Seconda lettera aperta al CSM, 4 settembre 2019

Posted: 4th settembre 2019 by rivincitasociale in Costituzione, Totalitarismo italiano
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Prof. Paolo De Marco

87055 – San Giovanni in Fiore (CS)

Italia

 

Data : 4 settembre 2019

Soggetto: La mia lettera aperta al CSM del 24 luglio 2019 inviata via PEC.

 

Consiglio Superiore della Magistratura.

A David Ermini,Vice-presidente del CSM

A tutti i membri del CSM,

Alla Sezione disciplinare del CSM

[email protected]

 

     Egregio Signore Ermini,

     Egregi membri del CSM,

Con referenza alla mia Lettera aperta del 24 luglio 2019 inviata via PEC (1), chiedo rispettosamente una risposta e l’intervento urgente del CSM. (2) Se non sbaglio l’Italia è ancora uno Stato di diritto dotato di una Costituzione democratica. (3)

Ribadisco l’estrema illegalità delle archiviazioni successive delle mie denunce da parte del giovane magistrato Dr. Cozzolino della Procura di Cosenza. Come spiegato nella mia Lettera aperta menzionata qui sopra, queste archiviazioni abusive furono perpetrate senza la minima indagine e senza tenere minimamente conto delle prove sequestrate dai carabinieri di San Giovanni in Fiore (CS). L’unico loro scopo fu di permettere la continuazione, in piena impunità, dei crimini perpetrati contro di me con la piena consapevolezza e con la partecipazione attiva dello Stato italiano e della magistratura. Questo è indegno di un magistrato.

Non sono crimini banali perché includono la violazione continua del mio domicilio, della mia privacy ed della mia intimità, l’alterazione ripetuta del mio cibo e delle mie bevande per creare un nocivo « boiling body effect » ed il tentativo poliziesco-mafioso di intimidirmi macchiando le mie tovaglie di bagno con pittura rossa. Paolo De Marco non è e non sarà mai la cavia di nessuno, particolarmente di incompetenti italiani e stranieri come quelli denunciati qui.

L’estrema gravità di queste archiviazioni abusive può facilmente essere illustrata con le seguenti 3 foto di tovaglie macchiate di pittura rossa. Sono tre tra tantissime altre che possano essere messe a disposizione della magistratura. (4) Queste prove non rilevano di nessuna forma di presunta paranoia ma invece della barbara, codarda e criminale incompetenza delle istituzioni implicate, incluso la strana Procura di Cosenza e la strana Prefettura della stessa provincia. In effetti, oltre a condannare il criminale comandante dei carabinieri Pantano e il suo criminale e incompetente accolite, il Dr. Curcio, queste foro testimoniano della crudele incompetenza degli ideatori di questa spregiudicata e intimidatoria persecuzione di stampo poliziesco-mafioso che avrebbe persino inorridito Philp Zimbardo.

In oltre, con la complice archiviazione da parte del magistrato Cozzolino della Procura di Cosenza, l’abusiva e diffamatoria diagnosi di paranoia ideata dai criminali Pantano e Curcio aveva come unico scopo aggravante il depistaggio, cioè la delegittimazione delle mie denunce per archiviare il caso in modo da potere continuare i crimini perpetrati contro di me in piena impunità. Gli ideatori ed i responsabili di questi crimini e di questo depistaggio vanno puniti con massima severità. Sottolineo che quando trai li ideatori di questi crimini ci sono persone e servizi di sicurezza stranieri siamo allora confrontati ad atti di alto tradimento non solo dei diritti fondamentali del cittadino vittima ma sopratutto della Costituzione e della Repubblica italiana, nata dalla Resistenza.

Nelle mie denunce non c’è niente da discutere. I crimini denunciati sono evidenti e lo Stato italiano è l’ultimo a potere negarli. Come notato dall’Onorevole deputato Sapia : « È evidente, nel merito, che tertiumtertium non datur: o una commissione l’ha esaminato secondo le procedure previste, oppure De Marco è vittima di abusi. (…) Occorrerebbe, perciò, accertare – una volta per tutte – se qualcuno si sia introdotto nel suo appartamento e chi all’occorrenza sia stato, atteso che il De Marco ha in proposito fatto riferimenti espliciti e diretti.»

