APPELLO / APPEL / APPEAL

Posted: 4th marzo 2014 by rivincitasociale in Politica
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Urgente:

LETTERA APERTA AL GOVERNO sulla gravissima mancata risposta dell’Ordine dei Medici di Cosenza. 21 aprile 2019 http://rivincitasociale.altervista.org/letter-aperta-al-governo-sulla-gravissima-mancata-risposta-dellordine-dei-medici-cosenza-21-aprile-2019/

LETTERA APERTA ALL’ONOREVOLE P. PARENTELA (Seconda richiesta della copia delle riposte scritte alle Sue due interrogazioni parlamentari. 13 Maggio 2019) in http://rivincitasociale.altervista.org/lettera-aperta-allonorevole-p-parentela-seconda-richiesta-della-copia-delle-riposte-scritte-alle-sue-due-interrogazioni-parlamentari-13-maggio-2019/

Lettera aperta al Ministro Bonafede selle continue violazioni del mio domicilio e sulle mie denunce disattese, 5 giugno 2019, in http://rivincitasociale.altervista.org/lettera-aperta-al-ministro-bonafede-selle-continue-violazioni-del-mio-domicilio-sulle-mie-denunce-disattese-5-giugno-2019/

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PROEMIO – AVANT-PROPOS – FOREWORD (For the English version, please go to the March 2014 Posts section)

« La politica non è l’arte del possibile bensì l’arte di fare emergere nuove possibilità socialmente più umane » (Marzo 1985)

                                Jure Vetere : l’unico vero tempio è la coscienza umana.

ITALIANO. Vai all’Appello

Care compagne, cari compagni,

E arrivata l’ora della rivincita sociale dei popoli, in Italia ed in Europa. E arrivata l’ora di lavorare tutte/i insieme alla nascita di Comitati cittadini per la Rivincita Sociale capaci di condurre all’emergenza del Partito della Rivincita Sociale. Questi partiti nazionali comporrebbero poi una Federazione Per l’Europa Sociale, che al suo turno farebbe parte di una Nuova Internazionale (senza cifra). Il nome mi sembra importantissimo, perché corrisponde al programma come pure alla voglia di ricatto oggi molto diffusa tra le nostre cittadine e i nostri cittadini.

A questo link troverete un Appello intitolato « E arrivata l’ora della rivincita sociale dei popoli, in Italia ed in Europa ». In riassunto il programma proposto, da dettagliare in comune, è lo seguente:

a) Una nuova definizione dell’anti-dumping – per i dettagli vedi l’Appendice dell’Appello. Nel sistema commerciale globale attuale, la base del calcolo dell’anti-dumping è il salario senza contributi sociali. Noi chiediamo semplicemente che sia il salario con tutti i contributi sociali.

b) La nazionalizzazione del credito per eliminare simultaneamente il debito pubblico ed il « credit crunch », e per toglierci il Fiscal Compact dalle spalle, assieme ai banchieri ed alle loro banche cosiddette « universali » .

c) La laicità, la parità donna-uomo e i diritti civili;

d) L’ecomarxismo, il ripristino del Territorio ed il principio di precauzione;

e) La democratizzazione dell’educazione e della cultura, ed il finanziamento pubblico della Ricerca & dello Sviluppo;

f) La fine della sovra rappresentanza socio-economica e mediatica, come pure la fine della falsa rappresentanza elettorale e democratica – cioè, la fine della falsa rappresentanza elettorale a tutti i livelli, anche al livello sindacale, a dispetto della Costituzione.

g) Il ripudio di ogni intervento estero o di guerra che non sia strettamente difensivo, assieme al ritorno allo spirito ed alla lettera della sicurezza collettiva.

Sottometto quest’Appello alla vostra attenzione, chiedendo cortesemente una risposta. Per arricchire la riflessione comune potete aggiungere un commento a questo Appello – i commenti giudicati non idonei alla deontologia scientifica o cittadina saranno cancellati. Oppure i Comitati in formazione potranno contattarmi all’indirizzo qui sotto per trovare il migliore modo di coordinamento. Mi permetto sopratutto di chiedervi la più ampia diffusione possibile dell’indirizzo di questo sito tra le vostre conoscenze, tra i vostri membri ed altri gruppi amici, almeno se giudicati che questo possa essere utile per lanciare il dibattito e creare una dinamica rivendicativa di fondo. Il sito stesso dovrebbe diventare il vettore di una creazione collettiva. L’emergenza capillare dei Comitati dovrebbe presto trasformarsi in un’onda gigantesca ed autonoma ma organica al popolo delle lavoratrici e dei lavoratori intellettuali e manovali, in breve organica a tutte le nostre e tutti i nostri concittadine/i di buona volontà.  

La rottura radicale col sistema neoliberale attuale non si fa a parole ma bensì militando e organizzandoci per cambiare l’attuale definizione dell’anti-dumping, costruendo il programma attorno a questa domande chiave. Questo renderà tutto il resto possibile.

Perciò, questa nuova definizione deve ricevere priorità assoluta anche perché, interiorizzandone la logica, si muterà radicalmente il « senso comune » della gente, e si creerà gli anticorpi ideologici – nel senso nobile del termine – necessari al nostro popolo, aprendo così la strada alla concezione pratica di un nuovo modello sociale, sostenuto dall’evidenza scientifica, come pure dai principi cardini della nostra Costituzione. Su questa base risulterà possibile costruire una vasta alleanza di classi in vista di « una riforma democratica rivoluzionaria », tranquilla ma capace di andare alle radici dei problemi che confrontano il nostro Paese e la nostra gente.

Alcune/i di voi mi conoscono già tramite le mie e-mail inviate a controg8@yahoogroups.com, e forse anche grazie al mio sito www.la-commune-paraclet.com. Da qualche mesi, ho effettuato il mio rimpatrio in Italia, a San Giovanni in Fiore, nella mia città nativa in Calabria, col desiderio di essere utile al lavoro di militanza e di organizzazione comune, oggi più urgente che mai.

Vostro,

Paolo De Marco

Per contattarmi: la-commune@virgilio.it

(Con la speranza di provocare una ribellione intellettuale e sociale « pacifica, civile e costruttiva » contro questo kow-tow nazionale che ci riporterà almeno 73 anni in dietro, cioè prima del 1946.)

Per il presentimento della negazione della negazione, Guccini, Quello Che Non, https://www.youtube.com/watch?v=2CPac2SXBo4

Dipinto dal grandissimo maestro Rosario Foglia di San Giovanni in Fiore (CS)

« Ognuno di noi è responsabile del suo prossimo » Cristiani dei primi tempi pitagorici non lontani da Riace

« Arrivare a patti con la Commissione o subire la procedura di infrazione dentro lo stesso paradigma socio-economico non cambia niente al disastro subito; tanto vale riprendersi la libertà di ritornare alla scienza ed alla razionalità socio-economica. » la Voce della Ragione

« Faremo le riforme strutturali con la Commissione! Creeremo lavoro con la flat tax! Ma intanto adotteremo il decreto Sicurezza-Immigrazione bis in caso i lavoratori domestici e stranieri non lo comprendessero! Abbasseremo drasticamente la popolazione italiana per ridurre la disoccupazione e conquisteremo Roma ! E Napoli! » il Nuovo Re Ubù

« Si!Si! Faremo i nuovi voucher con il salario minimo orario a zero ore a tempo determinato, e daremo così a tutte.i la dignità « cittadina » pentastellata. » il Piccolo Bougrelas.

« Picciotti, badate bene al nudging da strumentalizzare con le fake news per incrementare l’ansia degli Italiani per portarli ”una volta ancora ” lì do non vogliono andare » La Madre Ubù alias Pifferaio Bannon

“Salvini con il rosario mi dà un senso di vomito, 5S politicamente nessuno. Nel Pd non vedo idee” Andrea Camillieri ” https://video.repubblica.it/politica/la-versione-di-camilleri-salvini-con-il-rosario-mi-da-un-senso-di-vomito-5s-politicamente-nessuno-nel-pd-non-vedo-idee/337059/337655?ref=RHPPBT-BH-I228606643-C4-P12-S1.4-T1

« Il ritorno ai diritti fondamentali individuali e sociali sanciti dalla nostra Costituzione sono le uniche e urgenti ” riforme strutturali ” da fare ». Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso, San Giovanni in Fiore (cs)

« Appello tutte le forse vive della nostra Nazione, in particolare il mondo artistico, i lavoratori, i disoccupati e i pensionati a sconfiggere questa messa sotto tutela reazionaria del nostro Paese » Paolo De Marco, cittadino italiano.

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Indice

Preludio

Debito pubblico totale e debito pubblico al senso di Maastricht

Introduzione

Rapporto della Commissione e benchmark per la riduzione annua di 1/20 del debito

La logica dell’austerità e il caso emblematico della messa sotto tutela permanente della Grecia

Cosa insegna il caso greco all’Italia, possibile Magna Grecia?

Equivalenza ricardiana o stimulus pubblico, Riduzione del tempo di lavoro e credito pubblico

A cosa servono i fondi pubblici?

Riassunto reattivo del 18 giungo 2019

Preludio

Il Rapporto della Commissione della UE del 5 giungo 2019 annuncia una première, l’inizio della procedura d’infrazione contro l’Italia per « la non-conformità particolarmente grave » con le regole del Fiscal Compact. La Commissione ci rinfaccia la violazione dei Criteri di Maastricht per il deficit – massimo del 3 % del PIL – e per il debito – massimo 60 % del PIL – chiedendoci di abbassare tendenzialmente il debito pubblico da 1/20 fine a raggiungere il Criterio di Maastricht del 60 %. (1) Imperturbabilmente, i Dottori Diafoirus europei continuano a prescrivere il salasso al malato esangue. Si può già predire la reazione del solito coro dirigenziale e mass mediatico con tanto di gargarismo generico sull’Europa senza una mezza parola profferita sul nostrale Articolo 81, che impone un ferreo equilibrio di bilancio, ed sul suo corollario locale, l’Articolo 97…

Mesi fa, quando si poteva ancora sperare in una modica spinta progressista del M5S, ero d’avviso che un governo europeo responsabile poteva benissimo scegliere di pagare l’eventuale penalità per infrazione del 0.2 % del PIL, una procedura lentissima, a patto di presentare una legge finanziaria triennale di rottura realmente progressista e rigorosa, unica speranza per risanare i conti nazionali ritornando a rispettare la Costituzione nei suoi principi cardini, economia mista, tutela dell’interesse nazionale e dell’utilità sociale, tutela del credito nazionale, in particolare il necessario credito pubblico e diritto al lavoro dignitoso ed alla solidarietà nazionale con autentici sistemi di previdenza e di assistenza sociali di accesso universale.

Questa scelta avrebbe creato una situazione nuova all’interno della UE e della Zona Euro forzando gli altri paesi membri a negoziare una modifica, economicamente e socialmente salutare, ai trattati vigenti. In questa offensiva diplomatica l’Italia, uno dei tre grandi paesi fondatori della UE, avrebbe avuto più appoggio di quanto si possa credere. Intanto, in tre anni di legge finanziarie rigorose e socio-economicamente progressiste, la nostra contabilità nazionale, come pure il nostro sistema paese, sarebbero rinati.

Oggi, le cose si presentano in modo più limpido: il Fiscal Compact non fu mai trascritto in legge alla fine del 2018 rendendolo perciò nullo e non avvenuto. E dunque difficile immaginare un Consiglio europeo aprire legalmente una procedura di infrazione. Sarebbe un golpe intollerabile e senza avvenire. Tutt’al più dimostrerebbe, « una volta ancora », la subalternità trasversale dei nostri dirigenti, incluso i vari spaccamonti nostrali, che esibiscono in TV la maschera guerresca della sicurezza – tipo Codice Rocco – e della xenofobia malthusiana più volgare, allorché, come nella favola, anche i bambini potrebbero esclamarsi « Vedi, vedi! Hanno già calato le braghe! » « E pure i cozunielli! » aggiungono i Calabresi.

E pure vero che la destra dura, cosiddetta sovranista e populista, non ha ottenuto la maggioranza al Parlamento di Strasburgo alle ultime elezioni di maggio 2019, ma il suo prevedibile kow-tow al Fiscal Compact datava da prima. Basta guardare i punti maggiori del programma governativo:

a ) Sicurezza/immigrazione, un testo che esibisce un pericoloso ma emblematico amalgama così che il Presidente della Repubblica fu obbligato aggiungere una lettera restringendone l’interpretazione nel rispetto della Costituzione e dei Trattati internazionali, incluso dunque la Legge del Mare.

b ) Sicurezza bis, in preparazione e ovviamente a-costituzionale, anche sotto il rapporto della libertà di associazione e della libertà di espressione.

c ) Autonomie regionali nel quadro del federalismo competitivo e differenziato, ovviamente a-costituzionale e già ripudiato dal referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 con 59 % dei voti. (Vedi Categoria Costituzione in http://rivincitasociale.altervista.org )

d ) La Flat tax, rovinosa e a-costituzionale. Si tratta di una versione « italiana » della teoria del « trickle down » che l’economista John Galbraith definiva senza mezzi termini così: « It is horseshit: it is like feeding the horses to feed the birds. ». In effetti, i 99 % di questa vera Animal farm sono sempre più impoveriti. La Costituzione sancisce tasse progressive. In quanto meccanismo di rilancio dell’attività economica e di creazione di lavoro, questo ingente spreco iniziale di 40 o 50 miliardi di euro annui – per ora senza coperture e dunque illegale, non agli occhi della UE, ma bensì dell’Articolo 81 della nostra Costituzione – avrà solo uno effetto di crescita sulla speculazione. Non ridurrà affatto il costo di produzione, dunque non aumenterà la competitività delle nostre aziende. Per questo servirebbe tutt’altro. Ad esempio, tasse pagate sulle ricette effettive dell’anno e non su quelle dei mesi prima; pagamento in tempo dei fornitori dalla PA; accesso agevolato al credito pubblico con casse di risparmio senza scopo di lucro; creazioni obbligatorie di tavoli tecnici riunendo tutti gli Enti implicati in dati progetti col scopo di coordinare le loro attività nel rispetto dei loro mandati rispettivi in modo da ridurre i tempi biblici di attuazione dei stessi; in effetto, questo compito di coordinamento accelerato potrebbe essere conferito alla provincie; modernizzazione delle Standard Operating Procedures se non altro per responsabilizzare i dirigenti rendendo più trasparenti le procedure opache della nostra PA; creazione di una agenzia nazionale di consiglio per affiancare la modernizzazione del nostro tessuto industriale economico frammentare – 90 % delle imprese con meno di 10 operai; crescita della Ricerca e Sviluppo pubblica anche con la creazione di tecnopoli ben ripartiti nelle nostre città metropolitane, il che implicherebbe una pianificazione almeno strategica; ruolo diplomatico attivo del nostro Paese a favore di una nuova definizione dell’anti-dumping capace di proteggere almeno il salario differito e la tax area su busta paga, dato la corrente e devastatrice guerra dei dazi lanciata da Donald Trump, ecc..

e ) Lo sblocca cantieri, secondo me necessario, ma oggi fatto premiando inevitabilmente l’illegalità e la corruzione – tipo Expo di Milano o Mosè veneto ? – senza nemmeno prevedere degli audit trimestrali o semestrali indipendenti. Questi, se non potranno impedire le infiltrazioni mafiose, potranno almeno vietarci la folle inflazione dei costi, la quale ricade inevitabilmente sulle spalle dei cittadini contribuenti

f ) Il Decreto crescita con tante misure che agevolano ancora gli investitori privati senza tenere minimamente conto della necessaria creazione di cooperative e enti pubblici, sopratutto nelle regioni svantaggiate e nelle regioni montane, come d’altronde recita l’Articolo 44 della Costituzione..

g ) Il continuo e oneroso salvataggio delle banche, incluso con la detrazione a 100% dell’accantonamento – provisioning -, e con le illusioni dei Mini-bot

h ) L’aumento del salario minimo orario, certo valido in situazione di pieno impiego con contratti a tempo indeterminato ma senza senso nel contesto della precarietà dilagante attuale con un DEF 2019 che dimezza i già magrissimi aumenti dei salari nella PA senza ripristinare i meccanismi della concertazione sociale assieme al rispetto dei contratti nazionali e della democrazia industriale, sociale ed economica.

Abbiamo già capito che mentre si passerà sotto le forche caudine della UE, anche con un Fiscal Compact ormai legalmente obsoleto, si utilizzerà la solita fraseologia volgare e demagogica per fare passare questo programma, non tanto di parte quanto a-costituzionale nella lettera e più ancora nello spirito. Se questo succederà, sarà solo l’inizio. In linguaggio colorito si tratterà di un governo Tsipras diretto da Alba Dorata, « o più correttamente Lega Popolare-Alba Dorata ».

Debito pubblico totale e debito pubblico al senso di Maastricht

Siamo tutti ipnotizzati con il debito pubblico e in Italia a giusta ragione dato che il suo finanziamento ci costa oggi tanto quanto l’intero sistema di educazione nazionale. Rimane la tragedia – nel senso etimologico – giocata oggi sotto la minaccia dell’apertura della procedura di infrazione contro l’agnello sacrificale italiano. Siamo rimandati alla farsa del 0.04 sostituito ad un 0.4 del DEF e a quella di una riduzione di – 0.6 del debito strutturale nel 2019 al prezzo del blocco totale delle spesse pubbliche nette e al prezzo di nuovi tagli e privatizzazioni. E puro autolesionismo; non ha proprio niente a che fare con una teoria e una pratica economica minimamente sana in un paese civilizzato.

Importa pero sottolineare che la logica delle leggi finanziarie di stampo neoliberali monetariste e quella della Commissione europea sono fondate sulla definizione del debito secondo il Trattato di Maastricht con alcune lacune – strumenti derivati e prestiti – e con alcune eccezioni – spese calcolabili secondo i criteri di Maastricht ma non contabilizzate, ad esempio quelle destinate alla ricerca e innovazione oppure a certi investimenti ma solo per alcuni paesi considerati « virtuosi ». Vi sono pure alcune variazioni transitorie, cioè i margini di flessibilità previsti per eventi eccezionali o una tantum. « Il debito pubblico è quindi pari al valore nominale di tutte le passività lorde consolidate delle amministrazioni pubbliche (amministrazioni centrali, enti locali e istituti previdenziali pubblici). Il debito è costituito da biglietti, monete e depositi, titoli diversi dalle azioni, esclusi gli strumenti finanziari derivati, e prestiti. » https://it.wikipedia.org/wiki/Debito_pubblico#Il_debito_pubblico_in_Italia .

Al contrario dei Stati Uniti, il debito pubblico nella UE include il finanziamento del sistema di previdenza e di assistenza. Ma non include, ad esempio, i debiti fuori bilancio. In oltre, la Commissione europea rimane abbastanza flessibile purché un governo sia pronte a sacrificare i beni comuni ed il suo interesse nazionale per portare avanti le sue predilette « riforme strutturali » neoliberali monetariste.

L’Italia ne sa qualcosa visto la flessibilità accordata vuoi per i terremoti, vuoi per gli afflussi di migranti. Altri paesi ci sanno fare meglio, ad esempio la Francia che mantiene fuori dai parametri di Maastricht una decina di miliardi annui per gli investimenti in ricerca e innovazione. Tra questi debiti fuori bilancio, la fetta maggiore va ai debiti della PA verso i suoi fornitori. E difficile stabilire la somma esatta dato il ciclo di vita delle imprese ma, oggi si aggira attorno a 65 o 70 miliardi di euro. Poco tempo fa, quando proposi di mediarlo tramite le banche con la garanzia della Cassa di depositi e presti si aggirava attorno a 90 miliardi. L’idea era di diminuire il « credit crunch » sulle nostre imprese per dare uno slancio all’economia. L’implementazione di questo concetto fu mal-condotta probabilmente perché la mediazione bancaria trasformava questo trasferimento in debito secondo Maastricht. Oggi, si cerca un metodo per pagare i fornitori senza pesare sul totale del debito pubblico secondo Maastricht, cioè con i Mini bot come ben spiegato nella prima parte di uno articolo di Coniare rivolta. ( La Lega e la farsa dei Minibot (Prima parte), di Coniare Rivolta* http://contropiano.org/news/news-economia/2019/06/05/la-lega-e-la-farsa-dei-minibot-prima-parte-0116135. Seconda parte in La Lega e la farsa dei Minibot (Seconda parte), di Coniare Rivolta* http://contropiano.org/news/news-economia/2019/06/08/la-lega-e-la-farsa-dei-minibot-seconda-parte-0116209 )

Personalmente, non vedo proprio l’utilità dei Mini bot. Non perché sarebbero illegali dato che sistemi di pagamento non garantiti dallo Stato esistono già sulla base di un rapporto di fiducia reciproca. Per una impresa o un fornitore questi piccoli tagli in forma di Mini bot avranno molti svantaggi: non comportano nessuno interesse, cioè avranno un interesse negativo con l’inflazione attuale e creano in oltre una rigidità nel l’uso dei flussi di cassa – cash flow.

Questione: Si potrebbe diminuire il « credit crunch » che pesa sul nostro sistema con i Mini bot, cioè sostituirlo al credito pubblico? La risposta sarà negativa se non altro per le rigidità contabile indotta. Ma sopratutto perché questo tipo di uso diretto della leva del Tesoro è stato devoluto alla UE con la creazione della BCE. Il metodo più semplice rimane di lasciare la gestione della moneta alla BCE riprendendoci pero in parte il credito pubblico con la creazione di una banca pubblica, la quale utilizzerebbe una leva finanziaria media di 40 euro per 1 euro di capitale. In questo modo, con con due miliardi di euro di capitale finanziato in debito pubblico o in spesa prevista nella legge finanziaria, si avrebbe a disposizioni 80 miliardi di euro, cioè più del costo annuo del finanziamento del debito oggi attorno a 65 miliardi; il resto servirebbe al finanziamento degli investimenti, incluso la voce del co-finanziamento necessario per attingere ai fondi europei oggi sotto utilizzati. Sui 35 miliardi di fondi europei per il 2014-2020 solo un poco più del 4 % fu utilizzato e un poco più di 10 % progettato, e siamo già a giugno 2019!!! Si potrà così comprare il debito pubblico anno dopo anno, cancellandolo, prima i 32 % ancora in mano agli investitori stranieri e quella percentuale che piomba le nostre banche pulendone il bilancio senza aggravare il debito Target 2 che pesa già quasi 500 miliardi di euro. Si tratta di un debito vero e proprio e non come vorrebbero alcuni di uno semplice « jeu d’écriture ».

Questa manovra permetterebbe di abbassare rapidamente il debito pubblico liberando un margine budgetario per riabilitare e modernizzare il nostro Stato sociale con i suoi servizi pubblici, le sue infrastrutture pubbliche e le sue imprese strategiche pubbliche. A quello punto, con rigore ma senza austerità, tutto ridiventerebbe possibile, visto la riabilitazione della possibilità di intervento dello Stato.

Servirebbero i Mini bot per uscire dall’euro? Non vedo proprio come. Non solo perché il ritorno ad una moneta nazionale provocherebbe un attacco speculativo che il nostro governo non saprebbe sconfiggere anche perché servile al capitale speculativo globale ed alle sue teorie e pratiche consolidate. Mi sono già spiegato su questo problema nel mio articolo « Uscire dall’euro non serve, serve mettere fine al regime della cosiddetta banca « universale » (vedi in Download now, sezione livres-books di www.la-commune-paraclet.com )

L’esperienza della « gauche plurielle » al tempo del Primo Ministro Jospin dimostra che un governo con un programma sociale avanzato è de facto protetto dall’euro contro ogni attacco speculativo. A parte, quelli effettuati tramite i CDS dunque con lo spread. Questi CDS andrebbero aboliti per il debito pubblico dato che il corso legale della moneta e del credito – come pure i continui salvataggi bancari – rimangono monopolio statale. Oggi, dato che quasi i 2/3 del nostro debito sono in mani italiane (sulla struttura del debito pubblico al senso di Maastricht vedi: https://www.repubblica.it/economia/2018/05/29/news/chi_detiene_il_debito_pubblico_italiano_30_anni_di_cambiamenti-197562983/ ) non si capirebbe perché i nostri istituti finanziari si auto-lesionassero con CDS fuori luogo tali che valutati da agenzie di rating straniere.

(Sottolineo che le agenzie di rating presentano le loro valutazioni come soggettive per premunirsi contro eventuali azioni giudiziari; non di meno, gli investitori istituzionali sono obbligati a tenerne conto!!! Anni fa, avevo chiesto, in vano, la creazione di una agenzia di rating europea o al minimo italiana, la Cina, tra altri paesi, ebbe l’intelligenza di farlo.)

La chiave dell’indipendenza nazionale all’interno della Zona euro rimane nella distinzione teorica e pratica tra moneta – lasciata alla BCE mentre la politica determina la definizione delle inflazioni e in modo congiunto il tasso di scambio – e il credito. Quest’ultimo deve tornare ad essere tutelato dallo Stato come detta l’Articolo 47 della nostra Costituzione, e dunque deve ritornare ad essere almeno in parte pubblico. Si sottolinea che prima del 1981-1983 quando Bankitalia funzionava come una banca centrale pubblica, il peso del nostro debito rimase derisorio malgrado i sforzi finanziari domandati dalla ricostruzione del dopo-guerra e dal cosiddetto « miracolo economico italiano ».

