APPELLO / APPEL / APPEAL

Posted: 4th marzo 2014 by rivincitasociale in Politica
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PROEMIO – AVANT-PROPOS – FOREWORD (For the English version, please go to the March 2014 Posts section)

POTERE AL POPOLO

Fine Novembre/inizio Dicembre 2017 è nato dal basso questo nuovo Soggetto politico POTERE AL POPOLO con il cuore e la pratica teorica e concreta ben ancorati a sinistra. Mi sembra un evento capitale.

« Rivincita sociale » auspicava un tale risorgimento da tempo. Perciò salutò questo evento con entusiasmo sin dall’inizio. Spero che si manifesterà un supporto generale su tutto il nostro territorio nazionale da parte di tutte le compagne ed i compagni per fare si che il popolo delle lavoratrici e dei lavoratori italiani e le cittadine/i tutte/i ritornino a scrivere in proprio la loro Storia nazionale, internazionale e umana. Sovranità e potere al popolo …

Paradossalmente, il Rosatellum ha aperto uno spiraglio elettorale con una soglia bassa ideata per salvare vari servi in camera del regime attuale. Non perdiamo questa sfida, anch’essa essenziale per la giusta difesa e rappresentanza del nostro programma e dei nostri ideali ugualitari.

Basta qui rimandare al sito con la richiesta di diffondere ampiamente: https://poterealpopolo.org/

Mi sia concesso aggiungere questo: Per me uguaglianza, libertà e scienza sono termini strettamente legati uno con l’altro. In quando Marxista sappiamo la differenza tra narrazione e scienza. Sappiamo che la scienza sociale e socio-economica, ovvero il materialismo storico, è fondata su due verità assiomatiche: l’opposizione definitiva ad ogni forma di esclusivismo, teocratico o razziale che sia, opposizione senza la quale non esisterebbe nessuna forma di demo-crazia, e la Legge del Valore, la quale dimostra lo sfruttamento capitalista all’origine del profitto, e mostra la via al suo superamento socialista tramite la pianificazione concepita come forma concreta di democrazia socialista grazie alla dominanza della proprietà pubblica e collettiva.

Non sottovalutiamo questi due aspetti scientifici del Marxismo. Permettetemi di rimandare al mio Compendio di Economia Politica Marxista ed alla mia Introduzione metodologica, ambedue questi testi sono liberamente accessibili nella Sezione Livres-Books del mio primo sito www.la-commune-paraclet.com

Con la mia solidarietà,

Paolo De Marco

« La politica non è l’arte del possibile bensì l’arte di fare emergere nuove possibilità socialmente più umane » (Marzo 1985)

                                Jure Vetere : l’unico vero tempio è la coscienza umana.

ITALIANO. Vai all’Appello

Care compagne, cari compagni,

E arrivata l’ora della rivincita sociale dei popoli, in Italia ed in Europa. E arrivata l’ora di lavorare tutte/i insieme alla nascita di Comitati cittadini per la Rivincita Sociale capaci di condurre all’emergenza del Partito della Rivincita Sociale. Questi partiti nazionali comporrebbero poi una Federazione Per l’Europa Sociale, che al suo turno farebbe parte di una Nuova Internazionale (senza cifra). Il nome mi sembra importantissimo, perché corrisponde al programma come pure alla voglia di ricatto oggi molto diffusa tra le nostre cittadine e i nostri cittadini.

A questo link troverete un Appello intitolato « E arrivata l’ora della rivincita sociale dei popoli, in Italia ed in Europa ». In riassunto il programma proposto, da dettagliare in comune, è lo seguente:

a) Una nuova definizione dell’anti-dumping – per i dettagli vedi l’Appendice dell’Appello. Nel sistema commerciale globale attuale, la base del calcolo dell’anti-dumping è il salario senza contributi sociali. Noi chiediamo semplicemente che sia il salario con tutti i contributi sociali.

b) La nazionalizzazione del credito per eliminare simultaneamente il debito pubblico ed il « credit crunch », e per toglierci il Fiscal Compact dalle spalle, assieme ai banchieri ed alle loro banche cosiddette « universali » .

c) La laicità, la parità donna-uomo e i diritti civili;

d) L’ecomarxismo, il ripristino del Territorio ed il principio di precauzione;

e) La democratizzazione dell’educazione e della cultura, ed il finanziamento pubblico della Ricerca & dello Sviluppo;

f) La fine della sovra rappresentanza socio-economica e mediatica, come pure la fine della falsa rappresentanza elettorale e democratica – cioè, la fine della falsa rappresentanza elettorale a tutti i livelli, anche al livello sindacale, a dispetto della Costituzione.

g) Il ripudio di ogni intervento estero o di guerra che non sia strettamente difensivo, assieme al ritorno allo spirito ed alla lettera della sicurezza collettiva.

Sottometto quest’Appello alla vostra attenzione, chiedendo cortesemente una risposta. Per arricchire la riflessione comune potete aggiungere un commento a questo Appello – i commenti giudicati non idonei alla deontologia scientifica o cittadina saranno cancellati. Oppure i Comitati in formazione potranno contattarmi all’indirizzo qui sotto per trovare il migliore modo di coordinamento. Mi permetto sopratutto di chiedervi la più ampia diffusione possibile dell’indirizzo di questo sito tra le vostre conoscenze, tra i vostri membri ed altri gruppi amici, almeno se giudicati che questo possa essere utile per lanciare il dibattito e creare una dinamica rivendicativa di fondo. Il sito stesso dovrebbe diventare il vettore di una creazione collettiva. L’emergenza capillare dei Comitati dovrebbe presto trasformarsi in un’onda gigantesca ed autonoma ma organica al popolo delle lavoratrici e dei lavoratori intellettuali e manovali, in breve organica a tutte le nostre e tutti i nostri concittadine/i di buona volontà.  

La rottura radicale col sistema neoliberale attuale non si fa a parole ma bensì militando e organizzandoci per cambiare l’attuale definizione dell’anti-dumping, costruendo il programma attorno a questa domande chiave. Questo renderà tutto il resto possibile.

Perciò, questa nuova definizione deve ricevere priorità assoluta anche perché, interiorizzandone la logica, si muterà radicalmente il « senso comune » della gente, e si creerà gli anticorpi ideologici – nel senso nobile del termine – necessari al nostro popolo, aprendo così la strada alla concezione pratica di un nuovo modello sociale, sostenuto dall’evidenza scientifica, come pure dai principi cardini della nostra Costituzione. Su questa base risulterà possibile costruire una vasta alleanza di classi in vista di « una riforma democratica rivoluzionaria », tranquilla ma capace di andare alle radici dei problemi che confrontano il nostro Paese e la nostra gente.

Alcune/i di voi mi conoscono già tramite le mie e-mail inviate a controg8@yahoogroups.com, e forse anche grazie al mio sito www.la-commune-paraclet.com. Da qualche mesi, ho effettuato il mio rimpatrio in Italia, a San Giovanni in Fiore, nella mia città nativa in Calabria, col desiderio di essere utile al lavoro di militanza e di organizzazione comune, oggi più urgente che mai.

Vostro,

Paolo De Marco

Per contattarmi: la-commune@virgilio.it

(Traduzione italiana qui sotto)

(Traduction française ci-dessous)

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15-04-2018. ee/Vedi/Voir:

INDEPENDENT SWISS LAB SAYS BZ TOXIN USED IN SKRIPAL POISONING: US/UK PRODUCED, NOT RUSSIAN: https://www.zerohedge.com/news/2018-04-14/independent-swiss-lab-says-bz-toxin-used-skripal-poisoning-usuk-produced-not

11-04-2018. See/Vedi/Voir:

1 ) « The former UK ambassador to Syria: syrian chemical-weapons attack WAS STAGED by Islamic Jihadi propagandists. No one actually died.» in https://www.zerohedge.com/news/2018-04-11/former-uk-ambassador-syria-syrian-chemical-weapons-attack-was-staged-islamic-jihadi

2 ) “There Wasn’t A Single Corpse”: Russia Claims ‘White Helmets’ Staged Syria Chemical Attack by Tyler Durden Wed, 04/11/2018 – 14:38 https://www.zerohedge.com/news/2018-04-11/there-wasnt-single-corpse-russia-claims-white-helmets-staged-syria-chemical-attack

As noted in previous occasions you do not wash nerve gases with bare hands and without masks/Non si lavano i gas nervini con le mani nude e senza maschera (Saviano, per ragioni sue, non sa quello che dice essendo un domestico di servizio da quelli sovra-rappresentati)/On ne lave pas des gaz neurotoxiques à mains nues et sans masque.

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The UN General Secretary, Antonio Guteress, rightly calls for an « impartial investigation » over the presumed chemical attack perpetrated within Syrian national borders.  (1)

He should also insist on an impartial investigation over the current murders perpetrated by soldiers snipers in Gaza, an obvious war crime perpetrated against peaceful demonstrators. (2) This new Israeli war crime was accomplished in the most cold-blooded and planned fashion imaginable. The line of command is well know by everyone, if only because the Israeli authorities – believing in their total impunity – do not hesitate to claim the murderous deeds publicly.

We note that : « Moscow denies having ever allowed any chemical attack and insures that its experts, who have gathered samples on the ground at Douma, did not find any traces of neurotoxic agents. » (see note 1)

Tucker Carlson just reminded his audience that President Al-Assad is winning the war against the terrorist rebels in Syria. Therefore the last think he would need to do would be to launch an highly reprehensible and illegal chemical attack on the last pockets held by the losing terrorist cliques. He also mentioned that these terrorists had been denounced before by many American personalities. He notes that this presumed chemical attack is happening after the US President Trump had announced the victory over Daesh or ISIS and thus the withdrawal of the US troops from Syria. (3)

As we all know, ISIS has been a creation of the Mossad and of the CIA. Consequently, this presumed chemical attack looks very much like a sham; it looks just like the fabrication of the chemical attack blamed on President Assad few months ago. Tucker Carlson makes the last part of this sentence clear.

In other words, this presumed chemical attack needs to be read in the context of the ill-advised policy of moving the US Embassy in Al Quds-Jerusalem. (4) It should be read as the ill-advised subjection of the United-States, the land of the egalitarian republican Thomas Paine and others like him, to the domination of a newly philo-Semite Nietzschean, racist and theocratic Israeli State. Present day Israel, which claim to be a « Jewish State » despite its demographics, is now practicing the worst form of exclusivism. No one should forget that Netanyahu’s father did wear a brown shirt in Germany. He himself is obviously a pathological war criminal just like Sharon.

Supporting such a rogue and still illegal « Jewish State » – it can only be fully legal when the Palestinian State will come to existence on its own land – is obviously a lost cause. In fact, it inevitably can – and soon will – be read as a treason of the real national interests of the United States of America and of democracy world-wide. There are no exclusively elected race or groups. Point. Believing such idiocy, and what is more on the basis of older plagiarised Sumerian texts, is pure pathology. Such narratives have no future.

Another courageous American has reminded us – and the President of the United-States of America – about « false flags ». (5)

Since we are dealing again with the lunacy of the so-called Great Mideast to be dominated by a Greater Israel – something that might end up « once again » as it always did, unless the lessons of History are quickly heeded to –, I will simply send the reader back to Colin Powell’s fabrication when he shamelessly agitated an anthrax vial at the UN in order to legitimise the criminal war of aggression against Iraq. (6)

We underline that the strictly illegal Preventive War Doctrine adopted by the Bush Administrations and their over-represented cliques call for the preventive destruction of all military and economic rivals as well as that of some 66 Muslim States! This is a recipe for perpetual war or self-destruction; it is insane and has already carried a tremendously high price for the US and for its Western and others philo-Semite Nietzschean allies.

All people of good will should act quickly to ensure that Reason and International Law prevail.

Paul De Marco, ex-professor of International Relations – International Political Economy.

1 ) Syrie : le secrétaire général de l’ONU appelle à une enquête « impartiale », Les Etats-Unis et la Russie ont prévu de déposer des projets de résolution différents auprès de l’ONU, mardi, après des attaques chimiques présumées en Syrie, samedi., Le Monde.fr avec AFP | 10.04.2018 à 14h36 http://www.lemonde.fr/syrie/article/2018/04/10/syrie-le-secretaire-general-de-l-onu-appelle-a-une-enquete-impartiale_5283480_1618247.html 

2 ) See the article at this link: http://rivincitasociale.altervista.org/another-war-crime-gaza-the-long-series-of-israeli-crimes-april-2-2018/

3 )Tucker Carlson Goes on Epic Rant Against War in Syria , by The_Real_Fly Mon, 04/09/2018 – 23:51 https://www.zerohedge.com/news/2018-04-09/tucker-carlson-goes-epic-rant-against-war-syria

4 ) See: http://rivincitasociale.altervista.org/it-is-not-only-about-al-qudsjerusalem-and-palestine-but-about-human-equality-and-democracy-december-5-2017/ and:  http://rivincitasociale.altervista.org/self-separation-the-united-states-and-israel-leave-unesco-good-riddance/

5 ) Dear President Trump: Please Read This Before Bombing Syria ,by George Washington Mon, 04/09/2018 – 14:02 https://www.zerohedge.com/news/2018-04-09/dear-president-trump-please-read-bombing-syria

Dear Mr. President,

You’ve said you’re a smart man.

Now’s the time to prove it …

You’ve said that you’ll get to the bottom of who carried out the latest Syrian chemical weapons attack.

We can help …

Instead of bombing Syria for a chemical weapons attack, please prove that you are smart enough to learn the facts.

If you spend 5 minutes reading, you’ll learn that Syria has been “framed” for more than 50 years, that the U.S. first carried out a  “regime change” operation against Syria in 1949 and has been drooling to do it again ever since, that the Ruskies have framed other countries to justify war … and that you’re too smart to fall for the “Oldest Trick In the Book”.

6 ) COLIN POWELL, https://en.wikipedia.org/wiki/Colin_Powell 

XXX

SIRIA, UNO ENNESIMO « FALSE FLAG »? Appoggio la domanda del Segretario Generale dell’ONU per una investigazione imparziale. 10 aprile, 2018.

Il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guteress, ha giustamente lanciato un appello per una investigazione imparziale del presunto attacco chimico perpetrato dentro le frontiere siriane. (1)

Dovrebbe pure insistere per una simile investigazione imparziale degli ultimi omicidi perpetrati da soldati cecchini israeliani in Gaza, un innegabile crimine di guerra perpetrato contro dimostranti palestinesi pacifici. (2) Questo ennesimo crimine di guerra israeliano fu compiuto di sangue freddo e in modo interamente pianificato. La catena di comando è conosciuta da tutti, se non altro perché, ormai sicure della loro totale impunità, le autorità israeliane attuali non esitano più a rivendicare questi crimini in pubblico.

Notiamo: « Mosca nega avere mai permesso nessuno attacco chimico e assicura che i suoi esperti, che hanno esaminato dei campioni raccolti sul posto a Douma, non hanno trovato nessuna traccia di agenti neurotossici. » (vedi la nota 1)

Tucker Carlson ha appena sottolineato alla sua audienza il fatto che il Presidente Al-Assad sta guadagnando la guerra contro i terroristi in Siria. Perciò, l’ultima cosa alla cui avrebbe pensato sarebbe stato un reprensibile e illegale attacco chimico contro le ultime piccole sacchette di resistenza delle clique terroriste presenti sul territorio siriano. Sottolineò anche il fatto che questi terroristi erano già stati denunciati da varie personalità americane. Notò che questo presunto attacco chimico arriva dopo che il Presidente Trump aveva annunciato la vittoria contro Daesh – o ISIS – e dunque il pronto ritiro delle truppe americane dalla Siria. (3)

Sappiamo tutti che Daesh è una creazione del Mossad e della CIA. Perciò, questo presunto attacco chimico sembra proprio una vile fabbricazione. In effetti, alla para con la fabbricazione poi svelata di un similare attacco chimico falsamente attribuito al Presidente Assad mesi fa. Tucker Carlson è molto chiaro su questo punto.

In altre parole, questo presunto attacco chimico deve essere letto nel contesto della mal-intenzionata scelta politica di spostare l’ambasciata americana a Al Quds-Gerusalemme. (4) Deve essere letto come la vassallizzazione degli Stati-Uniti, patria del repubblicano ugualitario Thomas Paine e di altri come lui, allo Stato israeliano, nuovamente filo-semita nietzschiano, razzista e teocratico. Oggi, Israele, denominandosi « Stato ebreo » malgrado la sua composizione demografica, pratica la peggiore forma di esclusivismo immaginabile. Nessuno deve dimenticare che il padre di Netanyahu portò la camicia bruna in Germania. Lui stesso è evidentemente un patologico criminale di guerra all’immagine di Sharon.

Appoggiare un tale Stato canaglia, uno Stato ancora illegale, – Israele non sarà legale finché non emergerà uno Stato Palestinese sulle sue proprie terre –, è chiaramente una causa perduta. In effetti, potrà solo essere concepito, e inevitabilmente presto lo sarà, come uno vero e proprio tradimento degli interessi nazionali dei Stati-Uniti e della democrazia in quanto tale sul piano mondiale. Non esistono razze o gruppi esclusivamente eletti. Punto. Credere in una tale idiozia,, e per di più sulla base di plagi di vecchi testi originariamente sumeri, è pura patologia. Tali narrazioni non hanno più futuro nel mondo moderno.

Un altro Americano coraggioso ha messo in guardia – anche all’attenzione del suo Presidente – contro gli usuali « false flags » (5)

Dato che siamo nel contesto della lunatica politica di creazione di un Grande Medio-Oriente dominato da una Grande Israele – una scelta che finirà « una volta ancora » come sempre finì, almeno che non si tenga conto delle lezioni impartite dalla Storia – basterà semplicemente rimandare il lettore alla ormai verificata fabbricazione dovuta a Colin Powell quando agitò, senza la minima vergogna, una fiala di antrace all’ONU per legittimare la criminale guerra di aggressione contro l’Iraq. (6)

Sottolineiamo che la rigorosamente illegale Dottrina di Guerra Preventiva adottata dalle Amministrazioni Bush e dalle loro sovra-rappresentate clique prevede la distruzione preventiva di tutti i rivali militari ed economici dei Stati-Uniti come pure di oltre 66 paesi musulmani! Questo significa la guerra perpetuale oppure l’auto-distruzione; è fuorviante ed è già costato molto caro agli Stati-Uniti ed agli suoi alleati occidentali ed altri.

Tutte le persone di buona volontà devono agire con urgenza per assicurarsi che la Ragione e la Legge internazionale prevalgano.

Paolo De Marco, ex-professore di Relazioni Internazionali – Economia Politica Internazionale.

1 ) Syrie : le secrétaire général de l’ONU appelle à une enquête « impartiale », Les Etats-Unis et la Russie ont prévu de déposer des projets de résolution différents auprès de l’ONU, mardi, après des attaques chimiques présumées en Syrie, samedi., Le Monde.fr avec AFP | 10.04.2018 à 14h36 http://www.lemonde.fr/syrie/article/2018/04/10/syrie-le-secretaire-general-de-l-onu-appelle-a-une-enquete-impartiale_5283480_1618247.html 

2 ) Vedi l’articolo a questo link: http://rivincitasociale.altervista.org/another-war-crime-gaza-the-long-series-of-israeli-crimes-april-2-2018/

3 )Tucker Carlson Goes on Epic Rant Against War in Syria , by The_Real_Fly Mon, 04/09/2018 – 23:51 https://www.zerohedge.com/news/2018-04-09/tucker-carlson-goes-epic-rant-against-war-syria

4 ) Vedi: http://rivincitasociale.altervista.org/it-is-not-only-about-al-qudsjerusalem-and-palestine-but-about-human-equality-and-democracy-december-5-2017/ and:  http://rivincitasociale.altervista.org/self-separation-the-united-states-and-israel-leave-unesco-good-riddance/  

5 ) Dear President Trump: Please Read This Before Bombing Syria ,by George Washington Mon, 04/09/2018 – 14:02 https://www.zerohedge.com/news/2018-04-09/dear-president-trump-please-read-bombing-syria

Dear Mr. President,

You’ve said you’re a smart man.

Now’s the time to prove it …

You’ve said that you’ll get to the bottom of who carried out the latest Syrian chemical weapons attack.

We can help …

Instead of bombing Syria for a chemical weapons attack, please prove that you are smart enough to learn the facts.

If you spend 5 minutes reading, you’ll learn that Syria has been “framed” for more than 50 years, that the U.S. first carried out a  “regime change” operation against Syria in 1949 and has been drooling to do it again ever since, that the Ruskies have framed other countries to justify war … and that you’re too smart to fall for the “Oldest Trick In the Book”.

6 ) Vedi: COLIN POWELL, https://en.wikipedia.org/wiki/Colin_Powell

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UN AUTRE « FALSE FLAG » CONTRE LA SYRIE ? J’appuie l’appel du Secrétaire Général de l’ONU en faveur d’une « enquête impartiale ».

(Prémisse : Les Françaises et les Français savent que Macron est un ancien employé des Rothschild et un des plus enragés philosémites nietzschéens en France. Les privatisations, la répression et la psychose sécuritaire internes ainsi que la guerre relèvent de la même logique.)

Le Secrétaire Général de l’ONU, M. Antonio Guteress, a sagement lancé un appel pour une « enquête impartiale » au sujet de la présumée attaque chimique survenue ces derniers jours sur le territoire syrien. (1)

Il devrait également insister pour la tenue d’une enquête impartiale au sujet des crimes récemment perpétrés par des tireurs d’élite israéliens à Gaza, un crime de guerre évident perpétré contre des manifestants pacifiques. (2)  Ce nouveau crime de guerre israélien fut accomplit de sang froid et de manière très planifiée. La chaîne de commandement est transparente et connue de tous, ne serait-ce que du fait que les autorités israéliennes, désormais sûres de leur totale impunité, n’hésitent pas à revendiquer ces assassinats en public.

Notons ce qui suit : «Moscou se défend, en effet, d’avoir permis la moindre attaque chimique et assure que ses experts, qui ont recueilli des échantillons sur le terrain de Douma, n’ont pas relevé d’agents neurotoxiques. Il s’agirait, au contraire, pour l’ambassadeur russe, d’une « mise en scène » macabre organisée par les rebelles.» (voir la note 1)

Tucker Carlson vient juste de rappeler à son audience que le Président Al-Assad est en train de gagner la guerre contre les terroristes en Syrie. Dans ces conditions, la dernière chose qui lui viendrait à l’idée serait de lancer une attaque chimique hautement répréhensible et illégale contre les dernières petites poches de résistance terroristes. Il mentionne également le fait que ces terroristes furent déjà dénoncés comme tels par plusieurs personnalités américaines. Il note que cette attaque présumée survient alors que le Président Trump avait annoncé la victoire sur Daech ou ISIS et conséquemment ordonné le retrait des troupes américaines de Syrie. (3)

Il est de notoriété publique que les terroristes de Daech ou ISIS furent organisés, armés et financés par le Mossad et la CIA. Par conséquent, cette attaque chimique présumée semble très suspicieuse. Elle a tout l’air de la fabrication, aujourd’hui révélée, de l’attaque chimique attribuée au régime Al-Assad il y a plusieurs mois. Tucker Carlson souligne ce dernier point.

En d’autres termes, cette attaque chimique présumée doit être lue dans le contexte du choix diplomatique dangereusement aventurier de déménager l’Ambassade US à Al-Quds-Jérusalem. (4) Elle doit être lue comme une grossière inféodation des Etats-Unis, patrie du républicain égalitariste Thomas Paine et de tant d’autres comme lui, à la domination philosémite nietzschéenne, raciste et théocratique d’Israël. Aujourd’hui l’Etat d’Israël, qui se veut un « Etat juif » malgré sa composition ethnique, pratique la pire forme d’exclusivisme imaginable. Personne ne devrait oublier que le père de Netanyahou endossa la chemise brune en Allemagne. Lui-même se révèle être un criminel de guerre pathologique à l’instar de Sharon.

Appuyé un tel « Etat juif » canaille et encore illégal – Israël ne saurait être légalement constitué sans la création d’un Etat palestinien sur ses propres terres –  est de toute évidence une cause perdue. De fait cela sera – et est déjà – inévitablement lu comme une trahison des intérêts nationaux des Etats-Unis d’Amérique et de la démocratie partout dans le monde. Il n’existe aucune race et aucun groupe exclusivement élus. Point à la ligne. Prêter foi à une telle idiotie, et qui plus est sur la base de textes sumériens plus anciens mais plagiés dans un sens vulgairement exclusiviste, relève de la pathologie pure. Ce genre de narration n’a plus d’avenir dans le monde moderne.

Un autre citoyen américain courageux a également rappelé – y compris à l’attention de son Président – la série des fabrications ou « false flags » utilisée pour justifier la guerre. (5)

Comme il s’agit de nouveau de la folie de la création d’un Grand Moyen-Orient dominé par un Grand Israël – projet lunatique qui risque de finir  « une fois encore » comme ont toujours fini ces prétentions-là –  je renvoie simplement le lecteur ou la lectrice à la fabrication utilisée par Colin Powell dans l’enceinte de l’ONU lorsqu’il agita sans vergogne aucune une fiole d’anthrax pour légitimer la guerre d’agression criminelle contre l’Iraq. (6)

Soulignons que l’illégale et criminelle – par définition – Doctrine de la Guerre Préventive adoptée par les Administrations Bush et par leurs camarillas surreprésentées prévoie la destruction préventive de tous les rivaux militaires et économiques du putatif Empire, ainsi que celle de plus de 66 pays de culture musulmane ! C’est une recette pour la guerre perpétuelle ou plutôt pour l’auto-destruction. Ce projet est insensé ; il a déjà coûté fort cher aux Etats-Unis et à ses alliés philosémites nietzschéens.

Toutes les personnes de bonne volonté devraient s’employer pour faire échec à ce projet démentiel et assurer le triomphe de la Raison et de la Loi internationale.

Paul De Marco, ex-professeur de Relations Internationales – Economie Politique Internationale.

1 ) Syrie : le secrétaire général de l’ONU appelle à une enquête « impartiale », Les Etats-Unis et la Russie ont prévu de déposer des projets de résolution différents auprès de l’ONU, mardi, après des attaques chimiques présumées en Syrie, samedi., Le Monde.fr avec AFP | 10.04.2018 à 14h36 http://www.lemonde.fr/syrie/article/2018/04/10/syrie-le-secretaire-general-de-l-onu-appelle-a-une-enquete-impartiale_5283480_1618247.html

2 ) See the article at this link: http://rivincitasociale.altervista.org/another-war-crime-gaza-the-long-series-of-israeli-crimes-april-2-2018/

3 )Tucker Carlson Goes on Epic Rant Against War in Syria , by The_Real_Fly Mon, 04/09/2018 – 23:51 https://www.zerohedge.com/news/2018-04-09/tucker-carlson-goes-epic-rant-against-war-syria
4 ) See: http://rivincitasociale.altervista.org/it-is-not-only-about-al-qudsjerusalem-and-palestine-but-about-human-equality-and-democracy-december-5-2017/ and:  http://rivincitasociale.altervista.org/self-separation-the-united-states-and-israel-leave-unesco-good-riddance/
5 ) Dear President Trump: Please Read This Before Bombing Syria ,by George Washington Mon, 04/09/2018 – 14:02 https://www.zerohedge.com/news/2018-04-09/dear-president-trump-please-read-bombing-syria
Dear Mr. President,
You’ve said you’re a smart man.
Now’s the time to prove it …
You’ve said that you’ll get to the bottom of who carried out the latest Syrian chemical weapons attack.
We can help …
Instead of bombing Syria for a chemical weapons attack, please prove that you are smart enough to learn the facts.
If you spend 5 minutes reading, you’ll learn that Syria has been “framed” for more than 50 years, that the U.S. first carried out a  “regime change” operation against Syria in 1949 and has been drooling to do it again ever since, that the Ruskies have framed other countries to justify war … and that you’re too smart to fall for the “Oldest Trick In the Book”.
6 ) COLIN POWELL, https://en.wikipedia.org/wiki/Colin_Powell

Voici ce que le général De Gaulle pensait de ce dossier en son temps:  https://www.youtube.com/watch?v=AB8rf7siyro

Vedi: :« FLESSIBILITÀ DEL MERCATO DEL LAVORO: La doppia trappola dell’attuale definizione dell’anti-dumping e dell’austerità interna », in http://cotroneinforma.org/flessibilita-del-mercato-del-lavoro/

TRUMP, DAZI, 5G e ITALIA

Posted: 6th aprile 2018 by rivincitasociale in Commenti rapidi, Economia

Vedi La crisi Usa è figlia delle multinazionali Usa, di Claudio Conti http://contropiano.org/news/news-economia/2018/04/05/la-crisi-usa-e-figlia-delle-multinazionali-usa-0102571

Vedi pure:« FLESSIBILITÀ DEL MERCATO DEL LAVORO: La doppia trappola dell’attuale definizione dell’anti-dumping e dell’austerità interna », in http://cotroneinforma.org/flessibilita-del-mercato-del-lavoro/

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( Addendum 6 aprile 2018 22:30.

