondo il trucco indegno della « continuità dello Stato », la legge elettorale di questa coppia politica malsana, vergognosamente chiamata Italicum, risulta peggiore del Porcellum, il quale fu dichiarato anti-costituzionale dalla Corte costituzionale.

Bisogna lavorare per la creazione di Comitati cittadini su tutto il territorio nazionale e per l’emergenza di uno autentico partito di sinistra fedele al suo metodo scientifico, ai suoi ideali ed ai principi cardini non-modificabili della nostra Costituzione, ma nello stesso tempo moderno e pragmatico.

Anche dando una bella scossa all’Europa delle banche private, se si vuole. Dunque senza dimenticare che le liste ideate venalmente sotto la bandiera di Tsipras rappresentano solo l’ennesimo trucco dei soliti rinnegati per rubare il voto di sinistra e parlare, senza mandato e senza nessuna legittimità pratica-teorica, al nome nostro. Tsipras stesso è una volgare creazione filosemita nietzschiana pro-neoliberalista; fu ideata per dissolvere le forze comuniste autentiche in contenitori rinnegati più vasti per meglio difendere il sistema attuale. (Lo dicono i Greci stessi, vedi: http://inter.kke.gr/en/articles/SYRIZA-the-left-reserve-force-of-capitalism/ ; in francese: http://inter.kke.gr/fr/articles/SYRIZA-la-force-de-reserve-de-gauche-du-capitalisme/ ) Se si vuole Tsipras è come Mélenchon, stessi obbiettivi, stesse inspirazioni.

Vi ricorderete che questa indegna sinistra europea fu creata per fare il contrario di quello che chiedevo all’epoca, cioè una Federazione comunista europea autentica necessaria per difendere l’Europa sociale contro l’Europa del capitale al livello europeo, coordinando le lotte nazionali: proprio quello che si vuole impedire. Avrete già capito come funziona questo lavoro a « ritroso » (altrimenti permettetemi di consigliare la lettura dello saggio Contra-pitre in http://www.la-commune-paraclet.com/ElezioniFrame1Source1.htm )

Paolo De Marco

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