APPELLO / APPEL / APPEAL

Posted: 4th marzo 2014 by rivincitasociale in Politica
Commenti disabilitati su APPELLO / APPEL / APPEAL

Urgente:

Per il contesto, oltre alle lettere aperte qui sotto, vedi : « In memory of my elder brother Giuseppe De Marco medically murdered by Jews with the complicity of Canadians, Italians and others.*» in http://rivincitasociale.altervista.org/self-separation-the-united-states-and-israel-leave-unesco-good-riddance/

xxx

LETTERA APERTA AI PRESIDENTI DELLA CAMERA E DEL SENATO DELLA REPUBBLICA ITALIANA, 13 SETTEMBRE 2020, http://rivincitasociale.altervista.org/lettera-aperta-ai-presidenti-della-camera-del-senato-della-repubblica-italiana-13-settembre-2020/

XXX

Appello alla solidarietà pubblica. Diffondete la vostra indignazione cittadina contro questa mostruosa negazione della giustizia!

Parlamentari italiani, abbiate il coraggio di fare rispettare i nostri diritti costituzionali, almeno per una volta.

PER CONTRASTARE IL TERRORISMO DI STATO ITALIANO MI SERVE UN AVVOCATO D’UFFICIO DI FIDUCIA, 26 Luglio 2020,

http://rivincitasociale.altervista.org/constrastare-terrorismo-italiano-mi-serve-un-avvocato-dufficio-fiducia-26-luglio-2020/

x

The solidarity of all law-abiding person will be welcome. Help make this monstrous persecution and absurd denial of justice public.

TO COUNTER ITALIAN STATE TERRORISM I NEED A LAWYER WORTHY OF TRUST, July 26, 2020. http://rivincitasociale.altervista.org/to-counter-italian-state-terrorism-need-lawyer-worthy-of-trust-july-26-2020/

x

Appel à la solidarité internationale. Apportez votre concours pour rendre cette monstrueuse affaire publique et faire en sorte que la justice passe

POUR CONTRER LE TERRORISME D’ÉTAT ITALIEN, J’AI BESOIN D’UN AVOCAT DIGNE DE CONFIANCE, 26 juillet 2020,  http://rivincitasociale.altervista.org/pour-contrer-le-terrorisme-detat-italien-jai-besoin-dun-avocat-digne-de-confiance-26-juillet-2020/

xxx

« Mancata risposta – da tutti i ministeri in carica. Rinnovo della mia PEC del 28 ottobre 2019 » 24 nov.2019, in http://rivincitasociale.altervista.org/mancata-risposta-dai-tutti-ministeri-carica-rinnovo-della-mia-pec-del-28-ottobre-2019/

Seconda lettera aperta al CSM, 4 settembre 2019, con tre prove fotografiche accusatrici, in  http://rivincitasociale.altervista.org/seconda-lettera-aperta-al-csm-4-settembre-2019/

Lettera aperta al Consiglio Superiore della Magistratura sulla violazione del mio domicilio, l’alterazione del mio cibo e delle mie bevande e gli atti intimidatori di chiaro stampo poliziesco-mafioso. 24 luglio 2019, (THE ENGLISH VERSION follows the Italian version/VERSION FRANҪAISE INCLUSE) in http://rivincitasociale.altervista.org/lettera-aperta-al-consiglio-superiore-della-magistratura-sulla-violazione-del-mio-domicilio-lalterazione-del-mio-cibo-delle-mie-bevande-gli-atti-intimidatori-chiaro-stampo-poliziesco-mafioso/

Lettera al Presidente del Consiglio ed al Ministro della Giustizia per la necessaria riapertura delle mie denunce disattese dalla Procura di Cosenza e l’intempestivo ristabilimento dei miei diritti fondamentali e della mia riputazione. 25 luglio 2019 in http://rivincitasociale.altervista.org/lettera-al-presidente-del-consiglio-ed-al-ministro-della-giustizia-la-necessaria-riapertura-delle-mie-denunce-disattese-dalla-procura-cosenza-lintempestivo-ristabilimento-dei-miei-diritti-fo/

LETTERA APERTA AL GOVERNO sulla gravissima mancata risposta dell’Ordine dei Medici di Cosenza. 21 aprile 2019 http://rivincitasociale.altervista.org/letter-aperta-al-governo-sulla-gravissima-mancata-risposta-dellordine-dei-medici-cosenza-21-aprile-2019/

LETTERA APERTA ALL’ONOREVOLE P. PARENTELA (Seconda richiesta della copia delle riposte scritte alle Sue due interrogazioni parlamentari. 13 Maggio 2019) in http://rivincitasociale.altervista.org/lettera-aperta-allonorevole-p-parentela-seconda-richiesta-della-copia-delle-riposte-scritte-alle-sue-due-interrogazioni-parlamentari-13-maggio-2019/

Lettera aperta al Ministro Bonafede selle continue violazioni del mio domicilio e sulle mie denunce disattese, 5 giugno 2019, in http://rivincitasociale.altervista.org/lettera-aperta-al-ministro-bonafede-selle-continue-violazioni-del-mio-domicilio-sulle-mie-denunce-disattese-5-giugno-2019/

Lettera aperta all’Ordine dei Medici di Cosenza, 1 luglio 2019, in http://rivincitasociale.altervista.org/lettera-aperta-allordine-dei-medici-cosenza-1-luglio-2019/

xxx

PROEMIO – AVANT-PROPOS – FOREWORD (For the English version, please go to the March 2014 Posts section)

« La politica non è l’arte del possibile bensì l’arte di fare emergere nuove possibilità socialmente più umane » (Marzo 1985)

                                Jure Vetere : l’unico vero tempio è la coscienza umana.

ITALIANO. Vai all’Appello

Care compagne, cari compagni,

E arrivata l’ora della rivincita sociale dei popoli, in Italia ed in Europa. E arrivata l’ora di lavorare tutte/i insieme alla nascita di Comitati cittadini per la Rivincita Sociale capaci di condurre all’emergenza del Partito della Rivincita Sociale. Questi partiti nazionali comporrebbero poi una Federazione Per l’Europa Sociale, che al suo turno farebbe parte di una Nuova Internazionale (senza cifra). Il nome mi sembra importantissimo, perché corrisponde al programma come pure alla voglia di ricatto oggi molto diffusa tra le nostre cittadine e i nostri cittadini.

A questo link troverete un Appello intitolato « E arrivata l’ora della rivincita sociale dei popoli, in Italia ed in Europa ». In riassunto il programma proposto, da dettagliare in comune, è lo seguente:

a) Una nuova definizione dell’anti-dumping – per i dettagli vedi l’Appendice dell’Appello. Nel sistema commerciale globale attuale, la base del calcolo dell’anti-dumping è il salario senza contributi sociali. Noi chiediamo semplicemente che sia il salario con tutti i contributi sociali.

b) La nazionalizzazione del credito per eliminare simultaneamente il debito pubblico ed il « credit crunch », e per toglierci il Fiscal Compact dalle spalle, assieme ai banchieri ed alle loro banche cosiddette « universali » .

c) La laicità, la parità donna-uomo e i diritti civili;

d) L’ecomarxismo, il ripristino del Territorio ed il principio di precauzione;

e) La democratizzazione dell’educazione e della cultura, ed il finanziamento pubblico della Ricerca & dello Sviluppo;

f) La fine della sovra rappresentanza socio-economica e mediatica, come pure la fine della falsa rappresentanza elettorale e democratica – cioè, la fine della falsa rappresentanza elettorale a tutti i livelli, anche al livello sindacale, a dispetto della Costituzione.

g) Il ripudio di ogni intervento estero o di guerra che non sia strettamente difensivo, assieme al ritorno allo spirito ed alla lettera della sicurezza collettiva.

Sottometto quest’Appello alla vostra attenzione, chiedendo cortesemente una risposta. Per arricchire la riflessione comune potete aggiungere un commento a questo Appello – i commenti giudicati non idonei alla deontologia scientifica o cittadina saranno cancellati. Oppure i Comitati in formazione potranno contattarmi all’indirizzo qui sotto per trovare il migliore modo di coordinamento. Mi permetto sopratutto di chiedervi la più ampia diffusione possibile dell’indirizzo di questo sito tra le vostre conoscenze, tra i vostri membri ed altri gruppi amici, almeno se giudicati che questo possa essere utile per lanciare il dibattito e creare una dinamica rivendicativa di fondo. Il sito stesso dovrebbe diventare il vettore di una creazione collettiva. L’emergenza capillare dei Comitati dovrebbe presto trasformarsi in un’onda gigantesca ed autonoma ma organica al popolo delle lavoratrici e dei lavoratori intellettuali e manovali, in breve organica a tutte le nostre e tutti i nostri concittadine/i di buona volontà.  

La rottura radicale col sistema neoliberale attuale non si fa a parole ma bensì militando e organizzandoci per cambiare l’attuale definizione dell’anti-dumping, costruendo il programma attorno a questa domande chiave. Questo renderà tutto il resto possibile.

Perciò, questa nuova definizione deve ricevere priorità assoluta anche perché, interiorizzandone la logica, si muterà radicalmente il « senso comune » della gente, e si creerà gli anticorpi ideologici – nel senso nobile del termine – necessari al nostro popolo, aprendo così la strada alla concezione pratica di un nuovo modello sociale, sostenuto dall’evidenza scientifica, come pure dai principi cardini della nostra Costituzione. Su questa base risulterà possibile costruire una vasta alleanza di classi in vista di « una riforma democratica rivoluzionaria », tranquilla ma capace di andare alle radici dei problemi che confrontano il nostro Paese e la nostra gente.

Alcune/i di voi mi conoscono già tramite le mie e-mail inviate a controg8@yahoogroups.com, e forse anche grazie al mio sito www.la-commune-paraclet.com. Da qualche mesi, ho effettuato il mio rimpatrio in Italia, a San Giovanni in Fiore, nella mia città nativa in Calabria, col desiderio di essere utile al lavoro di militanza e di organizzazione comune, oggi più urgente che mai.

Vostro,

Paolo De Marco

Per contattarmi: la-commune@virgilio.it

Non si può accusare un cittadino senza la minima prova. Non si può macchiare la riputazione di una persona per bene, di un professore con contributi scientifici di un certo rilievo nelle sue discipline, per mezzo di una strumentalizzazione di chiaro stampo poliziesco-mafioso ideata da frazioni sviate dei nostri servizi di sicurezza troppo spezzo illegalmente subalterni ad influenze esterne. Non si può distruggere una famiglia e estinguere sistematicamente per anni una stirpe nazionale intera senza nessuna ragione legalmente eccepibile con la complicità attiva di tutte le istanze garanti e senza rendere conto.

La Giustizia, cioè il rispetto dei diritti umani fondamentali sanciti dalla Costituzione, non può essere negata a nessuno senza tradire la lettera e lo spirito della Costituzione, in particolare il diritto alla difesa legale, il diritto alla sicurezza della persona e all’inviolabilità del domicilio. Altrimenti, diventa un imperdonabile crimine di alto tradimento contro la Costituzione stessa.

Sin dal mio rimpatrio nel giugno 2013, con una completa complicità istituzionale estesa al governo, alla magistratura ed alle media, sono vittima di abusi senza precedenti in uno Stato europeo nominalmente democratico. Il mio domicilio è violato durante quasi tutte le mie assenze, il mio cibo e le mie bevande sono alterate per causare un debilitante riscaldamento corporeo – il cosiddetto « boiling body effect » -, e per colmo di intimidazione, le mie tovaglie da bagno furono macchiate di pittura rossa.

Immaginate questa situazione: In Italia, entrando in casa propria, casa dei vostri antenati, sapete che il vostro cibo e le vostre bevande furono alterate in vostra assenza. Non potete andare a prendere acqua di sorgente in Sila, non potete fare la minima conserva, la minima scorta, non potete aprire la minima bottiglia anche di aceto balsamico ecc., senza avere la certezza che possono risultare alterate. Nemmeno un Ph. Zimbardo impazzito avrebbe potuto immaginare una tale infamia.

Non solo i carabinieri hanno sempre rifiutato di indagare in loco – impronte digitali, analisi del cibo, delle bevande alterate e delle tovaglie macchiate – ma, in oltre, la strana Procura di Cosenza ha abusivamente – e erroneamente, cioè contro ignoti – archiviato tutte le mie denunce senza la minima indagine. Non furono nemmeno analizzate le prove sequestrate dai Carabinieri della mia Città, San Giovanni in Fiore (CS), tra le quali una bevanda alterata e una tovaglia macchiata. (Doc 7e 8, Doc 4 e Doc D c2, cioè il verbale del sequestro delle prove. Tutti i documenti pertinenti qui: http://rivincitasociale.altervista.org/constrastare-terrorismo-italiano-mi-serve-un-avvocato-dufficio-fiducia-26-luglio-2020/ )

Se non bastasse, a modo di depistaggio, il criminale comandante Pantano, assieme al criminale e pericoloso dr. Curcio, complottarono per accusarmi di paranoia mentre questo comandante, indegno della Arma e del suo uniforme, osò minacciarmi in caserma se porgevo altre denunce. Nello stile mafioso più rodato nelle nostre martoriate regioni meridionali per discriminare la gente per bene e controllare il territorio, questa diagnosi illegale e criminale venne introdotta alla mia insaputa nelle mie cartelle mediche senza nessuna autorizzazione di nessuna commissione medica. L’Ordine dei medici complice, avvertito sin dal 25 settembre 2017, non degna rispondermi, negandomi il sacro diritto alla difesa. (Doc 1, 2 e 3)

Il depistaggio ideato dal comandante Pantano avvenne durante l’incontro in caserma da me richiesto per capire le ragioni per le quali, malgrado i miei appelli e le mie denunce, i crimini perpetrati contro di me continuavano in totale impuntirà. Continuano tutt’ora. Sottolineo che se, per la mia personalità e per la mia educazione accademica, ho conservato una calma olimpica durante tutti questi anni di mostruosa persecuzione, un tale trattamento inflitto ad una persona più vulnerabile sarebbe da considerare doppiamente criminale e mostruoso. Le associazioni di pazienti ne potranno testimoniare.

Ha scritto il Deputato Sapia « « È evidente, nel merito, che tertium non datur: o una commissione l’ha esaminato secondo le procedure previste, oppure De Marco è vittima di abusi. » L’attuale drammatico sviluppo del sotto-sviluppo del nostro Paese, e della Calabria in particolare, non ha altra ragione se non la criminale incompetenza, indotta dal disprezzo attivo dei diritti dei cittadini e specificamente aggravata dal sentimento di impunità di troppo dirigenti, inclusi tra i carabinieri ed i magistrati.

Nel merito, questi crimini non rappresentano solo la pianificata e cinica distruzione della mia via professionale, della mia vita sociale e della mia vita tout court, ma bensì un crimine imperdonabile contro l’ordinamento costituzionale della nostra Repubblica.

Io, Paolo De Marco, nato cittadino italiano, sono un ex-professore di un certo livello, una persona per bene con una riputazione fin qui immacolata. Nella mia Città, assieme al nostro Comitato Cittadino per il Lavoro Dignitoso, siamo conosciuti per la nostra attitudine « costruttiva, pacifica e civile ». Alcuni articoli nei giornali locali, ad esempio nella Gazzetta del Sud, ne portano testimonianza.

In conseguenza, trattandosi di una scellerata e incompetente strumentalizzazione dovuta ai nostri servizi di sicurezza, chiedo formalmente al Parlamento della Repubblica, al governo italiano, quindi al Presidente del Consiglio ed ai ministri responsabili, di prendersi le loro responsabilità in modo di :

a ) Fermare immediatamente questa criminale operazione ideata contro di me senza nessuno motivo legale;

b ) Togliere con massima tempestività la criminale diagnosi del criminale e incompetente dr. Curcio dalle mie cartelle mediche e ristabilire la mia riputazione;

c ) Prendere tutte le misure necessarie per punire i colpevoli e pagare i danni morali e materiali esemplari a me dovuti.

La giustizia è uguale per tutti.

Cordiali saluti,

Paolo De Marco, ex-professore di Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale.

Tutti i dettagli del caso assieme ai documenti pertinenti – oltre al Doc D c2 qui allegato – sono disponibili in questo sito: http://rivincitasociale.altervista.org , all’indirizzo: http://rivincitasociale.altervista.org/constrastare-terrorismo-italiano-mi-serve-un-avvocato-dufficio-fiducia-26-luglio-2020/

As we have denounced for years, the hegemony of speculative capital destroys the real economy. (1) With the liquidity policies of Greenspan, Bernanke, Paulson et al., the process equally destroyed the circuits of capital, leading to economic cannibalism through speculative LBO, restructuration and grotesque buybacks. (2) The sanitary-economic crisis is showing the anti-human aspect of these philo-Semite Nietzschean theory and practice theorised by such pitre as the Jewish-Austrian fascist Ludwig Mises.(3) A sociological study of the systemic overrepresentation in Western societies and especially in financial, banking, academic, bureaucratic, judicial and governmental institutions can no longer be evaded. No reset is possible without the elimination of this racist, theocratic and cast discrimination. (4)

Lately a new version of this insane neoliberal monetarist policy has been formulated by the pitres Blanchard and Summers with the help of many others similarly gifted . It goes under the name of « Zero lower bound theory ». ( Blanchard & Summers ed., April, 2019). The silly destructive idea consists in thinking that Western States can automatically eliminate their public debt if only the central banks impose negative or close to negative interest rates, independently of the circuits of capital and of the private structure of the debt financing mechanism concretised by the costly intermediation of a half-dozen primary private banks. So much for internal demand and household consumption.

You might remember Greenspan’s « irrational exuberance » which he knowingly fed in the hope of achieving a « House Effect» in a inept emulation of the « Wealth Effect » imagined by Pigou as a critique of Keynes’s regulation. Pigou did this without any consideration for the structure of revenues … This fatally led to the subprime crisis. In March 2008, Treasury Secretary Paulson rigorously on behalf of speculative finance did not hesitate to present, as a remedy to that specific crisis, a report written on March 2007. It called for further financial and banking deregulation. (5) The cause of sickness given as the remedy! Naturally, this only exacerbated the speculative and economic crisis with all its huge social costs.

Then came Bernanke, the guy who had worked on « inflation » – in the singular – for his PhD thesis. He came up with his own trick. Namely, injecting QE and other huge liquidity flows in the current financial and banking sector with the hope of creating hyper-inflation so as to transfer the cost of the US debt financing to foreign creditors, mainly Chinese and Japanese. This was thought possible thanks to the manipulation of the global suzerain status of the US dollar. This led instead to the most enduring and sever « credit crunch » in the whole capitalist History. It also led to the destruction of the liberal capitalist competition regime in favor of a new neo-corporatist philo-Semite Nietzschean regime by which big banks and financial institutions and equity funds etc cannot go bankrupt because they will be bailed out by the FED and by the Treasury Of course, this does not apply to small businesses and to middle class households.

Then came Janet Yellen who merrily went one step further in the same direction. She was backed by many experts in lemons and other second-hand products and Wal-Mart imported goods necessary to satisfy the impoverished consumption needs of those portions of the labor market that were sacrificed to free-trade deals in an inept attempt to emulate Ricardo’s Repeal of the Corn Laws. This was done without the least consideration for the speculative destruction of the industry and of the real economy. (See for instance, That should still be us, by Martin Sieff, 2012.) It was dreadful. I have documented this self-destructive process known as « asymmetrical interdependence theory » from its very beginning in the 1980s as shown in the Category of this same site named « Another America is possible ». See in particular the texts made available in English, starting with the March 1985 essay entitled « The socio-economic consequences of Mr Volcker, Reagan and Co ».

Not surprisingly Yellen was forced – together with the BIS – to recognise that the FED did not really know what « inflation » was. (6) This despite the fact that inflation and full-employment are the main statutory objectives of the FED. The third objective is to massage the psychology of the markets. Nor did the ECB or any other capitalist central bank, for that matter. The fact that the Fed uses the CPE instead of the CPI to monitor inflation does change anything. (7) To understand why, the reader is sent back to my essay on the difference between purchasing power and standard of living as well as to my essay on the inanity of the Marginalist GDP. (8) The situation was badly worsened when the USA – 2013 – and then the EU – on October 2014 – changed the GDP adding an economically phony evaluation of drugs, prostitution, fiscal evasion, some intellectual rights and some armaments, to the tune of 3 % to 3.5 % of GDP without adding anything concrete nor anything minimally job creating. The sole aim was to pretend that the fiscal consolidation path or austerity policies still worked and needed more time. Thus this simple accounting trick provided more rope to neoliberals and monetarists to impose their preferred reforms, complete with social and spending cuts and with wall-to-wall privatisations.

Though dismantled, the residual Welfare State’s logic rests on the three components of what I called the « global net revenue » of households, namely individual capitalist salary, the « differed salary » or social contributions and the direct and indirect taxes, which should come back to households through universal access to social services, public infrastructures and security. This is very different from the phony Marginalist « disposable income » which excludes public social safety nets tied to institutionalized social savings. Yet, social safety nets suppress the onerous hazards suffered « through no cause of one’s own » thus empowering the individual net salary and furthering the sense of relative prosperity experienced by the households. The present sanitary economic crisis has dramatised this reality: Without jobs creation – remember the New Deal’s Public Works ? – no social contributions are coming in and Social Security is broke. Meanwhile evanescent fiscal revenues cannot even take up the slack. Hence, dramatically increased public indebtedness ensues, with the silly hope of erasing it year after year applying this inept Zero lower bound theory!!!

Powell tried his best to achieve a preventive « reset ». But he was tragically undermined by the regressive presidential fiscal policy. (9) He soon had to revert course, though he understood that the guiding rates are not the only tools at his disposal. The modulation of banks’ prudential ratios kicked in for the smaller and less vulnerable banks which are more closely tied up to local businesses. However, this should be regulated or else it will further weaken the local banking system. Necessary public credit is still in the dead  angle although the FED and the BoE, contrary to the ECB, are now willing to intervene directly on the primary market to finance some public debt. (10)

The sanitary and socio-economic crisis made worse by the Covid-19 has triggered a new round of QE and of liquidity injections into the speculative circuits. Public debt has increased tremendously. But central bankers are now sold more than ever before to the inept Zero lower bound theory and to a speculative Green New Deal. (11) They assume that inflation being no longer an immediate issue, dramatically increased public debt can be automatically eliminated through negative guiding interest rates and increased economic – speculative – growth. I have denounced this already. For one thing, if the more secure government bonds are « paying » a negative rate while zombie companies need to be maintained sine die on financial life-support in a context of monstrous buybacks, then where will the speculative financial system find its profits? Especially if the foreign expansion of speculative finance is limited and if consumer demand goes down as well as social contributions and fiscal revenues? Notice the Stock market foolish P/E ratios and the tremendous increase in the fiscally-sheltered wealth owned by the 1 % and the 0,1 % . This trend goes hand in hand with record high unemployment and with the impoverishment of the middle classes. This is materializing in a situation in which even the median income fails to capture increased inequalities due to the unprecedented bias in revenue distribution …

The inept reasoning was illustrated by the French Prime Minister when he presented his phony (12) « Plan de relance » which, among other things, recycles amounts of aid already announced by the government when the Covid-19 crisis started to unfold, and European Funds, in particular Sure, Mes and the Recovery fund, which will not be available before next year. As a matter of fact, these EU funds will induce higher public indebtedness but at a marginally better interest rate for some member States. The hope is to contain a likely increase of the spread. However, these funds will have to be paid back under strict European conditions. These include the re-introduced Fiscal compact and the other more stringent so-called economic reforms, not to speak of the conditions that will eventually be imposed by the MES, a non-accountable kind of European IMF but with even more stringent conditionalities. Furthermore, any increase in the European budget in favor of speculative finance – the Pac for instance has been sacrificed – implies the transfer of tax room to the European Commission even in the exclusive national powers such as Social Affairs … Did you hear anyone speak of a « Hamiltonian moment » ?

Not surprisingly racism and violence are manipulated in a new attempt to manipulate what Emile Durkheim called « anomie » namely the fact that the ordinary citizen tends to comply as long as s/he feels that the system punishes the people who violate the existing laws. (see the Note 4 below .) Hence, anti-Islamic and racist propaganda and other attempts to criminalise the so-called « dangerous classes » are coming back to the fore. Similarly after the criminal and illegal War on terrorism – and its domestic liberticidal Patriot Act, and its European analogs – a New but already aborted Cold War is being launched despite the fact that no emerging or non-aligned countries will ever accept to be enslaved by the philo-Zionist neo-Cocom and its speculative finance.

Paul De Marco,

San Giovanni in Fiore – CS, Sept 13, 2020

Notes:

1 ) See for instance my Tous ensemble or in English my Keynesianism, Marxism, Economic Stability and Growth, 2005. This is the first book which announced the speculative crisis known as the subprime crisis. It purported to show how real socio-economic growth could be achieved while respecting the Maastricht Criteria. A new RTT – reduction of the working week – and the recourse to public credit are essential to this goal. In effect the government of the « gauche plurielle » under PM Lionel Jospin had already demonstrated this. With its RTT 35 hrs it achieved a ) a huge reduction of unemployment from more than 11 % to less than 8 % ; b ) it eliminated the Social Security deficit; c ) it lowered the public debt to 59 % of GDP; and last but not least d ) the increased socio-economic prosperity triggered the birth of a new sociology of leisure and free time. In brief, a civilization conquest.

2 ) On the theory of « circuits of capital » see http://rivincitasociale.altervista.org/another-ineptitude-marxs-circuits-of-capital-and-realization-authored-by-g-dumenil-and-d-levy-dec-22-2019-january-27-2020/

3 ) See Ludwig Mises’ racist and eugenic policies in this book entitled Socialism in which he – the councillor of the Austrian fascist Chancellor before the Anschluss after which he had to flee to save his life – did not hesitate to state that the public health-care system creates sickness which otherwise is a simple matter of Will !!! See Note 11 of my essay on health-care in http://rivincitasociale.altervista.org/health-care-between-cuts-and-corruption-victim-of-choice-for-neoliberal-and-monetarist-fiscal-federalism-may-2016-translated-april-6-2020 . These polices, applied through the privatisation of health-care, have taken a turn to the worse through the triage of Covid-19 patients in a context in which the hydroxychloroquine and azythromicine protocol is outlawed despite it being the only one that does work if medically administered from the very beginning !!! See http://rivincitasociale.altervista.org/covid-19-aggiornamento-dei-dati-sui-contagiati-sul-tasso-letalita-al-30-agosto-2020-la-follia-della-proibizione-della-hydroxycholroquine-31-agosto-2020/

4 ) The « Black lives matter » movement is only the tip of the iceberg. It points to my denunciation of the attempt to enforce « a return to the society of new domesticity and new slavery ». These forced returns always end up the same way as the logic of exclusivism demonstrates. A tragic new turn was taken with the engineered 9-11 illegal « preventive war doctrine » aimed not only at some 66 Islamic States – to be destroyed in order to impose a Greater Israel in a Greater Middle East – but also against all the actual or imagined military and economic rivals of the putative philo-Zionist empire. It was said that one ignores the lessons of History at his-her own peril. The dominating US – Western – overrepresented casts are actively manipulating racism in an attempt to consolidate their grip on power. As the mainly white middle classes and others are impoverished, racism and warmongering are used to turn them against those portions of the population that are more impoverished than they are. See my earlier essay « Le lit du néo-fascisme » and its « Annexe » in http://www.la-commune-paraclet.com/fascismFrame1Source1.htm#racisme

The industrial workers’ movement – including the CIO – as well as the New Dealers had realized that this exclusivist choice does not work. Instead, they had chosen to consolidate the so-called Rainbow Alliance to support the necessary political and socio-economic reforms.

