Commenti disabilitati su PER CONTRASTARE IL TERRORISMO DI STATO ITALIANO MI SERVE UN AVVOCATO D’UFFICIO DI FIDUCIA, 26 Luglio 2020.

Sin dal 27 marzo 2020 non riesco a trovare un avvocato disposto a rispondermi oppure a prendersi carico della mia difesa. In due casi, scartando le prove e i fatti del caso, si cercò di riscrivere le mie denunce per proteggere i colpevoli da me denunciati. Nessuna organizzazione di sinistra – partiti, partitini incluso quelli cosiddetti « marxisti », sindacati, organizzazione varie, in particolare quelle che pretendono difendere i diritti umani, persone che credevo conoscere ecc. – ha sentito il dovere costituzionale di rispondermi. Di più, a dire vero senza grande sorpresa nell’Italia contemporanea nuovamente filo-semitica nietzschiana, nessuna sede della ANPI ha degnato rispondermi. Nemmeno una riga. Questo è il segno più patente del degrado etico-politico trasversale nel quale sprofonda la nostra Repubblica, nata dalla Resistenza, in cammino verso una rovina socio-economica e culturale irreversibile.

Lo Stato ha il dovere di proteggere i suoi cittadini nel rispetto dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. Io, Paolo De Marco, non ho mai commesso nessuno reato in nessuna nazione. Il mio dovere di critica sociale fa parte degli attributi della mia professione e può solo essere contrastato nel rispetto della deontologia scientifica, riconoscendomi il diritto di replica. Nessuno cittadini può essere accusato e sottoposto al terrorismo di Stato senza la minima ragione legalmente formulata, o con diagnosi fabbricati per fare depistaggio, in un contesto nel quale gli viene negato il sacro diritto alla difesa. Scrive l’Onorevole Sapia « : « È evidente, nel merito, che tertium non datur: o una commissione l’ha esaminato secondo le procedure previste, oppure De Marco è vittima di abusi. ». – DOC H.

Il governo, cioè il Presidente del Consiglio assieme ai ministri della Difesa, dell’Interno, della Giustizia e della Salute, contattati di nuovo il 17 e 19 luglio 2020, hanno scelto come al solito di non rispondere. L’Ordine dei medici di Cosenza, contattato di nuovo il 17 luglio 2020, non mi ha risposto, probabilmente perché crede di potere fare giocare la prescrizione con la complicità generale, il che costituirebbe un crimine in se. Tutto questo non fa onore alla Repubblica italiana.

Per fare depistaggio in modo da permettere la violazione continua del mio domicilio in mia assenza, nel più puro stile poliziesco-mafioso, dunque senza nessuna autorizzazione di nessuna commissione medica, fu inventata una improbabile diagnosi di paranoia. Le violazioni erano e sono tutt’ora seguite dall’alterazione del mio cibo e delle mie bevande in modo da indurre un debilitante « boiling body effect »; fin a poco fa i criminali intrusi cercavano di intimidirmi macchiando le mie tovaglie da bagno di pittura rossa … in Calabria …! Sono così confrontato a dei criminali incompetenti e patologici che il professore Ph. Zimbardo condannerebbe senza esitazione. Conosciamo tutti gli effetti di degenerazione psicologica prodotti dal sentimento di impunità istituzionale. Personalmente sono convinto che non esiste nessuna impunità.

Ecco il breve riassunto dei fatti. Lo strano e criminale comandante dei carabinieri Pantano fece inserire illegalmente e a mia insaputa una diagnosi di paranoia nelle mie cartelle mediche dopo l’incontro da me richiesto il 30 novembre 2015, pero non fa analizzare le prove che dovette sequestrare alla fine di quello incontro, dato le mie insistenze. La strana magistratura di Cosenza archivia le mie denunce nominative abusivamente come denunce contro ignoti e lo fa senza la minima indagine in situ e senza nemmeno analizzare le prove sequestrate dai carabinieri di San Giovanni in Fiore (CS). (Doc 8) La stessa strana magistratura di Cosenza archivia pure la mia denuncia dell’Ordine dei medici per la sua mancata risposta .(Doc 4) Per parte sua, sin dal mese di settembre 2017, l’Ordine dei medici di Cosenza non risponde alla mia denuncia per la criminale e illegale diagnosi malgrado vari interventi di un funzionario del ministero della Salute. (ad es., Doc 5.d)

Secondo il giornale locale, il Corriere della Sila – ottobre 2013 -, San Giovanni in Fiore, paese isolato in Sila, è diventato un hub del traffico di droga, un « Crocevia di droga e di loschi affari! » secondo il titolo di questo mensile, una Città nella quale, per quello che mi dicono, il pizzo, cioè il racketing, è una cosa assai diffusa. Spesso i lavoratori vengono pagati un salario effettivo inferiore al loro salario nominale sul quale pagano poi l’Irpef. Un tale controllo del territorio non può imporsi senza complicità istituzionale. Dalla mia esperienza personale, sembra ovvio che se un comandante dei carabinieri, tale il vile e criminale Pantano, minaccia chi fa denuncia e li fa pure abusivamente passare per paranoidi, secondo un metodo mafioso ben rodato, la legalità non prevalerà mai nelle nostre martoriate terre. Sopratutto se poi un incompetente magistrato come il relativamente giovane Cozzolino archivia erroneamente e abusivamente le eventuali denunce senza la minima indagine … Tutto questo è intollerabile. Il rispetto dovuto alle istituzioni non si estende automaticamente ai loro titolari. La Giustizia è uguale per tutti.

L’Articolo 14 della Costituzione recita « Il domicilio è inviolabile ». Il domicilio è un luogo protetto nel quale nessuno si aspetta ad assere confrontato ad un sistema di sorveglianza e di allarme reso inutile dai servizi di sicurezza, a cibo e bevande alterate e ad atti di intimidazione poliziesca-mafiosa come le tovaglie macchiate. Chiedo a tutte.i fare l’esperienza mentale seguente: immaginate essere sottoposto per ormai oltre 7 anni a tale infame trattamento da parte delle istituzioni complici e con la miserabile strumentalizzazione di certi vicini di casa, anche loro vittime anche se compiacenti. Viene allora di chiedere: Quali erano gli obbiettivi ricercati da questi mostri patologici che avrebbero forse potuto imparare qualcosa in materia di psicologia leggendo i miei scritti. Di fatti, visto l’incompetenza e la propensione criminosa del Dr. Curcio dimostrate nel mio caso, andrebbe pure chiesto quanto altre famiglie ha già distrutto. I danni esemplari da me richiesti devono tenere conto di tutto questo, perché se è vero che questi mostri incompetenti non sono riusciti a farmi perdere la calma, e pure vero che hanno distrutto sistematicamente e con patologico disegno la mia vita professionale e sociale, assieme alla mia privacy.

L’intera vicenda è esposta nei documenti forniti qui sotto.

Se rimane un avvocato degno della professione in Italia che non sia suscettibile di accusare la vittima come me per coprire i colpevoli, in questo caso gli incompetenti e codardi servizi di sicurezza italiani messi a-costituzionalmente agli ordini di servizi esteri ancora più sviati e patologici di loro, lo prego contattarmi, fornendomi una indicazione della strategia da seguire e un preventivo. Sono convinto che la complicità istituzionale – e la paura ormai insidiosa ma sistematica in Italia e sopratutto nel Meridione – impone di trasferire i miei appelli in un tribunale fuori della Calabria. Ecco la mia email: [email protected].

Il mio caso è un caso emblematico, non è solo un caso personale: mette in causa la violazione frontale di tutti i diritti fondamentali dei cittadini, incluso il sacro diritto alla difesa costituzionalmente garantita, una violazione aggravata da un tentativo poliziesco-mafioso di delegittimare la vittima, malgrado avesse una riputazione fin qui immacolata e molto più educazione personale e accademica di questi aguzzini di seconda classe. Andrebbe dunque trattato come un caso esemplare per il bene delle libertà costituzionali nella nostra Repubblica.

Inizialmente, anche per questione di possibilità, vorrei concentrarmi sulla mia denuncia contro il criminale e incompetenti Dr. Curcio presso l’Ordine dei medici di Cosenza, denuncia fin qui illegalmente senza risposta. L’Ordine non ha nessuno diritto di non dare risposta, negando il mio diritto alla difesa, e di non applicare le misure dovute per deontologia. Gli altri documenti sono forniti qui a titolo indicativo.

Indice dei documenti

(I verbali dei carabinieri saranno resi disponibili su domanda. Si può utilizzare la funzione « Ricercare » per andare al documento desiderato.)

Primo caso : denuncia all’Ordine dei medici di Cosenza.

  • Pec al Presidente del Consiglio ed ai ministri della Difesa, dell’Interno, della Giustizia e della Salute, del 17-19 luglio 2020.
  • PEC del 17 luglio 2020 all’Ordine dei medici per sollecitare una risposta.
  • Breve riassunto dei fatti
  • DOC 1. Denuncia per la radiazione immediata del Dr. F. Curcio dell’Ordine dei Medici e il ristabilimento intempestivo della mia riputazione. 25-09-2017
  • DOC 2. Denuncia contro il reparto di deontologia dell’Ordine dei Medici di Cosenza e contro il Presidente dell’Ordine, il Dr. Corcioni. 17 nov. 2018
  • DOC 3. Supplemento alla mia « Denuncia contro il reparto di deontologia dell’Ordine dei Medici di Cosenza e contro il Presidente dell’Ordine, il Dr. Corcioni » 24 sett. 2019
  • DOC 4. Comunicazione di iscrizione parte offesa 27-02-2020
  • DOC 5 .a. Ministero della salute 11 maggio 2018 Documento_Principale_0025477-11_05_2018-DGPROF-MDS-P
  • DOC 5 .b. Documento_Principale_0046059-27_09_2018-DGPROF-MDS-P
  • DOC 5 .c. Documento_Principale_0031044-13_06_2019-DGPROF-MDS-P RINALDI 13-06-2019
  • DOC 5 .d Documento_Principale_0044041-17_09_2018-DGPROF-MDS-P (Da C Rinaldi)
  • DOC D c.2 Verbale di sequestro penale del 4-07-2017 (Doc D c2 = Verbale di sequestro penale del 4-7-2017. )

Secondo caso: la mia denuncia nominativa contro tre noti, in particolare contro il criminale comandante Pantano e il suo criminale e incompetente acolite Dr. Curcio.

Nota: Per questa denuncia formulata man mano che ottenevo i documenti pertinenti – ad es., con l’accesso agli atti – bisognerà riformulare in modo sintetico per fare risalire l’aspetto centrale, cioè la fabbricazione stessa e le minacce del Comandante Pantano a mio riguardo durante quello incontro da me richiesto ma poi trasformato in una vile trappola contro di me con la complicità del criminale dr. Curcio. Aggiungo che se il Comandate mi avesse informato della presenza non autorizzata del Curcio, io sarei andato con un avvocato e tutto finiva lì.

  • DOC 6 a. Esposto del professor Paolo De Marco su gravi e reiterate violazioni di domicilio, 17 -05-2017
  • DOC 6 b. AGGIORNAMENTO alla denuncia ai Carabinieri di SGF del 17-05-2017. Luglio 2017
  • DOC 6 c Secondo supplemento alla mia denuncia del 17-05-2017 relativo alla mia domanda di accesso agli atti. 7 agosto 2017
  • DOC 6 d. La 3e Integrazione alla denuncia del 17-05-2017 del 22 agosto 2017. Chiarimenti sul ruolo criminale svolto dal Dr. F. Curcio assieme al Comandante Pantano.
  • DOC 6 e. Esposto su nuove violazioni del mio domicilio, con riferimento alla mia denuncia del 17-05-2017 ed ai suoi supplementi. 17 aprile 2018
  • DOC 6 f. Esposto sulle pratiche per il rilascio del Nulla osta per il possesso del antico moschetto del mio defunto padre. Con riferimento al esposto del 17 aprile 2018. 20 aprile 2018
  • DOC 7. Allegato I = img20180903_09505998 Risposta di Cozzolino 03-09-2018
  • DOC 8. Risposta alla sua del 3 settembre 2018. Al Dr. Cozzolino, in persona. 10 settembre 2018
  • DOC 9. Tre PEC al Procuratore Dr Cozzolino.
  • DOC D c.2 Verbale di sequestro penale del 4-07-2017 (Doc D c2 = Verbale di sequestro penale del 4-7-2017. )

Documenti essenziali:

  • DOC D c.2 Verbale di sequestro penale del 4-07-2020 (Doc D c2 = Verbale di sequestro penale del 4-7-2017.
  • DOC E Diagnosi illegale e criminale del dr. Curcio
  • DOC F Avviso negativo della dott.ssa Nicotera sul nulla osta
  • DOC G CAM12308 Foto presa il 02-02-2017
  • DOC H Nota Deputato Sapia su vicenda Professor De Marco
  • DOC I Verbale di consegna del vecchio moschetto 17 aprile 2018
  • DOC J Risultato delle analisi di laboratorio per il nulla osta 27 aprile 2018

XXX

Pec al Presidente del Consiglio ed ai ministri della Difesa, dell’Interno, della Giustizia e della Salute, del 17-19 luglio 2020.

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Italia

Data: 17 luglio 2020.

Oggetto: L’Ordine dei medici di Cosenza e la tutela dei miei diritti costituzionali fondamentali.

Egregio Sig. …,

Con la complicità fin qui muro a muro di tutte le istituzioni, incluso la magistratura, sono vittima da oltre 6 anni di quello che si può solo caratterizzare come « terrorismo di Stato ». Per fare depistaggio in modo da coprire una operazione tanto incompetente quanto mostruosamente disumana, che avrebbe inorridito per fine Ph. Zimbardo, fu fabbricato illegalmente una diagnosi di paranoia contro di me. Questo crimine avvenne senza nessuna autorizzazione preliminare di nessuna Commissione medica. Scrive l’Onorevole Sapia « : « È evidente, nel merito, che tertium non datur: o una commissione l’ha esaminato secondo le procedure previste, oppure De Marco è vittima di abusi. ». – DOC H.