Vedi: « Kudlow: US Tariffs Are “Not A Bluff”, China’s Response Is “Highly Unsatisfactory” » by Tyler Durden, Fri, 04/06/2018 – 14:46 https://www.zerohedge.com/news/2018-04-06/kudlow-us-tariffs-are-not-bluff-chinas-response-highly-unsatsifactory

Per capire la strategia iper-imperialista e determinatamente filo-semitica nietzschiana di Trump si deve ascoltare l’intervista riprodotta nell’articolo citato qui sopra con Larry Kudlow, il capo del National Economic Council. Siamo in un contesto evolutivo che porta il conflitto commerciale iniziale al livello di un vero e proprio conflitto economico globale.

Giocando sul desiderio contro-produttivo dei dirigenti cinesi per ottenere lo « statuto di economia di mercato » all’OMC, l’Amministrazione Trump minaccia altri innalzamenti di dazi per un valore di $ 100 miliardi – senza ancora renderli operazionali. Lo fa per ottenere dei negoziati mirati alla fine dei trasferimenti tecnologici verso la Cina – trasferimenti che i Stati-Uniti avevano accettato anni fa nel quadro del fallito sistema della cosiddetta « interdipendenza asimmetrica ». Sopratutto vuole imporre l’apertura completa del mercato cinese tanto per il commercio, quanto per i servizi e la tecnologia. Quest’apertura includerà sicuramente la richiesta per il famoso Tribunale dei differenti, in effetti mettendo la legge delle imprese private sopra la legge dello Stato …

La posta in gioco per i Stati-Uniti sta semplicemente nel fatto che loro sanno di essere la patria imperiale naturale del capitalismo mondiale, in modo che se la Cina si apre alla finanza speculativa americana sarà subito interamente subordinata, un poco come l’Italia attuale. Il frutto del lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori cinesi sarà sottomesso all’egemonia della speculazione governata in dollari americani; questo in un contesto nel quale, l’insostenibile interesse speculativo – ROE – domina e fagocita l’interesse classico e il profitto!

In breve, i Stati-Uniti vogliono dominare il mondo stampando carta straccia, cioè con quello che ho chiamato il « Kerouac paper » oppure, più tecnicamente, il « credito senza collaterale. ». In altre parole, si tratta di subordinare il processo di accumulazione globale del capitale alla logica della speculazione egemonica da loro governata. Almeno finché il dollaro americano rimane la principale moneta di riserva mondiale. Perciò questa offensiva americana non riguarda solo la Cina, comunque considerata oggi – specialmente con l’apertura recente della borsa renminbi/petrolio – come il problema principale, ma anche la Germania – e la UE – assieme agli altri partners emisferici del Nafta.

Se i Cinesi non hanno ancora dimenticato la Guerra di Liberazione Nazionale rifiuteranno di abbandonare il controllo nazionale della loro moneta e sopratutto del loro credito pubblico. Per quello che riguarda la tecnologia, i Cinesi depositano già annualmente più brevetti dei Stati-Uniti. I dazi americani accelerano semplicemente il processo dovuto di ristrutturazione dell’economia secondo una logica socio-economica meno estroversa. A parte il ricorso all’OMC, l’esito di questa battaglia commerciale dipenderà della robustezza degli ammortizzatori sociali pubblici. Bisogna dunque prevedere la gestione della manodopera momentaneamente liberata da questo conflitto commerciale, dato il calo prevedibile della produzione nei settori più esposti. Intanto, si può anticipare alcune grande opere già previste ma mantenute nei tiretti come misure contro-cicliche.

Detto questo, credo sinceramente che sia doveroso proporre la nuova definizione dell’anti-dumping, da me proposta da anni, a tutti i paesi che ne capiscono l’importanza, senza escludere i Stati-Uniti. Similarmente andrebbe riaffermato il rispetto della « clausola della nazione più favoreggiata ». La reciprocità è una cosa, il vassallaggio – tramite carta straccia – né è un’altra. )

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Il bello della nuova definizione dell’anti-dumping consiste nel fatto che non necessita nessuna rinegoziazione dei trattati di libero-scambio esistenti, processo lungo e arduo che richiederebbe l’unanimità all’OMC. Una volta adottata la nuova definizione, capace di riabilitare il pieno impiego e la base fiscale dello Stato, permetterà semplicemente di reinterpretarli, per il bene di tutti i paesi membri.

Mi permetto un rapido commento per notare la disarmante carenza dell’analisi, non solo per Sole24ore. In oltre, anche se nessuno contesterà la sua « peculiarità» in quanto uomo politico, qualcuno crede veramente che Trump sia un « cretino »?

L’argomento di Bastasin è confuso e semplicistico, confonde bilancia commerciale e bilancia dei pagamenti e inoltre all’interno delle MNC che non hanno la stessa logica né le stesse responsabilità dello Stato. Si poteva dire che la meta delle importazioni US provenienti dalla Cina è prodotta dalle MNC americane istallate in Cina, ma non è la stessa cosa. Siamo in Italia, ma anche il catechismo dello libero scambio è sottomesso all’ingiuria del tempo, imponendo varie strategie di adattamenti, come sanno bene a Queens !!!

Nei Stati-Uniti ora vanno male le due bilance e in oltre la bilancia dei pagamenti già problematica vista la grande esposizione del dollaro all’estero – cioè del dollaro « Kerouac paper » – è oggi in pericolo con il lancio della borsa renminbi petrolio. (1) Per parte sua la bilancia commerciale rinvia alla coerenza industriale interna sapendo – cosa dimenticata in Francia e in Italia con tanti volgari sovra-rappresentati auto-selezionati che pensano potere fare meno dell’industria e dei suoi sindacati di classe – che l’industria dei servizi deve avere una propria base industriale nazionale altrimenti sarà molto vulnerabile e dovrà fare i conti con le economie di scala asiatiche. Ad esempio, dopo la contro-riforma di Volcker-Reagan le banche più grandi erano diventate giapponesi e anche francesi dopo la svolta monetarista di Mitterrand del 1983. Oggi questo tocca tutto incluso le nuove tecnologie. Come da me previsto sin dall’inizio è fallita totalmente la teoria e la pratica – Joseph Nye e Keohane et al. – della cosiddetta « interdipendenza asimmetrica » (2)

Arriviamo al punto: la 5G. Trump ha già preso il controllo di Internet per controllare Internet Object. (3) Non ha detto niente nessuno perché – anche, in Francia, con Orange – gli interessi privati più interessati alla 5G vogliono fare pagare i clienti per finanziare la transizione. Intanto, i vecchi e giovani militanti di Open Internet sono per ora o stanchi oppure distratti. Incluso quelli di ATTAC.

La Cina è ormai in posizione di competere per Internet Object e anche di dettare le norme. Oltre al problema della quotazione petrolio/renminbi, cioè la questione del superamento di una sola moneta come moneta di riserva internazionale. Dunque per Trump è un gioco di retro guardia. A parte se si va verso una mediazione, cioè verso l’anti-dumping da me chiesta.

Intanto, l’Italia ha distrutto il suo tessuto industriale e non fa molto R&S. Vive sopra le sue brand. Se non riesce a stabilire subito contatti stretti con i Cinesi per ottimizzare i suoi brand, sarà spazzata via con la diffusione di Internet Object.

Esempio: Il Protocollo di Montreal fu adottato benché era una volgare narrazione – i prodotti sostitutivi sono più nocivi per l’ozono che i CFC, ma non se ne parla più. Questo avvenne solo perché la grande MNC americana Dupont de Nemours aveva sviluppato e patentato la tecnologia sostitutiva. Con il Protocollo e le sue litanie ambientaliste strumentalizzate e di secondo ordine, si creava un contesto legale che imponeva di cambiare tutti i parchi esistenti di frigoriferi, congelatori, condizionatori ecc. Questo in un mercato già « maturo » – secondo il termine di F. Perroux – e con pochi sbocchi nuovi nelle « colonie », e dunque con una produzione destinata al semplice rinnovamento di parchi esistenti già essenzialmente maturi ; dunque rinnovamento ridotto anche tenendo conto dell’obsolescenza incorporata, strategia capitalista che non data da ieri.

Bisognerebbe che la sinistra fascia un salto analitico di qualità, almeno minimo!!! A me sembra che Trump sia meno « cretino » di tanti commentatori: Desidera una negoziazione per re-equilibrare le cose. Ci vorrebbe la nuova anti-dumping mutualmente benefica da me richiesta – nell’Appello del mio http://rivincitasociale.altervista.org . Speriamo che la Cina saprà proporla.

Paolo De Marco

6 aprile 2018

NOTE:

1 ) In Unprecedented Move, China Plans To Pay For Oil Imports With Yuan Instead Of Dollars,  by Tyler Durden, Sat, 03/31/2018 – 12:40 https://www.zerohedge.com/news/2018-03-31/china-plans-pay-oil-imports-yuan-instead-dollars

2 ) Vedi il saggio « Les conséquences socio-économiques de MM. Volcker-Reagan e Cie » mars 1985 nella Sezione Economie Politique Internazionale del sito www.la-commune-paraclet.com ; vedi pure « Credit without collateral » e « The Treasury and the FED » nella stessa Sezione.

3 ) Vedi: Fin de la neutralité du Net : le régulateur américain droit dans ses bottes, Par Pierre Manière  |  27/02/2018, 20:45  |  485  mots https://www.latribune.fr/technos-medias/fin-de-la-neutralite-du-net-le-regulateur-americain-droit-dans-ses-bottes-770056.html e Course à la 5G : bras de fer tendu entre les États-Unis et la Chine, Par Pierre Manière  |  05/04/2018, 8:30  |  1233  mots https://www.latribune.fr/technos-medias/course-a-la-5g-bras-de-fer-tendu-entre-les-etats-unis-et-la-chine-774179.html

Like every year Palestinians commemorate the Nabka, their right to return to their illegally occupied lands. (See: https://en.wikipedia.org/wiki/Nakba_Day )

This year in Gaza, 16 peaceful demonstrators were cold-bloodedly murdered by Israeli snipers soldiers and more than a thousand were wounded.(1)  The Israeli behavior is purely and pathologically criminal, the more so because, despite the teaching by History, it believes in its total impunity. These murders sent one back to the highest level of the chain of command, not only that of the Israeli army but, more importantly, directly to the war criminal ministers in charge and to the grotesque war criminal pitre Netanyahu.

This renewed and unprovoked war crime brings to mind L’Aigle du casque by Victor Hugo (see:  https://www.youtube.com/watch?v=YYVrTC2I_CU )

As European citizens, we do not want to be associated in any way, shape or form with this Israeli genocidal colonial, racist and theocratic abomination.

We call on the European Union to immediately suspend all the treaties, especially commercial and scientific agreements, as well as all the other forms of aid to Israel until this still illegal State – it can only be legal when the Palestinian State will exist – will respect international laws. This includes the ruling by the International Court of Justice to end the Occupation and to tear down the illegal Wall of Apartheid. Furthermore, the EU has a duty to ensure that the humanitarian aid to the Palestinians is not siphoned up illegally by Israel, as it is indeed done today for some 78 % of it. (2)

We call on European citizens and associations to make use of the European Citizens’ Initiative vehicle to reach this objective given the prevailing complicity of current European leaders with Israeli’s occupation and economic and war crimes. (See: http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/?lg=en )

We call on the American people and on all other peoples to do the same. The United-States lavished more than 10 million per day in direct foreign aid to help this parasitic and racist so-called Jewish State, an amount that was increased lately. This amount does not include military and commercial forms of aid. This happens when the neo-conservative US government imposes a brutal workfare on its own citizens, and manages to underfund Social Security while adding more than a trillion dollar to the federal debt to further enrich the 10 % and the 1 % wealthier strata of the population . (3) This is done in the context of a grotesque undemocratic over-representation and false representation by some minute philo-Semite Nietzschean minorities.

We likewise call on the International Community and specifically to the UN Security Council and the UN General Assembly to act with speed and great resolve to ensure that international laws and fundamental Human Rights be fully respected by the now still illegal so-called Jewish State.  The UN cannot ignore the duties imposed to it by its own Charter and by its own resolutions.

To understand the genocidal and colonial policy imposed on the Palestinians by Israel and its accomplices one only needs to glance at the maps provides at the end of this article: https://en.wikipedia.org/wiki/Palestinian_territories

The Israeli occupation of a copied « promised land » is an original sin as even the genocidal wars of occupation told in the Book of Kings make clear. This explains the recurrent fate of Israel. The Old testament and most of the myths in the Jewish Bible are nothing but ferociously exclusivist copies of much older and wiser Sumerian texts. (4) And Sumerians were not a Semitic population.

All democratic thinkers throughout History, including Thomas Paine and Marx have condemned  exclusivist narratives, particularly when they are dangerously racist and theocratic. It seems to me that the World Jewish community is now in urgent need for an aggiornamento. Unless it dangerously believes that it can substitute History with half-backed narratives. When I was younger I was told that one forgets History teaching only to fall back into the same mistakes and disasters. Second rate copiers cannot pretend to be « masters of the Earth », and no one else should for that matter given the undeniable equality among all Human beings. The pound of flesh is a dangerous and lunatic aspiration.

Paul De Marco, former professor of International Relations – International Political Economy.

NOTES:

1 ) The Gaza Strip mourns its dead after protest is met with bullets https://www.theguardian.com/world/2018/mar/31/weary-angry-gazans-bury-dead-after-deadly-border-conflict

« Gaza, la Marcia si trasforma in strage foto. Uccisi 16 palestinesi, oltre mille feriti video

L’esercito israeliano spara, finisce nel sangue la protesta al confine. Convocata riunione d’urgenza del Consiglio sicurezza dell’Onu Violenti scontri a Gaza: 16 palestinesi uccisi dall’esercito israeliano. Oltre mille feriti in  http://www.repubblica.it/esteri/2018/03/30/news/sale_la_tensione_a_gaza_agricoltore_palestinese_ucciso_da_un_tank_israeliano-192562971/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1

2 ) A ) Israel–European Union relations , https://en.wikipedia.org/wiki/Israel%E2%80%93European_Union_relations

B ) Un rapport révèle que l’essentiel de l’aide humanitaire destinée au Palestiniens va dans les caisses d’Israël (The National), 23 Mars 2016, Rédigé par Nour et publié depuis Overblog http://forumdesdemocrates.over-blog.com/2016/03/un-rapport-revele-que-l-essentiel-de-l-aide-humanitaire-destinee-au-palestiniens-va-dans-les-caisses-d-israel-the-national.html

3 ) U.S. Military Aid and the Israel/Palestine Conflict, The U.S. provides Israel $10.1 million* in military aid each day, while it gives the Palestinians $0** in military aid. http://ifamericaknew.org/stat/usaid.html  . See also: Sources: American Aid to Israel to Increase After 2017, United States defense aid to Israel is likely to increase after 2017 when a current package expires, sources on both sides say., Contact Editor, Ben Ariel, 29/05/15 06:42 http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/195987

4 ) See a ) The great classic History begins at Sumer by Kramer, in https://archive.org/details/Kramer1956HistoryBeginsAtSumer ; b )   https://www.youtube.com/watch?v=hCGDy2CP3Ks , c ) see my In praise of Reason and the secular State in http://www.la-commune-paraclet.com/fascismFrame1Source1.htm#racisme ; d ) https://www.youtube.com/watch?v=z3oVAuXFets  and e ) https://www.ancient.eu/sumer/

 See also:

1 ) http://rivincitasociale.altervista.org/self-separation-the-united-states-and-israel-leave-unesco-good-riddance/ . See in particular the documents on the medical murder of Giuseppe De Marco. Justice will have to pass.

2 )  http://rivincitasociale.altervista.org/it-is-not-only-about-al-qudsjerusalem-and-palestine-but-about-human-equality-and-democracy-december-5-2017/

ENNESSIMO CRIMINE ISAELIANO A GAZA. 31 marzo 2018

Posted: 31st marzo 2018 by rivincitasociale in Internazionale

(Link aggiunto: « Non macchiate di sangue palestinese la maglia rosa! » di Giorgio Cremaschi http://contropiano.org/news/politica-news/2018/04/01/non-macchiate-di-sangue-palestinese-la-maglia-rosa-0102446 ,

Via il Giro d’Italia da Israele!)

Decine di morti, oltre mille feriti. I morti, manifestanti pacifici e disarmati, sono stati assassinati a sangue freddo da cecchini, in modo che la catena di comando risale al più alto livello militare e alla scrivania del grottesco pitre criminale Netanyahu.

Questo ennesimo crimine israeliano fa pensare a L’Aigle du casque di Victor Hugo (vedi: https://www.youtube.com/watch?v=YYVrTC2I_CU )

Non vogliamo essere complici di questa abominazione coloniale, razzista e teocratica israeliana.

Chiediamo alla Unione Europea la sospensione immediata di tutti gli aiuti europei annui multimiliardari e dei trattati commerciali a favore di Israele finché non sarà rispettata la legge internazionale, incluse l’avviso della Corte Internazionale di Giustizia relativo all’Occupazione e allo smantellamento del Muro dell’Apartheid.

Chiamiamo per l’intervento immediato della Comunità internazionale e dell’ONU per fare rispettare la legge internazionale e i diritti umani fondamentali. L’ONU non può dimenticare le sue responsabilità in Palestina senza tradire la sua Carta fondamentale.

Per capire in un colpo d’occhio il crimine dell’Occupazione coloniale e genocidaria israeliana della Palestina basta dare una occhiata alle mappe disponibili alla fine di questo articolo: https://en.wikipedia.org/wiki/Palestinian_territories

Paolo De Marco

VEDI:

« Gaza, la Marcia si trasforma in strage foto.
Uccisi 16 palestinesi, oltre mille feriti
video

L’esercito israeliano spara, finisce nel sangue la protesta al confine.
Convocata riunione d’urgenza del Consiglio sicurezza dell’Onu
Violenti scontri a Gaza: 16 palestinesi uccisi dall’esercito israeliano. Oltre mille feriti in  http://www.repubblica.it/esteri/2018/03/30/news/sale_la_tensione_a_gaza_agricoltore_palestinese_ucciso_da_un_tank_israeliano-192562971/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1

Viola Carofalo (Pap). ” A Gaza strage di civili, Israele straccia i diritti umani basilari” di Potere al Popolo http://contropiano.org/news/politica-news/2018/03/30/viola-carofalo-pap-a-gaza-strage-di-civili-israele-straccia-i-diritti-umani-basilari-0102423

Link aggiunti dopo la pubblicazione:

– Basta impunità per Israele. di Rete dei Comunisti http://contropiano.org/news/politica-news/2018/04/01/basta-impunita-per-israele-0102459

– Non macchiate di sangue palestinese la maglia rosa! di Giorgio Cremaschi http://contropiano.org/news/politica-news/2018/04/01/non-macchiate-di-sangue-palestinese-la-maglia-rosa-0102446

Via il Giro d’Italia da Israele!

Vedi pure:

1 ) http://rivincitasociale.altervista.org/self-separation-the-united-states-and-israel-leave-unesco-good-riddance/

2 ) http://rivincitasociale.altervista.org/it-is-not-only-about-al-qudsjerusalem-and-palestine-but-about-human-equality-and-democracy-december-5-2017/

Avvertenze:

a ) Uso speso l’espressione « filo-semitismo nietzschiano » invece del termine « fascista » perché rinvia alle genesi del fascismo di ieri e di oggi. Vedi: http://rivincitasociale.altervista.org/dovere-di-memoria-cosa-intendo-con-il-termine-filosemita-nietzschiano/ .

b ) Il termine « pitre » è un concetto che rinvia alla mia teoria della psicoanalisi marxista esposta nel mio Pour Marx, contre le nihilisme e in parte tradotto in « italiano » nel mio Contra-pitre disponibile nella sezione Italia del mio primo sito www.la-commune-paraclet.com . In ossequio a Leoncavallo avrei potuto utilizzare il termine « pagliaccio » ma le connotazioni ordinarie sembrano inutilmente insultanti. Vedi: https://www.youtube.com/watch?v=Tk1dz40-Y00 ) In breve, per me un « pitre » è una persona che credendosi libera e « nichilista sveglia » si mette coscientemente al servizio delle forze dell’oscurantismo e della disuguaglianza.

c) Benché italiano di nascita e rimpatriato nel 2013, l’italiano non fu né la prima né la seconda lingua imparata a scuola. Mi perdonerete le forzature ancora imposte alla mia dolce lingua materna. Sperando essere degno dell’attenzione delle compagne/i non avevo esitato dire la mia nel mio primo anche se un poco giurassico sito www.la-commune-paraclet.com . Era anche parte del mio essere umilmente un « intellettuale organico » al proletariato.

INDICE:

  1. « Cosa Fare Ora? »
  2. Prima reazione al voto del 4 marzo 2018.
  3. Le elezioni legislative del 4 marzo 2018 svoltesi sotto il segno dei trasferimenti massicci di blocchi elettorali.
  4. Spunti di interpretazione dinamica del voto e del suo significato.
  5. Il significato dell’emergenza di Potere al Popolo: La mia interpretazione idiosincratica.
  6. Una nota sullo spinning e sul nudging.

 

1 ) « Cosa Fare Ora? »

All’indomani delle elezioni del 4 marzo 2018, Potere al Popola ha posto la domanda che si pone sempre alla sinistra autentica all’ora delle scelte. Ci viene fornita una risposta, che mi sento di condividere come ho già condiviso il Programma elettorale. E disponibile al link seguente: https://poterealpopolo.org/indicazioni-dopo-assemblea-potere-al-popolo/

La prima rimarca da fare riguarda l’evento capitale rappresentato dalla nascita di Potere al Popolo. Ha una significanza demo-cratica che va ben aldilà del primi risultati elettorali. Anzi, PaP ha dimostrato una grande efficacia organizzativa raccogliendo le firme necessarie, proponendo un programma elettorale ragionato e mettendosi in grado di essere presente nel processo elettorale.

Senza questa iniziativa di Potere al Popolo mirata a raggruppare la sinistra autentica, ancora troppo frammentata, il nostro Paese perdeva una generazione. Preme invece rimettere al centro del dibattito politico e culturale i nostri interessi nazionali superiori purché concepiti nel quadro internazionalista ed europeo, come d’altronde indica la nostra Costituzione.

Mi sembra anche un segnale importante il fatto che PaP rappresenta tutte le fasce di età sapendo pero dare il loro posto dovuto ai giovani e alle donne. Bello vedere i giovani dei due generi parlare agli altri giovani ed alla nazione intera. In se questo segna già una sconfitta del sistema mirato cinicamente alla creazione dei cosiddetti Neet ed all’allargamento diciamo « americano » delle astensioni. Sottolineo che la svolta già annunciata con le ultime due elezioni municipali a Napoli deve molto alla mobilitazione delle donne napoletane durante l’emergenza spazzatura. Furono una parte cruciale dei comitati cittadini che permisero di intravedere la possibilità di un cambiamento locale e nazionale. Questa esperienza dei comitati cittadini mi sembra un veicolo importante per la rinascita di una sinistra degna del nome.

In breve, la questione rimane come investirci a tutti i livelli della società civile per costruire una contro-egemonia e un senso comune capaci di sboccare sulla restituzione del potere decisionale democratico alle cittadine/i. Dobbiamo essere presenti nelle lotte, dobbiamo contribuire ad articolare le domande delle cittadine/i, e dobbiamo sapere comunicarle con convinzione e persuasione.

Tutte le lotte, tanto al livello della pratica teorica quanto al livello delle rivendicazioni quotidiane sui posti di lavoro e nella società civile in generale, devono essere iscritte nel specifico quadro politico soverchiante, sia nazionale, regionale, comunale, europeo o internazionale. I nostri intellettuali devono sapere essere degli autentici « intellettuali organici » e i nostri militanti devono essere potenzialmente dei politici organici al proletariato.

In modo concreto, ad esempio, il dovuto referendum sull’abrogazione della modifica neo-liberale monetarista del Articolo 81 – con la correzione indotta degli altri articoli implicati – deve anche servire per posizionare PaP contro il Fiscal compact e contro il suo ormai fallito sentiero di consolidazione fiscale, contro l’Europa del capitale ma in favore di una Europa sociale fondata sopra una confederazione di Stati-nazioni sovrani, sostituendo la regola della maggioranza qualificata con l’opting out (1) Noto che ci sono sei mesi per raccogliere le firme e che per questo referendum lanciato in dicembre 2017 siamo già in ritardo!

Similarmente per investire la società civile oltre alla partecipazione alle varie lotte socio-economiche, ambientali e culturali, dobbiamo insistere sopra la differenza tra narrazione e scienza. Dobbiamo pure lanciare un forte movimento di formazione di cooperative pubbliche e di enti pubblici, fondandoci sulla Costituzione e sulla possibilità di attingere ai Fondi europei, spesso voltati indietro o dilapidati in cattedrali private nel deserto. Il rilancio del movimento cooperativo pubblico – poi da collegare con la creazioni di Fondi Operai come proposto nel mio Tous ensemble (2) – è ormai un obbligo nel Sud per semplici ragioni costituzionali legate all’utilità sociale, alla dignità ed all’uguaglianza delle cittadine/i. Al Nord, nelle sue dimensioni orizzontali ma anche verticali – commercializzazione, esporto – rappresenterebbe il contro-modello al fallito modello del Nord-Est, nel quadro della difesa della coerenza del cuore strategico del nostro apparato manifatturiero, economico e finanziario.

Oggi, e siamo già nel 2018, per quello che riguarda la programmazione 2014-2020, su 35 miliardi di euro solo il 3,16% dei Fondi è stato impegnato! (3) Nel contesto della deregolamentazione e della privatizzazione neo-liberale monetarista, quando vengono utilizzati, questi fondi sono ormai direttamente trasferiti nelle tasche dei privati. Per i progetti ritenuti, spesso in modo clientelare, questo avviene senza nemmeno badare alle sinergie necessarie in termine di sviluppo locale e di creazione di lavoro dignitoso, cioè in termine del sostegno al Moltiplicatore socio-economico locale.

Questo ancoraggio implicherà delle lotte pacifiche e costruttive concrete al livello regionale e municipale. Oltre ai fondi europei, notiamo che la privatizzazione dei servizi pubblici produce il trasferimento diretto di soldi pubblici nelle tasche private con un rincaro notevole dei costi. Questo rimane la causa principale della pericolosa instabilità dei bilanci finanziari degli Enti locali. Ad esempio, due o tre anni fa, lo smaltimento pubblico di una tonna di spazzatura costava attorno a 80 euro; oggi, la media nei sistemi privatizzati costa oltre 2 volte di più mentre la raccolta differenziata non viene sempre iscritta nel contesto di una politica di riciclaggio degna del nome. Si possono elencare altri esempi, dalla Sanità (4) agli asili nidi, all’assistenza domiciliare, alle piscine municipali ecc, ecc.

Nel quadro della strategia dei comitati cittadini, il livello municipale deve essere visto come una priorità per la riconquista di una base politica capace di influire su tutti gli altri livelli.

Con la dovuta trasparenza e la dovuta misura, il finanziamento pubblico ai pariti politici deve ritornare ad essere la norma per impedire la trasformazione demagogica dei pariti politici in loobies dei poteri forti in un mondo non solo sempre più disuguale ma caratterizzato da sistematiche sovra-rappresentanze e false-rappresentanze.