5 ) See « Credit without collateral » and « The Treasury and the FED » in the International political economy section of my old Jurassic site www.la-commune-paraclet.com

6 ) Janet Yellen in http://rivincitasociale.altervista.org/the-fed-finally-admits-it-does-not-know-what-inflation-is-sept-21-2017/

7 ) On the CPE vs CPI see : « Personal consumption expenditures price index , https://en.wikipedia.org/wiki/Personal_consumption_expenditures_price_index

Federal Reserve]

In its “Monetary Policy Report to the Congress” (“Humphrey–Hawkins Report“) from February 17, 2000 the FOMC said it was changing its primary measure of inflation from the consumer price index to the “chain-type price index for personal consumption expenditures”.[4]

Comparison to CPI

The differences between the two indexes can be grouped into four categories: formula effect, weight effect, scope effect, and “other effects”.

  • The formula effect accounts for the different formulas used to calculate the two indexes. The PCE price index is based on the Fisher-Ideal formula, while the CPI is based on a modified Laspeyres formula.
  • The weight effect accounts for the relative importance of the underlying commodities reflected in the construction of the two indexes.
  • The scope effect accounts for conceptual differences between the two indexes. PCE measures spending by and on behalf of the personal sector, which includes both households and non-profit institutions serving households; the CPI measures out-of-pocket spending by households. The “net” scope effect adjusts for CPI items out-of-scope of the PCE price index less items in the PCE price index that are out-of-scope of the CPI.
  • “Other effects” include seasonal adjustment differences, price differences, and residual differences.[5] »

8 ) On the crucial distinction between purchasing power and standard of life, see   http://rivincitasociale.altervista.org/purchasing-power-standard-of-life-socially-necessary-working-time-and-global-net-income-of-the-households-2-31-dec-2018/ . On the fundamental critique of GDP see: http://rivincitasociale.altervista.org/gdp-marginalist-narration-tool-against-the-welfare-of-peoples-and-the-prosperity-of-nation-states-may-24-2020/

9 ) See « The FED DILEMMA » in the list of English articles available here http://rivincitasociale.altervista.org/another-america-possible-feb-1-2017 . See also on the New normal : http://rivincitasociale.altervista.org/new-normal-either-big-depression-or-prolonged-recession-or-new-of-prosperity-thanks-to-new-anti-dumping-and-reduction-of-the-work-week-october-12-2018/

10 ) Aside from the Central bank’s direct intervention on the primary market –i.e. public credit -, I have proposed a swap of public debts against shares in public-private consortiums dedicated to the badly needed restoration and construction of classic and new public infrastructures. See my Tous ensemble in the Livres-Books section of www.la-commune-paraclet.com . Financial institutions would swap their public debt against shares in these consortiums. These shares would carry a 0.5 % or 0,8 % interest guaranteed by the States or by the Federal. In the EU this would be guaranteed by the national member States. Their maturity would be medium or long term. This would immediately lower the public debt while creating a huge pool of capital dedicated to the building of the necessary infrastructures. It would also free badly needed budgetary room, now « overcrowded » by speculative finance. At the same time, the balance sheets of banks and other financial institutions would be consolidated. And their ability to grant credit to enterprises would be increased while productive and consumer demand would grow thanks to the new public works and their economic effects.

11 ) On this speculative Green New Deal which is wrong-headedly focused on CO2, a gas that is beneficial to vegetation, and which will destroy the competitive cost of production, see : http://rivincitasociale.altervista.org/peoples-environmentally-sustainable-policies-vs-green-speculative-bailout-and-social-regression-7-may-2020/

12 ) Assuming negative rates, low inflation and an improbable growth rate of 3 %, the public debt will self-eliminate rapidly, such is the self-destructive wishful thinking of the French government and of other governments within the EU. This economic folly is strongly backed by the ECB which now thinks – well outside of its mandate – that a loosely defined « price stability » policy allows it to infringe any quotas in its allocation of QE and liquidities to member States and, worse still, to chosen private big enterprises, but always on the secondary market. In effect, this destroys liberal capitalist competition, namely the only self-correcting cybernetic mechanism available to capitalism outside strict State regulation. The ECB is fast transforming into a bad bank. The solution, of course, lies in the return to public credit and in the ability to launch the swaps of public debt against shares paying very low but secure interest rates when invested in public-private consortiums dedicated to the building of classical and new public infrastructures. As we know these public infrastructures form the backbone of macroeconomic competitiveness which is the real support for micro-economic productivity.

For the criticism by the France insoumise see: https://www.youtube.com/watch?v=9FTG6f6FQlw

In effect, with the French stimulus plan – 100 billion for two years – there will be more fiscal exonerations in favor of big and medium enterprises without any counterparts for labour ; neoliberal monetarist reforms, among which the rampant privatisation of public pension plans and of unemployment insurance, together with the prolongation of « chômage partiel », will be pushed down the throats of citizens in order to complete the socio-economic framework over-determined by the regressive Loi Travail ; young citizens up to 29 years of age will be subjected to a French workfare in the guise of the RSA; this will complement the policy of exclusion from education and academic formation already imposed through Parcoursup. Mainstream economists have figured out that educated young people with university degrees are now fully employed in relatively good paying jobs; they now need to make room for less onerous precarious work and apprenticeship according to a trend that substitutes the « cost of labor » to the « cost of production »; these gig jobs are known to massage the official unemployment statistics according to the ILO definition; furthermore, it is hoped that the impoverishment of the youth will lower the « rising expectations » of young and old workers alike, according to a known recommendation by the Trilateral Commission under the likes of Samuel Huntington, the thinker of the « strategic hamlets » and of the forged « clashes of civilizations » among other philo-Zionist Nietzschean criminal rubbish. The rest is of the same fabric. Everything proceeds as before within the same failed neoliberal paradigm, despite the accentuation of this failure resulting from the current economic and sanitary crisis. Of course, if one believes in the Zero bound theory the government can stay the course but the citizens will have to ensure that their seat belt is safely fastened. For the failure of the Marginalist paradigm see http://rivincitasociale.altervista.org/the-pseudo-economic-science-of-the-bourgeoisie-here-is-why-we-should-quickly-change-economic-paradigm/

(Non sono un dottore in medicina ma un cittadino che prende sul serio l’avvertimento del prof. Testart sul ruolo necessario dei cittadini.

Rimando pure agli altri articoli sul Covid-19 nella stessa Categoria « Sanità »

1 sett. 2020. Mi fa piacere potere aggiungere questo link: Bonus pc 500 euro e bonus internet 200 euro: come fare domanda, https://quifinanza.it/soldi/video/bonus-pc-internet-500-euro-domanda/411831/ )

Leggo con apprensione e meraviglia ma senza sorpresa che la hydroxychloroquine è proibita in Italia. In chiaro, l’unico rimedio contro il Covid-19 che funziona bene senza seri effetti collaterali viene proibito! Ovviamente deve essere amministrato sotto controllo medico subito dopo i primi sintomi, principalmente la perdita del olfatto e del gusto. Il fai da te può comportare rischi.

Vedi l’articolo : Covid, la corsa degli italiani in Svizzera per comprare il Plaquenil:Molto pericoloso”, Una vera e propria corsa oltrefrontiera per comprare il farmaco anti-Covid vietato in Italia. È quanto sta accadendo in alcune regioni del Nord Italia con la Svizzera, editato in: 2020-08-28T14:19:29+02:00 da QuiFinanza

28 Agosto 2020 https://quifinanza.it/editoriali/video/coronavirus-italia-svizzera-plaquenil-garavelli/411099/ )

Malgrado la magistrale dimostrazione dello IHU di Marsiglia, anche in Francia vige tutt’ora questa stessa proibizione nell’irrazionalità scientifica la più totale. Ma la Francia dei governi neoliberali filo-semitici nietzschiani attuali fu pure il paese nel quale i stock di mascherine furono distrutti senza mai rinnovarli poco prima della crisi, e dove la gestione della crisi Covid-19 conobbe dannosi e inesplicabili ritardi con l’aggravio di una comunicazione governativa contraddittoria e confusa. In Italia, la trasparenza governativa fu meno di zero e il rapporto negativo della OMS fu trasversalmente occultato. (1)

Per fortuna molti medici fanno il loro dovere di medici secondo il Giuramento di Ippocrate e continuano a prescrivere l’hydroxychloroquine più la azithromycine. (2) In effetti, sembra proprio che, assieme al distanziamento sociale adottato con criminale ritardo in Italia, sia proprio questo trattamento che abbia silenziosamente permesso di frenare la catastrofe nazionale che si annunciava alla pari con il livello dolorosamente sofferto a Bergamo, in Lombardia e in certe aree dell’Emilia-Romagna. Il governo sapeva già quanto pericoloso poteva essere il Covid-19 sin dal … 12 febbraio 2020! (3)

Ecco alcuni dati aggiornati sulla letalità del Covid-19. I numeri dei contagiati sono aleatori perché dipendono dai tamponi e altri testi effettuati. Sembra pure che il numero dei tamponi non dipendesse solo da considerazioni puramente scientifiche … Qui il tasso di letalità viene dato come rapporto tra morti/contagiati. Perciò questo rapporto andrebbe corretto con il tasso di sovra-mortalità. Risulta che i paesi che non proibiscono il Protocollo Raoult e che dispongono di un sistema di sanità pubblico con strutture di intervento di prima linea e con il sopporto pubblico dei pazienti in caso di lockdown, gestiscono meglio la doppia crisi sanitaria e economica indotta dalla strana gestione occidentale del Covid-19. Questo è il vero risultato da meditare paragonandolo alla filosofia dell’ebreo-austriaco fascista Ludwig Mises vero padre della regressione neoliberale e monetarista attuale per il quale è – senza scherzi – l’ospedale pubblico che « crea » le malattie e indebolisce le razze. (4)

COVID-19 MÉEDITERRANÉE INFECTION,  https://www.mediterranee-infection.com/covid-19/ , 29 agosto 2020

IHU Méditerranée Infection / AP HM

contagiati : 7 204

Morti: 170                                          letalità 170/ 7 204 = 0,0236, cioè 2,36 %. Era del 3,2 % il 28 maggio 2020.

 

( Avec > 3 giorni di trattamento con hydroxychloroquine + azithromycine

Trattati: 4 756

Morti: 19                                            letalità 19 / 4 756 = 0,003995, cioè 0,45 %. Era del 0,5% il 28 maggio 2020.)

 

Statistiche coronavirus nel mondo, https://statistichecoronavirus.it/

contagiati nel mondo: 25.200.368

Casi attivi nel mondo: 6.804.513

Morti nel mondo: 847.391

Guariti nel mondo: 17.548.464                  Letalità 847 391/ 25 200 369 = 0,0336, cioè 3,36 %. Era del 6,1 % il 28 maggio 2020.

 

contagiati Italia: 266.853

Casi attivi in Italia: 23.156

Morti in Italia: 35.473

Guariti in Italia : 208.224                 Letalità 33 473/ 266 853 = 0,1254, cioè 12,54 %. Era del 14,4 % il 28 maggio 2020.

 

contagiati Lombardia: 99 705

Casi attivi Lombardia: 6 645

Morti Lombardia: 16 860

Guariti Lombardia: 76 200               Letalità 16 860/ 99 705 = 0,169, cioè 16,9 %. Era del 18 % il 28 maggio 2020

 

contagiati Francia: 212.211

Casi attivi Francia: 97.957

Morti Francia: 30.406

Guariti Francia: 83.848           Letalità 30 406/ 212 211 = 0,1433, cioè 14,33 %. Era del 15,6 % il 28 maggio 2020

 

 

contagiati negli Stati Uniti: 5.478.009

Casi attivi negli Stati Uniti: 2.430.361

Morti negli Stati Uniti: 171.568

Guariti negli Stati Uniti: 2.876.080            Letalità 171 565/ 5 478 009 = 0,0313, cioè 3, 13 %. Era del 5,8 % il 28 maggio 2020.

 

contagiati Cina: 84.808

Casi attivi Cina: 655

Morti Cina: 4.634

Guariti Cina: 79.519               Letalità 4 634/ 84 808 = 0,0546, cioè 5,45 %. Era del 5,6 % il 28 maggio 2020.

 

contagiati Cuba: 3.229

Casi attivi Cuba: 594

Morti Cuba: 88

Guariti Cuba: 2.547                          Letalità 88/ 3 229 = 0,02725, cioè 2,27 %. Era del 4,1 % il 28 maggio 2020.

 

contagiati Venezuela: 31.381

Casi attivi Venezuela: 9.535

Morti Venezuela: 266

Guariti Venezuela: 21.580                         Letalità 266/ 31 381 = 0,0084, cioè 0,84 %. Era del 0,9% il 28 maggio 2020

 

contagiati Vietnam: 950

Casi attivi Vietnam: 490

Morti Vietnam: 23

Guariti Vietnam: 437              Letalità 23/ 950 = 0,0242, cioè 2,42 %. Era del 0 % il 28 maggio 2020.

Tutti noi che non siamo dottori in medicina dobbiamo rimanere molto cauti con i dati. Ma, dopo avere compiuto un minimo lavoro di documentazione, il cittadino, come d’altronde il politico, può azzardare un commento sulla strategia messa in campo per affrontare la crisi.

Ad esempio, sappiamo che la strategia della « immunità di gregge » non è applicabile da se dato l’importante tasso di crescita geometrica dei contagiati e dei malati gravi come pure dei morti quando questa evoluzione naturale non viene contrastata. Sappiamo che il rallentamento della contagione con misure tale il distanziamento sociale non basta, permette solo di dare un poco di respiro alle sale di rianimazione.

Servono dunque misure mediche addizionali, in primis il Protocollo del prof. Raoult amministrato sotto controllo medico sin dai primi sintomi verificati. Questo perché la hydroxychloroquine più la azithromycine permettono di abbassare rapidamente e di eventualmente eliminare in pochi giorni la carica virale del Covid-19 offrendo così una soluzione migliore del lockdown praticato senza cure mediche, cioè quando è già tardi e i pazienti sono obbligati di recarsi d’urgenza all’ospedale.

Una volta all’ospedale, i mezzi a disposizione dei medici sono ridotti, ossigeno, anti-coagulanti e ventilatori e poco più che sia accertato scientificamente. Pero, una volta all’ospedale, i pazienti rischiano di soffrire di lezioni polmonari e altre sequele che aggraveranno il quadro epidemiologico generale già deteriorato in Italia e altrove a causa della privatizzazione del settore sanitario. Come si sa oltre 11 milioni dei nostri rimandano le cure per mancanza di mezzi finanziari … ( vedi l’articolo citato nella nota 3) In oltre, in piena crisi nei mesi di marzo, aprile e maggio, gli ospedali furono obbligati a praticare un odioso triage dei pazienti Covid-19 oltre i 65 anni – in effetti una quasi condanna a morte – ma pure a trascurare le altre visite necessarie, ad esempio quelle di oncologia e di cardiologia.

Al contrario, il Protocollo Raoult permette una gestione razionale della crisi sanitaria ma anche del suo impatto socio-economico. Nei casi molto minoritari nei quali non potrebbe essere amministrato o non avrebbe l’effetto desiderato, il paziente sarebbe comunque ammesso in ospedale senza nessuno altro pregiudico se non il benefico di sapere che, nel suo caso, il Protocollo è controindicato oppure non ha funzionato. Sarebbero informazioni preziose.

Invece, generalizzando il Protocollo Raoult si può sperare soffocare il virus sul piano domestico – anche con il dovuto controllo alle frontiere – vietandosi altre pericolose ondate. Fu il caso a Wuhan dove oggi si festeggia con le dovute precauzioni pubbliche ed individuali. (5) Non sappiamo se il SARS-CoV-2 sparirà oppure se si attenuerà o, al contrario, se si rinforzerà, ma siamo certo che ci saranno altre ondate più o meno severe secondo come saranno gestite.

Basterebbe allora generalizzare i tamponi come fecero i prof. Raoult e Crisanti senza ricorrere a kit costosi, ma farlo in modo intelligente. I cittadini sarebbero informati in modo da potere verificare loro stessi i propri sintomi, in particolare la perdita del olfatto e del gusto, la febbre, la stanchezza cronica ecc. Avrebbero la possibilità di consultare subito il loro medico di famiglia, il quale, dopo analisi e se il caso si impone, procederebbe per fare i tamponi. Se il paziente si verifica positivo, nella maggioranza dei casi prescriverebbe subito il Protocollo Raoult con le dovute posologie individuali e seguirebbe il paziente per almeno una settimana in modo da verificare l’abbassamento della carica virale. Nei pochi casi nei quali questo non si verificherebbe, il paziente sarebbe indirizzato verso l’ospedale, il quale procederebbe a tutti gli accertamenti senza perdere tempo. Il tempo e il tipo di reazione medica sono essenziali perché sappiamo che il Covid-19 è una malattia evolutiva con almeno tre grandi fasi – oltre al caso degli asintomatici. Ogni fase implica una cura diversa.

La verifica della contagiosità subito trattata con l’amministrazione del Protocollo Raoult sarebbe seguita da un parziale confinamento delle persone in contatto con il paziente durante gli ultimi 14 giorni, più o meno. Nelle zone dove si verificano molti casi positivi, i tamponi sarebbero fatti a tappeto. Mentre nelle zone meno implicate basterebbero dei campioni aleatori sufficienti e ripetuti ogni settimana in modo da ottenere una foto medicalmente precisa e utile ad un prezzo bassissimo, tanto in termini medicali che in termini economici. Ovviamente i medici di famiglia devono essere appoggiati nel loro lavoro, ad esempio per effettuare i tamponi.

Le apps di controllo non servono se non a commercializzare dati medicali privati per il conto di agenzie private, come fu dimostrato dallo scandalo di Cambridge Analitica. Inoltre se queste apps, oggi giustamente snobbate dalle cittadine.i, vanno di pari passo con la proibizione delle uniche sostanze dimostrate avere un effetto positivo sul Covid-19, diventa tutta una cosa oscena, e un colpo contro la salute delle cittadine.i.

Allo stesso modo non sembra che sprecare soldi per comprare banchi di scuola individuali sia una grande bella idea, a parte per il produttore dei detti banchi. (Se mai i banchi avranno rotelle potremo verificare la capacità dei bimbi con gli autoscontri … ) Senza ridurre il numero degli alunni nelle classe, lo spreco di denaro pubblico per cambiare i banchi aumenterà in modo aritmetico l’ingombramento dello spazio disponibile. A cosa servirebbero questi costosi nuovi banchi se i tetti continuano a cadere sulla testa degli alunni e degli altri, se oltre un terzo non ha accesso ai tablet o alla connessione Internet e se una grande parte del personale anche invecchiato – e dunque più a rischio – rimane precario?

Il realtà, conservando i banchi attuali, servirebbe diminuire di metà il numero degli alunni per classe, e proteggere adeguatamente gli alunni e il corpo insegnate e di sostengo. E, ovviamente, i genitori e sopratutto le nonne e i nonni. Il che ci rimanda alla necessaria generalizzazione dei tamponi e del Protocollo del Prof. Raoult, almeno se si vuole salvaguardare la vita senza ipocrisia e se si vuole conservare una certa normalità sociale. Prima di tutto, garantendo l’ accesso regolare e gratuito ai tamponi e, quando necessario, al Protocollo Raoult, con l’aerazione adeguata delle sale di classe (6). Il lavaggio regolare delle mani rimane primordiale. Per gli insegnati e per tutti gli altri impiegati, si impone la messa a disposizione gratuita della mascherina PP3 – che normalmente va cambiata ogni 3 o 4 ore – assieme agli altri DPI. Ma alla fine, la base di tutti i dispositivi razionalmente utili rimane sempre l’accesso al Protocollo Raoult per eliminare, sin dall’inizio, la carica virale del Covid-19. Imporre legalmente la mascherina senza rimborsarla è socialmente ed economicamente abusivo. Una mascherina al giorno a un euro rappresenta un costo individuale di 30/31 euro al mese. Immaginiamo per una famiglia che fa già fatica a comprare i libri di testo. E poi si deve mangiare 5 frutti freschi al giorno per rimanere in salute? (Per inciso, il mio contributo alla pedagogia moderna si trova nell’Appendice «Spoliation » del mio Pour Marx, contre le nihilisme, liberamente accessibile nella sezione Livres-Books del mio vecchio sito giurassico www.la-commune-paraclet.com )

A detto questo autentico scienziato francese, il Prof. Raoult, che « abbiamo il diritto di essere intelligenti ». E sappiamo tutti, gli insegnati forse più degli altri, che per esserlo veramente bisogna discutere i problemi in modo collettivo e in piena trasparenza. Cosa che in Italia non si fa più per scelta difensiva di casta nuovamente filo-semitica nietzschiana. Troppo spesso nemmeno la funzione pubblica che ne ha il dovere legale fornisce le dovute risposte.

La strumentalizzazione della paura con l’invenzione della « guerra contro il terrorismo » e con le sanguinose guerre preventive illegali non basta più. Si preferisce fare una gestione della crisi sanitaria ed economica mirata a modificare il comportamento delle masse per renderle più vulnerabili e per intimorirle ancora di più, in modo da farle accettare una ennesima regressione socio-economica e etico-politica che altrimenti non accetterebbero mai. Lo disse senza mezzi termini l’ebreo-francese Jacques Attali nel 2011 quando auspicava una seria crisi sanitaria per riformare dal alto in basso le società occidentali e dare il controllo della gestione economica … alle Forze Armate americane, nel quadro di una nuova guerra fredda, soluzione giudicata da questo tizio sopravalutato come più efficace rispetto al meccanismo della libera concorrenza capitalista liberale classica, una scelta che gli Italiani, che non hanno perso la memoria storica del corporativismo liberista – e non liberale – fascista sanno perfettamente giudicare. (7) La libera concorrenza classica impone la purga ricorrente degli eccessi speculativi con le crisi economiche cicliche; Attali e i suoi maestri preferiscono di gran lunga i piani di salvataggio pubblici e i QE ricorrenti della Fed e della BCE a favore del capitale speculativo. C’è una certa razionalità – a corto termine ? – dietro questa pericolosa follia.

Ad esempio, in Italia, nessuna voce, a parte la mia, ha volgarizzato i risultati senza uguali, almeno per ora, del Protocollo Raoult; nessuno ha messo in guardia contro le false speranze relative al vaccino anti-Covid-19 che piace tanto a Big Pharma e a Bill Gates. Questi ha già calcolato che tale vaccino imposto per legge – anche se non interamente sicuro – rappresenterebbe attorno a 65 miliardi di dollari all’anno. Intanto, il grande specialista australiano dei vaccini ha sottolineato sin dall’inizio di questa crisi che, fin qui, nessuno vaccino ha mai funzionato contro questo tipo di coronavirus oppure contro quello del HIV – e sappiamo che il SARS-CoV-2 integra una sequenza HIV … (8)

Si proibisce l’hydroxychloroquine e l’azithromycine ma senza prendere atto del volgare aspetto anti-scientifico dello studio Discovery – il quale pretendeva analizzare l’effetto della hydroxychloroquine solo con i pazienti già ammessi in ospedale, cioè, appunto, quando si sa da principio che il trattamento non basta più perché, a quel punto, non è più la carica virale il problema ma le complicazioni respiratorie, aggravate da eventuali co-patologie, e la sovra-reazione del sistema immunitario. Non era dunque da considerare come una analisi rigorosa ma piuttosto come una frode scientifica almeno se non si specificava che, a quel punto, lo studio non aveva più niente a che vedere con il Protocollo del Prof. Raoult. Peggio ancora con il famigerato articolo anti-hydroxychloroquine pubblicato nella nota rivista – oggi sempre più messa al segno del marketing – the Lancet ma poi ritirato con le dovute scuse.

In Italia, non sembra che ci sia posto nei mass media per questo tipo di divulgazione scientifica comunque essenziale per la democrazia e per la gestione democratica della crisi sanitaria-economica attuale. E che dire dell’assenza di discussione anche accademica sulla metodologia e l’epistemologia, problematica illustrata in modo tragico-grottesco dai presunti studi scientifici di Dicovery, del Lancet e di tanti altri pseudo-studi? Se un sempliciotto, spesso con collegamenti ovvi oppure non dichiarati con Big Pharma, decide che servono, sempre e ovunque, dei studi in doppio cieco – double blind – preliminari, chi ha la formazione scientifica in Italia per protestare? Non si sentono.

Il Professore Raoult si è occupato professionalmente di questa importante questione. Riassume dicendo che in piena crisi, nei casi nei quali è in gioco la vita stessa dei pazienti, sarebbe come chiedere a due persone di saltare, una col paracaduto, l’altra senza, per verificare «scientificamente » (!) se esiste una differenza. Nel caso dello fake studio di Discovery, ho fatto notare che bastava guardare i numeri esistenti, anche quelli più evidenti tali quelli forniti qui sopra, per ottenere la verifica ex post in doppio cieco senza mettere la vita dei pazienti in pericolo: in effetti, dove il Protocollo Raoult non viene generalizzato, i pazienti hanno molto più chance di morire. Il Professore Raoult ha anche dimostrato la differenza del tasso di mortalità nelle sue sale di rianimazione e in quelle dell’Ile de France, altra domanda che i medici non dovrebbero trascurare visto l’enorme differenza …

Intanto non può passare sotto silenzio il fatto che certi medici che si sono pubblicamente pronunciati contro il Protocollo del Prof Raoult facendo invece pubblicità per trattamenti sperimentali senza effetti dimostrati sul Covid-19 ma molto tossici, ad esempio per i reni come il remdesivir, dovrebbero dirci se furono contatati da Big Pharma. Sappiamo tutti come funziona, sopratutto con la privatizzazione rampante degli ospedali e del accesso ai medicinali: i rappresentanti delle aziende farmaceutiche private visitano regolarmente medici e ospedali promettendo prezzi migliori ma comunque sempre più alti dei generici ai medici e agli ospedali che prescrivono i loro farmaci. E spezzo, questi ricevano emolumenti proporzionali alle vendite. Il trattamento di 7 a 10 giorni con l’hydroxychloroquine + azithromycine costa attorno a 50.00 di euro al massimo mentre il costo per l’inutile e fortemente tossico remdesivir è attorno a $ 5 000.00 e 10 000.00 per un costo di produzione del $ 9.32 per un trattamento di 10 giorni. (9)

E un vero scandalo, che ho già denunciato. Ad esempio nel articolo già citato Sanità tra tagli e corruzione – nota 4 qui sotto – avevo notato che il trattamento per l’Epatite C costava 41 000.00 euro per un costo di produzione di 100.00 euro. Questo aveva imposto il versamento d’urgenza di mezzo miliardo di euro in controtendenza ai tagli di quasi 36 miliardi effettuati nella Sanità sin dal 2011 per vietare una catastrofe. Nello stesso articolo avevo argomentato a favore del ritorno al controllo pubblico degli ospedali, di una parte della medicina generalista e della farmacia, cioè l’istituzione di una vera Pharamcare pubblica, uno dei metodi migliori per contenere i costi del sistema senza penalizzare la salute delle cittadine.i. In modo transitorio, lo Stato poteva negoziare l’approvvigionamento dei nuovi medicinali realmente più efficaci dei generici esistenti per ottenere un prezzo a medio e lungo termine vicino a quello dei generici contro le quantità di acquisti garantiti ed un aiuto alla R&S delle imprese farmaceutiche. Sappiamo che è proprio la R&S che fa la differenza sul mercato mondiale. Uno dei pregi del professore Raoult e della sua squadra scientifica di altissimo livello è proprio di riabilitare le molecole esistenti e poco costose, ad esempio, in modo magistrale, la hydroxychloroquine e l’azithromycine.