« Benché il suo statuto fu sempre ambiguo, fino al 1983 Bankitalia operava come una banca centrale pubblica. Disciplinava il mondo bancario-finanziario determinando i tassi di interesse guida, modulando in questo modo la leva finanziaria e dunque i volumi di credito resi disponibili dalle banche private all’economia. Sopratutto, finanziava il debito statale in modo pubblico, cioè senza dovere accontentare azionari esteri con forti dividendi. Questo fece sì che dal 1945 fino al 1970, cioè durante gli anni della ricostruzione e poi del « miracolo economico italiano », il debito pubblico oscillò tra il 32% ed il 37 % del PIL. Nel 1973, con il drastico aumento del prezzo del petrolio indotto dai paesi dell’OPEP, e poi nel 1980, con la contro-riforma monetarista, il nostro debito pubblico ammontava ancora rispettivamente al 50 % ed al 56 % del PIL. Con la sua banca centrale controllata dal Tesoro, l’Italia fu capace di assorbire i cambiamenti finanziari e commerciali tettonici di quelli anni con relativa facilità » Non è più così sin dalla privatizzazione completa di Bankitalia. (vedi http://rivincitasociale.altervista.org/credito-debito-pubblico-tagli-golpe-costituzionale-24-febbraio-2019/ . Tutta la seria storica dal 1861 al 2015 è disponibile qui: https://umbvrei.blogspot.com/2015/06/italia-pil-e-debito-pubblico-dal-1861.html )

Il debito totale è molto più elevato del debito pubblico perché comprende pure il debito privato e quello delle famiglie. Al contrario, il patrimonio lordo non viene usualmente preso in linea di conto, se non nel quadro delle privatizzazioni a colpo di spending review. Il debito totale si aggira a un poco meno di 10 000 miliardi. Il nostro Paese è ricco e le sue ricchezza reali fanno gola a tutti quelli che hanno in mano montagne di carta straccia stampata in dollari o in euro. Vi ricorderete che con Renzi-Gutgeld si parlava di modificare il Capitolo V della Costituzione per centralizzare gli enti pubblici locali rendendoli più appetibili agli investitori privati, strategia seguita da l’attuale governo. Anche il Demanio è oramai in pericolo inclusi i siti archeologici e i musei. (Sull’esempio emblematico della gestione privata del Colosseo, vedi: http://rivincitasociale.altervista.org/il-ritorno-dellitalia-dei-ladri-qualunquisti-e-persecutori-il-caso-dei-musei/ )

In realtà, quando esistono i mezzi per finanziarlo, il debito è un segno di ricchezza ed un mezzo efficace per incrementarla. Intanto, da critico sin dall’origine della logica del sentiero di consolidamento fiscale ( http://rivincitasociale.altervista.org/debito-pubblico-sciocchezze-marginaliste-caso-italiano-3-marzo-2017/ ) ancorato sull’avanzo primario senza nessuno ritorno al credito pubblico per finanziare il debito pubblico e gli investimenti pubblici nelle imprese statali nazionali o locali, non vedo proprio la logica di quelli economisti tipo « Coniare rivolta » che considerano il saldo primario come una sottrazione penalizzante di risorse all’economia. Troppo facile. Il finanziamento del debito fa parte degli oneri dello Stato, non se ne può fare astrazione e non si può comunque pensare mantenere una crescita economica con deficit anno dopo anno. Peggio ancora, si tratta di una facilità puerile che impedisce di porre i veri problemi.

Che il nostro martoriato Paese sia ricco ma mal-governato, in effetti governato contro il suo popolo e contro i suoi interessi nazionali superiori, si evidenzia da molti fatti. Ne cito alcuni.

Prima la corruzione endemica, degna di un paese del Terzo Mondo secondo Transparency international che ci classifica al 53 posto su 180 paesi nel 2018 (https://www.transparency.org/country/ITA )

Secondo, dal lavoro al nero molto sottovalutato quando si stima al 12,6 % del PIL malgrado il cambio della contabilità nazionale all’interno UE nel 2014. (Vedi Sommerso e attività illegali in calo, ma valgono il 12,6% del PIL, in https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-10-11/istat-2015-sommerso-e-attivita-illegali-valgono-208-miliardi-126percento-pil-101937.shtml?refresh_ce=1 . Vedi pure Lavoro nero Italia 2018 | Eurispes | Usura, Il “fuori busta” per battere la crisi: l’esercito del lavoro nero che sfugge allo Stato, Pensionati, doppio lavoristi, immigrati e casalinghe: secondo l’Eurispes in totale sono 300 i miliardi di euro che sfuggono al controllo dello Stato. A cui aggiungere 156 miliardi di sommerso generati dalle imprese italiane. Intanto un italiano su dieci è vittima degli usurai, in http://www.today.it/economia/lavoro-nero-eurispes.html .)

Terzo dalle centinaia di miliardi di evasione fiscale stimata a gennaio 2018 tra 124 a 132 miliardi di euro annui (vedi  Evasione fiscale sempre più su, gli italiani mentono anche nelle statistiche, Ricerca dell’università Cà Foscari sul sito Senato alza di 5 miliardi le stime del mancato gettito che è tra i 124 e 132 miliardi di euro. Questo perché i contribuenti non dicono la verità sui propri redditi nemmeno nelle rilevazioni demoscopiche , in https://www.repubblica.it/economia/2018/01/20/news/fisco_con_la_sottodichiarazione_l_evasione_sale_a_132_miliardi-186910953/ )

Aggiungiamo gli altri centinaia di miliardi annui, attorno a 290 miliardi euro, di tax expenditures, cifra ottenuta quando si risale nel tempo della fiscalità neoliberale monetarista invece di guardare solo ai 70 o 90 miliardi che entrano nei parametri attuali. (Secondo la Corte dei conti, le spese fiscali – tax expenditures – passarono da 253,7 miliardi di euro nel 2011 a 313,1 miliardi nel 2016. Vedi la Tavola 9 intitolata LA CRESCITA DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI: 2012-2016, pagine 98 del Rapporto della Corte dei conti del 2016. Da notare l’estrema ingiustizia regressiva di quasi tutte queste agevolazioni o crediti fiscali: spezzo vengono dedotte dal IRPEF, mentre la gran maggioranza dei focolari non ne paga o molto poco per causa di redditi derisori.)

Infine, e possibilmente in modo ancora più allarmante, tramite la frammentazione e la svendita al ribasso dei nostri gioielli nazionali – con tanti di Prodi all’ENI e altri parassitari capitani di industria – con la perdita di controllo nazionale del nostro apparato produttivo e di scambio. La posizione netta del nostro Paese rimane tutt’oggi molto allarmante malgrado la narrazione statistica contraria.

In effetti, Nella sua Relazione annuale del 2017 Bankitalia (maggio 2018) afferma che « La posizione patrimoniale netta sull’estero (PNE) dell’Italia ha registrato negli ultimi quattro anni un miglioramento assai significativo: il saldo debitorio è passato da -364 miliardi di euro alla fine del 2013 a -115 alla fine del 2017 (dal 22,7 al 6,7 per cento del PIL). Questo aggiustamento è stato determinato soprattutto dal surplus di conto corrente e conto capitale, il cui effetto cumulato nel quadriennio ha contribuito per il 60 per cento (150 miliardi) alla riduzione del passivo sull’estero. (figura A, pannello a)1. » (https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2017/rel_2017.pdf#nameddest=miglioramento-posizione , p 137) Ma poco prima Bankitalia sottolineava l’amplificazione di Target 2 oggi stimato ad un poco meno di 500 miliardi di euro, un bel cappio al collo del nostro Paese creato dai salvataggi bancari operato dal Goldman and Sachs’s Boy Mario Draghi che alcuni ciechi paventato come un salvatore dell’Italia ma che, invece, ha permesso alle banche straniere tedesche, americane e in parte francesi vendere le loro obbligazioni italiane prima di subire un eventuale haircut come avvenne in Grecia! Si spiega così questo misterioso miglioramento.

Ma si possono guardare le cose sotto un angolo diverso, quello del controllo diretto straniero. Ammontava a 3,5 % del PIL o 281,323 milioni di euro nel 2014, investiti sopratutto nel Nord. « La maggior parte delle imprese estere che investono in Italia proviene dall’Europa occidentale (3.378) e dal Nord America (976), mentre il settore con il maggior numero di imprese con partecipazioni estere è quello del commercio all’ingrosso (33%), seguito dall’industria manifatturiera (29%). A livello territoriale è il Nordovest l’area che riceve il più alto numero di investimenti. Secondo la Cgia nel 2013, ultimo anno in cui i dati sono disponibili per ripartizione geografica, il vecchio triangolo industriale ha attirato il 65 per cento circa degli investimenti totali. Seguono il Centro (18,5% del totale), il Nordest (13,8%) e il Sud (2%). » (vedi https://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/ide-228.htm )

Sembra incredibile ma oggi i neoliberali monetaristi piangono il fatto che il Paese non sia più capace di attirare molti investimenti diretti stranieri, solo perché senza il credito pubblico l’impressione di crescita viene dal andamento del conto corrente, cioè in questo caso nella bravura dei nostri capitani industriali e dei loro dirigenti a svendere i beni nazionali facendoli passare sotto bandiera straniera, oppure la loro capacità ad abbassare le importazioni – di consumo delle famiglie e di consumo produttivo – più del debole mantenimento delle esportazioni. Tenendo conto dell’effetto di cancellazione di Target 2 sulla posizione netta del nostro Paese si ottiene una visione più fedele anche se più drammatica della realtà. Una situazione che peggiorerà ancora se il nostro Paese accetta i rimedi cavallini prescritti dalla Commissione e dal FMI alla Grecia.

Introduzione

Eccoci dunque di nuovo costretti a prendere sul serio l’esercizio finanziario del governo e della Commissione europea, questionando la coerenza di numeri con decimali mentre sappiamo tutti come funziona questa contabilità neoliberale monetarista. E quella dello Stato minimo destinato a cedere il posto alla « governance privata globale » alla faccia della Costituzione che sancisce l’interesse nazionale, l’utilità sociale e la solidarietà nazionale. La logica delle tax expenditures o spese fiscali, che spariscono gentilmente dai radar una volta concesse, rivela il trucchetto: bisogna sempre ridistribuire preventivamente le eventuali ricette in eccedenza in modo da fare apparire un budget sempre sull’orlo del precipizio per legittimare la continuazione dell’austerità. In Italia, si aggiunge la grottesca Spada di Damocle della necessità di disinnescare l’aumento dell’IVA mentre le sue soglie sono già tra le più alte della UE. In effetti, visto le disuguaglianze basterebbe abbassare l’IVA sui beni di prima necessità e aumentarla per gli altri nello spirito della tassazione progressista repubblicana. A parte all’enormità di queste spese fiscali, basta poi guardare alle priorità governative nel effettuare tagli o conferire fondi ed esoneri al cuneo fiscale …

A questa pratica budgetaria che permane sin dagli anni 80, con la privatizzazione di Bankitalia, dunque quella del debito pubblico, va aggiunto la variante percepibile nel DEF del Ministro delle finanze Tria in accordo con Moscovici ed altri. In breve, esiste in economia la consapevolezza di quello che si chiama il « gap » sin da Keynes: le azioni governative, in particolare quelle del classico pump priming mettono al minimo tre mesi per concretizzarsi nell’economia tramite il Moltiplicatore. Ora, come denunciato da me in vano altrove, non solo il Ministro Tria non fece un budget espansivo nel 2018 ma concordò con Moscovici e la Commissione di abbassare il tiro. Tutti ricorderanno la pantomima del 2,4 % poi trasformato in 2,04 % con la promessa di una ventina di miliardi di tagli e di privatizzazioni per assicurare le coperture. Se non bastasse, per assicurarsi che la manovra fallirebbe nel suo impatto economico positivo e dunque rispetto alla maggiore crescita e alle maggiori entrate sperate, non si fece quasi nulla nei primi 6 a 8 messi del nuovo governo, mentre necessitava una rapida implementazione della Quota 100 e per il Reddito di cittadinanza, purtroppo ambedue drasticamente ridimensionati. Se non bastava, si decise di non aprire la porta a nuove assunzioni nella PA prima di novembre.

Con tutto ciò, il Ministero delle finanze vanta oggi ricette in crescita in gran parte dovute alla semplice adozione di riscossioni per via elettronica. Ironicamente persino l’ineffabile Mario Monti, il signore Anti-Trust ideato col solito « profiling » per smantellare dopo il Prodi dell’ENI il nostro sistema industriale-economico, ovviamente con l’aiuto di tanti altri, e poi fatto Presidente del Consiglio per straordinario intervento della Lettera di Trichet-Draghi, rivendica oggi l’effetto di sostegno economico indotto dei mal-fatti, iniqui e clientelari 80 euro in busta paga del liberista filo-semita nietzschiano Renzi ! (2)

La morale di questa storia è limpida e va letta in parallele con la speranza che fece nascere l’elezione di Syriza in Grecia di potere cambiare le regole del gioco e uscire dalla logica mortifera dell’austerità monetarista. Questa timida rimessa in causa della doxa filo-semita nietzschiana monetarista fu uccisa nell’uovo. A parte Tria, nessuno dimentica la lettera di Savona alla UE con il suo tipico pedalare indietro al primo rialzo dello spread. (L’uso politico dello spread: come la BCE ha messo in riga l’Italia, di Coniare Rivolta*  http://contropiano.org/news/news-economia/2018/06/12/luso-politico-dello-spread-come-la-bce-ha-messo-in-riga-litalia-0104864 ) La stessa cosa fu abilmente implementata contro il presente governo italiano di destra con le sue velleità, subito seppellite, di sovranità e di cambiamento. Che poi detti sovranità e cambiamento non siano concepiti, per dirlo in modo colorato, fuori della odierna voodoo economics del tipo Reagan, non basta, si aggiungono per colmo le regressioni irrazionali di Donald Trump, con tanto di flat tax, di tagli, di promesse di privatizzazioni, incluso dell’acqua pubblica, e con tanto di demagogia sulla sicurezza e l’immigrazione ecc.

Eppure, se Tria e Moscovici non avessero sabotato le piccole misure espansive rimaste nel DEF 2018, si sarebbe verificata una dinamica contabile positiva, come d’altronde viene verificato in Portogallo. A prova, la crescita delle ricette tributarie malgrado la stagnazione economica attuale.

E questa la vera posta in gioco: la continuazione dell’austerità distruggendo la nostra economia e la nostra demografia, oppure il ritorno alla razionalità socio-economica, d’altronde prescritta dalla nostra Costituzione con la sua economia mista, la tutela statale del credito e la garanzia dei diritti fondamentali sociali e individuali a tutti i residenti sul nostro territorio e non solo ai cittadini italiani.

Rapporto della Commissione e benchmark per la riduzione annua di 1/20 del debito

In parole chiare ecco quello che vuole imporre la Commissione chiedendo l’intervento illegale del Consiglio europeo il 9 luglio prossimo: « L’elevato e crescente stock di debito previsto nel 2029 nello scenario di base e la sua sensibilità agli shock macroeconomici-fiscali contribuiscono a tale valutazione. Il raggiungimento di un rapporto debito / PIL pari al 60% del PIL entro il 2033 richiederebbe pertanto all’Italia un notevole sforzo di bilancio cumulativo, pari a 10,2 punti percentuali del PIL nel 2021-2025.» (3) Sulla base del PIL 2018 dato a 1753.95 miliardi di euro dal DEF, si tratterebbe di 178.9/5 = 35.78 miliardi annui durante il periodo. In realtà un poco di più con l’evoluzione del PIL nell’intervallo.

Non solo ma se l’Italia entra nel processo d’infrazione tra altre conseguenze procedurali (5) ci sarà la messa sotto tutela duratura della nostra economia e del nostro Ministero delle Finanze, cioè dell’uso che i cittadini italiani intendono fare dei loro fondi pubblici. La disciplina finanziaria imposta sarà peggiore di quella richiesta alla Grecia di Tsipras. Similarmente al caso greco, non avrà nessuna scadenza sicura anche perché il paradigma marginalista in tutte le sue varianti ed in particolare quella neoliberale monetarista non è scienza ma solo una narrazione reazionaria. Il suo «sentiero di consolidamento fiscale » è ormai confutato da tutti i fatti, non solo tecnici, ma anche quelli forniti dai titoli obbligati dei mass-media, comunque anche loro mainstream. (6)

Questa è la Porta aperta di Moscovici et al., alla soglia della quale si deve lasciare ogni speranza. (7)

Nonostante le critiche e le contrapposizioni esibite per il beneficio della galleria, sembra in Italia di essere perpetuamente in periodo elettorale, tutti i partiti rappresentati in Parlamento, molti di quelli che sono rimasti fuori, le istituzioni di rappresentanza istituzionali economiche, molte di quelle sindacali e di rappresentanza dei consumatori, sono sempre pronti a presentare il passaggio sotto le forche caudine della UE, chi più o chi meno chino, come l’unica alternativa. Mentre il Presidente del Consiglio fa sapere da Hanoi che farà di tutto per scongiurare la procedura di infrazione, il Ministro delle Finanze Tria ha premurosamente dato nota della sua volontà di negoziare, cioè di fare preventivamente ma in modo concordato quello che risulterebbe dalla procedura di infrazione. (8)

Come fu notato emblematicamente da un commentatore : « In ogni caso, come riportato nella letterona, la Commissione è consapevole del fatto che serve “una modulazione attenta dell’aggiustamento di bilancio per evitare che uno sforzo fiscale troppo consistente finisca per essere controproducente in un contesto in cui il PIL a prezzi correnti (cioè inclusivo dell’inflazione) cresce meno del 2 per cento”. ». Chiaramente, se si va nella giusta direzione, la Commissione sarà pronta a dare un poco di corda in più…

Succede proprio questo quando le percezioni sono date come realtà, si giunge inevitabilmente ad una dissonanza cognitiva collettiva che impedisce pensare le vere alternative, tra l’altro quelle che solo rimarrebbero congruenti con la nostra Costituzione, malgrado l’auto-inflitto pareggio di Bilancio – Art 81 – e i suoi corollari per gli Enti locali – Art 97, 117 e 119.

Ma non lascia di stupire questo sbraitare al vento collettivo che ignora laboriosamente un altro fatto chiave, cioè il fatto che il Fiscal Compact che legittima la procedura di infrazione non è solo ormai confutato dai fatti, è strettamente parlando legalmente nullo. Come notato giustamente dal Presidente della France insoumise, non fu trascritto nel diritto europeo prima della scadenza a fine anno 2018. (9) Tutta la commedia dell’arte masochista attualmente giocata nella nostra Penisola non risulta dalla cosiddetta « Europa gabbia dei popoli », anche se i Trattati andrebbero urgentemente rivisti, ma da un complesso, da una voglia patologica di auto-confinamento da parte dei nostri dirigenti filo-semiti nietzschiani e spinelliani.

Ho spesso denunciato il loro uso abusivo e anti-costituzionale dell’Articolo 11 per sottomettere la nostra Repubblica a dei Trattati internazionali spesso devianti dall’ottica congiunta della nostra Costituzione, della Carta fondamentale della Onu e della Dichiarazione universale dei diritti fondamentali sociali e individuali del 1948 … e, naturalmente, le ultime derive indotte da una integrazione europea sottomessa alla« governance globale privata » del capitale ormai speculativo a scapito della sovranità dei popoli e del loro regime democratico. In un certo senso, passare sotto le forche caudine della UE rappresenta per questi dirigenti trasversalmente servili tutt’insieme un rito di passaggio e una vittoria. Per i cittadini si tratta invece dell’affossare dei loro diritti fondamentali, sopratutto sociali, garantiti dalla Costituzione della loro Repubblica, nata dalla Resistenza.

L’analisi del Rapporto della Commissione europea punta ormai interamente sulla nozione di benchmark, le vecchie analisi in termine di output gap e di disavanzo strutturale sono diventate ancillari. Il benchmark in questione è il divario tra l’andamento del debito pubblico e la « necessità « di abbassarlo tendenzialmente da 1/20 fine a raggiungere un rapporto debito/PIL del 60 %. Spogliato dal fasullo apparecchio tecnico neoliberale monetarista, la scelta politica che realmente informa il Rapporto è riassunta in due tabelle e in un grafico.

Ecco la prima tabella (p 4):

 

Si vede subito il ragionamento della Commissione ancorato alla nozione del benchmark. Il rapporto debito pubblico/PIL schizza già nel 2018 e più ancora nel 2019 – 133.7 % – e nel 2020 – 135.2 %. La forte discrepanza tra le previsioni italiane – 131.3 % rispetto al 132.6 % previsto per il 2019 – e quelle della Commissione per il 2020 si spiega in gran parte per quest’ultima dal forte incremento dell’IVA prevista al 1.3 % del PIL. (p 2) La discrepanza per l’evoluzione del benchmark è da 9.0 % nel 2019 al 9.2 % nel 2020 contro il 5.1% e il 4.5 % rispettivamente per il Programma di Stabilità italiano.

Come d’altronde fu il caso nel 2018, la divergenza nella valutazione concerna anche la dinamica del disavanzo strutturale, cioè il disavanzo corretto per gli effetti della congiuntura e per le misure eccezionali – terremoti, alluvioni, afflusso di migranti (10) ecc – e le misure una tantum.

La seconda tabella illustra questa dinamica.

Ecco la seconda tabella (p 7):

 

Ecco il grafico (p 7):

 

Questo grafico pretende paragonare la crescita reale del PIL – linea blu – con quella del costo reale implicito del debito – linea nera tratteggiata. Questo grafico riassume l’ossessione della Commissione, la sua convinzione che il governo italiano non è in grado di abbassare il debito pubblico, il quale secondo il premuroso golem europeo, graverebbe sulle spalle di ogni cittadino e pregiudicherebbe il futuro del Paese mettendo l’intera UE in pericolo.

Secondo la UE: «Il rapporto debito pubblico / PIL dell’Italia, al 132,2% nel 2018, è il secondo più grande dell’Unione e uno dei più grandi al mondo. Nel 2018, ha rappresentato un onere medio di 38 400 EUR per abitante, oltre a un costo medio annuo di servizio di circa 1 000 EUR per abitante. ». (11)

Immagino l’incredulità del disoccupato o inoccupato italiano privo di assistenza sociale con un ISE superiore a 3 000.00 euro annui familiari oppure inesigibile per il cosiddetto Reddito di cittadinanza se l’ISEE supera 9 360.00 annui – dal quale si deduce l’affitto o l’equivalente ecc – quando lo si rende responsabile di un debito pro capite simile! Questa retorica andava forse bene al tempo di Volcker-Reagan, oggi con la flagrante e crescente inuguaglianza non convince più nessuno. Rivela pero che la Commissione sa dovere giustificare la micidiale austerità da essa richiesta. Recentemente, alla Grecia già distrutta fece credere che si poteva intravedere « la luce in fondo al tunnel » purché si continuasse a sacrificare tutti i diritti sociali di base per assicurare un avanzo primario del 3.5 % annuo. Che è la cifra feticistica del fallito Dr. Forbice Cottarelli, molto vicino dei dirigenti europei e di quelli del FMI.

La Commissione ha ragione di sottolineare che il finanziamento del debito pubblico costò 65 miliardi di euro nel 2018, ovvero 3.7 % del PIL, cioè come l’intero costo del sistema di educazione nazionale. (p 21) Nel 2019, il « still large rollover needs » del debito pubblico italiano arrivato a maturità ammonterà attorno a 17 % del PIL, dunque oltre i 300 miliardi di euro, il peso del finanziamento dipendente pure dello spread. (13)

Nel 2005, ho scritto il mio libro Keynesianism, Marxism, Economic Stability and Growth – in parte tradotto in italiano (12) – per dimostrare che era di buon senso ammettere che nessun paese al mondo può mai permettersi un deficit da oltre 3 % del PIL anno dopo anno senza correre alla sua rovina. Ma il mio argomento distingueva rigore economico e austerità neoliberale monetarista e proponeva un insieme di misure di rilancio socialmente, fiscalmente e ambientalmente – ecomarxismo – sane da opporre alle medicine cavalline dei neoliberali monetaristi. Tra queste misure il ritorno al credito pubblico e la riduzione generale del tempo del lavoro per risanare la fiscalità dello Stato, incluso i contributi sociali necessari alla sostenibilità dell’INPS e alla buona tenuta della solidarietà nazionale.

In fondo, tutto il ragionamento della Commissione europea si riassume in questa semplice frase: « Per il 2019, il Consiglio ha raccomandato all’Italia di garantire che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superi lo 0,1%, corrispondente ad un aggiustamento strutturale annuale dello 0,6% del PIL. » (p 9) Il che richiederebbe una manovra aggiuntiva attorno ai 3.5 miliardi, che alcuni vedono già disponibili negli aumenti urgenti attributi al ministero della Salute, causando grande allarme al Ministro Giulia Grillo. Si tratterebbe della generalizzazione dei piani di rientro praticati da anni nel settore della sanità con il lungo blocco delle spese a 111 miliardi di euro, rovinando così tutto il sistema notabilmente nel Sud e privatizzando in modo accelerato ovunque. (vedi « La Sanità tra tagli e corruzione: una vittima eccellente del federalismo fiscale » in http://rivincitasociale.altervista.org/la-sanita-tra-tagli-e-corruzione-una-vittima-eccellente-del-federalismo-fiscale/ ; « Mentre si parla di ri-nazionalizzare (più o meno …) si privatizza ancora, incluso gli ospedali in Liguria », in http://rivincitasociale.altervista.org/si-parla-ri-nazionalizzare-piu-meno-si-privatizza-ancora-incluso-gli-ospedali-liguria/ )

Frase innocua ? In realtà molto perniciose e pericolose. Alla Commissione non importa tanto il rispetto di una traiettoria virtuosa lungo il commino oscuro nella selva del sentiero di consolidamento fiscale oggi fallito e senza grande credibilità teorica. Non importa tanto raggiungere i drastici benchmark, ma solo pretendere farlo per giustificare la continuazione della politica di austerità applicando le sue predilette « riforme strutturali ».

La logica dell’austerità e il caso emblematico della messa sotto tutela permanente della Grecia

La tragedia umana creata dalla gestione neoliberale monetarista in Grecia riassume tutte le contraddizioni create dalla deregolamentazione bancaria-finanziaria. Essa portò all’egemonia della finanza speculative, con i suoi strumenti derivati, aggravando nel processo i danni già causati dalla sua public policy, in particolare i danni dovuti alla deregolamentazione, alle privatizzazioni ed alla fiscalità regressiva.

Il lunedì 20 agosto 2018 fu falsamente annunciato l’uscita della Grecia dalla crisi, uscita segnalata dal suo ritorno sul mercato obbligazionario. Si parla meno pero del prezzo pagato e sopratutto del prezzo che la Grecia dovette pagare per ricevere il versamento dell’ultima tranche di aiuti – cioè una manciata di miliardi di euro, in fatti, subito destinati al rimborso degli interessi sul debito. Oltre ad essere mantenuta sine die sotto stretta sorveglianza dalla Commissione europea, dal FMI e dall’Istituto Internazionale di Finanza, e dunque pure dalle agenzie di rating per la maggior-parte americane, il governo di Tsipras promise si sottrarre un avanzo primario di non meno di 3.5 % del PIL dal 2022 al 2032 e probabilmente al 2069. Poi si vedrà …

In effetti, alla Grecia – e fra poco al nostro Paese – fu applicato lo stesso modello di risanamento a favore del settore privato a scapito dello Stato e dei cittadini, applicato negli Anni 80 all’Africa dal FMI e dai Club di Parigi e di Londra. Cioè, i prestiti elargiti servono soltanto per permettere il rimborso a flussi continui degli interessi del debito senza intaccare realmente il principale; servono a giustificare la razzia finanziaria sui beni nazionali da privatizzare muro a muro e la politica di produzione per l’esportazione i cui ricavi sono esclusivamente destinati al rimborso dei creditori internazionali. Come tutti sanno, questa ricetta fu ideata dai Chicago Boys nel Cile dopo l’assassinio di S. Allende nel 11 settembre 1073. All’epoca provocò la reazione di Paul Samuelson attento al fatto che un flusso troppo grande di capitale verso l’estero rischiava di intaccare la possibilità di effettuare sufficienti investimenti endogeni. Solo che imporre questa già lunatica strategia a tutti i paesi europei – e mondiali – simultaneamente non fa un gran senso …

Se gli effetti sull’andamento del debito sono dubbiosi, quelli sulla società greca sono limpidi. Cominciamo con una occhiata all’andamento del debito greco prima e poi dei tre memoranda di salvataggio iniziati nel 2010.

