LA RAFFINATA PAZIENZA DI UNA CLIMASCETTICA

Posted: 25th ottobre 2015 by rivincitasociale in Ecomarxismo
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Vedi la « Lettre ouverte des connards de climatosceptiques à Madame Kosciusko-Morizet » Par Anne de Marcillac  |  16/10/2015, 13:21  |  978  mots http://www.latribune.fr/opinions/tribunes/lettre-ouverte-des-connards-de-climatosceptiques-a-madame-kosciusko-morizet-514237.html

Vedi pure: Addendum relativo ai megacicli*

E sempre preferibile leggere il testo originale. Per quelle/i che non leggono il francese ecco comunque un riassunto seguito dal mio commento. 

La signora Anne de Marcillac è ingegnere agronomo. Nella sua lettera all’ex-ministro Mme Kosciusko-Morizet fa cortesemente valere che questa esagera chiamando gli climascettici « coglioni ». Se non altro perché questi « coglioni » sono tantissimi e contano tra i loro ranghi molti scienziati di primissimo piano.

La de Marcillac ha chiaramente una formazione scientifica che gli permette di presentare la sua critica con chiarezza e raffinatezza. Sottolinea che la scienza del clima è ancora giovane, perciò è normale che punti di vista divergenti si confrontino. Mettere il bavaglio agli climascettici non gli risulta essere una procedura scientifica legittima. 

Sopratutto perché certi fatti sono irrefutabili. Ad esempio, ricorda come il Dr. Stephen Schneider, il principale autore del primo rapporto del GIEC argomentava che la tendenza alla drammatizzare era naturale in questo organismo per ottener l’attenzione del pubblico. (J. Schell, Discover, pp. 45-48, Oct. 1989). 

Purtroppo se la temperature mondiale cresceva rapidamente nel 1989 oggi le temperature stagnano. Ora « i modelli sui computer utilizzati dal GIEC non avevano previsto questo rallentamento e non sanno come riprodurlo.(H. von Storch and al. « Can climate model explain the recent stagnation in the global warming? »). http://www.researchgate.net/publication/255809444_Can_climate_models_explain_the_recent_stagnation_in_global_warming» La riproduzione dei risultati rimane purtroppo il metodo di verifica scientifico per eccellenza. 

La de Marcillac aggiunge che il livello degli « oceani non sale di più di 3 mm annui, che il ghiaccio dell’Artico sembra ricostituirsi (per la superficie del ghiaccio artico vedi qui: http://nsidc.org/arcticseaicenews/charctic-interactive-sea-ice-graph/ ), che non si verifica nessuno aumento delle catastrofe climatici, e che niente dimostra in maniera sicura che esiste un legame tra questa frequenza e l’evoluzione dei gas a effetto serra, al contrario di quanto viene affermato. E proprio il GIEC stesso ad indicarlo – GIEC, ARS,-2013, groupe de travail !, chapitre 2 -; la sua conclusione è identica per quello che riguarda l’emergenza di eventuali eventi brutali – GIEC, AR-2013. Groupe de travail I, tableau 12-4, p 1115 -. Non c’è dunque da spaventarsi in modo che, oggi, si potrebbe re-introdurre serenamente un poco di razionalità in questo dibattito. »

La de Marcillac sottolinea che se il principio di precauzione è importante deve preoccuparsi di cose concrete socialmente prioritarie. Ad esempio, proteggere la gente dalle catastrofe prevedibili, garantire l’accesso all’elettricità ed a l’acqua potabile. Al contrario, la carbon tax gli sembra un’azione poliziesca tanto inefficacia quanto costosa. 

La raffinatezza di questo intervento è di buono auspicio perché non si può fare un dibattito scientifico con la pretesa di controllare simultaneamente le domande e le risposte. C’è qui una questione di etica democratica e di deontologia scientifica.

Per cono mio devo ammettere che l’orientamento scientifico di certi critici dei cosiddetti climascettici non mi convince. Ho già formalizzato la mia critica nello saggio « DÉFI AUX ÉCOLOGISTES, AU GIEC ET A TOUS LES APÔTRES DU RÉCHAUFFEMENT CLIMATIQUE (14 juin 2007) » dans la Section « Commentaire d’actualité » du site http://www.la-commune-paraclet.com/

In particolare, stupisce come una delle cause più ovvie dei cambiamenti climatici nella lunga durata, cioè la precessione degli equinozi, sia scartata. Ho già menzionato altrove l’articolo di Science & Vie (No 1164) che presenta il legame tra essa e la morfologia del pianeta Marte. Aggiungo che il caso di Giove mi sembra ancora più evidente. L’inclinazione dell’asso di rotazione di Giove è minima – 3.13 – così che le strisce alla sua superficie sono quasi orizzontali e paralleli. https://it.wikipedia.org/wiki/Giove_(astronomia

