Brevi appunti su Gioacchino pitagorico (24 agosto 2016)

Posted: 24th agosto 2016 by rivincitasociale in Cultura e R&S
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  1. Pitagorici e cristiani, particolarmente i monaci.

  2. La Trinità è il divenire secondo Gioacchino.

  3. Il patronimico Fiore vs Jure Vetere.

  4. Pitagora e la gematria dei falsari.

  5. La Tavola XII del Liber figurarum e il tetramorfo.

  6. Le Età di Vico e quelle di Gioacchino.

    (Per I « Brevi appunti su Gioacchino da Fiore pitagorico »

    presentati alla Conferenza organizzata dall’Associazione culturale Gunesh, il 27 agosto 2016,  ed altri testi su Gioacchino vedi nella Sezione Italia del sito www.la-commune-paraclet.com )

  1. Pitagorici e cristiani, particolarmente i monaci.

Per essere brevi ecco una citazione: « Artigiano del risveglio: Posidonius, un secolo avanti Cristo.

I Pitagorici di Oriente a Damasco e a Baghdad durante i secoli. Il più noto essendo Aben Esra. Durante la conquista dell’Egitto, questi pitagorici di Oriente furono disseminati. Il pitagorico Leone Sophos si ritrova a Costantinopoli (820). Al-Mamoun fece conoscere l’ordine pitagorico all’imperatore Teofilo. Nel 891, a Costantinopoli Photius pubblicò la vita di Pitagora scritta da uno anonimo … Nella sua giovinezza Costantino fu pitagorico per poi optare per il cristianesimo, vedendoci una religione maggioritaria, arma del potere. Michel Psellus, Jean Italos, Michel Ephèse, Euraste de Nicée, discepole di Italos, Théodore de Smyrne, Georges Acropolite, Pléton, Chrysoloras, Georges Gémiste … Quando l’Impero fu distrutto nel 1453, i Greci più istruiti cercarono la pace in Italia. » in L’énigme Pythagore, Henriette Chardak, Presse de la Renaissance, Paris, 2007. (Traduzione mia. Ho lasciato i nomi nella loro ortografia francese, per ora.)

Si nota che la repressione iconoclasta con l’edito di Leone III Isaurico del 730 portò ad un influsso di monaci basiliani in Italia e particolarmente in Calabria.

Sopratutto, dopo Costantino, i monaci con gli architetti e i medici divennero i gruppi più istruiti tra i quali i pitagorici potevano disseminare il loro metodo scientifico e le loro idee – incluso le cosiddette « menzogne vere  » o « nobili menzogne », ideate per guidare le masse ancora incolte verso il Bene. La menzogna vera è così antitetica alla « menzogna a parole » o narrazione inegualitaria e di conseguenza a-scientifica e oscurantista. Perciò, non è raro trovare insegne pitagoriche tale il « pentacolo » nei sarcofagi di certi monaci, particolarmente i Benedettini così rispettati da Gioacchino da Fiore.

  1. La Trinità è il divenire secondo Gioacchino.

La trinità ufficiale era anche notata come « fede, speranza e carità. » e rispecchiava la Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 

Per Gioacchino, come più tardi per B. Croce, il « divenire » è l’essenziale. Per Gioacchino, il divenire è dialettico, cioè coinvolge lo Spirito e gli Uomini nel processo di « secolarizzazione dello Spiritò », processo che deve portare secondo Gioacchino alla « libertà », cioè all’emancipazione umana individuale e collettiva. 

Ho già esposto la dialettica di Gioacchino contro lo staticismo ufficiale quaternario di Pietro Lombardo. La logica di Gioacchino è una logica rigorosa, dialettica. Tra altro, Gioacchino rimprovera a Lombardo di confondere natura e genere. Similarmente, B. Croce scartava quello che lui chiamò le false categorie dualiste aristoteliche. La Trinità gioachimita prende dunque le forme dei sillogismi più rigorosi (la maggiore tramite la minore porta alla conclusione.)