I cittadini devono chiedere chiarezza. Settore privato o pubblico, sono sempre le cittadine.i a pagare, spezzo con le loro tasse e con i tagli alla sanità pubblica – dunque con il loro accesso universalmente garantito alle cure. Risulta ancora più drammatico per quello che riguarda le strutture convenzionate e peggio ancora con la cosiddetta compartecipazione o ticket per le analisi e le medicine. Come sappiamo il peso umano e materiale della gestione della crisi del Covid-19 fu sopportato fin qui dal settore pubblico … E non parleremo qui di Fontana e altri del genere.

La crisi sanitaria e economica legata alla gestione del Covid-19 non sparirà a breve. Per il tessuto industriale e l’occupazione nel nostro Paese sarà un bagno di sangue dopo metà novembre. Se la crisi deve essere gestita per cambiare i comportamenti, questo cambiamento dovrebbe portare alla fine delle ricette neoliberali e monetariste, ed al ritorno allo spirito e alla lettera della Costituzione del 1948, ovviamente con i dovuti aggiornamenti, in primis il ritorno al credito pubblico. Il lavoro dignitoso, la solidarietà nazionale, il diritto alla salute e all’educazione laica, la protezione di tutti i diritti sociali, individuali e civili, il ritorno all’economia mista con l’intervento dello Stato ogni volta che il settore privato non è in gradi di garantire i diritti e i LEP assieme all’utilità sociale e all’interesse generale, devono ritornare al centro del nostro ordinamento costituzionale, anche nel quadro di una Europa sociale fondata sull’Europa delle Nazioni.

Paolo De Marco.

NOTE:

1 ) Virus, l’Italia «poteva evitare 10.000 morti». Rapporto choc del Guardian,  Giovedì 13 Agosto 2020, https://www.ilmessaggero.it/salute/medicina/coronavirus_italia_diecimila_morti_piano_segreto_rapporto_cosa_e_successo_ultima_ora_oggi_13_agosto_2020-5403545.html

2 ) Tra questi un gruppo di medici americani, vedi http://rivincitasociale.altervista.org/covid-19-and-second-wave-please-read-the-important-article-referenced-here-16-august-2020/

3 ) Coronavirus, scoperto documento “segreto” del governo: è polemica, Un report del 12 febbraio accende la polemica: “Previsti 60mila morti di Covid in Italia”, https://notizie.virgilio.it/coronavirus-documento-segreto-governo-polemica-1419237

4 ) « 11) Vedi von Mises Socialism https://mises.org/library/socialism-economic-and-sociological-analysis . L’ebreo-austriaco fascista von Mises afferma che il sistema sanitario pubblico crea la malattia che altrimenti è una questione psicologica e di volontà. (p 475-476 ecc.) In effetti, con una aspettativa di vita attorno a 40 anni il mezzo milione di compagni Dalits in India non ha il lusso di potere ammalarsi … Oggi in Occidente i discepoli rabbinico-nietzschiani di von Mises fanno del meglio per abolire la malattia abolendo la sanità pubblica!!! Per von Mises ogni tipo di intervenzionismo dello Stato era considerato una forma di socialismo, incluso la pianificazione di guerra tedesca durante la prima guerra mondiale, oltre al keynesianesimo e alle teorie della regolamentazione – regulation – economica. » in La Sanità tra tagli e corruzione: una vittima eccellente del federalismo fiscale, http://rivincitasociale.altervista.org/la-sanita-tra-tagli-e-corruzione-una-vittima-eccellente-del-federalismo-fiscale/

5 ) In pictures: Wuhan pool parties bring post-coronavirus relief in China, https://www.dawn.com/news/1575260 . Socialismo o barbarie?

6 ) Esistono alcuni studi sui sistemi di aerazione degli aeri ma non sempre concordanti. Sembra pero che sia un campo da studiare anche perché se le mascherine non sono idonee e non vanno ricambiate ogni 3 ore, proteggono solo in quanto riducono le droplet in circolazione; l’aerazione adatta aiuterebbe molto di più. Sappiamo che funziona bene nei laboratori. Perciò, la cosa andrebbe verificata con cura. I Cinesi disinfettano i locali e usano pure i raggi ultravioletti di notte quando le sale sono vuote.

7 ) « Vedi pure: « Tiens, tiens… Attali en 2009 : « une petite pandémie permettra d’instaurer un gouvernement mondial »… » 14 Mar 2020Christine TasinLiberté d’expression, Mondialisation, République et laïcité https://resistancerepublicaine.com/2020/03/14/tiens-tiens-attali-en-2009-une-petite-pandemie-permettra-dinstaurer-un-gouvernement-mondial/ Citato dell’articolo Rompere una lancia per la democratizzazione della salute e lafelicità sociale contro le apps e tattoo di controllo, in http://rivincitasociale.altervista.org/covid-19-rompere-lancia-la-democratizzazione-della-salute-la-felicita-sociale-le-apps-ed-tattoo-controllo-21-aprile-2020/

8 ) Vedi le Note 3 a e b, sulla posizione di Kennedy rispetto al business dei vaccini nello stesso articolo http://rivincitasociale.altervista.org/covid-19-rompere-lancia-la-democratizzazione-della-salute-la-felicita-sociale-le-apps-ed-tattoo-controllo-21-aprile-2020/

9 ) « It’s not clear exactly how much the drug will cost. For context, one non-profit that evaluates drug costs says it costs about $9.32 to manufacture a 10-day course of remdesivir treatment for one patient. Calculating the cost of development and trials, the Institute for Clinical and Economic Review says Gilead could charge as little as $390 for the drug. But Wall Street analysts are on an entirely different page, suggesting a price between $5,000 to $10,000, leading to billions in profits.», https://www.politico.com/news/2020/05/06/remdesivir-helps-coronavirus-patients-but-at-what-cost-240230, citato alla Nota 4 del mio articolo qui: http://rivincitasociale.altervista.org/covid-19-presidente-trump-meno-stupido-del-big-data-tipo-the-lancet-28-maggio-2020/

I decessi del 2020. Dati anticipatori sulla base di un sottoinsieme di comuni del sistema ANPR, 16 aprile 2020, https://www.istat.it/it/files/2020/03/Il-punto-sui-decessi_al_16-aprile.pdf

Ecco alcuni numeri per la sovra-mortalità forniti da ISTAT: « I dati Istat diffusi ieri hanno gelidemente confermato il racconto: nel mese di marzo 2020 è stato registrato in Italia il 49,4% di decessi in più rispetto al marzo 2019. Ma gli aumenti più agghiaccianti sono avvenuti quasi tutti in Lombardia: Bergamo (568%), Cremona (391%), Lodi (371%), Brescia (291%), Piacenza (264%), Parma (208%), Lecco (174%), Pavia (133%), Mantova (122%). » in Regione Lombardia, commissariarla è il minimo, di Dante Barontini , https://contropiano.org/news/politica-news/2020/05/05/regione-lombardia-commissariare-minimo-0127603

I medici: “I 7 errori commessi in Lombardia”, alla base della strage, di Redazione Contropiano https://contropiano.org/news/politica-news/2020/04/07/i-medici-ecco-i-7-errori-commessi-in-lombardia-0126384

In tempo di crisi economica – e sanitaria – strutturale e profonda come quella che si scatena sotto i nostri occhi, si manifestano usualmente due attitudini politiche-comportamentali primarie ma opposte.

La prima consiste nel arrampicarsi individualmente sugli specchi con la speranza di salvarsi attingendo ai magri ed evanescenti fondi pubblici.

La seconde attitudine capisce che la salvezza di ognuno e di tutte.i sta nella riabilitazione della Cosa Pubblica, il buon vecchio Interesse Generale della Comunità.

Ecco dunque a questo indirizzo elettronico il Manifesto della Lista civica per SGF dedicata alla Cosa Pubblica per la quale non potrete votare alle prossime elezioni di settembre: http://listacivicasgf.altervista.org/manifesto-per-una-lista-civica-alternativa-per-sgf-da-creare-in-comune/ . Questo Manifesto non ha succitato nessuna risposta, un dato sociologico e intellettuale di per se assai rivelatore.

Voglio attirare la vostra attenzione su alcuni fatti indiscutibili:

A ) La crisi attuale andrà peggiorando per i lavoratori e per le cosiddette classe medie. Non solo la fase economica speculativa che ha cannibalizzato l’economia reale arriva alla sua fine ma, di più, le ristrutturazioni lacrime e sangue già prevedibili saranno aggravate con l’introduzione della robotizzazione, dell’Intelligenza Artificiale e del cosiddetto smart working. Queste evoluzioni metteranno a repentaglio oltre 30 milioni di impieghi nella UE da qui al 2030. L’Italia non sarà risparmiata.

Sappiamo che non tutti i posti di lavoro persi durante questo tipo di crisi si possono ricuperare, si deve dunque contare sull’introduzione di nuovi settori, intermediari o meno. Oggi pero l’investimento pubblico è sparito e questi settori sono intensivi in capitale. Perciò il Jobs Act peggiora le cose. Serve la riduzione generale del tempo di lavoro con la stessa paga iniziale ma con servizi sociali pubblici subito bonificati – il salario differito -, in modo da lavorare tutte.i lavorando meno. E chiaro che mutatis mutandis, se un focolare non deve rovinarsi in spese sanitarie, educative, di trasporto e di alloggio sociale, allora la busta paga netta permetterà uno standard di vita migliore mentre i servizi sociali pubblici ci liberano dalla paura del quotidiano. I servizi sociali pubblici sono la proprietà collettiva di chi non ha molto proprietà privata.

B ) A meta novembre 2020 salterà il blocco dei licenziamenti. Istat prevede un aumento di otre 700 000 disoccupati in un Paese nel quale il tasso ufficiale di disoccupazione al senso della OIL non è minimamente affidabile perché conta come occupato chi ha lavorato almeno una ora durante l’ultima valutazione statistica, cioè più o meno durante l’ultima settimana. Il tasso di disoccupazione e di sotto-occupazione è il doppio o il triplo del tasso ufficiale. In realtà, per paesi come il nostro, si deve guardare il tasso di occupazione ufficiale che è molto basso attorno al 59 % per l’Italia e attorno al 40 % in Calabria. Siamo già un Paese nel quale regna suprema la nuova domesticità e la nuova schiavitù …Con tutta la corruzione e il disprezzo dei diritti fondamentali delle cittadine.i che questa deliquescenza sociale induce.

C ) In Italia, 90 % delle imprese sono medie o piccole, cioè con 10 impiegati o meno, spesso membri della famiglia. Da queste si prevede che 1/3 non sopravviverà l’anno prossimo.

D ) L’Italia mostra un piccolo eccedente delle bilance esterne. Ma sono statistiche tipicamente italiane. In effetti, la bilancia commerciale mostra che il surplus è ricavato da una discesa in inferno più veloce delle importazioni rispetto alle esportazioni. La bilancia dei pagamenti fa astrazione della posizione italiana all’interno della EU, in termini tecnici fa astrazione del Target 2. Per questo Target 2, l’Italia esibisce un deficit attorno a 500 miliardi di euro, la maggiore parte con la Germania. Io non ho mai capito come fanno nel nostro Paese a cantare le lodi a Draghi, l’uomo del Britannia e della Goldman Sachs e in genere del capitale speculativo. Intanto, con le sue liquidità alla BCE ha causato l’aumento continuo del debito pubblico assieme all’esplosione del debito Target 2. In effetti, le azioni della BCE sotto la condotta di Draghi non servivano gli interessi nazionali e sociali del nostro Paese ma l’interesse del capitale ed in particolare del capitale bancario e speculativo. Tenere basso lo spread e aiutare le banche esteri a diminuire le loro posizioni azzardate sull’Italia furono gli unici obbiettivi. Per il resto, mantenendo basso lo spread si faceva credere alla nostra brava gente che tutto era sotto controllo PURCHÉ si continuasse ad applicare le vecchie ricette neoliberali e monetariste fallite, cioè le deregolamentazioni, la privatizzazione muro a muro dei beni comuni, i tagli nei servizi sociali – 36 miliardi effettivi nella Sanità sin dal 2011, con le conseguenze ora ovvie a tutte.i – e la deflazione salariale.

Dobbiamo aggiungere che la crisi strutturale attuale affetta in modo avverso il commercio internazionale, in particolare i Stati Uniti, il nostro primo importatore fuori della UE. Intanto, per ragioni ciecamente ideologiche l’Italia firma il Memorandum con la Cina ma non ne sa trarre vantaggio perché rimane servile a dei Stati-Uniti oggi neo-crociati e pronti a lanciare una nuova guerra fredda col tentativo vano di rallentare il loro declino. Si porta avanti questo tipo di politica regressiva scervellata invece di chiedere una nuova definizione dell’anti-dumping alla OMC che sia mutualmente benefica per tutti. Vedi a proposito il mio Appello qui http://rivincitasociale.altervista.org

E ) I fondi europei paventati come aiuti al nostro Paese sono : a) il Sure, cioè degli ammortizzatori sociali strettamente legati alla gestione della crisi Covid-19 ed al suo effetto sopra il bilancio dell’INPS e dell’assistenza sociale; b ) il MES che promette 36 miliardi per la Sanità, oggi, sopratutto privata, il che ammonterebbe alla somma dei tagli effettuati nel settore sin dal 2011 ma con condizioni di uso molto più severe di quelle imposte dal FMI e dai Clubs di Parigi e di Londra ai paesi sotto-sviluppati negli Anni 80 e 90; c ) e, finalmente il Recovery fund, parte prestiti e parti aiuti sotto condizione.

Non sono per niente fondi regalati. Il Babbo Natale non esiste più e la EU non è mai stata un club di filantropia. Rimane dunque solo una cattivissima Befana filo-semitica nietzschiana. Questi Fondi, come tutti gli altri fondi europei per il 2021- 2027, sono fondi italiani versati al budget europeo. Ritornano in parte all’Italia ma con delle condizioni precise e molto severe. Al netto ne ritornerebbero meno di 30 miliardi !!! L’unico benefico sta nel fatto che il tasso di interesse europeo è più basso di quello italiano in un contesto nel quale lo spread italiano rischia di impennarsi. E un guadagno monetario residuale contro il quale pero si cede l’intera sovranità nazionale, incluso il controllo di tutte le levi economiche e fiscali a disposizione del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Si rinuncia in particolare all’unico rimedio razionale, cioè il ricorso al credito pubblico come fece Bankitalia con grande successo nel dopo-guerra e fine al 1981-1983 quando la nostra banca centrale fu interamente privatizzata. Allora il finanziamento del cosiddetto « miracolo italiano » avvenne con un debito pubblico molto contenuto, sempre sotto il 50 % del PIL.

Nello stesso tempo, per la solita incuria cronica dei nostri dirigenti, a fine anno 2020, il nostro Paese perderà attorno a 45 miliardi di euro di fondi europei in dotazione per il 2014-2020. I Fondi europei sono soldi nostri che ritornano solo in parte in questa forma …

F ) Per concludere diciamo solo questo: malgrado le severe e sciocche politiche di austerità e di privatizzazione – spending review – l’Italia non fu capace di rispettare il Fiscal Compact quando il nostro debito pubblico era del 134 % del PIL. Non potrà rispettarlo con un debito che a fine anno sarà al minimo del 160 o 165 % del PIL, per crescere ancora negli anni successivi. Almeno che non si cambiasse subito rotta ritornando al credito pubblico e al pieno impiego a tempo pieno. Senza pieno impiego a tempo pieno dunque con tutti i contributi sociali – salario differito – e le tasse sulla paga lorda, l’Inps assieme alla fiscalità generale saranno salassate in modo irreversibile.

Se a metà novembre salta il blocco dei licenziamenti, a metà ottobre 2020 si apre il semestre europeo, cioè l’obbligo istituzionale per il Ministro dell’Economia e Finanze di presentare la legge finanziaria alla Commissione che imporrà il rispetto del Fiscal Compact rafforzato con il MES e il Recovery Fund.

Sottolineo che il Fiscal Compact non implica solo il rispetto dei Criteri di Maastricht tra i quali un debito al massimo del 60 % del PIL. Per i Paesi come il nostro, si pretende che il debito in eccesso del 60 % tollerato sia eliminato di 1/20 ogni anno. Perciò, ci saranno finanziarie lacrime e sangue. Peggiore di quelle imposte alla Grecia anche perché, senza andare all’osso, non rimane quasi più niente da tagliare nel nostro Paese, e non tanto da svendere, a parte il demanio e i beni archeologici e artistici.

Conoscendo i nostri dirigenti questo vorrà dire un taglio di almeno 25 % delle pensioni e dei salari bassi e medi – quelli alti, non si toccano, nemmeno con una fiscalità un poco meno regressiva. Invece si parla ancora di Flat tax e di esoneri per gli im-prenditori … – e una forte attrizione della funzione pubblica con la scusa del teleworking e dello smart working. Ovviamente si strumentalizzerà la paura sanitaria coltivata ad arte per modificare i comportamenti sociali e impedire le mobilitazioni delle lavoratrici e dei lavoratori attivi o non attivi. Ma si parlerà molto a male degli migranti che arrivano a Lampedusa o altrove. Si farà con massima demagogia xenofobe e razzista anche da chi deve ancora subire processo per sequestro e altro.

Ma no si dirà nulla sulla sorte dei nostri oltre 5 milioni di Italiani emigrati all’estero con tutte le loro conoscenze lavorative accumulate per effetto della crisi del 2007-2008. Solo che, questa volta, la fuga fuori d’Italia dei nostri cittadini, residenti ed altri, cioè l’attivazione della valvola di sicurezza, la vergognosa variabile di aggiustamento del mercato del lavoro in Italia – oltre al lavoro nero o poco pagato – non sarà più disponibile. La crisi è generale, non risparmia nessuno paese occidentale. La demografia negativa, l’invecchiamento e la pauperizzazione accelerata sembrano essere l’orizzonte dell’Italia nuovamente ridotta alla statuto di paese debole nel concerto delle Grandi nazioni europee e mondiali.

Poco fa ho scritto una Satira sulla gestione prevedibile della crisi dai nostri indescrivibili dirigenti. Come spesso, la realtà risulta peggiore della finzione. Sin dal 1992, i governi successivi e le istanze garanti violano frontalmente la Costituzione, incluso con la demagogia del taglio del numero dei parlamentari, taglio che mira solo a diminuire, in modo preventivo, l’espressione democratica delle cittadine.i. Intanto, la stessa vergognosa demagogia – sotto la spinta ultra-regressiva della Piattaforma Rousseau – ha trasformato i partiti politici in semplici lobby per i ricchi e per i soliti poteri forti con la riduzione del finanziamento pubblico e l’apertura al finanziamento privato, per altro in parte deducibile dalle tasse. Se esistevano pratiche abusive tutte italiane – anche per mancanza di una vera Commissione elettorale – relative a questo finanziamento pubblico, bastava ridurre le somme rimborsate e rafforzare i controlli pubblici. Invece, come avvertano pure i Vangeli, l’attacco alla Casta serve solo per proteggere la Casta.

Rimando dunque :

1 ) Per la mia Satira qui: http://rivincitasociale.altervista.org/satira-sulluscita-della-crisi-ti-sfrutteremo-piu-ieri-meno-domani-dice-romanzo-25-aprile-2020-seguita-vecchio-esoscheletro-6-feb-2020/

2 ) Sopra il PIL come strumento narrativo a sostengo dell’austerità neoliberale monetarista, vedi: http://rivincitasociale.altervista.org/pil-uno-strumento-narrazione-marginalista-benessere-dei-popoli-la-prosperita-degli-stati-nazionali-24-maggio-2020/

3 ) Sul Referendum del 20-21 settembre 2020 sul taglio del numero dei parlamentari, vedi: http://rivincitasociale.altervista.org/referendum-del-29-marzo-2020-votare-no-difendere-la-democrazia-la-sua-privatizzazione-1-marzo-2020/

4 ) Sul Sure, il Mes e il Ricovery Fund rimando agli articoli nella Categoria Economia di http://rivincitasociale.altervista.org

Questo non è più il tempo dello fuggi fuggi individuale ma il tempo di badare alla Cosa pubblica come d’altronde dettato dalla Costituzione. La nostra Costituzione garantisce il diritto al lavoro e alla solidarietà nazionale come pure l’economia mista. Fa obbligo allo Stato intervenire ogni volta che il settore privato non è in grado di soddisfare l’interesse generale e l’utilità sociale. Ad esempio, in materia di creazione di lavoro a tempo pieno e con salari dignitosi, incluso l’obbligo di riabilitare le imprese e le cooperative pubbliche per utilizzare al meglio i fondi europei disponibili che il privato non sa o non può utilizzare – per varie ragioni non sempre formulabili …

Sottolineo che l’intervento macro-economico pubblico rimane la base della competitività della Formazione sociale nazionale e in quando tale la base necessaria per la buona tenuta della produttività micro-economica delle imprese pubbliche o private. Lo svuotamento del ruolo economico dello Stato, ad esempio la privatizzazione dell’IRI, è la prima causa del declino economico, sociale e culturale del nostro Paese. Alla faccia della Costituzione e dei suoi diritti sociali e individuali fondamentali.

Vostro,

Paolo De Marco

Prof. Paolo De Marco

San Giovanni in Fiore (CS)

Data: 26 agosto 2020

Oggetto: La dovuta immediata rimozione da parte del Governo italiano dell’illegale e criminale diagnosi di paranoia nei miei confronti fabbricata in modo di depistaggio dai criminali dr Curcio e comandante Pantano

Onorevole Parentela

Onorevole Sapia,

Camera dei deputati della Repubblica italiana.

 

Egregi Onorevoli Parantela e Sapia,

Siete stati all’origine rispettivamente di due interrogazioni parlamentari e di interrogazioni a varie istituzioni rispetto ai crimini perpetrati contro di me. Tutte illegalmente lasciate senza risposta. Oggi con la Piattaforma Rousseau al governo non potete ignorare che tutte le mie accuse sono fondate su fatti indiscutibili.

L’Onorevole Sapia scrisse: « « « È evidente, nel merito, che tertium non datur: o una commissione l’ha esaminato secondo le procedure previste, oppure De Marco è vittima di abusi. ». I fatti sono chiari e non ammettono nessuno dubbio. Sappiamo tutte.i che non ci fu mai nessuna commissione ad autorizzare il mio esame né in Italia né altrove. Sappiamo che fin qui la mia riputazione è immacolata. Inoltre, i fatti dimostrano che l’illegale e criminale diagnosi di paranoia fu fabbricata contro di me e inserita nelle mie cartelle mediche alla mia insaputa dopo l’intervista del 30 novembre 2020 al comando dei carabinieri di San Giovanni in Fiore – CS.

Preme sottolineare che avevo chiesto io stesso questo incontro con il comandante Pantano, ufficiale dell’Arma ovviamente criminalmente incompetente e uomo senza onore, per capire perché, malgrado le mie denunce e i miei appelli, i crimini perpetrati contro di me – violazione del mio domicilio, alterazione del cibo e delle bevande e intimidazione poliziesca-mafiosa tramite tovaglie da bagno macchiate di pittura rossa – continuavano in piena impunità. La presenza illegale e non autorizzata del criminale e incompetente dr. Curcio a questo incontro costituisce un atto di estrema gravità perché, oltre a macchiare la mia riputazione fin qui immacolata, è ovvio che l’illegale diagnosi immaginata da questo mostruoso duo criminale aveva come unico scopo quello di fare depistaggio in modo da potere perpetrare in piena impunità le violazioni ripetute del mio domicilio e gli altri crimini associati a queste violazioni.

Incredibilmente, durante questo stesso incontro il vile e incompetente Pantano osò minacciarmi se porgevo altre denunce! Si pone allora una seria di domande relative al tipo di controllo del territorio messo in atto con questo tipo di comportamento poliziesco-mafioso con quale la gente per bene rispettoso dell’ordine costituzionale viene minacciata e gravemente delegittimata se porge le dovute denunce …

E chiaro che siamo in presenza di una operazione di destabilizzazione disumanizzante alla Ph. Zimbardo da parte di frazioni incompetenti dei servizi italiani sotto influenza di servizi stranieri e questo sin dal mio rimpatrio nel giugno del 2013. Questo tipo di operazione, frontalmente a-costituzionale, non può andare avanti per anni senza l’autorizzazione del governo.

Questo spiega pure il disprezzo attivo della Costituzione e la criminale viltà della strana Procura di Cosenza quando archivia le mie denunce – vedi ad esempio i Doc 7 e 8 qui allegati. Oppure, nel caso, della mia denuncia contro l’Ordine dei medici di Cosenza e contro il suo presidente Corcioni relativa alla necessaria radiazione del criminale Curcio dall’Ordine dei medici per l’imperdonabile violazione di tutte le regole della deontologia medica, quando archivia preventivamente questa mia denuncia scrivendo « Non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione ». (Doc 4)

A questo punto non si può negare la complicità tra l’Ordine dei medici di Cosenza e tra la Procura di Cosenza intenta a negarmi il sacro diritto alla difesa e al dovuto processo, con la complicità dei governi successivi.

Faccio notare che nel caso nel quale questo tipo di infame e incompetente operazione di destabilizzazione contro di me fosse stata condotta contro una persona meno educata e accademicamente preparata e meno psicologicamente stabile come me, costituirebbe un’operazione doppiamente colpevole perché avrebbe coscientemente condotto a risultati gravissimi. E non si può negare, visto l’implicazione iniziale del mio giovane vicino Pasquale Oliverio nella violazione del mio domicilio che l’obbiettivo ricercato di questa mostruosa e incompetente operazione era proprio di questo tipo.

