APPELLO / APPEL / APPEAL

Posted: 4th marzo 2014 by rivincitasociale in Politica

PROEMIO - AVANT-PROPOS - FOREWORD (For the English version, please go to the March 2014 Posts section)

« La politica non è l’arte del possibile bensì l’arte di fare emergere nuove possibilità socialmente più umane » (Marzo 1985)

                                Jure Vetere : l’unico vero tempio è la coscienza umana.

ITALIANO. Vai all’Appello

Care compagne, cari compagni,

E arrivata l’ora della rivincita sociale dei popoli, in Italia ed in Europa. E arrivata l’ora di lavorare tutte/i insieme alla nascita di Comitati cittadini per la Rivincita Sociale capaci di condurre all’emergenza del Partito della Rivincita Sociale. Questi partiti nazionali comporrebbero poi una Federazione Per l’Europa Sociale, che al suo turno farebbe parte di una Nuova Internazionale (senza cifra). Il nome mi sembra importantissimo, perché corrisponde al programma come pure alla voglia di ricatto oggi molto diffusa tra le nostre cittadine e i nostri cittadini.

A questo link troverete un Appello intitolato « E arrivata l’ora della rivincita sociale dei popoli, in Italia ed in Europa ». In riassunto il programma proposto, da dettagliare in comune, è lo seguente:

a) Una nuova definizione dell’anti-dumping – per i dettagli vedi l’Appendice dell’Appello. Nel sistema commerciale globale attuale, la base del calcolo dell’anti-dumping è il salario senza contributi sociali. Noi chiediamo semplicemente che sia il salario con tutti i contributi sociali.

b) La nazionalizzazione del credito per eliminare simultaneamente il debito pubblico ed il « credit crunch », e per toglierci il Fiscal Compact dalle spalle, assieme ai banchieri ed alle loro banche cosiddette « universali » .

c) La laicità, la parità donna-uomo e i diritti civili;

d) L’ecomarxismo, il ripristino del Territorio ed il principio di precauzione;

e) La democratizzazione dell’educazione e della cultura, ed il finanziamento pubblico della Ricerca & dello Sviluppo;

f) La fine della sovra rappresentanza socio-economica e mediatica, come pure la fine della falsa rappresentanza elettorale e democratica – cioè, la fine della falsa rappresentanza elettorale a tutti i livelli, anche al livello sindacale, a dispetto della Costituzione.

g) Il ripudio di ogni intervento estero o di guerra che non sia strettamente difensivo, assieme al ritorno allo spirito ed alla lettera della sicurezza collettiva.

Sottometto quest’Appello alla vostra attenzione, chiedendo cortesemente una risposta. Per arricchire la riflessione comune potete aggiungere un commento a questo Appello – i commenti giudicati non idonei alla deontologia scientifica o cittadina saranno cancellati. Oppure i Comitati in formazione potranno contattarmi all’indirizzo qui sotto per trovare il migliore modo di coordinamento. Mi permetto sopratutto di chiedervi la più ampia diffusione possibile dell’indirizzo di questo sito tra le vostre conoscenze, tra i vostri membri ed altri gruppi amici, almeno se giudicati che questo possa essere utile per lanciare il dibattito e creare una dinamica rivendicativa di fondo. Il sito stesso dovrebbe diventare il vettore di una creazione collettiva. L’emergenza capillare dei Comitati dovrebbe presto trasformarsi in un’onda gigantesca ed autonoma ma organica al popolo delle lavoratrici e dei lavoratori intellettuali e manovali, in breve organica a tutte le nostre e tutti i nostri concittadine/i di buona volontà.  

La rottura radicale col sistema neoliberale attuale non si fa a parole ma bensì militando e organizzandoci per cambiare l’attuale definizione dell’anti-dumping, costruendo il programma attorno a questa domande chiave. Questo renderà tutto il resto possibile.