La creazione di una contro-egemonia creatrice implica una lotta determinata al livello scientifico, cioè al livello della « pratica teorica ». Ritengo che Gramsci aveva ragione quando affermava che il materialismo storico era, per definizione, il paradigma scientifico, dunque il paradigma dentro il quale pensare rispettando scrupolosamente la deontologia e la metodologia scientifiche. Solo così potremo spazzare via le ciniche e spesso micidiali narrazioni del capitale contemporaneo e combattere il sul spinning e il suo nudging.

La comunicazione è cruciale. Popere al Popolo ha già previsto una sezione Media. Mi sembra essenziale. A parere mio, dovrebbe funzionare in un modo duale dando importanza a varie tematiche ma differenziando tra una sezione nella quale le tematiche saranno discusse liberamente – con regole deontologiche e previsione di un moderatore -, e una altra sezione nella quale sarebbero raccolti i testi e i saggi ritenuti più importanti. Queste raccolte funzioneranno come delle collane di case editrici. La loro importanza non è da sottovalutare. Appello sarebbe fatto a tutti gli intellettuali e a tutto il mondo della cultura, incluso mediatico, a partecipare in modo da creare una dinamica di cambiamento anche al livello del metodo di afferrare e di comunicare i problemi concreti da affrontare.

Questo dovrebbe avvallarsi delle piattaforme nazionali o europee – i siti Facebook o simili, con tutti i loro problemi ormai noti a tutti, possono anche servire ma solo come siti complementari per incrementare la diffusione. La stessa cosa vale ad esempio per WhatsApp e per Twitter. I siti amici potrebbero riprendere alcuni articoli e fornire l’indirizzo elettronico dei siti di PaP in modo da fare rete.

Per contro, oltre la sezione dedicata al dibattito menzionata prima, e aperta a tutti, si dovrebbe utilizzare almeno due mailing lists, una nazionale e una locale. Verrebbero riservate alle comunicazioni interne. Tutti i membri sarebbero iscritti nelle mailing lists. Queste potrebbero allora servire per mettere in opera la democrazia interna secondo la pratica la più democratica per un partito politico, cioè il centralismo democratico, mentre i dibattiti potrebbero comunque continuare sulla piattaforma centrale nelle sezioni già menzionate. Questo democrazia interna è necessaria per rimanere operazionali e immuni a strumentalizzazioni estere. Era, ad esempio, l’obbiettivo dello Statuto ad hoc del nostro CCLD. (5)

La campagna nazionale e europea sulla necessaria nuova definizione dell’anti-dumping mi sembra un vero spartiacque. Sovra-determina tutte le altre riforme ormai urgenti, come la riduzione del tempo di lavoro e il ritorno ad una fiscalità progressiva idonea per riabilitare l’intervento della Stato nell’economia. Si tratta qui di un obbligo sancito dalla Costituzione per assicurare la dignità e l’uguaglianza delle cittadine/i. Intanto, affrontare questa problematica della nuova definizione dell’anti-dumping obbliga intanto a pensare in modo razionale, e senza scappatoie, i problemi cruciali della coerenza socio-economica delle Formazioni Sociali e la loro inserzione nell’Economia Mondiale.

Le tematiche che avevo ritenuto nel mio Appello quando aprì questo Blog mi sembrano ancora validi. Sono le seguenti:

  1. a) Una nuova definizione dell’anti-dumping – per i dettagli vedi l’Appendice dell’Appello. Nel sistema commerciale globale attuale, la base del calcolo dell’anti-dumping è il salario senza contributi sociali. Noi chiediamo semplicemente che sia il salario con tutti i contributi sociali.
  2. b) La nazionalizzazione del credito per eliminare simultaneamente il debito pubblico ed il « credit crunch », e per toglierci il Fiscal Compact dalle spalle, assieme ai banchieri ed alle loro banche cosiddette « universali » .
  3. c) La laicità, la parità donna-uomo e i diritti civili;
  4. d) L’ecomarxismo, il ripristino del Territorio ed il principio di precauzione;
  5. e) La democratizzazione dell’educazione e della cultura, ed il finanziamento pubblico della Ricerca & dello Sviluppo;
  6. f) La fine della sovra rappresentanza socio-economica e mediatica, come pure la fine della falsa rappresentanza elettorale e democratica – cioè, la fine della falsa rappresentanza elettorale a tutti i livelli, anche al livello sindacale, a dispetto della Costituzione.
  7. g) Il ripudio di ogni intervento estero o di guerra che non sia strettamente difensivo, assieme al ritorno allo spirito ed alla lettera della sicurezza collettiva.

Paolo De Marco.

Note:

1 ) Vedi gli articoli pertinenti sull’Europa scritti durante la battaglia referendaria poi vinta in Francia nella Sezione Economie Politique Internazionale del sito www.la-commune-paraclet.com . Sfortunatamente, all’epoca la mia insistenza per un simile referendum in Italia fu laboriosamente ignorata. Una vittoria del popolo italiano aggiunta a quella francese avrebbe cambiato tutto. Guardiamo dunque all’avvenire senza dimenticare le lezioni del passato.

2 ) Vedi il « Livre I » in « Download Now » nella Sezione Livres-Books del sito www.la-commune-paraclet.com

3 ) Ecco alcune fonti:

a ) I fondi europei e la Calabria. Un primo bilancio sulla spesa, Redazione| Mag 10, 2016 | Istituzioni, open, Settori produttivi, di Ivan Frijia e Saverio Spadafora http://www.opencalabria.com/fondi-europei-calabria/

b ) L’Italia ha versato alla Ue 37 miliardi in sette anni. Ma rischia di nuovo di non spendere i soldi che ha a disposizione

Il rapporto della Corte dei Conti. Dalle discariche abusive agli aiuti alle imprese, il mancato rispetto di alcune sentenze ha portato a pagare in 5 anni 400 milioni di sanzioni aggiuntive. La corsa alla spesa ha salvato i fondi in scadenza al 2015, ma ora siamo di nuovo indietro. De Vincenti: “Cifre superate, ora siamo in linea con gli obiettivi”

di RAFFAELE RICCIARDI, 06 Gennaio 2018 http://www.repubblica.it/economia/2018/01/06/news/fondi_europei_corte_dei_conti-185868210/?ref=search

c ) Il bazooka di Draghi è un narcotico pericoloso di Andrea Del Monaco* http://contropiano.org/news/news-economia/2018/02/01/bazooka-draghi-un-narcotico-pericoloso-0100314 (VEDI PURE IL VIDEO DI Del Monaco. Ottimo per il trucchetto di Padoan sui Fondi europei. A me pero l’argomento su Target II non piace, perché accusare la Germania senza tenere conto delle scelte politiche dei nostri dirigenti non permette nessuno diagnostico. Ho commesso – nel mio « italiano » – un articolo intitolato « Uscire dall’euro non serve, serve mettere fine alla banca cosiddetta « universale » in Download Now, sezione Livres-Books di www.la-commune-paraclet.com )

4 ) Vedi La Sanità tra tagli e corruzione: una vittima eccellente del federalismo fiscale, in http://rivincitasociale.altervista.org/la-sanita-tra-tagli-e-corruzione-una-vittima-eccellente-del-federalismo-fiscale/

5 ) Vedi la « Categoria » Comitato Cittadino per il lavoro Dignitoso in http://rivincitasociale.altervista.org

2 ) Prima reazione al voto del 4 marzo 2018.

Il 6 marzo 2018 scrivevo questo: « Prima reazione personale al voto del 4 marzo 2018. Comunque complimenti a PaP per avere fatto rinascere la speranza in Italia. Basta sovrapporre una mappa della disoccupazione nella nostra Penisola con quella dei risultati per capire la logica dei nostri connazionali. Le cittadine/i hanno votato per esprimere un forte disaggio socio-economico che per fortuna non si è ancora trasformato in politica fascistoide del risentimento di classi declassate (Casapound ed altri apertamente razzisti e fascisti sono ancora elettoralmente insignificanti.)

Al Nord c’è una forte reazione poudjadista degli epigoni del fallito Modello del Nord-Est (le 90 % di piccole imprese e molti dei loro operai) che non hanno capito che si sono autodistrutti distruggendo le grandi imprese pubbliche italiane, dunque gran parte del loro indotto sicuro, e distruggendo i redditi dei lavoratori con una corsa autolesiva alla deflazione salariale. La fuga degli italiani all’estero ora concerna anche il Nord. Né Salvini né Di Maio potranno salvarli. E forse fra poco Draghi sarà sostituito da Weidmann.

Altra illusione, quella dei disoccupati e precari, sopra tutto al Sud. Hanno votato per un reddito di cittadinanza purtroppo trasformato in REI generalizzato alla soglia della povertà (vedi http://rivincitasociale.altervista.org/statuto-dei-lavoratori-jobs-act-pieno-impiego-gerarchia-delle-norme-28-feb-2018/ )

Dal nostro punto di vista, il fatto che i partiti tradizionali sono stati spazzati via è un’ottima notizia. Dato le delusioni prevedibili a breve termine, a noi interessa la prossima tappa di ricostruzione. Questo deve anche e necessariamente includere la creazione di un nuovo senso comune fondato sulla riabilitazione della scienza (il materialismo storico) contro le narrazioni neoliberali, monetariste e esclusiviste.

Paolo De Marco »

3 ) Le elezioni legislative del 4 marzo 2018 svoltesi sotto il segno dei trasferimenti massicci di blocchi elettorali.

Ricorderete l’importante analisi di Gramsci rispetto alla guerra di posizione e alla guerra di movimento. Con queste elezioni siamo entrati in una fase acuta di movimento e di rinnovate lotte di classe. Questo aspetto viene rinforzato dal fatto che nessuno partito o coalizione dispone di una maggioranza, mentre tutte le forme di trasformismo capaci di fare emergere un governo stabile sono confrontate a delle incompatibilità. Questa discordia sulla sostanza non risparmia i partiti della coalizione del centro-destra. Tante promesse impossibili da onorare nel quadro dei parametri nazionali ed europei attuali rimassero coscientemente poco esplicitate tanto dal centro-destra quanto dal M5S. In effetti, la formazione di un governo tecnico transitorio imporrebbe un chiarimento salutare particolarmente al M5S in quanto partito il più composito, ancora in cerca del suo ancoraggio politico. Queste contraddizioni aprono la porta all’emergenza futura di Potere al Popolo perché risulta essere l’unico partito non legato al sistema attuale ed ai suoi trasformismi e l’unica forza politica potenzialmente in possesso di una « pratica teorica » scientifica – per dirlo con il grande marxista Louis Althusser – capace di contrastare il paradigma dominante e le sue narrazioni. Prendendo spunto dal esempio del nostro Paolo Cinanni dovrà comunque fare emergere i suoi propri « intellettuali organici » (Gramsci) per contrastare il paradigma dominante e le sue narrazioni, opponendoli una nuova visione del mondo fermamente ancorata sulla scienza e la democrazia. (Vedi: http://rivincitasociale.altervista.org/cinanni-paolo-un-comunista-esemplare-calabrese-17-luglio-2017/ )

Per una analisi più dettagliata del voto, cominciamo con la mappa della disoccupazione e del due mappe dei risultati elettorali per Camera e Senato.

 

Mappa della disoccupazione: in (03/06/2018 – 03:30, in https://www.zerohedge.com/news/2018-03-05/debt-crisis-dead-ahead-italys-results-are-truly-forza-italia , Authored by Tom Luongo .) Nota: si tratta qui dei disoccupati al senso della OIL che considera una persona impiegata se ha lavorato una sola ora durante l’ultimo periodo di investigazione e che non tiene in linea di conto i scoraggiati, i migranti italiani in fuga dal nostro paese e altri gruppi svantaggiati, senza parlare del enorme bacino dei sotto-impiegati.

Ecco le due mappe dei risultati elettorali: in http://www.agoravox.it/Politiche-2018-analisi-del-voto.html . Lo stesso link fornisce anche i dati dell’affluenza a varie ore incluso ore 23.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’affluenza fu forte, attorno a 73 % – 75 % nel 2013. Visto i spostamenti del voto è interessante notare la progressione dell’affluenza rispetto a referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, la quale era del 68,5%. ( http://www.agoravox.it/Politiche-2018-analisi-del-voto.html )

Manca crudelmente una indicazione del voto dei corpi insegnati, sopratutto con la cosiddetta Buona Scuola, e della PA destinata ad essere diminuita – statuto delle provincie, leggi Madia, ecc.

I dati dei spostamenti del voto sono chiari. Secondo Eumetra i flussi a favore del PD furono minimi al contrario della fuga di votanti verso il M5S permettendolo di superare la soglia psicologica del 30 %. Eumetra continua così: « la Lega è il partito con il maggior tasso di riconferma rispetto alle Politiche del 2013. Anche Eumetra segnala come il flusso in entrata per il Carroccio, sia costituito da ex elettori del Pdl. Ma anche da ex Pd. ” tuttavia – spiega Mannheimer – anche la Lega deve sopportare dei flussi in uscita. Una parte, seppure non ampia, dei voti che il partito aveva ricevuto nel 2013, è finita infatti anch’essa nel bottino del M5S ” ».

Un invecchiato « capo » nazionale meta fuori gioco per ragioni giuridiche ha servito a legittimare la strategia di Salvini di trasformare una Lega Nord confinata al Nord in un partito a vocazione nazionale. In Italia, paese a volta anormale, uno non può presentarsi alle elezioni ma può comunque pretendere menare la campagna elettorale. Facendosi ara-kiri, Berlusconi rese l’unico servizio che poteva rendere alla nazione, in quanto simbolo ormai obsolete da una Italia di eccessi che i nostri concittadini hanno voluto seppellire per sempre. Scrive Eumetra: « Forza Italia è l’altro partito che a queste elezioni non ha raccolto quanto sperato. » La sinistra degenerazione del Pd renziano-gutgeldiano è puntualmente notato da Eumetra: «Come detto in precedenza, parte dell’elettorato che votò Pdl nel 2013 ha preferito dare la sua preferenza alla Lega. Gli azzurri sono comunque riusciti ad attrarre un flusso in entrata proveniente dal disfacimento del PD » ( vedi Analisi dei flussi Eumetra https://www.termometropolitico.it/1292602_sondaggi-politiche-2018-eumetra.html )

YouTrend insiste sull’alta volatilità del voto – preferisco parlare di spostamenti perché si tratta qui di una rottura diretta contro il sistema trasversalmente dominante. « I risultati sono stati dirompenti: il Movimento 5 Stelle ha guadagnato 7 punti percentuali (e 2 milioni di voti) rispetto al 2013, il Partito Democratico ha perso 6 punti, la Lega (non più Nord) ha fatto un balzo in avanti di oltre il 13%. Guardando al dato delle coalizioni, il centro-destra ha guadagnato circa 8 punti, il centro-sinistra ne ha persi quasi 7. L’area a sinistra del PD, considerando il dato delle due liste Liberi e Uguali e Potere al Popolo, si ferma al 4,5% – un punto in meno rispetto al 5,5% raccolto da SEL e Rivoluzione Civile nel 2013.» in http://www.agoravox.it/Politiche-2018-analisi-del-voto.html

Basta aggiungere che la partecipazione ancora altissima in Italia non da proprio tante speranze a quelli epigoni della « fine della storia » e a quelli che pretendono che non esiste più né destra né sinistra – Seymour Lipset, S. Verba , Bell ecc. In fondo, influenzati dal contesto americano, questi pensano o auspicano che pauperizzando la gente gli si toglie pure la voglia di andare a votare. Considerando i punteggi del M5S e della Lega, questa forte partecipazione assieme al recente spostamento di blocchi elettorali viene confermato dal voto delle casalinghe: « Il voto per classe sociale: le casalinghe le più astenute, Elaborando una serie di sondaggi sui dati elettorali Swg ha cercato di capire come hanno votato alcune categorie sociali. Le casalinghe per esempio sono quelle che più di altre hanno scelto di restare a casa: il 41%. Nel restante 59% il 27% ha votato per il M5s, il 23% ha scelto la Lega, il 21% ha optato per Forza Italia mentre solo il 19% ha votato per i dem. (vedi http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/03/06/elezioni-voto-mappe-infografiche/218436/ , Vedi pure : « Elezioni, le donne elette finora sono meno di un terzo », Alla Camera sono 185 e al Senato 86. Il dato è in linea con la legislatura precedente (addirittura identico a Palazzo Madama), con una leggera flessione a Montecitorio. Il caso della 31enne Elisa Tripodi, prima donna valdostana eletta in Parlamento, di Redazione online di Redazione online  http://www.corriere.it/elezioni-2018/notizie/elezioni-donne-elette-finora-sono-meno-un-terzo-38bf7060-223f-11e8-a665-a35373fafb97.shtml )

Questo conferma la forma mentis costituzionalmente democratica del nostro popolo già espressa in modo eclatante con la vittoria referendaria del 4 dicembre 2016 quando ripudiò la contro-riforma costituzionale di Renzi-Gutgeld e dei loro associati trasversali.

Più importante ancora per illustrare una fase di movimento – per riprendere un concetto di Gramsci – sono i spostamenti del compatto popolo di sinistra del tempo del PCI, prova patente dalla sua continua esistenza. (Nota . Mi sorprenda fortemente questa analisi «E qui sta uno dei problemi che va affrontato e rimosso. Potere al Popolo non è riuscito ad esprimersi fuori dal perimetro e dal linguaggio del popolo della sinistra. Ma questo popolo è ormai residuo, residuale e limitato, anche quantitativamente (il pessimo risultato di LeU lo conferma). Non è più sufficiente né credibile neanche per una dignitosa testimonianza istituzionale, né è possibile rimuovere il dato che il “popolo” ritenga ormai la sinistra parte del problema e non della soluzione.» Non credo che Sergio Cararo pensa seriamente alla possibilità di pretendere essere anti-capitalista senza fondarsi sulla scienza, cioè sul materialismo storico ? Condivido pero il fatto che la presentazione dei fatti è importante. Ad esempio, per contrastare l’Europa del capitale non serve creare artificialmente un nemico à la Carl Schmitt, o diminuire il nostro Paese ad una periferia mediterranea, basta criticare il capitalismo attuale nella sua fase di speculazione egemonica e opporli una Europa Sociale fondata sopra una confederazione dei Stati-nazioni membri – cosa moto diversa del federalismo spinelliano. Questo significa ovviamente la riabilitazione della coerenza socio-economica nazionale e la ripresa di controllo dell’inserzione della nostra Formazione Sociale nella UE e nell’Economia mondiale capitalista. Ad esempio con il controllo pubblico del credito dunque del finanziamento del debito pubblico e para-pubblico. Si aggiunge la domanda della modernizzazione del Paese – banda larga, Internet Object, intelligenza artificiale, robot, ecomarxismo ecc e dunque l’esigenza del cambiamento della definizione dell’anti-dumping nella UE e alla OMC, anticipandola se necessario con una IVA sociale. Difendere una Italexist in favore di una zona mediterranea significherebbe solo ammettere che la nostra nazione, una delle tre potenze creatrici della UE, e culla principale della civiltà occidentale e della civiltà tout court, deve accettare un statuto perenne di periferica. Non ha senso. Vedi: « Il diavolo nell’urna », di Sergio Cararo http://contropiano.org/editoriale/2018/03/07/il-diavolo-nellurna-0101598 )

Un fatto determinante nell’analisi del spostamento dei blocchi di voti concerna l’evoluzione degli elettori del PCI nel 1987. Disponiamo per fortuna di una ottima analisi che si estende anche agli altri flussi. La massa dei membri e simpatizzanti del DS, PDS, PD proveniva originariamente dal PCI dopo l’ara-kiri della Bolognina. Si aggregarono altre forze, incluso una parte della DC, prova che il « compromesso storico » voluta da Enrico Berlinguer – quello che in privato preferiva la NATO – era molto compromettente. Oggi, i numeri raccontano la storia seguente. Dei votanti del PCI nel 1987, 20 % si sono astenuti alle ultime elezioni, 35 % votarono M5S, 32 % PD, 10 % LeU, 9 % Lega, 5 % Potere al Popolo e 9 % gli altri partiti. (Vedi: « Elezioni, il 35% di chi nel 1987 votò Pci oggi sceglie Cinquestelle », http://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni2018/2018/03/09/news/elezioni_swg_votanti_pci_1987_m5s_dc-190851891/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S3.3-T1

L’analisi delle fasce d’età è interessante. Ad esempio: « Secondo il sondaggio Quorum/YouTrend per Sky, infatti, tra gli under 25 che hanno votato solo alla Camera il M5S è il primo partito con il 39,3% (7 punti in più della media nazionale), la Lega è al secondo posto col 21,2% (+3,5% dalla media) davanti al PD (15,4%, meno 3,3%), mentre il saldo peggiore ce l’ha Forza Italia (7% contro 14%). » La stessa fonte mostra come l’attrazione maggiore di Casapound (3.8%) sia nella fascia 18-24 anni. ( http://www.agoravox.it/Politiche-2018-analisi-del-voto.html ). Gli over 65 per 26% hanno preferito il PD forse perché non aveva ancora osato parlare di soppressione della pensione di reversibilità; questo risultato è anche dovuto alla fedeltà delle coorte ereditate dal vecchio PCI – anche tramite la tutela dei pensionati dalla CGIL e dai Caf associati. Per 22% sono andati a Forza Italia – forse con l’illusione della promessa tutta tonda come l’O di Giotto di una pensione a 1000 euro mensili fata da Berlusconi. La Lega ha preso solo 15 % degli over 65 malgrado la posizione sulla legge Fornero. Il M5S è riuscita a prendere 19,7%, una buona indicazione del fatto che i nostri anziani sono anche loro stufi. Rimane che il potere grigio si è astenuto a 34,9% forse perché le elezioni si volsero in una sola giornata.

Un’altra fonte usa il sottotitolo seguente :« La Lega sfonda al Nord. E vince la battaglia col M5s per portare alle urne gli ex astenuti. Giovani e piccoli imprenditori scelgono i grillini. Laureati con +Europa. Il Pd crolla al Sud. » http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/03/06/elezioni-voto-mappe-infografiche/218436/ . Gli effetti maggiori per le classi di età sembrano essere i risultati dei 5 Stelle nelle varie coorte a parte gli over 65. Notiamo la male gestione cronica e reprensibile della garanzia giovani, oltre il fatto che i giovani sono sacrificati sull’altare della precarietà resa perenne dal fallito Jobs Act, dalle sue tipologie lavorative e dai voucher. In media, in Italia dovevano aspettare attorno a 17 anni prima di essere regolarizzati. Con il Jobs Act la regolarizzazione, se avviene grazie a forti detrazioni, significa in effetti precarietà a vita con licenziamenti a go-go e con il rinnovamento possibile dei contratti 5 volte ecc .

Così per le fasce d’età 18-24 (39,3 %) 25-34 ( 39,9% ) 35-44 (34,6 % ) la scelta per il M5S è significativa. Ma lo è anche per le fasce d’età più rappresentate nei lavori a tempo pieno, cioè quelle 45-54 (38,7%) e 55-64 (27,8%) (Vedi: http://www.agoravox.it/Politiche-2018-analisi-del-voto.html ) Si può scommettere che se la legge Madia e la cancellazione delle provincie avessero seguito il loro corso questi risultati sarebbero stati maggiori. Riguardo a queste fasce, è chiaro che la flat tax della Lega non potrà creare lavoro né sicurezza per i percorsi lavorativi individuali, tuttalpiù potrà migliorare in modo derisorio e transitorio i margini di benefici delle imprese. Ma il peso fiscale sarà fatalmente trasferito alle forme di tassazione più regressive che pesano di più sulle persone e i focolari. Comunque, il 5 Stelle ha la possibilità di stabilirsi come il partito dominante della politica italiana purché appoggiasse il suo REI generalizzato come ammortizzatore sociale, pardon il suo reddito cittadino, con una riduzione generale della settimane di lavoro a parità di salario.

Altrimenti, Potere al Popolo recupererà tutte quelle e tutti quelli che saranno disillusi nelle loro aspettative. Sopratutto se Potere al Popolo saprà recuperare i laureati – molti coinvolti in Erasmus e altri programmi europei – con una posizione razionale sull’Europa sociale e sulla riabilitazione della R&S – assieme all’educazione pubblica gratuita senza finanziamento alle scuole e università private nel rispetto della Costituzione. E se si mostra capace di difendere il materialismo storico come scienza da sostituire in tutte le discipline alle attuali narrazioni filo-semite nietzschiane, razziste, esclusiviste e teocratiche.

Al Sud questi spostamenti massicci verso i 5 Stelle dimostrano una cosa fondamentale segnalata da un breve racconto di Ignazio Silone nel suo libro Uscita di sicurezza: il voto è ormai universale e segreto. Così il peso del clientelismo politico e a volta mafioso, che dall’epoca del racconto era anche fortemente confessionale, risulta sconfitto. Considerando le regressive detrazioni e bonus elettoralistici a pioggia del tandem Renzi-Gutgeld, quest’evoluzione è forse il migliore risultato di queste ultime elezioni. Era già stato verificato altrove, ad esempio nelle due ultime elezioni comunali della mia Città, San Giovanni in Fiore (CS), con il rigetto silenzioso ma determinato e massiccio del PD e poi del successore di destra del PD per mancanza di vero cambiamento nel modo di fare politica nel rispetto delle cittadine/i.

Potere al Popolo ha superato di poco il 1 % (nella mia Città è al 0,84 % per il Collegio plurinominale e al 0,86 % per l’uninominale) (http://elezioni.interno.gov.it/camera/scrutini/20180304/scrutiniCI23120251200 ) Ma questo risultato può essere di buono augurio se Potere al Popolo sa evitare le strumentalizzazioni, in particolare di quelli che vogliono sviare dal marxismo per seppellire il marxismo. Ad esempio, a parte la provenienza politica personale, non si capisce perché Mélenchon in Francia insiste per dire che non è marxista, cercando dunque di ricomporre la « sinistra » fuori del marxismo. Nel quadro di una strategia di rinascita sociale fondata sull’emergenza di un nuovo Arco costituzionale, basterebbe affermare l’attaccamento alla metodologia storica e il ripudio delle narrazioni, in particolare le narrazioni filo-semitiche nietzschiane ed esclusiviste. In modo che, se un argomento marxista è scientifico va accettato, altrimenti viene rigettato. Lo stesso criterio vale per tutti. (5) I marxisti autentici non pretendono altro, incluso nelle università e le Grande Ecoles dove la pluralità – pace Tirole et al. ! – deve ritornare ad essere la norma. Ogni altra posizione altro non è che un parti pris ideologico debilitante per la sinistra autentica e per la grande massa delle cittadine/i obbligate/i a vivere dal loro lavoro.

La questione delle alleanze tattiche è una cosa. Rinnegare la scienza cioè il materialismo storico né è un’altra. Detto questo quando leggo il Manifesto comunista di Marx, leggo un testo di analisi marxista tirato dalla prospettiva del mondo a venire e, in particolare, del mondo nuovo che il proletariato deve sapere fare emergere per il bene comune. Progettarsi nell’avvenire – ad esempio, con la RTT e la nuova anti-dumping per generalizzare l’uso dei robot, dell’Intelligenza Artificiale ecc – mi sembra più utile rispetto alle vecchie lune analitiche mezze cotte che cercano di creare artificialmente un « nemico » emulando il giurista nazista Carl Schmitt, facendo così l’economia di una analisi capace di scaturire una nuova spinta propulsiva. Nella condotta della lotta e delle alleanze di classe importa sapere anticipare le contraddizioni del capitale moderno e delle sue frazioni, e su questa base, articolare le mediazioni democratiche rivoluzionari da proporre (vedi: a ) http://rivincitasociale.altervista.org/riforme-democratiche-rivoluzionari-lamemntabile-rossinante-del-riformismo/ e b )http://rivincitasociale.altervista.org/la-marcia-verso-la-stella-mezzanotte-dei-filosemiti-nietzschiani-attuali/ .)