Immanuel Kant, il fondatore dell’epistemologia e della metodologia laiche-scientifiche aveva orrore di quello che chiamava i « paralogismi », spezzo forgiati coscientemente dai propagandisti di narrative. Per identiche ragioni, nei Discorsi di Platone, Socrate, l’allievo dei Pitagorici, denunciava senza mezzo termine i sofisti. Ecco un paralogismo ricorrente nelle narrazioni climatiche: Emerge dai lavori mal interpretati di Georgescu-Roegen. (1)

Si afferma dunque che l’influenza del Sole sul riscaldamento è trascurabile. « L’attività solare varia secondo un ciclo di quasi 11 anni, ma entro i suoi periodi di alta e bassa attività, la variazione di energia che il Sole manda sulla Terra non supera il 0,1%. Tale divergenza non può spiegare le fluttuazioni delle temperature terreste. » (in Le réchauffement est-il causé par le Soleil ? Le Monde.fr | 15.10.2015 à 15h59 • Mis à jour le 15.10.2015 à 18h25 | Par Stéphane Foucarthttp://www.lemonde.fr/cop21/article/2015/10/15/hoax-climatique-2-le-rechauffement-c-est-a-cause-du-soleil_4790439_4527432.html )

A dire vero questo argomento è incomprensibile. (2) Si il Sole ha dei cicli di 11 anni può influire in modo ciclico non in modo progressivo, questo è vero ma solo mutatis mutandis. Or, a parte le rotazioni diurne, le stagioni dimostrano la grande differenza che risulta dall’esposizione al Sole secondo la distanza orbitale tra i due pianeti e secondo la latitudine terrestre considerata. Ed è proprio questo, anche se in un modo diverso, che è implicato innegabilmente nella precessione degli equinozi. Anche il livello degli oceani né risente almeno localmente.

Questa conclusione rimarrebbe vera anche se si verificasse la diminuzione dell’energia emessa dal Sole durante gli ultimi 10 decenni. Questo punta giustamente all’importanza di afferrare i cicli corti o medi nel contesto di cicli più lunghi.

Questo per il calore. Ma cosa dire degli irraggiamenti ? L’articolo sembra confondere i due fenomeni. Una prima verifica potrebbe venire dall’analisi del capovolgimento del polo magnetico il quale sembra avvenire ogni mille anni più o meno. I dati storici, botanici etc permetterebbero di effettuare questa verifica.

Rimane che, logicamente, tutti questi cicli debbono avere un’importanza considerevole nel quadro specifico della precessione degli equinozi. Questa rappresenta un processo costante e prevedibile. La stesa cosa può dirsi della forza di Coriolis perché influenza in modo permanente la circolazione planetaria dei venti. Il grande scienziato Allègre ha studiato l’evoluzione delle placche tettoniche senza la quale, ad esempio, l’evoluzione lunga delle correnti oceaniche non sarebbero comprensibili. Anche gli effetti di queste due forze sono comunque sovra-determinati dalla precessione degli equinozi.

Le probabilità vengono spesso utilizzate per falsificare i dati e per creare narrazioni dando a correlazioni speciose l’apparenza della scienza. Leibniz né sarebbe scandalizzato. Aveva inventato l’applicazione delle probabilità alla scienza con uno scopo ben preciso: spesso, in materie scientifiche, non si possono offrire spiegazioni che riposano sopra una concatenazione determinista comprovata. In questi casi, Leibniz non proponeva il ricorso a-scientifico all’indeterminismo, rigettando questa falsa dualità. Invece, proponeva di avvicinare il soggetto di studio con l’aiuto delle probabilità non per pretendere darne così una spiegazione ma per avvicinarsi alla natura dell’oggetto di studio con la speranza di poterne offrire in seguito una vera e propria spiegazione scientifica.

Questa sostituzione è letale. In effetti, è letale proprio come lo è la falsificazione logica di Gödel, quel pitre di professione, tanto sgradito da Wittgenstein, che voleva fondare l’impossibilità della scienza – « incompletudine » generica ontologica ! – sulla falsificazione della base sillogistica della logica. Al contrario di quello che egli afferma una persona o meglio un gruppo di persone – i Cretesi? – non possono essere totalmente idioti sempre e ovunque, e meno ancora se si tratta di tutto un popolo: perché allora la legge dell’evoluzione gli sgombrerebbero naturalmente via. Sarebbe un caso tipico di non-viabilità di una specie. E di fatti, a parte per i ciechi ed i falsari, Gödel risulta non essere scientificamente viabile. (3) Intanto, al contrario del perseguitato e plagiato – von Neuman etc – Türing, non ha contribuito un bel niente né alla scienza, né alla teoria, né alla tecnica. Solo vento di quello che soffiava per impedire la marcia della scienza – pace all’angelo biblico di W. Benjamin …

Ripeto che in materia di scienza, per l’economia come per il clima, l’occultazione non è confutazione. Scartare ipotesi importanti anzi cruciali rimanda ad una logica a-scientifica, e per molti ad una volontà di sostituire la scienza con narrative di tipica natura determinatamente a-democratiche.