Perciò, questa nuova definizione deve ricevere priorità assoluta anche perché, interiorizzandone la logica, si muterà radicalmente il « senso comune » della gente, e si creerà gli anticorpi ideologici – nel senso nobile del termine – necessari al nostro popolo, aprendo così la strada alla concezione pratica di un nuovo modello sociale, sostenuto dall’evidenza scientifica, come pure dai principi cardini della nostra Costituzione. Su questa base risulterà possibile costruire una vasta alleanza di classi in vista di « una riforma democratica rivoluzionaria », tranquilla ma capace di andare alle radici dei problemi che confrontano il nostro Paese e la nostra gente.

Alcune/i di voi mi conoscono già tramite le mie e-mail inviate a [email protected], e forse anche grazie al mio sito www.la-commune-paraclet.com. Da qualche mesi, ho effettuato il mio rimpatrio in Italia, a San Giovanni in Fiore, nella mia città nativa in Calabria, col desiderio di essere utile al lavoro di militanza e di organizzazione comune, oggi più urgente che mai.

Vostro,

Paolo De Marco

Per contattarmi: [email protected]

Secondo la Delibera No 90 del 13 Ottobre 2016, la « selezione disoccupati » doveva essere conclusa il 16 dicembre 2016. La « realizzazione percorso (durata 6 mesi distribuiti in un arco temporale più  largo ») doveva iniziare il 17 Febbraio 2017 per concludersi il 17 Settembre 2017. Invece, la graduatoria non è ancora stata pubblicata!!!Versiamo qui nel ridicolo e potenzialmente nell’illegalità, visto che non si rispettano neanche le date previste dalla Delibera.

Quando la graduatoria del bando pubblico per i corsi di formazione sarà annunciata con mesi di ritardo, ci saranno oltre 800 candidate/i che saranno escluse e disilluse. Le invitiamo a unirsi con noi per continuare la lotta per la creazione di posti di lavoro dignitosi.

Invitiamo tutto l’Altopiano silano e tutta la Calabria a denunciare questa politica di perpetuazione della precarietà. Serve d’urgenza un vero Piano di Sviluppo Locale per creare posti di lavoro dignitosi. 

Un anno fa, nel Febbraio del 2016, un gruppo di disoccupati e di precari di San Giovanni in Fiore, gli « Invisibili », ha iniziato una mobilizzazione per la creazione di posti di lavoro. Il Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso (CCLD) è un’emanazione di questo gruppo d’origine. Il CCLD intende continuare la mobilitazione, denunciando la politica di sussidi indegni e chiede la creazione di posti di lavoro dignitosi in accordo con i diritti sociali sanciti dalla Costituzione italiana.

Credendo di « appappare » il problema, fine 2016 la Regione Calabria, ignorando i nostri progetti, ha proposto un bando pubblico per la creazione di 230 corsi di formazione. Questi corsi, senza reale orizzonte lavorativo, dureranno 6 messi – fine a settembre 2017 – dopodiché sarà punto e da capo. Intanto, il Comune di San Giovanni in Fiore e la Regione Calabria avranno sprecato  oltre 1 milione di euro – 1 092 000.00 per l’esattezza.

Il CCLD sottolinea che questo tipo di corsi di formazione va bene per il mercato del lavoro del Nord Europa con un tasso di disoccupazione molto più basso del nostro. Per la Regione Calabria, con un tasso di occupazione del 38 % e 4 persone su 10 caduti in povertà, questo tipo di misura non è adatto. Al contrario, contribuisce solo a sprecare soldi pubblici. Anche la EU deve capirlo per adattare i suoi programmi alle condizioni reali, sopratutto quelle delle aree più disagiate. 

SE invece la Regione Calabria e il Comune di San Giovanni in Fiore avevano scelto di appoggiarci, questi fondi, o altri disponibili, potevano essere re-indirizzati in modo da attingere ai fondi europei. In questo modo potevano essere moltiplicanti o per 2 o per 4 in modo da creare veri posti di lavoro. Il co-finanziamento per i fondi europei è di 50 % o 25 % secondo i progetti. Il CCLD ha proposti 7 progetti già caratterizzati « meritevoli » dalla Regione. Malgrado questo furono e continuano ad essere ignorati.

 

Chiedete un’utilizzazione razionale dei fondi pubblici!

Chiedete la creazione di veri posti di lavoro!