Al livello spirituale il divenire gioachimita mette in moto il passato, il presente e il futuro nel processo di perfezione degli individui concepiti come soggetti storici sempre più responsabili di fronte alla propria coscienza – vedi questo sviluppo della personalità nella sua forma moderna tale che analizzato nella Autobiografia di Giambattista Vico – e concepiti come società o Res pubblica. 

Qui ancora lo Spirito, o coscienza umana, e la materia, incluso le istituzioni umane, vengono coniugate. Sparisce lo staticismo semplificato anche da Kant come nascita, vite e morte; questo perché l’individuo è un animale sociale cosciente di se stesso e coinvolto nella Storia. La quale secondo il pitagorico Socrate è anche storia del perfezionamento etico-politico. 

Paragonare dunque la Trinità delle Moire figlie di Ananke, nel Mito di Er panfilico dato da Platone come conclusione al suo discorso maggiore La Repubblica, con i tre cerchi trinitari di Gioacchino e con i suoi cicli concordanti. Il cerchio centrale di Gioacchino intercetta i due altri. La visione del Cosmo del mito socratico è quella di Pitagora, comprende i sette pianeti più il cielo « fisso» : 

« Il fuso ruotava sulle ginocchia di Ananke. Su ciascuno di suoi cerchi, in alto, si muoveva una Sirena, che emetteva una sola nota di un unico tono; ma da tutte otto risuonava una sola armonia.(34) Altre tre donne sedevano in cerchio a uguale

distanza, ciascuna sul proprio trono: erano le Moire figlie di Ananke, Lachesi, Cloto e Atropo, vestite di bianco e col capo cinto di bende; sull’armonia delle Sirene Lachesi cantava il passato, Cloto il presente, Atropo il futuro. Cloto con la mano destra toccava a intervalli il cerchio esterno del fuso e lo aiutava a girare, e lo stesso faceva Atropo toccando con la sinistra i cerchi interni; Lachesi accompagnava entrambi i movimenti ora con l’una ora con l’altra mano. Appena giunti, essi dovettero subito presentarsi a Lachesi. Per prima cosa un araldo li mise in fila, poi prese dalle ginocchia di Lachesi le

sorti e i modelli di vita, salì su un’alta tribuna e disse: “Proclama della vergine Lachesi, figlia di Ananke! Anime effimere, ecco l’inizio di un altro ciclo di vita mortale, preludio di nuova morte. Non sarà un demone a scegliere voi, ma sarete voi a scegliere il vostro demone.

Chi è stato sorteggiato per primo, per primo scelga la vita alla quale sarà necessariamente congiunto. La virtù non ha padrone, e ognuno ne avrà in misura maggiore o minore a seconda che la onori o la disprezzi. La responsabilità è di chi ha fatto la scelta; la divinità è incolpevole”. » in http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/PlatoneRepubblica.pdf

3) Il patronimico Fiore vs Jure Vetere.

La Stele romana di Badessa menziona:

« Questa lastra in arenaria, in origine verosimilmente di forma rettangolare, fu rinvenuta negli anni ’60 del secolo scorso a Cosenza, presso la Chiesa di S. Maria della Sanità nel quartiere di Portapiana e rimase inglobata per anni nelle mura di contenimento della vicina Via Badessa. Trasportata nel Museo negli anni ’90, è nota come « stele di Badessa »

(…)

Della defunta, donna libera (ingenua) o schiava affrancata (liberta) della famiglia (gens) Um(m)idia, attestata nel Lazio, in Campania e in Puglia, oltre al gentilizio, è indicato come Flori probabilmente il cognome (Fiore, da Flos), o quello del marito (da Florus) » in Città di Cosenza, Museo dei Brettii e degli Enotri, Guida al percorso espositivo, seconda edizione rivisitata e corretta, pp 78-79

Si tratta allora di verificare. Comunque sembra chiaro che Fiore è un patronimico antico mentre Jure Vetere è il nome dato da Gioacchino e da Raniero da Ponza alla località da loro scelta per fare rivivere la Legge Antica, cioè la scienza pitagorica necessaria per l’Età dello Spirito ovvero della libertà. Lo dimostra anche la sezione aurea del primo cenobio poi incendiato.