L’evidenza dei fatti e delle prove, incluso quelle sequestrate dai carabinieri e mai analizzate dalla magistratura, è accecante. Dal oltre 6 anni, con l’ovvio coinvolgimento dei servizi di sicurezza italiani, si viola il mio domicilio durante le mie assenze malgrado due telecamere di sorveglianza e un sistema di allarme, si altera il mio cibo e le mie bevande per causare un debilitante « boiling body effect », e, per colmo, con metodi volgarmente polizieschi-mafiosi … in Calabria! … si procedeva ad intimidirmi macchiando le mie tovaglie da bagno con della pittura rossa. Infine, per fare depistaggio e permettere la continuazione di questa mostruosa operazione di totale disumanizzazione, il Comandante Pantano e il suo accolite dr. Curcio fabbricarono una diagnosi di paranoia.

Prova del degrado etico-politico senza precedente della nostra Repubblica, né l’Ordine dei medici – DOC 1 – né la magistratura – DOC 4 – hanno preso la minima iniziativa per ristabilire la mia riputazione. Niente di dovuto fu fatto per cancellare questa illegale e criminale diagnosi dal mio fascicolo medico e per fermare questa innominabile operazione di destabilizzazione e di disumanizzazione. Non solo l’Ordine dei medici con il suo Ufficio di Deontologia non hanno preso le dovute misure per ristabilire la mia riputazione ma, in modo altamente reprensibile in uno Stato di diritto, non rispondono né a me né alle numerose ma vane richieste del ministero della Salute. – ad es., DOC 5.d.

Faccio umilmente notare che la nostra Costituzione non permette di imporre un tale trattamento a nessuno cittadino, indipendentemente dallo suo stato di salute. Faccio umilmente notare che se io, Professore Paolo De Marco, cittadino italiano e con contributi scientifici di primissimo piano e con una riputazione fin qui immacolata, non ero dotato di una personalità cosi stabile e di una seria formazione accademica, una tale operazione, mostruosamente condotta per tanti anni, avrebbe già prodotto delle tragedie. Aggiungo che, con la complicità dello Stato italiano in-costituzionalmente sotto influenza straniera, mi sembra proprio questo il risultato che gli incompetenti e criminali ideatori di questa operazione cercavano. E patologia criminale loro, ma si tratta di una patologia, aggravata dal senso di impunità, che non ha nessun posto nel nostro ordinamento costituzionale repubblicano, in una Repubblica nata dalla Resistenza.

Sottolineò di nuovo che non ci fu mai nessuna commissione medica ad autorizzare nessuna diagnosi nei miei confronti, né in Italia, né in nessuno altro Paese al mondo. Sottolineò che, come ogni altro cittadino italiano, io posso pretendere ed esigere il rispetto di tutti i miei diritti costituzionali, inclusi: la non inviolabilità del mio domicilio e della mia privacy e la sicurezza della mia persona.

Alla fine la Ragione e la decenza umana e democratica devono prevalere. Di conseguenza La prego, assieme al governo tutto ed in particolare al ministero della Difesa, di prendervi le vostre responsabilità, in modo :

1 ) Di fermare subito questa vile operazione di destabilizzazione e di disumanizzazione e di punire i colpevoli in modo esemplare.

2 ) Di mettere fine d’urgenza alla negazione dei miei diritti, incluso il mio diritto alla difesa e al dovuto processo.

3 ) Di ristabilire intempestivamente la mia riputazione togliendo l’illegale diagnosi dei criminali Pantano e Curcio dalle mie cartelle mediche, pagandomi i dovuti danni morali, professionali e materiali.

Nell’attesa di una sua rapida risposta,

Cordiali saluti,

Prof. Paolo De Marco

XXX

PEC del 17 luglio 2020 all’Ordine dei medici per sollecitare una risposta.

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Italia

Data: 17 luglio 2020

 

Oggetto: La mia « Denuncia per la radiazione immediata del Dr. F. Curcio dell’Ordine dei Medici e il ristabilimento intempestivo della mia riputazione » del 25 settembre 2017. Sesta richiesta

 

Dr. Milano Carmelo (Vice Presidente)

Dr.ssa Mollica Agata (Segretario)

Ordine Provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Cosenza e Provincia (OMCeOCS)

UFFICIO DEONTOLOGIA

Via Suor Elena Aiello, Palazzo Lucchetta S.n.c.

87100 – Cosenza –

Italia

[email protected]

 

Gentile Dr.ssa Mollica Agata,

Egregio Dr.Milano Carmelo,

Loro capiranno che trattandosi di diritti fondamentali l’insistenza non è mancanza di cortesia ma un atto dovuto. La pronte e leale riposta delle istituzioni e dei loro responsabili lo è similmente e certamente di più. Perciò, mi trovo nell’obbligo di scrivere questo nuovo sollecito per ottenere la dovuta risposta alla mia « Denuncia per la radiazione immediata del Dr. F. Curcio dell’Ordine dei Medici e il ristabilimento intempestivo della mia riputazione » del 25 settembre 2017. (Allegato DOC 1)

Sottolineo i numerosi interventi del ministero della salute in riguardo, anche loro lasciati senza effetti come evidenziato dal DOC 5.d qui allegato. Nelle loro azioni, le istituzioni non possono impedire, coscientemente o meno, l’accesso alla giustizia e la difesa dei diritti fondamentali dei cittadini.

In attesa di una pronta risposta,

Cordiali saluti,

Paolo De Marco

XXX

BREVE RIASSUNTO DEI FATTI

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Oggetto: Riassunto dei due casi centrati specificamente a ) sul rifiuto dell’Ordine dei medici di Cosenza di prendere le dovute misure per ristabilire la mia riputazione visto l’illegalità della diagnosi medica; e b ) sulla fabbricazione illegale di una diagnosi medica mirata a fare depistaggio in modo da perpetrare la violazione del mio domicilio in piena impunità. Per questa denuncia formulata man mano che ottenevo i documenti pertinenti – ad es., con l’accesso agli atti – bisognerà riformulare in modo sintetico per fare risalire la fabbricazione stessa e le minacce del Comandante Pantano a mio riguardo durante quello incontro da me richiesto ma poi trasformato in una vile trappola contro di me con la complicità del criminale dr. Curcio. Aggiungo che se il Comandate mi avesse informato della presenza non autorizzata del Curcio, io sarei andato con un avvocato e tutto finiva lì.

La prova di questa fabbricazione non è in questione dato che nessuna commissione medica ha mai autorizzato una perizia al mio riguardo in nessuna nazione e in nessuna epoca. Per riprendere la frase dell’Onorevole Sapia « : « È evidente, nel merito, che tertium non datur: o una commissione l’ha esaminato secondo le procedure previste, oppure De Marco è vittima di abusi. ». (Allegato DOC H ) Tutto il resto è ancillare o meglio subordinato nelle mie denunce.

BREVE RIASSUNTO DEI FATTI

1 ) Son un cittadino italiano nato in Italia a San Giovanni in Fiore (CS), in appresso SGF, il 17-09-1953. Ho la doppia cittadinanza italiana e canadese.

2 ) In giungo 2013 mi sono rimpatriato nella casa dei miei antenati indicata all’indirizzo menzionato qui sopra. Sin dal mese di giugno 2013 sono in possesso della carta di identità italiano e il mio passaporto italiano fu emesso il 06 luglio 2013.

3 ) La violazione del mio domicilio, l’alterazione delle mie bevande e del mio cibo per causare un « boiling body effect » assieme agli atti di intimidazione consistenti nel macchiare le mie tovaglie da bagno di pittura rossa iniziarono sin dal mio rimpatrio.

4 ) Il 8 maggio 2015, essendo uscito per solo 10 minuti, al mio ritorno vidi il mio giovane vicino Pasquale Oliverio uscire da casa mia.

5 ) Il 24 novembre 2015 presentò una prima denuncia alla Caserma dei Carabinieri di SGF sulla base delle azioni riassunte ai punti 3 e 4 qui sopra ma la trascrizione risultò contro ignoti. Fu archiviata senza che io sia mai stato avvertito.

6 ) Il 30 novembre 2015. Come le violazioni continuavano malgrado le mie denunce, chiesi io stesso un incontro al Comandante dei Carabinieri di SGF Pantano. A questo incontro, senza che io sia stato avvertito della sua presenza e senza nessuna autorizzazione da una apposita Commissione, il Comandante Pantano mi fece trovare una persona che io non avevo mai visto prima. Seppi dopo che era il Dr. Curcio. Dopo avere presentato un breve riassunto dei fatti relative alle violazioni continue del mio domicilio, chiesi al Comandante perché la giustizia non interveniva. Questi senza rispondermi si girò verso il Curzio che sentenziò: « È angosciato, ci vuole una pillola, ci vuole una pillola ». Io dissi allora al Curcio che non lo conoscevo, che non sapeva cosa faceva a questo incontro chiesto da me al Comandante e di conseguenza gli chiesi con dovuta fermezza di non interferire. Alla fine di quello incontro, dopo le mie ripetute richieste, il Pantano accetto di prendere come prove una tovaglia macchiata e quello che rimaneva della bottiglia di Vecchia Romagna alterata. Prima di andare gli chiesi di essere informato dell’esito delle indagini.

7 ) 7 aprile 2017. Dato che le violazioni continuavano, riuscì con l’aiuto di un giovane giornalista di SGF, Emiliano Morrone, ad ottenere un incontro in Prefettura, in presenza dello stesso signore Morrone. A quello incontro la Prefettura mi concesse la protezione dello Stato. Ma, come evidenziato dagli ulteriori eventi, questo non cambio niente alla mia continua persecuzione – violazioni, alterazione del cibo e delle bevande, tovaglie macchiate, in tutta impunità. Uscendo da quello incontro il Sig. Morrone mi consiglio di richiedere l’accesso agli Atti della Agenzia sanitaria, cosa alla quale io non avrei mai pensato.

8 ) Il 17 maggio 2017, in seguito all’incontro alla Prefettura, feci una nuova denuncia questa volta precisamente nominativa contro il mio giovane vicino Pasquale Oliverio, il Comandante Pantano e il Dr Curcio. Questo esposto presentato al Comando dei Carabinieri prevedeva una integrazione per prendere in conto il contenuto della richiesta di accesso agli Atti. Risulto che il Curcio aveva fabbricato una falsa diagnosi di « paranoia delirante » ovviamente mirata per fare depistaggio. Ci fu un totale di 5 integrazioni al mio esposto nominativo, l’ultima risalente al 20 aprile 2018.

9 ) 3 settembre 2018. Il magistrato Cozzolino archiviò falsamente la mia denuncia del 17 maggio 2017 archiviandola come denuncia contro ignoti. In seguito, rifiutò ogni mia richiesta per un incontro – in quando rappresentante di me stesso – e non rispose mai alla mie PEC dove segnalavo l’inesplicabile errore e dove facevo appello della sua incomprensibile decisione.

10 ) 25 settembre 2017. Denuncia all’Ordine dei Medici di Cosenza per richiedere la radiazione del Dr. Curcio per violazione grave alla deontologia e per diffamazione ai miei riguardi mirata a fare depistaggio in modo da potere continuare a perpetrare in totale impunità i crimini contro di me menzionati al punto 3.

11 ) Non ricevendo risposta dall’Ordine dei Medici di Cosenza scrissi vari appelli al Ministero della Salute. Malgrado il ripetuto intervento della Dottoressa Rinaldi, a questo giorno non ho mai ricevuto una minima risposta né dall’Ordine dei Medici né dal suo presidente il Dr. Corcioni.

12 ) 14 novembre 2018, per tutelare i miei diritti, fui costretto di porre una Denuncia contro il Reparto di deontologia dell’Ordine dei Medici di Cosenza e contro il suo presidente Dr. Corcioni.

Il 24 settembre 2019 aggiunsi un « Supplemento alla mia « Denuncia contro il reparto di deontologia dell’Ordine dei Medici di Cosenza e contro il Presidente dell’Ordine, il Dr. Corcioni » con riferimento alla negazione ingiustificata del Nulla osta per il possesso del antico moschetto del mio defunto padre che risale all’epoca di Napoleone. »

Per il contesto: Avendo trovato questo vecchio moschetto storico non più funzionale negli attrezzi del mio defunto padre, andò subito ad avvertire i Carabinieri che mi consigliarono di fare la domanda per il Nulla osta. Dato, la fraudolente e criminale diagnosi del Dr. Curcio, e ovviamente senza minimamente tenere contro delle mie risposte al test effettuato per ottenere il Nulla Osta, la Dottoressa Nicotera me lo negò, allegando anche nelle sue strane motivazioni una « rabbia sociale ». A SGF sono conosciuto per la mia attitudine « pacifica, civile e costruttiva »!!! Rimane che oltre al furto de facto del artefatto storico, l’avviso di Nicotera dimostra gli effetti disastrosi della criminale diagnosi di Crucio sulla vita di una persona per bene come me, una persona fin qui con una riputazione immacolata.

13 ) Il 3 marzo 2020 ritornando al Tribunale di Cosenza mi fu rilasciato un documento « Comunicazione di iscrizione parte offesa » – ref 2521/19-45 – nel quale si scrive « Non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazioni ». Il documento porta la data del 27 febbraio 2020. Purtroppo quando sono andato il 25 febbraio 2020 per fare una richiesta 335 non avevano niente da comunicarmi.

Il 3 marzo 2020 chiesi le copie del fascicolo che non erano pronti. Dopo di che ci fu il confinamento.

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DOC 1. Denuncia per la radiazione immediata del Dr. F. Curcio dell’Ordine dei Medici e il ristabilimento intempestivo della mia riputazione. 25-09-2017

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Italia

Data: 25 settembre 2017

Oggetto: Denuncia per la radiazione immediata del Dr. F. Curcio dell’Ordine dei Medici e il ristabilimento intempestivo della mia riputazione.

Ordine Provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Cosenza e Provincia (OMCeOCS)

Via Suor Elena Aiello, Palazzo Lucchetta S.n.c.