CHIEDIAMO L’APERTURA URGENTE DEL TOVOLO TECNICO PROMESSO IL 3 NOVEMBRE 2016 IN PREFETTURA.

Unitevi a noi per continuare la lotta, perché senza lavoro dignitoso non si vive da cittadina/o!

Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso.

ALL’ATTENZIONE DI:

Il Sindaco di San Giovanni in Fiore

Il Presidente del Consiglio

La Giunta comunale

Tutte/i le consigliere/i

Il 13 Febbraio 2017

Da: Il Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso

Oggetto: Negoziare un Piano di lavoro locale per San Giovanni in Fiore e l’Altopiano silano.

 

Egregio Sg. Sindaco

Egregie Signore e Signori,

Il Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso di San Giovanni in Fiore (CS) è uno movimento civile, pacifico e costruttivo dei disoccupati e dei precari.

Il 7 Febbraio 2017, la Regione era assenta all’incontro convocato dal Prefetto di Cosenza per avviare il tavolo tecnico concordato in prefettura il 3 Novembre 2016. Le altre parti non furono nemmeno avvisate. Quello stesso giorno, alla Cittadella, ci fu la Presentazione dal Presidente Oliverio e dall’Assessore Roccisano del reddito di inclusione attiva e del Piano d’azione occupazione e inclusione. I fondi disponibili sarebbero di 280 milioni di euro.

Nel quadro di questo annuncio, il Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso (CCLD) chiede rispettosamente al Sindaco ed al Comune di San Giovanni in Fiore di negoziare, soli oppure assieme agli altri sindaci e comuni silani e d’intorno, un Piano di lavoro locale. Preferibilmente, questo Piano di lavoro locale incorporerebbe il tavolo tecnico promesso dalla Regione per l’attuazione eventuale dei sette progetti proposti dal CCLD mediante la creazione di cooperative pubbliche o in partnership con il settore privato.

Il CCLD vuole sottolineare un fatto innegabile: Tale che presentato, l’annuncio regionale rimane all’interno dei parametri incoerenti del Jobs Act, Naspi, Asdi, Sia e Ise, questo ultimo fissato a 3000.00 euro di reddito annuo e 5000.00 di beni immobiliare per il nucleo famigliare. Con un tasso regionale di occupazione di solo 38 % e con 4 persone su 10 in situazione di povertà, sottolineiamo che questo sistema incoerente non copre le persone che si trovano nella situazione dei membri del CCLD, in modo che i loro diritti sociali, sanciti dalla Costituzione, vengono de facto negati. 

Questa negazione dei diritti costituzionali si spiega facilmente se non altro perché i criteri ed i fondi destinati al SIA sono restrittivi e drammaticamente limitati, mentre la soglia ISE è così inadeguata da spingere le cittadine/i verso i voucher o il lavoro nero in modo palesemente illegale. Questa soglia ISE, probabilmente ultra vires, non si qualifica come criterio per l’assistenza sociale ma funziona come un strumento diabolico di pauperizzazioni definitiva dei ceti meno agiati, per più generazioni. Senza creazione di posti di lavoro, lo Stato, la Regione e il Comune devono spiegarci come devono fare i disoccupati per pagare le bollette.

Perciò, il CCLD chiede rispettosamente al Sindaco, al Comune ed alla  Regione di prendere atto dell’estrema gravità della situazione in modo da indirizzare rapidamente almeno una parte delle risorse regionali annunciate a disposizione di Piani di lavoro locali adatti. Il CCLD appoggerà senza riserva ogni tentativo fatto dal nostro Comune in tal senso.

Si prega rispettosamente comunicare la risposta qualche sia al Signore Luigi Mele.

Cordiali e rispettosi saluti,

Il Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso. 

9 Feb. 2017

L’affronto fatto dai dirigenti della Regione Calabria al Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso il 7 Febbraio 2017 è motivato dal desiderio di continuare a trasferire i fondi pubblici nelle tasche dei privati senza nessuno altro impiccio, né pianificazione strategica, né Comitati di disoccupati e di precari. Il tasso di occupazione in Calabria è del 38% mentre più di 3 persone su 10 sono a rischio di povertà.