La mia tesi secondo la quale Gioacchino era uno dei più grandi pitagorici mi sembra ormai una evidenza. Ho già detto nel mio Pour Marx, contre le nihilisme che il tempo del segreto e delle narrazioni finisce con la scienza, se non altro perché la scienza – il dibattito scientifico – è un prerequisito della demo-crazia e più ancora della pianificazione socialista (vedi Loi de la valeur, reproduction et planification: Introduction, nella Sezione Livres-Books del mio sito www.la-commune-paraclet.com. Presto le traduzioni italiana e inglese saranno disponibili nella stessa Sezione.) 

4) Pitagora e la gematria dei falsari.

Ecco quello che si può leggere nel libro di Henriette Chardak già citato: « Per contare Pitagora utilizzava le lettere. (…) La differenza con il metodo egiziano: bastavano meno segni. Si può dire che Pitagora ha solo bisogno di due segni invece di quindici per le decine. Parte dal concetto dell’abaco decimale verso l’astrazione. » (pp 429,430; traduzione mia.)

Ripeto c’è da un lato la ricerca scientifica, con deontologia e metodo scientifici, e ci sono dal altro lato le narrazioni teocratiche, razziste e esclusiviste, in particolare quella di popolo esclusivamente eletto … Noi si può servire due maestri al stesso tempo … 

Per ripetere quello che ho già scritto altrove, il rabbino Scholem chiese sarcastico: si, la gematria, ma quale precisamente?

5) La Tavola XII del Liber figurarum e il tetramorfo.

La Tavola XII presenta in forma figurativa il Progetto di Nuovo Ordine di Gioacchino da Fiore. Non si tratta solo di un nuovo ordine monastico bensì di un progetto di riforma sociale completo. Fa piacere notare che la testata del giornale di Gramsci si chiamava pure Ordine Nuovo.

Nei miei testi su Gioacchino disponibili nella sezione Italia del sito www.la-commune-paraclet.com, ho già menzionato il video intitolato  « Le secret caché des pyramides d’Egypte révélé » cominciando a 1:32:04. Il link di questo interessantissimo video viene sempre occultato ma usando il titolo si trova sempre. E ne vale le pena purché si usi sempre dello spirito critico scientifico.

Qui il video attira l’attenzione sulla corrispondenza tra il tetramorfo egiziano antico e quello cristiano. Nella cosmologia antica egizia, mesopotamica e pitagorica, il tetramorfo rappresentava le quattro stelle di quattro costellazioni che sembrano rimanere in costante relazione tra loro. Ricorderete certamente Descartes: per fare senso di una superficie illimitata di deve attribuire un punto fisso in modo da organizzare lo spazio relativamente ad esso. Una grande parte delle ricerche di Giordano Bruno fu appunto – seguendo e approfondendo Gioacchino da Fiore – stabilire le concordanze tra i vari sistemi cosmologici antichi alla luce delle sue proprie conoscenze.

Il tetramorfo cristiano riferisce agli presunti autori dei 4 Vangeli. E il seguente: Aquila (Giovanni); Angelo (Matteo); Vitello (Luca); Leone (Marco); al centro c’è il Cristo. Riflette quello egiziano con due modifiche nominali senza importanza.

Il Progetto di Nuovo Ordine di Gioacchino da Fiore (vedi  la Tavola XII in https://it.wikipedia.org/wiki/Liber_Figurarum ) è composto da una navata centrale coronata con una croce greca che reinterpreta il tetramorfo cristiano tradizionale secondo la teoria della secolarizzazione dello Spirito, riflettendo certamente la Regola dell’Ordine florense ancora occultata. (Ho già detto che, visto il numero considerevole di conventi florensi, non è possibile che sia sparita. Il Vaticano non può rifiutare renderla pubblica. Siamo ormai nel XXI Secolo!)