87100 – Cosenza –

Italia

 

A chi di dovere,

Chiedo la radiazione immediata dalla FNOMCeO del Dr. Francesco Curcio del Centro di Igiene Mentale di San Giovanni in Fiore (CS) per la sua gravissima mancanza criminale alla deontologia, e per le sue accuse menzognere e diffamatorie a mio riguardo. Queste furono tutte mirate in complicità con il criminale Comandante dei Carabinieri Pantano ad un tentativo di cover up. Noto che la mia richiesta di Accesso agli Atti presentata il 13 luglio 2017 fu disattesa oltre i 30 giorni legali. La copia degli Atti mi fu finalmente consegnata il 17 agosto 2017 solo dopo altri interventi personali e per via email.

Questo signore Curcio, senza avermi mai incontrato prima, si è permesso, in complicità con l’ex-comandante dei Carabinieri di San Giovanni in Fiore, Pantano, di formulare una diagnosi di tendenze paranoide al mio riguardo. Lo fece solo per creare un pretesto per l’archiviazione dell’inchiesta relativa alle violazioni ripetute del mio domicilio – durante quasi tutte le mie assenze – ed altri crimini collegati a queste violazioni. Tra questi il sostenuto e impietoso tentativo di intimidazione di stampo mafioso-poliziesco – in Calabria ! – con tovaglie da bagno macchiate di pittura rossa, alterazione del cibo e delle bevande per produrre il cosiddetto « boiling body effect », il rifiuto di mandare le pattuglie di carabinieri per procedere alle dovute indagini in loco, le minacce proferite contro di me se porgevo altre denunce, ecc. La prova patente dei crimini di questo signore Curcio e dei suoi accoliti sta nel fatto che l’inchiesta è stata rilanciata il 17 maggio 2017 ed è ora in corso, anche se sembra che la Magistratura ed i Carabinieri cercano ancora di occultare tutte le mie denunce iniziali. ( Vedi l’elenco qui sotto)

Questo gravissimo crimine diffamatorio del Curcio avvenne il 30 novembre 2015 durante un incontro da me richiesto al Comandante Pantano per capire perché, dopo tutte le mie denunce, le violazioni del mio domicilio continuavano in tutta impunità. Invece di fornire le dovute spiegazioni, il criminale Pantano immaginò un stratagemma indegno: mi fece trovare il Curcio nel suo ufficio. Dopo avermi ascoltato il Pantano negò le violazioni del mio domicilio e si voltò verso il Curcio, il quale disse : « E angosciato, ci vuole una pillola, ci vuole una pillola. » A quel punto io dissi al Curcio che non sapevo qui era e neanche perché era presente a questo incontro e gli intimò di tacere. Poi mi rivolsi al Pantano spiegandoli che non poteva rifiutare di fare le dovute indagini né di accettare le prove che portavo con me – tovaglia macchiata di pittura rossa e un campione di Vecchia Romagna alterata per produrre il cosiddetto « boiling body effect ». Il Pantano mi minacciò allora se porgevo altre denunce di chiedere l’intervento della Commissione per farmi esaminare. Io da cittadino e da professore respinse quelle criminali minacce e messi in guardia il Comandante per il suo inaccettabile comportamento. L’incontro si terminò con l’accettazione delle prove da parte del Pantano, il quale mi disse di ritornare il giorno dopo. Il giorno dopo, era presente solo il Curcio e non si fece nulla. Ero convinto che la cosa era finita lì e che le mie prove sarebbero state esaminate e le indagini finalmente condotte, come dovuto per legge. Invece oggi capisco che questo incontro del 30 novembre 2015 servì a Curcio e Pantano per fabbricare una diagnosi senza fondamento e diffamatoria contro di me, solo per archiviare le indagini.

Questa fabbricazione criminale non fini lì. Il 14 febbraio 2017, il Crucio, accompagnato dall’infermiere G. Audia, si presentò senza essere invitato e senza appuntamento a casa mia. Lo fece col pretesto di felicitarmi per il mio lavoro, secondo lui « lodevole », a favore dei disoccupati della mia Città. Entrato in casa mia mi chiese « come poteva aiutarmi ». A quel punto io, avendolo riconosciuto, gli chiese, assieme al signore Audia, di scrivere i loro nome su un foglio di carta e di uscire di casa mia. Mentre uscivano, feci notare al Curcio che il suo comportamento durante l’incontro al Comando dei Carabinieri del 30 novembre 2015 era totalmente inaccettabile e costituiva una violazione imperdonabile della deontologia medica. Oggi so che, in realtà, era intenzionalmente criminale. (Vedi allegato) La sua presunta diagnosi del 14 febbraio 2017, oltre ad essere menzognere, rappresenta un vile tentativo criminale di coprire il suo crimine del 30 novembre 2015. Nessuno a mai autorizzato quella presunta « visita a domicilio ». La lettera della Digos del 13 febbraio 2017 partecipa a questo cover up nel modo più grottesco e post hoc possibile.

Intanto, è già chiaro che Curcio non è mai stato autorizzato da nessuna autorità competente, a parte il criminale Pantano, per formulare la sua diagnosi iniziale del 30 novembre 2015. Questa sua condotta costituisce un elemento sufficiente per licenziarlo immediatamente per mancanza grave contro la deontologia e per la sua complicità con un criminale ed infame tentativo di cover up, aggravato da una gratuita e inaccettabile diffamazione nei miei riguardi. Faccio notare che io ho una riputazione immacolata non essendo mai stato accusato di nessuno reato in nessuno paese, e che non ho mai subito nessuna analisi ovunque. La mia riputazione deve essere ristabilita con massima tempestività.

Le violazioni del domicilio sono affare per la magistratura e per i Carabinieri, non per la medicina. Il Curcio non ha nemmeno aspettato la fine dell’inchiesta per pronunciarsi. Pero ha la faccia tosta di parlare di « complottismo ». Perciò, siamo anche legittimati a chiederci quanto famiglie avrà distrutto con questo suo incompetente e criminale comportamento.

Per il resto, faccio notare che malgrado il fatto che questi crimini contro di me siano perpetrati da ormai quasi 6 anni in Italia, io, da persona per bene e da professore di un certo livello nelle mie discipline, ho sempre dimostrato una calma e una serenità olimpica. Malgrado queste ripetute e impietose infamie per parte mia ho cercato di condurre una esistenza pacifica e normale, continuando le mie letture e le mie ricerche, effettuando vari viaggi di studio in Italia ed in Calabria e, ad esempio, andare in escursioni visto che sono membro del CAI di San Giovanni in Fiore. Nel mio piccolo, ho pure cercato di essere utile alla mia Comunità. Durante tutti questi orribili 6 anni, ho sempre assunto uno comportamento esemplare facendo fiducie alla magistratura ed alla giustizia della mia Repubblica italiana. Sono tra le persone convinte che alla fine la giustizia trionfa sempre.

Mi permetto di sottolineare il fatto che se una persona esibisce dei disturbi psicologi, legati alla violazione del suo domicilio, e se la magistratura e certi medici, invece di fare le dovute indagini, archiviano il caso diffamando la persona in questione, allora il crimine diventa doppio, mostruosamente doppio. Le associazioni dei pazienti potranno eventualmente testimoniare.

Il PM principale Cozzolino della Procura di Cosenza dovrà anche Lui dimostrare che l’inchiesta viene condotta secondo le regole. In particolare, l’inchiesta dovrà tenere conto del fatto che ho visto il mio giovane vicino Pasquale Oliverio – probabilmente un piccolo informatore di polizia – uscire dal mio domicilio un giorno che mi ero assentato per meno di 10 minuti; dovrà procedere al prelievo delle impronti digitali ed altre simile prove; dovrà procedere al esame dei tabulati telefonici del sistema di allarme programmato per chiamarmi sul mio cellulare ogni volta che viene inserito – uscita – o disinserito – rientro a casa; dovrà procedere all’esame dell’ovvia presa di controllo delle due telecamere effettuata per coprire la violazione del mio domicilio, cosa che richiede altissime complicità; dovrà procedere all’analisi delle tovaglie macchiate e della cibo e bevande alterate, ecc. Dovrà pure investigare le ragioni che hanno motivato questi crimini. In oltre, il PM Cozzolino, certamente con l’aiuto di gente più competente del Curcio dovrà pure spiegare come vengono macchiate le mie tovaglie, almeno che non voglia dare a questo fatto ripetuto e documentato una spiegazione irrazionale con l’aiuto di qualche sviato complice della Digos e dei servizi di sicurezza.

Se ancora una volta, la Procura di Cosenza non procederà a tutte indagini richieste, e se queste non saranno seguite dalla punizione esemplare dei criminali implicati, piccoli e grandi che siano, e dai risarcimenti morali e materiali a me dovuti, incluso il ristabilimento intempestivo della mia riputazione, allora questo rappresenterà un disonore grave per la Procura della Repubblica e per la Repubblica italiana stessa. A questo punto io non avrò altra scelta se non quella di portare tutto questo infame affare sulla piazza pubblica. In effetti, nel contesto contemporaneo, si può anche capire che i servizi di sicurezza procedono a varie indagini ma mai fuori della legalità. Non si può strumentalizzare i cittadini per bene senza motivo e poi diffamarli per coprire i propri crimini. In quanto cittadino e professore di un certo livello, sottolineo con fermezza che questa è e deve rimanere una linea rossa invalicabile. Le autorità garanti dei diritti fondamentali dei cittadini non dovrebbero mai dimenticarlo.

Sottolineo che io, Paolo De Marco, sono un cittadino italiano nato in Italia, titolare di un BA, di un MA e di una scolarità di dottorato in Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale. Ho studiato in Francia e in Canada. Sono stato al mio tempo uno professore esemplare nella mia disciplina presso un CEGEP a Montreal, Canada. Sono una persona per bene, pacifica e costruttiva e con una riputazione immacolata che deve rimanere tale.

Nel mese di giugno del 2013 mi sono rimpatriato a San Giovanni in Fiore (CS) città nella quale sono nato e dove sono residente sin da allora. Prima di decidere del mio rimpatrio ho soggiornato a San Giovanni in Fiore (CS) per pochi mesi nel 2011 e nel 2012. A San Giovanni in Fiore vivo nella modesta casa dei miei nonni di mia proprietà situata all’indirizzo indicato qui sopra, casa a me molto cara perché ci sono nato.

Concludo ricordando a tutti che la negazione della giustizia è il peggiore crimine possibile. E un crimine contro la Costituzione e contro la civiltà umana.

Cordiali saluti,

Paolo De Marco

Ex-Professore di Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale.

NB:

1 ) Allegati delle pseudo-diagnosi di Curcio e dell’illegale richiesta della Digos del 13 febbraio 2017.

2 ) Breve elenco delle mie denunce principali iniziali e attuali. Vedi copia allegata.

2a ) denuncia del 7 dicembre 2014

2b ) denuncia collegata alla prima contro il Sig. Mario Marra del 7 luglio 2014,

2c ) denuncia relativa al furto dei comodini della stanza da letto dei miei defunti genitori del 12 agosto 2014, furto perpetuata dalla Signora Vincenza Foglia-Federico.

2d ) denuncia ai Carabinieri di San Giovanni in Fiore (CS) del 4 maggio 2015 per la continua violazione del mio domicilio con alterazione del cibo e delle bevande e la presa di controllo del sistema di allarme e delle due telecamere di sorveglianza per mascherare i crimini commessi e coprire i criminali. Seguirono vari supplementi a questa denuncia finché il 30 novembre 2015 fui minacciato dal criminale Comandante Pantano, in presenza del Curcio – che non avevo mai incontrato prima.

Durante il mese di aprile 2017 venni a conoscenza del stratagemma criminale e diffamatorio immaginato da Pantano e Curcio per archiviare le mie denunce in modo da coprirsi assieme agli altri criminali ed alle loro complicità istituzionali, cioè l’invenzione di una diagnosi di paranoia senza il minimo pretesto e senza avermi mai incontrato prima. La scoperta di questo diabolico cover up portò dunque ad un’altra seria di denunce, in particolare:

2e ) l’esposto/denuncia del 17 maggio 2017 contro Oliviero Pasquale e altri ignoti, denuncia che riprende in sostanza tutte le denunce anteriori.

2f ) il primo supplemento a questo esposto/denuncia portato al comando dei carabinieri assieme alle estrapolazioni dei video delle telecamere, ad un campione di Vecchia Romagna alterato e a due tovaglie macchiate, prove che furono sequestrate per esame.

2g ) il secondo supplemento del 7 agosto 2017 alla mia denuncia del 17-05-2017 relativo alla mia domanda di Accesso agli Atti.

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DOC 2. Denuncia contro il reparto di deontologia dell’Ordine dei Medici di Cosenza e contro il Presidente dell’Ordine, il Dr. Corcioni. 17 nov. 2018

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Italia

Data : 14 novembre 2018

Oggetto: Denuncia contro il reparto di deontologia dell’Ordine dei Medici di Cosenza e contro il Presidente dell’Ordine, il Dr. Corcioni.

Comando dei Carabinieri

San Giovanni in Fiore (CS)

 

A chi di dovere,

 

Con la presente voglio porgere denuncia contro il reparto di deontologia dell’Ordine dei Medici di Cosenza e contro il Presidente dell’Ordine dei Medici, il Dr. Corcioni per complicità attiva con il depistaggio messo in atto dal Comandante Pantano e dal Dr Curcio, diffamandomi illegalmente e senza la minima ragione per dare una scusa al magistrato Cozzolino per archiviare le mie denunce. Queste includono le mie denunce contro noti – cioè il giovane Pasquale Oliverio, il Comandante Pantano e il suo complice Dr. Curcio – iniziate nel 2017 ma archiviate senza la minima indagine in loco e senza la minima analisi delle prove sequestrate dai carabinieri. (Allegato 1)

Oltre la denuncia per partecipazione attiva al depistaggio e alla diffamazione, denuncio la mancata risposta alla mia richiesta motivata di radiazione immediata del criminale Dr. Curcio dell’Ordine dei Medici. (Allegato 2) In effetti, senza la riunione e l’autorizzazione preliminare della Commissione medica, i criminali Pantano e Curcio fabbricarono una diagnosi di paranoia contro di me invece di condurre, come di dovere, le indagini imparziali relative alle mie denunce. Siamo qui in presenza di una violazione imperdonabile del codice di deontologia medica e del « due process » istituzionale. Senza la risposta dell’Ordine dei Medici di Cosenza sono illegalmente privato del mio sacro diritto di difesa mentre si costruisce una criminale narrazione di diffamazione contro di me, una narrazione infamante che rimane nel mio fascicolo medico. La prova delle gravissime conseguenze scaturite ad arte da questa abusiva costruzione diffamatoria è già dimostrata dalla valutazione della Dott.ssa Nicotera, come evidenziato qui sotto.