E chiaro che questi dirigenti confondono assistenzialismo e intervento pubblico. Rimane che la Costituzione italiana è fondata sul lavoro, sulla solidarietà nazionale e sopra una economia mista. La Costituzione fa obbligo ai veri livelli di governo intervenire, anche con cooperative e enti pubblici in favore delle fasce sociali più deboli e delle regioni periferiche o montane. La Costituzione, salvata dal popolo italiano durante il referendum del 4 Dicembre 2016, va rispettata.

FACCIAMO FIORIRE 10, 100, 1000 COMITATI CITTADINI PER IL LAVORO DIGNITOSO!

Federiamo tutti i Comitati cittadini dei disoccupati e dei precari della Calabria e dell’Italia.

Le nonne e i nonni italiani non devono sostituirsi con le loro speso derisorie pensioni allo Stato sociale smantellato da chi fa politiche solo per arricchire il 1 % già più ricco!

Le mamme e i padri non devono disperarsi per trovare una giornata di lavoro al nero per pagare la mensa o i libri ai figli e le bollette!

Le studentesse e i studenti non devono rinunciare ai studi perché tanto non servono a niente visto la grottesca meritocrazia all’italiana con la quali i risultati dei concorsi sono dubbiosi e certi posti sembrano diventati ereditari!

I giovani in generale non debbono più essere insidiosamente convinti che la loro vita sarà peggiore di quella dei genitori.

Non esiste fatalità socio-economica. I popoli fanno la Storia.

Il mondo non è mai stato così produttivo mentre la distribuzione delle ricchezze non è mai stata così disuguale. 10 persone in Italia possiedono più ricchezze dei 3 milioni meno ricchi. Il 20 % più ricco dispone di più dei 2/3 delle ricchezze nazionali.

Il lavoro dignitoso e i servizi sociali essenziali toccano a tutti, sono dei diritti costituzionali sacri.

Il CCLD di San Giovanni in Fiore chiama a fare fiorire 10, 100, 1000 CCLD in tutta la nostra Provincia. Assicura a tutte e a tutti della suo solidarietà.

Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso.

Il costoso piano di lavoro precario dell’attuale Regione Calabria.

Il 7 Febbraio 2017, scordando di mandare un rappresentante all’incontro in Prefettura con il Comune ed il Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso (CCLD), la Regione Calabria ha presentato il suo Piano d’Azione Occupazione e Inclusione per il 2017. (1)

Si tratta del solito cospargere e spreco delle risorse pubbliche disponibili senza la minima progettazione socio-economica strategica, e senza la minima ricerca delle necessarie sinergie cumulative che potrebbero fare nuovamente decollare la nostra Regione. Non si prende neanche il tempo – ad esempio con lo spreco ricorrente dei corsi di formazione senza nessuno sbocco prevedibile – di adattare il blueprint ideato per le economie ed il mercato del lavoro dei paesi nordici europei alle nostre condizioni locali. 

Di più, si ignora i doveri costituzionali rispetto al necessario intervento dello Stato ai suoi vari livelli quando il settore privato non è in grado di risolvere solo i problemi e rispondere agli interessi generali delle cittadine/i. O quando si tratta di zone montane. Le risorse vengono dunque direttamente trasferite, tramite bandi cosiddetti « pubblici » , dalle casse pubbliche nelle tasche private. Oggi, questo avviene con l’aggravio dello spreco meglio organizzato dei fondi europei (FSE e PAC). Si aggiungono solo altri elefanti bianchi in una Regione impoverita, mal governata, la quale, per colmo, usa più terreni disponibili delle altre regioni … aggiungendo così il dissesto delle zone urbane e semi-urbane al dissesto idrogeologico generale. 

Ebbene questa operazione è costosissima. Per il 2017 il Piano prevede l’allocazione di 280 milioni di euro per la creazione potenziale di 13 000 impieghi, per lo più precari e senza avvenire. Una semplice divisione mostra che la creazione di un tale posto di lavoro precario costa 21,538.462 euro per un tasso di occupazione attorno a 38 %. Il che sembra proprio essere l’Indice di efficienza del governo regionale attuale. 

Il CCLD amerebbe sentire il governo regionale e i vari professori di economia sul soggetto.