 

Dette publique de la Grèce depuis 1999 comparée avec celle des Etats de la Zone euro in https://fr.wikipedia.org/wiki/Crise_de_la_dette_publique_grecque#/media/Fichier:Greek_debt_and_EU_average.png

Questa tabella sembra indicare una tendenza al ribasso sin dal 2016. In effetti, con il primo dei tre memoranda di tutela del debito pubblico greco in 2010, iniziarono le « riforme strutturali » con tagli, e deregolamentazioni e con attorno a 50 miliardi da privatizzare. Questo è un margine che sparisce a misura che questi salassi vengono effettuati dalla Troika. In effetti, secondo Eurostat, il debito pubblico greco alla fine del 2018 era del 181.1 % del PIL. ( https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Government_finance_statistics ) Ho già fatto notare altrove, nel caso dei DEF triennali italiani, la logica di comunicazione utilizzata : il primo anno si riconosce che le cose non vanno bene per legittimare i sacrifici richiesti con la promessa che il cielo schiarirà nel secondo anno per poi ritornare al bello nel terzo anno, e così ogni anno. Perciò, la traiettoria al rialzo del nostro debito pubblico continua imperturbabilmente, con un Cottarelli che anticipa la Commissione per chiedere un micidiale avanzo primario del … 3.5 % del PIL, cioè da 65 a 70 miliardi di euro all’anno.

Ecco alcuni risultati concreti scaturiti da questa politica di austerità secondo alcune fonti. Cominciamo con il giornale Le Monde (in: https://www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2018/08/21/dans-quel-etat-est-la-grece-apres-huit-ans-d-aide_5344689_4355770.html )

Il reddito mediano disponibile dei focolari greci diminuì da 1/3 in 7 anni per stabilirsi a 9 460 euro a persona.

Il reddito medio diminuì da 22 % stabilendosi a 33 423 euro

Il tasso di disoccupazione al senso dell’OIL – con una ora lavorata durante l’ultima valutazione statistica non sei più considerato disoccupato – sembra al ribasso, passando dal 8.8 % al 18.7 % al 26.3 % e al 19.5 % rispettivamente dal 2007, 2011, 2014 e maggio 2018. La precarietà è ormai generalizzata e i giovani sono sacrificati come in Italia. Inizio 2018, a parte il 30 % di giovani disoccupati « Si stima che circa il 29% (più di 580.000 persone) la percentuale di dipendenti part-time greci, di solito pagati per 380 euro lordi mensili, molti dei quali senza previdenza sociale.» (in https://meta.tv/grece-nouveau-budget-de-precarite-de-misere/ )

Le disuguaglianze sono cresciute con la disoccupazione, la precarietà e la soppressione delle reti di protezione sociale in modo che secondo meta.tv una persona su tre è nella miseria. Gli aiuti ai disoccupati finendo dopo un anno, rimane solo la carità privata e le banche alimentari con lo stigma sociale associato.

Il PIL non ha ancora ricuperato i livelli del 2007. Era di 232.78 miliardi, di 242 miliardi, di 207.03 miliardi, di 178.65 miliardi e di 177.73 miliardi rispettivamente nel 2007, 2008, 2011, 2014, 2017.

Le privatizzazioni forzose sono moltiplicate. Concernano i servizi sociali, di prima necessità come gli ospedali, e le infrastrutture, incluso i porti – Pirée, Salonnica, ecc- gli aeroporti, le isole, l’industria, le società di gas e, apparentemente, tutto questo dovrebbe servire ad incrementare la « crescita ». Con il fasullo PIL marginalista, sopratutto dopo la modifica contabile del 2014, tale « crescita » rimane teoricamente possibile dato il peso superiore assunto dal settore bancario-finanziario speculativo in queste statistiche. Ma questo incremento non riesce a compensare per gli effetti dovuti alla contrazione della domanda interna causata dalla deflazione salariale e dai capital outflows. I crescenti buybacks, i quali ammontano tra 60 e 80 miliardi mensili nella UE come nei Stati Uniti, dimostrano il vuoto di tale «crescita » alle prese con le contraddizioni del processo di accumulazione capitalista odierno. Questo tipo di crescita serve solo a giustifica il sentiero di consolidamento fiscale monetarista, urtando frontalmente sui fatti concreti che non rispondano alle teorie. Anche un povero Blanchard ha dovuto rendersene conto … a meta. Continua a parlare di « errore » quando si tratta di cambiare paradigma. Peggio ancora nell’ottica della modifica contabile del PIL nel 2014, quando si considera il rapporto debito/PIL. In effetti, sin dal 2014 si aggiunge al PIL una valutazione della prostituzione, dell’evasione, della droga, delle spese militari – con un budget militare molto pronunciato in Grecia. Queste nuove valutazioni contabili aggiungono da 3 % a 3.5 % al PIL! Si capisce subito, fuori da questi cerchi marginalisti, che questa rivalutazione statistica fa gonfiare artificialmente il PIL senza aggiungere un bel niente alle entrate fiscali dello Stato, a parte forse la lotta marginale all’evasione ed al lavoro nero che serve solo a fingere un equilibrio della legge finanziaria.

Si nota che le riforme strutturali volute dai 3 memoranda non insistono sui privilegi degli armatori – i loro profitti sono protetti dalla costituzione – non insistono sopra la corruzione e l’evasione fiscale – specialmente verso Londra – e non insistono sopra la fiscalità regressiva che favorisce anche in Grecia le classi più ricche, oppure sopra la negazione dell’uguaglianza più minima, quella delle opportunità. E effetti, il concetto neoliberale filo-semitico nietzschiano di von Mises è più barbaro di quello delle « life chances » di Menger ripreso poi da Max Weber. Si tratta di uno attacco a l’umanità dei cittadini greci, in una società impoverita e demograficamente penalizzata dalla fuga en masse dei suoi cittadini, dall’espansione di malattie facilmente curabili, la crescita della mortalità infantile aumentata dal 43 % e dall’impennata del tasso di suicido. A tutto questo si aggiunge la deriva verso un Stato poliziesco: Nessuno di noi può dimenticare la fine del giovane compagno Alexis Grigoropoulos, ucciso dalla polizia. (vedi https://www.youtube.com/watch?v=XEIljYZ97k8 )

Questa tragedia sociale e etico-politica è ben descritta nel articolo https://fr.wikipedia.org/wiki/Crise_de_la_dette_publique_grecque e nel importante libro intitolato giustamente: THE BODY ECONOMIC: why austerity kills, by David Stuckler and Sanjay Basu, HarperCollins Publishers LTD, 2013. A critical review., Vedi il mio riassunto in https://www.la-commune-paraclet.com/Book%20ReviewsFrame1Source1.htm#thebodyeconomic

Il specialista dei disastri socio-economici e umani causati dalla gestione neoliberale monetarista dei debiti pubblici, Eric Toussaint, ha ben illustrato il propagare della crisi dalle banche private greche al governo greco ed al suo debito, subito messo sotto tutela dalla BCE e dall’intero sistema dell’Euro.

La Grecia entra nella zona Euro nel 2001. Si apprende dopo che ha falsificato le sue statistiche – debito e deficit in particolare – con l’aiuto di Goldman Sachs, incluso Mario Draghi. Questa falsificazione portò essenzialmente sull’espulsione fuori bilancio di una parte del debito, in particolare con l’uso dei strumenti derivati mediati dalla Goldman Sachs. La crisi economica e finanziaria dei subprime – 2007-2008 – sarà devastatrice per la Grecia. L’appartenenza alla zona euro l’aveva spinta a indebitarsi più facilmente, sopratutto nel settore privato e bancario con tutti gli intrecci di prestiti e le catene di CDS implicate. Con la crisi dei subprime, il governo greco dovette indebitarsi pesantemente per salvare il suo sistema bancario. Ma non bastò. Invece di nazionalizzare, almeno in parte, il suo settore bancario privato, il governo greco decise di andare a chiedere l’aiuto dei vari Dracula ed altri Golem della BCE, della Commissione, del FMI e del IFI ed altri.

La nazionalizzazione del credito pubblico era l’unica cosa razionale, non solo possibile in pratica ma necessaria, per proteggere gli interessi nazionali, come fecero con successo l’Islanda, l’Argentina di Nestor Kirchner e Cristina – il debito dell’Argentina, paese proverbialmente indebitato passò in poco tempo da oltre 90 % del PIL a 8 %, con un inizio di re-industrializzazione nazionale –, e l’Ecuador con il moratorio e l’audit sul debito imposto dal Presidente bolivariano Raffaele Correa. Preme pure menzionare l’emblematica e poco costosa nazionalizzazione della vecchia credit union poi trasformata in banca speculative, la Northern Rock in Inghilterra, da paragonare all’onero dei nostri europei e italiani piani salva-banca ecc.

La domanda di aiuto della Grecia non portò solo alla messa sotto tutela della Grecia con già tre memoranda – 2010, 2014, 2018 – cambiò in peggio la struttura della Euro zona. Spinse Trichet, già fuori mandato con i suoi cosiddetti transitori Facility I e Facility II, ad adottare una altra misura « non convenzionale » con la creazione del Security Markets Program (SMP). Con questo, la BCE, malgrado il suo mandato, comprava le obbligazioni dei Stati membri, ma solo sul mercato secondario, in effetti beneficiando le banche private ed in particolare la dozzina di queste incaricate, dopo la privatizzazione delle banche centrali pubbliche, di mediare la vendita dei strumenti finanziari emessi dai governi sul mercato finanziario internazionale. In effetti, più che aiutare il governo greco queste iniziative (aiuti !) servirono a salvare le banche private estere troppo esposte in Grecia.

 

Graphique 2 – Exposition des banques étrangères en Grèce (en Mds d’euros)

Source: BRI, Consolidated Ultimate Risk Basis.

Come segnalato da Toussaint non furono le banche private a beneficiare della manna degli « aiuti ». Anche la BCE e i governi creditori come la Germania ne estrassero grandi profitti : « Dal 2010, in cambio di importanti sforzi di austerità, Atene ha ricevuto 260 miliardi di euro di sostegno finanziario da parte dei paesi dell’UE, della Banca centrale europea (BCE) e del Fondo monetario internazionale (FMI). » in https://www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2018/08/21/dans-quel-etat-est-la-grece-apres-huit-ans-d-aide_5344689_4355770.html

« Tra il 2012 e 2017, i riacquisti del debito greco hanno fruttato attorno a 8 miliardi alla BCE » in https://fr.wikipedia.org/wiki/Crise_de_la_dette_publique_grecque . E dire che Keynes sperava la « eutanasia dei rentieri »! Visto la palese ingiustizia, la Germania proposse di restituire questi interessi alla Grecia …

Scrive Toussaint: « Nel maggio 2010, la BCE ha istituito un programma denominato “Securities Markets Programme” (SMP) (cfr. Riquadro sul SMP). Attraverso questo programma, che è durato da maggio 2010 a settembre 2012, ha acquistato sul mercato secondario oltre 210 miliardi di euro di titoli emessi da Italia, Spagna, Irlanda, Portogallo e Grecia [ 16]. La politica della Troika in Grecia: rubare il popolo greco e dare denaro alle banche private, alla BCE, al Fondo monetario internazionale e agli stati che dominano la zona euro. » in http://www.cadtm.org/La-politique-de-la-Troika-en-Grece-Voler-le-peuple-grec-et-donner-l-argent-auxé

Sottolineo un fatto essenziale anche se oggi contro-intuitivo nei ranghi della sinistra. L’euro ha protetto la « gauche plurielle » contro gli attacchi speculativi. Cambiò tutto con i CDS. Perché? Le Facilities I e II di Trichet erano fuori del mandato originale della BCE ma non fu possibile ritornare in dietro nel quadro del regime del credito privato. Visto la fragilità delle banche, invece di queste misure dette « non-convenzionali », come già detto, si poteva nazionalizzare a poco costo come fu il caso con la Northern Rock oppure in Islanda o nel’Ecuador di R. Correa, l’Argentina di Kirchner e Cristina. Seguì dunque la normalizzazione peggiorata di questo fuori mandato della BCE con il SMP e il permesso di compare debito pubblico sui mercati secondari. A questo punto, visto la fragilità strutturale delle banche europee, i Stati Uniti capirono subito l’uso devastatore che si poteva fare dei CDS sul debito pubblico della Zona euro per tentare di distruggerla preventivamente in quanto zona concorrente che controlla già oggi attorno a 22 % delle riserve di valute mondiali. Merkel aveva capito e proposto di impedire « les ventes à nu » e i CDS sul debito pubblico, Holland e l’Italia si sono opposti.

Perciò, senza un ritorno, almeno in parte, al credito pubblico, gli attacchi speculativi per mezzo della manipolazione dello spread andranno avanti, anche nel caso italiano dove il capitale straniero non controlla oltre 32 % del debito pubblico e dove la parte dei Stati Uniti risulta ora molto bassa. Si dimostra l’assurdità di questo sistema, non previsto dagli ideatori della Zona euro.

Cosa insegna il caso greco all’Italia, possibile Magna Grecia?

Nel Libro I del Capitale Karl Marx avverte le nazioni europee sul fatto che le trasformazioni effettuate dal capitalismo nella GB e nei Stati Uniti diventeranno volens nolens il loro proprio orizzonte: « De te fabula narratur » .

In realtà, sin dall’ara-kiri del PCI alla Bolognina 1991, l’Italia federalista spinelliana ha sempre anticipato la regressione etico-politica e socio-culturale voluta dall’agenda neoliberale monetarista filo-semitica nietzschiana. Il vero banco di prova della regressione attuale non fu il caso mediatico della Grecia che vale solo il 2 % della Zona euro, ma bensì quello della nostra martoriata Penisola posta sin da allora sotto il giogo felpato dei nostri sovra-numerari e sovra-pagati servi in camera ed altri rinnegati subalterni. L’Italia, ancora paese del G8, vale il 17 % della Zona euro: se la regressione riesce ad imporsi da noi, i neoliberali monetaristi credono di potere guadagnare la loro sfida filo-semitica nietzschiana globale, cioè imporre il ritorno forzoso alla società della nuova domesticità e della nuova schiavitù. Non sarà comunque così visto lo spostamento del baricentro mondiale verso il continente euroasiatico. A prova di questa complicità trasversale nostrale, che va ben altro il vecchio Gladio con i suoi tanti « stay behind », l’attualizzazione del sinistro programma della P2 e le modifiche già imposte alla Costituzione, con il fallito federalismo fiscale – 2001 – e la modifica degli Articoli 81, e 97, 117 e 119 sul pareggio di bilancio nazionale e locale. In questo ultimo caso, l’accordo trasversale permise di negare la tenuta di un referendum violando così frontalmente la sovranità popolare!

Ma come canta Coralie Clément in una sua canzone, meglio stare attenti perché « quando si tocca il fondo, si può ancora scavare ». (https://www.youtube.com/watch?v=7IuS1CBHZKg ) La messa sotto tutela del nostro Paese cambierà solo nei dettagli e nei margini di libertà per portare avanti le « riforme strutturali ». Il processo sarà più rigido ma sostanzialmente lo stesso. Va ricordato che ci sono ancora attorno a 500 miliardi potenzialmente da privatizzare nel nostro Paese, incluso il Demanio, tra i quali 300 miliardi possibili. Beni pubblici che fanno gola ha chi ha nelle mani montagne di carta straccia stampata in dollari americani oppure in euro, mentre, come denunciò il nostro Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso, viviamo in un paese dove non esiste un sistema di assistenza pubblica di accesso universale. Pochi dirigenti e cosiddetti « intellettuali » realizzano che l’ISE per ricevere l’assistenza minima è di 3000.00 euro di reddito annuo familiare con 5000.00 immobiliare, una vera e propria incitazione statale al lavoro nero e una grande vergogna nazionale, oltre ad rappresentare una violazione frontale della Repubblica fondata sulla dignità del lavoro e la solidarietà nazionale. Il ritorno ai diritti individuali e sociali sanciti dalla Costituzione costituisce le uniche vere e urgenti « riforme strutturali » da portare avanti con urgenza.

Ecco le misure richieste dalla Lettera Trichet-Draghi del 2011 che portò alla modifica dell’Articolo 81 sul pareggio del bilancio e alla modifica correlata degli Articoli 97, 117, 119, cioè il cosiddetto patto reaganiano di « stabilità interna » inscritto nel quadro del disastroso e mal-fatto federalismo fiscale del 2001. (Malgrado le mie proteste all’epoca, questo fu implementato senza il minimo studio di impatto, e senza la minima definizione operativa della distinzione tra prezzo storico e prezzo standard, creando inevitabilmente molte disfunzionalità, ad esempio nel settore sanitario, e incrementando le disparità sociali e regionali in un Paese che si è dimenticato dell’esigenza costituzionale mirata a garantire i LEP, ovvero il livelli essenziali di protezione, nel momento in cui furono iscritti nel federalismo fiscale! E ora si parla di autonomie regionali a-costituzionali!).

Basta paragonare le riforme già attuate e quelle da attuare – incluso la retorica della Piattaforma Rousseau – con il programma della P2 di Gelli.

Ecco il riassunto di Wikipedia: « La lettera specificava le misure ritenute urgenti per evitare il collasso del paese e dell’Euro. I punti elencati erano[5]:

  1. Misure significative per accrescere il potenziale di crescita, aumentando la concorrenza, particolarmente nei servizi, migliorando la qualità dei servizi pubblici, ridisegnando i sistemi regolatori e fiscali affinché siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l’efficienza del mercato del lavoro.
  2. Misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche
    1. Ulteriori misure di correzione del bilancio che anticipino di un anno la prevista riduzione di deficit, aumentando i tagli di spesa, intervenendo per ridurre la spesa pensionistica e riducendo gli stipendi del pubblico impiego.
    2. Clausola di riduzione automatica del deficit
    3. Stretto controllo sull’assunzione di indebitamento, anche commerciale, e delle spese delle autorità regionali e locali
  3. Misure per garantire una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese, rendendo sistematico nelle amministrazioni pubbliche l’uso degli indicatori di performance, particolarmente nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione.
  4. Misure per abolire o fondere organi amministrativi intermedi (come le Province), azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.

Stante la gravità della situazione, la lettera richiedeva che le misure di cui ai punti 1 e 2 fossero intraprese quanto prima con decreto-legge, ratificato in Parlamento entro fine settembre.

La lettera proseguiva ritenendo appropriata una riforma costituzionale che rendesse più stringenti le regole di bilancio. » in https://it.wikipedia.org/wiki/Lettera_Trichet-Draghi

Ecco a voi il programma, per meglio dire le « riforme strutturali » volute dalla P2 o Propaganda 2, incluso la strumentalizzazione della « strategia della tensione », oggi resa perenne con i vari decreti sicurezza-immigrazioni trasversali, di natura quasi squadrista e nettamente mirati alla militarizzazione preventiva dello spazio pubblico. La normale dissidenza democratica viene criminalizzata da tanti delinquenti così poco presentabili come Mussolini e le sue squadre filo-semitiche nietzschiane all’inizio del 20 Secolo.

«Principali punti:

  • La nascita di due partiti: “l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSIPSDIPRILiberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altra sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali e democratici della Destra Nazionale).
  • Un progetto di controllo o di lobbismo sui mass media. Il piano prevedeva il controllo – tramite acquisizione di quote e fondazione di nuove testate – di quotidiani e la liberalizzazione delle emittenti televisive (all’epoca permesse solo a livello regionale); nonché l’abolizione del monopolio della RAI e la sua privatizzazione. L’abolizione del monopolio RAI era avvenuto prima della scoperta della loggia, con la sentenza della Corte Costituzionale del luglio 1974 che liberalizzava le trasmissioni televisive via cavo.
  • Superamento del Bicameralismo perfetto attraverso una “ripartizione di fatto di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR)“.
  • Riforma della magistratura: separazione delle carriere di P.M. e magistrato giudicante, responsabilità del CSM nei confronti del parlamento, da operare mediante leggi costituzionali (punto I, IV e V degli obiettivi a medio e lungo termine – vedi infra).
  • Riduzione del numero dei parlamentari[7].
  • Abolizione delle province[7].
  • Abolizione della validità legale dei titoli di studio[7].

Licio Gelli sostiene che la coincidenza di talune parti del “Piano” con i programmi dei partiti attuali non sarebbe casuale[8]. In un’intervista dell’ottobre 2008 ha successivamente affermato che, sebbene tutte le forze politiche abbiano preso spunto dal Piano (tanto da indurlo a reclamare ironicamente i diritti d’autore), Silvio Berlusconi è l’unico che può attuarlo[9]. Dello stesso avviso Mario Guarino, Sergio Flamigni[10] e Umberto Bossi[11]. » in https://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica

E per finire ecco il riassunto tradizionale delle « riforme strutturali » in Riforme strutturali: cosa sono e perché l’UE le invoca sempre?, Daniele Morritti , 12 Febbraio 2017, https://www.money.it/Riforme-strutturali-cosa-sono-e

Questo riassunto non coglie in pieno il progetto di regressione filo-semitica nietzschiano che si afferra solo quando si realizza che questo smantellamento dello Stato sociale, nato dall’alleanza di classe forgiato come risultante delle guerra contro il Fascismo ed il Nazismo, intente proprio ritornare a quella esperienza. Il Fascismo e inizialmente il Nazismo furono ideati per salvare la società dello sfruttamento dell’Uomo dall’Uomo e della disuguaglianza umana, sacrificando, a favore dello Stato poliziesco corporativista, alcuni aspetti liberali classici del capitalismo. L’obbiettivo totalitario, razzista, discriminatorio rimane sempre la speranza di rovesciare la marcia umana verso una uguaglianza e una emancipazione individuale e collettiva sempre più compiuta a favore del ritorno alla società della nuova domesticità e della nuova schiavitù. (vedi ad esempio « Le lit du néo-fascisme » e la sua « Annexe » in http://www.la-commune-paraclet.com/fascismFrame1Source1.htm#racisme . Vedi pure « Nietzsche as an awakened nightmare » e « Heiddegger the itimate corruption of the soul and of human becoming » in http://www.la-commune-paraclet.com/livresFrame1Source1.htm#livresbookmark

Ho già dimostrato nella mia Introduzione metodologica – sezione Livres-Books di www.la-commune-paraclet.com – la logica dell’opera maggiore di Marx, il Capitale, la cui parte dallo sfruttamento dunque dal contratto di lavoro, per considerare le condizioni strutturali della Riproduzione Semplice ed Allargata-  o equilibrio generale e dinamico – per arrivare alla ri-distribuzione socio-economica, ovvero al ruolo dello Stato e dei suoi Apparati come risultanti e oggettivazione della lotta di classe.

Lo Stato sociale aveva cambiato i rapporti di sfruttamento con il contrappeso della contrattazione collettiva iscritta nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro – Art. 99 della Costituzione – ed il riconoscimento che al salario individuale doveva essere aggiunto il salario differito – previdenza e assistenza – e le tasse necessarie per finanziare le infrastrutture pubbliche. Di conseguenza, per coerenza si modificò il sistema di distribuzione strutturale – la presa in conto da Keynes, plagiando Marx, dei circuiti del capitale – con la pianificazione avanzata o keynesianismo, incluso la gestione del commercio internazionale in coerenza con la coesione socio-economica delle Formazioni sociali nazionali. Infine, aveva democratizzato la vita politica e sociale.

La regressione si manifestò prima con gli attacchi al mondo del lavoro. Una volta ridotto il salario individuale – deflazione salariale – e il salario differito e la possibilità per il « reddito globale netto » di essere sufficientemente ampio per pagare le tasse in modo progressivo, tutto il resto doveva essere rivisitato secondo il neoliberalismo criminale dell’ebreo-fascista von Mises e dei suoi, oggi trionfanti. Ad esempio, sacrificando il salario differito si distrugge la previdenza e l’assistenza pubblica; sacrificando le tasse sulle buste paga più modeste si sacrificano l’educazione, la ricerca e la cultura con tutte le altre infrastrutture pubbliche. Per permettere la legislazione di tale regressione si attacca la democrazia industriale e parlamentare – incluso con il ruolo drammaticamente reazionario della Piattaforma Rousseau, da me denunciata sin dall’inizio.

Questo progetto di regressione generale, con la dichiarazione ufficiale dell’Apartheid ufficiale, ad esempio nello Stato canaglia israeliano, è già in via di fallimento per la ragione semplice che le contraddizioni del sistema di sfruttamento dell’Uomo dall’Uomo non si risolvano, oggi meno di prima, senza l’attuazione di più uguaglianza, più emancipazione e dunque più demo-crzia vera. Abbiamo capito che seguendo Marx dobbiamo ritornare ad agire sui tre piani a cominciare con la realizzazione che il lavoro è l’unico fattore di produzione che crea la sovrappiù sociale poi messa in opera nei rapporti di distribuzione – riproduzione socio-economica – e nei rapporti di ri-distributione sociale. Si tratta di un ritorno aggiornato alla rivendicazione di più democrazia industriale, più democrazia sociale e più democrazia partecipativa e parlamentare con l’accesso di tutte.i all’educazione ed alla cultura necessaria. In fatti, più necessaria che mai visto la transizione imposta dalle nuove tecnologie.