Inoltre faccio notare che questa mostruosa operazione di disumanizzazione permanente contro di me dura sin dal giungo 2013 in Italia. Come ho già scritto allo strano PM Cozzolino prego a tutte.i « di non sottovalutare il fatto che questo perverso accanimento tanto illegale quando gratuito contro di me, ha già prodotto, oltre la distruzione della mia carriera accademica, della mia privacy e della mia vita sociale, l’annichilazione della mia famiglia e della mia discendenza. »

In conseguenza chiedo il vostro intervento immediato per la rimozione governativa immediata dell’illegale e criminale diagnosi del dr. Curcio dalle mie cartelle mediche. A questo punto, il mio caso non riguarda più la giustizia ordinaria. Siamo in presenza di un scellerato atto di terrorismo di Stato che lo Stato stesso ha ora il dovere di correggere con massima tempestività prendendo tutte le misure necessarie per risarcire di danni materiali e morali a me causati con premeditazione e malgrado le mie numerose denunce e proteste.

Vi prego non farmi l’insulta di lasciarmi senza risposta, quale che sia.

Cordiali saluti,

Paolo De Marco, ex-professore di Relazioni internazionali – Economia Politica Internazionale.

NB: Tutti i documenti pertinenti sono pubblicati a questo link: http://rivincitasociale.altervista.org/constrastare-terrorismo-italiano-mi-serve-un-avvocato-dufficio-fiducia-26-luglio-2020/

Commenti disabilitati su COVID-19 AND SECOND WAVE = please read the important article referenced here, 16 August 2020

1 ) RE: Doctors Pen Open Letter To Fauci Regarding The Use Of Hydroxychloroquine for Treating COVID-19 , by Tyler Durden , Sat, 08/15/2020 – 22:00 , Authored by George C. Fareed, MD Brawley, California Michael M. Jacobs, MD, MPH Pensacola, Florida Donald C. Pompan, MD Salinas, California, https://www.zerohedge.com/medical/doctors-pen-open-letter-fauci-regarding-use-hydroxychloroquine-treating-covid-19

2 ) On epistemology and methodology and on the logic of care see « Staff de microbiologie – Didier Raoult – 09/06/2020 » https://www.youtube.com/watch?v=QBHskgiY7MM

3 ) On essential comparative lethality rates see : http://rivincitasociale.altervista.org/covid-19-presidente-trump-meno-stupido-del-big-data-tipo-the-lancet-28-maggio-2020/

4 ) You can also peruse my articles on Covid-19 in the Categoria « Sanità » of this same site. They document this crapulous philo-Semite Nietzschean attack on peoples’ health from the start. If you want to know the historical and ideological origin of this criminal exclusivist regression, please take a look to the Note 11 of the article entitled « Health-care between cuts and corruption = a victim of choice for neoliberal monetarist fiscal federalism » 2016, in http://rivincitasociale.altervista.org/health-care-between-cuts-and-corruption-victim-of-choice-for-neoliberal-and-monetarist-fiscal-federalism-may-2016-translated-april-6-2020/

5 ) For a more general perspective see the Categoria « Another America is possible » in the same site.

Note that Covid-19 did hit most the societies that are most plagued with neoliberalism and monetarism and exclusivist over-representation. That is a plain fact. And that sends one back to a specific anti-republican and anti-democratic strategy, including in the manner in which the crisis was cynically dealt with. Allow me to note that exclusivism, especially theocratic and racist, is the worse crime committed against Humanity. It is profoundly anti-democratic as Thomas Paine explained in his essential Rights of Man, a pamphlet which is at the basis of the Young Marx’s Triptych of Human emancipation in his critique of Hegel, namely religious emancipation through the republican and secular State or laicity; political emancipation through representative democracy; and Human emancipation through full democracy or « socialist democracy », which should include equality through democratic planning and socialised use of the property of the main means of production – the Realm of Necessity which is based on the egalitarian sharing of socially available work among all people able to work and on social solidarity; and socialist Human and constitutional liberties, including civil rights, the Realm of Liberty which which is not defined formally but is instead  squarely based on the Realm of Necessity. On these concepts see my Synopsis of Marxist Political Economy in the Livres-Books section of my old Jurassic site www.la-commune-paraclet.com .

Paul De Marco

1 ) On civil liberties, civil unions and the institutionalisation of customs see the Pink section of my old Jurassic site www.la-commune-paraclet.com

Commenti disabilitati su IL PIL, UNO STRUMENTO DI NARRAZIONE MARGINALISTA CONTRO IL BENESSERE DEI POPOLI E LA PROSPERITÀ DEGLI STATI NAZIONALI, 24 maggio 2020.

Indice
Riassunto.
Il ragionamento borghese è ancora microeconomico.
Ragionamento scientifico.
L’inanità teorica del marginalismo e delle sue emanazioni contabili, compreso il PIL.
Le tre forme contabili del PIL.
L’equilibrio generale stazionario e dinamico contro la riproduzione semplice e allargata.
Veniamo ora ai cosiddetti consumi intermedi privati.
L’inettitudine della catena del valore è aggravata dal trattamento delle burocrazie interne ed esterne, soprattutto quelle pubbliche.
Le cose sono un po più complesse quando abbiamo a che fare con la burocrazia pubblica.
“Plusvalore sociale”, Riproduzione semplice (RS) e riproduzione allargata (RA) e servizi pubblici.
Se la tassazione è la quota pubblica che corrisponde all’allocazione di nuove risorse create dalla Comunità, qual è la sua giusta quota?
Come integrare moneta e credito nei conti nazionali?
Ecologia borghese, ecomarxismo e contabilità microeconomica e macroeconomica.
Sintesi critica delle critiche e degli indici alternativi di Jacques Barraux.
Conclusione.


Il prodotto interno lordo è un indicatore economico che tutti pensano di conoscere senza comprenderne veramente la definizione oppure i gravi difetti che derivano da narrazioni economiche marginaliste debitamente falsificate. Nessuna equazione, in particolare di crescita, e nessuno percorso di consolidamento fiscale basato sul PIL, ha alcun senso economico. Ma serve a legittimare ricette di cucina la cui plausibilità è adattata empiricamente da pseudo-Premi Nobel, di cui questa è l’unica funzione. Questi sommi sacerdoti assieme ai loro padroni economici e politici lo sanno perfettamente, gli aggiustamenti si fanno sempre sulla pelle dei popoli; è quindi necessario preservare la loro fede nel dio “mercato”. È un dio monoteista primitivo, totemico e ringhiante, molto incline a sacrificare la società per soddisfare i desideri patologici dei suoi adoratori e della loro « mente acquisitiva » sempre più brutalmente esclusivista. Siamo lontani dal monoteismo etico-politico, egualitario e scientifico, per esempio nella sua variante pitagorica e socratica.

Questa presentazione alterna presentazioni teoriche e commenti più generali che forniranno un certo background culturale. È una scelta di presentazione. Si spera che sia quella giusta.

Riassunto :

1) Il PIL è calcolato sul valore aggiunto. Il valore aggiunto non è plusvalore. Quest’ultimo nasce dal lavoro vivo che ricompone gli input della funzione di produzione, capitale e lavoro cristallizzato, in nuovi prodotti. Il plusvalore ha quindi un’espressione prezzo o valore di scambio che si basa su un supporto tangibile. Il valore aggiunto viene misteriosamente aggiunto al costo di produzione (c + v) dal mercato come ricompensa per l’assunzione di rischi ecc. Così rimane sospeso nel nulla nel suo orpello “prezzo di mercato” senza poter fornire dettagli sulla sua genesi, né poter dire su quale supporto tangibile – beni o servizi – poggia. Il PIL è interamente basato su questa assurdità.

2) La catena del valore si traduce nella sottrazione incongrua del valore aggiunto prodotto dai “settori intermedi”. È come fingere che il valore aggiunto della baguette includerebbe quello del contadino e del mugnaio. Il fisco di certo non commette questo errore. Si scopre che il valore aggiunto dell’agricoltore entra come costo di produzione nella funzione di produzione del mugnaio, e quindi dal mugnaio al panettiere.

3) Il valore di scambio o prezzo di vendita di un prodotto deve includere tutti gli input e, se del caso, quando si riferisce a una divisione esterna del lavoro, deve essere basato su diverse funzioni di produzione che includono i propri costi di produzione (c + v) e il loro valore aggiunto o plusvalore (pv). Questo vale per i trasporti, per il marketing e così via. E, naturalmente, questo vale per le burocrazie esterne.

La principale burocrazia esterna si basa sul servizio civile governativo e sui servizi sociali pubblici di accesso universale finanziati collettivamente dai contributi previdenziali e dalla fiscalità generale. Ciascuna delle sue attività ha la sua funzione di produzione, il che significa anche che, sulla base dei costi di produzione, il lavoro vivo creerà valore aggiunto o plusvalore. Inoltre, la mutualizzazione garantisce che le attività pubbliche siano di gran lunga più efficaci perché inducono una maggiore produttività specifica. Questi servizi, accessibili a tutti agli stessi prezzi, inducono una potente competitività macroeconomica della Formazione Sociale che sostiene fortemente la produttività microeconomica. È la competitività che spiega il rango della SF nell’economia mondiale in base alla qualità del suo inserimento.

La produttività specifica delle burocrazie pubbliche è giudicata dal tempo di attesa per l’ottenimento di un servizio, dalla soddisfazione dei cittadini beneficiari e dalla quota di ricchezza sociale – mal calcolata dal PIL – che ad essa viene dedicata. Tuttavia, in modo lordo, il PIL attribuisce solo al servizio pubblico e ai servizi sociali i costi stimati in termini di costi salariali. Tuttavia, il Moltiplicatore settoriale dei servizi pubblici è molto alto perché è maggiore di 3 quando i servizi pubblici non sono forniti da aziende private motivate unicamente dal profitto individuale. È un’assurdità senza nome, ma è proprio quella che induce l’attrito del numero dei dipendenti del servizio pubblico che va di pari passo con lo smantellamento dei servizi sociali, quindi la distruzione della macro competitività e e l’inevitabile erosione della micro produttività che essa sostiene.

4) Il marginalismo confonde moneta e credito, sia credito privato che pubblico. Allo stesso modo, la sua confusione tra profitto e interesse classico e interesse speculativo porta all’impossibilità di distinguere tra economia reale ed economia speculativa. Il classico interesse bancario e finanziario basato sulla logica frazionaria viene sempre detratto dal profitto. Presuppone una separazione giuridica tra i 4 pilastri principali del mondo bancario e finanziario, ovvero banche di deposito, banche commerciali, assicurazioni e unioni di credito o casse popolari.

L’interesse speculativo, al contrario, sorge legalmente come legittimo profitto economico eliminando così queste distinzioni. Ne consegue che la sua – finta – produttività settoriale è imbattibile perché opera con poco capitale fisso ma coinvolge enormi flussi speculativi. In questo modo, determina tutti i prezzi relativi di un dato sistema socio-economico, che inghiotte l’economia reale e l’occupazione. Tuttavia, questa speculazione appare come valore aggiunto nel PIL, e le equazioni che ne derivano favoriranno ulteriormente questa deriva suicida. Ricordiamo l’ineffabile OFCE che consigliò al Presidente Hollande di sacrificare il settore industriale a favore dei servizi finanziari, settore considerato obsoleto anche se purtroppo non esiste nessuno servizio, soprattutto di fascia alta, che non sia basato sull’economia reale, agricola, estrattiva o industriale.

Tuttavia, i suoi servizi finanziari, tanto inutili quanto dannosi, rappresentano già quasi il 9% del PIL e più di ¼ se si includono tutti i FIRE, cioè la finanza, le assicurazioni e gli immobili. Il suo impatto sul debito pubblico è altamente debilitante. Da parte sua, il credito pubblico non genererebbe quasi nessun costo in termini di finanziamento del debito pubblico o para-pubblico.

5) Il marginalismo, di cui il PIL è l’espressione statistica contabile, è incapace di concepire il ruolo dell’ecomarxismo. Questa teoria scientifica, lontana dalle narrazioni climatologhe, si basa sulla risoluzione dei problemi legati alla rendita assoluta e alla rendita differenziale con la formulazione della Legge della produttività marxista debitamente integrata nelle Equazioni di Riproduzione Semplice – RS – e Allargata – RA – o, in termini tradizionali, di equilibrio generale stazionario o dinamico. L’ecologia capitalista si basa sul concetto fallace di scarsità, anche se Léon Walras sapeva che in ultima istanza la scarsità è costruita socialmente. Sulla base del principio di precauzione che deve preservare la salute dei cittadini, quindi un ambiente salubre, l’ecomarxismo individua in modo razionale la questione dei costi ambientali, ovvero calcolando il costo del rinnovo delle materie prime, secondo i dati esistenti e le loro proiezioni a medio termine. (Aggiunto il 17 giugno 2020: il principio di precauzione include un aspetto sanitario e un aspetto estetico per preservare la bellezza e la diversità del paesaggio.) Questo rinnovamento è fatto naturalmente o artificialmente, considerando lo sviluppo di sostituti meno costosi e massificabili che, se necessario, potrebbero ridurre l’impatto umano sull’ambiente.

Per questo, nella più totale incomprensione e nel più fitto silenzio, chiediamo da anni lo sviluppo di statistiche scientifiche basate sullo sviluppo di funzioni di produzione scientifiche (c + v + pv = M) debitamente integrate nelle Equazioni della RS-RA. La pianificazione sostenuta dal credito pubblico deve essere messa in opera su queste basi perfettamente delucidate.

È indubbiamente opportuno sgombrare il terreno prima di presentare il respettivo ragionamento essenziale e rilevante dell’economia borghese e dell’economia politica scientifica, cioè marxista.

Il ragionamento borghese si concentra sempre sulla microeconomia.

L ‘”economia” borghese è una narrazione costruita in modo tale da passare da cliché plausibili a cliché plausibili senza bisogno di rispettare una sequenza logica. Non è niente altro che dello zapping nelle stesse lunghezze d’onda. Poiché il “mercato” e la meta-magia della “mano invisibile” non possono sbagliare per definizione, le possibili deviazioni della teoria dalla realtà sono sempre dovute a rigidità esogene causate dallo Stato interventista, dal mercato del lavoro sempre troppo rigido o da poteri esterni. Cercheremo comunque di rispettare una certa progressione logica nella presentazione di questi luoghi comuni.

L’utilità marginale è interamente unilaterale e soggettiva. È una narrazione senza un supporto tangibile, sia esso un bene o un servizio. Non consente di indicare contemporaneamente le quantità prodotte e i prezzi.

La sua funzione di produzione è Y = f (K, L)

Il prezzo di mercato dovrebbe essere dato dalle curve di domanda e offerta. Per tracciare la curva di offerta, è necessario fornire la tabella della domanda in … prezzo; e, al contrario, per tracciare la curva di domanda. Per trovare il prezzo di mercato, incrociamo poi le due curve! Il tutto è gentilmente visuale, ma nondimeno semplicemente folle. Ci troviamo di fronte a una letale contraddizione ex ante / ex post.

Si assume tautologicamente che la moneta in circolazione sia uguale alla somma di beni e servizi. Inoltre, questa tautologia infantile dovrebbe derivare dalla logica suprema dell’offerta e della domanda di moneta. (Se il denaro è un bene come un altro, e può quindi fungere da equivalente generale per valutare la commensurabilità dei beni tra di loro, sorge la domanda di sapere con quale metro o equivalente universale misuriamo questo equivalente generale?)

L’inflazione – al singolare secondo l’economia borghese – suppone lo sviluppo degli indici necessari per trovare la propria strada nei successivi tentativi ed errori compiuti dai mercati, compreso quello della moneta. Ad esempio, il CPI e il PPI. Ma i prezzi costanti condividono gli stessi difetti ex ante / ex post dei prezzi nominali dati dal “mercato”
.
Inoltre, la teoria quantitativa borghese della moneta mette moneta e credito – pubblico o privato – nello stesso paniere. Ciò fornisce la seguente tautologia: la produzione totale di beni e servizi, di cui i servizi finanziari e speculativi, è uguale alla moneta più la circolazione. Quanto moneta e che velocità di circolazione? Mistero e caramelle gommose. Questo portò un Bernanke – PhD in inflazione – a volere creare iperinflazione con i suoi QE nella speranza che i creditori pagassero il debito degli Stati Uniti, in particolare i creditori cinesi e giapponesi, solo per ritrovarsi con la peggiore “stretta creditizia” – credit crunch – della Storia, un risultato paradossale dal quale né FED né BCE sanno più come potere districarsi.

La produttività non è calcolabile in termini marginalisti. La produttività marginale dell’ultima unità prodotta riproduce l’inettitudine della curva di domanda e offerta mascherata come economia di scala. Già negli anni ’20 Sraffa criticava la logica dell’aumento e della diminuzione dei rendimenti senza riuscire a risolvere la contraddizione ex ante / post hoc che nutrivano. Pareto cercò di definire l’aspetto tecnico, ma non riuscì a conciliare la composizione tecnica del capitale con la composizione del valore.

La logica borghese enfatizza il “valore aggiunto”, la quota di profitto dovuta al gioco – o al rischio ?- della concorrenza che dovrebbe miracolosamente aggiungersi al “costo di produzione” espresso in termini di capitale, cioè materie prime, macchinari, organizzazione del lavoro, ecc., e lavoro, quindi salario. Questo costo di produzione deve potere essere conosciuto in termini di quantità e di prezzo. Il valore aggiunto nel prezzo può essere dato dalla concorrenza sul mercato, ma da dove verrebbe allora il suo supporto materiale, cioè il nuovo bene o servizio plasmato dal lavoro? Mistero e palla di gomma, a meno che tu non legga la spiegazione data nel capitolo “L’ultima ora di Senior” nel Libro I del Capitale di Karl Marx.

L’equilibrio generale è concepito come “il mercato dei mercati” riproducendo così tutte le lacune e le contraddizioni di cui sopra. Si ritiene che i dati macroeconomici provengano dall’allocazione ottimale operata dalla mano invisibile – cioè, cieca – motivata dalla massimizzazione del profitto individuale. Esiste sempre un equilibrio generale dei prezzi ex post, ma questo equilibrio non corrisponde necessariamente a un equilibrio quantitativo dei beni e servizi reali necessari per garantire la riproduzione stazionaria del sistema o per garantire un equilibrio dinamico.

I marginalisti sostengono che la mano invisibile e il richiamo del guadagno individuale assicurano che dove c’è una domanda ci sarà una offerta. Ma questo è vero solo per le domande solvibili. Vediamo tutti che esiste un gran numero di domande di beni e servizi essenziali che non sono soddisfatti mentre, oggi, i monetaristi neoliberisti smantellano i servizi pubblici che li offrono al miglior prezzo grazie alla mutualizzazione.

L’interventismo statale necessario per correggere gli “spiriti animali” del capitalismo – keynesianismo o regolamentazione economica – richiede quindi dati sia sulle quantità che sui prezzi. Questi dati statistici, compreso il PIL, sono sempre forniti empiricamente ex post. Ma questo è proprio quello che Koyré chiamava un “empirismo baconiano”.

Supponiamo una contabilità in termini di valore aggiunto, gli economisti borghesi affermano che per evitare di contare due volte la stessa cosa, dobbiamo sottrarre il valore aggiunto delle produzioni intermedie. Jacques Barraux riassume l’argomento così: “I vari interventi del contadino, del mugnaio e del panettiere sono quindi contenuti nel prezzo finale della baguette” p 44. (1) Stiamo così nuotando nella purea marginalista del valore aggiunto dato che, a parte le critiche al valore aggiunto di cui sopra, non possiamo ignorare il fatto che il capitalista agricolo, il mugnaio e gli imprenditori fornai devono tutti realizzare un profitto, che dovrebbe avere lo stesso tasso, almeno se assumiamo la mobilità del capitale.

Questa logica imperfetta dei settori intermedi del PIL è ancora più imperfetta quando si tratta di comprendere il valore e il ruolo economico dei servizi pubblici e delle pubbliche amministrazioni. Non avendo un prezzo di mercato, scompaiono semplicemente dalla contabilità del valore aggiunto, ma i salari che comportano sono riconosciuti in contabilità sotto forma di costi. Così il sistema sanitario pubblico universalmente accessibile costava il 9% del PIL al suo apice, vale a dire prima dello smantellamento monetarista neoliberista e aveva un moltiplicatore molto forte di 3 o 3,5. Da parte sua, il sistema sanitario privato viene incluso nell’incremento del PIL sebbene non sia accessibile dalla maggioranza delle persone – 11 milioni di uomini e donne francesi e italiani ora ritardano o rinunciano alle cure – perché i suoi servizi hanno un prezzo di mercato e quindi un valore aggiunto , ovviamente un valore aggiunto sopratutto contabile …

Per quanto riguarda i prezzi, a causa della concezione borghese della moneta e dell’inettitudine delle curve di domanda e offerta, la forma nominale o la forma del prezzo costante sono ambedue essenzialmente fluttuanti e indeterminate. E il metodo degli indici marginalisti, ad esempio prendendo un dato anno come base 100, non aiuta più di tanto.

Poiché non esiste una teoria della produttività microeconomica e della competitività macroeconomica, nessuna equazione macroeconomica riesce a prevedere le quantità, i prezzi e la produzione di posti di lavoro. A questo si avvicinano solo con ricette di cucina empiriche che passano per modellizzazione e che invariabilmente si rivelano false non appena cambiano le condizioni di produzione e di commercio. Tuttavia, la caratteristica del capitalismo, un modo di produzione incentrato sulla produttività come forma principale di estrazione del plusvalore, è di cambiare costantemente sia al livello nazionale che globale.

In termini scientifici generali, la produttività consiste nel fabbricare più di un dato prodotto o di un prodotto largamente elastico nello stesso orario di lavoro con la stessa forza lavoro strutturalmente intensificata da macchine migliori e da una migliore organizzazione della produzione, e quindi con meno lavoratori fisici. Si pone la questione del « déversement » o ri-allocazione – A. Sauvy – della forza lavoro così « liberata », in settori nuovi o intermedi. Sorge tanto più che questi settori nuovi e intermedi sono sempre più ad alta intensità di capitale. Le teorie borghesi, in particolare marginaliste così come il PIL risultante, sono del tutto cieche su questa questione centrale; si limitano a recitare il credo della flessibilizzazione del mercato del lavoro nel quadro della meta-magia della mano invisibile.

Infine, la logica del valore aggiunto determinata dalla domanda e dall’offerta, anche di moneta, che si confonde allegramente con il credito pubblico e privato nel magma fisheriano del “flusso di reddito” – income stream -, non consente di distinguere tra profitto, interesse classico che viene detratto dal profitto e interesse speculativo eretto legalmente e fallacemente come profitto legittimo, un attributo legale che gli consente di inghiottire l’economia reale e di distruggere l’industria e l’occupazione. Tuttavia, la finanziarizzazione rappresenta il 9% del PIL nel settore bancario e finanziario e più di 1/4 del PIL se aggiungiamo assicurazioni e immobili. Che non è altro che un aumento positivo del PIL con degli steroidi nella sua corsa al suicidio socio-economico. Greenspan, in gran parte responsabile con il Segretario al Tesoro Paulson per la crisi dei subprime, ha parlato di “esuberanza irrazionale” senza intraprendere alcuna azione per frenarla, al contrario. (Vedi “Credit without collateral”, 2008, e “The Treasury and the FED”, 2008, in https://www.la-commune-paraclet.com/EPIFrame1Source1.htm#epi

Il ragionamento scientifico.

Riporto qui la sintesi riportata in Appendice a “La pseudo-scienza economica borghee = ecco perché dobbiamo cambiare paradigma al più presto”, http://rivincitasociale.altervista.org/la-pseudo-scienza-economica-borghese-perche-dobbiamo-cambiare-paradigma-al-piu-presto/

« APPENDICE: Il Libro I del Capitale comincia con l’analisi della dualità valore di uso/valore di scambio di tutte le merci, inclusa la forza di lavoro scambiata sul mercato come una semplice merce. L’analisi di questa dualità iniziò molto prima di Marx. Pero, Marx fu l’unico a capire la caratteristica specifica del valore di uso della forza di lavoro, fisica o mentale: mentre la Natura può produrre dei valori di uso, essa, e solo essa, ha la capacità di produrre altri valori di scambi, incluso le macchine e le forme di organizzazione senza dimenticare gli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale. Ed è proprio per questa ragione che i Marginalisti hanno inventato il concetto univoco e fallace di « utilità ».

La funzione di produzione scientifica dunque marxista si scrive : c + v + pv = p, cioè « c » il capitale che entra nel prodotto – il grande marxista americano Paul Sweezy lo chiamava « used-up capital » , più « v » la forza di lavoro, più « pv » il sovrappiù o profitto. La somma di questi tre componenti è uguale a « p » il prodotto.

Il prodotto « p » può essere un Mezzo di produzione (Mp) oppure un Mezzo di consumo (Cn). La funzione di produzione marxista è la sola capace di dare simultaneamente le quantità e i valori di scambio (o prezzi). E l’unica che permette di capire la produttività.

Ecco un riassunto che parla di se. Diamo la situazione iniziale simultaneamente in t1 in forma moneta (EUR) e in forma fisica (p). Si può facilmente decomporre in tempo di lavoro ponendo, ad esempio, una giornata di lavoro di 8 ore, in modo che nel nostro esempio 4 ore di produzione bastano per riprodurre il salario, cioè la forza del lavoro, e le 4 ore rimanenti produrranno il sovrappiù intascato dal capitalista come profitto. Qui : pv/v = 1.

t1: c (80 EUR/80p) + v (20 EUR/20p) + pv (20 EUR/20p) = p (120 EUR/120 p)

I rapporti essenziali della funzione di produzione sono: A) la composizione organica del capitale, cioè la relazione della forza di lavoro sul capitale totale, dunque v/C dove C = (c +v); B) il tasso di sfruttamento o di sovrappiù pv/v; e C ) il tasso di profitto pv/(c +v).

Vediamo cosa succede se introduciamo un aumento di produttività di ¼ per lo stesso tempo di lavoro e lo stesso salario reale, cioè espresso in valore di uso (dunque qui in equivalente « p ») ma con meno lavoratori fisici. La produzione di « p » passa da 120 p a 150 p. Avremo:

t2: c (84 EUR/105 p) + v (16 EUR/20 p) + pv (20 EUR/25 p) = p (120 EUR/150 p)

Da t1 a t2, v/C passa da 0.2 a 0.16. Il tasso pv/v passa da 1 a 1.25. La quantità « p » passa da 120 p a 150 p mentre il prezzo unitario ha un’evoluzione inversa da 1 a 0.8 EUR.

Il chiarimento della teoria della produttività marxista è mio. Nessun’altra teoria è capace di darne conto e nemmeno di fornire simultaneamente i dati in qualità ed in quantità. Come Pareto, gli economisti borghesi non furono mai capaci di conciliare composizione tecnica e composizione valore. Detto altrimenti la « scienza » economica borghese non sa conciliare micro e macro economia.

Passiamo ora alla Riproduzione ovvero all’equilibrio generale.