Accuso, in oltre, l’Ordine dei Medici di avere mentito coscientemente al Ministero della Salute quando riferisce di avermi tenuto informato. (Vedi Allegato 3) Ad oggi non ho mai ricevuto nessuna risposta alle mie PEC, tra le quali sei (6) indirizzate personalmente al Presidente Corcioni. Questa mia accusa non è poi così difficile da verificare. D’altronde basta considerare le date, la mia richiesta di radiazione data del 25 settembre 2017.

Con un pesante atto totalitario di abuso di potere con pochi precedenti, a parte negli ambiti mafiosi calabresi e siciliani dove si usa notoriamente questo metodo per discreditare gli avversari e le eventuali vittime, i collusi Comandante Pantano e Dr. Curcio fabbricarono una diagnosi di paranoia al mio riguardo nel tentativo di togliermi ogni credibilità. Le mie denunce iniziali riguardavano le violazioni continue del mio domicilio aggravate con l’alterazione delle mie bevande e del mio cibo in modo da causare un nocivo effetto di riscaldamento corporeo (« boiling body effect » ) e con intimidazioni poliziesche-mafiose compiute macchiando le mie tovaglie da bagno, il più spesso con pittura rossa. (Allegato 1)

La mia richiesta di radiazione del criminale Dr. Curcio risale al 25 settembre 2017. Tutt’ora non ho ottenuto nessuna risposta malgrado quattro interventi del Ministero della Salute.

Come spiegato nella mia richiesta motivata di radiazione immediata del criminale Dr. Curcio dall’Ordine dei Medici per violazione grave alla deontologia e per diffamazione, non avevo mai incontrato questo Curcio prima di presentarmi all’incontro da me richiesto al Comandante Pantano. Con questo incontro volevo chiederli la ragione per la quale, malgrado le mie numerose denunce, i crimini perpetrati contro di me continuavano con massima impunità senza che nessuno colpevole fosse arrestato. Il Dr. Curcio non aveva nessuna ragione di essere presente a quello incontro senza che il Comandante mi abbia avvertito della sua presenza. Il diagnostico di paranoia emesso su ordine dal criminale Dr. Curcio fu illegalmente immaginato senza nessuna autorizzazione preliminare della Commissione medica. Perciò, il Dr. Curcio ha commesso un crimine imperdonabile contro una persona per bene che non conosceva visto che mi incontrava per la prima volta. Con questa propensione a violare la deontologia solo per giustificare un vile atto di depistaggio poliziesco-mafioso-giudiziario, il Dr. Curcio ha dimostrato di essere un grave pericolo per il pubblico e probabilmente pure per i suoi pazienti. Sono sicuro che anche il Prof. Philip Zimbardo chiederebbe la sua radiazione dall’Ordine dei Medici.

La parte giocata in questa triste vicenda dalla Dottoressa Nicotera mette in luce la perniciosa pericolosità del meccanismo diffamatorio scaturito in modo premeditato dalla diagnosi abusiva del criminale Curcio. Si tratta di un meccanismo aggravato da uno inaccettabile disprezzo per i diritti umani fondamentali, i quali non spariscono solo perché si pensa di potere abusare le vittime con impunità.

Avendo trovato negli attrezzi del mio defunto padre, un prezioso vecchio moschetto non più funzionale, risalente al tempo di Napoleone, andò subito dai Carabinieri. Questi mi informarono dell’iter da seguire per ottenere il possesso di arma a fuoco. Era il mese di aprile 2018. Come tanti immigrati ritornati in Paese, tengo molto agli oggetti che hanno appartenuto alla mia famiglia. Sono orgoglioso di averne potuto restaurare alcuni prima che fosse troppo tardi. Il vecchio moschetto storico sarebbe comunque stato piombato per sicurezza come discusso con i carabinieri.

Il test per il possesso di arma a fuco, necessario per recuperare il vecchio moschetto di famiglia e farlo restaurare, fu amministrato dalla Dottoressa Nicotera. A parte la mia compilazione del test non ci fu nessuna altra analisi. Sapendo benissimo quello che ho risposto alle domande del test – dopo tutto sono un ex-professore con una scolarità di dottorato – PhD –, non c’è nessuna ragione valida per spiegare il parere negativo, tra l’altro formulato al condizionale, della Dottoressa Nicotera comunicatomi per telefono il 7 settembre 2018. (Allegato IV) Nessuna ragione a parte la criminale diagnosi fabbricata dal Dr. Curcio e ancora presente nel mio fascicolo medicale per colpa della complicità del reparto di deontologia dell’Ordine dei Medici di Cosenza che non ha dato seguito alla mia richiesta di radiazione del Curcio ed al ristabilimento intempestivo della mia riputazione e dell’onore del mio cognome. Perciò, queste diagnosi, fraudolenti e senza fondamento, vanno tolte dal mio fascicolo medico.

Aggiungerò solo che io, Paolo De Marco, ho troppo da fare con i miei studi, le mie ricerche, la pubblicazione dei miei articoli, le mie escursioni – essendo membro del gruppo CAI di San Giovanni in Fiore – e con i miei viaggi per essere stressato. In retrospettiva, mi sembra di avere dimostrato massima fiducia nell’imparzialità delle istituzioni andando subito dai carabinieri e sottomettendomi al test. Io non sono una persona che soffre di ansia, di stress o di noia, anche perché ho usualmente troppo da fare. Aggiungo che la mia partecipazione alle lotte delle disoccupate/i della mia Città furono messe sotto il segno del Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso, di cui sono il portavoce. Per statuto questo Comitato si proclama « civile, pacifico e costruttivo » ed in quanto tale ebbi anche l’appoggio del Prefetto Tomao quando chiedeva l’apertura di un tavolo tecnico alla Regione Calabria per discutere della fattibilità dei suoi progetti. (vedi la Categoria « Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso » in http://rivincitasociale.latervista.org )

Aggiungo che per la mia educazione scientifica e la mia propensione culturale a favore della legalità, del rispetto e della difesa delle Costituzione, io, Professore Paolo De Marco, non presenterò mai una pericolosità sociale minimamente paragonabile a quella dei criminali Comandate Pantano e Dr. Curcio e dei loro complici istituzionali. D’altronde, i crimini e le strumentalizzazioni poliziesche-mafiose da me denunciati durano da oltre 5 anni: durante tutto questo tempo, non ho avuto parole con nessuno, non ho minacciato nessuno e credo di avere dimostrato un coraggio esemplare ed una tranquillità olimpica. A dire la verità, i complimenti da parte della Dottoressa Nicotera non mi avrebbero stupito, ma per questo avrebbe dovuto essere al corrente della mia denuncia contro il criminale Curcio. Le indagini per violazione del domicilio e per gli altri crimini da me denunciati riguardano la Procura ed i carabinieri, non certo persone ovviamente incompetenti e spregiudicati come il Curcio. Porgere denunce è un diritto costituzionale fondamentale. L’archiviazione senza indagine rimane un atto totalitario, un abuso di ufficio. In uno Stato di diritto degno del nome la negazione della giustizia e del « due process » istituzionale garantito dalla Costituzione rappresentano i crimini più gravi che si possano immaginare.

Sottolineo che fine al mio incontro con i criminali Comandante Pantano e Dr. Curcio, io, Paolo De Marco, persona per bene, godeva di una riputazione immacolata non essendo mai stato accusato di nessun reato in nessuno paese.

Chiedo essere puntualmente informato dall’esito di questa mia denuncia.

Cordiali saluti,

Paolo De Marco,

Professore di Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale.

Documenti allegati.

Allegato I : Richiesta di riapertura del fascicolo al Procuratore Spagnuolo

Allegato 2 : Richiesta di radiazione del Dr. Curcio all’Ordine dei Medici.

Allegato 3 : Pec del Ministero della Salute in data del 13 novembre 2018. Fu preceduto da altre 3 Pec scritte dalla Dottoressa Cristina Rinaldi.

Allegato 4 : Parere delle Dottoressa Nicotera.

 

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DOC 3. Supplemento alla mia « Denuncia contro il reparto di deontologia dell’Ordine dei Medici di Cosenza e contro il Presidente dell’Ordine, il Dr. Corcioni » 24 sett. 2019

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Italia

Data: 24 Settembre 2019

Oggetto: Supplemento alla mia « Denuncia contro il reparto di deontologia dell’Ordine dei Medici di Cosenza e contro il Presidente dell’Ordine, il Dr. Corcioni » con riferimento alla negazione ingiustificata del Nulla osta per il possesso del antico moschetto del mio defunto padre che risale all’epoca di Napoleone.

Legione dei Carabinieri « Calabria »

Stazione di San Giovanni in Fiore (Cs)

Italia

 

A chi di dovere,

La presente è un « Supplemento alla mia « Denuncia contro il reparto di deontologia dell’Ordine dei Medici di Cosenza e contro il Presidente dell’Ordine, il Dr. Corcioni » del 14 novembre 2018 e 22 maggio 2019 (allegati 1 e 2 ) e con riferimento alla negazione ingiustificata del Nulla osta per il possesso del antico moschetto del tempo di Napoleone del mio defunto padre. » E la mia risposta alla questione posta dal Comandante dei Carabinieri questa mattina rispetto allo statuto del antico moschetto oggi custodito dal Comando della nostra Città.

Questo antico e preziosissimo moschetto è un importantissimo elemento di prova nelle indagini in corsa e deve perciò essere formalmente custodito come tale. Dopo che la Procura della Repubblica di Cosenza, come di dovuto, avrà ristabilito la mia riputazione fin qui immacolata, chiederò di nuovo il Nulla osta, non perché mi piacciano le armi a fuoco – non mi sono mai piaciute e nemmeno le macchine automobili, e sono sempre stato in favore di una rigorosa legislazione in materia – ma perché, oltre ad essere un artefatto storico che non presenta nessuno pericolo, è uno dei pochi oggetti che mi rimangono del mio defunto padre che ho perso giovane il 1 Maggio del 1972.

Il 17 Aprile 2018, avendo trovato negli attrezzi del mio defunto padre questo antichissimo moschetto risalente al tempo di Napoleone e non più funzionale, sono subito andato al Commando dei Carabinieri per avere il loro consiglio. Il detto moschetto fu poi trasferito al Comando dei Carabinieri di San Giovanni in Fiore mentre, sempre secondo le informazioni dei Carabinieri, mi affrettavo per ottenere il Nulla osta per il porto d’arma, ricuperare l’artefatto storico, farlo piombare e restaurare in una Armeria in modo da custodirlo secondo le normi legali. Rimando qui al mio « Esposto sulle pratiche per il rilascio del Nulla osta per il possesso del antico moschetto del mio defunto padre. Con riferimento al esposto del 17 aprile 2018 » (allegato 3)

Alla mia grande sorpresa, in un modo professionalmente grossolano e abusivo perché senza la minima giustificazione a parte la presenza nel mio fascicolo medico della criminale e illegale diagnosi di paranoia emessa dal Dr. Curcio in complicità con l’allora Comandante Pantano ( allegato 4), la Dott.ssa Nicotera negò il porto di arma, imputandomi in oltre gratuitamente una « rabbia sociale » malgrado la mia natura rigorosamente pacifica, civile e costruttiva. Sfido chiunque a trovare il minimo indice di rabbia nelle mie risposte al test amministrato per il rilascio del Nulla osta.

Ora la Procura deve esaminare la mia « Denuncia contro il reparto di deontologia dell’Ordine dei Medici di Cosenza e contro il Presidente dell’Ordine, il Dr. Corcioni » per la mancata risposta alla mia denuncia anteriore presentata per chiedere la radiazioni immediata del criminale Dr. Curcio dall’Ordine dei Medici (CS) e per avere mentito al Ministero della Salute pretendendo di avermi mantenuto al corrente. Si tratta qui di atti penali della più grande gravità. La negazione del Nulla osta ad un cittadino per bene come me, con una riputazione fin qui immacolata, costituisce un’avverata dimostrazione dei danni professionali, materiali e morali da me subito. In primo luogo, ammonta ad una complicità con il depistaggio messo in atto per archiviare le mie denunce contro noti, cioè l’illegale e criminale diagnosi di paranoia di Curcio/Pantano la quale rimanda ad una pratica poliziesca-mafiosa consolidata nelle nostre martoriate regioni, ideata per discreditare i cittadini per bene. In secondo luogo, la mancata risposta dell’Ordine dei Medici mi priva del mio sacro diritto legale di difesa mentre continuano i crimini perpetrati contro di me in perfetta impunità – violazione ripetuta del mio domicilio, alterazione delle mie bevande e del mio cibo, sorveglianza continua intrusiva anche utilizzata per conferire impunità ai criminali che violano il mio domicilio.

Perciò ripeto quello che ho scritto sopra e quello che ho già sottolineato nella denuncia qui fornita come Allegato 3, cioè: questo vecchio moschetto è un elemento di prova nelle indagini in corso e deve per forza essere custodito in quanto tale. La sua distruzione sarà considerata da me come un furto, una espropriazione indebita e un danno irreparabile.

Sottolineo una evidenza che la Procura di Cosenza non può ignorare, cioè il fatto che l’illegale diagnosi di paranoia emessa dal criminale e incompetente Curcio in complicità con il criminale e incompetente Comandante Pantano è il frutto di un tentativo di depistaggio criminale ideato per coprire la seria di atti criminali perpetrati contro di me e denunciati più volte da me alla Procura di Cosenza. Il Diparto di deontologia dell’Ordine dei Medici come pure il Presidente Dr. Corcioni si sono resi attivamente complici di questo depistaggio e di questi crimini. Ne devono rendere conto alla giustizia. La mia riputazione va ristabilita al più presto come di dovuto e i crimini perpetrati contro di me punti con esemplarità, secondo la legge.