Equivalenza ricardiana o stimulus pubblico, Riduzione del tempo di lavoro e credito pubblico

Gli anni 1950-70 furono gli anni dell’affermazione dell’egemonia del capitale produttivo internazionale portato dall’espansione delle MNC – muntinational corporations. Questa tendenza andò di pari passo con lo smantellamento delle barriere tariffarie a cominciare con il Dillion-Kennedy Round degli anni 60, smantellamento che portò in seguito con l’Uruguay Round alla sostituzione del GATT con l’OMC e alla sua definizione dell’anti-dumping esclusiva dei diritti del mondo del lavoro – anche quelli minimi sanciti dall’OIL – e dei criteri ambientali minimi. Il libero scambio delle merci trionfava sottomettendo tutti i paesi via l’apertura al libero scambio dei capitali e dei servizi. Metteva sopratutto le loro forze di lavoro in competizione globale diretta sulla base del salario individuale minimo, con il deperimento programmato del salario differito e della tax area su busta paga – destinata a finanziare servizi e infrastrutture pubbliche di interesse nazionale – raggiunto con la contrazione radicale dei servizi sociali e delle infrastrutture pubbliche da essi finanziate.

E proprio in questo contesto che si deve concepire la crisi fiscale dello Stato, cioè del Welfare State anglo-sassone e poco dopo dello Stato sociale europeo. L’espansione delle MNC comportava la delocalizzazione della produzione secondo il loro organigramma e dunque secondo quello che ho chiamato nel mio libro III intitolato Keynesianism, Marxism Economic Stability and Growth (2005), la « scala del valore aggiunto » e più specificamente la scala della sovrappiù. Per i paesi ricchi detentori della maggiore parte delle MNC questa scelta capitalista implicava importanti modifiche parametriche. All’inizio degli anni 1980, la Harvard Business School of Administration cominciò a suonare l’allarme. Uno dei più grandi studiosi borghesi delle MNC, Raymond Vernon disse allora che l’asso vincente delle MNC era il loro diparto di contabilità. Si trattava già di ottimizzare i profitti su scala globale sfruttando tanti cosiddette scappatoie fiscali o « tax loopholes ». Ad esempio, oggi, ci sono attorno a 3 000 miliardi di dollari parcheggiati nelle sole Bahamas, i quali possono legalmente essere rimpatriati quasi essenti di tasse.

Si credeva allora nei Stati Uniti potere incrementare la loro espansione imperiale sacrificando la bilancia commerciale a favore della bilancia dei pagamenti. Bastava solo assicurarsi un accesso imperiale privilegiato alle risorse strategiche – petrolio, minerali ecc – e impedire ai competitori le sovvenzioni statali dirette, per conservare una posizione di dominanza assicurata dal vantaggio tecnologico coniugato al facile accesso al capitale.

Ma l’evoluzione storica fu più contraddittoria. Vernon ed tanti altri capirono che la nuova topologia dei flussi di capitali – diretti e portafoglio – privilegiava le MNC, svuotando le casse dello Stato. All’epoca la struttura fiscale era ancora largamente ancorata sulla spartizione nata nel dopo-guerra, le tasse dirette – sui redditi, le imprese e le successioni – rappresentavano la maggiore parte delle entrate fiscali, mentre i dazi e le tasse indirette erano moderate, anche se meno in Europa con l’introduzione dell’IVA. Uno dei punti cardini di questa fiscalità repubblicana era l’istituzionalizzazione di una parte dei risparmi dei focolari via i contributi sociali destinati a garantire i regimi di pensione pubblici e l’accesso universale alla sanità ed all’assistenza. I scaloni sulle tasse dirette, in accordo con la fiscalità progressiva del dopo-guerra, erano più numerosi e dunque più equi.

Lo smantellamento del GATT, dunque delle sovvenzioni statali dirette, indusse anche la fiscalità monetarista delle imprese con la scusa della preservazione della loro produttività – a scopo di accumulazione privata.

Il risultato si verifica nella struttura regressiva della nuova fiscalità, causa prima dell’arricchimento del 1 % a scapito del 99 % rimanente, con le cosiddette classe medie, soprattutto legate al lavoro dipendente, forzate ad assumerne la carica principale. Ecco come si presentavano le cose nel lontano 2011:

« Ripartizione delle imposte in Italia

Il bilancio dello stato del 2012, riporta per l’anno 2011, entrate tributarie per 396.641M EUR, divise in 214.201M di imposte dirette e 182.440M di imposte indirette. Le altre entrate (35999M) sono meno del 10% del totale (432.640M). (precisione mia : queste altre entrate sono quelle che pesano sulle imprese ed il capitale. Le imposte indirette come l’IVA sono le più regressive.)

Se ne deduce che, nel 2011, le imposte indirette costituivano il 46% delle entrate tributarie, e il 42% delle entrate totali dello stato. Dato che le imposte indirette tassano la popolazione generale e sono ripartite fra circa 60 milioni di italiani, in media ogni cittadino ha contribuito alle casse dello stato per circa 3000 EUR, indipendentemente dall’età o dal lavoro svolto, escluse le tasse sul reddito.

In maniera ancora più grossolana, le imposte dirette sono state frutto del lavoro di circa 23 milioni di italiani (occupati 2011, ISTAT), che avrebbero contribuito in media per oltre 9000 EUR a testa alle casse dello stato. » in https://it.wikipedia.org/wiki/Imposta . Per il dettaglio del peso delle tasse dirette vedi Le tasse in Italia? Le pagano i poveri e il ceto medio (e i ricchi la fanno franca), Confrontando le tasse italiane con quelle degli Stati Uniti e della Germania ci si accorge subito che il sistema italiano è sbilanciato: poveri e classe media pagano molte più tasse del dovuto, Gianni Balduzzi in https://www.linkiesta.it/it/article/2018/01/17/le-tasse-in-italia-le-pagano-i-poveri-e-il-ceto-medio-e-i-ricchi-la-fa/36814/ )

Oltre alla crescita della disoccupazione e della precarietà, bastò poi aggiungere la deregolamentazione del settore bancario-finanziario iniziato con la Regulation Q fine anni 1960 – vedi Denizet – per culminare nell’abrogazione del Glass Steagall Act 1999, per porre frontalmente la questione della crisi fiscale dello Stato, tanto per il finanziamento delle imprese pubbliche, messe in difficoltà dai privilegi accordati alle MNC, quanto per il finanziamento dei regimi sociali – pensioni, sanità ecc – quanto per il finanziamento del debito abbandonata alla rapacità della dozzina di grandi banche private primarie. In effetti, questa transizione prese subito la forma del declino dei ministeri delle finanze e dell’economia a favore del Tesoro strettamente subordinato al FMI e a quello che sarà chiamato il Consenso di Washington. Questa messa sotto tutela del Tesoro – prima della creazione della BCE – portò al disastroso divorzio tra Bankitalia e Tesoro in Italia dal 1981 al 1983 con la conseguenza della crescita inarrestabile del debito pubblico ed il suo micidiale impatto sociale.

In questo contesto, l’estroversione concorrenziale delle Formazioni sociali nazionali occidentali distrusse a poco a poco il meccanismo virtuoso del Moltiplicatore economico, discreditando le cosiddette politiche di « pump-priming » consigliate dagli economisti keynesiani oramai teoricamente e praticamente incapaci di effettuare gli aggiustamenti parametrici socio-economici e legali necessitati dalle nuove dinamiche globalizzanti. La banda marginalista, ed in realtà fascistizzante, di von Mises, simboleggiata dalla sua Societé du Mont Pélerin e dalla Chicago University, prese il sopravento con l’arrivo al potere di Volcker alla FED e di Reagan alla Presidenza dei Stati Uniti – 1979-1981. (Vedi « Les conséquences socio-économiques de MM Volcker-Reagan et Cie », marzo 1985, nella sezione Economie Politique Internationale del mio vecchio sito www.la-commune-paraclet.com , anche disponibile in inglese qui: http://rivincitasociale.altervista.org/another-america-possible-feb-1-2017/ .

Si impose così la public policy neoliberale monetarista con la sua politica fiscale regressiva.

Per favorire la transizione al libero-scambio globale, lo Stato interventista – anche quello già ridotto dei Stati-Uniti – doveva farsi Stato minimo per lasciare il posto nel campo industriale, economico e culturali agli oligopoli privati e nel campo pubblico-sociale – pensioni, sanità, farmacia, educazione, trasporti ecc – alle imprese private. Questa marcia della public policy neoliberale monetarista appoggiò il vasto movimento necessario per aprire nuove frontiere all’accumulazione del capitale con la deregolamentazione e la privatizzazione a tutto campo. Incluso e sopratutto al livello bancario-finanziario: nel 1993, il pitre Jean Tirole, con un suo collega di Harvard, scrisse un libro che portò in seguito all’abrogazione della segregazione dei 4 pilastri bancari finanziari portando direttamente alla crisi dei subprime, cioè la più grande crisi del capitalismo sin dal 1929, cosa che la Banca di Svezia non ignorava. Jean Tirole è dunque quel tizio opposto, senza la minima vergogna deontological, al pluralismo nella disciplina, e il proponitore di 3 grandi idee per tre disastri maggiori, cioè la deregolamentazione finanziaria che portò alla crisi dei subprime, il contratto unico che ispiro il Jobs Act italiano e la Loi Travail in Francia e per finire la teoria della concorrenze imperfetta vista dal lato degli interessi dei consumatori subordinati all’armonizzazione fiscale dei Gafam. Oggi si è messo alla scuola del criminale ebreo-americano-israeliano Daniel Kahneman per importare una volta ancora la teoria behavioralista nella disciplina! Possiamo già immaginare la pertinenza di tali ragionamenti a dir vero poco originali. (La vecchia scuola behaviorista non ha mai convinto nessuno per la sua confusione della sincronia e della diacronia temporale, è solo una volgare ideologia piccolo borghese ; Alain Renais ne presentò una magnifica critica cinematografica nel suo Mon oncle d’Amérique https://www.youtube.com/watch?v=WW9yPzu8BrM . Vedi pure il magnifica Déjeuner sur l’herbe di Jean Renoir.)

A parte Tirole an Co, la public policy dello nuovo Stato minimo neoliberale monetarista fu simboleggiata da Laffer e da Robert Barro. Laffer fu l’ideatore della Curva Laffer – disegnata sopra un tovagliolo sul angolo di un tavolo di ristorante – per « dimostra » la sua mezza-cotta teoria del « crowding out » degli investimenti privati con la presenza invasiva dello Stato, una altra versione della trickle down economy neoliberale monetarista che il grande economista dei contrappesi John Galbraith qualificò senza mezzi termini di « horseshit » perché secondo lui si trattava di nutrire i cavalli per dare a mangiare agli uccellini. Oggi, nessuno marginalista si degna notare il reale « crowding out » provocato dal « credit crunch » dei Qe e altre iniezioni di liquidità dalle banche centrali e dai mostruosi « buybacks ».

Il problema logico di Laffer sta nel fatto che prende le conseguenze per le cause: nel momento in cui si taglia l’erba sotto i piedi della coesione della Formazione sociale nazionale, modificando con il libero scambio il suo inserimento nell’Economia Mondiale Capitalista, la concorrenza globale porterà a favorire le MNC contro tutti gli interventi statali. Perciò, con la scusa di incrementare la produttività porterà alla deflazione salariale ed alle enormi tax expenditures, cuore pulsante di questa politica fiscale da portare al suo termine con la flat tax per le tasse dirette – sopratutto quelle che pesano sulle imprese e al limite con la no tax area sui salari già troppo bassi – e con la priorità data alle tasse indirette pagati da tutti. Riducendo le ricette fiscali dello Stato, eliminandole preventivamente con le tax expenditures, si metterebbe così fine al crowding out statale degli investimenti privati.

Adam Smith, la cui teoria è ancorata nell’Etica illuminista dei Fisiocratici come da me sottolineato nel mio già menzionato Libro III, rimaneva molto rigoroso per tutto quello che concerna l’interesse generale – infrastrutture pubbliche, difesa ecc; poneva dunque chiaramente la questione di chi doveva finanziarlo. Per la public policy questo problema andava risolto dal settore privato, con il giusto prezzo stabilito dal « mercato Re ». Eventualmente, la catastrofe di Enron nel 2001 procurò un prezioso quanto disatteso reality check di questo insane processo di trasformazione dei cittadini utenti in clienti solo degni dei servizi essenziali a proporzione della loro solvibilità finanziaria. (Vedi la seconda parte di Tous ensemble sulla necessità di salvare i beni pubblici con enti pubblici, cioè statali.)

Si poteva comunque predire che questo ciclo di fiscalità regressiva – deflazione salariale, tax expenditures, flat tax ecc – avrebbe prosciugato la fiscalità generale forzando a cicli di riduzione crescenti nei servizi sociali e pubblici ed al loro trasferimento crescente verso il ritorno al sistema di carità privata, e spesso, per colmo, confessionale e filo-semitica nietzschiana. Distruggendo così le basi del vivere insieme e della cittadinanza repubblicana. Laffer come gli altri no poteva ignorare questa tendenza anche perché il loro gran maestro ebreo-fascista von Mises era stato molto chiaro, affermando ad esempio – senza ridere – che il sistema di salute e l’ospedale pubblici creano le malattie che altrimenti sono unicamente una questione di Volontà – o, presumo, di accesso alle cliniche private. E vero che il mezzo miliardo di compagni Dalits in India, con una aspettativa di vita media di 40 a 42 anni, non hanno spesso il lusso di dichiarasi malati. ( Ecco quello che scrivevo nella Nota 11 del mio saggio « La Sanità tra tagli: vittima eccellente del federalismo fiscale » in http://rivincitasociale.altervista.org/la-sanita-tra-tagli-e-corruzione-una-vittima-eccellente-del-federalismo-fiscale/ : « Vedi von Mises Socialism https://mises.org/library/socialism-economic-and-sociological-analysis . L’ebreo-austriaco fascista von Mises afferma che il sistema sanitario pubblico crea la malattia che altrimenti è una questione psicologica e di volontà. (p 475-476 ecc.) In effetti, con una aspettativa di vita attorno a 40 anni il mezzo milione di compagni Dalits in India non ha il lusso di potere ammalarsi … Oggi in Occidente i discepoli rabbinico-nietzschiani di von Mises fanno del meglio per abolire la malattia abolendo la sanità pubblica!!! Per von Mises ogni tipo di intervenzionismo dello Stato era considerato una forma di socialismo, incluso la pianificazione di guerra tedesca durante la prima guerra mondiale, oltre al keynesianesimo e alle teorie della regolamentazione – regulation – economica.)

La seconda fase di questa ciarlatanesca politica fiscale della public policy neoliberale monetarista si gioca ancora oggi, anche se siamo ormai nelle ultime fase del suo distruttivo ciclo. E ispirata a Robert Barro ed è conosciuta sotto l’appellativo dell’equivalenza ricaridiana. Si tratta di una proposta disarmante non tanto per la sua semplicità quanto per la sua inettitudine. Il povero Barro non ha mai capito un gran che a David Ricardo né alle contraddizioni della sua teoria. Per questo avrebbe dovuto studiare Marx ed arrivare alla teoria della produttività scientifica da me proposta, ad esempio, nel mio Tous ensemble (1998) che risolve il problema centrale della distinzione tra rendita feudale o capitalista agricola e profitto capitalistico, contributo senza il quale la teoria classica del valore di Ricardo e la sua teoria degli vantaggi comparativi non fanno un gran senso, o peggio ancora portano alla desertificazione del Portogallo specializzato nella produzione artigianale del vino ed allo sviluppo industriale economico del Impero britannico specializzato nei prodotti manifatturieri e nel controllo del capitale bancario e industriale.

L’equivalenza ricardiana di Barro è la seguente: il taglio delle tasse e dunque anche le tax expenditures et la flat tax sono economicamente più produttive degli interventi diretti dello Stato nell’economia, in particolare le sovvenzioni dirette alle imprese pubbliche – nel contesto del libero scambio … – e dello sostegno alla domanda interna tramite i programmi di previdenza e di assistenza pubblici stabiliti come diritti sociali fondamentali – ovviamente nel contesto dell’estroversione del Moltiplicatore. Attaccare l’intervento socio-economico del Welfare State portava a delegittimare il preso delle imposte, sopratutto quelle dirette. Secondo una visione atemporale e comportamentista degli attori economici, tutti univocamente impegnati a ottimizzare il loro fisheriano « income stream », ogni aumento delle imposte sarebbe neutralizzato dal comportamento preventivo degli agenti. (Vedi Equivalenza ricardiana, https://it.wikipedia.org/wiki/Equivalenza_ricardiana ) La struttura socio-economica e soprattutto i circuiti del capitale sono cancellati. Alcuni ricorderanno l’insistenza di Lord Beverdige e di Keynes sul ruolo stabilizzatore e anti-ciclico dei regimi pubblici di protezione sociale, cioè dell’istituzionalizzazione di una parte consistente del risparmio dei cittadini. Lo stesso argomento veniva fatto sul ruolo stabilizzatore e anti-ciclico delle imprese pubbliche e del credito pubblico per premunire il capitale contro « i suoi propri spiriti animali » secondo l’economista di Cambridge, UK.

A parte l’inettitudine teorica circolare di Barro, si vede subito che l’argomento gira attorno al ruolo virtuoso o meno del Moltiplicatore sociale. E per questo si deve uscire della scatola nera cerebrale marginalista dei vari Rogoff e altri Blanchard, i quali, in modo molto puerile e probabilmente etico-politicamente colpevole in ambedue i casi, confondono Moltiplicatore generico e moltiplicatori settoriali senza nemmeno distinguere l’operato del Moltiplicatore secondo i parametri socioeconomici nel quale è iscritto. Chiaramente se siamo nel contesto dello Stato sociale appoggiato dalle protezioni del Gatt, dal credito pubblico con una banca centrale di Stato e da una fiscalità progressiva cittadina, i circuiti del capitale e dunque l’andamento socio-economico generale sarà molto diverso del contesto dello Stato minimo sotto tutela della « private global governance » del libero-scambio globale con la sua fiscal policy regressiva. Come ben sappiamo, il mondo del capitalismo trionfante è come quello agostiniano o Lombardo, un mondo statico impegnato a dichiararsi fine della Storia per meglio congiurare il suo ineluttabile deperimento e il suo inevitabile superamento come sistema iniquo di sfruttamento, ormai incapace di spartire i guadagni di produttività. Anche il Presidente dell’INPS Pasquale Tridico lo ha capito notando : « come dalla fine degli anni Ottanta a oggi, sulla quota redditi del PIL, i salari siano scesi dal 64% al 53%. » cioè di 11%. (Vedi Salario minimo contro lavoro povero. I piedi nel piatto, di Stefano Porcari http://contropiano.org/news/politica-news/2019/05/23/salario-minimo-contro-lavoro-povero-i-piedi-nel-piatto-0115744 ». Da anni, il mio Tous ensemble data dal 1998, argomentiamo a favore di una migliore ripartizione economicamente fruttuosa con il passaggio alla riduzione generale del tempo di lavoro con una paga originalmente identica ma con la bonifica immediata dei programmi pubblici finanziati con la riabilitazione del salario differito.

In effetti, non si tratta solo di critica teorica. La prova è ovunque sotto i nostri occhi tanto nei Stati Uniti quanto nella UE e sopratutto nella Zona euro.

Nei Stati Uniti disponiamo di uno case study illuminante con il Stimulus plan di Obama. Il risultato statisticamente verificato, e da me previsto da anni, è il seguente: gli aiuti dello Stato federale andarono alle infrastrutture – strade, ponti, fognature ecc – ai servizi sociali – essenzialmente Medicare e Medicaid – e ad altri servizi – educazione e sostegno scolastico ed altri programmi di formazione e di sostengo sociale. In riassunto, il risultato è il seguente: in tutti questi campi esiste una straordinario differenza nel Moltiplicatore settoriale secondo che gli aiuti statali vanno al settore pubblico – Moltiplicatore settoriale attorno a 3 – o secondo che vanno al settore privato – Moltiplicatore molto debole della magnitudine di quello generico caro ai ciechi Rogoff, Blanchard ed altri servi in camera del genere , cioè vicino a 1. (Il dibattito è usualmente condotto senza il minimo sforzo per chiarire questa confusione. Vedi ad esempio questi articoli: a ) http://www.washingtonpost.com/blogs/wonkblog/post/did-the-stimulus-work-a-review-of-the-nine-best-studies-on-the-subject/2011/08/16/gIQAThbibJ_blog.html ; b ) http://www.letemps.ch/Page/Uuid/49105d0e-c67f-11e4-959d-74804f4bcbe7/La_bonne_et_la_mauvaise_austérité (questi links furono menzionati da Jean-Charles nel sito di G. Ugeux, l’11 marzo, 2013). Vedi pure : La commission européenne de plus en plus keynésienne ! (Crédits : Reuters) Ivan Best | 05/03/2015, 10:02 – 1396 mots http://www.latribune.fr/actualites/economie/union-europeenne/20150304tribcdbd1e118/la-commission-europeenne-de-plus-en-plus-keynesienne.html.

E chiaro allora che tutti gli argomenti attuali sulla debolezza del Moltiplicatore generico, per scoraggiare l’intervento statale a favore della fiscalità regressiva neoliberale capitalistica, sono a-scientifici, irrazionali e oscurantisti. La debolezza e dovuta ai parametri neoliberisri monetaristi che comunque non riescono a distruggere l’effetto positivo sui Moltiplicatori settoriali, i quali rimangono più protetti dall’effetto negativo dell’estroversione nell’inserzione mondiale della Formazione sociale nazionale, essendo concentrati nei campi sociali e nelle infrastrutture, cioè nei servizi non ancora totalmente aperti alla concorrenza globale e sui quali si gioca una aspra lotta di classe e nazionale – ad esempio con i caotici dazi di Trump i quali, a modo loro, confermano la mia domanda per una nuova definizione dell’anti-dumping esposta nel mio Appello in questo medesimo sito.

In effetti, oggi ne abbiamo tre illustrazioni: in Grecia, in Francia e in Italia.

Per la Grecia se vede la mia critica positiva del importante libro intitolato « THE BODY ECONOMIC: why austerity kills, by David Stuckler and Sanjay Basu, HarperCollins Publishers LTD, 2013. A critical review, in https://www.la-commune-paraclet.com/Book%20ReviewsFrame1Source1.htm#thebodyeconomic )

Par la Francia, basta considerare l’effetto positivo provocato dalle rivendicazioni dei Gilets jaunes che costrinsero il Président Macron a rallentare la pressione sui meno agiati, ritirando momentaneamente dalle loro spalle un aumento di tasse per poco più di 10 miliardi di euro. Risultato, mentre l’economia mondiale ed europea rallentava drasticamente, questo debole sostengo al potere di acquisto dei due o tre decili più in basso contribuì attorno a 0,3 % di crescita. Basta solo immaginare il risultato se il paniere di consumo medio era in qualche modo protetto favorendo produzioni locali, senza discriminare sui produttori.

Lo stesso argomento vale per il troppo misero RDC – per colmo irrazionalmente sottoposto a condizioni di risorse nello spirito debilitante del workfare che crea bacini di povertà irreversibile anche dal punto di vista generazionale. La mobilità sociale è diventata un sogno lontano.

Concludiamo questa rapida critica dell’equivalenza ricardiana, rimandando Blanchard ed altri alla considerazione dei parametri nei quali scrivono le loro puerili equazioni. Va sottolineato che per stabilire la curva della domanda danno le tabelle dell’offerta in prezzo, e poi danno quelle della domanda in prezzo per stabilire quella dell’offerta, il prezzo giusto del mercato in questo girotondo « pedantesco e asinesco » per parafrasare il nostro Giordano Bruno emergendo dall’incrocio meta-magico delle due curve cosi stabilite, hi-han! Di conseguenza, la Commissione europea dovrebbe lasciare stare questa fiscal policy regressiva, e riconoscere che il sentiero di consolidamento fiscale è solo una guerra contro le nazioni e contro i popoli sovrani; deve riconoscere, in oltre, che il Fiscal Compact è oramai nullo e non avvenuto perché non fu trascritto nel diritto europeo prima del 1 gennaio 2019, in modo che la Commissione dovrebbe invece impegnarsi per ristabilire dei Moltiplicatori generico e settoriali virtuosi tenendo conto della realtà contemporanea, incluso la crisi del capitalismo speculativo egemonico – fine del sentiero di consolidamento fiscale e debito insostenibile tanto pubblico quanto privato – rivedendo dunque i parametri socio-economici sotto-giacenti.

Esistono due alternative:

A ) Le Preferenze comunitarie proposte dal grande economista walrasiano classico Maurice Allais, molto cosciente sin dall’inizio degli effetti devastanti del libero-scambio globale non regolamentato; vedi, ad esempio, il suo « rupture de 1974 » vedi https://osonsallais.wordpress.com/2010/10/13/allais-la-rupture-de-1974/ Il grande Maurice Allais fece pero l’errore di considerarla RTT come una forma qualsiasi di « trattamento sociale » della disoccupazione atta a creare distorsioni nel libero mercato del lavoro, forzandomi a scrivere la mia Nota ** del mio libro III, che diede poi origine al presa in linea di conto dei « vari numeri della disoccupazione e della sottooccupazione ». Vedi la traduzione in italiano dei « Brani scelti del mio Keynsianism, Marxism, Economic Stability and Growth », 2005, nella sezione Italia del mio vecchio sito giurassico www.la-commune-paraclet.com )

B ) La mia proposta per una nuova definizione dell’anti-dumping capace di proteggere il « reddito globale netto » dei focolari – dunque salari individuale e differito e tax area sulla busta paga lorda – ristabilendo cosi la coerenza socio-economica delle nazioni sovrane, salvando nello stesso tempo il pieno-impiego e dunque con esso la fiscalità dello Stato, come pure i criteri ambientali, almeno quelli essenziali secondo il principio di precauzione.

Tanti Diafoirus di regime affermano nel gergo del putativo impero filo-semitico nietzschiano « There is no alternative ». Ma l’esempio dello Stato sociale nato dalla Resistenza non è del tutto cancellato nella mente dei popoli. Mancano, è vero, gli intellettuali organici di sinistra capaci di opporre la scienza alle narrazioni marginaliste senza rispondere alla cosiddetta « riconoscenza del ventre » che io credevo riservata ai cani domestici. Si nega anche la critica per non dare il diritto deontologico alla risposta. Ho detto altrove che la fiorentina costa caro … Intanto, un caso emblematico recente viene fornito dalla concretizzazione dello Stato del benessere in Bolivia, una esperienza illuminante iniziata con le lotte per la ri-nazionalizzazione dell’acqua e dei settori socio-economici e culturali strategici, con lo sviluppo dei servizi sociali e nazionali pubblici e con il passaggio ad una democrazia più partecipativa rispettosa dei diritti fondamentali individuali, sociali e collettivi. D’altronde, questo Impero di auto-eletti, che provocherebbe l’ilarità di uno Svetonio nato Romano, ha già iniziato il suo inesorabile declino anche a causa della sua pretenzione ad erigere la sua volgare e anti-umana narrazione neo-liberalista e monetarista in dottrina di Stato.