I marxisti sono internazionalisti, sono ontologicamente in favore della globalizzazione mutualmente benefica dunque fondata sopra una nuova definizione dell’anti-dumping capace di proteggere i tre componenti del « reddito globale netto » dei focolari, assieme ai criteri ambientali. Questa nuova anti-dumping deve pure essere fondata sulla riabilitazione del « clausola della nazione la più favoreggiata ». Questa scelta metterebbe fine alle avventure neo-coloniali del capitalismo attuale e scaturirebbe un’era di prosperità mondiale senza uguale. Restituirebbe il pieno-impiego al Centro permettendo allo stesso tempo il progresso accelerato della Semi-Periferia e il rapido decollo della Periferia. In effetti, questo significherebbe rispettare lo spirito e la lettera della Costituzione e degli altri testi fondatori del mondo moderno, anche loro nati dalla Resistenza, cioè in primis la Carta delle Nazioni Unite e la Dichiarazione dei Diritti Fondamentali Individuali e Sociali della Persona Umana. Sottolineo che per la Carta dell’ONU, il Consiglio Economico e Sociale – specchio della democrazia sociale anche sancita dall’Articolo 99 della nostra Costituzione – doveva essere l’organo principale dell’Organizzazione. La Guerra Fredda desse il primato al Consiglio di Sicurezza, appoggiato dalle reazionarie Gemelle localizzate a Washington di fronte della Federal Riserve, cioè il FMI e la Banca Mondiale. (Vedi la proposta di riforme delle Due Gemelle, cioè dell’ordine finanziario mondiale, in Tous ensemble.)

Avevo dedicato il mio Tous ensemble ai camionisti in sciopero, a Paul Lafargue e a Boris Vian – il quale auspicava la settimane di 2 ore – ma anche ai « figli di Marx e di Coca-Cola ». Sottolineo che Keynes nei suoi saggi di persuasione, ispirato senza dirlo a Marx e a Lafargue, intravedeva già a suo tempo la settimana di 15 ore dato lo sviluppo tendenziale ma accelerato della produttività nel 20 secolo. ( Vedi John Maynard Keynes, Economic Possibilities for our Grandchildren. Prospettive economiche per i nostri nipoti in http://www.redistribuireillavoro.it/assets/prospettive.pdf .)

4 ) Spunti di interpretazione dinamica del voto e del suo significato.

Al Nord constatiamo il pernicioso miraggio della fiscalità reaganiana e al Sud e nelle Isole l’altrettanto pernicioso miraggio del reddito di cittadinanza. In breve, gli im/prenditori italiani hanno esaurito il margine della deflazione salariale. Nel quadro dell’euro iper-centralizzato e dell’attuale definizione dell’anti-dumping, questa deflazione salariale implicò la confusione ad arte del « costo del lavoro », cioè il salario individuale capitalista, con il « costo di produzione », facendo astrazione del « salario differito » ecc. Questa tendenza a ricercare la produttività microeconomica e la competitività macroeconomica reali, d’altronde confuse dai marginalisti, fu operazionalizzata a scapito dei lavoratori. Invece di puntare sulla pianificazione almeno strategica, sugli investimenti produttivi e sulla R&S, si aggiunse una forma derivata della deflazione salariale estendendola alla fiscalità, ad esempio con la cosiddetta « no tax area ». Pero questa fu limitata all’IRPEF, cioè la tassa ancora meno regressiva del sistema fiscale neoliberale attuale.

Come sappiamo, fu già dilapidato il margine dell’IMU sulla prima casa – attorno a 4 miliardi di euro annui. Come l’IMU concerneva solo il terzo più ricco che lo pagava ancora, questa abolizione ammonta ad un regalo fatto a scapito dei servizi regionali e municipali, in un contesto generale di aumento delle altre tasse locali. Si tratta, in oltre, di servici pubblici sempre più esternalizzati o addirittura privatizzati, come la spazzatura oppure i servizi della PA trasferiti a rovinose ed ad hoc consulenze esterne, ecc. Si aggiungano i risparmi nelle spese sociali ricercati con il federalismo fiscale a detrimento degli interessi nazionali e dei LEA. Basta citare come esempio i 304 milioni di euro di cosiddetta « mobilità passiva » nel 2016 in Calabria che vanno a ingrassare le strutture mediche del Nord, con le loro, a volta impresentabili, relazioni con la mala vita oppure le relazioni con Comunione e Liberazione.

Perciò, adesso cercano altri margini ampliando la tassazione regressiva, simboleggiata dalla flat tax e dalle enormi tax expenditures, e puntando all’abbassamento o alla soppressione dell’IRAP e dell’IRES. Siamo confrontati qui all’ultima frontiera della supply-side economics con la sua public policy e le sue sciocchezze ora ammesse sul cosiddetto « crowding out ». Queste arguzie di Laffer ed altri, degne dello tovagliolo sul quale furono ideate, servivano solo a legittimare la privatizzazione dei beni pubblici e delle public utilities per dare respiro all’accumulazione del capitale. Nella stessa logica seguì lo smantellamento del Blocco dell’Est. Un esempio tra tutti, il ruolo della Treuhand nella ex-RDA, oggi esteso in altre forme, col pretesto del finanziamento del debito pubblico, da tutti i paesi del Centro europeo alle periferie, in particolare mediterranee. Adesso, confrontati al « credit crunch » prodotto dalla finanza speculativa privata e dalle sue abbondante liquidità – dalle Facility I e II di Trichet al QE di Bernanke e Draghi – nessuno ne parla più …

Oggi la gran parte delle imprese italiane fa indotto per grandi imprese straniere, particolarmente tedesche e austriache. Si aggiunge una consistente esportazione, in particolare verso la Francia e sopratutto i Stati-Uniti, dunque fortemente vulnerabile all’andamento del dollaro rispetto all’euro. Si tratta comunque di una esportazione sempre meno capace di controbilanciare un’importazione combattuta solo con gli effetti depressivi della deflazione salariale sui consumi, del calo del prezzo del petrolio e degli interessi. (Per il saldo commerciale, vedi: « L’export italiano lo dimostra: la crisi è una lotta, e solo i vinti piangono », di Coniare Rivolta*,  http://contropiano.org/news/news-economia/2018/03/25/lexport-italiano-lo-dimostra-la-crisi-e-una-lotta-e-solo-i-vinti-piangono-0102217.)

A parte la rovinosa trasformazione delle fondazioni bancarie italiane in « banche universali » speculative, ovviamente mal-gestite, i dirigenti hanno perso il controllo del processo di accumulazione del capitale: la regressione fiscale, che la Lega e la destra vogliano portare al suo termine logico, non salverà nessuno. Al contrario, asciugherà ancora il potere di acquisto dei cittadini italiani sempre più ridotti alla precarietà ed alla disoccupazione di massa. L’Italia sta seguendo una politica Chicago Boys privilegiando l’esportazione senza pero essere capace di abbassare il debito, contenendolo solo con i tagli alle spese sociali e le privatizzazioni. Dato che tutti i Paesi occidentali seguano ormai la stessa ricetta, le posizioni relative cambiano poco mentre gli eventuali saldi commerciali positivi aggravano le inuguaglianze interne, come dimostrato dai salari italiani e dalla crescita della povertà relativa.

Incredibilmente, al Sud un misero reddito alla soglia della povertà, per colmo con condizioni di risorse e di lavoro, sembra un salvataggio!!! Sapiamo che il tasso di occupazione ufficiale al Sud è almeno una quindicina di punti percentuali più basso del livello nazionale ufficiale, per parte sua già una decina di punti più basso della media europea – per non parlare del sotto-impiego femminile e giovanile. La formazione dei lavoratori inattivi deve essere potenziata e, di conseguenza, l’obbligo di lavoro può essere accettato purché non portasse ad una cinica regressione professionale o salariale, e purché avvenisse in un raggio di 50 chilometri al massimo. Si dovrebbe imporre all’ANPAL di essere pro-attiva nella proposta di impieghi validi. Altrimenti, si tratta solo di ipocrite workfare al ribasso, unicamente mirato a scoraggiare i disoccupati, facendoli uscire alle statistiche ufficiali. Al contrario, le condizioni di risorsa – means tested social rights – ispirate all’ideologia puritana della Prohibition ed alle varie Case di Misericordia cattoliche-borboniche, non hanno nessuna altra logica se non la pauperizzazione tendenziale e dunque la subordinazione crescente dei lavoratori nel quadro di un « ritorno » forzato alla società oscurantista della nuova domesticità e della nuova schiavitù salariale.

Secondo questa visione puritana archi-regressiva si pretende che il benessere crea disincentivazione al lavoro. Già negli anni 70, la Commissione Trilaterale cercava forzosamente mettere fine alle « rising expectations » dei lavoratori sopprimendo pure la scala mobile. Oggi, come sanno tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati, questa logica si estende all’indicizzazione sull’inflazione residuale programmata con i blocchi dei contratti ed il piallare delle pensioni. Invece di portare al pieno impiego, ne segue una micidiale spirale socio-economica verso il basso, togliendo pure per disegno la possibilità ai working poor di rimbalzare. Questa pauperizzazione di massa ha altri effetti perniciosi, ad esempio, il degrado della scolarità delle masse, la fine della mobilità sociale e lo sfascio accelerato dei tessuti urbani.

Per ora, il razzismo e la xenofobia sono discorsi che rimangono subordinati alla logica socio-economica dominante di un Paese allo sfascio. Casapound e Forza Nuova hanno certo guadagnato qualche voti in più ma rimangono sotto 1 %, mentre, complice la grande visibilità mediatica, si poteva temere un’evoluzione à la Ostia. (1) Per ora, questa crescita tocca le fasce adolescenziali e più giovani alle prese con la pauperizzazione dei loro focolari in un contesto di smantellamento dei servizi sociali essenziali e dell’estensione dell’economia sostitutiva della droga. Per inciso, preme la depenalizzazione delle droghe soft ma con la loro totale nazionalizzazione per permettere un controllo preventivo del uso e delle sue derive, e rovinare così il gigantesco business mafioso assieme alla corruzione che induce. Aggiungiamo, il sotto finanziamento e la debilitazione interna delle strutture di trasmissioni, non tanto delle norme, ma invece delle conoscenze necessarie per portare alla formazione del libero arbitrio dei cittadini in erba e dei cittadini tout court. La cosiddetta odiosa e filo-semitica nietzschiana Buona Scuola mi sembra il summum di questa degenerazione iniziata con Luigi Berlinguer, con la sua importazione anti-costituzionale dei programmi di privatizzazione scolastica e universitaria ideati in ambiti europei ed oltre-oceanici. (Rimando, ad esempio, al mio Dioscures riassunto in parte nell’Appendice « Spoliation » de mio Pour Marx, contre le nihilisme, 2002.) La questione delle baby-gangs sembra un segnale altrettanto emblematico come lo stato di abbandono della circumvesuviana.

Tra i principali strumenti utilizzati dalla borghesia per sovvertire la forza democratica del numero, c’è la sostituzione della scienza con varie narrazioni calcolate per forgiare un consenso sociale e elettorale a suo favore. Oggi questo prende una forma nuova, quella del spinning o del nudging. Fu anche conferito un Premio Nobel per legittimarla. ( Vedi « ‘Nudge’ economist Richard Thaler wins Nobel Prize », 9 October 2017 http://www.bbc.com/news/business-41549753 ) Mentre lo spinning strumentalizza azioni già avvenute, il nudging induce i comportamenti da strumentalizzare con lo spinning ordinario. (Per più dettagli vedi il capitolo sul spinning e nudging qui sotto.)

L’attuale sostituzione della demagogia contro i « meridionali » con la demagogia contro gli immigranti rimanda alla necessità per la borghesia di superare le contraddizioni del capitalismo senza dare conti al popolo sovrano. Per la borghesia la questione principale rimane sempre come cooptare i processi decisionali della democrazia parlamentare a suo profitto.

Ecco un commento da meditare: « Basta – dopo il profiling – inviare messaggi ad un uomo identificato come eterosessuale repubblicano a tendenza paranoide una informazione ansiolitica sopra l’immigrazione per orientare il suo voto verso Trump. E degli articoli veri o meno sulla corruzione dei Clinton ad un elettore un poco depresso di Bernie Sanders per convincerlo di astenersi » riassume Fabricio Epelboin. » in États-unis. 200 millions d’électeurs fichés, profilés via Facebook, Pierric Marissal, Mercredi, 21 Mars, 2018 L’Humanité (traduzione mia) in https://www.humanite.fr/etats-unis-200-millions-delecteurs-fiches-profiles-facebook-652433 .

Con questo nuovo nudging è sempre necessario fare la differenza tra i manipolatori cinici e fascistoidi per auto-costruzione, i cosiddetti « nichilisti svegli », e le loro vittime innocenti in tutti i sensi del termine. Avete riconosciuto qui il maneggio mediatico di Salvini e di altri. Per sfortuna, la discussione sul jus soli e sull’immigrazione – vedi, ad esempio, la mia proposta di creazione di un Fondo europeo per l’immigrazione e l’integrazione in http://rivincitasociale.altervista.org/litalia-alle-prese-con-le-migrazioni-moderne/ – fu diminuita dai decreti pochi onorevoli dell’ineffabile Minniti. Questi decreti violano i diritti naturali fondamentali delle genti e dunque i diritti costituzionali italiani ed europei. In oltre, costituiscono una violazione senza precedente del Diritto del Mare. Oltre alla condanna dell’ONU, questi decreti hanno già provocato la reazione della Commissione europea dei diritti, la quale ha chiesto chiarimenti sull’accordo con la Libia. Per colmo, questo avviene nel contesto generale di una demografia italiana ormai negativa. E certo che prima o poi, per il disonore della nostra Repubblica nata dalla Resistenza, la Corte Internazionale di Giustizia sarà chiamata a pronunciarsi.

Nell’assenza di una reale Commissione elettorale (vedi http://rivincitasociale.altervista.org/manca-vera-commissione-elettorale-mafie-operazione-stige-calabria-conflitto-interesse-razzismo-strumentalizzato-ecc-16-gennaio-2018/ ), non fu neanche invocato l’Articolo XII delle Risoluzioni Transitorie e Definitive della Costituzione per impedire la presenza elettorale dei gruppi apertamente fascisti. Non fu invocata la legge contro l’incitazione all’odio razziale e alla violenza contro Salvini o Fontana e altri della Lega. Altri fanno come Di Pietro, il quale giocò a sua epoca lo stesso gioco ma in un contesto meno pericoloso per le classi dominanti, confondendo, da buon giudice, la certezza della legge con la certezza della pena. Ben inteso quest’ultima destinata ai più deboli e sopratutto a quelli costretti alla recidiva per l’orribile gestione dei carceri italiani e per la crudele assenza di attuazione della legge sull’inserimento sociale degli ex-detenuti. Oltre all’articolo citato poco prima, ho denunciato queste strumentalizzazioni filo-semitiche nietzschiane sin dall’inizio nel mio articolo « Le lit du néofascisme » e la sua « Annexe » (vedi la Sezione « Fascisme, Racisme, Exclusivisme » in www.la-commune-paraclet.com ) come pure nell’articolo « Elogio della Ragione e della laicità dello Stato », nella Sezione « Italia » dello stesso sito.)

Perciò, visto i magri risultati di Casapound e di Forza Nuova, potevo concludere che il nostro Paese – cioè, la massa dei nostri concittadini -, pure se ormai sull’orlo di questo precipizio etico-politico, non si è ancora lasciato trascinare nella politica del risentimento fascista razzista usuale alle classi declassate e lasciate senza alternativa. Quasi un terzo dei votanti ha votato 5 Stelle con l’illusione costruttiva di votare per una nuova politica messa sotto il segno dell’onestà e della lotta alla corruzione.

La vera notizia elettorale rimane che la coalizione del centrodestra, malgrado non fu realmente contrastata nella sua strumentalizzazione della paura e della xenofobia, non è più maggioritaria nella società civile. Anche aggiungendo tutti i gruppetti di destra e ultra-destra. Il popolo italiano ha chiaramente voluto spazzarli via come intollerabile ceto parassita, privo di ogni rispetto per i cittadini e interamente distaccato dai loro problemi quotidiani.

Il premio di maggioranza reintrodotto dal Rosatellum con i collegi nominali non ha funzionato malgrado la formazione di una coalizione di destra. Si tratta di una coalizione la cui instabilità congenita fu aggravata dai flussi interni a favore della Lega. Così, i vecchi demoni della politica italiana, corrotti all’osso ma in sintonia con i nuovi « spiriti animali » del capitalismo nuovamente filo-semitico nietzschiano, sono seppelliti – almeno che Di Maio non voglia baciarli per ridarli un transitorio soffio di vita, confrontando i propri membri del 5 Stelle con un autentico caso di coscienza.

Siamo in un momento cruciale per il destino del nostro Paese, in una fase di mutamento tecno-socio-economico e di spostamento elettorale massiccio, cosa perfettamente capita dalle compagne e compagni che hanno suonato preventivamente il raggruppamento dei militati e simpatizzanti della sinistra autentica, sopratutto giovani, lanciando Potere al Popolo.

I nemici di classe nel proletariato dispongono del monopolio delle nuove tecnologie di comunicazione. In oltre, l’Italia rimane ancora un paese di televisione. Il controllo dei flussi di comunicazione furono già pianificati all’epoca di Reagan quando questo Presidente americano neo-crociato costrinse la dimissione del Segretario Generale dell’UNESCO, il senegalese M’Bwo. In previsione dei mutamenti tecnologici già annunciati, l’UNESCO stava allora aprendo la porta ad una negoziazione mondiale per un Nuovo Ordine Mondiale democratico delle Comunicazioni. Similarmente, oggi, Trump lancia una guerra commerciale e impedisce certe fusioni proprio in preparazione della presa di controllo di Internet prima dell’introduzione della 5G, cioè prima della generalizzazione di tutti i « nuovi » prodotti legati all’Internet Object. (Nota: La guerra dei dazi rimanda pure alla paura di vedere lo statuto del dollaro US come prima valuta di riserva internazionale essere spodestato via la nuova quotazione del petrolio in renminbi; vedi I dazi Usa contro la Cina, segno dell’impazzimento dell’occidente, di Pasquale Cicalese* , http://contropiano.org/news/news-economia/2018/03/27/i-dazi-usa-contro-la-cina-segno-dellimpazzimento-delloccidente-0102274 .) Vogliono così mettersi in posizione di monopolizzare tutto il rinnovamento dei parchi esistenti di prodotti vari e degli altri gadget aggiunti.

Le posizioni mediatiche di Salvini rispetto agli immigranti si iscrivano ugualmente nel senso dei referenda consultativi tenutosi senza nessuno contrasto nazionale al Nord – Veneto e Lombardia – con una pericolosa posizione autonomista equidistante dell’Emilia-Romagna. L’oscena demagogia relativa ai « terroni » del Sud servì come una forma di nudging ideata per imporre il federalismo fiscale messo coscientemente in opera senza nessuno studio di impatto preliminare malgrado le mie proteste all’epoca. Per distruggere la nostra « Repubblica una e indivisibile » in posizione di forza la Lega Nord ha dovuto tentare di nazionalizzarsi. La xenofobia diretta contro gli immigranti doveva servire come elemento unificante dal Nord al Sud. Proprio per questo, uno Roberto Maroni aveva cercato di salvare la sua ritirata preventiva immaginandosi già ministro di un governo di destra.

Con Salvini al governo l’Italia andrà a passi rapidi verso la sua distruzione, non solo per causa della flat tax ma peggio ancora per il tentativo di imporre, oltre il già fallito federalismo fiscale, una seria di autonomie regionali calcate, senza necessità storiche giustificabili, sullo statuto di Trento e di Bolzano! Qui siamo oltre la visione più volte storicamente ripudiata dal nostro popolo sin dalla famigerata proposta « svizzera » di Carlo Cattaneo. Non si tratta di semplice ed utile autonomia amministrativa ma di vera e propria devolution di poteri maggiori dello Stato centrale, con una conseguenza diretta già verificata altrove, dai Paesi Bassi, al Belgio ed alla Spagna, cioè la distruzione dei diritti sociali e della solidarietà nazionale. Eppure sono proprio questi gli elementi che costituiscono la base dell’unità nazionale in un mondo altrimenti sempre più interdipendente. ( Vedi http://rivincitasociale.altervista.org/secessioni-europa-delle-regioni-sottomesse-al-capitale-europa-sociale-fondata-sulleuropa-dei-suoi-stati-nazioni-multinazionali-6-ottobre-2017/ ) Di Maio e il M5S debbono pensarci bene prima di imboccare questa strada verso l’auto-distruzione, se non altro perché fu già condannata da un referendum nazionale. Al minimo, si tratta di una scelta da escludere da ogni eventuale programma di governo fondato sopra un accordo 5 Stelle/Lega. Altrimenti sarebbe meglio optare per un governo tecnico prima della tenuta di nuove elezioni. Queste dovrebbero avvenire con la stessa legge elettorale e con la formazione di una coalizione di governo preliminarmente sancita dai membri dei partiti e gruppi partecipati, in modo da creare un dinamismo positivo per cambiare realmente le cose nel nostro Paese. In ogni caso, un tale spostamento a destra non voluto dagli elettori, riporterà alla luce la natura composita del MoVimento pentastellato, aprendo la porta ad un nuovo e massiccio spostamento degli elettori, incluso una buona metà dei membri e simpatizzanti del M5S.

Intravediamo già la fenomenale concatenazione di problemi finanziari ed economici che risulterebbe da questa devolution. Pensiamo solo all’allocazione equa del debito pubblico del quale il Sud e le Isole hanno goduto poco e niente … Questa regressione averebbe in un contesto storico di consolidamento degli spazi nazionali segnalato all’interno della Unione Europea quando la Spagna di Rajoy rifiutò di sottomettersi al regime federalista spinelliano delle condizionalità del OMT. Sin da quello segnale forte pervenuto da Madrid, questa tendenza va affermandosi. Nella EU, i salvataggi bancari italiani, privi di ogni speranza di successo nei parametri neoliberali speculativi attuali, hanno portato al ripudio de facto dei « bail in » e della generalizzazione della Unione Bancaria Europea oltre alle 130 e qualche grandi banche dette sistemiche. L’incredibile idea di un Fondo Monetario Europeo non ha più grande avvenire: in realtà, per quello che riguarda la Grecia e presto l’Italia, siamo già allo stadio dei Clubs di Londra e di Parigi in relazione con i paesi Africani negli anni 80 e 90. Di fatti, la Grecia è già de facto in bancarotta dato che ha bisogno dell’ultima tranche di « aiuti europei » di attorno a 7 miliardi di euro solo per rimborsare gli interessi sul suo debito pubblico senza di che non potrà ristrutturalo a lunghissimo termine, in una deriva verso la schiavitù perenne proposta all’inizio del governo rinnegato di Tsipras dal pitre Varoufakis quando era ministro …

I disaggi socio-economici del neoliberalismo speculativo oltre all’affermazione dei populismi euro-scettici hanno portato a mettere tra parentesi il Rapporto iper-centralizzatore dei 5 presidenti dell’Unione europea. Gli eurobond furono sempre una proposta fuorviante all’immagine del progetto di ammortizzatori sociali europei, il quale avrebbe costato oltre 11 % del suo PIL alla Germania! Il ministero dell’economia europeo, desiderato in modo irragionevole dai federalisti spinelliani per incatenare la Germania invece di ritornare allo spirito delle cooperazioni rinforzate, non potrebbe essere altro che un simbolo senza grandi mezzi finanziari. Oggi, con la guerra commerciale di Trump si realizza con ritardo che il concetto di « interdipendenza asimmetrica » a favore dell’Occidente contermine con l’estensione dei trattati di libero-scambio, era una inettitudine – da me denunciata sin dall’inizio – ma degna di teorici del tipo Joseph Nye e Keohane.

In effetti, gli attuali dirigenti trasversalmente filo-semitici nietzschiani sono ontologicamente incapaci di pensare una globalizzazione mutualmente benefica, fondata sopra una nuova definizione dell’anti-dumping. Questa dovrebbe essere capace di assicurare il pieno-impiego fondato sulla norma del lavoro a tempo indeterminato con tutti i benefici sociali. Essa dovrebbe essere accompagnata dalla riabilitazione della clausola della « nazione la più favoreggiata » per garantire un accesso equo alle risorse nel quadro ragionato dell’ecomarxismo, falsamente interpretato dai neoliberali come « economia circolare ». Questa versione borghese è fondata sulla « decrescita » dell’impronta ecologica dei proletariati e sopra varie misure di disincentivazione tali gli aumenti dei prezzi dell’energia – elettricità, metano, gas e benzina – e sull’introduzione della carbon tax. La sinistra vuole il benessere generale e dunque una crescita continua ma qualitativa e una ridistribuzione delle ricchezze degna del nome. Le narrazioni mirate a diabolizzare il CO2 propagate dai climatologi appaiano sempre più come delle pericolose invenzioni male intenzionate: per quello che concerna i cambiamenti climatici basta pensare alla precessione degli equinozi ed al massiccio rilascio di CO2 contenuto nel permafrost. Questi due fenomeni determinanti sono innegabili ma tenuti artificialmente fuori del « modello » dei falsificatori del GIEC. Ne risulta un credo per le anime semplici e bene intenzionate più nocivo di quello del Concilio di Nicea. ( Vedi http://rivincitasociale.altervista.org/acidification-des-oceans-et-changement-climatique-9-nov-2017/ )

Nonostante, pure ispirandosi ai lepenisti, Forza Italia e la Lega furono costretti ad attenuare la loro cinica demagogia denunciando, con la più cinica ipocrisia, un cattivissimo sistema di accoglienza degli immigrati. Eppure si tratta di un sistema che loro stessi hanno creato ad arte con le varie leggi – Bossi-Fini ecc – adottate prima delle derive malintenzionate di Minniti. Berlusconi stesso si sentì obbligato ad ammorbidire il discorso inventandosi degli immigranti fautori di furti perché senza lavoro. A contrario, se il sistema di accoglienza si comportasse sul modello di Badolato ieri e di Riace oggi, questa demagogia non avrebbe più peso. (Vedi in http://rivincitasociale.altervista.org/litalia-alle-prese-con-le-migrazioni-moderne/ )

In oltre, notiamo che nessuno o quasi ha sottolineato il fatto che ogni rimpatrio costerebbe oltre 4000.00 euro senza potere impedire il ritorno a breve del rimpatriato. Questa difficoltà fa pure astrazione del fatto che per rimpatriare una persona non si deve solo rispettare gli obblighi internazionali relativi allo statuto di rifugiato ma anche sapere dove andrebbe effettuato il rimpatrio dopo avere ottenuto l’accordo preliminare del governo del Paese in questione. Molti migranti non hanno documenti … Questa barzelletta ipocrita e male intenzionata dei ritorni forzati deve essere valutata in relazioni ai fatti sottolineati anni dopo anni dalle Agenzie specializzate dell’ONU: ad esempio, ci dicono che sono suscettibili di mettersi in movimento per ragioni di cambiamento climatico oltre 200 milioni di persone fino al 2050; sappiamo già che oltre 5 milioni di Siriani sono stati costretti alla fuga a causa della guerra neo-crociata imposta al loro paese; questo dramma generale in Medio-Oriente e in Asia Centrale, è oggi propagato in Africa, in particolare nei paesi a forte popolazione musulmana. Nondimeno, invece di accelerare uno sviluppo socio-economico reale in Africa e altrove nei paesi della Periferia, si esportano delle nuove e micidiali crociate che accelerano i movimenti di popolazione, e non si degna neanche aiutare i paesi del Sud, i quali accogliono già la stragrande maggioranza dei flussi migratori.

Il PD paga la sua scelta renzi-gutgeldiana da me denunciata sin dall’inizio nella mia critica del libro del israeliano-americano Gutgeld tirato dalle sue proposte trasformate in programma del partito. Vedi : « Book Review: Yoram Gutgeld, Più uguali, più ricchi, ed Rizzoli, 2013, ovvero un sacco di vecchi cliché neoliberali che non valgono la carta sulla quale sono scritti. » nella Sezione Critiques de Livres-Book reviews del mio sito www.la-commune-paraclet.com . La base del programma era contenuta nella domanda falsamente ingenua di Gutgeld relativa alla differenza tra il lavoro a tempo indeterminato senza Codice del lavoro e il lavoro a tempo determinato, domanda tradotta nel Jobs Act con i risultati ormai noti a tutti. Oltre alla modifica del Capitolo V della nostra Costituzione per permettere la privatizzazione delle partecipate locali in modo centralizzato assieme alla privatizzazione del patrimonio archeologico e artistico del paese, questo programma del PD era fondato sopra un nuovo clientelismo informato dalle analisi americane primitive fatte in termini di winners and loosers. Da qui la pioggia di detrazioni, di agevolazioni ed altri bonus mirati ai vari blocchi sociali da fidelizzare con delle briciole mentre si permetteva l’arricchimento senza precedenti dei 10 % e del 1 % più ricchi e ovviamente pure dei credenzieri stranieri dell’Italia.