Questa funzione di produzione c + v + pv = p contiene già in noce l’intero sistema di riproduzione il quale deve riprodurre i Mezzi di produzione ( in « c ») e i Mezzi di consumo (in « v »). Quando questa riproduzione viene fatta all’identico si chiama Riproduzione Semplice (RS) oppure, in termini mainstream, equilibrio generale stazionario. Quando include una crescita da t2 rispetto alle condizioni iniziali t1, si parla di Riproduzione Allargata (RA) oppure di equilibrio dinamico. Dato che ho risolto il problema della produttività possiamo illustrare con un esempio semplice nel quale v/C e pv/v sono identici nei due settori SI, il settore dei Mp e SII, il settore dei Cn. E chiaro che si possono aggiungere tutti i sotto-settore che si vuole sussumendoli in questi due settori principali che, come già notato, rimandano ai componenti della funzione di produzione. Ecco un’illustrazione:

SI: c1 (80 EUR/80 Mp) + v1 (20 EUR/20 Mp) + pv1 (20 EUR/20 Mp) = p (120 EUR/120 Mp) (M1)

SII: c2 (40 EUR/40 Cn) + v2 (10 EUR/10 Cn) + pv2 (10 EUR/10p) = p (60 EUR/60 Cn) (M2)

Ecco le Equazioni della RS secondo il Libro II del Capitale sintetizzate da Bucharin:

M1 = c1 + c2

c2 = v1 + pv1

M2 = (v1 + pv1) + (v2 + pv2)

Nel mio Compendio di Economia Politica Marxista, introduco la RA come pure il ruolo della moneta e del credito classico e speculativo.

Ecco invece il sistema quadratico di Tugan-Baranovskij/Bortkiewicz. La variabile c3, supposta rappresentare l’ORO o mezzo di scambio, viene introdotta solo per ottenere un sistema quadratico. Questo è l’esempio più palese di un modello sostituito alla realtà che si pretende analizzare!!! Eccolo:

c1 + v1 + s1 = c1 + c2 + c3

c2 + v2 + s2 = v1 + v2 + v3

c3 + v3 + s3 = s1 + s2 + s3

Il terzo rigo è introdotto solo per permettere la formulazione quadratica, niente altro.

Teoria della moneta.

La moneta è distinta dal credito. La teoria della moneta scientifica ha per fondamento le masse salariali reale e sociale e le loro rotazioni. La massa salariale sociale è la massa salariale reale più la massa monetaria emessa per finanziare il sostentamento della forza di lavoro disoccupata o inattiva. Corrisponde grosso modo all’aggregato monetario M1- più una parte di M2. Prendiamo la funzione di produzione totale, cioè (SI + SII) in t1 e in t2 con l’aumento di produttività. Abbiamo:

t1: c (80 EUR/80p) + v (20 EUR/20p) + pv (20 EUR/20p) = p (120 EUR/120 p)

Qui, seguendo il metodo di Marx, riscriviamo la funzione di produzione totale con (c + v ) = 100 in modo da facilitare i paragoni per i suoi rapporti essenziali. In t1 siamo in situazione di pieno impiego in modo che la massa salariale sociale non è necessaria visto che tutti i lavoratori ricevano una paga. Non esiste dunque nessuna inflazione strutturale. Abbiamo:

S = massa monetaria emessa dalla Banca centrale = massa salariale reale.

R = numero di rotazioni; R = C/v + pv/v

p EUR = valore in euro del prodotto totale = S x R

In t2 : c (84 EUR/105 p) + v (16 EUR/20 p) + pv (20 EUR/25 p) = p (120 EUR/150 p)

In t2, l’aumento di produttività fa emergere l’Armata di Riserva (AR). Supponiamo che da t1 a t2 si passa da 20 a 16 lavoratori. AR = 4 lavoratori. Supponiamo che il sostengo ricevuto dai lavoratori inattivi sia di 50 % di quello degli attivi. Avremo una massa salariale reale di 16 EUR e una massa salariale sociale di 18 EUR. Il tasso di inflazione strutturale – esistono altri tipi di inflazione ad esempio l’inflazione importata – sarà di massa salariale sociale (Ss)/massa salariale reale (S), cioè 18 EUR/16 EUR = 1.125. E il compito della Banca Centrale emettere e gestire queste masse monetarie secondo i bisogni. Senza confonderle con il credito.

Nelle teorie borghesi il caso della moneta è trattato come qualsiasi merce, cioè con la contraddizione logica letale dell’Offerta e della Domanda. In oltre, tramite la circolazione della moneta, la massa monetaria in circolazione uguale la somma dei beni e servizi scambiati. E una assurda tautologia. Benché fu raffinata per tenere conto del reddito e del credito portando ai vari aggregati monetari, non permette di distinguere la quantità di moneta necessaria rispetto a quella speculativa. Si capisce che gli economisti borghesi sono ora costretti di ammettere che non sanno cosa sia l’inflazione. (vedi « The FED finally admits: it does not know what inflation is » in http://rivincitasociale.altervista.org/the-fed-finally-admits-it-does-not-know-what-inflation-is-sept-21-2017/ . La Banca delle banche, la BRI ha fatto la stessa ammissione poco fa. Ma se non si sa cosa sia l’inflazione non si sa cosa sia il prezzo; ma allora la scienza economica di questa gente cos’è? )

In effetti, le teorie borghesi, marginaliste incluse, sono ontologicamente incapaci di fare la differenza tra economia reale e economia speculativa. Non sono capaci distinguere tra profitto e interesse oppure tra interesse classico e interesse speculativo. Peggio ancora, come viene affermato senza nuance dagli epigoni dei « mercati efficienti », meno c’è regolamentazione e più c’è speculazione più subito si raggiunge l’equilibrio! Con la fine della segregazione funzionale bancaria – cioè con la contro-riforma Volcker-Reagan del 1979-1981, e poi con l’abrogazione del Glass Steagall Act nel 1999 – siamo arrivati a l’era della speculazione egemonica. Sin dal 2007-2008 le banche centrali hanno emesso attorno a 15 trilioni di dollari in vari QE ed altre iniezioni di liquidità. Questo diluvio portò all’espansione della borsa e dei mercati finanziari, ma senza inflazione, anzi con un « credit crunch » strutturale.

Alcuni elementi sulla gestione della moneta e del credito.

Nel quadro del modo di produzione capitalista la distinzione viene cancellata. Le banche private coordinate dalla Banca Centrale emettano ambedue la moneta ed il credito. Presumibilmente l’emissione è governata nel rispetto dell’Offerta e della Domanda espresse sul mercato. La Banca Centrale usa i tassi di interessi direttori per ragioni squisitamente ideologiche, cioè conservare un’apparenza di uguaglianza formale di accesso al credito tra tutti gli agenti economici, malgrado la loro taglia rispettiva. Non di meno, nella realtà, per ottenere un equilibrio dinamico armonioso si deve rispettare una crescita proporzionalmente simmetrica in SI ed in SII. Una mediazione possibile può intervenire per mezzo delle bilanci esteri ma rimane una mediazione tutta da gestire. Dato che la crescita capitalista viene spinta da motivazioni private legate alla logica dell’accumulazione del capitale, questa simmetria proporzionale non è mai rispettata. Seguono crisi periodiche che oppongono un’espansione in alcuni settori accompagnata da contrazioni in altri. Questo è il sottratto materiale della denuncia degli « spiriti animali » del capitalismo secondo Keynes.

Nel quadro di una economia interamente o parzialmente pianificata, la moneta e il credito sono rigorosamente distinti. Il ruolo della moneta è di permettere tutti i scambi necessari per assicurare la circolazione dei beni e dei servizi in un contesto RS-RA, da qui le masse salariali reale e sociale discusse cui sopra assieme alle loro rotazioni. Più la forza di lavoro inattiva sarà ridotta, meno ampio sarà il tasso di « inflazione strutturale ». Il credito è necessario per assicurare la Riproduzione Allargata e dunque deve rispettare rigorosamente la simmetria proporzionale inter-settoriale. Ben inteso dato che nessuna Formazione Sociale può prosperare in autarchia, così facendo, deve pure tenere conto delle bilanci esteri. A parte i fondi capitale accumulati tramite il risparmio istituzionale – pensioni pubbliche oppure fondi sovrani ecc – questo implica che il credito deve essere gestito da banche pubbliche in stretta relazione con il Ministero dell’Economia e dell’Industria o, meglio ancora, dall’Organo di Pianificazione Centrale. In questo caso, verifiche periodiche – auditing – devono essere condotte per vietare la corruzione e la svalutazione monetaria indotta. Anche perché il credito legittimo è destinato a trasformare gli investimenti in beni e servizi reali. Le verifiche regolari operano come dei controlli dell’evoluzione armoniosa della crescita pianificata e come prevenzione contro le derive dovute alla corruzione. Usualmente attorno al 60 % degli investimenti nell’economia reale riguarda la massa salariale contribuendo così al Moltiplicatore Economico. E pure chiaro che la Banca Centrale pubblica, dunque senza scopo lucrativo, deve avere il monopolio del finanziamento del debito pubblico e para-pubblico. Abbandonare la gestione del debito pubblico nelle mani di una decine di cosiddette « banche primarie universali » risulta la causa maggiore della sua incontrollabile levitazione. (Vedi il Compendio )

Il problema più arduo da risolvere nel quadro del credito pubblico è quello della tasso di scambio, almeno finché il sistema finanziario mondiale rimarrà sotto controllo di poche divise valutarie. In generale, il tasso di scambio è dettato dalla competitività macro-economica della Formazione Sociale – FS -, sapendo che questa competitività macro-economica risulta cruciale per lo sviluppo micro-economico della produttività. In un mondo di divise valutarie asimmetrico, i controlli di capitali sono obbligatori. I flussi deregolamentati di capitale inducono presto la dipendenza finanziaria assieme alle cosiddette « conditionalities » imposte da istituzioni esteri tali il FMI, i Club di Parigi e di Londra ecc. Conosciamo tutti le ricette dei Chicago Boys che informano oggi le politiche mainstream, incluso nella Zona Euro. Consistano nella massima deregolamentazione possibile, nella privatizzazione muro a muro e la priorità data alla produzione per l’esportazione in modo da rastrellare divise valutarie esteri solo per ripagare il debito pubblico in constante rialzo e detenuto da banche private spesso esteri. Questi controlli dei capitali possono essere mitigati con dei cosiddetti « currencies swaps » – oppure con ricorso al baratto, ad esempio lo scambio di petrolio contro altre merci prodotte nazionalmente – tra le banche centrali disponibili in uno sforzo per mantenere l’indipendenza della FS diminuendo le sue vulnerabilità esterne.

Il nostro Giordano Bruno parlava giustamente di « asinate e pedanterie » in referenza alle narrazioni dominanti del suo tempo. Oggi le cose sono drammaticamente peggiorate. E tempo di cambiare serenata – pardon – paradigma »

Collegando questa discussione direttamente al PIL, basterà sottolineare, sulla base del mio Compendio di Economia Politica Marxista, che tutte le aziende, le industrie e i settori che partecipano alla Divisione Sociale del Lavoro si basano su specifiche funzioni di produzione. In quanto tali, utilizzano tutti lavoro vivo e quindi generano plusvalore. Ciò corregge l’inettitudine della sottrazione del valore aggiunto dei cosiddetti “settori intermedi” nel quadro del PIL marginalista, pratica che penalizza fortemente il contributo della funzione pubblica e delle infrastrutture e dei servizi pubblici. Tuttavia, questo contributo cruciale, reso in modo estremamente efficace dalla mutualizzazione e dall’assenza di pagamento di dividendi agli azionisti privati, è alla base della competitività macroeconomica. Basta per renderci conto confrontare in termini di PIL i costi sociali dei piani sanitari o pensionistici pubblici e privati. (vedi sotto.)

L’inanità teorica del marginalismo e delle sue emanazioni contabili, compreso il PIL

Nella mia Introduzione metodologica e nel mio Compendio di Economia Politica Marxista ho esposto la dimostrazione teorica e storica di questa affermazione fornendo i tratti principali di questa fabbricazione ideologica di classe. Risale alla messa in discussione della teoria del valore del lavoro esposta dall’economia politica classica – Smith e Ricardo – che culmina nella scienza dell’economia politica di Karl Marx. Questa sfida marginalista è stata il lavoro, tra altri, di J.B. Say, Cournot, Léon Walras e della scuola austriaca. Quest’ultima, sotto l’egida di Ludwig Mises, fu l’ispirazione principale che motivò l’attacco al keynesianismo e alla scuola di regolamentazione europea. Questa vera controriforma intellettuale fu rapidamente incorporata nella teoria economica dominante nota come “sintesi” stabilita in particolare da Hicks, Samuelson e Solow. I keynesiani di Cambridge GB lo chiamavano “keynesianismo bastardo” poiché ricadeva nei pregiudizi meno scientificamente fondati del marginalismo che Keynes aveva cercato di correggere per salvare la proprietà privata suo malgrado, per mezzo di poche intese socio-economiche.

L’arrivo al potere di Volcker nel 1979 alla Federal Reserve americana, quella di Reagan alla presidenza degli Stati Uniti e quella di Thatcher al 10 di Downing Street in GB, segnarono l’emergere dell’egemonia politica e accademica dei marginalisti neoliberisti, questi neocon che all’immagina di Mises, Hayek, Friedman e altri, si opponevano visceralmente a qualsiasi forma di intervento, anche minimamente correttivo, dello Stato nell’economia.

Erano inoltre visceralmente contrari a qualsiasi approccio scientifico soprattutto in economia, la scienza riconoscendo in ogni momento, anche al tempo di Aristotele, che il valore di scambio, che è il dominio proprio dell’economia intesa come produzione e scambio di beni, deve necessariamente poggiare su un supporto, il valore d’uso, sia esso un bene materiale o un servizio.

Poiché il valore di scambio della forza lavoro si riferisce al suo valore d’uso, cioè alla sua capacità unica di trasformare altri valori d’uso – materie prime, macchine, conoscenza ecc. – in nuovi valori di scambio, l’economia politica classica con Adam Smith aveva già conclusa da ciò che la genesi del profitto è derivata dal fatto che il capitalista non paga la forza lavoro al suo giusto valore. L’entità del profitto non può essere spiegata dalla remunerazione del lavoro del capitalista. Smith aveva concluso: “Ai capitalisti piace raccogliere dove non hanno mai seminato” (Wealth of Nations, Ed. Sutherland, 1993, p 47) Il cittadino esemplare e tutt’assieme grande economista walrasiano Maurice Allais, negli anni ’90 si indignò nel vedere che la scala dei salari era andata da 1 a 14 a 1 a 400 o 500, di conseguenza non esitò a denunciare questi monopolisti che lui chiamava “banditi”. In effetti, la genesi del profitto è rimasta inspiegabile fino agli impareggiabili contributi scientifici di Karl Marx.

Per nascondere questo sfruttamento di classe, i marginalisti della scuola austriaca usarono tutta la loro influenza nei più alti circoli del potere per evacuare la dualità del valore economico – valore d’uso e valore di scambio. In effetti, può essere analizzata scientificamente poiché questa dualità è oggettiva e oggettivabile: lavoro passato e lavoro vivo. Non hanno mai smesso di sostituirle una “utilità” unidimensionale del tutto soggettiva.

Ho già detto altrove che questa strategia di occultamento volta a bloccare la via alla scienza implicava una contaminazione da muro a muro di tutte le discipline sociali. Nella sua Ideologia tedesca Marx spiega come il capitalismo trionfante tenti di porsi come la fine della Storia per scongiurarne l’inevitabile scomparsa dopo aver, come tutti gli altri modi, esaurito le sue possibilità. Il marginalismo ha quindi cercato di accreditare l’idea che la psicologia capitalista finalizzata all’ottimizzazione dell’utilità dei beni sia esistita ovunque e per tutti i tempi. Non ci sarebbe differenza da questo punto di vista tra le società “primitive”, quelle che praticano il potlatch, le società feudali, le società occidentali, asiatiche o africane … Sappiamo che questo è stato uno dei difetti dell’etnologia e dell’antropologia durante la prima metà del XX secolo, un difetto aggravato dall’intreccio con i servizi di informazione degli eserciti coloniali.

Ancora oggi, le scienze sociali stanno lottando per districarsi da queste falsificazioni psicologiche nietzschiane marginaliste e filosemitiche. Mi riferisco, ad esempio, alla mia critica definitiva alle falsificazioni ciarlatanesca rabbinico-nietzschiane del freudismo e della psicologia borghese nella seconda parte del mio Pour Marx, contre le nihilisme – il capitolo pertinente è tradotto in « italiano » in un tratta del mio saggio intitolato « Contra-pitre » nella Sezione Italia del mio vecchi sito giurassico www.la-commune-paraclet.com/ .

Per quanto riguarda la “scienza triste”- dismal science – , è sufficiente tenere conto di quanto detto sopra per comprendere tutta l’inettitudine infra-scientifica delle nuove versioni del marginalismo. Ad esempio, le teorie a) della scelta razionale; b) dei flussi di informazioni; d) delle teorie comportamentali, incluso il nudging.

Vediamo che tutti cercano di correggere il difetto iniziale riguardante il postulato dell’identità diacronica e sincronica della soggettività capitalista, il calcolo delle gioie e dei dolori della “mente acquisitiva”. Fino agli anni ’80, il marxismo e le teorie che gli erano vicino si opponevano con forza a questo oscurantismo di un’altra epoca. Poi, la pericolosa scomparsa della pluralità disciplinare è stata imposta da una discriminazione accademica senza precedenti sin dalla fine della seconda guerra mondiale; incide anche sulla selezione dei titolari di cattedre universitarie, nonché sul controllo degli argomenti di tesi e pubblicazioni. Eppure ho il diritto di dire che un pitre come Jean Tirole deve necessariamente usare tutto il suo prestigio per prevenire il pluralismo nella disciplina poiché semplicemente non sa cosa sia una funzione di produzione scientifica, senza nemmeno menzionare cosa potrebbe essere una microeconomia senza macroeconomia. È molto peggio della famosa controversia tra Cambridge UK e Cambridge USA sulla funzione di produzione, una controversia che è stata condotta con cura all’interno della stessa mentalità pro-capitalista.

Resta il fatto che lo sviluppo delle scienze cognitive non consente più postulati così uniformi e falsificati. Lo sviluppo delle esperienze empiriche e della metodologia comparativa ha sgomberato molte sciocchezze. Ad esempio, nel contesto delle discussioni tra determinismo e indeterminismo, quindi della causalità, Simon e Cyert avevano sottolineato che molto spesso un dato problema consentiva più di una singola soluzione o risultato; le scelte sono tra “trade-off” che spesso implicano strategie complesse che vanno oltre l’ottimizzazione dei profitti finanziari. Meglio ancora, seguendo Marx, ci fu un forte sviluppo delle teorie sui modi di produzione comparati. Ho dimostrato che ciò si applica proficuamente al confronto delle epoche di ridistribuzione del MPC.

Ad esempio, le falsificazioni di Irving Fisher avevano lo scopo di eliminare i vari redditi – stipendio, profitto e rendita – facendoli convergere nell’unico magma del suo “flusso di reddito” – income stream – per dissipare la lotta di classe. In tal modo, si presenta tutti i cittadini come investitori provenienti dalla stessa psicologia della massimizzazione dei guadagni pecuniari, tanto i lavoratori, la casalinga, i padroni e i dirigenti, i rentier e gli agricoltori. Si crea così una struttura che può supportare la presunta logica di questo “investitore” sensato calcolare costantemente i suoi rischi e scegliere la temporalità dei suoi investimenti secondo una regola falsamente ovvia dettata dall’utilità marginale, ovvero che un investimento a lungo termine è più rischioso e quindi richiederà tassi di interesse più elevati. Tuttavia, se il credito fosse pubblico, il costo della sua emissione sarebbe quasi nullo, limitato alla stima statistica del finanziamento dei costi amministrativi della banca centrale – che includerà l’accantonamento per il debito. In questo contesto non emergerebbe alcuna differenza di tassi a breve, medio o lungo termine. Tutt’al più bisognerebbe mettere in atto regole adeguate per garantire la traduzione del credito pubblico, che è un’anticipazione della crescita reale, in un’espansione verificabile dell’economia reale; ciò sarebbe fatto da controlli contabili – audit – regolari per prevenire l’aumento dei costi e la corruzione.

Naturalmente possiamo usare le scienze cognitive per ottenere i risultati desiderati. Non è una novità e si riferisce al tipo di marketing avvenuto con l’emergere delle classi medie e del loro consumo. Veblen lo trasformò in una strategia globale di controllo sociale pianificando la gelosia mantenuta tra vicini appartenenti alla stessa classe di reddito o a classi sostanzialmente simili. Era solo una forma del gioco darwiniano della cavallina per le “classi medio-basse” di periferia ma uno gioco che divenne molto efficace grazie ai canti consumistici delle sirene diffusi 24 ore al giorno dai nuovi mass media, radio, manifesti, giornali e riviste, cinema e TV. Il feticismo della merce prese la forma del desiderio di consumo stesso come espressione della personalità degli individui, desiderio stimolato socialmente in modo subliminale dallo status sociale conferito dalla possibilità finanziaria di poter consumare. Possedere un’auto, una lavatrice o una televisione negli anni ’50 e ’60 era presentato come un segno di successo, così come fu in seguito incoraggiato il desiderio di indebitarsi per acquistare una casa o un alloggio di periferia soddisfacente, cadendo preda dell’ondata di adrenalina sociale indotta da Greenspan e da altri pitre di questa identica farina. (“l’esuberanza irrazionale”). Il nec plus ultra è ovviamente quello di seguire le pitre Tirole nei suoi sproloqui sulla « concorrenza imperfetta » volta a preservare gli interessi delle Gafam e di altre società transnazionali creando processi fallaci sensati tutelare i consumatori. Questi processi sono finanziarmente succosi e democraticamente interattivi quanto il loro trattamento venale dei dati raccolti dai cookie e da altri mezzi di tracciamento. Se non si consenta a questa raccolta, non si gode di nessun servizio. Autorizzando la raccolta e il tracciamento dei dati, tuttavia, ci esponiamo alla peggiore forma di spintoni o nudging merceologici che consiste nel ricevere molte pubblicità sui soggetti che sono stati oggetto di innocenti ricerche su Internet – B&B, libri ecc. Questi dati vengono spesso elaborati e commercializzati da aziende come Cambridge Analytica. Questo tipo di interferenza aumenta nel tempo delle elezioni con dei messaggi di rinforzo positivo o di ansia per influenzare le alleanze e i voti. (Ricordate le buffonate di Diebold?) Non siamo lontani qui da una forma digitale delle esperienze condotte da un Philip Zimbardo.

D’altra parte, nulla viene detto sulla tassazione regressiva neoliberale monetarista, sull’evasione fiscale e sui tax ruling. I risultati di questa scienza comportamentale sono ancora al di sotto dell’ineffabile Antitrust, una agenzia nata a suo tempo per legittimare le « big corporations » – Means, 1920 – e le loro distorsioni del libero mercato e della concorrenza. Fondamentalmente, tutto questo ci riporta al comportamentismo americano che è ancora dilagante in tutte le scienze, inclusa la “disciplina triste”. Gli economisti moderni non hanno inventato nulla su questo argomento, basta verificare, ad esempio, la scienza economica di un Boulding o accademici simili negli anni Cinquanta e Sessanta… Il grande regista Alain Renais aveva già presentato una critica magistrale a questo comportamentismo nel suo capolavoro “Mon oncle d’Amérique ”.

Naturalmente, le crisi ricorrenti mettono sempre in pericolo queste aspirazioni dei consumatori, soprattutto quando i bisogni di base, comprese l’assistenza sanitaria pubblica e l’istruzione dei bambini, non sono più soddisfatti. La visione di un’uscita graduale dall’alto o, in alternativa, regressiva dal basso da dilemma sociale diventa improvvisamente una questione chiave nella lotta di classe. I circoli dominanti adattano quindi attentamente le loro scienze comportamentali, insistendo sul fatto che oltre $ 75.000, l’utilità marginale di acquisizioni aggiuntive diminuisce, ad eccezione dei derivati, ovviamente; allo stesso tempo predicano disincentivi socio-economici alle masse in nome dell’ecologia senza, naturalmente, mai pretendere l’uguaglianza delle impronte ecologiche; e, naturalmente, ciò viene fatto mettendo a tacere accuratamente la necessità di ricostruire lo Stato Sociale condividendo il lavoro socialmente disponibile tra tutte.i coloro che sono in grado di lavorare, questo essendo l’unico modo autentico per condividere la ricchezza socialmente prodotta, oltre ad un ritorno alla una tassazione repubblicana e progressiva. Notiamo per inciso che mai nel corso della Storia l’economia speculativa è stata così scollegata dall’economia reale. La crisi del Covid-19 ha messo milioni di lavoratori in disoccupazione totale o parziale, rovinando definitivamente i sistemi previdenziali basati sui contributi sociali, almeno in assenza dell’immediato avvio di grandi opere pubbliche finanziate dal credito pubblico. D’altra parte, durante il confinamento i più ricchi hanno guadagnato diverse centinaia di miliardi in più in Borsa!

Infine, abbiamo il diritto di chiederci quale sia l’uso dei flussi di informazioni se queste informazioni si basano su tali basi soggettive, anche sotto forma di statistiche marginaliste, compreso il PIL. Amartya Sen, PhD al Trinity College di Cambridge, mi ha sempre divertito sostenendo che questa superiorità nel trattamento dell’informazione – ritenuto “democratico” in un’India dove ½ miliardo di Dalit hanno una longevità media di 40-42 anni mentre oggi sono costretti a lavorare 72 ore alla settimana … -, ha dato all’India un vantaggio incomparabile sulla Cina in termini di sviluppo economico.

Insomma, si sarà capito che questi aggiustamenti tra i muti del serraglio si fanno solo al margine, all’interno dello stesso paradigma falsificato. Non hanno quindi alcuna relazione con la realtà concreta. Non modificano in alcun modo le mie critiche ontologiche al valore aggiunto unidimensionale e al ruolo problematico della mano invisibile.

Naturalmente, la resistenza a questa ridicola amputazione della realtà era molto grande. La storica scuola borghese tedesca, in particolare con Schmoller, obiettava giustamente che un concetto puramente soggettivo non poteva essere oggetto di nessuna scienza e in particolare di nessuna scienza quantitativa. In Francia Bachelier fu respinto da Poincaré e Léon Walras dall’Università, questi dovette recarsi all’estero fra gli economisti nietzschiane a Losanna per poter pontificare a suo agio. A dire il vero, per la gioia di un Jules Ferry, il quale secondo la sua stessa ammissione non capiva nulla di economia ma era tuttavia entusiasmato da una versione pseudo-matematica apparentemente meno comprensibile per la classe operaia … un ridicolo inconveniente che la “dismal science “insegnata nelle università sta coltivando laboriosamente, ad esempio ultimamente con un patetico Tirole che mette la sua autentica formazione matematica al servizio di capricci comportamentali molto loschi, mentre cerca di evacuare la macroeconomia a favore di un’unica microeconomia al servizio delle multinazionali e della loro “governance privata globale. ”

Ho già detto che il pitre Tirole è l’uomo di tre grandi idee trasformate rapidamente in tre grandi disastri. Così, la deregolamentazione finanziaria ha portato alla crisi dei subprime, il contratto unico ha portato all’Italian Jobs Act e alla francese Loi Travail, e la sua teoria della concorrenza imperfetta considerata dal punto di vista del consumatore ha portato, da parte sua, alla regolamentazione delle GAFAM dal punto di vista della soddisfazione dei consumatori e degli altri utenti al fine di preservare i loro inspiegabili privilegi fiscali. Se Tirole sta lavorando a una quarta grande idea, possiamo già immaginare il danno …

Il PIL è la più pura propaggine di questa amputazione utilitaristica della realtà economica. Questo difetto è estremamente debilitante. La realtà attuale dimostra ancora una volta che lo è tanto più da quando gli “spiriti animali” – marginalisti, neoliberisti-monetaristi – giustamente denunciati da Keynes – sono dominanti. Questo era il caso durante gli anni ’20 e ’30 prima di Franklin Delano Roosevelt – FDR – e del New Deal, ed è di nuovo il caso oggi.