Si nota che questo Piano non risolve affatto le mancanze gravissime del Jobs Act, il quale è una vera e propria incitazione ai licenziamenti, ai voucher e al lavoro nero. Sopratutto non risolve la grottesca incoerenza del cosiddetto Social Act, cioè la catena infernale del Jobs Act, della Naspi, della Asdi, del Sia e dell’Ise – quest’ultimo limitato a 3000.00 euro annui di reddito e 5000.00 immobiliari per il nucleo famigliare (!) (2)

Va sottolineato che il Jobs Act a regime nel 2015 sprecò 18 miliardi di euro. Al contrario, la RTT – riduzione legale del tempo di lavoro in Francia – della « gauche plurielle » aveva costato solo 23 miliardi di euro, per di più provenienti dalle varie somme altrimenti sprecate in vari programmi di assistenza sociale ed altri esoneri al padronato, senza nessuna controparte in materia di creazione di posti di lavoro. 

In effetti, in solo due anni, la RTT creò direttamente attorno a 350 000 impieghi a tempo pieno con 35 ore pagate 39. Questi posti di lavoro a tempo indeterminato riabilitarono il potere di acquisto dei focolari – le ore di lavoro effettivo includevano 4 ore in media sotto forma di ore supplementari dunque maggiorate. Ma ci fu anche la riabilitazione dei contributi sociali su busta paga assieme alla parte fiscale della busta paga. Naturalmente, con i contributi sociali si salvava i programmi sociali – sanità, pensione, ammortizzatori sociali, ecc – mentre la parte fiscale della busta paga permetteva allo Stato di rinnovare le infrastrutture pubbliche necessarie ad una vita civilizzata … e allo sviluppo socio-economico sostenibile. 

Con i soldi sprecati in Italia con questi tipi di miseri Piani – senza parlare dei 350 miliardi di euro annui sprecati in tax expenditure e quasi altrettanti in evasione fiscale – si potrebbe finanziare 3 o 4 RTT … a 32 ore settimanali con stessa paga iniziale ma servizi sociali e infrastrutture bonificati. 

Questa è vera e propria latitanza istituzionale aggravata da un mimetismo concettuale da servi in camera. Se non si cambia d’urgenza, la terza-mondializzazione del nostro Paese e della nostra Regione sarà irreversibile.

In Italia, e sopratutto in Calabria, lo sviluppo socio-economico deve per forza passare dal rispetto della Costituzione e dalla certezza della legge, uguale per tutti. Certezza della legge da non confondere con strumentalizzati discorsi sulla certezza delle pene … solo per i più deboli.

Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso.

San Giovanni in Fiore, 8 Febbraio 2017

Note:

  1. Vedi Presentato dal Presidente Oliverio e dall’Assessore Roccisano il Reddito di Inclusione Attiva e il Piano d’Azione Occupazione e Inclusione  Lavoro – Catanzaro, 07/02/2017 http://portale.regione.calabria.it/website/portaltemplates/view/view.cfm?3269
  2. Per questi argomenti vedi la Categoria « Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso » nel sito http://rivincitasociale.altervista.org

Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso,

San Giovanni in Fiore, 8 Febbraio 2017

Ieri, il Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso (CCLD) ha subito un gravissimo affronto da parte delle autorità regionali. Questi non si sono presentate all’incontro convocato dal Prefetto di Cosenza e non hanno nemmeno giudicato necessario avvisare le altre parti, incluso il Prefetto, della loro assenza. Questo affronto non fu fatto unicamente a tutti di disoccupati di San Giovanni in Fiore ma, in verità, a tutti i disoccupati e precari della Calabria. Perciò, il CCLD lancia un appello ai dirigenti della Regione chiedendo di comunicarci subito la data di apertura del tavolo tecnico concordato in Prefettura il 3 Novembre 2016.