Il risultato è il seguente: Al centro è l’Abate, simboleggiato dalla Colomba, simbolo dello Spirito. Cioè, il maestro o guida a cui tutte e tutti devono ubbidire, l’uomo spirituale per eccellenza ma eletto e anche lui sottomesso a lavoro fisico secondo la Regola benedettina – ora et labora – resa più rigorosa da Gioacchino. L’Aquila o conoscenza contemplativa viene attribuita a St. Giovanni Evangelista, autore di un Vangelo ma soprattutto da un Apocalisse pitagorico-cristiano. Nel linguaggio pitagorico il termine contemplativo rimanda allo studio dell’astronomia e del cosmos. All’Uomo o Angelo corrisponde St Paolo e rappresenta la conoscenza meditativa – la tropologica dei dottori. Al Leone corrisponde St. Pietro e gli Apostoli, dunque i Vecchi, cioè l’etica e la sapienza. Al Vitello corrisponde St. Stefano e i Martiri, cioè la conoscenza pratica, storica e il lavoro. St Stefano rimanda pure alla visione ecumenica di Gioacchino.

Si vede che il Cristo, anche lui grande maestro pitagorico-cristiano, viene ora sostituito con l’abate eletto, mentre il Nuovo Testamento viene modificato secondo la secolarizzazione dello Spirito. Cioè, Jure Vetere annunciava il superamento dell’Età del Figlio, la quale corrispondeva ad un bisogno pedagogico di intermediazione non più necessario quando lo Spirito illumina potenzialmente tutte e tutti, secondo il loro percorso intellettuale raffigurato dalla Tavola XII. L’Ordine di Gioacchino come la Scuola di Pitagora o l’Accademia di Platone era aperta alle donne. Nel Nuovo Ordine ugualitario ogni forma di intelligenza ha pari dignità ma ovviamente funzioni diverse.

Sotto il tetramorfo di  Gioacchino sono disposti due altri reparti: il primo, dedicato a St. Giovanni Battista, è riservato ai sacerdoti ed ai preti. Il secondo, sotto il patrocino di St. Abramo, è dedicato ai patriarchi, cioè, in effetti, ai laici e coniugati anche loro parte essenziale del Nuovo Ordine. Si tratta dunque di una profonda riforma sociale, intellettuale e etico-politica. Nella sua Città del Sole, Tommaso Campanella tenterà di riformulare questo progetto ispirandosi ai scritti arabi, anche loro influenzati dall’antichissima sapienza egizia, in particolare quella derivata da Eliopoli.

In toto, vi sono 7 reparti che corrispondono ai sette sigilli dell’Apocalisse di St. Giovanni Evangelista, ai sette « anni » della Città di Dio di St. Agostino, e più particolarmente ai sette pianeti pitagorici (ai quali si aggiungeva un cerchio ulteriore, quello dei « fissi » cioè le costellazioni con il loro Tetramorfo.)

Nel leggere e comprendere Gioacchino bisogna sempre ricordare che usa la forma pitagorica-socratica della « menzogna vera », cioè della narrazione didattica a fine pedagogico. Perciò, la sua simbolica è necessariamente sincretica perché vuole modificare le istituzioni esistenti dall’interno, ma il senso vero rimane squisitamente scientifico. 

Perciò alla Tavola XII vengono associate le cinque forme di intelligenza essenziali – nel suo Tetramorfo – e le sette forme di intelligenze storiche. In altre parole, il Nuovo Ordine di Gioacchino mette in atto un percorso formativo. Non si tratta più di un percorso di iniziazione a conoscenze segrete riservate agli soli iniziati, ma di un percorso di formazione educativo aperto a tutte e tutti. Kant parlerà di ragione pura e di ragione pratica. (Ho rimandato nei miei altri testi su Gioacchino allo sforzo educativo di Raimondo Lullo ed al mio saggio intitolato « Dioscures » riassunto in parte in « Spoliation » nel mio Pour Marx, contre le nihilisme, Sezione Livres-Books del sito www.la-commune-paraclet.com )

Ecco cosa scrive Ernesto Buonaiuti nel suo Gioacchino da Fiore: i tempi-la vita-il messaggio. (1931): « E ancora altrove: « Esistono cinque intelligenze generali e sette spirituali. Le cinque sono: la storica (somiglianza di una cosa visibile con una invisibile); la morale (somiglianza parziale di una cosa visibile con una cosa invisibile); la tropologica (appartenente alla dottrina); la contemplativa (appartenete ai doni dello Spirito Santo); la anagogica (appartenente alla superna patria.) Le sette intelligenze tipiche si riferiscono invece alle varie condizioni e ai successivi stati del mondo. »