Cordiali e rispettosi saluti,

Paolo De Marco, ex-professore di Relazioni Internazionali – Economia Politica Internazionale.

 

Documenti inclusi:

Allegati 1 e 2 ) Verbali di ratifica di esposto/denuncia del 14-11-2018 e del 22-05-2019

Allegato 3 ) Esposto sulle pratiche per il rilascio del Nulla osta per il possesso del antico moschetto del mio defunto padre. Con riferimento al esposto del 17 aprile 2018, del 20 Aprile 2018

Allegato 4 ) Denuncia contro il reparto di deontologia dell’Ordine dei Medici di Cosenza e contro il Presidente dell’Ordine, il Dr. Corcioni. 14 Novembre 2018

 

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DOC 4. Comunicazione di iscrizione parte offesa 27-02-2020

DOC 4. Comunicazione di iscrizione parte offesa 27-02-2020

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DOC 5 .a. Ministero della salute 11 maggio 2018 Documento_Principale_0025477-11_05_2018-DGPROF-MDS-P

Documento_Principale_0031044-13_06_2019-DGPROF-MDS-P RINALDI 13-06-2019

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DOC 5 .b. Documento_Principale_0046059-27_09_2018-DGPROF-MDS-P

DOC 5 .b. Documento_Principale_0046059-27_09_2018-DGPROF-MDS-P

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DOC 5 .c. Documento_Principale_0031044-13_06_2019-DGPROF-MDS-P RINALDI 13-06-2019

DOC 5 .c. Documento_Principale_0031044-13_06_2019-DGPROF-MDS-P RINALDI 13-06-2019

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DOC 5 .d Documento_Principale_0044041-17_09_2018-DGPROF-MDS-P (Da C Rinaldi)

DOC 5 .d Documento_Principale_0044041-17_09_2018-DGPROF-MDS-P (Da C Rinaldi)

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DOC 6 a. Esposto del professor Paolo De Marco su gravi e reiterate violazioni di domicilio, 17 -05-2017

Esposto su gravi e reiterate violazioni di domicilio

Io, Paolo De Marco, nato a San Giovanni in Fiore (CS) il 17 settembre 1953 e residente a San Giovanni in Fiore (CS), espongo quanto segue.

Da circa 6 anni, da quando sono tornato in Italia dopo aver soggiornato in Canada e svolto la professione di docente universitario specializzato in Economia politica internazionale, sono oggetto di incomprensibili tentativi di intimidazione presso il mio domicilio, attuati in mia assenza. In passato forse con toni dettati dall’indignazione e dall’afflizione, ho segnalato specifici episodi ai carabinieri di Cosenza, in data 7 dicembre 2014, e ai carabinieri di San Giovanni in Fiore (Cs), in data 4 maggio 2015, con integrazioni del 23 e 30 novembre 2015 e del 14 dicembre 2017.

Purtroppo ho avuto delle incomprensioni con il precedente comandante dei carabinieri della caserma di San Giovanni in Fiore, a seguito delle quali ho interloquito, senza mai averlo richiesto, con uno psichiatra in servizio presso il Distretto sanitario cui fa capo San Giovanni in Fiore, dottore Curcio, il quale, prevenuto, mi avrebbe sbrigativamente liquidato come soggetto « angosciato ». Al prefato Distretto chiederò un formale accesso agli atti, per ristabilire il giusto ordine delle cose, anche perché provengo da una cultura rispettosa dei diritti del cittadino e dello stato di diritto, il che mi ha portato a obiettare con veemenza le procedure pubbliche attuate nella fattispecie. Dell’esito del predetto accesso darò notizia ai carabinieri, ad integrazione del presente esposto.

Per confermare i miei esposti bastava e basta tutt’ora operare una sorveglianza indipendente delle entrate e delle uscite da casa mia ed effettuare la dovuta inchiesta con i dovuti prelievi delle impronti digitali, l’analisi delle bevande alterate, l’analisi delle due telecamere di sorveglianza e quella dei tabulati telefonici.

In sostanza subisco una sistematica e ininterrotta violazione di domicilio, con alterazione di cibi e bevande cui segue un malessere fisico per diversi giorni. Una volta ho visto uscire di casa mia il mio giovane vicino, dirimpettaio, Pasquale Oliverio, del che ho già formalmente riferito ai carabinieri.

Preciso che casa mia è controllata tramite un sistema di allarme, il quale, una volta inserito o disinserito, è programmato per telefonare al mio cellulare. Specifico che l’anzidetto sistema comprende due telecamere di sorveglianza che riprendono il piano terra e il secondo piano, presso cui si trovano due accessi.

Purtroppo, malgrado la mia insistenza e i precisi riferimenti che ho fornito, ad oggi il problema è rimasto. Come si può comprendere, sono costretto a vivere nel terrore per la mia incolumità

Le ultime violazioni di domicilio, di cui ho trovato tracce, cioè tovaglie da bagno macchiate di pittura od inchiostro, sono:

del 3 maggio 2017, giorno in cui sono uscito dalle ore 9,27 alle ore 10 e 40 circa. Al mio ritorno ho trovato una tovaglia macchiata. (Foto disponibile).

del 5 maggio 2017, in cui nella notte ho avvertito il fenomeno cosiddetto «boiling body», forse dopo aver bevuto un po’ di Vecchia Romagna, di cui ho conservato un campione, sempre disponibile per eventuali analisi scientifiche;

del 10 maggio 2017, giorno in cui sono uscito dalle ore 11 circa alle ore 12 circa;

dell’undici maggio 2017, in cui sono uscito da casa intorno a mezzogiorno, per circa 30 minuti;

del 13 maggio 2017, in cui sono uscito dalle 9 e mezza alle 10,05;

del 14 maggio 2017, in cui sono uscito da casa dalle 6 meno venti alle 19,30;

del 15 maggio 2017, in cui sono uscito dalle 19,48 alle 23,08.

Con la certezza dell’accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità penali, nonché con espressa richiesta di essere informato circa l’esito delle indagini, porgo i miei distinti saluti.

San Giovanni in Fiore, 17 maggio 2017

Paolo De Marco

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DOC 6 b. AGGIORNAMENTO alla denuncia ai Carabinieri di SGF del 17-05-2017. Luglio 2017

 

Dati storici cruciali.

8 maggio 2015: Uscito dalle 16:59 alle 17:10. Al ritorno ho visto il mio giovane vicino Pasquale Oliverio uscire da casa mia. Gironi prima, tenendo conto del fatto che erano stati manipolati, tentai di fare capire indirettamente alla sua nonna Caterina Mazzei, al suo padre Mario e a lui stesso che queste violazioni erano cose gravissime che rischiano di finire con la galera per i colpevoli. Dato che abitano proprio di fronte casa mia, chiesi di essere avvertito se vedevano qualcosa di strano o qualcuno entrare. Per fargli capire la gravità della situazione chiesi a Pasquale personalmente cosa farebbe al posto mio. Mi rispose « Dipende se ho la forza di lottare » o qualcosa del genere. Ovviamente non hanno voluto capire perché erano sicuri di esseri coperti dalle Autorità. Come non si fermavano, stavo facendo istallare il sistema di allarme e le due telecamere. Fattura di Towervision del 05-05-2015.

23 novembre 2015: Denuncio Pasquale Oliverio ai Carabinieri. Questi rifiutano di prendere la Vecchia Romagna alterata che avevo portato con me.

24 novembre 2015. Documento dei Carabinieri nel quale pero la denuncia è contro « ignoti »

30 novembre 2015: Minacce dal strano Comandante Pantano, col quale avevo chiesto un incontro, « se facevo altre denunce ». Senza avvertirmi, mi fece trovare l’incompetente e criminale Dr. Curcio che non avevo mai visto prima. All’inizio pensavo che era un carabiniere in civile. Dopo le mie spiegazioni il Pantano mi disse che se c’erano le telecamere di sorveglianza le violazioni da me denunciate non erano possibili. Io protestò. Lui si rivolge allora al Curcio, il quale disse subito: « E angosciato, ci vuole una pillola.» Io ho allora chiesto a questo incompetente criminale di non interferire e di stare attento a quello che diceva. Poi ho avvertito il Pantano che i crimini da me denunciati non erano questione di medicina ma di inchiesta poliziesca fatta rispettando i protocolli – importi digitali, sorveglianza autonoma, analisi delle bevande e del cibo alterati, ecc. Ho cercato di fare capire a questo strano comandate che io ero un professore e che non avrei mai tollerato nessuno comportamene complice dei Carabinieri o di nessuno altro. Dopo di che, il Comandante accettò di ricevere una tovaglia macchiata e una bevanda alterata.

Mi disse poi di ritornare il giorno dopo. Il giorno dopo c’era ancora il criminale incompetente Curcio ma non il comandante, e, almeno agli occhi miei queste minacce erano finite li. Io intanto aspetto sempre il risultato delle analisi della tovaglia e della bevande consegnate quel giorno ai Carabinieri.

16 maggio 2016: Sono andato personalmente in Procura a Cosenza. Nessuno magistrato ha accettato ricevermi. Ho pero richiesto per iscritto al Procuratore di informarmi sul mio fascicolo. Non ho ricevuto nessuna risposta.

7 aprile 2017: A Cosenza con Emiliano Morrone. Durante il ritorno dissi a Emiliano « Aprirò una bottiglia di Vecchia Romagna per verificare se ricominciano l’avvelenamento.

4-5 maggio 2017: Il 4 maggio della sera ho bevuto un poco della Vecchia Romagna aperta la sera del 7 aprile 2017. La notte fui soggetto del « boiling body effect ». Ho rifatto l’esperienza qualche giorni dopo con stesso effetto e conservò allora un campione. Campione della Vecchia Romagna alterata conservato e consegnato ai Carabinieri con questo aggiornamento.

Aggiornamento violazioni:

17 maggio 2017: Andato a portare la nuova denuncia ai Carabinieri. Con un testimonia, il Sg. Foglia. I carabinieri rifiutarono di prendere il campione di Vecchia Romagna per analisi.

19 maggio 2017: I Carabinieri sono venuti a casa mia verso le 14:00. Non hanno fatto nessuna indagine ma mi hanno detto di portare le estrapolazioni del disco delle telecamere con le altre prove – tovaglia; Vecchia Romagna; documenti. Sequestreranno tutti questi elementi in una volta. Ma non sembra che vogliono prendere le impronti digitali né verificare i tabulati del sistema di allarme, né analizzare le telecamere ovviamente controllate a distanza in modo che non siano immagini delle violazioni – c’è pero l’occultazione delle telecamere per mascherare le violazioni del mio domicilio di quello che entra per macchiare le tovaglie ecc. I Carabinieri devono dimostrare come le tovaglie vengono macchiate e le le bevande e il mio cibo alterati.

Sempre il 19 maggio 2017: Uscito dalle 17:06 alle 17:17. Trovato una tovaglia macchiata. Era sul tavolo del primo piano sotto l’occhio della telecamera. V. foto.

21 maggio 2017: Uscito dalle 8:05 alle 14:57. Tovaglia macchiata. Idem. V foto.

25 maggio 2017: Uscito 10:11 alle 10:41. Tovaglia macchiata. Idem. V. foto.

26 maggio 2017: Venuto M. Petrocelli della Sate per prendere la centralina delle telecamere.

Uscito dalle 10:43 alle 11:31.Trovato tovaglia macchiata nella sala di bagno. Non ho preso foto.

30 maggio 2017: Uscito dalle 19:42 alle 22:22 per incontrare il Sg. Luigi Oliverio.

31 maggio 2017: Questa mattina prendendo la doccia ho visto le tovaglie macchiate. V. foto.

5 giugno 2017. Uscito dalle 8:45/10:39 poi dalle 16:41/18:42 poi dalle 19:59 alle 20:01. Visto tovaglie macchiate verso 23:15. v foto

6 giugno 2017. Questa notte del 5/6 giungo buzz a partir dalle 4:00 della notte. La mattina Emiliano mi dice di andare dai carabinieri per consegnare la tovaglia di ieri. I carabinieri rifiutano prenderla; idem per la Vecchia Romagna.

7giugno 2017. Buzz a partir delle 2:30 della notte.

10 giugno 2017. Uscito dalle 13:00 alle 18:08. Trovato una tovaglia macchiata malgrado avevo cambiato il lucchetto che impedisce l’accesso del pianoterra ai piani sopra. Chi ha autorizzato ad aprire? V. foto. Tovaglia consegnata ai Carabinieri con questo aggiornamento.

11 giugno 2017. Buzz tutta la notte del 10/11. La tovaglia macchiata del 5 giungo divento ancora più rossa sotto l’effetto della candeggina quando ho cercato di lavarla.

12 giungo 2017: buzz tutta la notte del 11/12. Email di denuncia alla Prefettura (la deprivazione continua del sonno è uguale ad uno tentato omicidio.)

13 giungo 2017: Andato a Cosenza per accesso agli atti. Mentre ero a Cosenza alle 10:27 il sistema di allarme chiama il mio cellulare; il sistema sembra sabotato il 13 e il 14 giungo. Chiama con grande ritardo quando esco e al rientro indica che è stato sabotato – non chiama quando disinserisco per entrare.) Probabilmente, dato che la centralina delle telecamere è in mano a Petrocelli, ci fu un tentativo di mascherare il controllo utilizzato per entrare durante la mia assenza senza che il sistema mi chiamasse.) E la prima volta che il sistema di allarme funziona male così.

14 giugno 2017: Uscito verso le 8:20. il sistema di allarme chiama con ritardo alle 8:39. al mio ritorno e sabotato e devo fare un reset come ieri. Messaggio a Petrocelli per riprogrammare il sistema per una sola comanda, la mia, con un nuovo codice ma non risponde.

15 giungo 2017: Uscito dalle 8:42 alle 9:39. Trovato tovaglia macchiata. V. foto. Oggi il sistema di allarme funziona normalmente.

16 giungo 2017: Uscito per escursione sul Pollino. Uscito il 15 giungo alle 18:09 e rientrato il 16 giungo alle 20:44. Trovato tovaglia macchiata di rosso. v. foto.

27 giungo 2017: Venuto Petrocelli per portarmi e reinstallare la centralina delle due telecamere. Deve ritornare per verificare i fili ecc. Ha pure riprogrammato il sistema di allarme.