A cosa servono i fondi pubblici?

In conseguenze dello smantellamento dello Stato sociale e del suo credito pubblico, siamo oggi confrontati a centinaia di vertenze lavorative e industriali in gran parte disattese. Alitalia, Whirlpool, l’ILVA di Taranto; rappresentano solo la punta del iceberg in uno sistema Italia allo sfaccio. Lo Stato assieme ai ministri fingano laboriosamente ignorare il problema almeno finché non diventa mediatico per poi assicurare i lavoratori con il solito « double speech » orwelliano, che il problema risulta dalla vecchia politica di intervento dello Stato! Dicono la stessa cosa alle vittime delle catastrofe « naturali » – alluvioni, terremoto, incendi boschivi ecc – che non hanno niente di naturale se non la criminale latitanza dello Stato e l’abbandono del Territorio alla logica di corto termine del capitale speculativo anche in salsa « verde climatologa ». Intanto per rassicurare la Commissione europea e i nostrali federalisti spinelliani, il DEF in preparazione blocca il rinnovo dei contratti nella PA a 2 miseri miliardi di euro, mentre le voci a favore di una manovra correttiva di 4 a 5 miliardi proposta da Moscovici et al., guarda già ad un taglio di simile grandezza nella Sanità … Con grande rigore logico, la politica di natalità sarà finanziata con i risparmi su Quota 100 e sul RDC, il quale non ammonta neanche ad un REI legermente ampliato. Per il resto, ci sarà il « mito soreliano » dell’aumento del salario minimo, il quale essendo un salario orario darà forse risultati altrettanto mirobolanti dei vecchi voucher nel contesto della precarietà dilagante creatrice dei cosiddetti contratti a zero ore, ovvero nel gergo di shitty o gig jobs.

Nel mondo assurdo del neoliberalismo monetarista filo-semitico nietzschiano, dove per parafrasare Margaret Thatcher « la società non esiste, esistono soli i bisogni individuali », i fondi pubblici servono per ingrassare il capitale speculativo che distrugge l’ambiente e nega l’umanità del fattore di produzione lavoro, il solo che crea valori di scambio, e il solo che necessita un focolare per rinnovarsi come lavoratore. Ovviamente, la redditività speculativa – Return on equity o Roe – non può contemplare i progetti infrastrutturali a medio e lungo termine perché non sono compatibili con i rapporti contabili trimestrali e con il versamento dei dividenti da versare agli azionari, come dimostra ultimamente il caso di Autostrade ed il crollo del Ponte Morandi a Genova. Ad esempio, per la sola Atlantia « L’utile del primo semestre 2017 (era di) 1.229 milioni di euro. », mentre « L’acconto sui dividendi oggetto di distribuzione (era di) 466 milioni di euro. » ( in http://www.atlantia.it/documents/20184/30926/Atlantia_Acconto_sui_dividendi_2017_10112017_con_parere.pdf/0b80ed21-8293-4973-890c-9e85fdbd2c47 , p 7 )

Questa redditività può essere più facilmente realizzata con le ristrutturazioni effettuate a credito – LBO ecc – e con i miliardari e mensili buybacks utilizzati per sostenere artificialmente i corsi in Borsa. Come d’altronde questa politica neoliberale monetarista favorisce il settore privato a scapito della fiscalità generale dello Stato … l’unica questione rimanente è « dove tagliare ? »

L’ideale per l’emancipazione umana rimane comunque la sobrietà individuale agevolata dalla ricchezza collettiva, in primis un sistema di previdenza e assistenza muro a muro, incluso l’accoglienza e l’integrazione degli immigranti e gli asili nidi di accesso universale e gratuito per permettere una reale parità di genere lavorativa, sociale e culturale, anche rovesciando l’attuale suicidio demografico. Ed è proprio questo obbiettivo già caro al « calabrese di spirito profetico dotato », Gioacchino da Fiore, che fu auspicato da Carlo Marx e, anche se in modo transitorio, dalla nostra Costituzione della Prima Repubblica che ne poneva la condizioni materiali e giuridiche di esistenza.

I soldi pubblici servono dunque a garantire :

  • l’economia mista con la pianificazione almeno strategica del campo socio-economico e culturale
  • la tutela del credito pubblico
  • l’utilità sociale e l’interesse nazionale
  • la solidarietà nazionale in particolare con il sistema di sanità, di previdenza e di assistenza sociali
  • l’educazione laica, libera e gratuita, la tutela della ricerca e della cultura
  • la parità di genere e i diritti civili
  • la lotta contro le disparità regionali – incluso gli imprescindibili LEP.

Dobbiamo ritornare ad immaginare la transizione del Regno della Necessità – « da ciascuno secondo le sua capacità, a ciascuno secondo il suo lavoro » – al Regno della Libertà, cioè « da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni ».

Riassunto reattivo del 18 giungo 2019

« Commento a « Debito pubblico, l’acchiappafantasmi » di Dante Barontini http://contropiano.org/news/news-economia/2019/06/17/debito-pubblico-lacchiappafantasmi-0116511?unapproved=164951&moderation-hash=6a9f5296fa38bf3400a2911f604caafc#comment-164951

Paolo De Marco

18 Giugno 2019 12:08

Il nostro Paese è ricco ma molto sprecone e fondamentalmente disuguale. Non si può dire che i criteri economici sono buoni – non lo sono affatto e meno di tutti la nostra produttività microeconomica e la nostra competitività macro-economica. Abbiamo finanziato il debito pubblico con un avanzo primario molto alto – a volte oltre il 3 % – negli anni passati ma sacrificando tutto, salario e servizi sociali e Enti economici pubblici. Oggi, questo margine non c’è più, i tagli vanno all’osso, incluso i beni artistici e il demanio. La posizione netta del nostro Paese sembra buona solo se si fa astrazione dei quasi 500 miliardi di Target 2, dovuto al pitre Draghi, e che non sono certo un semplice « jeu d’écriture ».

La Germania – o la Francia ecc – non è colpevole dell’incompetenza dei nostri né dell’auto-inflitto Articolo 81, del quale nessuno parla più, neanche la piduesca Piattaforma Rousseau. Ha un surplus ma il criterio di Maastricht afferrante è del 6 % . Questo surplus è fluttuante sopratutto visto l’estroversione della Formazione sociale tedesca, perciò la Germania guarda giustamente a queste cose a medio e lungo termine, come pure la Commissione europea.

Intanto la Germania non accetterà mai – a ragione – gli eurobond o manovre del genere per prendersi carica del debito altrui. Nonostante, il Sig. Schaeuble aveva indotto un piano di sostegno con 14 miliardi di euro per l’accoglienza – un sogno da noi dove esiste un’inflazione di razzismo e di ignoranza squadrista xenofoba – e fondi – certo minimi – per le infrastrutture tedesche, oggi un poco neglette almeno per quelle tradizionali. Ma intanto la Germania ha intelligentemente ri-orientato la sua economia verso il mercato asiatico mentre da noi si firma un memorandum senza contenuto e c’è ancora qui cerca pregio politico affermando di essere il domestico principale del putativo impero filo-semitico nietzschiano sostenitore del regime di Apartheid ufficiale nello ormai Stato canaglia israeliano.

Aggiungo che, come fece d’altronde notare Mélenchon, in uno articolo riprodotto da voi il cosiddetto Fiscal Compact non fu trascritto in legge fine dicembre 2018, perciò non è più legalmente valido. Il low-tow nostrale è tutto nostrale.  Come l’Articolo 81 e la famigerata Lettera Draghi-(Trichet), conclusione logica del vertice sul Britannia nel 1993.

Un grande Paese non si governa con decreti sicurezza-immigrazione e con fasulle Quota 100, fasullo RDC e fasullo salario minimo orario – cioè, un nuovo voucher che indurrà più intensità lavorativa e più lavoro nero nel nostro sistema di piccole imprese familiari e poco produttive – a parte 500 aziende medie e grandi, in gran parte da vendere per assicurare l’avanzo primario che piace tanto a Cottarelli et al. Hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non sentono ecc … Per un’analisi della drammatica situazione vedi http://rivincitasociale.altervista.org/cosa-vogliono-la-ue-la-lega-m5s-ovvero-cosa-servano-fondi-pubblici-giugno-6-2019/  »

Paolo De Marco

Ex-professore di Relazioni internazionali (Economia Politica Internazionale)

San Giovanni in Fiore (CS), 6 giugno 2019 – con alcuni aggiornamenti

Note:

1 ) Vedi REPORT FROM THE COMMISSION Italy Report prepared in … http://www.europarl.europa.eu/RegData/docs_autres_institutions/commission_europeenne/com/2019/0532/COM_COM(2019)0532_EN.pdf

2 ) « Dopo il 2013 l’Italia ha attenuato molto sia lo sforzo per risanare definitivamente la finanza pubblica, sia l’impegno per la crescita. Un esempio, la scelta del governo Renzi di dedicare risorse ingenti agli 80 euro in busta paga, piuttosto che alla riduzione del cuneo fiscale. » in Mario Monti: “L’Italia così isolata non cambierà mai l’Europa”, Suggerirei di smettere di parlare di letterine” dice l’ex premier. “Rischiamo di perdere anche il sostegno della Bce, la procedura va evitata” in By Angela Mauro https://www.huffingtonpost.it/entry/mario-monti-su-italia-ue-rischiamo-di-perdere-anche-il-sostegno-della-bce_it_5cf9f140e4b006ad194eca4a?utm_hp_ref=it-homepage . No so se fa ridere o desta pietà sentire da parte del signore Monti elogiare « il sostegno della BCE»! Quello che no si dice in Italia è che Draghi ha contribuito non a salvare il paese con lo spread più basso ma a rovinarlo in modo accelerato. In effetti, le scelte di Draghi, ex impiegato della Goldman and Sachs e partecipe all’incontro sul Britannia, fece abbassare lo spread per permettere alle banche straniere di vendere i loro bonds italiani. Questo fu la causa maggiore di un doppio disastro, quello del non contenimento del nostro debito pubblico al quale fu aggiunto quasi 500 miliardi di Target II, che non sono proprio uno semplice « jeu d’écriture » innocuo ma un debito vero e proprio e un cappio al collo supplementare per il nostro Paese.

3 ) « The high and increasing projected stock of debt in 2029 in the baseline scenario and its sensitivity to macroeconomic-fiscal shocks contribute to that assessment. Achieving a debt ratio of 60% of GDP by 2033 would thus require Italy to make a large cumulative fiscal effort, amounting to 10.2 percentage points of GDP over 2021-2025. » (p14 del Report from the Commission)

4 ) Vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Dati_macroeconomici_italiani

5 ) Vedi Ecco le conseguenze di una procedura sul debito eccessivo (mai applicata finora) https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-06-04/ecco-conseguenze-una-procedura-debito-133451.shtml?uuid=ACw6X7L

6 ) Vedi: « CREDITO, DEBITO PUBBLICO E TAGLI: Sentiero di consolidamento fiscale e tagli agli enti locali » 10 novembre 2018, in http://rivincitasociale.altervista.org/credito-debito-pubblico-tagli-golpe-costituzionale-24-febbraio-2019/ Per una sintesi della critica del paradigma marginalista vedi « La pseudo-scienza economica borghese: perché dobbiamo cambiare pradigma al più presto», in http://rivincitasociale.altervista.org/la-pseudo-scienza-economica-borghese-perche-dobbiamo-cambiare-paradigma-al-piu-presto/ .Vedi pure l’Introduzione metodologica nella Sezione Livres-Books del mio vecchio sito giurassico www.la-commune-paraclet.com

7 ) Procedura infrazione, Moscovici parla in italiano: “La mia porta resta aperta”, in https://video.repubblica.it/dossier/unione-europea/procedura-infrazione-moscovici-parla-in-italiano-la-mia-porta-resta-aperta/336427/337024?ref=search

8 ) La risposta del Governo al rapporto della Commissione UE sull’Italia ex articolo 126(3) TFUE http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0415.html . I nostri professori di economica sono spesso del serraglio ma per colmo rimangono comodamente ingabbiati nel loro paradigma, vedi ad es, Cosa fare dopo la letterona da Bruxelles. 06.06.19, Francesco Daveri https://www.lavoce.info/archives/59513/cosa-fare-dopo-la-letterona-da-bruxelles/ . Non parliamo poi dei nostri Dottori forbici o dei nostri ex-ministri …

9 ) Vedi Francesco Daveri https://www.lavoce.info/archives/59513/cosa-fare-dopo-la-letterona-da-bruxelles/

10 ) Vedi Gli imprenditori della paura, 4.06.19, Tito Boeri https://www.lavoce.info/archives/59482/gli-imprenditori-della-paura/  . Emergenza migranti è sempre stata strumentalizzata in un modo molto xenofobico e irrazionale visto non solo i contributi essenziali degli immigrati in Italia in termini di tasse e contributi sociali, ma anche dato il gravissimo deficit demografico aggravato dalla fuga fuori d’Italia di milioni di cittadini e residenti. Questa demagogia anti-costituzionale – anche perché la Costituzione garantisce i diritti fondamentali dei residenti sul nostro territorio e non solo dei cittadini italiani – fa parte integrante del disegno di regressione sociale oggi messo in salsa Bannon con tanto di nudging, cioè proprio il modo di fare che distrugge il lavoro e causa la fuga fuori d’Italia. Il nudging, si sa, spera potere influenzare il tiro: oggi i fatti dicono che il tiro di questi praticanti del nudging colpisce tutti nel Paese senza discriminazione, cittadini o residenti di origine straniera. Si tratta di un vero e proprio malthusianismo economico e demografico simile a quello di un Maurice Strong per il quale per salvare il pianeta bisognava ridurre la popolazione attorno a 2 milioni, anche strumentalizzando narrazioni climatiche …

11 ) « Italy’s public debt-to-GDP ratio, at 132.2% in 2018, is the second largest in the Union and one of the largest in the world. In 2018, it represented an average burden of EUR 38 400 per inhabitant, in addition to an average yearly cost of servicing it of around EUR 1 000 per inhabitant. » p 20 del Report from the Commission.

12 ) Vedi i « Brani scelti del mio Keynesianism, Marxism, Economic Stability and Growth, 2005 » nella Sezione Italia del mio vecchio sito www.la-commune-paraclet.com . Un aggiornamento delle misure proposte si trova ad esempio nel mio Appello in http://rivincitasociale.altervista.org. Se il mio libro del 2005 fu il primo a prevedere la crisi dei subprime secondo le contraddizioni create dalla separazione dei 4 pilastri del mondo bancario e finanziario e nei « montages » dei nuovi strumenti speculativi, il mio Appello sottolineava l’urgenza di correggere i devastatori trattati di libero scambio con una nuova definizione anti-dumping non più appoggiata sulla competizione globale di tutti i lavoratori sulla base del solo salario individuale – senza il salario differito e senza le tasse necessarie per il finanziamento delle infrastrutture e serivis di utilità sociale e di interesso pubblico – e ambiente. Oggi Trump se n’è reso conto ma nel suo modo caotico ….

Per una sinistra avanguardista di rottura e di modernizzazione del Paese.

Vedi : Redazione Contropiano http://contropiano.org/news/politica-news/2019/06/10/ballottaggi-pari-e-patta-tra-lega-e-pd-0116252

Secondo me i risultati dei ballottaggi alle ultime amministrative dimostrano chiaramente la gran voglia di una autentica sinistra moderna e di rottura in Italia.

La scienza è neutrale, cioè viene sovra-determinata dai rapporti di classe. La critica del Progresso, la critica reazionaria al cosiddetto Prometeismo, rappresenta la stessa volontà « biblica » di sbarrare la strada alla scienza perché la scienza, e più generalmente ogni « discorso », non esistono senza uguaglianza umana, senza quello che Hegel chiama « lo spazio intersoggettivo ». Si accusa la Scienza e il Progresso solo per sdoganare i rapporti di classe che li snaturano in modo disumano.

Nell’analisi del voto alle ultime elezioni legislative avevo sottolineato lo straordinario stato di flusso del voto. – ad esempio, un 1/3 degli elettori del vecchio PCI andò ai 5 Stelle, e quasi pure un altro terzo, diciamo repubblicano e progressista. (1) Tutti questi ci ripensano, alcuni anche a favore della Lega.

I 5 Stelle, cioè la squadra dirigente attuale che non sembra proprio avere paura del vuoto, sono ormai destinati a sparire perché la gente si sente presa per i fondelli con questa comunicazione fatta di apparenza senza nessuno contenuto, pericolosamente radicata in una « politica del risentimento » sempre pronte ad appellarsi agli istinti « re-azionari » più bassi degli Italiani declassati dalla lunga crisi.(2) Non paga più sbraitare – sempre meno, ora che sono al potere – sui privilegi della « casta », parlare di riduzione dei privilegi di pochi senza niente di molto concreto mentre la qualità di vita (3) dei cittadini in generale e dei tre decili meno ricchi. Produce solo una doppia reazione contraria anche perché quelli di destra e quelli più arrabbiati scegliendo la politica – in apparenza – anti-sistema della Lega anch’essa alla scuola del nudging di stampo patologicamente proto-fascista, razzista e sessista del grottesco Steve Bannon ed altre arcaiche e pericolosissime « brown shits » del genere.(4) They are not even aiming properly, colpendo invece il proprio popolo!

Intanto, la vittoria dei 5 Stelle a Campobasso esibisce una logica di voto utile o, se si vuole, la possibilità di un patto repubblicano sotto-giacente per sbarrare la strada alla destra leghista. Ma ovviamente, i 5 stelle non ne possono approfittare se il PD è presente nel ballottaggio. Da questo punto di vista, viene ancora dimostrato che esiste più flessibilità nelle alleanze possibili al livello locale non che al livello nazionale. La presenza sempre più grande delle liste civiche ne rappresenta una ulteriore dimostrazione. (5) Al livello, nazionale serve una politica di riforme rivoluzionarie fatte di compromessi non compromettenti.(6) Fin qui, parafrasando il San Matteo che piaceva a Pasolini o Mao riguardo a chi sventola la bandiera per tradire la bandiera, è evidente che la retorica contro la « casta » servì proprio a confortare la « casta » nei suoi veri privilegi, incluso con la flat tax e il discorso fuorviante sulle autonomie locali e il residuo fiscale.

Una parte dell’elettorato di sinistra vota Lega perché si sente tradita da un PD social-liberista e ancora oggi – con la minaccia di apertura della procedura di infrazione dalla Commissione europea e la cronica stagnazione economica – fiscal-compatista senza Fiscal compact legalmente recepibile! Si sente tradita per i bassi salari e il blocco della contrattazione sindacale, lo smantellamento dello Statuto 18 e il micidiale Jobs Act con la sua creazione di una precarietà generale, le delocalizzazioni, le privatizzazioni – incluso quelle onerosissime dei beni pubblici come la sanità, l’acqua, l’elettricità, la raccolta differenziata ecc.

Intanto la Lega, alle prese con un cosiddetto Modello del Nord-Est definitivamente fallito e ormai ultra-corrotto, e con un apparato produttivo che non ha ancora ricuperato dalla sua paurosa caduta del 2007-2009 – parla di crescita con un certo volontarismo – Sblocca cantieri – a scapito della difesa della legalità con l’attiva complicità dei 5 Stelle. (Si alzano le soglie per gli appalti e sub-appalti senza controllo, nemmeno per assicurasi di audit contabili rigorosi ogni volta che sono coinvolti fondi pubblici purtroppo queste verifiche sarebbero necessarie per impedire al minimo la deriva dei costi tipo Expo di Milano e Mosè veneto, ecc. Mentre, in realtà, specialmente con l’irrazionale e a-costituzionale Flat tax, la Lega mette in opera una politica regressiva di trickle down che aumenterà fatalmente la precarietà lavorativa e le disuguaglianze sociali come succede ovunque nel mondo dove questa scelta di public policy monetarista fu implementata, incluso, già da anni, in Italia, con la riduzione dei scaloni e con il trasferimento del peso del fisco dalle tasse dirette alle tasse indirette molto più regressive !!! « Feed the horses to feed the birds »(Galbraith)… Questa fiscalità reazionaria e a-costituzionale è la causa maggiore delle grottesche disuguaglianze verificate in Italia più che negli altri grandi paesi della UE o del mondo.

Una sinistra autentica dovrà mettere sul tavolo un progetto di avanguardia con la crescita socio-economica reale fondata sopra una più grande giustizia socio-economica – d’altronde sancita dalla Costituzione –; con il ritorno al credito pubblico nel quadro delle pianificazioni strategiche nazionale e regionale; con la riduzione generale del tempo di lavoro appoggiata da una nuova definizione dell’anti-dumping – vedi l’Appello in questo medesimo sito; con la tutela dell’ambiente con l’ecomarxismo – vedi la Categoria omonima in questo medesimo sito; con la specificazione delle grandi opere utili ormai urgenti; con la determinazione, nei budget nazionale e locali, di una voce capace di proporre il cofinanziamento per cooperative pubbliche idonee a utilizzare i fondi pubblici europei disponibili, ma spesso persi, in modo da potere assicurare l’utilità sociale; (7), la certezza della legge, anche con la formulazione di nuove Operating Standard Procedures per disciplinare i dirigenti della PA, primi responsabili del parassitario e paralizzante clientelismo, della corruzione e delle infiltrazioni mafiose – la certezza della pena fu sempre una strumentalizzazione giustizialista da genti non sempre presentabili e comunque cade solo sopra i più deboli con tanta demagogia sulla recidiva ; con il ritorno ad una scuola e ad una formazione scientifica degne di una vera Repubblica; con la proposta di un fondo di sviluppo e di integrazione dei migranti – vedi la Categoria migranti in questo medesimo sito – nel quadro di una politica di immigrazione rispettosa dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione e dai trattati internazionali, incluso il Diritto del Mare, e consapevole che la crescita demografica è necessario alla crescita sotto-giacente del PIL ed all’equilibrio dei programmi fondati sui contributi dei cittadini, in particolare l’INPS, ecc. Oggi il suicidio demografico del nostro Paese non è più reversibile senza l’apporto dei migranti. La scelta delinquente e irrazionale è quella di un barbaro malthusianismo pronte a sacrificare il popolo per preservare e incrementare ancora le già intollerabili disuguaglianze.

La Sinistra autentica deve partire dai pesanti mutamenti socio-economici reali tanto al livello internazionale quando al livello nazionale per proporre un modello di società più moderno e più emancipatore:

  • fine del regime neoliberale-monetarista del libero scambio: la guerra dei dazi di Trump segna la fine del ciclo della fallita strategia americana della « interdipendenza asimmetria » . Vedi il mio Appello in questo medesimo sito.

  • Il ritorno ad un nuovo Stato Sociale aggiornato per le criticità della nostra epoca ma rispettoso della lettera e dello spirito della Prima Costituzione. Dunque ritorno ad una Repubblica fondata sul lavoro dignitoso e la solidarietà nazionale, con la fine del mal-fatto e poco costituzionale federalismo fiscale, oggi imposto senza il minimo rispetto per i LEP, cioè i Livelli Essenziali delle Prestazioni in una « Repubblica – costituzionalmente – una e indivisibile ». Ogni proposta di autonomie regionali senza referendum costituirà un golpe contro la nostra Repubblica nata dalla Resistenza. (8)

  • Va affermato il fallimento del credito privato speculativo – liquidità della BCE con il credit crunch e con la fiscalità regressiva, cause prima delle politiche di austerità e dell’impossibilita di contenere il debito. Non si deve solo prendere atto del fallimento del sentiero di consolidamento fiscale ma anche delle ragioni di questo fallimento. (9) Il ritorno al credito pubblico ed alla fiscalità progressiva sancita dalla Costituzione no è solo questione di equità ma una semplice questione di razionalità economica e politica. Altrimenti, l’Italia sarà messa sotto tutela permanente come la Grecia del patetico riformista Tsipras ma proprio nel momento in cui il Fiscal compact è nullo e non avvenuto perché non fu trascritto nel diritto europeo prima del 1 gennaio 2019!

  • I mutamenti nei modi di produzione con l’introduzione dei robot e dell’IA – si nota, senza ridere, che in Italia ci sono più robot al lavoro rispetti alla Francia – ma senza nessuna spartizione dei guadagni di produttività, neanche in termini di tempo libero e di bonifica importante del salario differito per ridare vita al nostro sistema previdenziale e assistenziale. (vedi nota 3 qui sotto)

  • I mutamenti nella burotica e nella telematica che dovrebbero permettere la modernizzazione della nostra troppo spezzo invecchiata e arcaica amministrazione pubblica. Lo snellimento e la modernizzazione, ora possibili, dovrebbero andare di pari passo con un salto di qualità del personale in particolare dirigenziale e con una diminuzione generale del tempo di lavoro – incluso con l’abbassamento dell’età di pensione e con il rafforzamento delle protezioni per il lavoro usurante. Questa riduzione può farsi con un salario inizialmente identico ma con la bonifica del salario differito. Si salverebbe cosi il sistema fiscale e contributivo. La riduzione del tempo di lavoro costa molto meno paragonata al costo dei vari ed inefficienti sistemi di assistenza sociale – senza parlare delle mostruose tax expenditures -, a prova la RTT della « gauche plurielle » del tempo del Primo Ministro Jospin..

  • La riduzione del tempo del lavoro permette di abbassare strutturalmente il costo di produzione senza gravare sul semplice costo del lavoro e dunque sulla domanda interna. Similarmente, come spiegato altrove, il costo di produzione italiano potrebbe essere abbassato con la soppressione di 20 a 30 miliardi di euro di accise sui prodotti petrolieri; quest’operazione sarebbe a costo zero grazie alla soppressione parallele degli esoneri al cuneo fiscale a favore del capitale e a scapito dei lavoratori, tutte misure oggi pletoriche e senza nessuno effetto positivo. (10)

  • Il falso problema dell’IVA da disinnescare fu inventato unicamente per legittimare sempre più le politiche di austerità facendo credere che si devono trovare coperture di 23 miliardi all’anno con tagli nei beni essenziali mentre con la flat tax si incrementerebbe la regressività fiscale già intollerabile nel nostro paese. A parte la revisione delle spesso onerose quanto inutili tax expenditures si potrebbe semplicemente abbassare l’IVA sui beni di prima necessità e aumentarla sugli altri beni con pochi scaloni. Sarebbe più congruente con la nostra Carta fondamentale.