Vedremo che indipendentemente dalla scelta che facciamo delle tre misure contabili del PIL, queste misure contabili sono tutte basate sulla funzione di produzione marginalista imperfetta che elimina la dualità del valore, portando così sempre le società reali verso l’abisso. Ciò è ancora più vero quando l’intervento normativo da parte dello Stato e dalle istanze giuridiche è ridotto al minimo.

In effetti, le statistiche moderne erano originariamente basate sull’influenza del keynesianismo – e indirettamente su quella della pianificazione bellica tedesca durante la prima guerra mondiale, nonché sulla pianificazione bolscevica. Questa pianificazione indicativa e incentivante che seguì la seconda guerra mondiale in Occidente fu molto efficace ma nondimeno ontologicamente incapace di eliminare le crisi cicliche e strutturali inerenti al Modo di produzione capitalista. Così che, quando il successo del Gatt e l’espansione della MNC pervertirono la necessaria coerenza delle Formazioni Sociali nazionali – o sovranazionali – e quando l’estroversione del Moltiplicatore Economico, sommato alla crescente privatizzazione delle infrastrutture e dei servizi sociali pubblici, ridusse a niente l’effetto delle politiche di stimolo interno incentrate sulla domanda interna – il pump priming, per dirlo semplicemente -, quindi i neoliberisti monetaristi hanno finalmente avuto il loro periodo di massimo splendore. Oggi, il loro ciclo narrativo si conclude con una bolla speculativa senza precedenti e una depressione economica senza pari che sta già iniziando a far sbiadire il ricordo della Grande Depressione del 1929. La crisi sanitaria causata dal Covid-19 è stata solo un potente fattore scatenante.

La funzione di produzione scientifica è scritta: c + v + pv = M, sia “c” il capitale costante utilizzato nella produzione, “v” il capitale variabile quindi la forza lavoro, “pv” il plusvalore alla base del profitto e ” M “il prodotto del processo produttivo immediato.

Tutte e tre le definizioni di PIL eliminano il riferimento al capitale e quindi, sulla scia dell’utilità unidimensionale e soggettiva immaginata dalla teoria marginalista, rimuovono i rapporti economici essenziali e il loro rapporto reciproco, ovvero quello tra la composizione organica del capitale – v / C dove C = c + v – e il tasso di sfruttamento – pv / v. In questo modo, è impossibile comprendere la produttività microeconomica e la competitività macroeconomica.

Inoltre, è necessario sottolineare il broglio operato da J. B. Say contro Ricardo, il quale aveva elaborato la sua teoria della moneta cartacea – paper currency. Questo fraudolente intervento consiste nell’anticipare la mutilazione marginalista della dualità del valore valutando la forza lavoro solo in termini monetari semplici. Così facendo si trasforma la forza di lavoro umana in un fattore di produzione come un altro, nonostante il lavoratore debba rinnovarsi nella produzione e nella riproduzione all’interno del proprio focolare, essendo membro di una specie dipendente dalla riproduzione sessuale. Questa liquefazione della forza lavoro sostenuta da una teoria monetaria, anche soggettiva e unidimensionale che confonde moneta e credito, porta al fatto che nessuna teoria economica borghese, ancor meno le varianti marginaliste, è in grado di conciliare quantità – cioè valori d’uso – e qualità o prezzo – cioè, valore di scambio.

Schumpeter ha trasformato maliziosamente questo difetto metodologico in una dicotomia ontologica, spingendo quindi l’argomento cruciale al di là della discussione, ma egli stesso è rimasto molto pessimista sul futuro del Modo di produzione capitalista, e di conseguenza sulla capacità di imporre della propria falsificazione ontologica. Schumpeter conosceva perfettamente le leggi di mozione del capitale sintetizzate da Lenin come le forti tendenze alla centralizzazione e alla concentrazione del capitale, sapeva anche perfettamente che la sua “distruzione creativa” non era mai altro che una battaglia di retroguardia.

La Francia ha conosciuto un caso di un classico economista walrasiano, un grande cittadino repubblicano e l’unico Premio Nobel per l’economia ad aver vinto questa distinzione a mio umile parere, vale a dire Maurice Allais. Aveva in mente la distinzione tra economia sociale ed “economia” la distinzione che Auguste Walras aveva indicato a suo figlio Léon. Per il signor Allais, le equazioni marginaliste dovevano essere informate dalle priorità sociali.

Infatti, fintanto che resteranno le tutele tariffarie e la separazione funzionale del sistema bancario in 4 pilastri che danno spazio anche al credito pubblico, si potrebbe avere l’impressione che le equazioni marginaliste – curve di domanda e offerta, economia di scala ecc. – rimangano vicino alla realtà, necessitando solo pochi aggiustamenti successivi. La fine del Gatt pose fine a questa coerenza, in modo che da buono cittadino repubblicano Allais si propose di illustrare la disorganizzazione che seguì – la “Frattura del 74” nei suoi propri termini – per meglio fondare la sua richiesta a favore del ristabilimento del sistema ad un livello superiore attraverso le cosiddette Preferenze comunitarie della UE.

Nella Nota ** del mio Keynésianisme, Marxixme, Stabilité Economique et Croissance – 2005 – liberamente accessibile nella sezione Livres-Books di www.la-commune-paraclet.com – in italiano vedi « Brani scelti del mio Keynésianisme, Marxixme, Stabilité Economique et Croissance », nella sezione Italia dello stesso sito – ho mostrato il difetto di questo ragionamento, in particolare per quanto riguarda le critiche mosse da Allais sulla gestione del mercato del lavoro attraverso politiche di “gestione sociale”, che lo hanno portato a mettere in discussione la RTL o riduzione generale del tempo di lavoro. In effetti, le preferenze comunitarie stabilizzerebbero il sistema socio-economico ma senza dissipare le contraddizioni capitalistiche che il marginalismo aggrava, come abbiamo visto sopra. Ciò è particolarmente vero per il mercato del lavoro poiché il marginalismo è incapace di concepire gli effetti della produttività mentre si affida alla meta-magia della “mano invisibile” per ristabilire l’equilibrio. Affinché una nuova definizione di anti-dumping basata sul “reddito netto globale” dei focolari, quindi sulla RTL, consentirebbe il ripristino dei contributi sociali e della base fiscale imponibile, rafforzando così i consumi produttivi e quelli dei focolari contro la tendenza alla sovrapproduzione.

Almeno sin da Lord Beveridge sappiamo che i servizi sociali hanno un forte impatto anti-ciclico di stabilizzazione. Una nuova definizione del anti-dumping a sostegno della RTL consentirebbe il ritorno a una pianificazione indicativa e incentivante à la française, quindi alla prosperità sociale. Poiché gli Affari Sociali sono un’area di competenza esclusiva degli Stati membri dell’UE, è possibile anticipare l’adozione internazionale di questa nuova anti-dumping con una leggera sovra-tassa all’importazione. La sua aliquota sarebbe calcolata per integrare i contributi sociali altrimenti sacrificati dall’attuale deflazione salariale.

Su queste basi marginaliste soggettive, liquefatte e inequivocabili, le teorie borghesi sono incapaci di differenziare interesse – classico o speculativo – e profitto e quindi economia reale ed economia speculativa. Peggio ancora, la teoria dell ‘”efficienza del capitale” trasforma questa trappola mortale in dogma dando per scontato che la speculazione acceleri la mobilità del capitale e quindi affretti il ritorno all’equilibrio. Per questo motivo non dovrebbero esistere né crisi cicliche né crisi strutturali eccetto, proposizione non falsificabile come direbbe l’altro pitre e soggettivista austriaco Karl Popper, per causa del persistere di barriere che ostacolano la libertà del capitale. Sembra che, nonostante l’attuale definizione del anti-dumping, la barriera contro la quale questa raffinata teoria si scontra, e che a suo tempo lavorava fianco a fianco con il fascismo filosemite nietzschiano, rimanga la dualità indistruttibile della forza lavoro, sia nella sua forma particolare o nella sua stessa forma sociale, nonostante i desideri contrari di una Thatcher per la quale “la società non esiste”, esiste solo l’individuo ancora solo quando esibisce la “mentalità acquisitiva” appropriata.

Si comprenderà quindi che tutte le equazioni economiche basate su tali statistiche marginaliste, in particolare i conti nazionali incorporati nel PIL, possono solo portare a una sbagliata allocazione cronica delle risorse della comunità. Lo stesso vale per i cosiddetti sentieri di consolidamento fiscale e per le loro « spending review » basate su queste sciocchezze marginaliste borghesi. Ad esempio, l’assistenza sanitaria pubblica che costa solo dal 7% al 9% del PIL ha un moltiplicatore molto alto ma non gli viene assegnato “valore aggiunto” perché non ha “prezzo di mercato”. Ma il PIL la calcola come un costo – i.e., i salari pagati – che grava sulla spesa statale; d’altra parte, si considera che il sistema sanitario privato, spesso fuori dalla portata dei cittadini, e il rovinoso settore finanziario speculativo che rovina l’economia e la società, aggiungano in modo significativo al PIL con il loro « valore aggiunto ». Idem per i piani pensionistici, pubblici e privati, ecc.

È sulla base di queste sciocchezze – il rapporto debito pubblico / PIL – che le “revisioni della spesa” o spending review indotte dall’austerità imposta dalla public policy monetarista neoliberale, si sono prefissate di materializzare un avanzo primario, cioè dal gettito fiscale escluso il finanziamento del debito pubblico. Questo essendo debito pubblico essendo ormai in mano al capitale privato – ora speculativo – è quindi oggetto di tutte le priorità secondo le prescrizioni dei Chicago Boys che prescrivevano al regime di Pinochet di sacrificare tutto per esportare e guadagnare così la valuta estera necessaria al finanziamento del debito. Tuttavia, la logica dell’avanzo primario che dovrebbe finanziare e diminuire il livello del debito pubblico ha un forte impatto socioeconomico depressivo, in particolare i tagli alla spesa sociale. Ora si scontra con il fatto che il debito pubblico, che sta emergendo soprattutto dalle gigantesche spese fiscali e da altre esenzioni a favore del capitale, nonché dall’ormai ricorrente salvataggio della finanza speculativa, continua ad aumentare. Insomma, un serpente che si morde la coda …

È quindi consigliabile riversare questi conti nazionali – e la sua controparte contabile aziendale – nel mucchio di letame della Storia così come tutto il sistema di contabilità marginalista internazionale – SNA – che è sempre più armonizzato sul sistema americano. È urgente sviluppare veri sistemi di contabilità scientifica sulla base della funzione di produzione scientifica debitamente reintrodotta da me nelle Equazioni di riproduzione semplice e allargata di Karl Marx come proposto nella mio Compendio di Economia Politica Marxista, 2013.

Vediamolo in dettaglio. Esamineremo prima le tre forme contabili del PIL: valore aggiunto, produzione e consumo – per far emergere non solo l’inanità teorica e contabile, ma soprattutto la pericolosità delle equazioni di crescita economica basate su di essa. Quindi esamineremo le ingegnose modifiche proposte per correggere un PIL non correggibile.

Per quanto riguarda l’inanità delle equazioni e dei sentieri di consolidamento indotti dal PIL, va notato che non sono coinvolti solo Rogoff, Akerlof, Stiglitz e altri tali servi in camera. Questo pericolo aumenta con la finanziarizzazione dell’economia. Infatti, come è già stato dimostrato nel mio Compendio, l’egemonia della finanza speculativa penalizza l’economia reale, spinge all’outsourcing e distrugge l’occupazione, in particolare quella a tempo pieno che paga i contributi sociali e le varie tasse. Nell’ottobre 2014, un anno prima negli Stati Uniti, il PIL è stato ulteriormente modificato per includere una valutazione delle droghe, della prostituzione, dell’evasione fiscale, alcuni armamenti e alcuni diritti di proprietà intellettuale relativi alle TIC. Queste aggiunte, valutate tra 3 % e 3.5 % del Pil, sono ovviamente artificiali, ma aggravano ulteriormente i pregiudizi marginalisti del PIL. Soprattutto, nessuna di queste nuove valutazioni contribuisce a ribaltare quella che non è più una “economia senza lavoro” – jobless economy – ma una “economia di distruzione di posti di lavoro” che va di pari passo con la dilagante precarietà della forza lavoro. Ovviamente questo è tanto più dannoso nel contesto dei sentieri di consolidamento fiscale monetarista neoliberale. Concluderemo con una breve presentazione della statistica scientifica da sviluppare sulla base della funzione di produzione scientifica e delle Equazioni di riproduzione semplice e allargata includendo la teoria quantitativa scientifica – quindi marxista – della moneta e del credito.

Le tre forme contabili del PIL.

Nel settembre 1975 Jacques Barraux pubblicò un breve articolo di sintesi sul PNL nella Revue Economia, N 15, pp 44-47. Questo è il miglior riassunto sull’argomento, almeno per quanto ne so. Non è invecchiato un po ‘. Sono stati aggiunti alcuni elementi come la finanza ma l’essenziale era già stato detto da una prospettiva economica ordinaria ma razionale. Vedremo allora che questa contabilità borghese marginalista è così profondamente imperfetta da non poter essere opportunamente corretta. Jacques Barraux sottolinea che il PIL, cioè il PNL da cui occorre “sottrarre le operazioni effettuate all’estero dagli agenti economici nazionali e sommare le operazioni effettuate sul territorio nazionale dagli stranieri”, è un dei principali aggregati economici. Presenta la seguente sequenza:

PRODUZIONE INDUSTRIALE + servizi bancari + pubblica amministrazione + famiglie salariate + amministrazioni private = PNL, il prodotto nazionale lordo

PNL – deprezzamento = PNN, il prodotto netto nazionale, cioè (PNL – operazioni nazionali all’estero + operazioni di stranieri sul suolo nazionale).

PNN + sussidi – imposte indirette = RN, reddito nazionale

RN – imposte dirette = reddito disponibile nazionale

Il PIL di oggi è spesso in prima pagina perché percepito come una scala comparativa comune capace di indicare il rango internazionale di un Paese rispetto agli altri. Le sue tre presentazioni canoniche sono le seguenti (1):

1) Visto dal lato dell’investimento:

PIL = C + I + G + X – M (ovvero consumi finali delle famiglie più investimenti delle imprese + spesa pubblica meno esportazioni più importazioni)

2) Visto dal lato del reddito:

PIL = salari + profitti + interessi + tasse – sussidi

3) Visto dal lato della produzione:

PIL = Σ (Yi – ICi) + tassazione sui prodotti – sussidi per i prodotti. (o per ogni settore i, la produzione Y meno i consumi intermedi, i termini dell’equazione essendo dati in valore aggiunto.)

La parola chiave in tutte queste tre forme è “valore aggiunto”, che trova conferma nel concetto di “consumo intermedio”. Questi concetti derivano direttamente dalla concezione marginalista di utilità, utilità marginale – la soddisfazione fornita dall’ultima unità – e produttività marginale, il costo per l’ultima unità prodotta.

Cos’è il “valore aggiunto”? A differenza del “plusvalore” il cui sostegno è il “pluslavoro” della forza lavoro, il valore aggiunto, o quello che viene comunemente chiamato il profitto, cioè la quota del valore di scambio risultante dal processo di produzione che viene aggiunto al costo di produzione – stimato in capitale e forza lavoro – è del tutto soggettivo e francamente indefinito.

Per l’economia politica classica – Smith, Ricardo ecc. – la genesi del profitto, superiore alla legittima remunerazione del proprietario dei mezzi di produzione, rimane un mistero. La teoria della ricompensa del rischio non convince nessuno, se non altro perché il quadro giuridico può teoricamente rimuoverlo, ad esempio il giusto prezzo tomista o il valore di scambio estremamente stabile risultante dalla pianificazione sovietica, soprattutto per i prodotti alimentari, come il pane. . . Da buon fisiocrate, Adam Smith ha fatto appello all’etica per presiedere alla ridistribuzione della ricchezza creata socialmente. (3) Poiché la sua genesi è sconosciuta, la sua grandezza può essere accertata solo empiricamente ex post, e questo in termini di prezzi di mercato, oscillanti essi stessi …

La funzione di produzione marginalista, quella che si trova uniformemente nei libri di testo tradizionali – che non valgono la carta su cui sono stampati – non fa di meglio, ma inventa una logica narrativa soggettiva “sfocata” e poi finge che sia scientifica.

La funzione di produzione principale è scritta Y = f (K, L) dove il prodotto Y è una funzione di K capitale e L lavoro. Il che, di per sé, non significa assolutamente nulla in termini di valore aggiunto o profitto, a meno che non si incroci la curva di offerta e la curva di domanda che si suppone diano il prezzo di vendita o di mercato, da cui viene detratto il costo di produzione.

Per l’economia scientifica – quindi marxista – le cose sono chiare: la forza lavoro costa per riprodursi in quanto tale, anche nel seno del focolare, quanto costa socialmente per riprodurla. Questo è ciò che paga il capitalista per impiegarla: i salari compensano così il lavoro passato, vale a dire, ricostituito e pronto a funzionare di nuovo come lavoro vivo. Ma solo il capitalista fissa la durata e l’intensità dell’esercizio del lavoro vivo all’interno del processo di produzione immediato. Quindi se il valore di scambio dello stipendio costa 4 ore per riprodurlo e se la durata legale della giornata lavorativa è di 8 ore, la produzione di queste altre 4 ore, quindi del lavoro extra del dipendente, verrà intascata dal capitalista nella forma di plusvalore – o, se si vuole, di « valore aggiunto » – il quale, paragonato al costo di produzione – capitale e lavoro – dà il saggio di profitto. In un sistema di produzione-riproduzione così scientificamente inteso, non c’è nulla ex post, poiché la genesi del profitto è nota con riferimento al rapporto tra la composizione organica del capitale (v / C) e il tasso di sfruttamento del lavoro (pv / v ). Naturalmente, possono esserci tutti i tipi di interferenza epifenomenica attraverso la concorrenza, la gestione monetaria, i sconvolgimenti naturali e sociali, ecc.

È molto diverso con le teorie economiche borghesi. La genesi delle grandi e successive falsificazioni economiche borghesi e marginaliste, esposte nella mia Introduzione metodologica, ci dice che l’obiettivo iniziale consisteva nell’eliminare la dualità della merce e in particolare quella del valore della forza lavoro, per meglio celare lo sfruttamento di classe. Sulla base dell ‘”utilità” soggettiva e unidimensionale marginalista “il calcolo delle gioie e dei dolori” – Menger – legato all’uso dei beni si basa su un ragionamento consapevolmente falso ma plausibile, quello della determinazione del giusto prezzo di mercato. Mediante il gioco della domanda e dell’offerta questo gioco del mercato se sensato mettere in relazione l’utilità marginale percepita dai consumatori e la produttività marginale con cui si confrontano i produttori.

Si tratta di un teatro dell’assurdo degno dei pitre della Scuola Austriaca e in particolare del fascista ebreo-austriaco Ludwig Mises, consigliere del cancelliere austriaco prima della sua fuga ai tempi dell’Anschluss. Naturalmente, il termine “pitre” è qui usato nel senso pieno che gli è stato dato dalla mia teoria della psicoanalisi marxista esposta nella seconda parte del mio Pour Marx, contre le nihilisme – per un traduzione parziale in italiano vedi il mio Contra-pitre già citato – che presenta, per la prima volta, la critica definitiva della psicologia borghese e in particolare quella del ciarlatano Sigmund Freud. Questo termine, che si riferisce al « foro interno » della coscienza individuale, è più oggettivo di quello di “agito” in francese « agi », termine che rimane vago e pieno di insinuazioni non scientificamente chiarite. La cosa più comica è che questo teatro marginalista dell’assurdo guida e racchiude tutti i teorici borghesi nella letale contraddizione ex ante / ex post che il pitre Böhm-Bawerk voleva attribuire a Marx affermando che il Libro III del Capitale – il cosiddetto « prezzo di produzione prezzo » – contraddiceva in modo letale il Libro I – cioè quello nel quale è esposta la legge del valore marxista.

Già nel mio Tous ensemble – 1998 – avevo svelato questa falsificazione e ripristinato la natura scientifica dell’opera incomparabile di Karl Marx. Qui, se ci prendiamo cura, appare molto rapidamente che il giusto prezzo di mercato ottenuto intersecando la curva dell’offerta con quella della domanda è di una tale infantilità che non si può fare a meno di ricordare l’espressione del loro Gran Maestro Nietzsche. Nel suo Così parlò Zarathustra, mentre cercava di avvertire i suoi discepoli falsificatori di non finire per credere nelle proprie stupidaggini destinate alla popolazione dei neo-chandalas, Nietzsche punteggiava i suoi avvertimenti con un forte raglio “Hi-han! Hi Han!”

Infatti, per disegnare la curva di offerta, dobbiamo prima fornire le tabelle della domanda in … prezzo! Quindi, viceversa, per disegnare la curva di domanda, dobbiamo fornire le tabelle di offerta, sempre in prezzo. Poi incrociamo le due curve e Voilà! il giusto prezzo di mercato (hi-han!). È quindi possibile spostare le curve a destra o a sinistra ma, sfortunatamente, non alternativamente. Ho anche sottolineato che l’assioma che pretende che “dove c’è una domanda ci sarà sempre un’offerta” è un’assurdità visibile a tutti e a chiunque non sia accecato dalla propria fede ideologica. Questo è vero solo quando la domanda è solvibile. Chi non vede che, nella società apparentemente avanzata dei paesi ricchi, molti bisogni elementari ed essenziali delle cittadine.i non furono o non sono più assicurati a causa della logica della deflazione salariale indotta dal neoliberismo monetarista e dalla sua definizione della anti-dumping che fu concepita contro i diritti dei lavoratori e contro il rispetto dei criteri ambientali.

Già nei suoi Manoscritti parigini del 1844, Marx osservava che le oscillazioni della domanda e dell’offerta dovute al regime di concorrenza capitalista si annullano a vicenda nel medio e lungo termine, cosicché il prezzo di mercato oscilla attorno a un diverso asse, cioè il valore di scambio. Resta il fatto che il prezzo di mercato non è mai altro che una costruzione di contabilità microeconomica ex post che le statistiche borghesi faticano a definire, anche con l’uso dei “prezzi costanti”. Questi ultimi non cambiano le contraddizioni ontologiche e metodologiche della valutazione dell ‘”utilità” o prezzo dei beni, non fanno altro che stabilizzare le cose dando apparentemente un utile spunto di confronto, ad esempio stabilendo un anno di partenza o un paniere dei consumi, il CPI. (4)

Facciamo ora riferimento alla funzione di produzione scientifica, quindi marxista. Si fa subito emergere tutta l’inettitudine della logica del valore aggiunto inclusa nelle statistiche dei grandi aggregati borghesi, compreso ovviamente il PIL.

La funzione di produzione scientifica è:

c + v + pv = M

Il plusvalore pv può essere definito da rigorosi rapporti derivanti dalla funzione di produzione, dalla composizione organica del capitale e dal saggio del plusvalore. Il valore aggiunto misteriosamente determinato dal “mercato” non può che essere tale solo in apparenza e sempre in maniera ex post, a prezzi nominali o costanti. Il rapporto organico tra costo di produzione (c + v) e valore aggiunto è inesistente e dipende solo dal mercato … compreso quello per gli investimenti.

Per giudicare gli altri componenti che entrano nel PIL, dobbiamo ora analizzare la logica dell’equilibrio generale, quella della produttività e quella falsamente attribuita ai consumi intermedi ed al ruolo delle amministrazioni e dei servizi pubblici. Si terrà quindi conto del bilancio con l’estero in termini di inserzione della Formazione Sociale nell’Economia mondiale. Si vedrà che non solo il PIL è fallace, ma tutte le equazioni – di crescita, ad esempio – o sentieri – ad es. di consolidamento fiscale – basati su questa stessa logica generano inevitabilmente crisi ricorrenti. Soprattutto porta alla catastrofe economica quando questa logica viene posta sotto l’egemonia della finanza speculativa.

Gli equilibri generali stazionari e dinamici rispetto alla Riproduzione semplice e allargata.

Con le teorie borghesi è il “mercato dei mercati” che dovrebbe dare l’equilibrio generale ottimale grazie all’azione della “mano invisibile” con cui l’interesse generale emanerebbe dalla ricerca frenetica del massimo profitto individuale. In particolare questa concezione marginalista di origine walrasiana soffre di tutti i difetti ontologici e metodologici propri della “logica” della domanda e dell’offerta. Ad esempio, è impossibile dire cosa sia l’equilibrio stazionario. Intuitivamente si tratta di un equilibrio generale che riprodurrebbe allo stesso modo le condizioni di partenza. Ma per fare questo deve fare affidamento sulla meta-magia della “mano invisibile” che è per definizione cieca. Tuttavia, questo porta sempre a una disastrosa allocazione delle risorse comunitarie a beneficio di pochi, secondo gli “spiriti animali” che agitano “la mente acquisitiva”. Ecco perché il modo di produzione capitalistico presenterà sempre un equilibrio, ma sarà sempre ex post, quindi sarà una sorta di equilibrio di cimitero fatto di “boom e bust “, crisi cicliche ricorrenti e crisi strutturali a volte molto più gravi . Ecco perché nella sua Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e del denaro – 1936 – Keynes si proponeva di dimostrare quelli che, secondo lui, erano gli interventi necessari dello Stato in ambito economico per regolare il corso e garantire la piena occupazione.

Con un tale intervento può sembrare che l’equilibrio possa essere mantenuto o almeno affrontato empiricamente. Questo è anche il motivo per cui la statistica borghese fu sviluppata sotto la pressione del keynesianismo e della scuola di regolamentazione europea che era alla base dei successi della pianificazione del dopoguerra, in particolare della pianificazione indicativa e incentiva, nota come pianificazione alla francese. Ovviamente le cose non sono così semplici. Keynes voleva salvare suo malgrado il Modo di produzione capitalista, era quindi pronto a correggerne gli eccessi, arrivando addirittura a prendere in prestito da Paul Lafargue la settimana di 15 ore. Ma queste correzioni non hanno cambiato la natura di classe del capitalismo, espressa dalla proprietà privata. Così ha mantenuto la logica dell’utilità marginale e della produttività marginale, un errore che gli è stato fatale.