Ecco alcuni esempi di questo targeting elettoralistico: gli 80 euro in busta paga ma con contratti bloccati per oltre 7 anni; le detrazioni per le rovinose energie alternative per quelli che pagano sufficientemente IRPEF, mentre si dilapidano miliardi in sovvenzioni per i cosiddetti im/prenditori verdi; idem per i bonus bebè ma senza mai parlare dello sviluppo di un programma di asili nidi pubblico e su scala nazionale; i 500 euro ai giovani mentre l’accesso all’educazione e alle università sempre più privatizzate diventa proibitivo. Il tutto in salsa di un ritorno alla strumentalizzazione della paura e all’arbitrario dello Stato nel quadro delle nuove crociate con la « guerra preventiva » e le sue copie del grottesco Patriot Act. Questo clientelismo, assai peggiore del vecchio controllo ecclesiale, ha giustamente provocato la nausea ai nostri concittadini. John Galbraith aveva già denunciato la politica delle « self-contented classes », oggi parlerebbe probabilmente della loro chutzpah.

Il PD fortemente ridimensionato perde due regioni storiche l’Umbria e l’Emilia-Romagna, svelando l’importanza dell’ondata di fondo che spiega questi risultati in termini di spostamento del voto secondo la logica socio-economica menzionata qui. Le cooperative una volta rosse dell’Emilia-Romagna funzionano oramai come delle imprese private e secondo la stessa logica neoliberale. Hanno sfruttato la deflazione salariale, incluso le tipologie del lavoro precario all’immagine della Lombardia e del Veneto. Perciò cercano anche loro disperatamente un poco di spazio con la fiscalità regressiva. (2) Questo spiega perché molti dirigenti del PD si pronunciano ora favorevolmente per rimanere in opposizione con la speranza di ricomporsi all’immagine del movimento di Macron, En Marche!

Questa scelta neoliberale filo-semitica nietzschiana andrebbe nel senso della fatidica trasformazione del DS, PDS e PD. Questa mutazione genetica vide l’adozione delle primarie per scegliere il leader in un partito composito e la sostituzione dei membri con i nuovi iscritti, sfruttando così l’accesso ad Internet per effettuare un cambiamento nei ranghi della base attiva della formazione politica. Una tale scelta completerebbe la trasformazione ultima in partito degli Asinelli con la speranza di emulare il Partito Democratico americano mentre il sistema bipartisan risulterebbe da una ennesima manipolazione della legge elettorale. La sinistra autentica potrebbe allora ricuperare quello terzo dei votanti PCI del 1987 – sopratutto anziani – che rimane ancora in questo scatolone politico.

Sopratutto al Nord, il PD ha comunque ottenuto buoni risultati nelle zone altamente urbanizzate ma meno nelle piccole e medie città. Questo è probabilmente a mettere in relazione con l’attuale struttura economica-industriale nel Nord Italia. Le poche centinaia di grandi imprese che c’è la fanno sono ovviamente nelle grandi città che funzionano come metropoli-tecnopoli. Sono dunque capaci di offrire – secondo la consueta teoria della localizzazione e delle città tecno-metropolitane – un buono livello di servizi alto di gamma, di servizi pubblici e para-pubblici, di scuole e università, ambiente, sport e cultura.

Le città medie e piccole sono quelle del ormai generalizzato e fallito modello del Nord-Est dove essere piccolo non è più bello. In Germania le imprese hanno in media 35 operai, in Italia meno di 10. Milano fa eccezione ma in modo illusorio, pompando gli investimenti nazionali – 70 % di tutti gli investimenti vanno al Nord mentre la quasi totalità dei fondi europei per il 2014-2020 sono bloccati per comodo della fasulla contabilità dei DEF italiani. Milano mette anche a profitto una pericolosa strategia finanziaria speculativa – tipo Borsa mantenuta privatizzando e quotando le imprese ex-pubbliche e rovinandole nel processo. Iniziative del tipo Esposizione universale vanno in questa direzione. La finanziarizzazione, incluso quella delle fondazioni bancarie, ha pure rovinato le aziende familiari italiani e i loro brand.

Per contro, la municipalità di Milano ha saputo adottare delle misure per migliorare la convivialità – convincendo anche alcuni compagni di ATTAC … – ad esempio con i caffè Internet con WI-FI gratuito ed altre iniziative del tipo, aperte in modo ostentatorio agli migranti che diventavano così meno « visibili ». Nello stesso ordine di idee, nel 1976-1977, la Bologna Rossa offriva accesso a prezzo modico alle mense e alle trattorie – intelligentemente collegate con le coop agricole; offriva pure accesso ai bagni pubblici. Se si vuole avevamo qui uno tipo di nudging intelligente e solidale. (Vedi: « ELEZIONI POLITICHE DEL 4 MARZO : ECCO I RISULTATI A MILANO, Il centrodestra conquista l’hinterland, il Pd prova a difendersi in città dove resta il primo partito, https://www.ilgiorno.it/milano/politica/elezioni-risultati-1.3767262 )

Rimane che l’indotto e sempre più un indotto per grande aziende esteri mentre la parte dell’export verso gli USA è sempre fortemente suscettibile al livello dell’euro rispetto al dollaro. (Con un euro sopra 1.17 dollari USA la nostra competitività prende piombo nelle ali, mentre la Germania rimane competitiva con un euro a 1,50).

5 ) Il significato dell’emergenza di Potere al Popolo: La mia interpretazione idiosincratica.

Vedi : « Potere al popolo, una preziosa risposta all’attendismo », di Giuseppe Aragno http://contropiano.org/interventi/2018/03/10/potere-al-popolo-una-preziosa-risposta-allattendismo-0101636

Ecco la mia visione idiosincratica del processo storico-politico pre e post Brancaccio: ci fu una manovra Zagrebelsky e Rodotà per sovvertire l’idea cardine che ero riuscito a fare passare, cioè che la nostra Costituzione del 1948 doveva essere difesa come preludo alla sua estensione. Sottolineavo che la nostra Costituzione nacque dell’Assemblea costituente teorizzata da Gramsci. Nata dalla Resistenza era in armonia con gli altri grandi testi costitutivi del mondo emerso con la sconfitta del nazifascismo, cioè della Carta dell’ONU e della Dichiarazione Universale dei Diritti Individuali e Sociali Fondamentali. Zagrebelsky e Rodotà iniziarono allora quello che mi sembrò – giudicati voi stessi – una campagna alla rovescia. La Costituzione è bella scrissero – cioè quella già modificata dal federalismo fiscale e dall’Articolo 81 – e dunque la riforma Renzi-Gutgeld andava bene a parte l’Articolo 77 – marginale, secondo me rispetto agli altri aspetti, in particolare la devolution su richiesta delle regioni più ricche. Un’altra cinquantina di costituzionalisti « italiani » ripresero la stessa triviale litania.

Una cosa simile me l’aspettavo. Avevo già reagito, cercando di focalizzare l’attenzione sui veri pericoli della contro-riforma Renzi-Gutgeldiana. ( Vedi http://rivincitasociale.altervista.org/riforma-costituzionale-un-straccio-tipicamente-anti-nazionale-e-spinelliano/ ) Dopo di che scrissi un articolo più dettagliato con lo stesso scopo (vedi http://rivincitasociale.altervista.org/la-riforma-costituzionale-renzi-gutgeldiana-distruzione-del-paese-ad-opera-del-federalismo-competitivo/ .) In questo modo la manovra di questi due non necessitava più altre dimostrazioni. E di fatti, i Comitati per il No in larga parte produssero una critica meritevole di questa controriforma, ricostruendo così in modo molto emblematico quello che si solleva chiamare in tempi migliori l’Arco costituzionale.

Dopo la vittoria referendaria del popolo italiano il 4 dicembre 2016 ho mandato varie email – incluso ai comitati per il no – nei quali spiegavo che la ricostruzione dell’Arco costituzionale era una conquista preziosa che non si doveva dilapidare. Seguì quello che ai miei occhi fu una ennesima manovra di controllo preventivo, ad opera della sinistra del PD – gente senza anima come il resto di questo covo di filo-semiti nietzschiani di seconda classe, l’espressione auto-referenziale di D’Alema essendo quella di « figli di dei minori », ovvero di piccoli « gentili » fratelli …

E dunque ci fu il Brancaccio. Tentativo che saltò perché certi ideatori dell’iniziativa intravidero con spavento l’avvento di una possibile rifondazione della sinistra autentica e delle forze progressive nel nostro Paese. Non fu solo la presenza di Rifondazione comunista che gli apparì come lo spettro della sconfitta di Prodi – uno che secondo Schroeder parlava prima e tentava di pensare dopo, ma che fu comunque uno dei primi ad iniziare la svendita dell’Italia smantellando l’IRI mentre Ciampi ed altri smantellavano il controllo monetario e lo Stato sociale in nome della stessa Europa del capitale. In realtà, la sconfitta di Prodi non fu dovuta al rinnegato Bertinotti ma in gran parte all’epigono di virtù cristiane – ben illustrate dal suo « Campanile » – , cioè Mastella, e, anche prima, da altri in ascolto delle manovre affaristiche-parlamentari di Berlusconi come De Gregorio.

Meglio non parlarne più. Questi sono ormai seppelliti, basterà l’ultima palata di terra alle regionali e alle comunali. Importa pero tutelare e nutrire la preziosa conquista del referendum del 4 dicembre 2016. Rimando qui modestamente alle miei critiche marxiste da paragonare con tante altre.

Potere al Popolo, movimento politico di sinistra autentica in costruzione, deve essere capito e gestito collettivamente come uno soggetto nuovo, eretto contro le leggi esclusiviste del capitalismo, oggi nella sua fase neoliberale monetarista caratterizzata dalla speculazione egemonica.

Detto questo la fine del Brancaccio mise la sinistra del PD in difficoltà, con la paura di essere liquidata nella scelta dei collegi e delle liste dalla clique di ascendenza demo-cristiana atlantista e spinelliana di Renzi-Gutgeld et al.: D’Alema ha fatto bene di non accettarlo e invece di scavarsi la propria fossa pure di affossare la banda infrequentabile di Renzi and Co, che avevano conquistato il PD da destra. Fu un atto patriottico: ha aperto la porta al M5S sapendo bene che il M5S non è ancora un partito di governo e risulta già prigioniero – via un student proxy di Santa Anna – di Stiglitz e della visione del Rapport Attali messo in atto dal reazionario guerrafondaio esagonale Macron. Invece di Gutgeld – vedi la critica nella sezione Critiques de Livres-Books reviews di www.la-commune-paaclet.com – ci sarà servito più o meno la stessa minestra …!

Da notare qui una evoluzione perniciosa del quadro politico, i dirigenti incluso quelli dietro il M5S come Casaleggio e la sua piattaforma Rousseau hanno scelto di affossare la democrazia prevista dalla nostra Costituzione. La nostra Carta fondamentale riposa sulla distinzione tra partiti politici e gruppi di interessi, sindacati e movimenti. Solo i primi potevano pretendere ad entrare nel Parlamento anche con finanziamenti pubblici e con la par condicio politica e mediatica. Il sistema parlamentare partitistico concretizzava il concetto di governo e di democrazia responsabile: se l’Esecutivo è responsabile verso il Parlamento, i partiti erano responsabili verso i loro membri iscritti. Il DS, PDS, PS scelse di distaccarsi dai membri tradizionali e dalla loro ideologia di classe puntando sulle primarie aperte a tutti, puntando dunque sul falso consenso mediatico e Internet. (In un paese dove la penetrazione di internet era e rimane mediocre.) Il M5S andò oltre, con una presunta democrazia internet ma controllata a monte da una piattaforma avvolta nell’oscurità che no da conto a nessuno. E con un clown di professione, il quale dichiarando a volte parecchi milioni con il suo sito, fece cinicamente la job, ovvero il lavoro sporco, per affossare la democrazia parlamentare partitistica italiana, ad esempio trasformando la politica parlamentare e i partiti in lobbie per i ricchi tramite la distruzione del dovuto finanziamento pubblico. A volta, per parafrasare i Vangeli, si attacca la casa per salvare la casta. Gli abusi nel finanziamento pubblico andavano trattati come abusi correggendoli senza sopprimere il necessario finanziamento pubblico e il ruolo democratico della RAI.

Ben inteso, in ambedue i casi si deve fare la differenza tra i membri e simpatizzati e i dirigenti, cioè in particolari quelli non eletti da nessuno. Dopo tutto il PD ieri e il M5S oggi includono un terzo ciascuno dei membri e simpatizzanti del PCI del 1987. ( 9 % andò alla Lega .) Per il M5S non è ancora niente giocato. E il ricambio generazionale può rappresentare una buona indicazione supplementare.

Ad esempio, forse dovuto ai fatti rivelati durante l’ultima campagna elettorale francese relativi al costo proibitivo di varie forme di reddito cittadino, il M5S ha riformulato il suo reddito di cittadinanza come un ammortizzatore sociale che dovrà andare di pari passo con la Riduzione del tempo di lavoro. Questa è una notevole evoluzione. Correggerebbe una contraddizione da me criticata, ma anche formulata dalla Corte dei conti nel suo Rapporto del 2017 rispetto alla non-universalità del sistema previdenziale e assistenziale italiano – alla faccia della Costituzione. Detto questo un REI generalizzato andrebbe bene se contrastato dalla riduzione generale del tempo di lavoro a parità salariale iniziale purché non andrebbero aggiunte le condizioni di risorse all’obbligo di accettare almeno una di tre proposte di lavoro adeguate.

La condizione di risorse porta alla pauperizzazione dei lavoratori e dei cittadini e delle loro famiglie senza nessuna altra ragione se non quella di creare vulnerabilità e subordinazione ideologica e politica. Così facendo induce una disastrosa spirale socio-economica verso il basso. A contrario, la RTT della « gauche plurielle » mostrò come, per una magra somma di 23 miliardi di euro annui, la disoccupazione passò in meno di due anni da attorno a 11 % a un poco meno di 8 %, ristabilendo nello stesso tempo i contributi che finanziano i servizi sociali di accesso universali, le pensioni e la base fiscale. Il Trou de la Sécurité Sociale era quasi sparito, il debito pubblico era sceso a 59 % del PIL, e dalla RTT scaturì spontaneamente una nuova sociologia del divertimento e del benessere. Certo contraria al desiderio della Commissione Trilaterale di Samuel Huntington and Co di mettere fine alle « rising expectations » dei lavoratori e dei cittadini, ma razionale dal punto di vista dell’avanzamento della civiltà democratica.

Il compito della dirigenza politica di uno partito di sinistra consiste a puntare sulle contraddizioni del capitalismo attuale, sulle contraddizioni e su i limiti prevedibili dei programmi e delle politiche dei partiti mainstream sfruttandoli per ricostruire la democrazia politica e sociale nel nostro paese, appoggiandosi anche sulle potenzialità di mobilizzazione dell’Arco costituzionale. La base di un tale posizionamento rimane l’ancoraggio nell’analisi scientifica, dunque nell’egualitarismo, cioè il materialismo storico.

Quelli che pretendono essere anti-capitalista senza essere marxista sono o ciechi o fraudolenti o semplicemente dei « pitre ». Detto questo, il materialismo storico deve concentrarsi sull’analisi del mondo reale di oggi. Leggendo B. Croce, Gramsci scrisse che si doveva fare per questo teorico borghese e liberista quello che Marx aveva fatto per Hegel. Dobbiamo guardare avanti e immaginare il mondo a venire. La mobilizzazione di tante nostre compagne/i più giovani è di buono auspicio.

Oggi, un terzo dei voti del PCI e andato al 5 Stelle: li c’è un nostro bacino, senza dimenticare il 9 % che andò alla « Lega ». Ad esempio, dobbiamo essere capaci di proporre, oltre la riduzione del tempo del lavoro, la ricostituzione di cooperative pubbliche gestite democraticamente ed appoggiate da banche pubbliche. Questa strada servirebbe per riordinare le piccole e medie imprese del Nord purché la forma cooperativa sappia essere verticale – commercializzazione, esporto ecc – oltre che orizzontale. Come insegnano i fatti, l’iper-ammortamento, il super-ammortamento, l’abbassamento vario del cuneo fiscale forse aggravato fra poco con la flat tax, privilegiano sopratutto le grandi imprese. Nel Sud e nelle Isole serve pure un polo finanziario pubblico per sostenere le cooperative e le imprese con prestiti bancari a bassissimo costo e medio e lungo raggio. In oltre, nel rispetto della Costituzione serve una misura rivendicata dal Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso, cioè, nel rispetto della Costituzione, l’intervento dello Stato ai vari livelli nazionale, regionale e municipale per avanzare il necessario cofinanziamento alle cooperative e enti pubblici necessari per attingere ai fondi europei. Sapiamo che solo 3,16 % dei 35 miliardi di euro in Fondi europei previsti nella programmazione 2014-2020 son stati attribuiti. Siamo già nel 2018! In questo modo col l’obbligo di presentare a tutti i livelli dei piani regolatori del territorio si potrebbe mettere in modo uno modeste ma cumulativo processo di sviluppo locale, regionale e nazionale, a fortiori se nella scelta dei progetti da sostenere pubblicamente si badasse alle sinergie ed all’impiego prodotti. In effetti, la voce dei bilanci ai vari livelli statali dovrebbe essere gestita in questo modo, nel rispetto dell’economia mista, per assicurarsi che i fondi non siano, come di consuetudine da noi, rinviati indietro. Collegando nuove forme di cooperative e Fondi Operai, nel mio saggio Eléments (1997) inserito in Tous ensemble avevo scritto in omaggio a Jean Jaurès, « L’heure de Carmaux est arrivée ». Se la « gauche plurielle » aveva avuto il tempo di andare in questa direzione, sarebbe stato un passo di civiltà difficilmente reversibile.

6 ) Una nota sullo spinning e sul nudging.

All’origine la democrazia borghese era maschilistica e censitaria – cioè, ristretta a quelli pochi centinaia di mille maschi adulti che possedevano proprietà private sufficienti per parare il censo. Alcune trace di questi arcaismi rimangono con la residua rappresentanza femminile nel Parlamento italiano – attorno al 30 % – e con lo spostamento dell’età elettorale a 25 anni per li elettori del Senato. Il suffragio universale fu una grande conquista democratica. Scatenò subito l’odio delle classi dirigenti e dei suoi teorici e gran maestri come Nietzsche. Sappiamo l’odio di quest’ultimo per la forza del numero. L’espressione democratica e culturale della maggioranza, cioè del proletariato in quanto etimologicamente privo dei suoi mezzi di produzione, doveva dunque essere sovvertita tramite una gestione appropriata dello Stato borghese e degli suoi Apparti di Stato, incluso le strutture del pluralismo democratico borghese. Ecco una citazione che riassume questa strategia:

« Nel 1872, Emile Boutmy creava Sciences-Po attribuendoli una missione chiara: «Costrette di subire il diritto del più numeroso, le classi che si denotano loro stesse più elevate possono solo preservare la loro egemonia politica invocando il diritto del più capace. Così, dietro il muro di cinta collassato delle loro prerogative e della tradizione, il flusso della democrazia deve essere ancora ostacolato da uno secondo baluardo fatto di meriti eclatanti ed utili, di superiorità il quale prestigio si impone, di capacità che possono essere scartate solo con follia. » (traduzione mia) In Quelques idées sur la création d’une Faculté d’enseignement supérieur, 1871 (sic), citato da Piketty (2013, p 782.)

Notiamo intanto che il cittadino Boutmy parlava ancora in termini di meriti repubblicani reali e utili, verificati tramite esami e concorsi. Non gli sarebbe mai venuto in testa l’idea di un sistema fondato su scuole private che selezionano i loro studenti sulla basa del loro « pedigree » e della loro capacità di pagare spese di inscrizione eccedenti da gran lungo il salario mediano.( Vedi: http://www.la-commune-paraclet.com/EPI%20TWOFrame1Source1.htm#marginalismosocialistaepitwo )

Oggi, la grottesca sovra-rappresentanza di alcuni ovunque in Occidente dimostra che la selezione procede a dispetto della Legge dei Grandi Numeri. Il povero Boutmy non avrebbe mai potuto concepire un tale sistema e nemmeno l’oscena generalizzazione dello spinning e del nudging culturale e politico.

La scienza, cioè il materialismo storico, sa che le narrazioni sono ai fatti concreti come le percezioni alla realtà. Le scienze cognitive insegnano che le percezioni più ancorate vengono fatalmente rimesse in causa in modo incrementale oppure in modo brutale dato che il divenire storico procede fuori di esse. Il materialismo storico fondato sulle tre dialettiche – della natura, della storia e d’insieme, vedi la mia Introduzione metodologica – è capace di afferrare la realtà in divenire e dunque di esporre le contraddizioni teoriche e concrete delle pratiche borghesi, incluso lo spinning ed il nudging.

Per orientarsi bisogna tenere in mente che la logica dell’accumulazione del capitale rappresenta sempre l’essenziale perché è sempre determinante ma contraddittoria. Perciò, la logica sistemica è quella magistralmente rivelata dalla struttura del Capitale di Marx – da me ripresa, ad esempio, nella mia Introduzione metodologica e nel mio Compendio di Economia Politica Marxista. Cioè, il Libro I e l’analisi dei rapporti di sfruttamento – con le forme del contratto di lavoro al suo centro; il Libro II con i rapporti di distribuzione, cioè la logica sistemica delle Riproduzioni Semplice ed Allargata o in termini borghesi del equilibrio stazionario o dinamico; e il Libro III per l’analisi dei rapporti giuridici, in particolare la forma politica e sociale della ridistribuzione, il che rimanda simultaneamente alla forma prevalente del contratto di lavoro e alla lotta e alle alleanze di classe, di conseguenza all’analisi delle forme dello Stato (o epoche di ridistribuzione). Il Libro 4 rimanda alla storia della disciplina e dunque oggi anche all’evoluzione delle falsificazioni marginaliste con i Premi Nobel utilizzati per legittimarle agli occhi delle masse, e troppo spesso agli occhi dei studenti e dei professori. Le contraddizioni del modo di produzione capitalista non sono risolvibili perché è anch’esso un modo storicamente datato, ma possono per contro essere gestite tramite la lotta di classe e le mediazioni – in modo concreto questo rimanda alle varie epoche del modo di produzione capitalista. Al minimo, dobbiamo sempre avere chiaro in mente il processo di accumulazione e dunque anche il tipo prevalente di inserzione della nostra Formazione Sociale nell’Economia Mondiale Capitalista e dunque anche europea.

Detto questo, malgrado la globalizzazione, la formazione del valore di scambio avviene al livello nazionale e a volte sopranazionale – EU con la sua divisione dei poteri, ecc. Paradossalmente, lo Stato (sociale) minimo dei neoliberali – nazionale o sopranazionale che sia – è sempre più utile alla borghesia. Non può essere trascurato perché rimane, in effetti, lo spazio decisionale dove si decide secondo la legge del numero la forma dei tre rapporti – sfruttamento, distribuzione, ridistribuzione dello Stato. La forza del numero rinvia all’odio rabbinico-nietzschiano ed esclusivista di ogni genere di demo-crazia. Come ben sapiamo, la democrazia borghese, all’origine censitaria, riesce a sovra-determinare la democrazia del numero con quella della proprietà privata. Questo avviene tramite il suo controllo degli Apparati di Stato- incluso il modo di scrutino, il disegno delle circoscrizioni e collegi elettorali e il dominio delle università ed istituti come pure della diffusione di massa tramite le media.

Le teorie dello spinning e del nudging non sono affatto nuove. Seguirono sopra tutto a Chicago il destino degli arcaici filosemiti nietzschiani come von Mises, Hayek, Friedman e tanti altri di questa farina. Esistono varianti più o meno ciniche. Thaler stesso non sembra tanto convinto dall’utilizzazione della sua teoria troppo indirizzata alle disuguaglianze. Fatto sta che queste teorie rimandano all’egemonia del behaviorismo nei Stati-Uniti. Questo non risparmiò la « dismal science » che vide tanti comportamentisti – l’epistemologo Koyré direbbe « empirici Baconiani » al meglio – come Boulding, oppure un maestro del nudging prima che si inventasse il nome, Veblen. Questi immaginò le competizioni tra vicini appartenenti alle middle e upper-middle classes per l’immagine ostentata tramite il consumo, « dunque » tramite il proprio standard di vita, il tutto appoggiato delle varie riviste volgarmente materialiste ma ad ampia diffusione (ad esempio Life, una rivista che, a suo tempo, avevo intrecciato corone a Mussolini). In psicologia e nelle scienze cognitive fu ancora peggio, provocando altrove nel mondo delle critiche più che giustificate. In Francia, questo behaviorismo arcaico era propagato da H. Laborit provocando una maestrale critica del grande direttore cinematografo Alain Renais nel suo « Mon oncle d’Amérique » ( https://www.youtube.com/watch?v=FQcC-VB_W-s ; in italiano https://www.youtube.com/watch?v=92AefYfYDMM ). Renais sapeva la differenza tra animali e umanità, sapeva l’importanza dello divenire storico della coscienza umana e non sottovalutavo la forza dell’amore!

Queste derive arcaiche erano in fondo versioni soft dell’« élan vital » del reazionario Bergson, filosofo contrario a quello che chiamava la « filosofia geometrica » – cioè, moderna, anti-esclusivista e laica. Nelle loro peggiori versioni nietzschiane danno oggi sbocco alla legalizzazione della tortura – sotto controllo medico (sic!) secondo le pratiche israeliane – con dei grossolani pitre ebrei-americani ed di altre origini come Dershowitz, il quale mantenne la sua posizione accademica … Per quello che riguarda il ruolo della psicologia di derivazione rabbinica-nietzschiana ideata per normalizzare la gente, in particolare i cittadini dei cosiddetti popoli « gentili » come classi subalterne, rimando al capitolo sul soggetto nel mio Contra-pitre nella Sezione Italia di www.la-commune-paraclet.com . Questa psicologia del dominio delle masse, pensata per sostituire il rabbino e il confessore gesuita o altro con il psichiatra borghese, fu propagata da Freud con più successo del fascista Jung.

Il contesto culturale è questo. Per essere esaustivi basta aggiungere l’etnologia e antropologia americana di quelli anni – comunque sempre dominata ed influenzata dai diparti delle forze armate – che vedevano il capitalismo diacronicamente e sincronicamente ovunque, nelle società potlach come a Wall Street. L’insieme dell’approccio era funzionalista e teleologico. L’ultima sequela, emersa nel quadro della guerra preventiva, si iscrive nell’odiosa e strumentalizzata distinzione tra « nichilisti militanti » facilmente strumentalizzati da una parte e dall’altra gli auto-designati « nichilisti svegli ». Fu proposta dal pitre Glucksman, un tizio che come, Bernard-Henri Lévy, Negri ed altri di questa farina, pensava pure riuscire a passare per « marxista » dopo la morte di Althusser, una mistificazione pensata da questi « Nouveaux philosophes » come il loro contributo personale nel cosiddetto Grande Gioco di Brzezinski ed altri. La critica completa si trova nel mio Pour Marx, contre le nihilisme, liberamente accessibile nella sezione Livres-Books del mio primo sito www.la-commune-paraclet.com .