Il CCLD sottolinea che tutti i suoi nostri progetti sono ideati in modo da potere essere subito attuati da enti pubblici esistenti già familiarizzati con il processo di candidatura dei fondi europei. In questo modo, si faciliterebbe la questione del co-finanziamento necessario – 25 % o 50 % secondo i casi – per attingere a questi fondi oppure agli altri fondi regionali. E ovvio che non si può chiedere ai disoccupati di avanzare questo co-finanziamento. Senza rapida creazione di lavoro sostenibile tutto l’hinterland calabrese rischia lo spopolamento definitivo e la miseria, mentre le Città e le aree metropolitane non sono concepibili senza la loro base socio-economica locale e regionale.

Senza l’uso razionale delle risorse disponibili per creare uno nucleo di sviluppo locale sostenibile assieme ai posti di lavoro dignitoso che ne risulterebbero, continuerà lo sviluppo dello sottosviluppo della nostra già travagliata Regione. 

Aspettiamo una rapida risposta.

Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso.

Comunicato stampa del Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso. (7 Febbraio 2017)

Oggi, 7 Febbraio 2017, la Regione Calabria, il Comune di San Giovanni in Fiore (CS) e il nostro Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso (CCLD) erano convocati alle 10: 00 della mattina alla Prefettura di Cosenza. Le parti convocate dovevano discutere delle modalità del tavolo tecnico per la creazione di posti di lavoro attuando i sette (7) progetti presentati dal CCLD. (1) L’apertura del tavolo tecnico era stata concordata tra tutte le parti durante un incontro in Prefettura il 3 novembre 2016. I progetti messi avanti dal CCLD furono già descritti come « meritevoli » in un Comunicato stampa dell’Assessore al Lavoro della Regione Calabria.

Oggi, la Regione, diretta da un sangiovannese, il Governatore Oliverio, non solo non si è presentata in Prefettura ma non ha neanche giudicato necessario avvertire la Prefettura o il CCLD della sua assenza! Ci troviamo confrontati qui ad una gravissima latitanza istituzionale, aggravata con l’evidente intenzione della Regione di umiliare i disoccupati.

Il CCLD sottolinea che non si risolvono i problemi ignorandoli. Spera che, con la nuova mediazione promessa dalla Prefettura, la Regione aprirà il tavolo tecnico al più presto, dandoci una risposta immediata. Chiaramente non possiamo più aspettare mesi e mesi senza avere una risposta concreta e dettagliata. Non si governa con il disprezzo dei meccanismi democratici di consultazione della società civile oppure, peggio ancora, con affronti indescrivibili fatti a cittadine e cittadini esemplari che chiedono solo il rispetto del loro diritto costituzionale al lavoro.

Il CCLD pensa che l’umiliazione di questa giornata ricade interamente sulla fronte dei massimi dirigenti regionali. Avverte che non mollerà nella sua lotta per il lavoro dignitoso. Sottolinea che è proprio questa latitanza istituzionale la causa maggiore dello sviluppo dello sottosviluppo che ha portato la nostra Calabria a diventare la Regione più povera e meno ben governata della Unione Europea.

Il Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso.

San Giovanni in Fiore, 7 Febbraio, 2017.

1) I nostri progetti sono descritti qui : http://www.quicosenza.it/news/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza/cosenza/118849-fondi-per-loccupazione-220-corsi-per-5-500-disoccupati-protesta-dal-prefetto-di-cosenza-a-cosa-servono ; oppure nella Categoria CCLD del sito http://rivincitasociale.altervista.org

 

2 Febbraio 2017

Voglio sapere d’urgenza dalla Presidenza della Repubblica, dal Governo italiano, dal Procuratore della Repubblica di Cosenza e dai Carabinieri di San Giovanni in Fiore perché:

  • la violazione continua del mio domicilio,
  • l’avvelenamento delle mie bevande e del mio cibo,
  • le intimidazioni continue sotto forma di tovaglie da bagno macchiate di pittura rossa,

continuano malgrado le mie numerose denunzie?

Voglio sapere perché le mie denunzie sono ancora disattese e perché i risultati delle analisi delle bevande avvelenate non mi sono ancora state comunicate assieme al risultato dell’analisi della tovaglia macchiata?

Sottolineo che questo scellerato e vile comportamento poliziesco-mafioso dura da quasi 5 anni in Italia, cioè dai mesi trascorsi in Italia nel 2011 e nel 2012 e in modo permanente sin dal mio rimpatrio in Giunio 2013.