Sottolineo che la mia denuncia del 17-05-2017 con le sue integrazioni è precisamente nominativa – contro il mio giovane vicino Pasquale Oliverio, visto uscire dal mio domicilio, e contro i criminali Pantano e Curcio – mentre la mia ultima denuncia, della quale aspetto ancora l’esito, nomina il Collegio dei medici della provincia di Cosenza e il suo presidente Dr. Corcioni.

Perciò, l’abusiva e diffamante diagnosi del criminale Curcio, come pure la sovra-determinata e indegna conclusione della dottoressa Nicotera, vanno tolte, senza se e senza, ma dal mio fascicolo medicale con le conseguenti punizioni esemplari per Pantano e Curcio, assieme ai loro controllori, ed con i risarcimenti morali e materiali a me dovuti con la riapertura dei fascicoli di tutte le mie denunce. Per oltre 6 anni sin dal mio rimpatrio nel giugno 2013 – e durante i miei soggiorni nel 2012 e 2011 – lo Stato italiano si è reso colpevole delle rovina della mia vita personale, sociale ed accademica, mettendo la mia sicurezza in pericolo nel modo manipolatorio più vile e più codardo immaginabile.

Non permetterò ha nessuno macchiare il mio cognome e la mia riputazione fin qui immacolata. Non permetterò a nessuno pensare che si possa abusare così cinicamente, e con una tale criminale incompetenza, di un Paolo De Marco, senza renderne conto alla giustizia. Anche se nell’Italia attuale scarseggia spesso la minima formazione scientifica per capirlo, faccio umilmente notare che nessuno dei criminali incompetenti qui menzionati, oppure nell’attuale travagliato CSM, può vantare una statura etica paragonabile alla mia e, meno ancora, contributi scientifici fondamentali come i miei. Ognuno è libero di azzardare un’opinione contraria ma solo rispettando la deontologia scientifica, dandomi in particolare il diritto di risposta.

Aspetto notizie sul intervento del CSM, sulla dovuta riapertura dei fascicoli delle mie denunce e sulla punizione esemplare dei colpevoli, di alto e basso livello che siano. Come è facile capire, esigo pure i nomi degli ideatori stranieri di questi crimini e manipolazioni contro di me, nomi senza i quali il mio diritto sacro alla difesa sarà violato dallo Stato italiano in piena coscienza. Il CSM dovrebbe essere in grado di capirlo.

Cordiali e rispettosi saluti,

Prof. Paolo De Marco.

1 ) Lettera aperta al Consiglio Superiore della Magistratura sulla violazione del mio domicilio, l’alterazione del mio cibo e delle mie bevande e gli atti intimidatori di chiaro stampo poliziesco-mafioso. 24 luglio 2019, in http://rivincitasociale.altervista.org/lettera-aperta-al-consiglio-superiore-della-magistratura-sulla-violazione-del-mio-domicilio-lalterazione-del-mio-cibo-delle-mie-bevande-gli-atti-intimidatori-chiaro-stampo-poliziesco-mafioso/

2 ) In nessuna altra repubblica formalmente democratica le richieste e le lettere dei cittadini rimangono senza risposta. Questa attitudine è contraria allo spirito e alla lettera della Costituzione trattandosi di uno aspetto che rimanda alla responsabilità governativa verso i cittadini e verso il popolo sovrano.

3 ) Oltre i diritti fondamentali, incluso la sicurezza, la protezione della vita, della dignità della persona e della privacy dei cittadini, nel suo Articolo 14 la Costituzione sancisce l’inviolabilità del domicilio.

4 ) Ecco le 3 foto del 15-01-2015, del 19-01-2016 e del 10-06-2017. Non si tratta qui di nessuna presunta paranoia ma bensì dell’evidente incompetenza e codarda criminalità istituzionale degli ideatori e dei responsabili di questi vili crimini. La gravissima mancanza alla deontologia degli esecutori Pantano e Curcio non è né tollerabile né perdonabile.


 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

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