  • Lo stesso argomento vale per la Sanità la quale deve ritornare ad essere pubblica incluso per l’amministrazione delle nuove cure e medicine con effetti dimostrati rispetto ai necessari medicinali generici. (11)

  • Le nuove tecnologie permettono anche un migliore monitoraggio del nostro martoriato Territorio – carte satellitarie ecc – e dunque una modernizzazione dei Piani regolatori territoriali – e di lotta all’abusivismo. Certe grandi opere sono urgenti per modernizzare la nostra economia e per bonificare il nostro Territorio inquinato. Ad esempio, il rilancio di Gioia Tauro con le ferrovie e con la sua zona industriale oggi disperatamente vuota, anche nel quadro delle Nuova Via della Sete. (12)

  • In Italia la realizzazione dei progetti, grandi o piccoli che siano, è soggetta a dei ritardi biblici, di vari anni. Una delle cause maggiori sta nella mancanza di coordinamento dei vari enti implicati: sovraintendenza, enti ambientali, urbanistica ecc. Una possibile via di uscita sarebbe di confidare questo compito di coordinamento rigoroso ma accelerato alle provincie che potrebbero utilmente rinascere grazie alla loro gestione di questo tipo di tavoli tecnici ideati per accelerare i processi decisionali senza danni per le comunità.

  • Similarmente le nuove tecnologie permettono anche un salto di qualità nel mondo dell’educazione e della ricerca ristabilendo una giusta proporzione tra educatori e alluni e tra ricerca pubblica e privata. (13)

  • Lo stesso vale per accelerare i processi giudiziari indecentemente lunghi nel nostro Paese – anche assicurando un controllo dell’operato di certe procure …

  • Le nuove tecnologie permettono la messa in opera di una economia riciclabile nel senso dell’ecomarxismo. (14) Permettono la modifica positiva del ciclo di vita dei prodotti e la tracciabilità online, a monte e a valle, ad esempio per la problematica della plastica e per quella degli OGM di prima e seconda generazioni – i nuovi non presentano più i stessi seri problemi, a parte il monopolio dei semi e i brevetti sul vivente.

  • La democrazia elettorale deve essere ristabilita d’urgenza con la proporzionale – senza soglie di sbarramenti, e senza barriere all’entrate, al limite con un maggiore rimborso delle spese per i partiti quando sono disposti ad entrare in alleanza – e con l’abolizione del finanziamento privato ai partiti e movimenti politici.(15)

In breve, la sinistra moderna di rottura deve ritornare ad essere avanguardista. Deve sapere uscire dalle vecchie vie trite sulla base di una solida analisi di classe marxista, incluso l’ecomarxismo. Deve essere una sinistra di proposte nuove. Deve sapere immaginare l’avvenire collettivo e individuale delle cittadine e dei cittadini definendo i compiti urgenti da portare avanti nel Dominio della Necessità – economia sociale, riduzione del tempo di lavoro ecc – per incrementare il Dominio della Libertà, in un sistema autenticamente demo-cratico fondato sulla massima uguaglianza, e non solo la fasulla uguaglianza delle opportunità, e sulla massima libertà socialista.

Paolo De Marco

San Giovanni in Fiore (cs), 10 giugno 2019.

Note:

Scuserete il gran numero di link auto-referenziali ma comunque di accesso libero. Credo contribuire analisi marxiste autentiche che non si leggono altrove. In fatti, alcuni di voi, eventuali lettrici e lettori del mio vecchio sito giurassico www.la-commune-paraclet.com , sano che non ho esitato all’epoca espormi scrivendo io stesso in lingua italiana, ma era un rischio calcolato perché ero sicuro del rigore scientifico del contenuto. Per i miei contributi marxisti più originali rimando alla sezione Livres-Books del mio vecchio sito, in particolare all’Introduzione metodologica e al Compendio di economia politica marxista.)

1 ) Potere la popolo e le elezioni del 4 marzo 2018: una interpretazione personale http://rivincitasociale.altervista.org/potere-al-popolo-le-elezioni-del-4-marzo-2018-interpretazione-personale-06-13-marzo-2018-completato-riletto-fine-al-29-marzo-2018/

2 ) Industria Italiana di nuovo in calo: produzione giù da 0.7 % in aprile https://www.repubblica.it/economia/2019/06/10/news/torna_a_calare_la_produzione_industriale_aprile_da_-0_7_per_l_italia-228416963/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P5-S1.8-T1

3 ) Vedi quello che credo essere un mio contributo teorico cruciale su potere di acquisto e livello di vita in http://rivincitasociale.altervista.org/pouvoir-dachat-niveau-de-vie-temps-de-travail-socialement-necessaire-et-revenu-global-net-des-menages-2-31-dec-2018/

4 ) http://rivincitasociale.altervista.org/commento-rapido-sulle-elezioni-europee-del-26-maggio-2019-italia-29-maggio-2019/

5 ) Con tutte le difficoltà del caso rimando alla proposta presentata in http://listacivicasgf.altervista.org

6 ) Vedi la mia distinzione entro riformismo – con la versione peggiore del trasformismo all’Italia – riforme autenticamente rivoluzionari in http://rivincitasociale.altervista.org/riforme-democratiche-rivoluzionari-lamemntabile-rossinante-del-riformismo/ e in http://rivincitasociale.altervista.org/la-marcia-verso-la-stella-mezzanotte-dei-filosemiti-nietzschiani-attuali/ . Vedi pure il mio articolo sull’Europa Sociale delle Nazioni contro l’Europa del capitale in http://rivincitasociale.altervista.org/europa-delle-nazioni-europa-sociale-constituzione-europa-sociale-europa-del-capitale/

7 ) Sui 35 miliardi di euro dei fondi europei per il 2014-2020 attorno a 5 % furono utilizzati e un poco più del 10 % progettati. E siamo già a giungo 2019! E una vergogna, uno affronto grave ai disoccupati del nostro Paese, che non hanno i soldi per il necessario co-finanziamento dei loro eventuali progetti. Questo fu l’idea base del nostro Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso, vedi la Categoria omonima in questo medesimo sito. Sottolineo che il ritorno alla cooperative, ed agli Enti pubblici, assieme alla rappresentanza dei lavoratori nei processi decisionali ed a dei audit rigorosi ogni volta che i fondi pubblici sono coinvolti, rimane l’unico modo per creare lavoro reale e lottare efficacemente contro la corruzione e le mafie, e non solo nel Meridione …

8 ) http://rivincitasociale.altervista.org/urgono-due-referndum-sulle-privatizzazioni-limmigrazione-diamo-la-parola-al-nostro-popolo-sovrano-13-aprile-2019/

9 ) Vedi il mio Credito, debito pubblico e tagli: un golpe costituzionale. http://rivincitasociale.altervista.org/credito-debito-pubblico-tagli-golpe-costituzionale-24-febbraio-2019/

10 ) Vedi i punti 14 e in particolare 14C in http://rivincitasociale.altervista.org/clima-indottrinamento-14-18-marzo-2019/

11 ) Vedi la Categoria Sanità in questo medesimo sito, in particolare l’articolo di fondo http://rivincitasociale.altervista.org/la-sanita-tra-tagli-e-corruzione-una-vittima-eccellente-del-federalismo-fiscale/

12 ) in Calabria: sognare quello che potrebbe essere in http://cotroneinforma.org/wp-content/uploads/2017/10/132.pdf , pp 8-9

13 ) la mia critica della cosiddetta Buona scuola del capitale all’epoca del ritorno forzoso ad una società della nuova schiavitù e della nuova domesticità si trova qui: http://rivincitasociale.altervista.org/riforma-scolastica-renziana-gutgeldiana-4-settembre-2014/ e qui: http://rivincitasociale.altervista.org/privatizzazione-scuola-re-riforma-scolastica-renziana-gutgeldiana-4-settembre-2014/ e qui : http://rivincitasociale.altervista.org/la-buona-scuola-della-nuova-domesticita-della-nuova-schiavitu-1-dic-2017/

14 ) Vedi la mia proposta per la Pertusola vicino Crotone nell’articolo menzionato nella nota 11 qui sopra. Vedi pure la Categoria ecomarxismo in questo medesimo sito.

15 ) http://rivincitasociale.altervista.org/manca-vera-commissione-elettorale-mafie-operazione-stige-calabria-conflitto-interesse-razzismo-strumentalizzato-ecc-16-gennaio-2018/

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Data: 5 giugno 2019

Oggetto: Le continue violazioni del mio domicilio e le mie denunce disattese dalla Procura di Cosenza e l’intempestivo ristabilimento dei miei diritti fondamentali e della mia riputazione.

Re: Le mie PEC inviate il 8 ottobre ed il 7 novembre 2018 (quest’ultima è riprodotta qui sotto).

Re: LETTERA APERTA AL GOVERNO sulla gravissima mancata risposta dell’Ordine dei Medici di Cosenza. 21 aprile 2019, in http://rivincitasociale.altervista.org/

Re: LETTERA APERTA ALL’ONOREVOLE P. PARENTELA (Seconda richiesta della copia delle riposte scritte alle Sue due interrogazioni parlamentari. 13 Maggio 2019) http://rivincitasociale.altervista.org/

All’Onorevole Alfonso Bonafede, in persona.

Ministro della Giustizia

Repubblica italiana.

capo.gabinetto@giustiziacert.it

Onorevole Ministro Bonafede,

Vorrei semplicemente sapere perché si continua ad entrare a casa mia durante le mie assenze per alterare le mie bevande e il mio cibo? Questo accade con l’ovvia copertura dei servizi italiani e delle istituzioni garanti dei diritti fondamentali dei cittadini della Repubblica italiana.

Il modus operandi è sempre lo stesso a parte che oggi, con tipica codarda, non si lasciano più le tovaglie macchiate di pittura rossa: Violando la mia privacy e la mia intimità, il mio domicilio è illegalmente sottoposto ad una sorveglianza intrusiva 24 ore al giorno e lo stesso accade con il mio cellulare ecc. Così, se apro una bottiglia o una busta di caffè o di altri cibi che si possono alterare per produrre il « boiling body effect » e le lascio a casa, sono sicuro che al mio ritorno ci sarà una alta probabilità che siano state alterate. Lei dovrebbe cercare di immaginare cosa significa per la vita quotidiana di una persona per bene. Ecco dunque di quali mostruosi crimini siete tutti complici al governo.

Con quale mandato e con quali motivi continuano queste torture e queste manipolazioni contro di me allorché ho chiesto la riaperture intempestiva delle mie denunce illegalmente archiviate dalla strana Procura di Cosenza senza nessuna indagine e senza la minima analisi delle prove sequestrate dai carabinieri, come l’ho già informata prima.

Onorevole Ministro Bonafede, Lei non può eludere la sua responsabilità in quanto Ministro della Giustizia in questo affare. In particolare, su Lei ed il Governo al quale appartiene ricade l’intera responsabilità del fatto che mi sia negata nei fatti la protezione dello Stato offerta in Prefettura davanti ad un testimonio il 7 aprile 2017, come pure l’intera responsabilità che mi sia negato il diritto alla difesa dei miei diritti fondamentali, incluso la sicurezza e la dignità della persona, dato la complicità di tutte le istanze garanti italiane. Istanze che oggi continuano queste mostruose manipolazioni con la speranza di potermi discreditare per coprire i loro crimini.

Ho già chiesto il suo intervento urgente. Non si può dire, come fece in modo colpevole e incompetente la Prefettura di Cosenza, che la mia vita non è in pericolo anche perché l’analisi delle prove sequestrate dai carabinieri non fu mai effettuata. In Italia questo tipo di manipolazioni, che sono vere e proprie torture, da parti consistenti dei servizi di sicurezza sviate, incompetente e patologicamente inumane, non sono rari. E il disonore della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza. La prego di nuovo istruire un processo di inchiesta indipendente sul caso e di ristabilire al più presto i miei diritti e la mia riputazione.

Cordiali saluti,

Prof. Paolo De Marco, Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale.

xxx

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Data: 7 novembre 2018

Oggetto: Le mie denunce disattese dalla Procura di Cosenza e l’intempestivo ristabilimento dei miei diritti fondamentali e della mia riputazione. Re: la mia PEC inviata il 8 ottobre 2018.

All’Onorevole Alfonso Bonafede, in persona.

Ministro della Giustizia

Repubblica italiana.

capo.gabinetto@giustiziacert.it

Onorevole Ministro Bonafede,

Sollecito di nuovo il suo intervento. La violazione delle procedure le più elementari della giustizia di cui sono vittima sono dovute alla ovvia collusione della Procura di Cosenza e dei servizi di sicurezza italiani. Non solo hanno montato una cinica ed incompetente strumentalizzazione poliziesca-mafiosa per intimidirmi – per altro in Calabra !!! – ma, in oltre, per coprire i loro crimini si sono resi colpevoli di depistaggio facendo produrre illegalmente al criminale ed incompetente Dr. Curcio una diagnosi illegale, in modo da potere archiviare il fascicolo e continuare a perpetrare i loro crimini in perfetta impunità.

In allegato, il suo Ufficio troverà la risposta del Dr. Cozzolino con la quale rigetta la mia richiesta di riapertura del fascicolo, assieme alla mia nuova richiesta indirizzata al Procuratore Dr. Spagnuolo, in persona.

E chiaro che una tale infame strumentalizzazione, ormai lunga da oltre 5 anni in Italia, non può avvenire senza controllo politico e parlamentare. Per Costituzione lo Stato italiano deve garantire i diritti fondamentali dei cittadini, non può causarli danni irreversibili senza nessuna ragione presentabile in una corte di giustizia. Sottolineo che i crimini da me denunciati continuarono anche dopo avere ricevuto la protezione dello Stato in Prefettura, il 7 aprile 2017, davanti testimone. A questo punto, il ristabilimento della giustizia come pure della mia reputazione devono per forza avvenire con una decisione politica.

Onorevole Ministro Bonafede, lei avrà capito la gravità della situazione. Io non mi fermerò prima che la mia riputazione sia stata ristabilita senza se e senza ma e prima che la giustizia non avrà condannato i colpevoli delle continue violazioni del mio domicilio, dell’alterazione del mio cibo e delle mie bevande, dell’intimidazione poliziesca-mafiosa – tovaglie macchiate di pittura rossa – e dell’illegale diagnosi fabbricata per archiviare il caso.

Cordiali e rispettosi saluti,

Prof. Paolo De Marco, Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale.

Preambolo:

Sembra che il migliore scenario per la nostra Repubblica e per il nostro popolo sarebbe la caduta immediata di questo Governo della dissonanza cognitiva, senza elezioni troppo rapide ma con una nuova maggioranza di destra in modo da lasciare la destra prendersi l’intera responsabilità del disastro in corso.

Contemporaneamente si dovrebbe subito lanciare la contestazione contro questo scenario rovinoso e a-costituzionale – flat tax, autonomie regionali competitive, tagli lineari all’osso, spending review cioè privatizzazioni, incluso quella dell’acqua ed degli altri beni comuni, riduzione del già magro RDC, ecc, ecc – e per il recupero di una parte del credito pubblico per finanziare e cancellare il debito e per ricapitalizzare – prendendone il controllo pubblico – le banche private in difficoltà oggi salvate in modo ricorrente e rovinoso con fondi pubblici e con le detrazioni del 100 % degli accantonamenti – provisioning – per debito. Tutto questo creando un debito pubblico che pesa sulle spalle del popolo contribuente ma in modo iniquo, cioè tramite la fiscalità regressiva neoliberale e monetarista.

Potere al Popolo e l’Arco costituzionale mobilitato contro la contro-riforma costituzionale di Renzi-Gugeld dovrebbero mobilizzarsi di nuovo contro questo scenario alla Tsipras, in peggio, prima che sia troppo tardi.

Paolo De Marco

COMMENTO RAPIDO:

Se il M5S crede che le cose si risolveranno con il ricorso alla comunicazione meglio si sciogliano ed entrano nella Lega altrimenti spariranno e ci rimetteranno pure le poltrone!

Abbiamo capito – Visco , Istat ecc – che lo « shock fiscal » in deficit va bene ma non il RDC che intanto è magrissimo e restrittivo … per non parlare della necessaria riduzione del tempo di lavoro riorganizzando i fondi pubblici persi in Quota 100, RDC, 80 euro in busta paga, IMU sulla prima case del terzo più ricco, ecc … )

Dunque : Si aumentano l’IVA e le tasse indirette di attorno a 25 miliardi ma a gennaio 2020. (La Lettera di Tria alla UE prevede un aumento di 1,3 % del PIL)

Intanto devono trovare 40 miliardi per la flat tax più 23 miliardi per l’IVA attuale. (La Flat tax con le autonomie regionali che bella ricetta per il Sud …)

Dunque come diceva il Presidente del Consiglio Conte in Aprile scorzo : « spending review e tax expenditures ». Eccetto che non ci dicono quanto hanno preso in 2018 con la spending review e per i tagli né DOVE VOGLIONO TAGLIARE ORA, dato che spendono già più in interessi per finanziare il debito pubblico che nel budget dell’Educazione nazionale – la quale non sembra possa ancora servire visto il brain drain ? e i nuovi « gig » o « shitty jobs » ? (Mi mancano i risultati della spending review 2018 ma la media annua fin qui era di 5 miliardi e ne mancavano 23 nel DEF per il 2018. I conti non girano )

Non si sa niente sulle spese – ad es, Quota 100 senza « struttura stabile » e RDC finanziato in deficit come dice la Corte dei conti. O sui tagli.

E non si sa ancora niente di sicuro sull’apertura dei cantieri.

Si tratta della peggiore versione della « voodoo’s economics ». Che, in oltre, non tiene conto del rialzo dello spread, della stagnazione economica – duratura visto la guerra commerciale ecc – o del rialzo del prezzo del petrolio ecc.

Imputare tubercolosa e scabbia agli migranti non illuderà più nessuno. Calpestare il pane – valori giudeo-cristiani nuovi ? – fomentando rivolta contro i Rom neanche.

La Commissione chiederà certamente spiegazioni e chiarimenti – e, in tanto, il nostro Paese è trascinando verso una rovina irreversibile.

Paolo De Marco

Ecco il riassunto della Lettera di Tria alla UE.

Vedi : « Finalmente la lettera. Spariscono i tagli al reddito e a quota 100 », Dopo ore convulse Tria invia a Bruxelles il documento che dovrebbe evitarci la procedura di infrazione. Nella versione finale accolti i rilievi dei 5 stelle sul welfare https://www.huffingtonpost.it/entry/finalmente-la-lettera-spariscono-i-tagli-al-reddito-e-a-quota-100_it_5cf18e08e4b0e346ce7e410e?4ym&utm_hp_ref=it-homepage

2018

Deficit 2,1 % PIL (2,4 % 2017)

Saldo primario 1,6 %. ( 1,4 % 2017)

Interessi sul debito pubblico: 3,7 ( 3,8 2017)

Dati dalla Lettera della Commissione europea

Saldo strutturale: – 2,2 $ PIL . ( – 2,1 % 2017) ( dice Tria l’output gap non è incoerente con il quadro macroeconomico !!!!)

Debito/PIL peggiorato per ragioni tecniche – Nota: in realtà il Tesoro hanno venduto una ventina di miliardi di bonds in più aspettandosi a rialzo dello spread –

Calo del commercio internazionale

Previsioni crescita 0,1 % – Nota : invece ISTAT dice già negativa prima volta sin dal 2013)

Deficit 2,5 %

Saldo strutturale peggiore del 0,2 % (dato 0,8 di flessibilità – inondazioni ecc – ci vorrebbe + 0,42) Ergo : C’è una deviazione significativa sullo strutturale

Dunque dice Tria aggiustamento di 0,25 ( cioè del 0,07 al netto del margine di flessibilità )

Previsioni del Governo

(Nota ho già fatto un semplice esercizio che consiste a ritornare ai DEF è vedere il divarico tra predizioni e risultati. Non si tratta di sbagli ma di una strategia cosciente per fare sembrare che le cose non vanno nell’anno corrente ma si aggiustano subito dopo un poco e totalmente il terzo anno. Tutti gli anni è cosi. Vedi invece la critica del sentiero di consolidamento fiscale imposto dall’articolo 81 – e dal Fiscal compact in http://rivincitasociale.altervista.org/credito-debito-pubblico-tagli-golpe-costituzionale-24-febbraio-2019/ )

Deficit 1,5 % PIL 2022. Saldo strutturale 0,8 %. AVANZO PRIMARIO 3,1 %

PER IL 2020

Saldo strutturale miglioramento 0,2 %

Deficit – disavanzo nominale – 2,1%

AUMENTO IVA = tasse indirette : 1,3 % PIL in vigore 2020

 

Per un rapido riassunto dei risultati, tra cui tre mappe sulla ripartizione nazionale dei voti, vedi:

« LEGA E M5S NELLE ELEZIONI EUROPEE 2019 »http://www.demos.it/a01608.php?ref=RHPPLF-BH-I227379325-C8-P3-S1.8-T1

Vedi pure : « Elezioni comunali 2019, i risultati: a Firenze, Bari e Bergamo riconfermati i sindaci di centrosinistra. M5S perde Livorno. Sedici centri al ballottaggio » , https://www.repubblica.it/dossier/politica/elezioni-europee-2019-ue-23-26-maggio/2019/05/27/news/elezioni_comunali_risultati_regionali_piemonte_firenze_bari_perugia_bergamo-227318840/?ref=RHPPLF-BL-I227272698-C8-P4-S1.8-T1 (Con il M5S sul Cammino di Monaco, Salvini pensa naturalmente alla presa di Roma … per ritorvarsi a Stalingrado, pardon, sotto le forche caudine di Bruxelles …)

Vedi pure :« Potere al Popolo. Che cosa ci consegnano i risultati elettorali?, di Potere al Popolo!  http://contropiano.org/interventi/2019/05/29/potere-al-popolo-che-cosa-ci-consegnano-i-risultati-elettorali-0115952 )

I risultati delle ultime elezioni europee in Italia testimoniano della corsa del nostro Paese verso una rovina difficilmente reversibile. Si « tira dritto » senza il sussulto di razionalità di un James Dean (https://www.youtube.com/watch?v=u7hZ9jKrwvo ) Le forze politiche di destra anti-UE non hanno avuto la meglio e comunque, a parte la demagogia e l’irrazionalità socio-economica, finanziaria, culturale e etico-politica (1), rimangono saldamente legate al capitalismo finanziario speculativo globale attuale, proponendo solo di risolvere le sue contraddizioni con un surplus di demagogia e di autoritarismo. « Una volta ancora » come direbbe Nietzsche, comunque già due volte troppo. Queste forze politiche non faranno avanzare né gli interessi nazionali né la democrazia parlamentare (2) o sociale nella UE.

Mentre la Commissione si appresta a mettere la nostra Repubblica a sovranità limitata sotto tutela peggio della Grecia (« Debito, arrivata la lettera della Commissione. Due giorni per rispondere » in https://www.repubblica.it/economia/2019/05/29/news/debito_in_arrivo_la_lettera_della_commissione_due_giorni_per_rispondere-227472320/?ref=RHPPLF-BH-I227472082-C8-P4-S1.8-T1 ), Salvini, e forse pure il M5S, sogna in colori ad un deficit crescente ma con un debito condiviso al livello europeo! Vecchia storia degli eurobond, cioè senza il ricorso al credito pubblico si tratta solo di « one flew over the cuckoo’s nest » Citazione: « Eurobond, riforma dei trattati, dei parametri di Maastricht e investimenti: “Noi vogliamo salvare l’Europa. Penso che anche gli altri partiti lo abbiamo capito”. La miglior difesa di Matteo Salvini è l’attacco. » (v. Lo tsunami Salvini scuote l’Europa, da Maastricht alla Bce », Giuliano Balestreri https://it.businessinsider.com/lo-tsunami-salvini-scuote-leuropa-da-maastricht-alla-bce/ . Vedi pure i Brani scelti del mio Keynésianisme, Marxisme, Stabilité Economique et Croissance nella sezione « Italia » di www.la-commune-paraclet.com . Nessuno paese al mondo può permettersi un deficit annuo del 3% sopratutto in un mondo dominato dal credito privato sottomesso ad una dozzina di banche primarie …)

I risultati elettorali in Italia dimostrano lo stato politico confusionale in un Paese dove tutti i partiti politici presenti in questo turno elettorale – a parte quello di Rizzo – condividono lo stesso « mind set » neoliberale, filo-semita nietzschiano e spinelliamo. La differenza è di grado non di natura. Per parafrasare Fellini in Amarcord : « Non faceva così buio sin dal 1922 … ». Sarebbe gran tempo di cambiare le narrazioni dimostrabilmente inefficienti – Riace, Lampedusa,, Val Susa ecc -, sopratutto quelle della cosiddetta « sinistra » liberista o della sinistra presumibilmente radicale. Ritorneremo su questo cruciale argomento di Lucia Annunziata in seguito.

Il M5S fa di trampolino alla destra xenofoba e dura della Lega. Ne ha accettato tutti i dettami tanto quelli del programma comune come quelli non detti – ad esempio una Via della Seta che esclude Gioia Tauro e la sua zona industriale a favore dei porti già saturi di Genova e di Brescia. Ora, malgrado il referendum nazionale a maggioranza contrario al federalismo competitivo proposto da Renzi-Gutgeld e tanti altri, il M5S sarà pronte ad avvallare le anti-costituzionali autonomie regionali – per le regioni più ricche – senza assicurare i LEP, i LEA e la solidarietà nazionale. (vedi : http://rivincitasociale.altervista.org/urgono-due-referndum-sulle-privatizzazioni-limmigrazione-diamo-la-parola-al-nostro-popolo-sovrano-13-aprile-2019/ ). Idem per il decreto liberticide detto di Sicurezza bis. Idem per la Flat tax che ripugna al principio di progressività fiscale sancita dalla Costituzione e via discorrendo. Tutto questo mascherato con un Rdc che di reddito cittadino ha solo il nome, che non serve neanche come sistema assistenziale di accesso universale e che, di più, rimane condizionale non solo alle risorse minime dei focolari ma anche a quelle messe a disposizione dal DEF. Perciò, l’emorragia di un M5S dimezzato a favore della Lega è solo un inizio. Almeno finché questo governo della dissonanza cognitiva rimarrà al potere. Comunque questo ruolo politico-culturale del M5S non stupisce visto le ragioni populiste-reazionarie per le quali fu creato. (3) Dispiace solo per le giovani generazioni forse più creduloni che tradite.

Per semplici ragioni di sopravvivenza il Sud e le periferie saranno costrette ad abbandonare il M5S tale che rivelato dalla sua breve esperienza governativa. Ad esempio, secondo documenti regionali ufficiali, la Calabria è destinata a perdere oltre 400 000 abitanti da qui al 2065, una tendenza in rapida accelerazione. Non si capisce come il movimento del Ministro della Salute Grillo, che ha potuto vedere con occhi propri il degrado socio-economico e sanitario in questa Regione, possa appoggiare una riforma a-costituzionale come quella delle autonomie regionali assieme al discorso fuorviante sul residuo fiscale !!!