In economia, il nudging, assieme all’economia comportamentale, è fortemente influenzato dai dirigenti israelo-americani strettamente legati al Pentagono, tipo il grossolano e criminale pitre Daniel Kahneman ed altri come lui. (Non sorprende che Jean Triole si sia messo alla sua scuola …) Se Friedrich Taylor concepiva il lavoratore come un « trained gorilla », questo ebreo-americano pericoloso ha tendenza a giudicare i comportamenti della gente secondo le sue proprie turpitudini. In effetti, in behavioriste arcaico, arrivato tardi alla conoscenza del pubblico, considera la gente come animali incluso i traders, sopratutto maschi. Come per il pitre Mandlebrot non gli viene neanche in mente che i « dati » del Dow Jones sono epifenomeni di secondo ordine … Eppure, stranezza da considerare alla luce del Vangelo, sembra avere due occhi al contrario di Moshe Dayan. Il suo è un mondo ben rappresentato da Planet of the Apes. Nello stesso ordine di idee, oggi, con i filo-semitici nietzschiani come Jeff Bezos a Amazon si cammina a gran passi verso l’Isola del Dr. Monreau!!! (Vedi, ad esempio, https://www.youtube.com/watch?v=8NZZxOJaV30 ). Ben inteso con i Muri dell’Apartheid e la palestinizzazione dei popoli « gentili ».

Il nudging è usualmente illustrato con l’esempio delle mostre della frutta messe ad altezza di occhio nei supermercati e da tutta l’evoluzione del marketing. Nei centri commerciali nord-americani connetti alla metropolitana i percorsi dall’entrate verso i treni e vice-versa vengono calcolati per forzare il passaggio dei viaggiatori davanti il più gran numero possibile di magazzini e di botteghe. Nel campo dell’urbanesimo, ad esempio, si usano dei dossi o meglio ancora dei radar pedagogici. Avete tutti i mente esempi di misure o azioni più o meno legali per indurre un dato comportamento. Certamente come me siete molto annoiati quando, poco dopo avere effettuato una ricerca Internet – ad esempio, per un B&B o un libro – di vedere apparire soggezioni pubblicitarie non richieste ma mirate sulla vostra Home Page, ogni volta che vi connettete.

Ma i cookies non servono solo a questo. Esiste una realtà più cinica e spesso criminosa. Sin dall’inizio Google lavora mano in mano con i servizi americani ed altri. Come è oggi ovvio, il Facebook dell’ebreo-americano Zuckerberg fa ancora peggio, abusando della sua aperta violazione della concorrenza, dato che non si può leggere un sito Facebook senza essere iscritto. Questo crea un intollerabile « captive market ». (La UE complice ha ignorato la mia critica, vedi http://rivincitasociale.altervista.org/lettera-aperta-alla-commissaria-europea-margrethe-vestager-si-prega-mettere-un-termine-alla-captive-market-strategy-delle-gafa-ed-imprese-simili/ )

La connessione sin dall’inizio tra Intra-net, Internet e la NSA, la CIA ed il Mossad è ovvia a tutti. Lo stesso vale nella Unione Europea. Già al livello della produzione dei hardware e dei software ci sono delle backdoors che permettono l’intrusione dei servizi. Questa intrusione non è sempre giustificata da ragioni legittime legate alla sicurezza nazionale ma che comunque, in uno Stato di diritto, dovrebbero rimanere strettamente sotto il controllo della Magistratura e del Parlamento – cosa non più vera con la cosiddetta « guerra al terrorismo » filo-sionista nietzschiana. Usualmente , il terrorismo è oggetto per la polizia e per le procure certo non per le forze armate … almeno che non si voglia terrorizzare i cittadini stessi, dimenticando le distinzioni sartriane tra terrorismo individuale, economico o di Stato.

La parte la più cinica di queste nuove manipolazioni ideate all’insegna del nudging concernano gli esperimenti online ispirati da Philip Zimbardo e peggio ancora. Con il profiling e la sorveglianza 24 ore sopra 24, e con il potere intrusivo esercitato con impunità nella privacy e l’intimità della gente, si procede all’implanting ed a manipolazioni mirate per forzare le vittime al passaggio all’atto. Cosa molto frequente nel quadro dei moderni « anni di piombo » in uno Occidente nuovamente filo-semitico nietzschiano. Le vittime così costrette al passaggio all’atto hanno per definizione torto, visto che la manipolazione rimane occulta ma effettuata nel quadro dell’analisi di Emile Durkheim sull’anomia: In breve, la maggioranza si sottomette alle leggi anche se ingiuste perché vede i contravvenienti puniti: l’ubbidienza sadomasochista è la sua perversa ricompensa. Basta ricordare il contributo del generale Desportes e di altri nel stabilire che l’ISIS o Daesh fu una invenzione della CIA, del Mossad e dei servizi a loro subalterni. Anche il fenomeno dei cosiddetti « blowbacks » è manipolato così, ma, come si sa, a volte i golem scappano al controllo dei loro perversi creatori. Non di meno nella strategia della paura al quotidiano, e nel contesto dei moderni spinning e nudging, servano anche questi al sistema di dominio nuovamente crociato (Vedi http://rivincitasociale.altervista.org/strategie-de-la-terreur-paris-vendredi-13-novembre-2015/ )

Ecco di nuovo il commento da meditare: « Basta – dopo il profiling – inviare messaggi ad un uomo identificato come eterosessuale repubblicano a tendenza paranoide una informazione ansiolitica sopra l’immigrazione per orientare il suo voto verso Trump. E degli articoli veri o meno sulla corruzione dei Clinton ad un elettore un poco depresso di Bernie Sanders per convincerlo di astenersi » riassume Fabricio Epelboin. » in États-unis. 200 millions d’électeurs fichés, profilés via Facebook, Pierric Marissal, Mercredi, 21 Mars, 2018 L’Humanité (traduzione mia) in https://www.humanite.fr/etats-unis-200-millions-delecteurs-fiches-profiles-facebook-652433 .

In breve, il profiling è ormai corrente e commercializzato con il big data ecc senza nemmeno essere immune all’orrore della sostituzione delle correlazioni per delle cause. E anche fortemente controllato e manipolato dai servizi di sicurezza ma, oggi, anche dai poteri forti aziendali o altri, ad esempio Breitbart News, senza dimenticare gli apparati legati alle potenti bande di mercenari privati. Nel caso di Cambridge Analytica è solo la punta dell’iceberg. In questo caso fu denunciato il metodo con il quale il profiling veniva utilizzato per strumentalizzare il comportamento degli utenti di Facebook alla loro insaputa. Se si vuole, questo incarna la generalizzazione al quotidiano e in real time degli esperimenti di Philp Zimbardo, ma nell’impunità quasi totale.

In effetti, si tratta di un nuovo sistema di controllo sociale anti-democratico e anti-storico fondato sulle nuove tecnologie. Funziona in parallele con la creazione di una Shoah esclusivista ideata per obliterare – anche nell’Italia della Sarfatti e del suo Duce – la memoria di tutte le altre vittime e della Resistenza comune al nazifascismo. Si crea così un nuovo peccato originale ad uso esclusivo dei popoli « gentili » per onorare unicamente le vittime ebree nella logica razzista di Schindler e del suo contabile ebreo Stern. Non scappa a nessuno che questa nuova doxa mira anche ad occultare la sovra-rappresentanza e la falsa rappresentanza in una società occidentale nuovamente crociata e sempre più oscenamente disuguale. Tutto questo fa parte del nuovo sistema di dominazione che i filo-semiti nietzschiani cercano di istituire e di generalizzare contro le Costituzioni e contro la democrazia dei Stati moderni, in particolare occidentali, per legittimare i loro insopportabili e insostenibili privilegi. Avete tutti in mente la condanna fuorviante delle Costituzioni democratiche da parte della banca JP Morgan ( « Ricetta Jp Morgan per Europa integrata: liberarsi delle costituzioni antifasciste » in http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/19/ricetta-jp-morgan-per-uneuropa-integrata-liberarsi-delle-costituzioni-antifasciste/630787/. )

NOTA SULLA PIANIFICAZIONE SOCIALISTA 2

Posted: 19th marzo 2018 by rivincitasociale in Economia
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Commento dell’articolo « Economic planning, computers and labor values » di W. Paul Cockshott e Allin Cottrell, January, 1999

(Vedi: http://ricardo.ecn.wfu.edu/~cottrell/aer.pdf )

 

(Per la Nota sulla pianificazione socialista 1, vedi l’articolo intitolato « Socialismo marginalista o come incatenare se stesso nella caverna capitalista », 20-30 dicembre 2014, 5 gennaio 2015, citato nel Addenda dell’Indice del mio libro intitolato Compendio di Economia Politica Marxista, liberamente accessibile nella Sezione Livres-Books di www.la-commune-paraclet.com )

L’articolo di Paul Cockshott e di Allin Cottrell si pone l’obbiettivo laudevole di dimostrare la fattibilità della pianificazione socialista. A tal scopo gli autori propongono di utilizzare un poco di Oskar Lange mescolato con un poco di Strumilin. Oskar Lange era bene intenzionato, pensava che il Marginalismo inteso come scienza doveva applicarsi universalmente e dunque anche al socialismo. Procedendo così, contribuì suo malgrado a denaturare la pianificazione sovietica marxista. Questa sua credenza è soggetta ad un vizio fatale facilmente reperibile alla luce dei miei contributi al socialismo: Il Marginalismo non si qualifica come scienza economica perché non sa risolvere il problema ex ante/post hoc, non sa conciliare micro e macroeconomia. Aggiungendo Strumilin, cioè il livello macroeconomico socialista, non risolve il problema, se non altro perché gli autori utilizzano le curve di offerta e domanda per rendere conto delle preferenze dei consumatori. Procedendo in tal modo, non possono afferrare i prezzi di mercato nella loro presunta tendenza verso l’equilibrio, cioè verso una equivalenza in termine di valore di scambio, nemmeno con tutte le correzioni retroattivamente adoperate dall’organismo di pianificazione. In realtà, finiscono con essere infra-Keynes.

Come detto nel mio Keynesianism, Marxism, Economic Stability and Growth (2005), il grande economista di Cambridge conosceva l’opera di Marx. Sapeva che il mercato capitalista abbandonato ai suoi « spiriti animali » era auto-lesivo, in altre parole il suo equilibrio ex post non è mai compatibile con una crescita socialmente armoniosa e dinamica. Perciò, predicava l’intervento dello Stato in modo da garantire la domanda aggregata – senza la quale non si può mai avvicinarsi al prezzo reale dei beni di consumo. Per garantire la domanda produttiva aggregata auspicava anche il ricorso alla proprietà pubblica e l’intervento pubblico nella sfera socio-economica. In oltre, preconizzava la gestione della moneta e del credito per prevenire e controllare l’inflazione come pure la creazione del credito e l’istituzionalizzazione del risparmio. Per Keynes, il pieno impiego era concepito come una variabile determinante in uno insieme di variabili interdipendenti.

I Marginalisti conoscevano il problema ex ante/post hoc sin dall’inizio. Cercarono di aggirarlo incorporando il consiglio di Auguste Walras: distinguere tra economia sociale e scienza economica, lasciando la prima stabilire gli obbiettivi sociali da raggiungere con le equazioni formalizzate della seconda. Come notato sopra, questo può funzionare nel quadro di uno Stato Sociale capace di intervenire in modo adeguato nella sfera socio-economica. La migliore illustrazione di tale affermazione fu data dai palesi successi della Pianificazione Indicativa e Incitativa francese, almeno fino allo smantellamento delle barriere doganali. Maurice Allais denunciò questo cambiamento di politica riferendosi alla « frattura del 1974 ».

Nel loro articolo « Economic planning, computers and labor values » pubblicato nel Gennaio 1999, W. Paul Cockshott un « computer scientist » e Allin Cottrell un economista furono all’origine di valoroso tentativo di dimostrare la fattibilità della pianificazione socialista fondata sulla Legge del Valore. Per sfortuna, hanno una magra conoscenza dell’opera di Marx e delle problematiche marxiste. Il loro trattamento del soggetto si basa sopratutto sui lavori accademici prodotti da vari Marxologisti ed altri accademici Marginalisti. Nonostante, riescono a confutare le critiche puerili e ideologicamente motivate da questi ultimi, ad esempio quelle formulate da Hayek e da Samuelson. Mettono a buon uso le loro conoscenze relative alla potenza dei computer applicata alla pianificazione economica. In breve, il loro articolo merita di essere discusso, particolarmente alla luce di una comprensione corretta della Legge del Valore di Karl Marx e delle sue Equazioni della Riproduzione Semplice ed Allargata, o, per dirlo in modo borghese, degli equilibri stazionari e dinamici.

Perciò, il Primo compite sarà di spiegare le incomprensioni che circondano la Legge del Valore marxista generalizzate subito dopo i contributi di Tugan-Baranosky e di Bortkiewicz. Il Secondo Compito sarà di spazzare via queste incomprensioni o meglio queste fabbricazioni coscienti. Questo ci permetterà di capire il grande successo pratico della pianificazione sovietica almeno fine al decesso di Stalin e, in effetti, fine al 1960. Nel stesso modo, ci permetterà di capire il cammino capitalista intrapreso dalla clique Liberman-Crusciov e dunque l’eventuale caduta internamente causata della URSS. (1) Il Terzo Compito sarà di presentare gli argomenti proposti in questo articolo assieme alle critiche costruttive meritate. Il Quarto Compito sarà di salvare i contributi utili dell’articolo alla luce della teoria scientifica della Legge del Valore.

Primo Compito: sgomberare le incomprensioni tessute ad arte attorno alla Legge del Valore marxista.

Il Magnum Opus di Karl Marx, Das Kapital, era ideato in quattro volumi o Libri. Solo il primo fu scritto, pubblicato ed editato da Marx stesso. Gli altri libri furono pubblicati in tarde età da Engels con l’aiuto di altri meno affidabili caratteri ebrei, in particolare Kautsky e Bernstein, due noti rinnegati. Il più spesso, questo editing di abbozzi selezionati scritti da Marx fu tendenzioso. In retrospettiva, si può spiegare la confusione creata attorno a teorie e concetti maggiori di Marx assumendo una fabbricazione cosciente ideata dai cerchi più alti dei servizi di sicurezza – in particolare Tedeschi e Austriaci. (2) Questo avvenne ad opera di Böhm-Bawerk, cioè del principale falsario dell’opera scientifica di Marx. Tale sviluppo non sorprende visto che le classi dominanti cercano sempre opporre le loro narrazioni inegualitarie ed oscurantiste alla scienza, vizio già denunciato con lucidità dal studioso pitagorico e socratico Platone nella sua Repubblica.

Il Libro Uno tratta specificamente del carattere duale di tutte le merci, incluso il lavoro umano ridotto allo stato di merce, cioè il valore di uso e il valore di scambio. Dimostra che il valore di scambio della forza di lavoro è l’unico metro universale con il quale stabilire la commensurabilità o prezzo relativo di tutte le merci tra loro. Dimostra che il profitto è uguale allo sfruttamento della forza di lavoro dato che il suo valore di uso viene impiegato dal Possessore dei Mezzi di produzione aldilà del tempo necessario per produrre i Mezzi di consumo socialmente necessari per riprodurre la forza di lavoro impiegata nel processo di produzione. Questo deve pure tenere conto della riproduzione sociale del lavoratore nel suo focolare. Analizza le varie forme dominanti di estrazione della sovrappiù, cioè della sovrappiù assoluta, della sovrappiù relativa – cioè, l’intensità congiunturale del lavoro -, della produttività – ovvero dell’intensità strutturale del lavoro- e finalmente della sovrappiù sociale. A questo punto, Marx non poteva analizzare la crescita strutturale dell’intensità del processo di lavoro o produttività – cioè, la forme capitalista dominante di estrazione della sovrappiù – ma non di meno appianò la strada in questo campo cruciale con le sue lungimiranti analisi della generalizzazione dell’introduzione dei macchinari nel processo di produzione capitalista.

Il Libro Due tratta del processo di Riproduzione. Inizia con la funzione di produzione correttamente scritta nel modo seguente: c + v + pv = p, dove « c » è il capitale costante altrimenti detto capitale « used-up » nel processo di produzione immediato. « v » è il capitale variabile, cioè il valore di scambio della forza di lavoro o reddito salariale, « pv » la sovrappiù o profitto, e « p » il prodotto. Quest’ultimo può essere composto da Mezzi di produzione (capitale costante) oppure dai Mezzi di consumo necessari per rinnovare « v ». Avendo stabilito la funzione di produzione scientifica ed avendo delucidato i vincoli parametrici del processo di riproduzione socio-economico grazie alla sua critica dei Fisiocratici ed altri – Smith, il reddito annuo di Sismondi, il Tableau di Quesnay ecc. – Marx stabili in modo scientifico le Equazioni della Riproduzione. Lo fece tanto per la Riproduzione Semplice – equilibrio stazionario – quanto per la Riproduzione Allargata, l’equilibrio dinamico. Tutti gli elementi necessari sono esposti nel Libro II, anche se l’editing rese poi possibili varie falsificazioni. Questo successe malgrado i commenti di Marx altrove ed, in particolare, malgrado il capitolo essenziale del Libro I intitolato « L’ultima ora di Senior ». Questo capitolo fornisce le basi per la corretta comprensione della commensurabilità prendendo anche in linea di conto i cambiamenti di intensità o di produttività.

Il Libro III tratta della rendita – assoluta o differenziale –, del profitto e del salario. Questi erano per Marx le tre forme di reddito necessarie per capire la lotta e le alleanze di classe. A questo punto della sua redazione, Marx era ancora coinvolto in un contesto Smithiano e Ricardiano, ma nonostante questi abbozzi furono inclusi nel Libro III. Altri abbozzi, tali quelli relativi al calo tendenziale del saggio di profitto, furono anch’essi inclusi. Per fortuna sono immediatamente seguiti da altri abbozzi che puntano in direzione tendenzialmente opposta, benché gli usuali Marxologisti amano riferirsi solo alla prima tendenza … E attristante. Purtroppo questo risulta essere l’editing di Kautsky e questo risulta essere il rigore intellettuale di tanti accademici e commentatori. Quando il Libro III del Capitale fu pubblicato, il mal-intenzionato pitre Böhm-Bawerk intonò il suo canto di vittoria. Secondo lui, il Libro III era in contraddizione logica con il Libro I, nel quale Marx esponeva la sua Teoria del Valore, ovvero la dimostrazione scientifica irrefutabile dell’origine del profitto capitalista nello sfruttamento dei lavoratori. Questa falsificazione, ingoiata cruda cruda da tutti quanti eccetto i nostri compagni Bolscevichi, era fondata sul cosiddetto « problema della trasformazione dei valori in prezzi di produzione ». Ritorneremo sopra questo soggetto in seguito.

Il Libro IV doveva essere consacrato alla Storia della Disciplina. Questo deve essere inteso con massima chiarezza dato la riformulazione da parte di Marx del metodo laico scientifico esposto da Kant nel suo Critica della Ragione Pura. Benché nei Grundrisse Marx alluse alla sua rilettura di Hegel, la grande maestria dell’esposizione nel Libro I del Capitale dimostra che Marx aveva riformulato il sistema « steady state » di Kant in un modo storico e dialettico. Il « concreto pensato » di Marx altro non è che la storicizzazione del « concetto a priori » di Kant, lontano delle mistificazioni di Hegel, ad esempio l’hegeliana irrazionale « unità degli opposti »; a questo soggetto, vedi la mia Introduzione metodologica. Come spiegato dal grande marxista Paul Lafargue, Marx fece questo grazie alla sua profonda conoscenza filosofica incluso l’opera di G. Vico. D’ora in poi l’enfasi portò sullo sviluppo distinto ma parallele del metodo di investigazione – anche concretamente prodotto con lo svolgere del divenire storico – ed il metodo di esposizione. Il Libro I del Capitale rappresenta la più alta illustrazione di questo metodo di esposizione. E saldamente ancorato nell’investigazione storica e scientifica compiuta dall’investigazione concretizzata nello sviluppo reale della Storia. Nel Libro I del Capitale, Marx notò che il modo di produzione capitalista chiarì il problema del valore di scambio rimasto opaco ad Aristotele. Il filosofo greco aveva cercato in vano spiegare la possibilità di scambiare un tripode contro un letto. Marx concluse che la relativa cecità di Aristotele derivava dal contesto di società di schiavitù nel quale viveva, un contesto idoneo ad oscurare il ruolo del valore di scambio della forza di lavoro in quanto metro universale col quale stabilire la commensurabilità di tutte le merci tra loro.

Questo ci porta all’esposizione della pestifera falsificazione contenuta nel cosiddetto « problema della trasformazione ».

Secondo Compito: sgomberare il campo dalle incomprensioni e falsità imposte da fuori alla Legge del Valore di Marx.

Lasciamo qui da parte le perniciose e futili strumentalizzazioni dell’opera prodotta dal « giovane Marx » opposta a quella del « Marx della maturità ». Queste manipolazioni miravano a ridurre Marx allo statuto di un mere annunciatore della sociologia della conoscenza à la Karl Mannheim. Il gargarismo prodotto – in particolare quello degli infiltrati tipo G. Lukacs e tanti altri di questa farina – portò Louis Althusser ad insistere sopra quello che chiamò il Salto Epistemologico di Marx, in chiaro il suo arrivo alla scienza del Materialismo Storico, opposto al storicismo ed alla sociologia borghesi. La Legge del Valore esposta nel Libro I del Capitale essendo per Althusser il più pregevole contributo di Marx. Similarmente, Althusser sottolineò le differenze ontologiche e epistemologiche che distinguano il Materialismo Storico e l’Umanesimo borghese.

Quello che Althusser non vide fu il fatto che i testi scritti dal Giovane Marx offrano un contributo essenziale per confutare tutti i tentativi di manipolarlo, cioè la sua critica definitiva dell’esclusivismo senza la quale il Trittico dell’Emancipazione – religiosa, politica e Umana – non è concepibile. Non di meno, Althusser vide chiaramente gli elementi di comprensione scientifica del valore di scambio e del valore di uso prodotti dal Giovane Marx, in particolare nei suoi Manoscritti parigini del 1844. In questo testo fondamentale, Marx realizzò che la competizione cancella automaticamente le sue variazioni nel medio e lungo termine, in modo che la spiegazione dei prezzi e dei valori di scambio va necessariamente ricercata altrove. Similarmente produsse la prima critica positiva cruciale di Smith. Adam Smith aveva notato che i capitalisti non sono in gradi di spiegare la genesi del profitto, senza pero potere proporre una sua soluzione propria, eccetto riferendosi all’intervento para-magico della « mano invisibile ». Marx fece lo stesso per Ricardo, in particolare per la sua peculiare comprensione della « paper currency » confusa per un mezzo di scambio universale mentre questo carattere appartiene solo al valore di scambio della forza di lavoro. Il lavoro umano è l’unico fattore di produzione capace di produrre merci anche tramite l’uso di Mezzi di produzioni, non importa se questi siano macchinari oppure software di Intelligenza Artificiale. La moneta in tutte le sue forme non è mai altro che un mezzo generale di scambio, in modo che anch’essa deve essere spiegata con ricorso ad un standard universale del valore di scambio.

Per quello che riguarda la pianificazione economica, la maggiore falsificazione sta nel cosiddetto « problema della trasformazione ». In breve, eccolo. Per questa « piccola questioncina di natura economica » secondo l’espressione di Marx in una lettera a Engels, trattava specificamente di un problema squisitamente Smithiano-Ricardiano – che neanche Torrens aveva risolto –, cioè come distinguere tra rendita assoluta e rendita differenziale. La rendita assoluta o feudale rimanda ai modi di produzione pre-capitalisti che privilegiano l’uso della terra ma nei quali, come notato puntigliosamente da Marx, la terra appare come « una categoria irrazionale ». La rendita differenziale rimanda all’agricoltura capitalista. Come da me dimostrato (3) il vero problema da risolvere è quello della produttività capitalista. Negli abbozzi del Libro III, poi chiariti negli anni 1970s con la pubblicazione di 3 lettere cruciali da Marx a Engels, Marx cercava di capire la transizione dal feudalismo al capitalismo, particolarmente nelle campagne. Naturalmente iniziò con la distinzione Smithiana-Ricardiana tra i due tipi di rendita. Dato che il modo di produzione capitalista era già politicamente dominante, Marx assunse la mobilità del capitale. Questa equalizza inesorabilmente le condizioni di produzione tra i vari settori e induce un tasso di profitto unico – da non confondere con il tasso di interesse subordinato perché dedotto dal profitto. Possiamo illustrare il cosiddetto problema della trasformazione dei valori di scambio in prezzi di produzione nel modo seguente, cominciando con due imprese A e B:

Schema valore di scambio di origine:

A = c (80 euro) + v (20 euro) + pv (20 euro) = p (120 euro)

B = c (60 euro) + v (40 euro) + pv (40 euro) = p (140 euro)

Su questa base Marx nota che la mobilita del capitale produrrebbe un saggio di profitto medio, portando così alla formazione di prezzi di produzioni (pp) diversi dai valori di scambio iniziali. Ecco il risultato riformulato per tenere conto di questa presunta equalizzazione del saggio di profitto.

Schema in prezzi di produzione:

A = c (80 euro) + v (20 euro) + pv (30 euro) = p (130 euro )

B = c (60 euro) + v (40 euro) + pv (30 euro) = p (130 euro)

Böhm-Bawerk trasformò questa ipotesi di lavoro – che comunque formulava un problema essenziale da risolvere tanto per l’analisi economica quanto per quella delle alleanze di classe – in un risultato definitivo. In questo modo pote denunciare una « contraddizione logica letale » tra il Libro I, concentrato sui valori di scambio e il Libro III che invece ricorreva ai prezzi di produzione. Dato che in un nuovo ciclo produttivo i prezzi di produzione definirebbero i nuovi (c + v), il sistema era contraddittorio. A questo punto, idioticamente, Böhm-Bawerk pretese di avere sradicato il marxismo « roots and branches » In effetti, come ho dimostrato, perorava solo la sua maligna inettitudine dato che, in realtà, il problema ex ante/post hoc non concerna affatto il marxismo ma invece è inerente a tutte le teorie economiche borghesi. Questo semplicemente perché nessuna di esse è capace di riconciliare la micro e la macroeconomia. Peccato che Bucharin, il quale aveva pero capito l’importanza cruciale del capitolo del Libro I intitolato « L’ultima ora di Senior », non pervenne a risolvere il problema sotto-giacente. Questo problema riguarda meno la rendita che l’integrazione coerente della produttività nelle Equazioni della Riproduzione Semplice ed Allargata. Fortunatamente, ho risolto questo problema sgomberando il campo di tutte queste ed altre manipolazioni borghesi dell’opera di Marx.

Sulla base delle critiche formulate da Böhm-Bawerk, Tugan-Baranovsky e Bortkiewicz – poi sviluppate da tanti altri, incluso Piero Sraffa -, il problema centrale ma totalmente incompreso della produttività portò rapidamente a mascherare la questione originale, quella della differenza tra rendita assoluta e rendita differenziale, in altre parole il profitto del capitalismo agrario. Questo era dovuto all’effetto mesmerizzante indotto dal ragionamento semplicistico Marginalista condotto in termini di rendimenti crescenti/discredenti e di economie di scala. Non si può negare che il diagrammi Marginalisti-Marshalliani producono una allucinazione sopra i studenti principianti malgrado i loro ovvi difetti logici. Una volta questi accettati, si imbocca tranquillamente il cammino che porta alla conquista del pseudo-Premio Nobel nella « dismal science ».

Assumendo che le imprese impegnate nella produzione di prodotti similari lo fanno secondo metodi diversi ma senza conoscere la Legge Marxista della Produttività, uno sarà portato a riprodurre i Schemi originali del valore di scambio e dei prezzi di produzione di Marx illustrati qui sopra. Ma se uno applica rigorosamente la Legge Marxista del Valore – alla luce della lezione del capitalo del Libro I del Capitale intitolato « L’ultima ora di Senior » – realizzerà subito che questa soluzione è sbagliata. Questo perché i quattro elementi della funzione di produzione non rimangono omogenei, neanche nello Schema valore di scambio di partenza. Questo può essere verificato ragionando simultaneamente in termini di euro e di quantità. Riscriviamo lo Schema valore di scambio di partenza dopo avere adottato alcune assunzioni preliminari:

1 ) Le imprese A e B producono prodotti similari oppure prodotti con una forte elasticità.

2 ) Il tempo di lavoro è lo stesso, diciamo una giornata di 8 ore.

3 ) Si assume un regime concorrenziale (i consumatori sono liberi di scegliere ma sopratutto la mobilità del capitale è totale; in ogni caso, quest’ultima condizione basterebbe.)

4 ) Finalmente, si assume che A e B producono con condizioni di produzione diverse.