In effetti, su questa base, l’equilibrio è fittizio in termini di prezzo ignorando completamente il vero supporto – bene o servizio – dietro questo prezzo. In questo modo gli investimenti andranno imbarazzati nei rami più redditizi provocando la loro espansione speculativa a scapito di altri rami che subiranno una contrazione. Per definizione, la mano invisibile sarà insensibile a questa sbieca allocazione delle risorse. Ma l’equilibrio generale stazionario – per non parlare dell’equilibrio generale dinamico – non può essere raggiunto solo in termini di prezzo. I beni e servizi tangibili che fanno parte del costo di produzione devono anche essere riprodotti come beni e servizi tangibili necessari per la produzione. Tuttavia, nessuna teoria borghese è in grado di conciliare quantità e prezzi simultaneamente e in modo coerente, oppure la microeconomia con la macroeconomia. Le crisi, epurando ripetutamente il sistema – all’incirca ogni 7 anni – ricreano le condizioni per un nuovo inizio, almeno era così prima della fase di egemonia della finanza speculativa e delle sue serie di salvataggi.

Ma ovviamente la crisi non fa parte ontologicamente dell’economia borghese, anzi è considerata un’impossibilità. Questa inettitudine è innalzata a dogma dalla teoria dell ‘”efficienza del capitale”, così che i servi in camera del capitalismo se la cavano con una piroetta affermando che questi divari tra teoria e realtà sono dovuti a vari tipi di rigidità nei mercati. I meno ottusi come J. Galbraith si impegnano in interessanti studi storici mentre cercano di aggiornare l’interventismo statale, diciamo, in uno spirito keynesiano. (5)

L’equilibrio dinamico immaginato dalle teorie borghesi è ancora più traballante. Sappiamo che Harrod, il primo biografo di Keynes pur provenendo da Oxford, cercò di rivitalizzare il sistema stazionario di Keynes adattando ai propri fini la pratica della pianificazione sovietica poi sovvertita dal “socialismo marginale” imposto in URSS dai revisionisti Krusciov e Liberman. (6) Ciò ha portato a una migliore valutazione empirica degli input necessari per ottenere gli output desiderati, ma ciò può essere fatto solo in modo molto empirico.

La trappola di tutte le teorie borghesi in questa materia è dovuta all’assenza di una teoria della produttività, assenza ulteriormente aggravata dall’impossibilità di trattare contemporaneamente quantità – i supporti in termini di valore d’uso – e prezzi. Ciò era stato riconosciuto da alcuni teorici di Losanna, in particolare Wilfrid Pareto. Ha tentato di approfondire la logica della produttività marginale che, nella migliore delle ipotesi, ha portato ai cavilli dei redditi crescenti e decrescenti e alle economie di scala, che non sono mai più che una ripetizione delle curve di domanda e offerta. Tuttavia Pareto non nascondeva il fatto che, se la composizione tecnica del capitale poteva essere misurata empiricamente, la teoria borghese non permetteva di conciliare la composizione tecnica e la composizione valore del capitale.

Solo la teoria marxista, che ho restaurato, è in grado di farlo inserendo la produttività in modo coerente nelle Equazioni della riproduzione semplice -RS – e di riproduzione allargata – RA.

Robert Solow ha cercato di falsificare la questione. A quel tempo, adottò di nascosto la posizione di Stalin secondo cui era sempre necessario introdurre la massima produttività disponibile, anche se ciò significava riadattare le equazioni riproduttive. Stalin operava con un modello preciso, il modello della Riproduzione semplice presentato nel Libro II del Capitale di Marx. Questa modellizzazione rimane perfettamente coerente, anche nella sua versione dinamica, fintanto che le condizioni sistemiche rimangano le stesse, vale a dire la composizione organica del capitale – v / C – e il corrispondente saggio di estrazione del plusvalore – pv / v -. Nel risolvere il problema della produttività – i due rapporti cambiano inversamente e proporzionalmente – i modelli di RS e di RA rimangono perfettamente coerenti. La RS con rapporti identici in entrambi i settori non è più da considerare un caso speciale. Almeno Stalin aveva a sua disposizione un modello euristico che consentiva di conciliare quantità e valori di scambio. Con l’introduzione della produttività, ha dovuto solo riequilibrare le cose empiricamente sulla base dello schema iniziale. Ciò è stato reso più facile dal fatto che la scala salariale era molto ristretta – le differenze erano limitate agli emolumenti materiali – e al fatto che i conti nazionali insistevano sulle quantità, o sistema del cosiddetto Prodotto Materiale Netto.

Niente di tutto questo era disponibile per i teorici borghesi, almeno per coloro che non si affidavano all’interventismo correttivo dello Stato e alla pianificazione indicativa e incentivante. Ma anche qui, come abbiamo visto, la logica dell’utilità marginale e della mano invisibile ha portato a inevitabili crisi cicliche dovute alla non ottimale allocazione privata delle risorse.

Il caso di Robert Solow, vincitore dello pseudo Nobel per il suo inetto articolo del 1956, è emblematico. Da buon economista della sintesi neoliberale – keynesianismo bastardo, secondo l’espressione di Cambridge, UK – evacua l’interventismo statale a favore di un equilibrio sul filo del rasoio o « razor-hedge equilibrium » – ottenuto rimuovendo la variabile determinante tra tutte le altre variabili socio-economiche keynesiane, cioè, la ricerca della piena occupazione. La sua funzione di produzione diventa quindi Y = f (K, L) dove K è il capitale e L è il lavoro ma non necessariamente al pieno impiego. In un brutale modo malthusiano, Solow afferma che l’equilibrio è raggiunto sul filo del rasoio regolando l’offerta di lavoro e il salario attraverso la tendenza verso la soglia fisiologica. Naturalmente, tale soglia non esiste poiché dipende dalle condizioni di civiltà della società in questione, quelle che Marx chiamava, nel senso classico del termine, le sue condizioni “morali”. Così il ½ miliardo di compagni Dalit in India – oggi ridotti a 72 ore settimanali … – hanno una longevità media che oscilla tra i 40 e i 42 anni. Nel XXI secolo …

Il caso di Solow peggiora ancora di più poiché pone come condizione del dinamismo economico l’introduzione della tecnologia più avanzata, ma è costretto a farlo in modo esogeno perché non è in grado, nel quadro del marginalismo e della sua versione di questo ideologia falsificata, di dare il prezzo di questa introduzione. Tuttavia, la tecnologia non è solo parte della composizione tecnica riferita alle economie di scala, ma è anche negoziata sul mercato. Ma in fondo, Solow come tutti gli pseudo-premi Nobel della “dismal scienze ” ha fatto quello che ci si aspettava da lui, cioè ha riaffermato l’essenziale del catechismo marginalista – cioè la falsificazione originale – pur offrendo ricette plausibili in modo da preservare, di tempo in tempo, la plausibilità del sistema purtroppo minata dall’evoluzione storica. In effetti, come insegna la scienza cognitiva moderna, il voler sostituire la percezione alla realtà si scontra sempre con un’impossibilità a causa dei divari tra le due, divari che si manifestano in modo incrementale o per shock brutale – es., le crisi strutturali.

Colleghiamo questo al PIL. Conosciamo già le inadeguatezze del valore aggiunto rispetto al plusvalore. Ora ci rendiamo conto che nessuna teoria della crescita borghese può essere prevedibile o valida per mancanza di capacità di conciliare quantità e prezzi e per non riuscire a offrire una teoria della produttività capace di riconciliarli in un contesto dinamico.

Veniamo ora ai cosiddetti consumi intermedi privati.

Gli economisti e gli statistici borghesi sottraggono il valore aggiunto dai settori intermedi con l’intenzione apparentemente lodevole di non contare due volte certi valori aggiunti. Questo porta a una paralizzante falsificazione della realtà. Già il valore aggiunto, che viene sempre dato ex post perché oscilla costantemente secondo gli stati d’animo e il brancolare del mercato, resta pericolosamente sospeso in aria come una stravagante realtà priva di corpo sostanziale. Ciò deriva dalla natura soggettiva univoca dell’utilità marginale. Si suppone che sia il surplus aggiunto misteriosamente assumendosi il rischio del costo di produzione – c più v più il reddito da lavoro dei proprietari dei mezzi di produzione (Mp). Ma come spiega Marx nella “Ultima ora di Senior”, la critica definitiva anticipata da Marx contro il marginalismo nel Libro I del Capitale, nel prezzo di vendita di un bene o servizio possiamo determinare la quota materiale e il prezzo del costo di produzione, ma d’altro canto difficilmente potremmo dire su quale supporto materiale si basa il valore aggiunto. Questo è aritmeticamente sciocco poiché, come sottolinea Marx, c’è necessariamente un segno di uguaglianza tra tutti gli input del processo di produzione e il prodotto di questo processo. Questa uguaglianza è quella della funzione di produzione scientifica.

Si noti pva la quota di plusvalore o valore aggiunto che compensa i possessori di Mp e pvb del restante valore aggiunto realizzato sul mercato; avremmo: c + v + pva = c + v + pva + pvb !!! Böhm-Bawerk, Mises, Menger erano consapevoli delle loro falsificazioni, resta il fatto che questa stupidità infantile è alla base di tutti i libri di testo e di tutti gli pseudo-premi Nobel nella “dismal science “. Lo stesso problema nella sua versione più rilevante non chiede se A = A ma piuttosto – con Aristotele e Marx, ecc. – come A = B, ovvero come si possa scambiare un treppiede con un letto, scambio che implica una commensurabilità determinata da un comune standard di misurazione nonostante la loro diversa natura.

Il trattamento del valore aggiunto nei settori intermedi è ancora più disastroso. Se analizziamo la funzione della produzione scientifica: c + v + pv = M, essa mostra il risultato di una divisione interna del lavoro, il culmine della moderna frammentazione e ricomposizione dei compiti che va dalla “fabbrica di spilli” – pin factory – di Adam Smith alla taylorizzazione fino alla l’attuale micro-taylorizzazione spesso posta sotto il controllo online in tempo reale. Alla fine, questa divisione interna del lavoro porta alla norma interna che definisce la composizione organica del capitale (v / C) e la sua relazione con il tasso di sfruttamento del lavoro (pv / v), i due essendo legati da un rapporto di proporzionalità inversa. Questo è inoltre il motivo per cui Marx ha abbandonato i concetti empirici baconiani smithiani di “lavoro semplice” e “lavoro complesso” – una semplice somma di lavori semplici – per i concetti di “lavoro astratto” e “lavoro socialmente necessario per la riproduzione“. Nella concorrenza capitalista, è questo standard o norma che farà la differenza tra le imprese.

I settori economici definiscono la divisione sociale del lavoro. Seguendo e correggendo Quesnay, Marx definisce due settori principali, il Settore I dei Mezzi di produzione (Mp) e il Settore II dei Mezzi di consumo (Cn). Insieme riassumono l’intero sistema economico di produzione e riproduzione per il semplice motivo che corrispondono agli input « c » e « v » della funzione di produzione. Naturalmente, un’economia moderna coinvolge diversi milioni di beni e servizi diversi, ma tutti possono essere inclusi nei rami industriali ed economici, che sono tutti sotto-settori compresi nel Settore I oppure nel Settore II. Per quello che riguarda le « filiere » fanno riferimento ad un’organizzazione trasversale quindi ad un altro livello di organizzazione – cioè statistico – che si basa su questa specifica nomenclatura produttiva e riproduttiva. Per essere ben gestiti, implicano un sistema statistico scientifico che dia simultaneamente quantità e prezzi, cosa che la statistica borghese è ontologicamente incapace di fare, se non in modo molto empirico ed ex post.

Prendiamo l’esempio di Barraux e ipotizziamo un sistema con un’azienda che produce e vende baguette. L’imprenditore agricolo e l’imprenditore molitorio agiscono qui come “settori intermedi”. Il loro valore aggiunto verrà detratto dal calcolo del valore aggiunto “finale”. Ignoriamo quindi il fatto che qui abbiamo a che fare con tre imprenditori capitalisti ciascuno costretto ad estrarre un saggio di profitto che la mobilità del capitale – l’aspetto essenziale del regime di concorrenza capitalista – renderà identico nel medio e lungo termine – o più precisamente per tutta la durata del ciclo riproduttivo. Tuttavia, il valore aggiunto dell’agricoltore diventa un costo di produzione per il mugnaio e parimenti passando dal mugnaio al panettiere e infine al consumo. La traballante logica del valore aggiunto finale rimuove così i rapporti essenziali di produzione-riproduzione – il rapporto costo di produzione / produzione del nuovo valore – e dà così un’immagine distorta della realtà. Non possiamo trattare la divisione sociale del lavoro come una divisione interna del lavoro avente solo una composizione organica del capitale (v / C) e un tasso di sfruttamento del lavoro (pv / v).

Illustriamo prima cosa accade quando consideriamo il valore aggiunto o il plusvalore nell’astrazione dei costi (c + v)

A) Marginalismo (catena)                  B) Scientifico (sotto-settori)

Contadino: c1 + v1 + pv1 = M1                Contadino: c1 + v1 + pv1 = M1
Minotier: c2 + v2 + pv2 = M2                 Minotier: c2 + v2 + pv2 = M2
Baker: c3 + v3 + pv3 = M3                       Baker: c3 + v3 + pv3 = M3
————————————————– ——– —————————————— —
valore aggiunto finale = (pv3)                plusvalore totale = (pv1 + pv2 + pv3)

Nel caso A) Marginalismo, il valore aggiunto si manifesta alla fine di quella che a torto viene chiamata “catena del valore”. Naturalmente, il fisco non segue questa logica, non si limita a tassare il panettiere. Poiché il valore aggiunto del mugnaio viene aggiunto al suo costo di produzione per formare il prezzo di vendita della farina, questo prezzo di vendita appare come un costo nella funzione di produzione del panettiere. Il suo stesso valore aggiunto gli sembra essere aggiunto, oltre alla propria retribuzione di imprenditore, dal semplice gioco immateriale del mercato, in realtà dal lavoro extra dei suoi lavoratori mediato dal mercato all’interno del MPC. (7)

La “catena del valore” porta a un prodotto finito alla fine della catena, ma il suo valore aggiunto specifico non rappresenta la nuova produzione di valore di questo sistema – o sottosistema. Per avere questa somma – che è quanto il PIL dichiara di misurare annualmente – bisogna considerare l’aggiunta di tutte le plusvalenze del sotto-settore o settore. Il termine settore intermedio è inoltre fonte di confusione perché si tratta in senso stretto di società o filiali comprese nello stesso sotto-settore.

Il caso B) scientifico, illustra bene la differenza tra “la catena del valore” basata sulla meta-magia del “mercato” e la presa in considerazione dall’aggregazione di aziende partecipanti alla creazione di un sotto-settore o di un settore economico.

Illustriamo ora secondo la logica della nuova produzione. Nell’esempio che abbiamo preso da Barraux, le nuove produzioni sono grano, farina e baguette. In realtà, la “catena del valore” nella contabilità del PIL confonde la nuova produzione e il valore aggiunto e prende in considerazione solo il prezzo di mercato del prodotto finito alla fine della giornata. Il prodotto baguette finito includerebbe nel suo costo di produzione specifico una percentuale dei costi di produzione (c + v) dell’agricoltore e del mugnaio – indicati rispettivamente (c + v) / x e (c + v) / y – più il proprio valore aggiunto – presumibilmente estratto sul mercato, quindi senza alcun supporto di valore d’uso.) Questo ci darebbe la seguente catena:

Contadino: (c1 + v1) / x
Miller: (c2 + v2) / a
Baker: c3 + v3 + pv3 = M3

1) Immaginiamo facilmente gli enormi dilemmi contabili affrontati nella definizione di queste percentuali poiché devono entrare nella composizione del costo di produzione del panettiere di cui costituiscono solo una parte. Se assumessimo che tutti i costi di produzione (c + v) a monte ricadano nel costo di produzione del prodotto finito alla fine della catena, otterremmo la seguente contraddizione aritmetica:

c3 = (c1 + v1) + (c2 + v2)
Quindi (c1 + v1) + (c2 + v2) + v3 + pv3 = c3 + v3 + pv3

Tale equazione può essere fornita solo ex post e ovviamente costituirebbe solo un caso speciale isolato. E questo sarà più vero se i trasferimenti fossero fatti solo per percentuali poiché queste catene sono in realtà ciò che i francesi chiamano « filières » e sono quindi composizioni trasversali intrecciate.

2) La sottrazione del valore aggiunto dai settori intermedi è un’inettitudine poiché il plusvalore ha un reale supporto in termini di valore d’uso – qui, grano o farina – e quindi entra come tale nei costi di produzione degli imprenditori della filiera e non solo in quella che forma l’ultimo anello di quella catena. Inoltre, questo trasferimento ai costi di produzione è effettuato direttamente dal produttore stesso attraverso il reinvestimento in capitale costante o capitale variabile e più spesso indirettamente, a causa della divisione sociale del lavoro, attraverso lo scambio – ad esempio grano per macchina e fertilizzante ecc. – con un partner nella catena.

3) La catena del valore – non osiamo più dire valore aggiunto perché si tratta di nuove produzioni – è completamente stravagante perché lineare. Tuttavia, deve entrare in un circuito riproduttivo. Questo circuito si riferisce alle equazioni di RS-RA, non può essere assicurato dalla meta-magia della “mano invisibile”. Infatti, sia che ci sia crescita o declino economico, la domanda sociale necessaria per la formazione dei prezzi – se si vuole, la domanda e l’offerta globale – suppone una struttura RS sottostante. Marx lo diceva già nei suoi Manoscritti parigini del 1844.

Se sviluppassimo tutti questi circuiti per una specifica Formazione Sociale, vale a dire i settori e settori trasversali che abbiamo menzionato sopra, rifaremmo l’analisi che Marx fece del Tableau de Quesnay, tracciando tutti gli scambi di produzione e consumi avvenuti entro determinati limiti geografici e temporali, in particolare la “rendita annua” di Sismondi che si trasformerà per Marx nella temporalità del ciclo completo di riproduzione data dalle Equazioni della RS-RA. (Per un’illustrazione grafica della complessità dell’analisi e della ricomposizione del Tableau a cura di Marx, vedi Œuvres, Economie II, La Pléiade, 1968, p 1514.)

4) Di conseguenza, dobbiamo considerare il circuito completo della Riproduzione e non una semplice catena. Le equazioni RS-RA mostrano poi esattamente cosa accade al “valore aggiunto” che, avendo finalmente un supporto, diventa un plusvalore.

In effetti, tutto diventa chiaro se si considerano le Equazioni della RS-RA, ovvero:

SI: c1 + v1 + pv 1 = M1
SII: c2 + v2 + pv2 = M2
————————————-
Capitale sociale: (c1 + c2) + (v1 + v2) + (pv1 + pv2) = (M1 + M2)

Dove, in termini di quantità reali e valori di scambio l’equilibrio dato dalla Riproduzione semplice o RS, è:

c2 = (v1 + pv1)
M1 = c1 + c2
M2 = (v1 + pv1) + (v2 + pv2)

Se dovessi usare la logica della catena in questo quadro riproduttivo, otterrei invece c2 = v1 (v1 + pv1). All’improvviso, l’assurdità aritmetica è ovvia, perché M2 che deve essere uguale a (c2 = v1 + pv1) + v2 + pv2 sarebbe solo uguale a (c2 = v1) + v2 + pv2.

Questa è la differenza micro e macroeconomica tra il valore aggiunto fluttuante nell’etere rarefatto marginalista e il plusvalore scientifico. Nel quadro parametrico delle Equazioni RS-RA, non si può barare.

Naturalmente, la catena del valore di Barraux può essere integrata nello Schema RS-RA come attività – agricola o industriale – nei vari sotto-settori compresi nei due settori principali, SI dei Mp e SII dei Cn.

Come vedremo in seguito, lo stesso vale per le attività burocratiche pubbliche o private.

(Nelle Equazioni della RS-RA possiamo anche dividere pv in pva e pvb, dove pva = compensazione o consumo del capitalista e pvb la quota di profitto pv reinvestita nella produzione, che renderà possibile il passaggio alla Riproduzione allargata o RA. In questo caso, per mantenere un equilibrio armonioso, i re-investimenti devono rispettare le Equazioni RS sottostanti, vale a dire rispettando la “proporzionalità simmetrica” data da SI e SII. Ciò diventerà tanto più importante quando si introdurrà il credito bancario pubblico o privato guidato dal cieca “mano invisibile” del mercato, ontologicamente incapace di rispettare questa condizione che porta ad un’eccessiva espansione accompagnata da contrazioni settoriali, ovvero le crisi cicliche del MPC. Le crisi strutturali sono dovute all’esaurimento dell’effetto indotto dalle ondate di tecnologie massificate, sia nei nuovi settori che nei settori intermedi. La produttività « libera » parte della forza lavoro, quindi il MPC deve, in generale, utilizzare la Riduzione generale della settimana lavorativa per riequilibrare le cose, per quanto a malincuore lo faccia. Il MPC è anche un modo di produzione storicamente delimitato, così che solo la transizione pacifica o rivoluzionaria, o transizione verso forme sempre più avanzate di “plusvalore sociale“, potrà risolvere la sua incapacità ontologica di conciliare il costante sviluppo delle forze produttive con quello dei rapporti di produzione. Questo è il motivo per cui Marx afferma che il MPC forgia i propri becchini.)

La funzione di produzione del capitale sociale è la somma delle funzioni di produzione dei due principali settori, Settore I e Settore II. Su questa base macroeconomica, abbiamo tutte le informazioni necessarie del sistema, sia i costi di produzione sociale che il valore aggiunto totale estratto. Meglio ancora, rispettando il necessario rapporto tra la composizione organica del capitale (v / C) e il tasso di plusvalore (pv / v), è sufficiente conoscere i costi di produzione per prevedere il plusvalore che verrà estratto mentre e fintanto che le condizioni parametriche del sistema non vengono modificate. Naturalmente, la modifica di questi parametri può essere gestita più facilmente sulla base di una pianificazione fondata sulle Equazioni della RS-RA.

Come abbiamo indicato all’inizio di questo saggio, in un dato Sistema RS – sistema stazionario – tutto rimarrà coerente fintanto che i rapporti v / C e pv / v rimangono gli stessi. Ho dimostrato – per la prima volta pubblicamente nel mio Tous ensemble 1998 – che rispettando la Legge della Produttività Marxista, il Sistema rimane coerente con tutti i cambiamenti in v / C e pv / v che vogliamo, ma ovviamente rispettando il rapporto di proporzionalità inversa tra questi due rapporti essenziali. Ne consegue che il saggio di profitto rimane lo stesso ma, ovviamente, i volumi di profitto cambiano: questa identità parametrica del saggio di profitto è qui una conseguenza organica della legge del valore, ma, ovviamente, questo tasso è anche dato in modo epifenomenico nel medio e lungo termine dalla mobilità del capitale in un regime di concorrenza capitalista. Sono i volumi la forza trainante dietro le leggi di mozione del capitalismo, vale a dire la tendenza alla centralizzazione e alla concentrazione del capitale. Possiamo ricordare l’utile descrizione proposta da Stephen Heymer: il Modo di produzione capitalista ha visto la transizione dall’impresa individuale e familiare, all’impresa nazionale – le Big corporations evidenziate da Means negli anni ’20 -, seguite dalle multinazionali, a loro volta seguite dalle imprese globalizzate e le transnazionali apolidi che ora sognano di stabilire la loro “private global governance ” con il sostegno di un esercito imperiale assistito da mercenari privati.

È sufficiente ora fare riferimento alla distinzione di cui sopra tra “catena del valore” e somma dei plusvalori negli aggregati formati o all’interno dei sotto-settori o all’interno dei settori. Inoltre, come dimostrato nel mio Libro III, quando si vuole giudicare la qualità dell’inserzione di una Formazione Sociale nell’Economia Mondiale, è necessario fare riferimento al capitale sociale che risulta dalla somma delle funzioni di produzione del due settori SI e SII. Occorre quindi parlare di una “scala del valore” che rimetta in discussione la competitività dei FS e non di una “catena del valore” puramente microeconomica che, con tutte le problematiche sopra esposte, fa riferimento al meglio all’organigramma interno di multinazionali globali e transnazionali e in parte al commercio estero.

Nella logica marginalista non solo si celano la genesi e la somma delle nuove produzioni annuali – valore aggiunto – ma in oltre la logica fondante del MPC, il suo aspetto propriamente rivoluzionario, cioè la produttività, viene completamente celata. Qualsiasi economia capitalista cesserebbe di esserlo senza la continua accumulazione di capitale attraverso la competizione tra capitalisti condotta sulla base della ricerca della massima produttività individuale possibile. Voler gestire il MPC sulla base di concetti come il valore aggiunto, che informano le statistiche del PIL, appare quindi chiaramente come una credenza meta-magica ideologicamente servita sia alle masse che agli stessi capitalisti che finiscono per credere in modo sciocco nella propria narrativa.

Già nei suoi due articoli degli Anni Venti Piero Sraffa aveva dimostrato l’inutilità di ragionare sui rendimenti crescenti e decrescenti. In sostanza, c’è il problema metodologico ex ante / ex post di tracciare le curve, ma queste contraddizioni rivelano anche l’impossibilità di questi schemi marginalisti di differenziare adeguatamente tra microeconomia e macroeconomia. La conclusione è che in questa logica delle economie di scala, l’aspetto tecnico della produzione si rivela quando guardiamo le cose da un punto di vista quantitativo. Così Pareto insisterà sulla composizione tecnica del capitale che porta a l’ottimizzazione della produzione. Gli imprenditori capitalisti – e in effetti tutti gli imprenditori – si avvicinano a questa ottimizzazione in modo pratico, dalla “fabbrica di spilli” o « pin factory » al Taylorismo e al micro-Taylorismo di oggi. Ma nessuno è in grado di combinare in modo coerente la composizione tecnica e la composizione valore del capitale. Solo la mia restituzione della teoria marxista della produttività ripristinata nelle Equazioni della RS-RA può farlo.

La produttività è il cuore della concorrenza capitalista. Scientificamente inteso, sulla base del saggio parametrico di profitto, permette di identificare i volumi di profitto che inducono le leggi di mozione del capitale. E quindi anche la dinamica della produzione-riproduzione del sistema. Robert Solow, uno dei principali rappresentanti della “sintesi neoliberale” o “keynesianismo bastardo”, ha cercato, come si è visto sopra, di reintrodurre la teoria del capitalismo senza l’intervento dello Stato, in particolare per quanto riguarda la regolazione del livello di occupazione e delle condizioni di lavoro. Abbiamo già detto cosa pensare del suo equilibrio sul filo del rasoio stabilito su una brutale base neo-malthusiana che produce una soglia fisiologica che non esiste. Ma non è questa la preoccupazione più grave: nello stesso articolo del 1956 che gli valse lo pseudo-Nobel, si sente in dovere di introdurre la tecnologia, quindi la produttività ma è costretto a farlo in modo esogeno. Eppure la tecnologia ha un prezzo di mercato … In breve, è un’altra versione del marginalismo che non ha valore.