3 luglio 2017: Questa mattina Petrocelli è venuto per verificare i fili e le connessioni delle due telecamere di sorveglianza e per riprogrammare i password delle telecamere e del sistema di allarme. Sono uscito dalle 15:30 alle 16:55 (il sistema di allarme mi chiamò con vari minuti di ritardo; al mio rientro il sistema segnalava un sabotaggio). Durante questa uscita sono andato da Petrocelli per recuperare la chiavetta USB con le estrapolazioni delle telecamere di sorveglianza. (Vedi la fattura allegata; chiedo, in più delle altre spese e dei danni, il rimborso di queste spese.) Malgrado le verifiche di Petrocelli, al mio ritorno ho trovato una tovaglia macchiata di rosso e ho subito preso la foto che ho inviato a Petrocelli. Porterò questa tovaglia macchiata con me dai carabinieri con le altre prove. Verso le 19:00 Petrocelli ritornò a casa mia perché non mi era stato possibile fare il reset del sistema sabotato. Non ci riuscì neanche Petrocelli; mi dice che è una affare di batterie e che ci vuole una settimana per ordinarle e cambiarle.

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DOC 6 c Secondo supplemento alla mia denuncia del 17-05-2017 relativo alla mia domanda di accesso agli atti. 7 agosto 2017

Paolo De Marco

San Giovanni in Fiore (CS)

Data: 7 agosto 2017

Oggetto: Secondo supplemento alla mia denuncia del 17-05-2017 relativo alla mia domanda di accesso agli atti.

Legione Carabinieri « Calabria »

Stazione di San Giovanni in Fiore (CS)

A chi di dovere,

Con la più grande indignazione voglio denunciare la continuazione della violazione del mio domicilio malgrado la mia ultima denuncia del 17-05-2017. Dopo questa denuncia avevo chiesto al Signore Petrocelli della Sate telecomunicazioni e sicurezza di San Giovanni in Fiore di riprogrammare il mio sistema di allarme e di assicurarsi che le due telecamere non era connesse impropriamente. Malgrado questo, le violazioni del mio domicilio continuano in tutta impunità e con le stesse coperture. Questo significa che le complicità istituzionali dietro questa mostruosa manipolazione mafiosa-poliziesca continua senza l’intervento della Procura per metterci fine.

L’ultimo episodio risale a ieri mattina. Ero andato al Distretto di San Giovanni in Fiore con la copia dei documenti pertinenti alla mia domanda di Accesso agli atti. Al mio ritorno in casa ho trovato una camicia bianca sporcata con vernice giallastra impossibile da lavare. (Anche per questo chiedo i dovuti risarcimenti.) Ho subito mandato la foto al Signore Emiliano Morrone dell’Associazione di tutela La Voce di Fiore (CS).

I Carabinieri di San Giovanni in Fiore e la Procura di Cosenza sanno già che sono stato minacciato dal ex-comandante dei Carabinieri di San Giovanni in Fiore (cs) il Sig. Pantano; questo avvenne in presenza di un criminale dottore Curcio che non avevo mai visto prima. Con queste minacce mi fu chiesto di non porgere altre denunce. Ovviamente, io, da cittadino italiano e da professore, ho rifiutato, mettendoli pero in guardia per queste irricevibili e criminali intimidazioni degne di un paese totalitario.

Ho saputo dopo, tramite l’Associazione di tutela La Voce di Fiore, che i Carabinieri di San Giovanni in Fiore avevano cercato di discreditarmi presso la Procura di Cosenza col pretesto che ero soggetto a « sindrome paranoida in stato delirante acuto », accusa ovviamente senza nessuno fondamento visto che io non ho mai fatto nessuna analisi in nessuno paese. Ripeto che sono una persona per bene, rispettoso della legge e con un passato immacolato. Va pure detto a difesa delle altre eventuali vittime di questi delinquenti criminali che, nonostante lo stato mentale dei soggetti in questione, la violazione del domicilio e gli altri crimini vanno investigati dal sistema giudiziario, non dal sistema medico. Almeno in un paese normale. Nel mio caso questo criminale montaggio mafioso-poliziesco fu utilizzato per eludere ogni tipo di inchiesta, incluse la presa delle importi digitali, l’analisi dei tabulati del sistema di allarme ecc. Si dovrà anche spiegare per quali reali motivi.

Sottolineo il fatto che avendo fatto una domanda di Accesso agli atti il 13 giugno 2017, non ho ricevuto nessuna risposta. Questa mancata risposta è in se illegale e altamente criminale. Avrete dunque capito la gravità della strumentalizzazione di cui sono vittima e l’ampiezza delle complicità.

Chiedo dunque ai Carabinieri di San Giovanni in Fiore di prendere atto della mancata risposta e del suo significato. Chiedo che la Procura di Cosenza sia immediatamente informata. Chiedo, in oltre, che giustizia sia fatta: i colpevoli di questi mostruosi crimini, i loro controllori e i loro mandanti devono essere puniti in modo esemplare. Sottolineando che questa mostruosa strumentalizzazione ha rovinato 6 anni della mia vita solo in Italia, chiedo risarcimenti morali e materiali esemplari. La giustizia è uguale per tutti.

Cordiali e rispettosi saluti,

Paolo De Marco

Professore di Relazioni Internazionali – Economia Politica Internazionale.

 

Documenti allegati:

1 ) Copia della richiesta di accesso agli atti. 13 giugno 2017

2 ) Autorizzazione dal Responsabile Ufficio Privacy/Accesso atti, Dr.ssa M. F. Lucanto

3 ) Integrazione in ordine a richiesta di accesso agli atti, del 13.06-2017

 

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DOC 6 d. La 3e Integrazione alla denuncia del 17-05-2017 del 22 agosto 2017. Chiarimenti sul ruolo criminale svolto dal Dr. F. Curcio assieme al Comandante Pantano.

La 3e Integrazione alla denuncia del 17-05-2017 del 22 agosto 2017. Chiarimenti sul ruolo criminale svolto dal Dr. F. Curcio assieme al Comandante Pantano.

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Italia

Data: 22 agosto 2017

Oggetto: Chiarimenti sul ruolo criminale svolto dal Dr. F. Curcio assieme al Comandante Pantano e richiesta per il ristabilimento intempestivo della mia riputazione.

Comando dei Carabinieri

San Giovanni in Fiore (CS)

Italia

A chi di dovere,

Avendo finalmente ottenuto con ritardo gli Atti da me richiesti, ecco l’esposto dei chiarimenti relativi al ruolo svolto dal Dr. Francesco Curcio del Centro di Igiene Mentale di San Giovanni in Fiore (CS) rispetto alle mie denunce, in particolare quelle per la ripetuta violazione del mio domicilio e altri crimini collegati. La sua gravissima mancanza criminale alla deontologia del Dr. Curcio è ovvia; è aggravata da accuse menzognere e diffamatorie a mio riguardo. Queste furono tutte mirate, in complicità con il criminale Comandante dei Carabinieri Pantano, ad un tentativo di cover up. Noto che la mia richiesta di Accesso agli Atti presentata il 13 luglio 2017 fu disattesa oltre i 30 giorni legali. La copia degli Atti mi fu finalmente consegnata il 17 agosto 2017 solo dopo altri interventi personali e per via email.

Questo signore Curcio, senza avermi mai incontrato prima, si è permesso, in complicità con l’ex-comandante dei Carabinieri di San Giovanni in Fiore, Pantano, di formulare una diagnosi di tendenze paranoide al mio riguardo. Lo fece solo per creare un pretesto per l’archiviazione dell’inchiesta relativa alle violazioni ripetute del mio domicilio – durante quasi tutte le mie assenze – ed altri crimini collegati a queste violazioni. Tra questi il sostenuto e impietoso tentativo di intimidazione di stampo mafioso-poliziesco – in Calabria ! – con tovaglie da bagno macchiate di pittura rossa, alterazione del cibo e delle bevande per produrre il cosiddetto « boiling body effect », il rifiuto di mandare le pattuglie di carabinieri per procedere alle dovute indagini in loco, le minacce proferite contro di me se porgevo altre denunce, ecc. La prova palese dei crimini di questo signore Curcio e dei suoi accoliti sta nel fatto che l’inchiesta è stata rilanciata il 17 maggio 2017 ed è ora in corso, anche se sembra che la Magistratura ed i Carabinieri cercano ancora di occultare tutte le mie denunce iniziali. ( Vedi l’elenco qui sotto)

Questo gravissimo crimine diffamatorio del Curcio avvenne il 30 novembre 2015 durante un incontro da me richiesto al Comandante Pantano per capire perché, dopo tutte le mie denunce, le violazioni del mio domicilio continuavano in tutta impunità. Invece di fornire le dovute spiegazioni, il criminale Pantano immaginò un stratagemma indegno: mi fece trovare il Curcio nel suo ufficio. Dopo avermi ascoltato il Pantano negò le violazioni del mio domicilio e si voltò verso il Curcio, il quale disse : « E angosciato, ci vuole una pillola, ci vuole una pillola. » A quel punto io dissi al Curcio che non sapevo qui era e neanche perché era presente a questo incontro e gli intimò di tacere. Poi mi rivolsi al Pantano spiegandoli che non poteva rifiutare di fare le dovute indagini né di accettare le prove che portavo con me – tovaglia macchiata di pittura rossa e un campione di Vecchia Romagna alterata per produrre il cosiddetto « boiling body effect ». Il Pantano mi minacciò allora se porgevo altre denunce di chiedere l’intervento della Commissione per farmi esaminare. Io da cittadino e da professore respinse quelle criminali minacce e messi in guardia il Comandante per il suo inaccettabile comportamento. L’incontro si terminò con l’accettazione delle prove da parte del Pantano, il quale mi disse di ritornare il giorno dopo. Il giorno dopo, era presente solo il Curcio e non si fece nulla. Ero convinto che la cosa era finita lì e che le mie prove sarebbero state esaminate e le indagini finalmente condotte, come dovuto per legge. Invece oggi capisco che questo incontro del 30 novembre 2015 servì a Curcio e Pantano per fabbricare una diagnosi senza fondamento e diffamatoria contro di me, solo per archiviare le indagini.

Questa fabbricazione criminale non fini lì. Il 14 febbraio 2017, il Crucio, accompagnato dall’infermiere G. Audia, si presentò senza essere invitato e senza appuntamento a casa mia. Lo fece col pretesto di felicitarmi per il mio lavoro, secondo lui « lodevole », a favore dei disoccupati della mia Città. Entrato in casa mia mi chiese « come poteva aiutarmi ». A quel punto io, avendolo riconosciuto, gli chiese, assieme al signore Audia, di scrivere i loro nome su un foglio di carta e di uscire di casa mia. Mentre uscivano, feci notare al Curcio che il suo comportamento durante l’incontro al Comando dei Carabinieri del 30 novembre 2015 era totalmente inaccettabile e costituiva una violazione imperdonabile della deontologia medica. Oggi so che, in realtà, era intenzionalmente criminale. (Vedi allegato) La sua presunta diagnosi del 14 febbraio 2017, oltre ad essere menzognere, rappresenta un vile tentativo criminale di coprire il suo crimine del 30 novembre 2015. Nessuno a mai autorizzato quella presunta « visita a domicilio ». La lettera della Digos del 13 febbraio 2017 partecipa a questo cover up nel modo più grottesco e post hoc possibile.

Intanto, è già chiaro che Curcio non è mai stato autorizzato da nessuna autorità competente, a parte il criminale Pantano, per formulare la sua diagnosi iniziale del 30 novembre 2015. Questa sua condotta costituisce un elemento sufficiente per licenziarlo immediatamente per mancanza grave contro la deontologia e per la sua complicità con un criminale ed infame tentativo di cover up, aggravato da una gratuita e inaccettabile diffamazione nei miei riguardi. Faccio notare che io ho una riputazione immacolata non essendo mai stato accusato di nessuno reato in nessuno paese, e che non ho mai subito nessuna analisi ovunque. La mia riputazione deve essere ristabilita con massima tempestività.

Le violazioni del domicilio sono affare per la magistratura e per i Carabinieri, non per la medicina. Il Curcio non ha nemmeno aspettato la fine dell’inchiesta per pronunciarsi. Pero ha la faccia tosta di parlare di « complottismo ». Perciò, siamo anche legittimati a chiederci quanto famiglie avrà distrutto con questo suo incompetente e criminale comportamento.

Per il resto, faccio notare che malgrado il fatto che questi crimini contro di me siano perpetrati da ormai quasi 6 anni in Italia, io, da persona per bene e da professore di un certo livello nelle mie discipline, ho sempre dimostrato una calma e una serenità olimpica. Malgrado queste ripetute e impietose infamie per parte mia ho cercato di condurre una esistenza pacifica e normale, continuando le mie letture e le mie ricerche, effettuando vari viaggi di studio in Italia ed in Calabria e, ad esempio, andare in escursioni visto che sono membro del CAI di San Giovanni in Fiore. Nel mio piccolo, ho pure cercato di essere utile alla mia Comunità. Durante tutti questi orribili 6 anni, ho sempre assunto uno comportamento esemplare facendo fiducie alla magistratura ed alla giustizia della mia Repubblica italiana. Sono tra le persone convinte che alla fine la giustizia trionfa sempre.

Mi permetto di sottolineare il fatto che se una persona esibisce dei disturbi psicologi, legati alla violazione del suo domicilio, e se la magistratura e certi medici, invece di fare le dovute indagini, archiviano il caso diffamando la persona in questione, allora il crimine diventa doppio, mostruosamente doppio. Le associazioni dei pazienti potranno eventualmente testimoniare.