Come dimostrato da Marx, queste diverse condizioni di produzione possono essere rigorosamente analizzate in termini dei ratio inerenti alla funzione di produzione. Prima, la composizione organica del capitale, notata v/C, dove C = (c + v). Questo include la valutazione in valore di scambio degli input tecnologici. Questi non possono essere assunti in modo esogeno come fa la « scienza » economica borghese, semplicemente perché la tecnologia, incluso la scienza dell’organizzazione del processo di produzione, viene scambiata sul mercato. Il ratio essenziale seguente è quello dello sfruttamento della forza di lavoro, il saggio della sovrappiù, ovvero la relazione tra il sovra-lavoro e il lavoro socialmente necessario per riprodurre la forza di lavoro spesa nel processo di produzione; questo è notato pv/v. Il terzo è il saggio di profitto, cioè la relazione tra la sovrappiù estratta sopra il capitale « used-up » nella produzione. Questo include il lavoro cristallizzato in « c » e in « v » ed è notato pv/(c+v). Finalmente, tanto in termini di moneta – euro – che in termini di quantità – prodotti – il risultato « p » incorpora in se i tre primi elementi della funzione di produzione, così: c + v + pv = p. Supponiamo ora che « p » è un Mezzo di produzione (Mp), possiamo riscrivere lo Schema valore di partenza nel modo seguente:

A = c (80 euro/80 Mp) + v (20 euro/20 Mp) + pv (20 euro/20 Mp) = p (120 euro/120 Mp)

B = c (60 euro/60 Mp) + v (40 euro/40 Mp) + pv (40 euro/40 Mp) = p (140 euro/140Mp)

Analizziamo ora queste funzioni di produzione in termini quantitativi per verificare la coerenza in termini di produttività. Come insegnato da Marx nel capitolo « L’ultima ora di Senior », tutti gli elementi della funzione di produzione devono rimanere coerenti. Come dimostrato nel Libro I del Capitale, qualsiasi merce può servire come mezzo di scambio particolare benché la moneta rimane il mezzo di scambio generale dato la sua maggiore praticità, mentre la forza di lavoro rappresenta l’unico standard universale di misura del valore di scambio. Possiamo dunque esprimere le funzioni di produzione del nostro Schema di partenza in termini di Mp. Realizziamo allora che tutta la faccenda è erronea, perché con le stesse 8 ore di tempo di produzione l’impresa B sarebbe più produttiva ma con una composizione organica del capitale più bassa. Questo diventa accecante se seguiamo l’ingegnoso metodo comparativo di Marx. Questo consiste nel prendere « C » in A e B uguale a 100. Trattandosi di un contesto interamente capitalista questa superiorità di B sopra A non può essere. Questo ci dice che, in questi esempi, la misura della produttività è sbagliata.

Dobbiamo dunque stabilire una Legge della Produttività scientifica prima di ritornare al cosiddetto problema della trasformazione. Un aumento della produttività implica che con la stessa forza di lavoro data in termini di valore di uso, una impresa sarà capace di produrre più quantità di un dato prodotto in t2 paragonato a t1 per un stesso tempo di lavoro. Di conseguenza, il valore unitario del prodotto sarà proporzionalmente inverso rispetto all’aumento della produttività. Da notare che, dato il cambiamento nella composizione organica del capitale, questo non implica lo stesso numero di lavoratori fisici. La crescita della produttività « libera » una parte della forza di lavoro.

Illustriamo. Prendiamo ora l’impresa A con una giornata di lavoro di 8 ore in t1e t2. T1 rappresenta le condizioni di partenza della produttività e per definizione in t2 si suppone un aumento di produttività di 1/4. Per facilitare il paragone tra t1 e t2 prendiamo C = (c + v) = 100 euro in ambedue i casi in termini di valore di scambio. In termini di valore di uso o quantità, la composizione organica in t1 e t2 divergerà secondo l’evoluzione del prezzo o valore di scambio unitario. Abbiamo ora un mezzo oggettivo per verificare la coerenza del nostro ragionamento, cioè in termini quantitativi. Assumiamo che la quantità di Mp prodotta in t1 sia di 120 Mp e che dunque in t2 la quantità sarà di 150 Mp. In t1 il valore unitario sarà 1 Mp = 1 euro e in t2 1 Mp = 0.80 euro. La coerenza all’interno della funzione di produzione in t1 e t2 darà il risultato seguente:

A in t1 = c (80 euro/ 80 Mp) + v (20 euro/20 Mp) + pv (20 euro/20 Mp) =  p (120 euro/120 Mp)

A in t2 = c (84 euro/105 Mp ) + v (16 euro/20 Mp)  + pv (20 euro/25 Mp ) = p (120 euro/150 Mp)

Notiamo qui che la produttività viene data in modo casualmente empirico per « p » in t1, cioè senza tenere conto dell’intero sistema, e che il suo cambiamento è dato in modo deduttivo in t2 secondo la definizione. Questo si applica anche a ( c +v ). E, in realtà, se si assume il pieno impiego questo rimarrà vero in termini di moneta dato che non ci sarebbe nessuna inflazione in t2 rispetto a t1. Una volta determinata la composizione organica del capitale, si può completare « pv » in t2, cioè 25 Mp, i quali corrispondono all’ipotesi del regime di competizione. Purtroppo questo no basta. Dobbiamo arrivare a questo risultato in termini di valore di scambio, cioè in modo interno. In termini di valori di scambio se fate astrazione dell’ipotesi della competizione – che si traduce in una equalizzazione del saggio di profitto – rimane solo la coerenza interna della funzione di produzione come metodo di verificazione, o meglio ancora, la coerenza interna di tutti i ratio coinvolti cioè, v/C, pv/v e pv/(c+v).

In altre parole, per la stessa giornata di lavoro e con la stessa forza di lavoro espressa in termini quantitativi – valori di uso – ma con una migliore composizione organica del capitale, A produrrà più Mp in t2 in paragone a t1. Questo non sarebbe possibile senza una legge capace di regolare il rapporto tra la composizione organica del capitale (v/C) e il tasso di sovrappiù (pv/v). Ho enunciato questa Legge di Produttività, essenziale per la comprensione del modo di produzione capitalista sulla base del lavoro compiuto da Marx ma afferrato nei suoi propri termini – cioè, fuori di ogni strumentalizzazioni o fabbricazioni borghesi. La Legge Marxista della Produttività recita che da t1 a t2 esiste une relazione inversa tra la composizione organica del capitale (v/C) e il tasso di sovrappiù (pv/v) sulla base della stessa forza di lavoro ( « v ») espressa in termini quantitativi e considerata per la stessa durata del processo di lavoro.

Non fugge il fatto che questo ci rimanda alle nozioni di Marx « lavoro astratto » e « lavoro socialmente necessario ». Questi due concetti sono scientificamente lontani dal concetto Smithiano un po crudo della generalizzazione del « lavoro semplice ». Quest’ultimo, presumeva la generalizzazione della logica della pin factory, riducendo tutte le tipologie di lavoro all’espressione del « lavoro semplice ». Si tratta qui solo di un modo candido e primitivo di afferrare la questione dell’omogeneità della forza di lavoro, un attributo necessario per permetterli di funzionare come uno standard di misura universale. E da notare che nelle prime bozze dedicate al cosiddetto « problema della trasformazione », Marx assunse il concetto di « lavoro semplice », cosa incompatibile con i cambiamenti di produttività. Indicando così che le sue bozze rappresentavano ancora delle investigazioni iniziali condotte nel quadro del pensiero di Smith-Ricardo. Naturalmente questo ci viene confermato dal fatto che a questo stadio Marx stava formulando il problema per capire la logica delle diverse forme di rendita.

Riassumiamo:

Ecco lo Schema iniziale in valori di scambio:

A = c (80 euro) + v (20 euro) + pv (20 euro) = p (120 euro

B = c (60 euro) + v (40 euro) + pv (40 euro) = p (140 euro)

 

Lo Schema in prezzi di produzione era scritto così:

A = c (80 euro) + v (20 euro) + pv (30 euro) = p (130 euro )

B = c (60 euro) + v (40 euro) + pv (30 euro) = p (130 euro)

 

Il corretto Schema della produttività è dato simultaneamente in termini monetari e in termini quantitativi. Ben inteso, il valore unitario – o prezzo reale – è di 1/4 più basso in t2.

Lo Schema della produttività con un aumento della produttività in A di 1/4 è scritto nel modo seguente. Per essere corretto questo schema deve inserire le funzioni di produzione nel quadro della RS:

A = c (84 euro/105Mp) + v (16 euro/20Mp) + pv (20 euro/25Mp) = p (120 euro/150 Mp )

B = c (36 euro) + v (9 euro) + pv (9 euro) = 54 euro/ 54 Cn

 

Il tasso di profitto è derivato organicamente dalle equazioni della produttività, dunque : pv/(c+v) = 0.2 . E un tasso di profitto strutturale. La concorrenza epifenomenale capitalista non serve.

Prima di ritornare al problema iniziale della rendita possiamo già disporre delle inettitudini e delle falsificazioni di Böhm-Bawerk come pure dei gargarismi di tutti quanti proferirti sulla base di questa frode a cominciare da Tugan-Baranovsky e Bortkiewcz e fine a Sraffa ed a tutti i teoretici della « risoluzione simultanea ».

Per capirlo ad un tratto, basta reinserire la funzione di produzione nel contesto della Riproduzione Semplice. Sottolineiamo il fatto che Marx aveva affermato che il problema doveva essere risolto proprio in questo contesto specifico perché fornisce un quadro analitico interamente coerente, senza facili vie di uscita. Vanno dunque considerati i due Settori Maggiori, Settore I (Mezzi di produzione o Mp) e Settore II (Mezzi di consumo o Cn). Poniamo tassi v/C e pv/v identici per ambedue i Settori in t1.

Situazione in t1:

SI: c1 (80 EUR/80 Mp) + v1 (20 EUR/20 Mp) + pv1 (20 EUR/20 Mp) = M1 (120 EUR/120 Mp)

SII: c2 (40 EUR/40 Cn) + v2 (10 EUR/10 Cn) + pv2 (10 EUR/10p) = M2 (60 EUR/60 Cn)

Ecco le Equazioni della Riproduzione Semplice tirate dall’analisi del Libro II del Capitale e sintetizzate da Bucharin:

M1 = c1 + c2

c2 = v1 + pv1

M2 = (v1 + pv1) + (v2 + pv2)

Qui v/C e pv/v sono identici in tutti i due Settori. In alcune delle bozze più importanti nelle quali era ancora tributario del falso problema Smithiano-Ricardiano della trasformazione, Marx interpreto questa situazione come un caso particolare. Purtroppo, una volta risolto il problema della produttività, questo non risulta più essere vero; in effetti, malgrado i cambiamenti possibili di produttività tra Settore I e Settore II, questi cambiamenti avvengono mantenendo la coerenza della Legge Marxista del Valore.

Immaginiamo ora un cambiamento di produttività di 1/4 in t2 nel Settore I mentre il Settore II rimane immutato. Ponendo la Riproduzione Semplice con il pieno-impiego – ad esempio con ricorso alla riduzione del tempo di lavoro – dunque con prezzi reali stabili – i.e., valori di scambi – avremo:

Situazione II:

c1:84 euro v1:16 euro pv1:20 euro = M1:120 euro

105 Mp          20 Mp              25 Mp      = 150 Mp

 

c2:36 euro v2:9 euro pv2:9 euro = M2:54 euros

36 Cn              9 Cn                9 Cn      = 54 Cn (45Mp)

Come dimostrato nel mio Compendio di Economia Politica Marxista – nel quale ho sviluppato la teoria Marxista quantitativa della moneta, introducendo pure il credito, l’investimento e il risparmio – la Riproduzione Allargata rimane totalmente prevedibile in termini di valori di scambio, purché sia mantenuta la simmetria proporzionale intersettoriale iscritta nella Riproduzione Semplice sotto-giacente.

In effetti, questo spiega perché la pianificazione socialista di Stalin fu così efficiente in termini pratici. Le sue regole d’oro erano le seguenti: A ) Utilizzare i vincoli parametrici forniti da Marx per la riproduzione – i.e., the Equazioni della RS e della RA. B ) Cercare di rivolvere il problema della produttività – Paul Sweezy chiese a Einstein di provarci; il grande fisico fallì ma nonostante ammesse che la teoria Marxista era di gran lunga superiore alle teorie economiche borghesi, vedi ad esempio il suo articolo « Why socialism ? » (May 1949) pubblicato in: http://monthlyreview.org/2009/05/01/why-socialism. Nel frattempo, ricercare sempre la produttività più alta possibile aggiustando di conseguenza la pianificazione in modo pragmatico, conservando sempre in mente i vincoli parametrici della riproduzione, i quali possono essere avvicinati in termini quantitativi. C ) All’inizio, per accelerare la crescita industriale ed economica comprare i macchinari e la tecnologia dall’estero con gli ingeneri necessari al loro utilizzo, dando sempre la precedenza alla produzione del Settore I, cioè il Mezzi di produzione di Mezzi di produzione. Questo implicò l’estrazione di surplus agricoli per acquisire le valute esteri necessari. La nascente Unione Sovietica faceva ancor parte del Sistema Monetario Europeo. Questo implicò pure lo sviluppo dell’agricoltura socialista grazie all’emergenza dei sovchoz e dei kolchoz in modo da garantire la protezione del proletariato agricolo in formazione. Si liberò simultaneamente la manodopera necessaria per lo sviluppo dei settori industriali. Dato che i macchinari agricoli rimanevano strettamente sotto controllo dello Stato, questo accelerò la transizione verso la socializzazione della campagna, un processo appoggiato e sancito da opportuni cambiamenti costituzionali. D ) Nella messa in opera di questa pianificazione socialista fu sempre dato precedenza all’innalzamento del livello di vita generale della popolazione in parallele con l’industrializzazione del paese. In effetti, fu proprio questo rapido miglioramento del livello di vita a spiegare il supporto popolare per la Rivoluzione malgrado i grandi sacrifici iniziali richiesti dai cittadini. E ) La politica salariale ugualitaria, appoggiata dall’accesso universale garantito la vita durante ad una educazione di qualità, rese più facile l’operato del sistema. Per quello che concernò la produttività, rappresentò un reale salto di civiltà, proprio quello che Marx aveva in mente quando si riferiva alle « condizioni morali » socio-economiche di un dato sistema. Come vedremo, tutto questo fu perso con l’adozione del cosiddetto « socialismo marginalista », importato nella URSS dalla copia Liberman-Crusciov.

A questo punto, possiamo ritornare al problema Smithiano-Ricardiano iniziale, cioè quello della contra-distinzione delle rendite assolute e differenziale. La soluzione fu proposta da Marx stesso nella sua pionieristica analisi comparativa dei modi di produzione. Sulla base dei contributi fondamentali di Louis Althusser, Pierre-Philippe Rey dimostrò l’importanza di queste analisi per la comprensione della transizione di un modo di produzione ad un altro, ma non riuscì a concludere. (I lettori inglesi avranno accesso indirettamente ai contributi di PP Rey a traverso i scritti di Aidan Foster-Carter sui « comparative modes of produzione ».) La chiave interpretativa sta nella comprensione della coesistenza di vari modi nel contesto della dominanza di un particolare modo di produzione. Ad esempio, la transizione dal feudalismo – rendita assoluta – al capitalismo – rendita differenziale o produttività. Se il libero scambio delle merci è legalmente imposto in una data Formazione Sociale, allora la più grande produttività imporrà le sue regole. Perciò, la rendita feudale o assoluta era condannata dato che l’unico modo per competere contro la « rendita » agricola capitalista era la pressurizzazione della sua forza di lavoro, urtando subito la barriera fisiologica e « morale ». Se si tiene in linea di conto la coerenza della data Formazione Sociale e la sua inserzione nell’Economia Mondiale, si arriva alla comprensione scientifica dei « vantaggi comparativi » di Ricardo, insieme alla confutazione scientifica dei sofismi della teoria cosiddetta « dei scambi ineguali ».

Come ovvio, questo problema generale diventa chiaro solo dopo avere afferrato la Legge Marxista della Produttività. E quando, sopra questa base scientifica, viene rielaborata l’analisi delle forme di estrazione della sovrappiù di Marx. Come da me mostrato, la sovrappiù assoluta è la forma dominante di estrazione dei modi di produzione pre-capitalisti fondati sull’agricoltura e l’artigianato. Non si deve comunque minimizzare i contributi dovuti a questi modi di produzione nel sviluppare migliori modi di produrre. Ad esempio, durante il Paleolitico e il Neolitico con lo sviluppo della scienza astronomica del tempo, la quale rivestiva un’importanza capitale per queste prime civiltà agricole; con lo sviluppo del fuoco, degli strumenti, la domesticazione degli animali, lo sviluppo delle cereali ecc. Ma queste innovazioni cruciali erano lenti. Devono essere analizzate come cambi di civiltà – implicando varie Aree e Età, ad esempio Età della Pietra, del Bronzo, del Ferro ecc. La sovrappiù relativa, afferrata come intensità congiunturale, rappresenta una forma di estrazione trasmodale perché dipende dell’intensità del lavoro umano indipendentemente dalla composizione organica. L’intensità strutturale o produttività è la forma capitalista dominante dell’estrazione della sovrappiù: implica l’utilizzo strutturale di macchinari, tecnologie e modi di organizzazione del lavoro – pin factory, Taylorismo, cosiddetto micro-Taylorismo moderno, ecc. Finalmente, la sovrappiù sociale è la forma dominante di estrazione della sovrappiù dei modi di produzione socialisti e comunisti. L’estrazione continuerà ma senza sfruttamento di classe perché l’estrazione di questa sovrappiù sociale sarà posta sotto la maestranza collettiva. Perciò sarà utilizzata per la produzione della lista di priorità sociali stabilita collettivamente ed assegnata alla Pianificazione tramite la « democrazia socialista », cioè tramite il processo decisionale dai e per i cittadini ai vari livelli.

Risulta chiaro che le forme feudali – i.e, rendita assoluta – possono essere protette secondo lo stato delle alleanze di classe. Ad esempio, PP Rey notò che certe forme agricole pre-capitalistiche sopravvissero in Francia fine al 1956. Nonostante, le diverse forme di estrazione della sovrappiù che coesistono nel mondo moderno lo fanno sotto dominanza del modo di produzione capitalista. In modo concreto questo implica che il signore feudale e il capitalista agrario scambiano i loro prodotti sui stessi mercati agricoli. La dominanza dell’agricoltura capitalista diventa dunque manifesta e viene sancita nei scambi, cioè nella sfera della circolazione. Malgrado le residuali protezioni – forme di proprietà, sovvenzioni di Stato, barriere tariffari ecc. – la rendita assoluta era condannata. Per lottare contro la dominanza dell’agricoltura capitalista per solo sopravvivere doveva estrarre sempre più sovrappiù dalla sua forza di lavoro con l’aumento della durata e dell’intensità congiunturale del lavoro; oppure con l’impedimento o meglio il tentativo di ritardare l’introduzione del capitalismo nella sfera agricola. Queste tattiche sono politicamente rilevanti specialmente perché la campagna appare ovunque sovra-rappresentata nella Camera Alta o Senato, ma alla fine sono destinate a sparire. Naturalmente, le riforme agrarie e dunque le alleanze tra contadini e operai rappresentarono delle evoluzioni vitali sin dall’emergenza del modo di produzione capitalista.

Questo spazza via l’antica illusione secondo la quale la terra era una « categoria economica irrazionale ». In effetti, non sarà più il caso nel momento in cui si afferra il modo di estrazione della sovrappiù assoluta. Irrazionale lo è ancora meno una volta afferrato il meccanismo con il quale coesistono, almeno per un tempo, vari modi di produzione ma sotto la dominanza di uno di loro, cioè quello che esibisce la più grande produttività. Questo può essere espresso diversamente sottolineando che il capitalismo rese ovvio il fatto che la scarsità non è un dato naturale ma in ultima analisi – come pure ammesso da Léon Walras nella prima edizione del suo Eléments – « socialmente prodotta ». (4) Come ho dimostrato, questo spiana la strada alla comprensione scientifica di quello che ho chiamato l’Ecomarxismo. La rapida industrializzazione della Prima Patria del Socialismo, appoggiata dal processo di collettivizzazione dell’agricoltura con Stalin e Mao, dimostra che i Bolscevichi avevano capito perfettamente questa problematica della transizione. Certo meglio di uno come Eric Wolf, ad esempio.

Sfortunatamente Böhm-Bawerk riuscì nel stabilire la sua fabbricazione come un’evidenza per troppi accademici, incluso quelli che pretendevano essere Marxisti. Paul Lafargue e i Bolscevichi furono eccezioni, benché non furono capaci di risolvere la questione cruciale della produttività inserendola nelle Equazioni della RS e della RA.

Arrivarono poi Tugan-Baranovski e Bortkiewicz. Accettarono l’argomento di Böhm-Bawerk tentando di fornire una soluzione in questo quadro falsificato. Il loro tentativo rappresenta l’epitome del modello scambiato con la realtà. In effetti, proposero di utilizzare le equazioni quadratiche. Così facendo, ignorarono l’incoerenza in termini della produttività delle funzioni di produzione proposte per il Settore I e il Settore II, e per la loro stessa addizione, cioè il Settore III. In questo modo ignorarono il prerequisito necessario per qualificare la formulazione della questione nel rispetto della coerenza scientifica della Legge Marxista del Lavoro. In altri termini, la loro soluzione non rispetta l’omogeneità dei vari componenti delle funzioni di produzione in termini del valore di scambio della forza di lavoro.

Così presero le loro funzioni di produzione con rapporti plausibili ma casuali per v/C e pv/v. Assunsero poi che per la Situazione RS i Mp utilizzati per il capitale costante e i Cn utilizzati per il capitale variabile dovevano essere rinnovati. Questo dovevo avvenire simultaneamente per evitare la rovina logica della cosiddetta soluzione dei prezzi di produzione. Perciò introdussero un Terzo Settore, quello dell’Oro. Questo è ridicolo perché la taglia di questo settore viene data artificialmente dato la necessità di formulare il problema in una forma quadratica. In oltre, dato che si deve avere lo stesso numero di ignote e di funzioni, l’Oro assume il ruolo di unità di conto rendendo così possibile la risoluzione quadratica. Voilà! Questo rimane il « migliore » esempio del fallimento euristico con il quale il Modello si sostituisce alla Realtà da analizzare. Marx aveva sottolineato che il problema andava risolto nel quadro rigoroso dei vincoli forniti dall’equilibrio stazionario, cioè quello delle Equazioni della Riproduzione Semplice. Abbiamo mostrato qui sopra come questo possa essere rispettato scientificamente rispettando la Legge del Valore Marxista.

Ecco come è formalizzata la risoluzione simultanea:

c1 + v1 + s1 = c1 + c2 + c3

c2 + v2 + s2 = v1 + v2 + v3

c3 + v3 + s3 = s1 + s2 + s3

Questa risoluzione simultanea ebbe un grande successo accademico. Ben inteso. All’infuori dei nostri compagni bolscevichi, influenzò quasi tutti gli altri, dai pseudo-Marxisti ai Marginalisti. Naturalmente senza escludere le verbose squadre post-Sraffa dei neo-Ricardiani. Sraffa aveva comunque preso la precauzione di sottolineare che il suo tentativo formulato nel suo « Produzione di merci a mezzo di merci » rappresentava solo un prolegomeni. Il segreto di Sraffa era chiaramente enunciato nel titolo. Sraffa si ispirava al commento di Gramsci su Ricardo nel quale il fondatore del comunismo scientifico italiano notava il ruolo della domanda globale sottolineata da Marx già nel 1844. In effetti, per mantenere l’omogeneità in termini di forza di lavoro – condizione posta dall’economia classica anche prima di Marx – la forza di lavoro era concepita come un « paniere di merci ». Questo era un modo fallace per dire che il valore di scambio della forza di lavoro era uguale « al tempo socialmente necessario per riprodurla ». Quello che Sraffa no poteva ignorare era che questo risulta vero in termini generali non poteva spiegare la genesi del profitto. Cioè, l’estrazione della sovrappiù, in altre parole lo sfruttamento capitalista. Eppure è proprio questo il punto sensibile. Come abbiamo visto, se uno non può mettere scientificamente in relazione il tasso di sfruttamento (pv/v) con la composizione organica del capitale (v/C), non c’è via di scampo.

Dobbiamo pero notare che lo stesso destino verificato per la presunta confutazione di Marx da parte di Böhm-Bawerk si verifica anche per la cosiddetta risoluzione simultanea: Questa cosiddetta confutazione non concerna il Marxismo – se non altro perché ignora cosa sia il Marxismo – ma paradossalmente concerna in pieno tutte le teorie economiche borghesi. In modo che, cosa mirabile, al contrario di quanto pretendeva Böhm-Bawerk contro Marx, la letale contraddizione ex ante/post hoc si applica a tutte le forme delle teorie economiche borghesi semplicemente perché nessuna di esse è capace di relazionare in modo coerente la micro-economia e la macro-economia, oppure di rendere conto simultaneamente delle quantità e dei prezzi.

Questo può essere espresso in una maniera ancora più limpida: Per stabilire la curva dell’Offerta si deve fornire la tabella della Domanda in prezzi; vice-versa, per stabilire la curva della Domanda si deve fornire la tabella dell’Offerta in prezzi. Poi si incrociano le due curve e voilà! Si ottiene il mirabile prezzo di equilibrio del mercato. Questa allucinazione puerile non solo viene data come scientifica ma inoltre viene sbandierata come il migliore modo per procedere all’allocazione delle risorse per raggiungere la riproduzione macro-economica! Questa pretese non consente neanche tenere conto dello sbieco introdotto dal fatto che l’allocazione delle risorse risponderebbe al motivo di accumulazione privata – « acquisitive mind » – invece di corrispondere ad una allocazione sociale delle risorse della comunità a favore dell’intera comunità. Aggiungendo l’effetto miracoloso della « mano invisibile » per raggiungere questo benefico risultato macroeconomico rappresenta il tipo lunatico di favola ormai abbondantemente confutato dai fatti. Basta dare un’occhiata all’inuguaglianza sociale ed al gigantesco sperpero di risorse in un contesto nel quale i bisogni sociali di base non vengono soddisfatti. In breve, non è affatto vero che dove esiste un bisogno o una domanda il mercato produrrà un’offerta, perché questo avviene solo quando l’offerta è solvibile – ed al minimo superiore al costo di produzione.

Il paradosso non finisce qui. Fatto sta che mentre i bolscevichi ed in particolare Lenin e Bucharin rigettavano questo approccio della risoluzione simultanea come un divorzio scolastico dal Marxismo ed in particolare dai Libri I e II del Capitale – i.e., la Legge del Valore e le Equazioni della RS-RA – i teorici borghesi Marginalisti ne fecero uso in varie forme nel tentativo di salvarsi dal loro inestricabile problema ex ante/post hoc. Léon Walras tentò illustrarsi proponendo l’idea che le curve di Offerta e Domanda si stabiliscono con una seria di tentativi e di errori (in francese « par tâtonnement » ) processo che illustrò con le sue metafore della « criée » e quella del « lago agitato ». In seguito, propose che l’equilibrio macroeconomico veniva risolto immaginando un tale tâtonnement sul « mercato dei mercati ». Si sottolinea qui che questi tentativi puerili non iniziano nemmeno ad affrontare il problema iniziale, cioè la contraddizione ex ante/post hoc inerente alle curve dell’Offerta e della Domanda!!!

Per fortuna, Auguste Walras ammonì il suo figlio Léon puntando al fatto che non si dovrebbe mai dimenticare gli obbiettivi sociali ed economici. L’economista di Lausanne concluse dunque che si doveva distinguere tra la scienza economica intesa come scienza dura e l’economia sociale intesa come scienza sociale, quest’ultima fornendo gli obbiettivi sociali il cui raggiungimento andrebbe affidato alla prima. Quest’idea fu poi coscientemente denaturata da Joseph Schumpeter, teorico di destra pienamente consapevole del fatto che la contraddizione ex ante/post hoc non poteva essere risolta all’interno del paradigma economico borghese. Questa taciuta consapevolezza spiega il suo profondo pessimismo rispetto alla sopravvivenza storica del sistema capitalista. Scelse arbitrariamente di trasformare il problema in una dicotomia economica ontologica ed epistemologica. Essendo presentata come parte della natura delle cose, diventava al di là di ogni possibile questionamento!