Il PD fa finta di avere arrestato il suo declino ma si tratta solo di una illusione dovuta alla crescita delle astensioni. « Il PD certifica la sua esistenza in vita; prende 111.545 voti in meno rispetto alle politiche, ma aumenta percentualmente alla luce del calo di voti validi. » (4)

Lo stesso argomento vale per Fratelli d’Italia (idem). Forza Italia perde 5,2 % dei voti a testimoniare che la preoccupazione imprenditoriale speculativa di Berlusconi non rappresenta più il sentimento poudjadista del nostro apparato economico declassato – 90 % delle imprese italiane hanno meno di 10 impiegati e lavorano sopratutto in sub appalto per la Mitteleuropa.

Rifondazione – lista di Sinistra con 1,7 % – paga il suo sabotaggio di Potere al Popolo motivato dai stessi soliti compromessi compromettenti.

Il Partito comunista sotto guida di Rizzo fu tecnicamente capace di presentarsi alle elezioni europee. Raddoppia i suoi voti – raggiungendo il 0,9 % – probabilmente perché alcuni militanti, incluso quelli del Pap, non avevano altre scelte. ( 5 ) Se mi posso permettere una critica fraterna, questo Partito comunista sembra soffrir un poco di feticismo sul simbolo, mentre quello che si dovrebbe difendere come la pupilla degli occhi è il materialismo storico, cioè la scienza opposta alle narrazioni delle classi dominanti con alla sua base la Legge del valore marxista e la critica fondamentale intransigente del esclusivismo. Questa chiarezza sugli obbiettivi permetterebbe una maggiore flessibilità tattica. A me pare che il Pap non ha nemmeno tentato di raccogliere i nomi delle liste necessarie per presentarsi. (Nota aggiunta il 30 maggio 2019: Per il Pap visto le diverse logiche tattiche adottate al livello  locale vs livello nazionale,si portano a casa belli risultati che mettono radici nei territori,preparando l’avvenire. Vedi :« Potere al Popolo. Che cosa ci consegnano i risultati elettorali?, di Potere al Popolo!  http://contropiano.org/interventi/2019/05/29/potere-al-popolo-che-cosa-ci-consegnano-i-risultati-elettorali-0115952 )

In un’epoca di mutazione socio-economica che trasforma radicalmente la struttura della manodopera, dunque delle classi sociali, ci sono due metodi di concepire l’articolazione della coscienza di classe e dunque le necessarie alleanze di classi: la scienza – materialismo storico – oppure le narrazioni – marginaliste, neoliberali e filo-semite nietzschiane. Quando la sinistra si gargarizza con varianti un poco più soft e « umanitarie » ma senza contenuto reale delle stesse narrazioni fa solo il letto della reazione se non del neo-fascismo. (6) Vedi Riace, ad esempio. Anche Giddens ha ammesso avere sbagliato con la sua illusione di « social justice ».

Ha ragione Lucia Annunziata quando scrive analizzando la vittoria di Salvini : « Sono risultati che non solo mettono in discussione le opinioni politiche della sinistra, dei 5 Stelle, ma l’intera narrativa con cui ci si è opposti a Salvini: la forza degli eroi civili, e la forza delle esperienze umanitarie. Un repertorio evidentemente proiezione più di desideri che di realtà. » (7)

Noto la debolezza politica della narrativa regressiva dei Verdi pro-Giec in Italia, una narrativa che demonizza il CO2, un gas necessario alla crescita della vegetazione e che, nella sua origine umana, rimane senza effetto misurabile sul clima. (8) In effetti, il sistema clientelare italiano ha trasversalmente integrato la narrativa climatologica regressiva capendo sin dall’inizio che si trattava di sovvenzionare nuovi im-prenditori « verdi » con ingenti fondi pubblici, mentre si legittimava, in nome della preservazione dell’ambiente, le privatizzazioni delle reti di produzione e di distribuzione dei « beni comuni », in particolare dell’energia facendo pagare più del doppio la bolletta dell’elettricità ai focolari sin dal 2015 col pretesto del prezzo giusto stabilito dalla concorrenza …

In Francia Mélenchon e la France insoumise pagano caro il prezzo della loro subordinazione mentale e politica alle falsità del Giec sul CO2, come dimostra l’aiuto così dato al loro malgrado agli ecologisti neoliberali e pro-europei di EELV. Invece di dare credibilità alla loro narrazione, bastava volgarizzare le critiche dei migliori scienziati francesi e mondiali rispetto all’agitprop anti-sociale del Giec per affossare questa ecologia reazionaria a favore di una ecologia scientifica e popolare. E per salvare questi giovani presi apertamente per fessi ogni venerdì perché trascinati in una nuova versione della Crociata dei Pastorelli. Mentre Hulot e Al Gore et al, si godono tranquillamente la loro grottesca « impronta ecologica ». Va ricordato che il neo-malthusiano Maurice Strong non era solo favorevole alla fine delle « rising expectations » della massa dei cittadini ma anche alla diminuzione per due della popolazione umana del Pianeta …

E incredibile che in una epoca nella quale :

a ) si scatena una guerra dei dazi nessuno a sinistra parlasse della necessaria Riduzione della settimane del lavoro fondata sopra una nuova definizione dell’anti-dumping. (v. il mio Appello in http://rivincitasociale.altervista.org )

b) il Fiscal compact non è stato trascritto dalla UE ma continua ad applicarsi mentre la sua logica budgetaria è ovviamente fallita senza che a sinistra nessuno parlasse di porre fine al cosiddetto « sentiero di consolidamento fiscale » lasciando la gestione della moneta alla BCE ma riprendendosi il credito pubblico. Senza il controllo pubblico del credito non vi è nessuna soluzione possibile al problema del finanziamento del debito pubblico ed a quello del finanziamento delle nuove infrastrutture necessarie al Paese, per non parlare dell’accesso al credito delle imprese e delle cooperative. In tanto, si salva in modo ricorrente le banche private con ingenti somme di soldi pubblici senza nemmeno nazionalizzarle in parte o interamente . (vedi « Flessibilità del mercato del lavoro: la doppia trappola della definizione dell’anti-dumping e dell’austerità » 3 aprile 2018 in http://cotroneinforma.org/flessibilita-del-mercato-del-lavoro/ . Sull’assurdità del sentiero di consolidamento fiscale vedi http://rivincitasociale.altervista.org/debito-pubblico-sciocchezze-marginaliste-caso-italiano-3-marzo-2017/ )

c ) si fa demagogia sull’immigrazione senza proporre soluzioni positive che andrebbero al cuore del soggetto, ad esempio rivendicando la trasformazione dei fondi europei incluso i fondi strutturali in un grande Fondo di sviluppo, accoglienza ed integrazione. (vedi la Categoria « Migrazioni » in http://rivincitasociale.altervista.org ed in particolare l’articolo « l’Italia alle prese con le migrazioni moderne » in http://rivincitasociale.altervista.org/litalia-alle-prese-con-le-migrazioni-moderne/ )

La sinistra deve ritornare a pensare scientificamente con la propria testa ed a prospettare il mondo futuro nel quale il Regno della Necessita sempre più produttivo libererebbe il tempo sociale capace di aprire la strada del Regno della Libertà come analizzato da Marx, analisi da me ripresa nel mio Compendio di economica politica marxista – sezione Livres-Books del mio vecchio sito www.la-commune-paraclet.com. ) Per essere un poco fraternamente provocatorio, dirò che nel nostro Paese oramai allo sfaccio non basta opporsi alle opere inutili bisogna rivendicare le grandi e piccole opere non solo utili ma urgenti. Per transitare fuori della Preistoria Umana verso la Storia Umana, cioè verso l’emancipazione individuale e generale, serve molto più crescita qualitativa e compatibile con l’uguaglianza e con l’ecomarxismo.

Paolo De Marco

29 maggio 2019.

NOTE:

1 ) Irrazionalità sociale : la suicida posizione contro l’emigrazione malgrado una demografia negativa non più reversibile con le sole politiche di natalità.. Visto la nuova e strana logica clientelare dell’immigrazione e della sicurezza salviniana – non si può rimpatriare molti profughi ma si possono aprire vasti centri di detenzione per il business sulla pelle dei migrant, business denunciato, ad esempio, da Gratteri ecc – non è da escludere la riapertura dello Sprar a Riace … Irrazionalità socio-economica con la perpetuazione del Jobs act e della deflazione salariale e con una età pensionabile al rialzo malgrado l’intermedio della fasulla Quota 100 e del deludente RDC che non mira neanche ad creare un sistema di assistenza sociale universale essendo solo un Rei un poco più allargato. Irrazionalità finanziaria con dei DEF neoliberali suicidi fin qui iscritti nella logica del Fiscal comapct e con proposte di voodoo economics del genere Flat tax. Irrazionalità culturale : la regressione su tutti i diritti fondamentali ed i diritti civili acquisiti, con la ri-emergenza di uno spirito reazionario da fare impallidire i vecchi ultra-montanisti ante unità dell’Italia con valori « giudeo-cristiani » (?) rivisti da Nietzsche-Bannon et al., il tutto simboleggiato dai decreti sicurezza anti-costituzionali anche dal punto di vista del Articolo 12 delle Disposizioni transitorie e finali della nostra Costituzione. Irrazionalità etico-politica frutto, oltre alla pesante deriva fascistizzante moderna, anche dell’attacco frontale alla Costituzione ed all’unità della Patria, ad esempio con la proposta a-costituzionale delle autonomie locali. Se mai si andasse avanti con questa proposta, si dovrà sottometterla a referendum nazionale altrimenti sarà un vero e proprio attentato contro la nostra Carta fondamentale.

2 ) Sin nota che le elezioni europee non seguono le stesse regole nei vari paesi membri in modo che la rappresentanza non risulta democratica dal punto di vista demografico oppure dal punto di vista del modo di scrutino utilizzato e delle soglie di sbarramento. (v. https://mouvement-europeen.eu/focus-modes-de-scrutin-aux-elections-europeennes/ ) Per la discussione generale del funzionamento delle istituzioni europee e la loro necessaria modifica – rappresentanza demograficamente equa a Strasburgo, doppio esecutivo e opting out ecc . – vedi « Europa delle nazioni, Europa sociale e Costituzione: Europa sociale o Europa del capitale » in http://rivincitasociale.altervista.org/europa-delle-nazioni-europa-sociale-constituzione-europa-sociale-europa-del-capitale/

3 ) Vedi questo articolo http://rivincitasociale.altervista.org/grillo-il-m5s-e-il-reddito-universale-di-schiavitu/ ; vedi pure gli altri articoli pertinenti nella Sezione « Politica » dello stesso sito http://rivincitasociale.altervista.org

4 ) Vedi Elezioni europee: analisi del voto italiano

di Gustavo Pasquali  http://contropiano.org/news/politica-news/2019/05/27/elezioni-europee-analisi-del-voto-italiano-0115892

5 ) Per una prima analisi del voto, e prospettiva del Partito Comunista. 28 maggio 2019 di PC http://ilpartitocomunista.it/2019/05/28/per-una-prima-analisi-del-voto-e-prospettiva-del-partito-comunista/ 

6 ) Vedi « Le lit du néo-fascime » e la sua « Annexe » nella sezione Fascisme, Racisme et Exclusivisme del mio vecchio sito www.la-commune-paraclet.com . Vedi pure Elogio della Ragione e della laicità dello Stato (14/01/2004) , idem, sezione Italia.

7 ) Il potere di Salvini. Quello della destra non è un successo transitorio. Riace, Lampedusa, Val di Susa, Torre Maura… Il leghista vince in tutti i luoghi simbolo dello scontro politico recente. Capire la Lega per batterla, Lucia Annunziata L’Huffington Post Editorial Director https://www.huffingtonpost.it/entry/il-potere-di-salvini_it_5cec27dee4b0512156f614a0?bws&utm_hp_ref=it-homepage&ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S2.4-T2

8 ) vedi l’articolo « Clima e indottrinamento » e gli altri articoli disponibili nella Categoria Ecomarxismo di http://rivinciatasociale.altervista.org

Commenti disabilitati su LETTERA APERTA ALL’ONOREVOLE P. PARENTELA (Seconda richiesta della copia delle riposte scritte alle Sue due interrogazioni parlamentari. 13 Maggio 2019)

Prof. Paolo De Marco

87055, San Giovanni in Fiore (CS)

Data: 13 maggio 2019

Soggetto: Seconda richiesta della copia delle riposte scritte alle Sue due interrogazioni parlamentari.

Onorevole Paolo Parentela,

Deputato della Repubblica italiana

Egregio Signore Parentela,

Con la presente rinnovo rispettosamente la mia richiesta del 3 maggio 2019. Le Sue due interrogazioni parlamentari relative ai crimini commessi contro di me richiedevano delle risposte scritte. La prego trasmettermi queste risposte al più presto.

Volevo informarla personalmente della mia decisione di portare i gravi crimini commessi contro di me in modo poliziesco mafioso a conoscenza del pubblico. Ho dunque cominciato con la « Lettera aperta al governo » italiano che Lei potrà consultare qui: http://rivincitasociale.altervista.org/letter-aperta-al-governo-sulla-gravissima-mancata-risposta-dellordine-dei-medici-cosenza-21-aprile-2019/ . Ovviamente prenderò anche tutte le altre misure che giudicherò necessarie al livello nazionale, europeo e internazionale per ottenere giustizia ed, in particolare, per fare rimuovere l’infamante e delinquenziale diagnostico illegale del criminale e incompetente Dr. Curcio dalle mie cartelle mediche.

Mentre l’omicidio del mio fratello maggiore Giuseppe De Marco da vari Ebrei e dai i loro complici in Canada non pone nessuno dubbio, visto i documenti medici da me pubblicati, la persecuzione da oltre 6 anni, in Italia, perpetrata contro di me non si spiega, a parte il deplorabile stato di « Nazione a sovranità limitata » della nostra Repubblica. Faccio pure rispettosamente notare un fatto essenziale che non può essere trascurato in Regioni compromesse da una forte infiltrazione mafiosa e da una corruzione dilagante come la Calabria: Se i cittadini che hanno il coraggio di porgere denunce per intimidazioni ed altri crimini vengono minacciati dai comandanti dei Carabinieri e, peggio ancora, trattati di paranoidi con la complicità delle Procure, allora non siamo più solo confrontati a delle violazioni criminali dei diritti fondamentali dei cittadini ma, in realtà, a degli imperdonabili crimini contro la sicurezza stessa dello Stato.

Io ribadisco con forza che ho una riputazione immacolata che deve rimanere tale. Non sono mai stato accusato di nessun reato in nessuno paese. Il comportamento delle Autorità italiane contro di me è altamente anti-costituzionale; e un comportamento caratterizzate da uno spirito delinquenziale patologico per non parlare della grottesca incompetenza dei responsabili di questa strumentazione poliziesca-mafiosa – violazione ripetuta del mio domicilio, intimidazione con tovaglie da bagno macchiate di pittura rossa, alterazione del mio cibo e delle mie bevande per produrre il cosiddetto « boling body effect », presa di controllo del mio sistema di allarme e delle due camera di sorveglianza per coprire i criminali, diagnosi illegale di paranoia emessa dal criminale e incompetente Curcio in complicità con il criminale Comandante Pantano col solo scopo di coprire l’archiviazione illegale delle mie denunce, incluse le mie denunce nominative falsamente caratterizzate dal PM Cozzolino come denunce contro ignoti, l’impunità garantite a tutti questi delinquenti patologici al più alto livello dell’Apparato di sicurezza dello Stato italiano, come pure del Copasir, ecc.

In quanto cittadino rispettoso della legge esigo di conoscere le motivazioni, con i fatti e le date precisi, incluse le motivazioni necessariamente infondate e illegali dei servizi esteri – utilizzate dallo Stato italiano per autorizzare e coprire un tale tipo di operazione persecutoria per tanti anni. In quanto cittadino ho il diritto di sapere per assicurare la mia difesa.

Porgendoli i miei ringraziamenti per avere avuto il coraggio di presentare due interrogazioni con risposte scritte in Parlamento, La prego informarmi al più presto,

Sentiti e rispettosi saluti,

Prof. Paolo De Marco

Commenti disabilitati su Ms Chelsea Manning: How many times can someone be sentenced for the same fact?

See: « Chelsea Manning ordered back to jail for refusing to testify before grand jury », By Aaron Navarro , Updated on: May 16, 2019 / 6:42 PM / CBS News https://www.cbsnews.com/news/chelsea-manning-says-she-will-refuse-to-testify-before-grand-jury/

There are two main principles of justice: 1 ) Justice must not only be just, it must have all the appearances of justice; 2 ) No one can be sentenced (punished ? ) twice for the same fact.

In the article referred to above Ms Manning states: « Ultimately this is an attempt to place me back in confinement,” Manning said at a press conference outside the courthouse before the hearing. “I think that this ultimately the goal here is to relitigate the court martial from my perspective. They didn’t like the outcome. I got out so this is a way of placing me back into confinement.»

It all looks like a new Inquisition is been imposed by putative, failed but vindictive « masters of the Earth ».

Let us hope that the proverb will not be proven true that says that « the law is an ass ».

Meanwhile, for my argument on the grievous injustice facing Ms Manning and Mr. Assange, I send the reader back to my article « My solidarity to Julian Assange and Chelsea Manning = opposing the new philo-semite Nietzschean regression »,  in http://rivincitasociale.altervista.org/my-solidarity-to-julian-assange-and-chelsea-manning-opposing-the-new-philo-semite-nietzschean-regression-1-my-contribution-to-may-1st-2019/ . (See also in this same site the Category « Another America is possible »)

Hopefully the international community will mobilize to denounce these injustices. Shouldn’t the No War and Peace Movement feel deeply concerned?

With my solidarity,

Paul De Marco

VENEZUELA, 10/05/2019 (it,fr,es,en)

Posted: 10th maggio 2019 by rivincitasociale in Another America is possible, Internazionale
Commenti disabilitati su VENEZUELA, 10/05/2019 (it,fr,es,en)

( Italiano, français, espagnol, English)

Sembrerebbe che il popolo americano non sia più d’accordo con la arcaica dottrina della Manifest Destiny, con la politica dell’extraterritorialità , con i diktat e la guerra preventiva. Come tutti gli altri popoli, il popolo americano preferisce la pace e la cooperazione internazionale nel rispetto della legge internazionale, in primo luogo la Dichiarazione Universale dei Diritti Fondamentali Individuali e Sociali (1948) e la Carta fondamentale dell’ONU. ECCO DUE LINK DA NON PERDERSI:

1 ) « Ambasciata venezuelana a Washington. Braccio di ferro e scacco matto a Trump », di Patrick Boylan* http://contropiano.org/news/internazionale-news/2019/05/10/ambasciata-venezuelana-a-washington-braccio-di-ferro-e-scacco-matto-a-trump-0115299 (A)

2 ) #DemocracyNow , « Meet the Activists Occupying Venezuela’s Embassy in D.C. to Protest U.S.-Backed Attempted Coup », https://www.youtube.com/watch?v=zCWMMEdZo_I

A ) Citazione: « Nota: Se non sapevate quasi nulla della spettacolare occupazione dell’ambasciata venezuelana a Washington, in corso da un mese, forse bisogna chiedervi perché. Immaginate, ad esempio, se alcuni attivisti curdi avessero occupato l’ambasciata turca a Washington, per impedire l’insediamento di un ambasciatore la cui nomina viene ritenuta pretestuosa. O se alcuni gilet gialli avessero occupato l’ambasciata francese? I mass media non parlerebbero d’altro! E perché non in questo caso? Quali dubbi non si vuole che vi vengano, riguardo la narrazione dominante sul Venezuela? * articolo pubblicato su Peacelink »

NB: Invece dell’illegale dottrina della guerra preventiva mirata alle distruzione preventiva di tutti i rivali militari e economici potenziali, ad esempio con l’irrazionale guerra tariffaria attuale, si potrebbe aprire un’era di pace e di prosperità senza precedente adottando una nuova definizione dell’anti-dumping sancita dalla OMC e capace di proteggere la paga lorda – dunque il salario individuale netto più i contributi sociali e le tasse necessarie per l’intervento infrastrutturale ed altro dello Stato – assieme ai criteri ambientali compatibili con il principio di precauzione notabilmente al livello della preservazione della salute e del benessere delle cittadine/i. Basterebbe appoggiare questa nuova definizione dell’anti-dumping con la riaffermazione della clausola della nazione più favorita. Vedi « Appello » in http://rivincitasociale.altervista.org

Paolo De Marco

Français

Il semblerait que le peuple américain ne soit plus d’accord avec la doctrine archaïque de la Manifest Destiny, avec la politique d’extraterritorialité, avec les diktats et la guerre préventive. Comme tous les autres peuples, le peuple américain préfère la paix et la coopération internationale dans le respect du droit international, en particulier la Déclaration Universelle des Droits Individuels et Sociaux fondamentaux (1948) et la Charte des Nations Unies. VOICI DEUX LIENS À NE PAS MANQUER:

1 ) « Ambasciata venezuelana a Washington. Braccio di ferro e scacco matto a Trump », di Patrick Boylan* http://contropiano.org/news/internazionale-news/2019/05/10/ambasciata-venezuelana-a-washington-braccio-di-ferro-e-scacco-matto-a-trump-0115299 (A)

2 ) #DemocracyNow , « Meet the Activists Occupying Venezuela’s Embassy in D.C. to Protest U.S.-Backed Attempted Coup », https://www.youtube.com/watch?v=zCWMMEdZo_I

A ) Citation: « Remarque: Si vous ne saviez presque rien de l’occupation spectaculaire de l’ambassade du Venezuela à Washington, qui se déroule depuis un mois, vous devriez peut-être vous demander pourquoi. Imaginez, par exemple, si des militants kurdes avaient occupé l’ambassade de Turquie à Washington pour empêcher l’accréditation d’un ambassadeur dont la nomination est considérée comme spécieuse. Ou si des gilets jaunes avaient occupé l’ambassade de France? Les médias ne parleraient de rien d’autre! Et pourquoi pas dans ce cas-ci? Quels doutes veut-on vous empêcher d’avoir sur le discours dominant sur le Venezuela?, * article publié sur Peacelink »

NB: Au lieu de la doctrine illégale de la guerre préventive visant à la destruction préventive de tous les rivaux militaires et économiques potentiels, par exemple avec l’actuelle guerre irrationnelle des tarifs, une ère de paix et de prospérité sans précédent pourrait être ouverte en adoptant une nouvelle définition de l’antidumping sanctionnée par l’OMC et capable de protéger le salaire brut – soit le salaire individuel net ainsi que les cotisations sociales et les taxes nécessaires au bon fonctionnement de l’État en matière d’infrastructures publiques et autres taches régaliennes – ainsi que les critères environnementaux compatibles avec le principe de précaution, notamment en ce qui concerne la préservation de la santé et du bien-être des citoyennes et citoyens. Il suffirait d’appuyer cette nouvelle définition de l’antidumping par la réaffirmation de la clause de la nation la plus favorisée. Voir “Appel” dans http://rivincitasociale.altervista.org

Paolo De Marco

Espagnol

Parecería que el pueblo estadounidense ya no está de acuerdo con la doctrina arcaica della Manifest Destiny, con la política de extraterritorialidad, con los dictados y la guerra preventiva. Como todos los demás pueblos, el pueblo estadounidense prefiere la paz y la cooperación internacional a la vez que respeta el derecho internacional, en primer lugar la Declaración Universal de los Derechos Sociales y Individuales Fundamentales (1948) y la Carta de la ONU. AQUÍ HAY DOS ENLACES PARA NO FALTARSE:

1 ) « Ambasciata venezuelana a Washington. Braccio di ferro e scacco matto a Trump », di Patrick Boylan* http://contropiano.org/news/internazionale-news/2019/05/10/ambasciata-venezuelana-a-washington-braccio-di-ferro-e-scacco-matto-a-trump-0115299 (A)

2 ) #DemocracyNow , « Meet the Activists Occupying Venezuela’s Embassy in D.C. to Protest U.S.-Backed Attempted Coup », https://www.youtube.com/watch?v=zCWMMEdZo_I

A ) Citación: « Nota: si no sabía casi nada sobre la espectacular ocupación de la embajada venezolana en Washington, que había estado ocurriendo durante un mes, tal vez debería preguntarse por qué. Imagínese, por ejemplo, si algunos activistas kurdos hubieran ocupado la embajada turca en Washington, para impedir el establecimiento de un embajador cuyo nombramiento se considere engañoso. ¿O si algún chaleco amarillo hubiera ocupado la embajada francesa? ¡Los medios de comunicación no hablarían de nada más! ¿Y por qué no en este caso? ¿Qué dudas desea evitar que tenga sobre el discurso dominante sobre Venezuela? *, Artículo publicado en Peacelink »

NB: En lugar de la doctrina ilegal de guerra preventiva dirigida a la destrucción preventiva de todos los rivales militares y económicos potenciales, por ejemplo con la guerra arancelaria irracional actual, se podría abrir una era de paz y prosperidad sin precedentes al adoptar una nueva definición del antidumping sancionado por la OMC Y capaz de proteger el salario bruto, es decir, el salario individual neto más las contribuciones sociales y los impuestos necesarios para la intervención infraestructural y de otro tipo del Estado, junto con los criterios ambientales compatibles con el principio de precaución, especialmente por la preservación de la salud y el bienestar de los ciudadanos. Bastaría con apoyar esta nueva definición del antidumping sobre la reafirmación de la cláusula de la nación más favorecida. Consulte “Appello” en http://rivincitasociale.altervista.org

Paolo De Marco

English

It seems that the American people no longer agree with the archaic doctrine of the Manifest Destiny, with the policy of extraterritoriality, with the diktats and the preventive war. Like all other peoples, the American people prefers peace and international cooperation in accordance with international law, in particular the Universal Declaration of Fundamental Individual and Social Rights (1948) and the United Nations Charter. HERE ARE TWO LINKS NOT TO BE MISSED:

1 ) « Ambasciata venezuelana a Washington. Braccio di ferro e scacco matto a Trump », di Patrick Boylan* http://contropiano.org/news/internazionale-news/2019/05/10/ambasciata-venezuelana-a-washington-braccio-di-ferro-e-scacco-matto-a-trump-0115299 (A)

2 ) #DemocracyNow , « Meet the Activists Occupying Venezuela’s Embassy in D.C. to Protest U.S.-Backed Attempted Coup », https://www.youtube.com/watch?v=zCWMMEdZo_I 

A ) Quote: « Note: If you knew almost nothing about the spectacular occupation of the Venezuelan embassy in Washington, which had been going on for a month, perhaps you should ask yourself why. Imagine, for example, if some Kurdish activists had occupied the Turkish embassy in Washington, to prevent the accreditation of an ambassador whose appointment is considered desirable. Or if some yellow vests had occupied the French embassy? The media wouldn’t talk about anything else! And why not in this case? What doubts do they want to prevent concerning he dominant narrative about Venezuela?, * article published on Peacelink »

NB: Instead of the unlawful doctrine of preventive war aimed at the preventive destruction of all potential military and economic rivals, for example with the current irrational tariff war, an era of unprecedented peace and prosperity could be opened up with the adoption of a new definition of the anti-dumping to be sanctioned by the WTO, one that would be capable of protecting the gross wage – the net individual salary plus the social security contributions and the taxes necessary for the proper functioning of the State in terms of public infrastructures and other public tasks – and capable of protecting environmental criteria consistent with the precautionary principle, particularly with regard to the preservation of the health and well-being of citizens. It would be enough to support this new anti-dumping definition by reaffirming the most-favored-nation clause. See “Appeal” in http://rivincitasociale.altervista.org/test/

Paolo De Marco

Commenti disabilitati su APPEL AUX GILETS JAUNES: On ne peut revendiquer le RIC sans participer massivement aux élections. 5 mai 2019

Chères camarades, Chers camarades Gilets Jaunes,

La cause principale de la régression économique et éthico-politique actuelle réside dans la dépossession de la souveraineté du peuple. Le Mouvement des Gilets Jaunes, à l’instar de tous les mouvements populaires antérieurs, le sait pertinemment ; c’est bien pourquoi il exige le RIC. En son temps, la Commune de Paris de 1871 exigeait le droit de rappel des élu.e.s.