Il PM principale Cozzolino della Procura di Cosenza dovrà anche Lui dimostrare che l’inchiesta viene condotta secondo le regole. In particolare, l’inchiesta dovrà tenere conto del fatto che ho visto il mio giovane vicino Pasquale Oliverio – probabilmente un piccolo informatore di polizia – uscire dal mio domicilio un giorno che mi ero assentato per meno di 10 minuti; dovrà procedere al prelievo delle impronti digitali ed altre simile prove; dovrà procedere al esame dei tabulati telefonici del sistema di allarme programmato per chiamarmi sul mio cellulare ogni volta che viene inserito – uscita – o disinserito – rientro a casa; dovrà procedere all’esame dell’ovvia presa di controllo delle due telecamere effettuata per coprire la violazione del mio domicilio, cosa che richiede altissime complicità; dovrà procedere all’analisi delle tovaglie macchiate e della cibo e bevande alterate, ecc. Dovrà pure investigare le ragioni che hanno motivato questi crimini. In oltre, il PM Cozzolino, certamente con l’aiuto di gente più competente del Curcio dovrà pure spiegare come vengono macchiate le mie tovaglie, almeno che non voglia dare a questo fatto ripetuto e documentato una spiegazione irrazionale con l’aiuto di qualche sviato complice della Digos e dei servizi di sicurezza.

Se ancora una volta, la Procura di Cosenza non procederà a tutte indagini richieste, e se queste non saranno seguite dalla punizione esemplare dei criminali implicati, piccoli e grandi che siano, e dai risarcimenti morali e materiali a me dovuti, incluso il ristabilimento intempestivo della mia riputazione, allora questo rappresenterà un disonore grave per la Procura della Repubblica e per la Repubblica italiana stessa. A questo punto io non avrò altra scelta se non quella di portare tutto questo infame affare sulla piazza pubblica. In effetti, nel contesto contemporaneo, si può anche capire che i servizi di sicurezza procedono a varie indagini ma mai fuori della legalità. Non si può strumentalizzare i cittadini per bene senza motivo e poi diffamarli per coprire i propri crimini. In quanto cittadino e professore di un certo livello, sottolineo con fermezza che questa è e deve rimanere una linea rossa invalicabile. Le autorità garanti dei diritti fondamentali dei cittadini non dovrebbero mai dimenticarlo.

Sottolineo che io, Paolo De Marco, sono un cittadino italiano nato in Italia, titolare di un BA, di un MA e di una scolarità di dottorato in Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale. Ho visuto e studiato in Francia dal 1958 al 1972 e in Canada dal 1972 al 2013. Sono stato al mio tempo uno professore esemplare nella mia disciplina presso un CEGEP a Montreal, Canada. Sono una persona per bene, pacifica e costruttiva e con una riputazione immacolata che deve rimanere tale.

Nel mese di giugno del 2013 mi sono rimpatriato a San Giovanni in Fiore (CS) città nella quale sono nato e dove sono residente sin da allora. Prima di decidere del mio rimpatrio ho soggiornato a San Giovanni in Fiore (CS) per pochi mesi nel 2011 e nel 2012. A San Giovanni in Fiore vivo nella modesta casa dei miei nonni di mia proprietà situata all’indirizzo indicato qui sopra, casa a me molto cara perché ci sono nato.

Concludo ricordando a tutti che la negazione della giustizia è il peggiore crimine possibile. E un crimine contro la Costituzione e contro la civiltà umana.

Cordiali saluti,

Paolo De Marco

Ex-Professore di Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale.

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DOC 6 e. Esposto su nuove violazioni del mio domicilio, con riferimento alla mia denuncia del 17-05-2017 ed ai suoi supplementi. 17 aprile 2018

Prof. Paolo De Marco

87055- San Giovanni in Fiore (Cs)

17 aprile 2018

Oggetto: Esposto su nuove violazioni del mio domicilio, con riferimento alla mia denuncia del 17-05-2017 ed ai suoi supplementi.

Legione dei Carabinieri « Calabria »

Stazione di San Giovanni in Fiore (Cs)

Italia

 

A chi di dovere,

Con riferimento alla mia denuncia del 17 maggio 2017 ed ai suoi supplementi, voglio, con la presente, denunciare la continua violazione del mio domicilio. Queste violazioni sono accompagnate dai soliti crimini, cioè da intimidazioni poliziesche-mafiose con tovaglie macchiate e dal avvelenamento del mio cibo e delle mie bevande, risultando nel cosiddetto « boiling body effect ».

Se, come d’obbligo, la Procura sta effettuando un’indagine seria, la continuazione di questi crimini imperdonabili sembra difficile a spiegare. Mettono in causa l’eventuale complicità delle Autorità competenti. In quanto cittadino, io chiedo dei chiarimenti urgenti rispetto a queste indagini ed al loro svolgimento. In particolare, spetta alla Procura di Cosenza prendersi la responsabilità di spiegare come vengono macchiate le mie tovaglie di pittura rossa e come, e con che, vengono alterati il mio cibo e le mie bevande. E il mio diritto essere informato se non altro per ragioni preventive di salute. Chiedo, in oltre, sapere come questi crimini possano continuare ad essere perpetrati contro di me senza che nessuno sia ancora finito in prigione e senza che la mia riputazione, macchiata dal criminale Dr. Curcio e dal suo complice il Comandante Pantano, non sia ancora stata ristabilita.

L’ultima violazione del mio domicilio da me verificata risale alla metà del mese di marzo 2018. Il martedì 13 avevo inviato una nuova richiesta all’Ordine dei Medici della Calabria per sapere che fine aveva fatto la mia denuncia per mancanze grave alla deontologia contro il criminale Dr. Curcio. Il mercoledì 14 marzo 2018 sono uscito da casa dal 12:10 alle 12:35 pomeridiane. La sera del 16 marzo 2018 notò due tovaglie da bagno macchiate con pittura rossa. La mattina del 17 aprile presi una foto di queste tovaglie macchiate. Questa foto fu trasmessa il lunedì 19 marzo via PEC al Procuratore Cozzolino della Procura di Cosenza.

Durante la notte del 21 al 22 marzo 2018 fui vittima del « boiling body effect ». Di nuovo, durante la notte del 31 marzo al 1 aprile 2018 fui ancora vittima del « boiling body effect ». La sera prima avevo bevuto un piccolo sorso di whisky. Per verificare, la sera del 2 aprile 2018 ripresi un poco di whisky e durante la notte del 2 al 3 aprile 2018 fui di nuovo vittima dello stesso effetto, confermando che la bottiglia di whisky era stata avvelenata per causare il detto effetto. Durante la giornata del 3 aprile 2018 ho informato Emiliano Morrone in quanto membro dell’Associazione di Tutela Voce di Fiore. Aggiungo che avevo aperto questa bottiglia più di un mese prima, lasciandola sulla tavola da pranzo sotto l’occhio della telecamera di sorveglianza, proprio per verificare se, malgrado l’apertura della nuova inchiesta, si osava alterarla.

I Carabinieri di San Giovanni in Fiore sanno che io sono una persona per bene, pacifica e costruttiva, con una seria educazione universitaria e con una certa educazione e un certo « savoir vivre » personali. Al mio arrivo in Italia la mia riputazione era immacolata. Non sono mai stato indagato né accusato di nessuno reato in nessuno paese. Non permetterò a nessuno macchiare la mia riputazione e meno che mai per modo di depistaggio e di strumentalizzazione come quelli compiuti dagli incompetenti criminali Pantano e Curcio per archiviare le indagini e proteggere dei criminali.

Come noto a tutti, forse perché emigrato, sono molto attaccato alle cose di proprietà della mia famiglia. Vedi, ad esempio, in allegato le mie denunce ancora disattesi, contro il Signore Mario Marra per il furto del mio Libro delle figure di Gioacchino da Fiore in Canada, o ancora il furto delle due colonnette o comodini della camera nuziale dei miei genitori perpetrato dalla Signora Vincenza Folgia-Federico.

A questo proposito, voglio informare i Carabinieri, che nelle poche cose antiche che ho ereditato dai miei genitori, vi è una arma. A me è sempre sembrata una arma da museo più che una arma a fuoco. Ma io non me né intendo. Perciò, chiedo ai Carabinieri esaminarla è informarmi su quello che devo fare per eventualmente regolarizzare questa situazione. Sono convinto che questo oggetto apparteneva al mio defunto padre prima che emigrasse in Francia nel 1957. Ma non ne sono sicuro e non ho più nessuno a chi chiedere. Nel malvagio contesto attuale, con vari idoli come Curcio e Pantano anche capaci di inventare fasulli diagnostici medici per proteggere i criminali che violano il mio domicilio, non vorrei che questo sia poi strumentalizzato contro di me.

Ribadisco la mia determinazione ad ottenere giustizia. Sono un cittadino italiano, una persona per bene educato da una famiglia esemplare. Esigo di essere trattato con tutto il rispetto dovuto ai miei diritti fondamentali sanciti dalla mia Costituzione italiana. Sono stato educato nel rispetto rigoroso della giustizia. Per me, il rispetto e la fiducia nei procedimenti giudiziari, il cosiddetto « due process », è una questione imprescindibile di civiltà.

Cordiali saluti,

Paolo De Marco, ex-professore di Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale.

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DOC 6 f. Esposto sulle pratiche per il rilascio del Nulla osta per il possesso del antico moschetto del mio defunto padre. Con riferimento al esposto del 17 aprile 2018. 20 aprile 2018

Prof. Paolo De Marco

87055- San Giovanni in Fiore (Cs)

20 aprile 2018

Oggetto: Esposto sulle pratiche per il rilascio del Nulla osta per il possesso del antico moschetto del mio defunto padre. Con riferimento al esposto del 17 aprile 2018.

Legione dei Carabinieri « Calabria »

Stazione di San Giovanni in Fiore (Cs)

Italia

 

A chi di dovere,

Con riferimento alla mia denuncia del 17 maggio 2017 ed al esposto su nuove violazioni del mio domicilio del 17 aprile 2018, vorrei con la presente informare i Carabinieri di San Giovanni in Fiore (Cs) sullo stato delle mie pratiche per il rilascio del Nulla osta per il mantenimento a domicilio dell’antichissimo moschetto del mio defunto padre portato al Commando dei Carabinieri il 17 aprile 2018. Il 18 aprile 2018 sono andato in Questura a Cosenza. La Questura mi ha detto che il moschetto doveva essere custodito dal Comando dei Carabinieri di San Giovanni in Fiore fine al rilascio del Nulla osta. Le mie pratiche per ottenerlo sono già avanzate. Aspetto i risultati delle analisi di laboratorio per procedere con l’ultima perizia.

Vorrei sottolineare il fatto che questo oggetto antichissimo ha un doppio e inestimabile valore per me. Primo, un grande valore affettivo avendo appartenuto al mio defunto padre che io persi giovane nel 1972. Secondo, un grande valore materiale e storico. Aggiungo che questa arma da museo è priva di munizione e che non è funzionale come arma a fuoco.

Sottolineo con gravità che se mai il Nulla osta venisse negato, il detto moschetto dovrà essere sequestrato e custodito dai Carabinieri e dalla Procura fine alla conclusione delle indagini in corso, le quali, stando ai fatti, no potranno fare altro che ristabilire la mia reputazione. Ho già sottolineato che fine al diagnostico fabbricato dai criminali Pantano e dr. Curcio per archiviare abusivamente le indagini anteriori, ma oggi riaperte dalla Procura di Cosenza, la mia reputazione era immacolata, essendo io una persona per bene rispettosa degli altri e della legge. La mia attitudine pacifica e legalista non è mai cambiata malgrado la lunga strumentalizzazione quotidiana à la Philip Zimbardo che mi è imposta in Italia sin dal mio rimpatrio nel 2013.

Sottolineo di nuovo che io non sono mai stato accusato di nessuno reato in nessuno paese. Sottolineo e ribadisco che non permetterò a nessuno macchiare la mia reputazione in un modo così vile senza tenere minimamente conto delle gravissime conseguenze in tutti gli aspetti della mia vita professionale e sociale, e della mia vita tout court, causate dal criminale diagnostico del dr. Curcio. Si tratta di un personaggio che non avevo mai incontrato prima di essere stato incredibilmente minacciato dal Comandante Pantano se porgevo altre denunce nonostante la continuazione della violazione del mio domicilio con le solite intimidazioni poliziesche-mafiose e l’alterazione del mio cibo e delle mie bevande! Ribadisco nuovamente la mia fiducia nel processo giudiziario per fare rispettare i miei diritti fondamentali e un minimo di decenza e di lealtà nel trattamento dei cittadini.

Cordiali e rispettosi saluti,

Paolo De Marco

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DOC 7. Allegato I = img20180903_09505998 Risposta di Cozzolino 03-09-2018

DOC 7. Allegato I = img20180903_09505998 Risposta di Cozzolino 03-09-2018

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DOC 8. Risposta alla sua del 3 settembre 2018. Al Dr. Cozzolino, in persona. 10 settembre 2018

Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Email: [email protected]

Data: 10 settembre 2018

Oggetto: Risposta alla sua del 3 settembre 2018. Al Dr. Cozzolino, in persona.

Dr. Giuseppe F. Cozzolino, in persona

Procura della Repubblica di Cosenza Piazza Gullo, s.n.c. 87100 Cosenza

[email protected]

[email protected]

 

Egregio Dr. Cozzolino,

Il 3 settembre 2018 ho ricevuto una sua risposta – allegato 1 – nella quale mi informa che un procedimento contro ignoti è stato archiviato il 18-11-2017. Questa risposta non riguarda per niente la mie denuncia del 17-05-2017 seguita in particolare dalla cruciale 3e Integrazione del 22 agosto 2017 e da varie altre, l’ultima, la 5e Integrazione, essendo stata formulata il 20 aprile 2018. (Allegato 3)

Queste non sono denunce contro ignoti – codice 44 che appare nella sua risposta. Sono invece delle denunce molto specifiche contro Pasquale Oliverio, un mio giovane vicino, e contro i criminali comandante Pantano ed il suo complice Dr. Curcio. Noto anche una confusione sul codice del procedimento il quale quando scritto da sua mano appare come 3955/14 e poi in testa del documento come 3955/17.