In breve, sarebbe pure tempo di confrontare Gioacchino in spirito gioachimita autentico, cioè in modo scientifico! La scienza non è per iniziati, non vive di segreto, vive di dibattiti aperti e pubblici, condotti secondo la deontologia scientifica. Il tempo dell’esclusivismo, sopratutto quello dell’esclusivismo teocratico inegualitario è finito – o dovrebbe essere finito – con la Seconda Guerra Mondiale e la stesura della Carta Universale dei Diritti fondamentali Individuali e Sociali. Le battaglie di retroguardia non possono finire bene ( « una volta ancora » direbbe Nietzsche nel suo rovesciamento reazionario dei « ricorsi » storici vichiani.) 

6) Le Età di Vico e quelle di Gioacchino.

Prima di Marx, i più grandi continuatori del metodo e del pensiero di Gioacchino furono Giordano Bruno e Vico.

Ecco il riassunto delle Età di Vico:

«  I corsi storici. Secondo Vico il metodo storico dovrà procedere attraverso l’analisi delle lingue dei popoli antichi poiché i parlari volgari debbono essere i testimoni più gravi degli antichi costumi de’ popoli che si celebrarono nel tempo ch’essi si formarono le lingue», e quindi tramite lo studio del diritto, che è alla base dello sviluppo storico delle nazioni civili.

Questo metodo ha fatto identificare nella storia una legge fondamentale del suo sviluppo che avviene evolvendosi in tre età:

Per l’importanza del pensiero di Vico per Marx, vedi Paul Lafargue in www.marxists.org .

Ho già spiegato che tutti gli esclusivisti creano narrazioni a-scientifiche per bloccare il camino della Scienza. Vi ricorderete che quest’attitudine, diciamo singolare, proviene direttamente dal Vecchio Testamento. Come ammesso da Leibniz stesso, il quale praticava il metodo contro i suoi avversari – es. la sua Monadologia ideata contro Bruno e contro Spinoza -, si procede rovesciando le teorie scientifiche, sopratutto quando appoggiano l’uguaglianza umana. 

Ho dimostrato che Freud, come pure Nietzsche e Heidegger, tentò senza successo operare tali rovesciamenti. Freud ha falsificato tutto, anche le cartelle cliniche, è un tipico ciarlatano; non ha guarito nessuno causando invece molto disagio ai suoi pazienti ed alla società – vedi la mia teoria della psicoanalisi marxista nel mio Livre II, sezione Livres-Books del sito www.la-commune-paraclet.com. Freud, ad esempio, prende quasi tutti i suoi miti da Vico – la Orda primitiva, la Onta-Paura ecc. Pero, lo fa tentando di rovesciare il divenire storico in un staticismo psicologico nietzschiano-rabbinico mirato a subordinare l’Umanità al status quo reinterpretato da lui. Come Zevi – vedi Scholem – Freud voleva essere sultano al posto del sultano, la sua psicoanalisi volendo sostituirsi alla confessione cristiana particolarmente quella dei gesuiti finalizzata, specialmente dopo il Concilio di Trento, al mantenimento del ordine stabilito, degli suoi Apparati di Stato, delle sue forze armate e dei suoi servizi. 

In fondo, Freud manteneva verso Nietzsche la stessa attitudine di Rosenberg – oggi si tenta di riabilitare Nietzsche con la scusa che la sua « razza » dominante sarebbe emersa dal connubio del Junker Prussiano con Ebree!!! Bella roba! Così si spiega la rottura con Young ed altri, Young essendo più « ariano » e così poco vittima dell’inganno immaginato da Freud per imporre la sua macchinazione ai Gentili nominando un Gentile mentalmente subordinato alla testa della sua Società psicanalitica. … (Su Freud vedi il mio Contra-pitre nella sezione Italia del sito www.la-commune-paraclet.com; per Nietzsche e Heidegger vedi la sezione Livres-Books del stesso sito.) 

Paolo De Marco

Copyright La Commune Inc., 24 agosto 2016

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