Il faut plus de démocratie et non pas moins.

Il faut plus de démocratie représentative avec un scrutin proportionnel et la par conditio en ce qui concerne le financement public et l’exposition médiatique des partis politiques.

Il faut plus de démocratie sociale et industrielle. En particulier, il faut rétablir la consultation sociale de tous les acteurs économiques, Etat, patronat, syndicats et associations représentatives des consommateurs au sein d’un Conseil Economique et Social rétabli dans son mandat constitutionnel et dûment inscrit dans le cadre de la Planification Indicative et Incitative, dite à la  française, qui fit hautement ses preuves jusqu’à sa substitution par une Lolf comptable mise au service du secteur privé et de la finance spéculative domestique et internationale.

Il faut plus de démocratie participative pour responsabiliser la bureaucratie et les Appareils d’Etat face aux citoyennes et citoyens. Il faut, par exemple, réhabiliter les prudhommes et renforcer leurs pouvoirs – ce qui permettra également d’alléger les charges de travail confrontant les tribunaux. Il faut créer des « instances de contrôle démocratique », par exemple, des Comités des plaintes contre la police ou la bureaucratie composés majoritairement de citoyennes et de citoyens ayant comme mandat de seconder les médiateurs à la nomination desquels ils participeraient.

Il faut réintroduire les conseils de quartiers dans le cadre d’une décentralisation administrative des services rendus ainsi plus proches des citoyennes et des citoyens. Là où cela est possible il conviendrait de prévoir des centres urbains secondaires dans les espaces métropolitains afin de désengorger les centres villes principaux. Les services de toutes sortes sont généralement concentrés dans ces derniers, ce qui entraîne des conséquences multiples qui affectent l’accessibilité à ces centres villes, le trafique routier, l’organisation du transport en commun, l’aggravation de la pollution par les poussières fines et ainsi de suite.

En transformant la souveraineté du peuple citoyen en souveraineté du marché, c’est-à-dire des actionnaires capitalistes souvent apatrides, le pouvoir compte imiter le système américain selon lequel l’exercice de la franchise électorale est rendu toujours plus difficile, le système de domination étant justement fondé sur une phénoménale abstention des citoyennes et citoyens, souvent les plus exploités, et sur le maintien d’un système de partis politique partageant tous à quelques nuances près le même crédo néolibéral – ou même  mindset ». Décourager les exploités d’exercer leur droit de vote, voilà avec la sélection de classe à tous les niveaux et avec la surreprésentation accompagnée par la fausse représentation, le secret de la domination des classes dominantes.  Autrement, la force du nombre reprendrait le dessus.  C’est pourquoi il faut réagir massivement.

Bref, il coule de source que l’on ne peut pas revendiquer le RIC sans participer massivement aux élections. Pour le reste, chaque Gilet Jaune saura en conscience pour qui voter.

Paul De Marco

NB : Ce texte n’est pas conçu comme une ingérence mais comme un acte de solidarité. Notre Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso – voir la Catégorie du même nom dans http://rivincitasociale.altervista.org – poursuit le même combat et se heurte au même mépris de classe des dirigeants, pas toujours réellement compétents. La solidarité des citoyennes et citoyens au sein d’une UE démocratisée s’impose de plus en plus.

Vous pardonnerez sans doute l’autoréférence mais je voudrais signaler quelques-uns des mes textes qui restent encore d’actualité :

1 ) Pour Marx, contre le nihilisme (2002) Le sous-titre de ce livre est : « Réplique de la banlieue et des étudiant.e.s à demi cultivé.e.s à un philosophe pitre. » Vous avez tous compris que le concept de « pitre » s’applique à beaucoup de personnes hyper-médiatisées … La banlieue ferait bien de rejoindre en masse et pacifiquement le mouvement. Voir la section Livres-Books de mon vieux site jurassique www.la-commune-paraclet.com

2 ) « Pouvoir d’achat, niveau de vie, temps de travail socialement nécessaire et « revenu global net » des ménages », http://rivincitasociale.altervista.org/pouvoir-dachat-niveau-de-vie-temps-de-travail-socialement-necessaire-et-revenu-global-net-des-menages-2-31-dec-2018/

3 ) Sur les médias dominants et le contrôle des flux de communication, voir « Ma solidarité envers Julian Assange et Chelsea Manning contre la nouvelle répression philo-sémite nietzschéenne »   http://rivincitasociale.altervista.org/solidarite-envers-julian-assange-et-chelsea-manning-contre-la-nouvelle-regression-philo-semite-nietzscheenne-1-contribution-pour-le-1er-mai-2019/  . Sur l’actuelle palestinisation de la France, voir http://rivincitasociale.altervista.org/la-palestinisation-de-la-france/ ainsi que les autres textes pertinents en français dans la Catégorie « Internazionale » du même site http://rivincitasociale.altervista.org

4 ) Sur l’éducation voir « Parcoursup, ou comment précariser les diplômés encore en plein-emploi » dans   http://rivincitasociale.altervista.org/parcoursup-ou-comment-precariser-les-diplomes-encore-en-situation-de-plein-emploi-8-13-dec-2018/

5 ) Pour l’écologie voir « Climat et endoctrinement » mars 2019 dans http://rivincitasociale.altervista.org/climat-et-endoctrinement-mars-2019/

6 ) « EUROPE DES NATIONS, EUROPE SOCIALE ET CONSTITUTION : Europe sociale ou Europe du capital ? » dans  https://www.la-commune-paraclet.com/EPIFrame1Source1.htm#epi

Commenti disabilitati su CARTA ABIERTA AL GOBIERNO ITALIANO sobre la grave falta de respuesta del Colegio de Médicos de Cosenza. 21 de abril de 2019

(Traducción de Google leída por el autor. Vea el original en italiano en este mismo sitio)

  La carta dirigida aquí a la Ministra de Salud, Sra. G. Grillo, también está dirigida al Presidente del Consejo de Ministros, el Sr. G. Conte y a todos los ministros de su gobierno. Todos ya han sido contactados repetidamente, en vano, sin embargo, por ahora, su silencio e inacción los hacen cómplices de los crímenes perpetrados en mi contra.
Con respecto al diagnóstico criminal del Dr. Curcio, que fue fabricado para permitir el archivado de mis quejas sin ninguna investigación, esto es lo que el MP Sapia escribe en su interrogatorio a las autoridades involucradas: « Es obvio, de hecho, que tertium non datur : o bien una comisión lo examinó de acuerdo con los procedimientos establecidos, o De Marco es víctima de abuso. »

CONTENIDO:

Para el asesinato médico de mi hermano mayor Giuseppe De Marco, consulte el apéndice « In memory of my elder brother Giuseppe De Marco medically murdered by Jews with the complicity of Canadians, Italians and others.*» http://rivincitasociale.altervista.org/self-separation-the-united-states-and-israel-leave-unesco-good-riddance/

1) Correo electrónico certificado a la Ministra Giulia Grillo del 8 de abril de 2019, con un recordatorio del 15 de abril de 2019.

2) Anexo 1: Queja por la expulsión inmediata y la radiación del Dr. Francesco Curcio del Colegio de Médicos de Cosenza y la restauración inmediata de mi reputación.

3) Anexo 2: Las consecuencias incalculables de la falta ilegal de respuesta del Colegio de Médicos de Cosenza. 10 de septiembre de 2018

4) Anexo 3: Dra. Rossana Ugenti, Ministerio de Salud, 13/11/2018

5) Anexo 4: Nota de la Honorable Sapia: « informe sobre la violación del domicilio del profesor Paolo De Marco, en San Giovanni in Fiore ».

6) Anexo 5: Respuesta de la Prefectura y mi carta a la Honorable Sapia, 28 de marzo de 2019

XXX
1) Correo electrónico certificado a la Ministra Giulia Grillo del 8 de abril de 2019, con un recordatorio del 15 de abril de 2019.

Prof. Paolo De Marco

87055-San Giovanni in Fiore (CS)

Fecha: 8 de abril de 2019.

La ministra Giulia Grillo, Ministerio de Salud seggen@postacert.sanita.it

Urgente: Al ministro Grillo, en persona.

Asunto: La muy seria falta de respuesta del Colegio de Médicos de Cosenza.

Estimada señora Ministro G. Grillo,

Solicito respetuosamente a usted y a su Ministerio una explicación por la grave falta de respuesta del Colegio de Médicos de Cosenza a mi queja contra el criminal e incompetente Dr. Francesco Curcio. (Anexo 1) Usted y su Ministerio ya conocen los hechos que figuran en mi correo electrónico certificado del 27 de agosto de 2018 (Adjunto 2). La Dra. Rossana Ugenti ya sabe que no recibí ninguna respuesta a pesar de las diversas intervenciones del Ministerio, incluida la de la Dra. Cristina Rinaldi (Adjunto 3). Últimamente, mientras visitaba Calabria, como Ministro de Salud, pudo observar el lamentable estado de la miseria, el deplorable nivel de gestión y muchas otras evidencias de pura incompetencia, todo ello agravado por un generalizado clientelismo y la corrupción de la mafia en el sistema de salud en esta Región. Casi me sentiría tentado a mencionar mi análisis del tema. (1) En el caso que me preocupa específicamente, sigue existiendo la monstruosa complicidad de los mal dirigidos servicios de seguridad italianos, que ahora están tratando de forjar un encubrimiento para ocultar su propia incompetencia criminal y la corrupción en general. Esto explica por qué las instituciones no responden a las solicitudes legítimas de los ciudadanos, ni a las solicitudes formuladas por el Ministerio, es decir, por el Dr. Rinaldi y el Dr. Ugenti, o las presentadas por un miembro del Parlamento de la República Italiana, como la Honorable Sapia (Adjuntos 4 y 5)

Todo esto es inaceptable y es seguro que no lo aceptaré. Ya he subrayado el hecho de que yo, el profesor De Marco, con una reputación tan inmaculada hasta ahora, nunca permitiré que estos canallas de la policía y la mafia ensucien el apellido de mi familia y mi reputación. Mis quejas se refieren a hechos muy serios en sí mismos, pero también, y quizás sobre todo, a causa de la complicidad institucional delictiva generalizada de la que soy la víctima. El Presidente del Consejo de Ministros, el Sr. Conte, así como todos los demás Ministros interesados, los Ministros de Justicia, Defensa y del Interior, ya han sido informados en varias ocasiones a través de correos electrónicos certificados. ¿Cómo puede la oficina de un fiscal digno de ese nombre cerrar un caso tan grave sin la menor investigación e ignorando las pruebas secuestradas por los propios carabineros? ¿Para qué es el Copasir?

Junto con su respuesta, solicito respetuosamente su intervención inmediata.

Prof. Paolo De Marco

1) Ver « La Sanità tra tagli e corruzione: una vittima eccellente del federalismo fiscale », in http://rivincitasociale.altervista.org/la-sanita-tra-tagli-e-corruzione-una-vittima-eccellente-del-federalismo-fiscale/ . Uno de los principales problemas de la corrupción sistémica radica en los umbrales de los contratos autorizados otorgados sin control, umbrales que el gobierno ha elevado últimamente en lugar de reducirlos o incluso suprimirlos por completo, al menos en regiones problemáticas como Calabria.

XXX

2) Anexo 1: Queja por la expulsión inmediata y la radiación del Dr. Francesco Curcio del Colegio de Médicos de Cosenza y la restauración inmediata de mi reputación.

Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS) Italia Fecha: 25 de septiembre de 2017.

Asunto: Queja por la expulsión inmediata y la radiación del Dr. Francesco Curcio del Colegio de Médicos de Cosenza y la restauración inmediata de mi reputación.

Colegio Provincial de Médicos Cirujanos y Dentistas de Cosenza y Provincia (OMCeOCS)

Via Suor Elena Aiello, Palazzo Lucchetta S.n.c. 87100 – Cosenza –Italia

A quien le interese,

Solicito la expulsión inmediata y la radiación del Dr. Francesco Curcio del FNOMCeO y del Centro de Salud Mental de San Giovanni in Fiore (CS) por su grave falta de ética criminal y por sus acusaciones falsas y difamatorias contra mí. Todos estos fueron motivados por su complicidad con el comandante criminal de los Carabinieri Pantano en un intento de forjar un encubrimiento. Observo que mi solicitud de acceso a los documentos presentados el 13 de julio de 2017 no se tuvo en cuenta más allá del plazo de espera legal de 30 días. La copia de los Documentos se me entregó finalmente el 17 de agosto de 2017, pero solo debido a mis muchas solicitudes, tanto en persona como por correo electrónico.

Este Dr. Curcio, sin haberme conocido antes, se atrevió, en complicidad con el ex comandante de los Carabinieri de San Giovanni in Fiore, Pantano, a escribir un diagnóstico de tendencias paranoicas en mi opinión. Lo hizo con el único objetivo de falsificar un pretexto para el cierre de la investigación sobre las repetidas violaciones de mi hogar, durante casi todas mis ausencias, y otros delitos relacionados con estas violaciones. Entre estos se encuentran el intento sostenido y despiadado de intimidarme con las manipulaciones delictivas de la policía y la mafia, ¡en Calabria, de todos los lugares! – involucrando la tinción de toallas de baño con pintura roja, la alteración de alimentos y bebidas para producir el llamado « efecto de hervir el cuerpo », la negativa a enviar patrullas de carabineros en el lugar para proceder rápidamente con las investigaciones necesarias y las amenazas abordadas para mí si continuaba quejándome, etc. La prueba más clara de los crímenes cometidos por este Curcio y por sus acólitos reside en el hecho de que la investigación se reactivó el 17 de mayo de 2017 y ahora está en marcha, aunque parece que El Poder Judicial y los Carabinieri todavía están tratando de ocultar todas mis quejas iniciales. (Vea la lista abajo) Este grave delito difamatorio perpetrado por este Curcio tuvo lugar el 30 de noviembre de 2015 durante una reunión que yo mismo había solicitado al Comandante Pantano para comprender por qué, después de todas mis quejas, las violaciones de mi hogar continuaron con total impunidad. En lugar de proporcionar las explicaciones necesarias, el criminal Pantano imaginó una estratagema indigna: cuando fui con confianza a la cita, me enfrenté con el hecho de que Pantano se había organizado para la presencia de Curcio en su oficina sin avisarme con anticipación. Después de escucharme, Pantano negó las violaciones de mi hogar y se dirigió a Curcio, quien inmediatamente exclamó: « Está ansioso, necesita una píldora, necesita una píldora ». Entonces, me dirigí a este Curcio desconocido y le dije que no sabía quién era y por qué estaba presente en esta reunión y, por lo tanto, le pedí firmemente que no interfiriera.

Luego me dirigí al comandante Pantano y le expliqué que de ninguna manera podía negarse a hacer las investigaciones necesarias ni a aceptar las pruebas que había traído, a saber, una toalla de baño manchada con pintura roja y una muestra de Vecchia Romagna modificada para Producir el llamado « efecto de cuerpo en ebullición ».

El comandante Pantano se atrevió a amenazarme si alguna vez volvía a quejarme diciendo que podía solicitar la intervención de la Comisión para que me examinara. Yo, como ciudadano respetuoso de la ley y como profesor, rechacé firmemente estas amenazas criminales y advertí al comandante sobre las consecuencias de su comportamiento inaceptable. La reunión terminó con la aceptación de las pruebas por parte del comandante Pantano, quien, sin embargo, me dijo que regresara al día siguiente. Al día siguiente, solo estaba presente Curcio y no pasó nada. Estaba convencido de que el asunto había terminado allí y que mis pruebas serían examinadas y las investigaciones finalmente llevadas a cabo, como lo exige la ley. En cambio, hoy me he dado cuenta de que esta reunión del 30 de noviembre de 2015 sirvió para proporcionar a Curcio y Pantano un pretexto para fabricar un diagnóstico infundado y difamatorio contra mí, solo para cerrar la investigación. Este encubrimiento criminal no terminó ahí. El 14 de febrero de 2017, Curcio, acompañado por el enfermero G. Audia, llamó a mi puerta sin ser invitado y sin cita previa. Lo hizo con el pretexto de felicitarme por mi trabajo, en su opinión “encomiable”, a favor de los muchos desempleados en mi ciudad. Al entrar en mi casa, me preguntó: «¿Cómo podría ayudarlo? ». En este punto, habiéndole reconocido, le pedí, junto con el Sr. Audia, que escribieran sus nombres en un pedazo de papel y que salieran de mi casa inmediatamente. Cuando se marchaban, señalé a este Curcio que su comportamiento durante la reunión en la estación de Carabinieri el 30 de noviembre de 2015 era totalmente inaceptable y constituía una imperdonable violación de la deontología médica. Hoy sé que, en realidad, su comportamiento criminal fue intencional. (Ver adjunto) Su presunto diagnóstico del 14 de febrero de 2017, además de ser falso y sin fundamento, representa un vil intento criminal de encubrir su crimen del 30 de noviembre de 2015. Nadie autorizó legalmente esta supuesta “visita domiciliaria”. La carta de los Digos del 13 de febrero de 2017 participa en este encubrimiento de la manera más grotesca y post hoc posible.

Mientras tanto, ya está claro que Curcio nunca ha sido autorizado por ninguna autoridad competente, aparte del criminal Pantano, para formular su diagnóstico inicial del 30 de noviembre de 2015. Este comportamiento es, en sí mismo, una razón suficiente para causar su inmediata exclusión y el abandono de la profesión debido a su grave violación de la deontología, así como a su complicidad consciente con un intento criminal e infame de forjar un encubrimiento, agravado por una calumnia gratuita e inaceptable contra mí.

Subrayo que hasta ahora tengo una reputación inmaculada, ya que nunca me han acusado de ningún delito en ningún país, y que nunca me he sometido a ningún análisis en ningún lugar. Por lo tanto, mi reputación debe ser restaurada inmediatamente. Las violaciones del domicilio y los allanamientos son competencia del poder judicial y de los carabineros, no de la medicina. Este Curcio ni siquiera esperó el final de la investigación para ofrecer su opinión ilegal. Sin embargo, tiene el descaro de hablar de la «teoría de la conspiración». Por lo tanto, también tenemos derecho a preguntarnos cuántas familias habrán sido destruidas con un comportamiento tan incompetente y criminal. Por lo demás, observo que a pesar de que estos crímenes contra mí se han perpetrado durante casi 6 años, en Italia, yo, como ciudadano respetuoso de la ley y como profesor de cierto nivel en mis disciplinas, siempre he mostrado un gran serenidad y una calma olímpica. A pesar de estos reiterados y despiadados hostigamientos e infamias, en lo que a mí respecta, he tratado de llevar una vida pacífica y normal, continuando mis lecturas y mis investigaciones, realizando varios viajes de estudio en Italia y Calabria y, por ejemplo, en excursiones de trekking ya que soy miembro de la CAI de San Giovanni in Fiore. En mi modesta manera, también traté de ser útil para mi comunidad. Durante todos estos horribles 6 años, siempre he mantenido un comportamiento ejemplar, confiando siempre en la policía y en el sistema de justicia de mi República Italiana. Pertenezco a las personas que creen firmemente que la justicia siempre triunfa al final.

Me gustaría subrayar el hecho de que si una persona presenta trastornos psicológicos, relacionados con la violación de su domicilio, y si el poder judicial y ciertos médicos, en lugar de investigar, desestiman el caso y lo agravan al difamar a la persona en cuestión, entonces el crimen se duplica, monstruosamente se dobla. Las asociaciones de pacientes pueden eventualmente testificar. El magistrado Dr. Cozzolino, de la Oficina del Fiscal Público de Cosenza, también deberá demostrar que la investigación se lleva a cabo de acuerdo con las normas y en el respeto del debido proceso. En particular, la investigación deberá tener en cuenta el hecho de que vi a mi joven vecino, Pasquale Oliverio, probablemente un pequeño informante pagado por la policía, que abandonó mi hogar un día cuando había estado ausente por menos de 10 minutos. Tendrá que continuar con la toma de huellas dactilares y otras pruebas similares. Tendrá que continuar con el examen de los registros telefónicos del sistema de alarma que está programado para llamarme a mi teléfono celular cada vez que se ingresa el comando “salir” o “entrar”. Tendrá que examinar el control remoto obvio de las dos cámaras de vigilancia utilizadas para cubrir las violaciones de mi hogar con impunidad, algo que requiere una complicidad de muy alto nivel. Tendrá que continuar con el análisis de las toallas de baño manchadas y de los alimentos y bebidas alterados, etc. También deberá investigar las razones que motivaron estos delitos. Además, el magistrado Dr. Cozzolino, esperamos con la ayuda de personas más competentes que el despreciable Curcio, también tendrá que explicar cómo se mancharon mis toallas de baño, al menos si él no quiere dar a esto repetidas y documentadas de hecho, una explicación irracional con la ayuda de un cómplice engañado de los Digos y los servicios de seguridad.

Si, una vez más, la Fiscalía de Cosenza no procederá con todas las investigaciones requeridas, y si estas no son seguidas por el castigo ejemplar de los criminales involucrados, estén o no altamente ubicados, y por los daños morales y materiales que me corresponden, incluso la restauración inmediata de mi reputación, esto constituirá un grave deshonor para el Ministerio Público y para la propia República Italiana. En este punto, no tendré más remedio que llevar todo este infame asunto al conocimiento del público. De hecho, en el contexto contemporáneo, tal vez se pueda entender que los servicios de seguridad llevan a cabo varias investigaciones, pero esto nunca debe suceder fuera de lo que es constitucional y legalmente permitido. Los ciudadanos no pueden ser acosados ​​sin razón y luego, además, ser difamados para encubrir las acciones de los criminales que cometen estos delitos. Como ciudadano respetuoso de la ley y como profesor de cierto nivel, enfatizo firmemente que esto es y debe seguir siendo una línea roja inalcanzable. Las autoridades facultadas constitucionalmente para garantizar los derechos fundamentales de los ciudadanos nunca deben olvidarlo. Destaco que yo, Paolo De Marco, soy un ciudadano italiano, nacido en Italia, titular de una licenciatura, una maestría y una escolarización de doctorado en Relaciones Internacionales – Economía Política Internacional. Estudié en Francia y Canadá. He sido en el pasado un profesor ejemplar en mis disciplinas en un CEGEP en Montreal, Canadá. Soy un ciudadano respetuoso de la ley, pacífico y constructivo con, hasta ahora, una reputación inmaculada que debe permanecer sin mancha.

En junio de 2013, regresé a San Giovanni in Fiore (CS), la ciudad donde nací y en la que he vivido desde entonces. Antes de decidir mi repatriación, permanecí en San Giovanni in Fiore (CS) durante algunos meses en 2011 y 2012. En San Giovanni in Fiore, vivo en la casa modesta de mis abuelos en la dirección indicada anteriormente, una casa que es muy querido para mí porque es el lugar donde nací. Concluyo recordando a todos los interesados ​​que la denegación de justicia es el peor crimen posible. Es un crimen contra la Constitución y contra la civilización humana.

Sinceramente,

Paolo de marco Ex profesor de relaciones internacionales – Economía política internacional.

NÓTESE BIEN: 1) Anexos del pseudo diagnóstico de Curcio y la solicitud ilegal de los Digos del 13 de febrero de 2017. 2) Lista corta de mis quejas principales iniciales y actuales. Ver copia adjunta. 2a) denuncia de 7 de diciembre de 2014. 2b) queja relacionada con la primera queja contra el Sr. Mario Marra del 7 de julio de 2014, 2c) queja del 12 agosto 2014 relacionada con el robo de las mesas de los dormitorios de mis padres fallecidos,  un robo perpetuado por la Sra. Vincenza Foglia-Federico.

2d) denuncia ante los Carabineros de San Giovanni in Fiore (CS) del 4 de mayo de 2015 por la continua violación de mi hogar con la alteración de alimentos y bebidas y el control remoto del sistema de alarma y las dos cámaras de vigilancia para enmascarar los delitos Cometidos y para encubrir a los delincuentes. Varios complementos siguieron esta queja hasta el 30 de noviembre de 2015, cuando fui amenazado por el comandante criminal Pantano, en presencia de Curcio, a quien nunca antes había conocido. Durante el mes de abril de 2017, me di cuenta de la estratagema criminal y difamatoria imaginada por Pantano y Curcio para cerrar la investigación a fin de cubrirse junto con los otros delincuentes y sus cómplices institucionales, que es la invención de un diagnóstico de la paranoia sin el menor pretexto y sin haberme conocido antes. El descubrimiento de este encubrimiento diabólico condujo naturalmente a otra serie de quejas, en particular: 2e) la exposición / queja del 17 de mayo de 2017 contra Oliviero Pasquale y otras personas desconocidas, una queja que incluye esenc