Ho anche denunciato alla Procura di Cosenza il gravissimo comportamento dell’allora Comandante dei Carabinieri di San Giovanni in Fiore, il quale osò minacciarmi se io continuavo a denunciare questi crimini!!! Denunciare i crimini è, e rimane, un dovere cittadino. Investigarli è, e rimane, il compito istituzionale della giustizia, proprio quello compito per il quale le autorità competenti vengono pagati con soldi pubblici.

Nella notte del 1 al 2 Febbraio, a partire dalle 3:30 AM fui vittima, ancora una volta, dal « boiling body effect ». Verificando allora le tovaglie ho trovato, ancora una volta, una tovaglia da bagno macchiata di pittura rossa – vedi foto qui sotto.

Questo significa che il mio domicilio continua ad essere violato durante le mie assenze malgrado l’Articolo 14 della Costituzione, nata dalla Resistenza, ma ancora vigente. Altre volte sono stato vittima di un « buzz » ideato per causare la deprivazione del sonno – « sleep deprivation ». Questi crimini mafiosi-polizieschi continuano ad essere perpetrati contro di me con l’ovvia complicità anti-costituzionale delle Autorità italiane e dalla Procura di Cosenza, da me più volte avvisate. Avviene malgrado tutte le mie denunzie anteriori.

La Procura di Cosenza e i Carabinieri di San Giovanni in Fiore non possono ignorare queste violazioni continue, se non altro perché sono illegalmente sottoposto ad una sorveglianza permanente 24 ore su 24. Noto, ad esempio, che nessuna delle persone che hanno violato il mio domicilio e avvelenato il mio cibo, o che mi hanno sottomesso ad un « buzz » per causare un effetto di deprivazione del sonno, è stata interpellata e tradotta davanti la giustizia benché sappiamo tutti chi è implicato. Noto che, malgrado le mie denunzie e le mie numerose proteste, queste dispongono ancora delle chiavi dei due portoni di entrata e della chiave del lucchetto che impedisce l’accesso del pianoterra al secondo e terzo piano della mia modestissima abitazione. Dispongono ancora illegalmente delle coperture necessarie, incluso quelle della polizia delle telecomunicazioni, per entrare in casa mia, controllando e occultando a distanza il sistema di allarme e le due telecamere. (Per l’appunto, una di queste persone è il mio giovane vicino di casa, barista e informatore di polizia, Pasquale.) I Carabinieri hanno rifiutato più volte di venire sul luogo per condurre le dovute inchieste, ad esempio per prelevare le impronti digitali e per analizzare le manipolazioni del sistema di  allarme e delle due telecamere, sorvegliare le entrate ecc. Sottolineo che il sistema di allarme è programmato per chiamare il mio cellulare ogni volta che esco o che entro.

Ho già avvertito il Presidente della Repubblica in quanto Capo delle Forze Armate e garante dei diritti costituzionali, assieme ai ministri e sotto-ministri responsabili. Ripeto che io non sono proprio il tipo da accettare simili e ripetute violazioni diametralmente a-costituzionali con la complicità delle Autorità del mio Paese. Forse perché sono una persona per bene, rispettosa della legge e con una reputazione immacolata. La giustizia deve proseguire il suo corso senza interferenze. I colpevoli, ad ogni livello, devono essere puniti e il dovuto risarcimento deve essermi versato con le dovute scuse.

Chiedo dunque l’intervento urgente delle Autorità; chiedo pure una spiegazione immediata. Per ora mi sembra di vivere in un Paese totalitario, costituzionalmente degenerato, nel quale degli idioti perversi istituzionali, sicuri della loro impunità (?), si sono messi in testa di torturare una persone per bene come me. In tanto, io mi chiedo a quale terzo della popolazione descritta da Philip Zimbardo appartengono realmente. (Vedi https://www.ted.com/talks/philip_zimbardo_on_the_psychology_of_evil?language=it.) Gesù, per parte sua, chiese :  « Da che seme provenite voi? » La giustizia è uguale per tutti.

Rispettosi e cordiali saluti,

Paolo De Marco, ex-professore di Relazioni Internazionali – Economia Politica Internazionale.