Per sfortuna, il grande economico sociale walrasiano Maurice Allais, accettò questa interpretazione. Di conseguenza chiamò giustamente per l’adozione di Preferenze Comunitarie Europee in modo da contrastare i danni prevedibili indotti dai trattati di libero-scambio. Purtroppo, dato la sua comprensione walrasiana del mercato del lavoro, non era in grado di capire la logica della Riduzione della Settimana di Lavoro – le 35 ore – messa in opera dal governo esemplare della « gauche plurielle » di Jospin. Malgrado la mia ammirazione, fui dunque obbligato a correggere il tiro; lo feci nella Nota ** del mio Keynesianism, Marxism, Economic Stability and Growth. (2005) Questa nota portò in seguito ad una migliore comprensione dei veri numeri della disoccupazione e della sotto-occupazione, sapendo che le statistiche ufficiali rimanevano fondate sulla definizione dell’OIL. Secondo questa definizione, una persona risulta occupata se ha lavorato solo una ora durante l’ultima settimana o periodo di investigazione. Questa metodologia altamente riduttrice non è ancora stata modificata dall’ISTAT …

Le cose peggiorarono con i teorici borghesi. I più « svegli » tra loro sapevano che usavano del loro vecchio metodo di rovesciamento e di occultazione già usato contro Marx. Questo metodo era fortemente sostenuto dalla loro selezione, esercitata dietro le quinte, dei membri dell’intellighenzia, in particolare delle squadre di accademici. Continuarono nel loro sforzo per stabilire la plausibilità delle loro teorie, abusando dall’apparenza di senso comune fornita dalla metafora del mercato. Simultaneamente, rafforzarono il loro controllo sopra la disciplina trasformandola in una « dismal science » difesa da tanto asini (vedi Apuleio ) premiati con cattedre e pseudo-Premi Nobel. Il loro ruolo consiste nel mantenimento della plausibilità delle narrazioni, aggiustandole di tanto in tanto per correggere l’inevitabile ma crescente discrepanza tra le loro narrazioni ideologiche e la realtà. Se la scienza era strettamente – empiricamente ? – fondata sugli epifenomeni, sarebbe ridotta ad una semplice descrizione. Invece, si segue il modello stabilito con le falsificazioni bibliche, in realtà copiate in modo esclusivista ma senza mai dare la fonte dagli antichi testi Sumeri anteriori. Così, delle narrazioni economiche plausibili tentano cinicamente di abusare i meccanismi cognitivi umani della gente comune con l’intento maligno di classe e di caste di bloccare la via della scienza.

Ad esempio, Alfred Marshall fu strumentale nella propagazione dell’allucinazione visuale incarnata dai suoi diagrammi di offerta e domanda. Ma, come riconosce Hicks, tratta ancora di solo due merci. Quando utilizzava la merce « grano » intendeva riferirsi al maggiore mezzo di consumo della forza di lavoro. Questo rimaneva pericoloso perché rimandava ai componenti di base di ogni funzione di produzione. Questo rimane vero anche scrivendo la funzione di produzione secondo l’usanza Marginalista come y = f(c, v), cioè il prodotto essendo funzione degli input in capitale e lavoro. Il capitale e il lavoro nella funzione di produzione rimandano ai vincoli parametrici dell’equilibrio macroeconomico, cioè alle Equazioni RS. Hicks cercò allora di importare il trucchetto quadratico per estendere il sistema duale di Marshall a 3 e poi eventualmente a n merci. Fu abbastanza onesto in quanto allertò sul fatto che i suoi tentativi erano al meglio parziali. Sfortunatamente per lui, come stava finendo il suo lavoro, Keynes pubblicò il suo General Theory of employment, interest and money (1936). Da notare il titolo completo del libro di Keynes. Il contributo di Hicks dovette aspettare la rinascita dello spirito economico regressivo neoliberale dopo la morte di Keynes. Questo avvenne sopratutto nei Stati-Uniti, particolarmente nel periodo post Seconda Guerra Mondiale quando questa reazione fu ospitata, tra altri luoghi dell’Establishment, nella Chicago University. Hicks fu dunque strumentale nello stabilimento della cosiddetta sintesi neoclassica anche conosciuta come « Keneysianesimo bastardo » secondo l’appellativo attribuitoli da Joan Robinson ed altri a Cambridge UK.

Irving Fisher, un discepolo americano di Böhm-Bawerk, tentò di portare la falsificazione oltre. Il suo obbiettivo era quello di cancellare le fondazioni socio-economiche della lotta e delle alleanze di classe. Come abbiamo visto in precedenza, queste formavano l’oggetto di studio del Libro III del Capitale di Marx. Immaginò un modo per mascherare le distinzioni tra rendita, profitto (e interesse ) e salario. Consistete nell’amalgama di tutte queste distinzioni nel suo unico concetto di « income stream » ovvero di flusso di reddito. In tal modo che i capitalisti e i banchieri, i venditori e commercianti, gli operai e i contadini senza dimenticare le casalinghe furono trasformate in capitalisti affaccendati nel compito di ottimizzare i loro flussi di reddito esercitando le loro scelte di investimento ed operando i loro calcoli del rischio.

Tali argomenti non meriterebbero nemmeno un commento se no fosse per il fatto che sono ormai integrati nella « scienza » economica mainstream, anche senza la menzione di Fisher eccetto per la « Catena Fisher ». In effetti, successe che Fisher ebbe torto in tutte le sue predizioni – tanto per la Grande Depressione, la Recessione nella Depressione del 1936-37 che non vide venire, quanto per il suo « income stream » dinamico incarnato dal sistema bancario istituito con il Glass Steagall Act del 1933, questo ultimo optando finalmente per la segregazione tra banche di deposito, banche commerciali e casse popolari o credit unions. Iniziando come un ricchissimo erede finì rovinato. Alla fine, diventò un fervide difensore del cosiddetto 100% Money System. Pensava che un tal sistema poteva eliminare il sistema bancario frazionale, cosa che non aiuterebbe molto perché il 100% Money System continuerebbe ad essere fondato sulla sua teleologica e tautologica teoria della moneta e della circolazione monetaria. In verità, il sistema di Fisher è fondato sulle iniziali ma fallacci curve di offerta e domanda, un ragionamento fallace estese al livello macroeconomico con la sua falsificazione del « income stream ».

E facile pero capire il fascino esercitato dalla risoluzione simultanea sui gruppi accademici. Si deve trattare di n merci incluso al livello macroeconomico – per non menzionare i formidabili problemi inerenti all’introduzione coerente delle strutture del reddito e delle inflazioni … come anche Hicks stesso riconosceva. I padri del moderno e lunatico neoliberalismo intuirono rapidamente che questo tentativo porterebbe comunque a varie forme di regulation macroeconomica. In effetti, Tugan-Baranovksi propose la sua soluzione come una forma sintetica socialista … Dopo tutto questo forma il nodo ontologico centrale del suo Modello, cioè la riproduzione dei capitali costanti e variabili in t1 e t2, assumendo un contesto RS o di equilibrio stazionario.

L’Ebreo-Austriaco Fascista von Mises era il più indiavolato demagogo e ideologo di tutti questi reazionari. Influenzò Hayek e Milton Friedman come pure la cosiddetta Chicago Boys School ed i membri della Société du Mont Pélerin – con l’eccezione del classico Walrasiano Maurice Allais.

Per von Mises tutte le forme di pianificazione sono cattive, particolarmente quella capitalista tedesca messa in opera durante la Prima Guerra Mondiale. Questa dimostrava in modo molto concreto la grande efficienza della pianificazione per raggiungere specifici obbiettivi controllando l’andamento dei prezzi. In tempo di guerra, le risorse disponibili debbono essere mobilizzate, dunque senza l’usuale spreco capitalista considerato in un tale contesto come nocivo per la sicurezza nazionale. Questo spiega anche il suo odio per Keynes forse ancora peggiore del suo odio per i Bolscevichi. Le sue critiche si riassumano nella affermazione che il « mercato deregolamentato » è il migliore mezzo per allocare le risorse ma, ovviamente, non fornisce mai nessuna prova, a parte la sua fede nella « mano invisibile » … e, dobbiamo aggiungere, la sua credenza nella regolazione automatica della demografia tramite l’inuguaglianza sociale. (5)

Per capire la perversità della sua ideologia filo-semitica fascista basta dare una occhiata al suo libro intitolato Socialism, nel quale appaiano i suoi argomenti. Qui egli afferma che la Sanità pubblica crea in realtà la malattia portando alla debilitazione della popolazione in generale; secondo lui, la salute è una questione di Volontà – e, dobbiamo comunque aggiungere, di accesso agli ospedali privati. E chiaro che questo Ebreo-Austriaco Fascista aveva in mente un ordine mondiale biblico di destra capace di emulare il sistema di casta. Sappiamo che nell’India moderna mezzo miliardo di Dalit muoiono ad una età media di 40-42 anni, non possono permettersi di essere malati …( vedi pp 476-477 del suo libro Socialism in https://mises.org/library/socialism-economic-and-sociological-analysis , come pure l’intero e barbare capitolo filo-semita nietzschiano intitolato « Compulsory social insurance » che inizia a pagina 475. Aggiungiamo la teoria straccione di Amartya Sen, oggi svelata in quanto tale, secondo la quale l’economia di mercato indiana superava l’economia pianificata cinese dato il migliore flusso di informazione. La medesima cosa può essere affermata paragonando le performance socio-economiche e culturali dello Stato Sociale o Welfare State con quelle degli Stati neoliberali attuali.

Tra parentesi aggiungiamo che la peggiore versione neoclassica « bastardizzata » rimane quella offerta da Robert Solow nel suo articolo del 1956, il quale — beninteso … gli procurò l’analogo Premio Nobel per l’economia conferito dalla Banca svedese. Il contributo di Solow – come pure quello di Samuelson – era un tentativo di rompere con la regulation economica proposta da Cambridge UK – Keynes, Sraffa, Joan Robinson ecc. A questo gruppo deve essere aggiunto Harrod e Domar benché il primo, primo biografo di Keynes, era, guarda caso, di Oxford. Solow propose semplicemente di togliere via il vincolo del pieno impiego che era al centro della rivoluzione intellettuale ed etico-politica provocata nel dopo-guerra nella disciplina dalla General Theory di Keynes. Andava di pari passo con il concetto fondamentale di Lord Beveridge secondo il quale la previdenza e l’assistenza sociali costituivano i principali strumenti contro-ciclici a parte di essere l’incarnazione di diritti sociali fondamentali.

Solow propose semplicemente di riscrivere la funzione di produzione come y = f(K,L) dove K è il capitale e L il lavoro ma dove L era ad un livello indeterminato. Il concetto era che, essendo il lavoro un fattore di produzione sufficientemente fluido e flessibile, il mercato troverebbe rapidamente il su « equilibrio sul filo del rasoio » ( « razor-hedge equilibirum » ). Questo averebbe in un modo inevitabile quando il lavoro avrebbe raggiunto il suo « livello fisiologico ». In tal modo nessuna regolamentazione era necessaria dato che il pieno-impiego risulterebbe dall’operato del mercato Solowiano. Ben inteso, un tale « livello fisiologico » non esiste se non come una madornale e grossolana inettitudine Malthusiana, per dirlo cortesemente. Abbiamo visto che un mezzo miliardo di compagni Dalit in India hanno una aspettativa di vita media di 40-42 anni. Non solo: in una delle sue canzoni, la cantante francese Coralie Clément messe in guardia contro l’illusione comune del « non può andare peggio » notando che quando uno è già a terra può sempre scavare. (« Sais-tu que lorsque on touche le fond, on peut toujours creuser. »  https://www.youtube.com/watch?v=7IuS1CBHZKg )

Eventualmente, le inettitudini di Solow furono coniugate con la competizione neoliberale globale. Dal punto di vista marginalista il lavoro è considerato come un fattore di produzione come qualsiasi altro, e dunque il salario viene sempre inteso come il « salario individuale capitalista ». Il lato Umano del lavoro è totalmente ignorato, particolarmente la sua necessita di riprodursi all’interno di focolari con taglie fatalmente diverse. Viene anche ignorata la necessità di vivere duranti i periodi di inattività causati senza nessuna colpa del lavoratore, ad esempio la disoccupazione, la malattia e la vecchiaia. Quando la competizione sul mercato del lavoro avviene sulla base del livello fisiologico solowiano, oppure sulla base del salario individuale privo di ogni « salario differito » e di ogni accesso universale ai servizi sociali pubblici, la catastrofe sociale segue fatalmente accompagnando una vera e propria spirale socio-economica verso il basso.

Oggi purtroppo questa forma inumana e irrazionale di competizione è iscritta nella definizione officiale dell’anti-dumping sancita dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e inclusa come parte integrante di tutti i trattati di libero scambio. Questa spirale negativa viene in parte mascherata dalla crescita del settore finanziario speculativo grazie alla sua sovra-rappresentazione nel PIL Marginalista. Il PIL è ontologicamente incapace di distinguere tra economia speculativa e economia reale. Nei Stati Uniti, questo settore era attorno a 3 % del PIL prima dell’abrogazione del Glass Steagall Act nel 1999, mentre oggi sta navigando attorno a 9 % del PIL. Si può verificare le conseguenze umane in: The Body Economic : why capitalism kills , (2013), nella sezione Livres-Books di www.la-commune-paraclet.com . C’è da notare che i Marxisti essendo internazionalisti applaudirebbero i trattati di fair trade o commercio equitabile con entusiasmo purché i tre componenti del « reddito globale netto » dei focolari venissero integrati nella definizione dell’anti-dumping assieme al principio di precauzione ambientale. In effetti, con la riaffermazione del « principio della nazione più favoreggiata », questo basterebbe per scaturire un’era globale di pace e di prosperità.

La regressione coscientemente concepita da Solow non riguardava soltanto la regulation economica del dopo-guerra, contrastata con l’introduzione della flessibilità del mercato del lavoro « liberato » da ogni vincolo e da ogni rigidità. Mirava anche a prevenire il tentativo di Harrod di dinamizzare il sistema stazionario di Keynes ispirandosi ai lavori svolti attorno alla pianificazione sovietica. La questione per Solow era dunque: Come si può mantenere l’apparenza del dinamismo se si toglie di mezzo la « mano visibile » (espressione giusta di Chandler ) della regulation o della pianificazione? Si fa solo furbizia rispetto alla produttività, concetto che il marginalismo non è in grado di concepire altrimenti che come economia di scale e rendimenti crescenti/decrescenti. Solow, vero Stalinista in questo rispetto, sapeva tutta l’importanza della produttività. Ma pote soltanto introdurre la tecnologia in modo esogeno nelle sue equazioni. Ben inteso, questo è inetto e fraudolente semplicemente perché alla tecnologia viene attribuito un prezzo – o meglio un valore di scambio – dal mercato. Ma, Solow, come gli altri pote camuffare la paurosa vacuità della sua teoria con l’ab/uso della matematica.

L’apice della regulation Keynesiana fu raggiunto nel Regno Unito con il Primo Ministro Wilson. In seguito, lo smantellamento progressivo delle barriere tariffarie con il GATT e la multinazionalizzazione del capitale produttivo, dessero inizio alla ritirata dal Keynesianesimo. Se non altro perché non fu fatto niente per prevenire gli effetti dell’estroversione del Moltiplicatore Economico, e dunque per preservare la coerenza della Formazione Sociale, chiave della regulation Keynesiana in un sistema mondiale inter-statale. Quindi non sorprende vedere l’efficacia domestica dell’intervento dello Stato diminuire progressivamente.

Ironicamente, quando si scatenò la controversia sulla funzione di produzione tra Cambridge UK – Keynesiani e neo-Ricardiani – e Cambridge USA – cioè, i regressivi « bastardi Keynesiani » Samuelson e Solow, tramite studenti proxies – il sistema di Bretton Woods stava crollando: Sappiamo che la storia era già stata scritta quando Harry White guadagnò la battaglia diplomatica contro Keynes durante la Conferenza di Savannah … Nondimeno, le inettitudini rimangono inettitudini. Alla fine entrambe le Scuole di Cambridge erano campeggiate sullo stesso terreno marginalista per quello che riguardava la funzione di produzione. La differenza stava solo nella loro comprensione del « mercato dei mercati », o, per semplificare, su quanto Auguste doveva essere aggiunto a Léon Walras … Oggi, dato i miei contributi, entrambe le Scuole di Cambridge non resisterebbero alla critica marxista 10 minuti, nemmeno con l’aiuto di tutti i cosiddetti Premi Nobel. Rinnovo qui la mia sfida, chiedendo pero il diritto di rispondere.

Ironicamente, questa inetta risoluzione simultanea – incluso nella sua versione marginalista – fu criticata da Hayek. Notò che i calcoli simultanei dovevano essere effettuati per ogni singola transazione, cosa non-fattibile dato l’immenso potere di calcolo richiesto. Questa critica motivò il tentativo di Paul Cockshott e di Allin Cottrell nel loro articolo discusso in dettaglio qui sotto.

Per concludere questa sezione, dobbiamo sottolineare che i componenti (c + v) della funzione di produzione portano naturalmente alla struttura di SI e SII, cioè la necessaria riproduzione degli Mp e degli Cn utilizzati. Questo ci dice ugualmente che possiamo includere tutti i sotto-settori desiderati sotto SI oppure sotto SII secondo la loro finalità produttiva o di consumo ( per i dettagli vedi il mio Compendio di Economia Politica Marxista). Dato la potenza delle statistiche socialiste che possono essere derivate da un corretto impianto della RS-RA, le filiere trans-settoriali possono essere anche loro gestite con relativa facilità.

Terzo Compito: Presentare gli argomenti proposti in questo articolo assieme alle critiche costruttive meritate.

Gli autori confutano l’argomento secondo il quale la disintegrazione della Unione Sovietica confermerebbe la giustezza delle critiche borghesi contro il Socialismo, sistema dato come teoricamente e concretamente impraticabile. Desiderano invece dimostrare che ancora « esiste un’alternativa viabile al capitalismo ed al libero mercato ». (p 1) In conseguenza trattano i critici più acerbi, oggi prevalentemente accademici « rispettati », tali von Mises, Hayek e Samuelson. Questo rende il loro approccio interessante. Il loro punto di partenza sta nell’opera di Lange e di Strumilin. « Da Lange (1938) prendiamo una versione modificata del processo di tentativi e errori, secondo il quale i prezzi di mercato per i beni di consumo sono utilizzati per guidare l’allocazione del lavoro sociale per i vari beni di consumo; da Strumilin prendiamo l’idea secondo la quale nell’equilibrio socialista, i valori di uso creati in ogni linea di produzione debbono mantenere una proporzione comune con il lavoro sociale elargito. » (p 1)

Il metro del valore da loro proposto è il tempo di lavoro, indifferentemente dalla necessaria coerenza tra i rapporti v/C, pv/v e pv/(c+v). A mia conoscenza, uno dei primi teorici borghesi che ridusse la Legge del Valore di Marx al semplice tempo di lavoro, in astrazione di tutti i cambiamenti nella durata e l’intensità analizzati con grande rigore nel Libro I del Capitale, fu Benedetto Croce nel suo libro intitolato Historical materialism and the economics of Karl Marx pubblicato al inizio degli anni 1920.

Per i nostri autori, le funzioni di produzione erano scritte in funzione di questo concetto, cioè come funzioni integrate in una matrice. Si suppone che l’equilibrio generale, stazionario o dinamico viene dato dall’uguaglianza di tutti i valori di uso prodotti in tutte le linee di produzione con il tempo di lavoro sociale o totale elargito. Per gli autori, questa uguaglianza deriva dai gettoni lavoro, cioè dai diritti di ogni lavoratore – assumendo correttamente un sistema salariale ugualitario per tutti – sulla ricchezza collettivamente prodotta dopo avere effettuato « le deduzioni delle tasse necessarie per ripagare l’uso comune del lavoro: accumulazione dei mezzi di produzione, beni e servizi pubblici, supporto per i non idonei al lavoro. » (p 2)

Gli autori non erano impressionati dall’argomento di von Mises: « Possiamo solo riassumere la nostra risposta qui. Se uno usa il tempo marginale del lavoro come misura del costo, questo prenderà in linea di conto le difficoltà crescenti nell’ottenimento delle risorse non-riproducibili. In addizione, i pianificatori possono decidere quali risorse consacrare alla ricerca di alternative, ad esempio l’uso dell’energia solare per sostituire il petrolio. In oltre, non esiste nessuna ragione per credere che un mercato reale possa fornire una soluzione ottimale a tale problema. Per quello che concerna la non-omogeneità del lavoro, si può in via di principio trattare il lavoro specializzato nel stesso modo di ogni altro prodotto, valutandolo in termini del tempo di formazione richiesto per produrlo. » (p 2)

Gli autori avrebbero ragione se avessero applicato i rapporti inerenti alla produttività integrandoli nelle Equazioni della RS-RA. Come abbiamo dimostrato qui sopra, le funzioni di produzione rimarrebbero allora coerenti in ogni caso tanto in termini di quantità quanto in termini di valore-prezzo come pure in termini di tempo di lavoro. Tale risultato viene raggiunto in due modi: prima con rapporti v/C e pv/v identici in tutti i settori oppure con rapporti differenti – tassi di produttività settoriali diversi – nel rispetto rigoroso della Legge di Produttività Marxista. Rimane che questo non può essere capito nei termini Smithiani-Ricardiani-neo-Ricardiani proposti dai nostri autori., cioè come la differenza tra « lavoro semplice » e « lavoro complesso », quest’ultimo essendo valutato come una somma di « lavori semplici ». Nel Libro I del Capitale, Marx utilizza il concetto marxista corretto, cioè quello di « lavoro astratto » collegato al concetto di « lavoro socialmente necessario » per riprodurlo. Il tempo di lavoro serve a misurare la produttività del lavoro secondo la composizione organica del capitale ed il tasso di sfruttamento che lo accompagna.

Le critiche di von Mises partivano dalla sua certezza che i teorici rimanessero prigionieri della critica inizialmente fabbricata da Böhm-Bawerk. Credeva dunque essere in terreno sicuro mentre, come abbiamo visto, non aveva capito né la Legge Marxista del Valore né la questione della rendita. Questo rimane vero per tutti gli altri economisti borghesi perché risulta chiaro che l’idea di scarsità utilizzata qui in relazione al tempo di lavoro si riferisce alla cosiddetta ma confusa rendita Ricardiana. Abbiamo già confutato questi puerili argomenti qui sopra ma anche sottolineando che lo stesso Léon Walras riconosceva il fatto che la scarsità era socialmente prodotta. Dato che ignorano la Legge Marxista della Produttività assieme ai vincoli parametrici forniti dalle Equazioni RS-RA, rimane che gli autori sono incapaci fornire una giusta e coerente soluzione.

Questo mostra chiaramente la difficoltà per armonizzare i prezzi con la loro comprensione dei gettoni lavoro. Ci troviamo di nuovo confrontati con la contraddizione logica del problema ex ante/post hoc. In modo concreto questo appare nella confusione inerente relativa al ruolo duale del gettone lavoro il quale serve simultaneamente come unità di misura e come unità di conto. Questo non è triviale. In effetti, anche ignorando per ora il meccanismo dell’estrazione del profitto e il problema della misura della sovrappiù estratta, è chiaro che questa confusione tra tempo di lavoro in quanto quantità – il valore di uso della forza di lavoro – e come tempo di lavoro in quanto unità di conto – o valore di scambio – gioca esattamente lo stesso ruolo puerile di quello fatto giocare all’Oro nello schema originale della risoluzione simultanea.

In oltre, la presentazione delle numerose funzioni di produzione lineari in una matrice mostra chiaramente come il meccanismo della riproduzione non sia affatto compreso. Qui il ricorso a Lange ammonta alla sostituzione della « mano invisibile » di Smith con le preferenze dei consumatori espresse nel mercato dei beni di consumo. Presumibilmente questo include, assieme al consumo dei focolari, quello cosiddetto di « consumo produttivo ».

Senza nessuna comprensione delle necessarie relazioni tra i rapporti v/C e pv/v, si arriva ad una situazione come la seguente:

c1 + v1 + ?1 = xP

c2 + v2 + ?2 = yP

…………………….

cn + vn + ?n = nP

Questo assomiglia allo schema iniziale di Marx per i prezzi di produzione, dove xP, yP, nP sono presi in modo aleatorio e non come parte integrante di un dato sistema. Si pone allora la domanda di come sia determinato il tasso del profitto – il quale deve essere identico perché imposto tale dalla mobilità del capitale. Ben intenso, gli autori si confrontano con questa questione. Lo fanno con riferimento al potere di calcolo dei computer moderni. Si tratta di un bel trucchetto che basta per confutare la critica di Hayek contro il metodo della risoluzione simultanea. Purtroppo, come vedremo, non è niente altro che una confutazione tecnica – potenza di calcolo – di un problema puerile, il quale, in realtà, non ha più niente a che vedere con le Equazioni della Riproduzione di Marx. A questo punto rimane pero che la riproduzione reale in un sistema stazionario non è assicurata. La struttura della RS non è rispettata. Nonostante, la matrice e l’uso del tempo di lavoro offre una soluzione « matematica » ma una che non ha più nessun senso economico.

Dobbiamo pero ritornare sopra la confutazione delle obbiezioni di Hayek da parte degli autori, dopodiché vedremo come trattano l’estrazione e la misura del profitto.

Böhm-Bawerk, von Mises, Hayek, Milton Friedman e tutte queste squadre tristi benché sovra-rappresentate si sono conferito un mandato biblico di oscurare e di bloccare la via della scienza. Altrove questo si verifica con Leibniz versus Descartes e Giordano Bruno, Gödel versus Turing, Ralph Schoenman vs Bertrand Russell, alias Victor vs J.P Sartre ecc. Sono così numerosi gli esempi da costituire una triste testimonianza del processo di selezione di casta operato dietro le quinte con lo scopo di mantenere i cittadini in un stato perenne di oscurantismo. (« Nel 1872, Emile Boutmy creava Sciences-Po attribuendoli una missione chiara: « Costrette di subire il diritto del più numeroso, le classi che si denotano loro stesse più elevate possono solo preservare la loro egemonia politica invocando il diritto del più capace. Così, dietro il muro di cinta collassato delle loro prerogative e della tradizione, il flusso della democrazia deve essere ancora ostacolato da uno secondo baluardo fatto di meriti eclatanti ed utili, di superiorità il quale prestigio si impone, di capacità che possono essere scartate solo con follia. » In Quelques idées sur la création d’une Faculté d’enseignement supérieur, 1871 (sic), citato da Piketty (2013, p 782.) Sottolineiamo qui che Boutmy parlava ancora di merito in termini repubblicani, cioè acquisito tramite severi esami per accedere a delle Grandes Ecoles républicaines. Notiamo che ora il «merito » è strettamente funzione della sovra-rappresentanza delle squadre filo-semitiche nietzschiane e degli osceni costi di scolarità (tuition fees). Samuel Huntignton con la sua Commissione Trilaterale auspicò il ritorno alla « deferenza verso l’Autorità – auto-conferita », in effetti il ritorno ad un nuovo Indice sostenuto da costi di scolarità altissimi e dal rigoroso controllo dei « flussi di comunicazione ». Questo non escludeva il ricorso al Martello Nietzschiano, in chiaro il Patriot Act e tutto il resto …. Visto che le loro narrazioni sono chiaramente prive di fondamento.)

Non si deve comunque dimenticare l’avvertimento di Nietzsche, il loro sifilitico grande maestro fortemente affiancato da tanti lunatici e arco-conservatori rabbini, nel suo Così parlava Zarathustra . Così questi tizi finiscono speso credendo loro stessi nelle narrazioni a-scientifiche fabbricate per conservare i loro privilegi di casta auto-eletta. Nietzsche per parte sua finì emblematicamente pazzo ed appeso al collo del povero cavallo ferito piangendo e gridando: « Pietà! Pietà! Pietà! » In termini della mia teoria della psicoanalisi marxista ho definito questi tizi come dei « pitre », altri senza vera consapevolezza