In oltre, saboto 8 settembre 2018, sono finalmente riuscito a verificare presso l’attuale comandante di turno dei Carabinieri di San Giovanni in Fiore un fatto gravissimo: in effetti le prove – chiavetta USB, tovaglie macchiate di pittura rossa e bottiglia di Vecchia Romagna – sequestrate dai Carabinieri il 4 luglio 2017 non sono state trasmesse né analizzate dalla Procura. Numerose altre prove simili e inconfutabili sono in mio possesso. Nessuna altra indagine è mai stata condotta in loco – impronte digitali ecc. Le varie integrazioni documentano anche la continuazione delle violazioni del mio domicilio tra il 17 maggio 2017 e il 18 novembre 2017 e anche dopo. Per questo non mi spiego la sua risposta, che comunque arrivava stranamente dopo molte altre richieste di informazioni rimaste senza risposta. (Allegato 1)

Le nuove denunce qui menzionate seguirono un incontro alla Prefettura di Cosenza il 7 aprile 2017 durante il quale, in presenza di un noto giornalista sangiovannese, Emiliano Morrone, mi fu concessa la protezione dello Stato. In precedenza ci furono anche due Interrogazioni parlamentari da parte del coraggioso deputato calabrese l’Onorevole Paolo Parentela. In effetti, risultò che in modo da me giudicato altamente criminale, le mie prime denunce risalenti al mese di dicembre 2014 e all’anno 2015 erano state archiviate senza mai avvertirmi. L’unica spiegazione è quella del depistaggio o cover up messo in opera con troppe complicità.

Vorrei prevenire altre possibili confusioni. Sottolineo, dopo avere consultato i carabinieri, che il loro codice di trasmissione della mia denuncia del 17-05-2018 e delle varie Integrazioni è il seguente: Prot. 45/18 – 2017. Su questa base si può determinare il numero di codice del procedimento penale che riguarda specificamente queste denunce e comunicarmelo al più presto. Forse mi avranno dato una informazione sbagliata e Lei non è incaricato di questo nuovo procedimento penale.

In quanto cittadino italiano insisto sulla mia esigenza riguardo al rigoroso rispetto del « due process ». Sottolineo di nuovo la mia richiesta per l’intervento intempestivo della Procura nel ristabilire la mia riputazione vilmente macchiata senza fondamento dal criminale Dr. Curzio e dal suo comandante Pantano. Le conseguenze di quella vigliaccheria altamente criminale sono molteplici. Causa la mia inevitabile e permanente esclusione di ogni posizione professionale e accademica minimamente all’altezza della mia formazione e dei miei contributi scientifici. Causa una inevitabile e infamante esclusione sociale.

L’ultima e tipica conseguenza risale al 7 settembre 2018 quando il Dr. Nicoterra della ASP di Cosenza mi informò per telefono della negazione del permesso di possesso di arma a fuoco. (Allegato 2) Avendo trovato negli attrezzi del mio defunto padre un vecchissimo moschetto storico non più funzionale sono immediatamente andato ad informare i carabinieri. Per non perdere questo prezioso oggetto di famiglia, ho poi iniziato il processo legale per ottenere il nulla osta per il possesso di arme a fuco. Ho chiesto al Dr. Nicoterra una motivazione scritta del suo rifiuto. Essendo una persona per bene con una riputazione fin qui immacolata, oltre ad essere stato un esemplare professore, non concepisco come un tale rifiuto possa spiegarsi a parte la criminale diagnosi senza fondamento del criminale Dr. Curcio. (Allegato 3) Faccio umilmente notare che pure essendo vittima di queste orrendi e vili manipolazioni degne di Philip Zimbardo da oltre 6 anni in Italia, io, Paolo De Marco, non ho mai mancato di cortesia verso nessuno e non ho mai minacciato nessuno, ponendo invece la mia fiducia nella giustizia del mio Paese.

La Procura di Cosenza come pure le istanze garanti della Repubblica devono capire che non si può macchiare la riputazione di una persona per bene come me unicamente per coprire i criminali domestici e stranieri colpevoli delle violazioni del mio domicilio e del persistente cover up. Sottolineo di nuovo la protezione dello Stato offerta in Prefettura.

Rimango in attesa della sua risposta.

Cordiali saluti,

Paolo De Marco, ex-professore di Relazioni Internazionali – Economia Politica Internazionale.

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Tre PEC al Procuratore Dr. Cozzolino

 

Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Email: [email protected]

Data: 3 aprile 2018

 

Oggetto: Nuova violazione del mio domicilio con avvelenamento delle mie bevande. Al Dr. Cozzolino, in persona.

 

Dr. Giuseppe F. Cozzolino, in persona

Procura della Repubblica di Cosenza Piazza Gullo, s.n.c. 87100 Cosenza

[email protected]

 

Egregio Dr. Cozzolino,

Il 19 marzo scorso l’ho informato a proposito delle nuove violazioni del mio domicilio e gli ho mandato una foto delle due tovaglie macchiate di rosso. Oggi, voglio informarla del fatto che nella notte del 31 marzo al 1 aprile e di nuovo durante la notte del 2 al 3 aprile sono stato vittima del fenomeno del « boiling body». Nel pomeriggio del 31 marzo ero uscito di casa. La sera del 31 marzo alle ore 21 avevo bevuto uno sorso di whisky che risulta dunque avvelenato. Per verificare, alle ore 22 del 2 aprile ho di nuovo bevuto un sorso dello stesso whisky che mi ha provocato lo stesso effetto.

Credo che il rinnovare di questi crimini fu sganciato dalla PEC inviata il 13 marzo 2018 all’Ordine dei Medici di Cosenza per chiedere di nuovo una risposta urgente alla mia denuncia contro il criminale dr. Curcio, chiedendone la radiazione immediata per mancanza criminale alle deontologia medica più basilare.

Dr. Cozzolino, io aspetto le sue spiegazioni. Nelle circostanze la prego darmele al più presto.

Cordiali e rispettosi saluti,

Paolo De Marco, ex-professore di Relazioni Internazionali – Economia Politica Internazionale.

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PEC 19 marzo 2018

Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Email: [email protected]

Data: 19 marzo 2018

Oggetto: Nuova violazione del mio domicilio con atto intimidatorio. Al Dr. Cozzolino, in persona.

 

Dr. Giuseppe F. Cozzolino, in persona

Procura della Repubblica di Cosenza Piazza Gullo, s.n.c. 87100 Cosenza

[email protected]

Egregio Dr. Cozzolino,

In allegato troverete la foto – allegata – di due tovaglie leggermente macchiate di pittura rossa identica a quella usata il altre circostanze durante la violazione del mio domicilio e già denunciate alla Procura. Me ne sono accorto il venerdì 16 marzo 2018 prima di andare al letto. Questa recente violazione del mio domicilio, assieme a questo nuovo atto intimidatorio di stampo poliziesco-mafioso, dovete essersi svolto durante le mie assenze dal mio domicilio il mercoledì 14 marzo 2018 dalle 12:10 alle 12:35 di pomeriggio oppure, con meno probabilità, il lunedì 12 marzo 2018 dalle 16:15 alle 16:21. La mattina del martedì 13 marzo 2018 avevo inviato una PEC a lei e a l’Ordine dei medici di Calabria per sollecitare una risposta e i dovuti chiarimenti per le mie denunce.

Dr. Cozzolino lei ha il dovere imperioso di spiegarmi come tali crimini contro di me possono ancora essere perpetrati senza l’intervento dei carabinieri e senza che la giustizia abbia ancora arrestato i colpevoli. Ho già sottolineato, e lei lo sa meglio di me, il fatto che i servizi di sicurezza sviati implicati nel caso non possono essere aldilà della legge. Sottolineo di nuovo che, oltre ad essere una persona per bene con una riputazione immacolata, sono uno cittadino italiano che gode di tutti i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione.

Aspetto sempre notizie sull’esito delle sue indagini senza potere nascondere la mia sorpresa sulla mancanza di alcune misure dovute, ad esempio la presa in loco delle impronti digitali, le analisi delle bevande e del cibo alterati, ecc. Sottolinea che le mie denunce sono nominative: includono il mio vicino Pasquale Oliverio, l’ex-Comandante dei Carabinieri, il criminale Pantano, e il suo vile accolito Dr. Curcio.

Aspetto sempre di essere informato sulle misure prese dalla Procura di Cosenza per ristabilire la mia riputazione rispetto ai diagnosi criminali cucinati dal vile Dr. Curcio per il criminale Comandante Pantano e altri sopra di lui. Le denunce che seguirono e delle quali lei è responsabile dimostrano, senza l’ombra di un dubbio, che queste ignobili fabbricazioni furono ideate come depistaggio per permettere l’archiviazione delle mie denunce iniziali e la perpetuazione, in piena impunità, dei crimini perpetrati contro di me.

Dr. Cozzolino, la prego di non sottovalutare il fatto che questo perverso accanimento tanto illegale quando gratuito contro di me, ha già prodotto, oltre la distruzione della mia carriera accademica, della mia privacy e della mia vita sociale, l’annichilazione della mia famiglia e della mia discendenza. (1) Questa odiosa ma tipica e quotidiana persecuzione filo-semitica nietzschiana dura ormai sin dall’inizio degli Anni 1980 quando scrissi la mia tesi di MA riabilitando lo statuto scientifico della Legge del Valore di Marx. La giustizia deve essere esemplare. Non esiste crimine più grave della negazione della giustizia. Ribadisco che ho chiesto le scuse e la punizione dei colpevoli assieme ai dovuti ed esemplari risarcimenti finanziari e morali.

Aspetto la sua risposta,

Cordiali e rispettosi saluti,

Paolo De Marco, ex-professore di Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale.

1 ) Lei ha già in possessioni tutti i documenti relativi all’omicidio medicale del mio fratello maggiore Giuseppe De Marco. Rimando in oltre al link seguente con la pubblicazione del numero minimo di documenti che ne stabiliscono la prova inconfutabile, vedi : http://rivincitasociale.altervista.org/self-separation-the-united-states-and-israel-leave-unesco-good-riddance/

 

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PEC del 12 giugno 2018

Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Email: [email protected]

Data: 12 giugno 2018

Oggetto: Richiesta urgente sullo statuto delle mie denunce. Al Dr. Cozzolino, in persona.

 

Dr. Giuseppe F. Cozzolino, in persona

Procura della Repubblica di Cosenza Piazza Gullo, s.n.c. 87100 Cosenza

[email protected]

Egregio Dr. Cozzolino,

Siamo arrivati al 12 giugno 2018. In quanto cittadino non posso essere trattato così dalle istituzioni della mia Repubblica, nata dalla Resistenza. L’Italia è ancora uno Stato di diritto. Aspetto sempre notizie sull’esito delle indagini da lei condotte senza potere nascondere la mia sorpresa sulla mancanza di alcune misure dovute, ad esempio la presa in loco delle impronti digitali, le analisi delle bevande e del cibo alterati, ecc. Sottolinea che le mie denunce sono nominative: includono il mio vicino Pasquale Oliverio, l’ex-Comandante dei Carabinieri, il criminale Pantano, e il suo vile accolito Dr. Curcio.

Aspetto sempre di essere informato sulle misure prese dalla Procura di Cosenza per ristabilire la mia riputazione rispetto ai diagnosi criminali cucinati dal vile Dr. Curcio per il criminale Comandante Pantano e altri sopra di lui. Le denunce che seguirono e delle quali lei è responsabile dimostrano, senza l’ombra di un dubbio, che queste ignobili fabbricazioni furono ideate come depistaggio per permettere l’archiviazione delle mie denunce iniziali e la perpetuazione, in piena impunità, dei crimini perpetrati contro di me.

Dr. Cozzolino, la prego di non sottovalutare il fatto che questo perverso accanimento tanto illegale quando gratuito contro di me, ha già prodotto, oltre la distruzione della mia carriera accademica, della mia privacy e della mia vita sociale, l’annichilazione della mia famiglia e della mia discendenza. (1) Questa odiosa ma tipica e quotidiana persecuzione filo-semitica nietzschiana dura ormai sin dall’inizio degli Anni 1980 quando scrissi la mia tesi di MA riabilitando lo statuto scientifico della Legge del Valore di Marx. La giustizia deve essere esemplare. Non esiste crimine più grave della negazione della giustizia. Ribadisco che ho chiesto le scuse e la punizione dei colpevoli assieme ai dovuti ed esemplari risarcimenti finanziari e morali.

Aspetto la sua risposta,

Cordiali e rispettosi saluti,

Paolo De Marco, ex-professore di Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale.

1 ) Lei ha già in possessioni tutti i documenti relativi all’omicidio medicale del mio fratello maggiore Giuseppe De Marco. Rimando in oltre al link seguente con la pubblicazione del numero minimo di documenti che ne stabiliscono la prova inconfutabile, vedi : http://rivincitasociale.altervista.org/self-separation-the-united-states-and-israel-leave-unesco-good-riddance/

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Documenti essenziali:

DOC E Diagnosi illegale e criminale del dr. Curcio

DOC E Diagnosi illegale e criminale del dr. Curcio

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DOC F Avviso negativo della dott.ssa Nicotera sul nulla osta.

Si tratta di una avviso subordinato all’illegale e criminale diagnosi del Dr. Curcio. Anche cosi pero non si spiega l’imputazione di « rabbia sociale » quando la critica sociale è parte integrante della mia specializzazione accademica. Le mie critiche furono sempre civili e costruttive, ad esempio il contributo scientifico cruciale alla base del programma da me proposto alla « sinistra » italiana nel lontano 2005 tradotto « in italiano » in « Brani scelti del mio Keynésianisme, Marxisme, Stabilité Economique et Croissance », disponile nella sezione Italia del mio vecchi sito giurassico www.la-commune-paraclet.com . Nessuna mente obbiettiva potrà negare che se tale programma fosse stato messo in opera il mio Paese non sarebbe oggi nelle misere condizioni nel quale si ritrova per opera di tanti « pitre » avverati.

DOC F Avviso negativo della dott.ssa Nicotera sul nulla osta

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DOC G CAM12308 Foto presa il 02-02-2017

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DOC H Nota Deputato Sapia su vicenda Professor De Marco

DOC H Nota Deputato Sapia su vicenda Professor De Marco

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DOC I Verbale di consegna del vecchio moschetto 17 aprile 2018

DOC I Verbale di consegna del vecchio moschetto 17 aprile 2018

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DOC J Risultato delle analisi di laboratorio per il nulla osta 27 aprile 2018

DOC J Risultato delle analisi di laboratorio per il nulla osta 27 aprile 2018

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