Noto che sia Hicks che Sraffa non sono in grado di introdurre correttamente la produttività. Hicks è colui che ha cercato di ripristinare preventivamente il marginalismo di Marshall con altri strumenti, compresa la risoluzione simultanea delle equazioni risalenti a Bortkiewics e Tugan-Baranovsky. (8)

Non risolve un bel niente. Hicks fu probabilmente l’ispirazione principale dopo Pigou per la reazione contro il riavvicinamento della scienza economica e dell’economia sociale. Sappiamo cosa deve questo approccio al consiglio di Auguste Walras al figlio Léon espatriato a Losanna e molto infatuato di fare del Marginalismo una teoria che potrebbe rivendicare formalmente lo status di scienza con l’implementazione dell’algebra semplice. Sappiamo anche che Schumpeter, in parte formato alla scuola di Vienna, era più cinicamente lucido. Sapeva che il MPC, come tutti gli altri modi di produzione, era storicamente limitato, in questo caso dalle leggi di mozione del capitale – centralizzazione, concentrazione – leggi paradossalmente imposte dalla concorrenza capitalista – e, aggiungo, dalla differenza tra i tassi di profitto e i volumi.

Per ritardare questo risultato inevitabile, Schumpeter ha proposto due strade. La prima costituita su base di una falsificazione che poteva avere successo solo grazie alla selezione universitaria dei professori e dei studenti. Consiste semplicemente nel dichiarare autorevolmente che la dicotomia segnalata da Auguste Walras è un fatto ontologico e metodologico della disciplina. Quindi fuori discussione. La seconda strada è quella della “distruzione creativa” schumpeteriana molto fraintesa, che è solo una volgare attuazione del metodo rabbinico-nietzscheano del « ritorno » forzato per bloccare e invertire la storica marcia verso l’uguaglianza e l’emancipazione umana. Quindi avemmo leggi antitrust senza denti, i capitalisti a capo delle grandi aziende avendo solo una propensione minima a fare hara-kiri quando invece potevano far pagare i loro danni ai cittadini. Ma notiamo che sin dall’arrivo al potere dei monetaristi neoliberali alla FED e alla presidenza americana nel 1979-1982, la “distruzione creativa” ha funzionato perfettamente contro il socialismo marginalista revisionista praticato nell’Est e nelle sue imprese di Stato, le quali divennero la Nuova Frontiera del capitalismo occidentale. Inoltre, è stato accelerato lo smantellamento delle imprese pubbliche e dei servizi pubblici ovunque in Occidente.

Hicks, da parte sua, aveva cercato di trarre vantaggio dalla risoluzione simultanea di Tugan-Baranovsky per ampliare le basi del marginalismo di Marshall. Ha ha goduto di grande popolarità in Inghilterra e tra le classi dirigenti a causa dei diagrammi visuali marshalliani delle curve di domanda e offerta. Il proverbio anglosassone dice che un’immagine vale più di mille parole. Hicks cercò di generalizzare la teoria di Marshall, limitata a due merci, capitale e lavoro, a tre e poi a n merci. Il lavoro diventando così un fattore come un altro, tutto potrebbe essere riconciliato con la risoluzione simultanea. Secondo i suoi racconti, nel suo libro pubblicato per la sua disgrazia poco dopo la pubblicazione della Teoria generale di Keynes nel 1936, vale a dire durante la Depressione, non poteva tener conto né della struttura del reddito né dell’inflazione. Ancora più grave a mio avviso, come tutti gli altri che utilizzavano questo finto “modello”, ha dovuto introdurre un saggio di profitto esogeno.

Questo è anche il problema principale del tentativo di Sraffa di utilizzare la risoluzione simultanea per riabilitare la teoria del valore della forza di lavoro proposta dall’economia politica classica e ricardiana. Cercò di escogitare alcuni trucchi avvertendo i suoi lettori che la sua teoria esposta nella sua opera teorica principale “Produzione di merci a mezzo di merci” era solo un prolegomena nel suo tentativo di ripristinare il valore del lavoro classico di Ricardo. Già nel mio Tous ensemble ho mostrato che questo tentativo consisteva nel riproporre Marx senza pero insistere sullo sfruttamento della forza lavoro, quindi sul pluslavoro non pagato che costituisce il supporto tangibile del plusvalore, quindi del profitto. In effetti, il segreto di Sraffa è di avere voluto tradurre il concetto marxista di “lavoro socialmente necessario” nel paniere di consumo necessario alla riproduzione dell’operaio, cioè tutte le merci necessarie per produrre altre merci. Questo era senza speranza perché la forza lavoro di Marx si basa sulla dualità della merce che si traduce nel caso dell’operaio sia in lavoro vivo che in lavoro passato o cristallizzato. Senza questa distinzione primordiale, la genesi del profitto è celata a tal punto che il povero Sraffa è stato costretto a fornire un saggio di profitto esogeno per risolvere le sue matrici. (2)

Riassumendo: nessuna teoria economica borghese tiene conto della produttività che è al centro delle leggi di mozione del capitalismo poiché definisce il metodo di estrazione dei guadagni in conto capitale, quindi i volumi di profitto. La funzione di produzione microeconomica marginalista porta a un valore aggiunto, la cui genesi non è né conosciuta né definita. La catena del valore, sottraendo quella dei cosiddetti settori intermedi, è una perfetta sciocchezza. Tuttavia, è su questi concetti che si basano le statistiche marginaliste.

L’inettitudine della catena del valore è aggravata dal trattamento delle burocrazie interne ed esterne, soprattutto pubbliche.

Abbiamo già sottolineato che i concetti di “lavoro semplice” e “lavoro complesso” sono concetti empirici sviluppati da Adam Smith. Marx li ha sostituiti con i concetti scientifici di “lavoro astratto” risultante dalla divisione interna del lavoro nelle imprese e di “lavoro socialmente necessario” che è la sua controparte macroeconomica. Lo stesso vale per il triste concetto smithiano di “lavoro improduttivo“. Questo concetto appare principalmente nei Libri II e III del Capitale che, come sappiamo, sono spesso bozze preliminari utilizzate nelle edizioni di Kautsky e altri rinnegati del genere.

Rimane il fatto che in queste bozze Marx specifica anche che questi cosiddetti lavori improduttivi sono comunque indirettamente produttive, ad esempio il lavoro degli insegnanti che partecipano alla formazione della forza lavoro. Anche in questo caso è consigliabile leggere Marx in modo scientifico invece di farlo come seminaristi del catechismo. Ciò è essenziale per progettare il trattamento delle varie burocrazie.

Abbiamo già dimostrato l’errore commesso in quest’area dimostrando i rispettivi ruoli della divisione interna e della divisione sociale del lavoro.

Ogni azienda, grande o piccola, ha una burocrazia interna, che fa riferimento alla gestione dell’azienda – contabilità, risorse umane e R&S ecc. Questa divisione interna contribuisce alla formazione della norma interna che fa riferimento ai rapporti tra la composizione organica del capitale – v / C – e il tasso di sfruttamento – pv / v. Questa norma interna gioca nella competizione che porta allo standard emergente per l’industria e per il sotto-settore. Naturalmente, ogni azienda cercherà di aumentare la propria produttività a scapito dei propri concorrenti. Con una identica durata di lavoro produrrà più di un determinato prodotto – o di un prodotto ad altissima elasticità – che avrà di conseguenza un prezzo unitario proporzionalmente inferiore, e ciò a parità di saggio di profitto imposto dal sistema delle Equazioni RS- RA. Tuttavia, con prodotti che costano meno, l’azienda conquisterà nuovi mercati consentendole di raccogliere maggiori volumi di profitto e quindi di ottenere un vantaggio attraverso la centralizzazione e la concentrazione del capitale, sia in mondo orizzontale che in modo verticale. Questa tendenza non implica necessariamente il gigantismo poiché si concilia con la distribuzione territoriale delle società controllate che rispondono a una casa madre, cosa non trascurabile per la pianificazione nazionale e territoriale.

Se si pensa a questa di divisione del lavoro interna in termini di frazioni del processo di produzione immediato secondo una logica taylorista, la produttività della burocrazia interna alle imprese non sarebbe diversa da quella della catena di montaggio o dell’officina. Ovviamente si tratta di servizi che vengono prodotti piuttosto che beni, ma sono altrettanto tangibili. Possono essere standardizzati. In effetti, le procedure operative standard – o SOP in inglese – sono alla base di qualsiasi sistema burocratico efficiente. Consentono la razionalizzazione del lavoro e il rafforzamento dei processi decisionali, in particolare per la valutazione dei managers a tutti i livelli. In quanto tale, l’efficacia delle SOP può essere rigorosamente quantificata senza comprometterne la flessibilità nell’implementazione. Mi riferisco qui al grande classico in materia Groupthink – 1972, 1982 – di Irving Janis. Le nuove tecnologie riformuleranno le SOP esistenti e le renderanno più produttive. In definitiva, il contributo della burocrazia interna si troverà nei v / C e pv / v dell’azienda.

Oggi assistiamo a uno strano paradosso, quello che consiste nel esternalizzare o delocalizzare alcune funzioni interne delle imprese. Questa tendenza non avrebbe motivo di essere al di fuori dell’attuale definizione del anti-dumping imposta dall’OMC e incorporata in tutti i trattati di libero scambio. Questa definizione ignora tanto i salari differiti – contributi previdenziali – quanto l’area delle tasse – prelevate su e fuori dalla busta paga lorda – in modo che si riferisca solo ai salari capitalisti individuali in una corsa competitiva globale al ribasso. Ignora anche i criteri ambientali più minimi per non parlare del principio di precauzione. Questo nonostante il fatto che il lavoratore, membro di una specie che si riproduce sessualmente, debba riprodursi come tale in una focolare, e non possa in nessun caso essere trattato come un fattore come un altro, cioè uno il cui mercato specifico dovrebbe tendere ad eliminare tutte le rigidità. Questo è il motivo per cui l’esternalizzazione o la delocalizzazione viene effettuata nelle regioni periferiche e nei paesi in via di sviluppo. Per quanto riguarda le attività legate all’automazione dell’ufficio ed ai call center, la lingua di lavoro a volte può giocare un ruolo.

Tuttavia, all’inizio, con l’emergere della controriforma di Volcker-Reagan, l’obiettivo era quello di portare a freno i sindacati. Il primo atto di Reagan fu quello di licenziare tutti i controllori del traffico aereo in sciopero, un’azione seguita rapidamente dalla messa in discussione della Clausola Cola sull’indicizzazione dei salari – la scala mobile americana. Prima di allora, era prassi che i sindacati forti negoziassero i loro contratti collettivi, definendo così i parametri principali – retribuzione individuale, ammortizzatori sociali, norme di sicurezza ecc. – che erano poi diffusi in tutta l’economia, almeno all’interno delle aziende più grandi. Ma è notoriamente difficile « decostruire » le conquiste sociali e sindacali una volta che sono state concesse, poiché incarnano allora alleanze di classe o, almeno, una precisa costellazione delle forze sociali coinvolte.

Dopo i colpi inflitti da Reagan e Thatcher – contro i portuali e i minatori – gli attacchi sono stati sostenuti ma non sempre frontalmente. Per indebolire sindacati e lavoratori sono state utilizzate due strategie principali: a) l’outsourcing che ha indotto un cambio di modello per le mansioni esternalizzate e quindi l’abolizione dei contratti sindacali esistenti; b) il passaggio di proprietà o anche la privatizzazione nel caso di imprese pubbliche. Un processo che è andato di pari passo con la tendenza alla privatizzazione, con i LBO, ecc. Guidate da fondi di investimento senza scrupoli o da fondi pensione privati che si sono dati il mandato di ristrutturare le imprese esistenti per allinearle rapidamente al libero scambio globale.

Si noti, tuttavia, che questa riorganizzazione a-sociale e a-sindacale attraverso l’esternalizzazione di funzioni aziendali interne segue la logica generale dell’accumulazione del capitale e porta molto rapidamente alle fusioni. Anche qui la concorrenza genera centralizzazione e concentrazione del capitale attraverso la ricerca della massima produttività. Quando si passa ad una composizione organica più produttiva del capitale o v / C, allora, a parità di orario di lavoro, la stessa forza lavoro – lavoro astratto – impiegata con macchine più produttive e con una migliore organizzazione del lavoro produrrà di più e a un costo unitario inferiore; tuttavia, questa stessa forza lavoro, stimata a quanto costa riprodurla, significherà meno lavoratori fisici.

Le cose sono un po ‘più complesse quando abbiamo a che fare con la burocrazia pubblica.

Per un trattamento conformista della Pubblica Amministrazione – PA – rimando a questo link: http://hussonet.free.fr/apupu.pdf . L’intera discussione ruota attorno a una valutazione dei rapporti della PA con il PIL mettendo in discussione i suoi contributi mercificati e quelli non mercificati. Il discorso resta però circoscritto ai parametri marginalisti del PIL, rimettendo in discussione solo l’accuratezza delle valutazioni contabili della PA in termini di costi o valore aggiunto. In queste due versioni contabili, le due sono per definizione equalizzate poiché per le PA si terrà conto solo del costo rappresentato dalle buste paga e dall’ammortamento del capitale fisso – fabbricati ecc. Certo, se consideriamo il lavoro dei burocrati come lavoro improduttivo, non sarà possibile trattare le PA come un settore di mercato che contribuisce alla ricchezza nazionale in termini di valore aggiunto. Per, sia le PA che le burocrazie private generano plusvalore.

Contrariamente ad alcuni critici libertari o di sinistra, la burocrazia non è un’indicazione di alienazione più di qualsiasi altro aspetto della divisione sociale del lavoro. Non porta necessariamente a processi kafkiani. Ciò dipende dai rapporti di produzione messi in atto. Ad esempio, dopo la seconda guerra mondiale, l’alleanza di classe anti-nazifascista che presiede alla ricostruzione socio-economica delle nostre società, la burocrazia è stata professionalizzata dalla generalizzazione di diplomi specifici e dallo sviluppo parallelo delle scuole amministrative almeno prima dell’egemonia della public policy neoliberale monetarista. Soprattutto, ha ottenuto il diritto di sindacalizzazione, il quale rappresentò un passo considerevole verso la democratizzazione del suo funzionamento. Allo stesso modo, i difensori civici e i prud’hommes sono stati rafforzati per contrastare l’arbitrio burocratico. Questa logica potrebbe essere perseguita istituendo quelle che ho chiamato “istanze di controllo democratico“, ad esempio i comitati per le denunce contro la violenza di polizia o la violenza amministrativa, formati da rappresentanti burocratici e legali ma con una maggioranza di rappresentanti delle cittadine.i.

Non si può negare che la burocrazia si trasformi in una sorta di governo permanente. Ha una memoria istituzionale, una stabilità del personale largamente protetto dai cambiamenti politici, tranne che ai livelli più alti. Soprattutto si basa, almeno nei Paesi più efficienti e meno corrotti, su personale qualificato formato in scuole amministrative specializzate. Questo personale è quindi in grado di raccogliere ed elaborare le informazioni, di articolarle in diversi scenari, consentendo così ai decisori e talvolta ai cittadini di essere debitamente informati quando prendono le loro decisioni nel modo più razionale possibile, anche se necessariamente all’interno della loro propria visione del mondo. Ecco perché la burocrazia è uno strumento necessario per l’esercizio della democrazia, così come l’educazione nazionale, in particolare la democrazia socialista che include la democrazia socioeconomica esercitata prima di tutto attraverso la pianificazione. La vera sfida è quindi la sua democratizzazione. Ciò implica, come vedremo, le procedure e i metodi utilizzati per raccogliere e articolare le informazioni e costituire gli strumenti statistici essenziali, ad esempio, i conti nazionali.

Torneremo su queste questioni che ci portano a desiderare la sostituzione delle narrazioni statistiche marginaliste con statistiche scientifiche reali.

Dobbiamo prima mostrare l’impareggiabile efficienza della burocrazia pubblica intesa come servizio pubblico amministrativo governativo ai vari livelli o anche come servizi pubblici specializzati come l’istruzione, la sanità, le pensioni pubbliche, l’assicurazione contro la disoccupazione, i trasporti, le strade e i ponti e carreggiate ecc. .

Da un punto di vista razionale, questi servizi rispondono esattamente alla stessa logica economica di base, alla massima produttività possibile. In quanto tali possono essere formalizzate come la funzione di produzione dell’impresa pubblica, una funzione di produzione come le altre e come tale da integrare nelle Equazioni di riproduzione semplice o allargate – equilibri stazionari generali o dinamici. Di fatto questo costituisce la loro forza estrema, che si manifesta nella competitività macroeconomica su cui si basa la produttività microeconomica delle imprese e delle cooperative, private o pubbliche che siano.

Ci torneremo su. Spetta a noi mostrare in anticipo le differenze economiche che distinguono le imprese pubbliche dalle burocrazie private, interne o esterne. Queste ultime offrono servizi a pagamento ai clienti che devono pagare individualmente per usufruire di questi servizi. Qui il calcolo della produttività rimane lo stesso di qualsiasi altro bene. L’impresa pubblica è la più alta manifestazione della divisione sociale del lavoro, quella che meglio soddisfa l’interesse generale. Naturalmente, i padri dell’economia politica classica, compreso l’inventore scozzese della “mano invisibile” del mercato Adam Smith, lo sapevano. Smith ha definito con precisione l’interesse generale nella società del suo tempo, al punto che lui aveva già concepito i principi fiscali rilevanti congruenti con una concezione della giustizia fiscale che rimane al centro della disciplina, sebbene sia de facto violata giorno dopo giorno dalla public policy neoliberale politica pubblica monetarista e dalle sue mostruose spese fiscali – o tax expenditures – che seguono una sfortunata tendenza verso un regime di flat tax sempre più regressivo. Per Smith, lo Stato dovrebbe garantire l’interesse generale e quindi le amministrazioni e le infrastrutture che questo suppone, ad esempio lo sviluppo della sicurezza nazionale, delle strade e delle ferrovie. Per questo lo Stato deve avere il potere fiscale per finanziarli – the power of the purse. E poiché le ferrovie servivano la metallurgia e l’industria dell’acciaio più del cittadino comune, queste industrie dovevano contribuire maggiormente al loro sviluppo.

A parte la questione della giustizia fiscale, la divisione sociale del lavoro da parte della burocrazia e dei servizi pubblici fornisce servizi a un costo economico inferiore, semplicemente per effetto della mutualizzazione dei costi che è l’espressione pubblica non competitiva della centralizzazione e della concentrazione delle imprese. Inoltre, questa condivisione non competitiva dei costi garantisce una migliore concorrenza tra le imprese in generale.

Questo è un punto cruciale. In effetti, prima dell’emergere della distruttiva public policy neoliberale monetarista, la marcia verso lo stato di diritto democratico ha portato alla regolamentazione della legge della giungla della concorrenza denunciata dagli stessi capitalisti come “concorrenza sleale”. Fu anche in nome delle norme democratiche borghesi di concorrenza che la democrazia industriale si sviluppò – per esempio R. Dahrendorf – incarnata nei moderni rapporti di lavoro. Questi garantivano la rappresentanza dei lavoratori e in una certa misura la loro sicurezza sul lavoro, ma soprattutto garantivano “level field ” o campo di azione equo per tutti i concorrenti capitalisti. Infatti, i contratti collettivi americani furono sviluppato in parallelo con lo sviluppo dei sindacati industriali – cioè, la CIO – che hanno dato una nuova prospettiva di vita alla classe operaia caduta nelle mani della vecchia AFL gomperista. Sono stati difesi dai New Dealers contro le retroguardie conservatrici. Per i New Dealers si trattava di creare contrappesi al potere delle “Big corporations” creando nel contempo mezzi per stabilizzare i rapporti di lavoro per l’intera durata dei contratti collettivi garantendo così un miglior clima produttivo e migliori risultati.

Rimane il fatto che se le attività pubbliche possono essere correlate alla funzione di produzione microeconomica ordinaria (c + v + pv = M), se usano le SOP come uno degli aspetti principali del loro calcolo taylorista che porta alla quantificazione dei loro benefici e della loro efficienza, la loro produttività specifica non si concretizza immediatamente in volumi di profitto, viene invece valorizzata secondo criteri precisi, ovvero in base agli stanziamenti pubblici messi a disposizione e in base al tempo di esecuzione delle mansioni – ad esempio il tempo di attesa nelle code necessario per ottenere il servizio e la soddisfazione degli utenti e dei beneficiari in quanto cittadini.

Facciamo nuovamente riferimento alla funzione di produzione scientifica: c + v + pv = M

Per il servizio pubblico e i servizi pubblici sociali, la tassazione assicura c e v, i costi di produzione, ma i rapporti v / C e pv / v significano che il lavoro vivo dei servizi pubblici produce un plusvalore che si esprime in valore di scambio e in valore d’uso. E questo si traduce in un minor costo dei servizi pubblici standardizzati grazie alla mutualizzazione – ovvero grazie alla forma pubblica di razionalizzazione per mezzo della centralizzazione e della concentrazione rispettosa dei territori – e anche grazie ad un moltiplicatore economico molto elevato, almeno quando i servizi pubblici sono offerto dal pubblico invece dal privato. Il Moltiplicatore diminuisce drasticamente quando le aziende private lo fanno con fondi pubblici, come fu dimostrato dallo Stimulus Plan di Obama, soprattutto per le autostrade e ponti, per le fognature, i trasporti, l’istruzione e i servizi sanitari. Il marginalismo e il PIL marginalista eliminano questo moltiplicatore in modo del tutto inetto e antieconomico e spingono alla privatizzazione per mercificarli e quindi dare loro un prezzo di mercato, un « valore aggiunto ». Naturalmente, questi aumenti del PIL sono distruttivi per l’economia reale e per l’occupazione a tempo pieno.

Non mi stanco mai di sottolineare questi fatti evidenti, e cioè che negli anni ’70, quando i servizi pubblici si stavano ancora rafforzando senza subire ancora l’assalto debilitante della privatizzazione dilagante o aperta, la sanità pubblica europea, universalmente accessibile e ben distribuita sul territorio, costava solo il 9% di un PIL il quale non aveva ancora subito i danni inflitti dall’attuale sovra-finanziarizzazione e che quindi rifletteva meglio l’economia reale. Da parte sua, il sistema sanitario privato americano ha sprecato il 15% del PIL, lasciando 47 milioni di cittadini senza alcuna copertura medica. A quel tempo gli inglesi, giustamente orgogliosi del loro NHS, prendevano in giro gentilmente il sistema privato americano, per incoraggiare gli Americani a fare un po meglio, il che ci è valso un capolavoro comico con un esilarante Peter Sellers nel film “Where does it hurt?” (Intanto non capisco perché non è più disponibile su Youtube …)

La dilagante privatizzazione del sistema ha messo in ginocchio il servizio sanitario pubblico, producendo due risultati paradossali: a) almeno 11 milioni di cittadine.i devono oggi rinviare o rinunciare all’assistenza sanitaria, sia in Francia che in Italia, due dei tre grandi Paesi dell’Eurozona ; b) la quota totale di spesa pubblica e privata per l’assistenza sanitaria aumenta e si ritiene che contribuisca positivamente al PIL la quota privata – ticket e tariffazione delle cure – perché esibisce un prezzo di mercato e quindi un “valore aggiunto”. La logica contabile del governo – allocazione del budget per la crescita del PIL … così come la logica delle strutture sanitarie soggette a una sorta di redditività stimata illogicamente in termini di mercato microeconomico, fa il resto. Chiaramente, la gestione dei posti letto per ottimizzare la redditività diventa la priorità piuttosto che la possibilità di prendersi il tempo necessario per curare i malati. Tutto questo con una guerra sostenuta contro i farmaci generici e con l’imposizione della logica di Big Pharma invece dell’istituzione di una vera Pharmacare pubblica. (9)

Lo stesso ragionamento si applica al regime pensionistico pubblico mutualistico strutturato per incarnare il principio della solidarietà sociale. Qualche anno fa GM in bancarotta dovette essere salvata dal governo federale e da vari altri Stati per un semplice motivo: la robotizzazione, sommata all’automazione degli anni ’70 e ’80, aveva ridotto drasticamente la sua forza lavoro attiva, tanto che l’azienda non era più in grado di onorare i suoi regimi pensionistici interni o in-house. Infatti, una piccola parte di questo piano di salvataggio avrebbe potuto ripristinare la solidità della Previdenza Sociale – Social Security -, mentre una semplice tassazione leggermente più progressiva avrebbe potuto consentire di espandere i suoi servizi, aumentando così la competitività macroeconomica della Formazione Sociale americana.

Tutto questo ragionamento socio-economico imperfetto è sacralizzato dalla public policy neoliberale monetarista. Il suo grido di guerra sta tagliando la spesa pubblica, anche se nessuno è mai stato in grado di spiegare perché dovrebbe oscillare intorno al 20-25% anziché al 50% o al 55% o più. Certo, dipende dai circuiti più o meno virtuosi di risparmio e ricchezza. Ad esempio, dal 1929 al 1933, il governo di Hoover, messo sotto la bandiera di un “robusto individualismo” – rugged individualism – , ha speso di più in inutili misure ad hoc di assistenza sociale di quanto non abbia fatto il New Deal con la sua embrionale previdenza sociale e le sue grandi opere pubbliche. La prima parte istituzionalizzava il risparmio al servizio dell’interesse generale sulla base dello sviluppo del “salario differito“. La seconda, inclusa la Tennessee Valley Authority, ha creato posti di lavoro sviluppando l’infrastruttura macroeconomica su cui si basa ancora oggi la microeconomia americana. Questa Autorità fornisce anche le prime grandi serie statistiche sulla forza lavoro; è stata essa a rilevare che un lavoratore disoccupato da più di due anni incorrerebbe in carenze fisiologiche e di formazione professionale, diventando così, a tutti gli effetti, inidoneo al lavoro. Questa lezione è stata mantenuta nella formulazione dei sistemi pubblici di assicurazione messi in piede per gestire la disoccupazione. Inoltre, questi dati sono stati utilizzati per informare le statistiche moderne emergenti, ad esempio quella di Kuznets.

Inizialmente, l’argomento monetarista neoliberista è stato riassunto dalla curva di Laffer. Come tutti sanno, è stata disegnata su un tovagliolo dopo un buon pasto. Afferma che il peso dello Stato produce un “spiazzamento” o « crowding out » che frena la redditività degli investimenti privati. (Nessuno parla del vero “spiazzamento” causato dalla finanza speculativa, ma tutti, in particolare le piccole e medie imprese senza grandi flussi di cassa, sanno cosa aspettarsi riguardo all’incredibile “stretta creditizia” che rende il loro accesso al credito difficile se non impossibile.)

La curva di Laffer incarna la puerile semplicità operativa del monetarismo reaganiano al suo inizio. Il peso del governo e dello Stato è stato denunciato come un fattore soffocante per l’iniziativa privata e come un ostacolo al buon funzionamento del “mercato” nella determinazione del giusto prezzo. Era quindi necessario deregolamentare e privatizzare. Il fallimento della