Paolo De Marco,

San Giovanni in Fiore, il 23 ottobre 2015

Note:

1) https://it.wikipedia.org/wiki/Nicholas_Georgescu-Roegen Ho detto altrove che la biologia rovescia la logica detta universale dell’entropia – idea che Penrose mi ha rubato con i stessi metodi usati da James Watson con la Rosalind Franklin -; che in materia di energia conta il bilancio positivo è la possibilità come sempre del impiego su larga scala o su scala industriale. L’ecologia fondata sull’analisi del solare derivata da Georgescu-Roegen e particolarmente quella dei sui seguaci è terribilmente riduttrice e a-scientifica.

2) Questo tipo di confusione infantile è comunque molto diffusa. Si aggiunge la confusione globale/locale. Ad esempio, in materia economica, pure rimanendo nel quadro falso del marginalismo, la discussione sul ben fondato delle politiche di austerità, purtroppo confutate dai fatti sin dalla crisi del 2007-2008 ed anche prima, si fonda sulla confusione tra moltiplicatore generico e moltiplicatori settoriali, i quali sono fortemente positivi almeno quando non sono abbandonati nelle mani del settore privato. Vedi il mio The Fed dilemma in questo sito (Nota c, della prima Sezione A). In realtà, l’austerità è un’arma di guerre per imporre una regressione alla società intera verso una società di nuova domesticità e di nuova schiavitù. Ho spiegato che molti climatologi vanno nel stesso senso regressivo: si riconoscono facilmente perché, ad esempio, denunciano « l’impronta ecologica » dell’Americano o dell’Europeo medio, sempre più impoverito, senza dire una singola parola sopra l’impronta ecologica di Al Gore o del 1 % più ricco o del loro « modello » ecologico-economico mirato solo alla preservazione del sistema ed all’incremento dei loro profitti.

3) Vedi la mia critica nell’ultima parte del mio « Contra pitre: Manifesto di un professore comunista contro le malattie infantili dei rinnegati, dei pitre e dei bassi cleri filo-semiti nietzschiani », nella Sezione Italia del mio sito http://www.la-commune-paraclet.com/

*) Abbiamo notato la necessità di tenere conto delle interrelazioni tra cicli corti, intermedi e megacicli. Ecco un articolo interessantissimo intitolato : « Les extinctions des espèces seraient elles liées à la trajectoire galactique du Soleil ? »publié le 21/10/2015 http://www.science-et-vie.com/2015/10/les-extinctions-des-especes-liees-a-la-trajectoire-galactique-du-soleil/

L’ipotesi proposta dai due ricercatori americani, Michael Rampino e Ken Caldeira, concerna la traiettoria galattica del Sole e la sua influenza sull’estinzione delle specie sulla Terra. Secondo loro esiste « nelle serie sedimentarie dove sono registrate la vita e la morte delle specie viventi, una periodicità di 26 milioni di anni. Le grandi estinzioni, tra le quali quella del cretaceo-terziario, sarebbero intervenute maggiormente secondo questo cicli di 26 milioni di anni più o meno … »

Concentrandosi sugli impatti di meteoriti ed il loro legame con la sparizione delle specie, l’articolo spiega che « L’orbita del Sole, distante di 27 000 anni-luce del centro galattico è effettuato dal nostro pianeta in 200 milioni di anni più o meno. Questo orbite non è regolare ma oscilla da una parte e l’altra del piano galattico, il che spiega la densità più forte delle stelle.»

Si aggiunge « Per confortare la loro tesi,  Michael Rampino et Ken Caldeira, credono poter notare un aumento periodico del numero dei crateri d’impatto su Terra secondo un ciclo anche esso di 26 milioni di anni.» Osservazione che propongono di verificare con l’analisi degli impatti sulla Luna e su Marte.

Rispetto al ciclo di quasi 26 000 anni della precessione degli equinozi, nel mio saggio intitolato « Appunti su Gioacchino da Fiore » ho scritto questo: « Recentemente leggendo il libro di Camillo Flammarion, Astronomia popolare, Edoardo Sozogno, editore 1885, ho trovato alla pagina 48 una figura che da lo « spostamento del polo dell’anno 6000 av. C. fino all’anno 18 000. Ciclo di 25 765 anni ». In un colpo d’occhio in questa geniale illustrazione di Flammarion si può vedere la rappresentazione del cerchio descritto dal polo nord nel cielo stellato per causa della precessione degli equinozi. »

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